Aelfwine il Navigatore

di Roger R.


Le narrazioni riguardanti Aelfwine, il marinaio che ha trovato la Strada Diritta ed è giunto a Tol Eressea, rappresentano sicuramente la materia più intricata e più complicata di tutti gli autori di antiche Cronache. È inoltre un personaggio unico, in quanto è il solo appartenuto a tempi storici che abbia messo piede sull'Isola Solitaria. Come vedremo, furono proprio i suoi racconti e resoconti a trasmettere le storie delle prime Tre Ere del Mondo al professor Tolkien e quindi a noi, che viviamo nella Settima Era.

Analizzando i testi che egli ci ha tramandato è anche possibile scoprire come in realtà, in quelle lontanissime Ere oggi pressoché dimenticate, il nostro mondo avesse un aspetto assai diverso, come mostra la cartina sottostante, tale da farlo coincidere con la Terra di Mezzo delle antiche saghe (cliccare sulla cartina per vederne un'immagine estesa):

Aelfwine era un anglosassone, vissuto in Gran Bretagna durante il decimo secolo. Il suo nome in antico inglese significa "Amico degli Elfi", non molto raro a quei tempi. Era un lontano discendente di Eärendil il Navigatore ed ha avuto, come tutti i suoi antenati, una grande bramosia per il mare in fondo alla sua anima.

Ci sono due versioni molto diverse tra di loro della leggenda di Aelfwine. La prima lo situa nel Wessex dell'undicesimo secolo, ma questa versione della storia sembra essere contaminata dalla tradizione orale, dal momento che essa sostiene che Warwick sia stata costruita dagli Elfi (chi la hanno chiamata Kortirion in memoria di Kortirion su Tol Eressea). Riteniamo questa versione perssoché impossibile per vari motivi: durante la Prima, la Seconda e la Terza Era non si è mai sentito parlare di una città denominata Kortirion nella Terra di Mezzo. All'inizio della Quarta Era i pochi elfi restanti stavano diminuendo rapidamente di numero, e troviamo improbabile che tutti gli elfi rimasti abbiano costruito una grande città. Ma è possibile che questa leggenda storia provenga dall'altra versione, perché la trama è fondamentalmente la stessa.

La prima versione è altamente dettagliata e vale la pena di riassumerla. Aelfwine visse a Warwick in Luthany (che oggi è l'Inghilterra) ed apparteneva alla stirpe degli "Ing". Suo padre era il menestrello Deor e sua madre era Eadgifu. Quando Aelfwine era ancora molto giovane, Warwick fu attaccato dai Vichinghi del Nord. Deor e Eadgifu furono uccisi, e Aelfwine fu ridotto in schiavitù da Orm il vichingo.

Dopo molti anni di servizio, Aelfwine fuggì e riuscì ad approdare sulla costa occidentale dell'Inghilterra. Là visse per molti anni in una comunità di marinai, fino a che non fu cresciuto. In questi anni imparò l'arte della navigazione, e spesso si spinse molto al largo nell'oceano. Durante uno di questi viaggi avvistò le isole del lontano occidente, ma poi il vento lo risospinse di nuovo a casa.

Sapendo che vi erano ad ovest isole sconosciute e non segnate su alcuna mappa, con sette compagni (dei quali le saghe ci hanno tramandato soltanto i nomi di Aelfheah, Bior e Gelimer) si spinse ad ovest alla loro ricerca. Durante una terribile tempesta notturna la nave andò distrutta, e la mattina seguente Aelfwine si ritrovò solo su una spiaggia. Era stato gettato dalle onde su una delle Isole Senza Porto (Harbourless Isles).

Ben presto scoprì di essere solo sull'isola, fatta eccezione per un uomo molto anziano che era naufragato sull'isola molto tempo prima e che si presentò come "l'Uomo del Mare". Aelfwine trascorse molto tempo sull'isola ed imparato molto dall'anziano naufrago. Una mattina scoprì che un'altra nave era naufragata sull'isola: la nave di Orm il Vichingo. Nessuno dei Vichinghi era sopravvissuto, e così Aelfwine e l'Uomo del Mare, presero possesso della nave e con essa presero il largo.

Dopo un lungo viaggio verso ovest giunsero alla solitaria isola Eneadur, abitata da una popolo di marinai che chiamavano se stessi Ythlings. Su quest'isola Aelfwine ritrovò i suoi sette compagni, vivi e in buona salute. Gli Ythlings sembravano conoscere l'Uomo del Mare, che ordinò loro di costruire una nuova nave per Aelfwine e per i suoi compagni. Il giorno della partenza, l'anziano benedisse la nave, poi si arrampicò su di un'alta scogliera e si tuffò nell'oceano. Aelfwine pianse per quella che credette essere la certa morte del compagno, ma gli Ythlings si limitarono a sorridere.

Insieme ad un Ythling chiamato Bior, gli otto compagni suddetti salparono ancora verso ovest. Dopo un viaggio molto lungo e sfiancante superarono le Isole Fatate (Magic Isles), dove persero tre membri della loro squadra. Un giorno nebbioso, l'aria si riempì di una fragranza sconosciuta, improvvisamente le foschie si diradarono improvvisamente ed essi videro davanti a loro Tol Eressea, l'Isola Solitaria.

Ma poi il vento cambiò, le foschie tornarono ad infittirsi e la visione sparì. Aelfwine si levò in piedi sulla poppa ed allora con un grido si tuffò nell'oceano mentre la nave tornava a volgere la prua verso est.

Questa versione della leggenda si conclude qui. Ciò può indicare che nella sua prima versione venne scritta da uno dei compagni di Aelfwine. Ma deve essere stata molto rimaneggiata con il passare del tempo, e per questo non è affatto certa.

L'altra versione della storia sembra più realistica, in parte perché è corredata da molti riferimenti storici. Aelfwine era un marinaio e un menestrello al servizio del re Eadweard thegn Odda. È stato denominato Widlast (in inglese moderno "Fartravelled", colui che ha viaggiato a lungo) e suo padre era Eadwine, figlio di Oswine. Nacque intorno all'869 d.C.

Quando Aelfwine aveva nove anni (verso l'878 d.C.), suo padre salpò con la sua nave Earendel e non fece più ritorno. A causa degli attacchi dei danesi, la madre di Aelfwine (della quale non ci è stato tramandato il nome) fuggì con lui da Somerset, dove vivevano, verso il Galles occidentale.

Visse laggiù fino alla virilità ed imparò la lingua gallese e il mestiere del navigante, poi ritornò a Somerset per servire il re nelle sue campagne belliche. Al servizio di Odda navigò attraverso molti mari e visitò molte volte sia il Galles che l'Irlanda. Nel corso dei suoi viaggi ascoltò molti racconti di mare, e così venne a conoscenza delle leggende irlandesi di Maelduin e di San Brendano, entrambi capaci di attraversare il mare e di vedere "molte isole l'una dopo l'altra, in cui hanno veduto meraviglie su meraviglie". Sentì inoltre parlare di una grande terra nell'ovest che era stata sommersa, i cui superstiti si erano rifugiati in Irlanda ed avevano dimorato là. I discendenti di questi uomini dell'occidente avrebbero sempre avuto la nella loro anima la nostalgia del mare, di modo che molti hanno intrapreso la navigazione verso ovest e non sono più tornati. Aelfwine pensò così che avrebbe potuto discendere da uno di quei superstiti.

Intorno all'anno 915, in autunno, i danesi attaccarono Porlock. Inizialmente furono respinti, e nella notte Aelfwine riuscì a catturare "un cnearr" danese (una piccola nave). All'alba Aelfwine disse al suo amico più caro, Treowine delle Marches, che intendeva salpare fuori, verso il paese del leggendario Sheaf, re dell'ovest. Per questo aveva preparato da molto tempo una scorta di cibo e di acqua. Treowine accosentì ad accompagnarlo almeno fino all'Irlanda. A loro si aggregarono altri due compagni: Ceola di Somerset e Geraint del Galles Occidentale.

Salpati da Somerset, volsero la prua verso l'ignoto ovest, oltrepassarono l'Irlanda e dopo molti giorni di mare i navigatori si sentirono esausti. "Una morte simile a un sogno", dicono le saghe, sembrò scendere su di loro e presto lasciarono questo mondo. L'ultima cosa certa del viaggio è che Treowine vide il mondo dissolversi sotto loro. Avevano imboccato la Strada Diritta.

È incerto cosa sia accaduto ai compagni del Aelfwine dopo che ebbero perso i sensi. Del resto, nessuno sa perchè tanti altri seguirono la stessa rotta senza imboccare la Strada Diritta. Che Treowine giunse là è certo, perché è nominato nella saga; gli altri possono essere sbarcati in Irlanda o (secondo una versione) saltati fuori bordo quando la nave si sollevò sopra il pelo dell'acqua.

Comunque, quando Aelfwine si svegliò, scoprì che si trovava disteso su di una spiaggia, mentre un gruppo di elfi trascinava la sua nave in secco. Era giunto a Tol Eressea. Presto divenne amico dei Noldor che vivevano sull'isola, imparò la loro lingua (il Noldorin) e ricevette da essi il nome di Eriol, che significa "colui che sogna da solo" (ma è stato interpretato anche come "scogliere di ferro"). Si spinse poi verso l'interno.

Presto giunse ad un villaggio denominato Tavrobel, dove rimase a lungo. In questo villaggio viveva Pengolodh, e Aelfwine ha imparato molto da lui. Pengolodh gli narrò il poema "Ainulindalë", il Canto degli Ainur, e gli fece leggere il Lhammas, il Quenta Silmarillion, il Libro d'Oro, il Narn I Chin Hurin e gli Annali di Aman e del Beleriand. Aelfwine imparò molto da questi antichissimi testi, e si mise a tradurre il Silmarillion, gli Annali e il Narn in antico inglese, opera proseguita dopo il suo ritorno in Gran Bretagna), trasmettendoci le etimologie di molti nomi.

Non si sa quanto tempo Aelfwine trascorse su Tol Eressea, ma è certo che sia rimasto là per molti anni. Alla fine riprese il mare e fece ritorno in Gran Bretagna, ma che cosa gli accadde in patria non ci è stato tramandato. Una sola cosa è certa: continuò a tradurre i testi elfici che aveva ricevuto in dono o imparato a memoria. Ed è altrettanto certo che il professor John R. R. Tolkien, massimo esperto di antico inglese, riscoprì i suoi lavori nel corso delle sue ricerche, li tradusse in inglese moderno ed utilizzò gran parte del materiale in essi contenuto nella redazione dei suoi best-seller: esplicitamente dei "Racconti Perduti" e dei "Racconti Ritrovati", ma certamente anche dello "Hobbit", del "Signore degli Anelli" e del "Silmarillion".

Ritratto di Aelfwine il Navigatore

Ritratto di Aelfwine il Navigatore

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Ed ora, alcuni riferimenti alla mappa sopra riportata della Terra di mezzo che, a detta dello stesso J.R.R. Tolkien, non si trova su un altro pianeta o in un altro universo, ma coincide con la nostra stessa Terra, in un'era precedente della sua storia, dominata dalla magia e per questo mitica. Al tempi degli eventi descritti ne "Lo Hobbit" e nel "Signore degli Anelli",  la Terra di Mezzo è prossima alla fine della sua Terza Era, circa 6.000 anni fa. Tolkien non ha creato la Terra di Mezzo dal nulla: antichi miti germanici dividevano l'universo in nove mondi, abitati da elfi, nani, giganti, eccetera; il mondo degli uomini era quello al centro, chiamato Midgard, Middenheim o (appunto) la Terra di Mezzo. Tale termine non descrive la totalità del mondo pensato da Tolkien: il termine corretto per il pianeta terra è Arda, e probabilmente deriva dal tedesco Erde ("terra"), mentre Ea è il termine adeguato per indicare tutto l'Universo.

Gli Hobbit sono descritti come abitanti del "Nord-Ovest del Vecchio Mondo, a est del Mare", e, pertanto, si associare la loro patria con la stessa di Tolkien, cioè l'Inghilterra; lo stesso Tolkien ammette: "La Contea è basata sull'Inghilterra rurale, e su nessun altro paese del mondo."

Tolkien mette a confronto il suo "vecchio mondo" con l'Europa: "L'azione della storia si svolge nel Nord-Ovest della Terra di Mezzo, equivalente in latitudine alle coste atlantiche dell'Europa e alla sponda settentrionale del Mediterraneo. [...] Se Hobbiville e Gran Burrone sono poste (come probabile) circa alla latitudine di Oxford, allora Minas Tirith, 600 miglia a sud, si trova circa alla latitudine di Firenze. Le bocche di Anduin e l'antica città di Pelargir sono circa alla latitudine di Troia".

Ma, come afferma Tolkien nel prologo del "Signore degli Anelli", sarebbe inutile cercare corrispondenze geografiche, siccome "quei giorni, la Terza Era della Terra di Mezzo, sono ormai lontani, e la forma di tutte le terre è stato cambiato..." Purtuttavia, Peter Bird, professore di Geofisica e geologia presso la UCLA (University of California, Los Angeles), ha fatto un tentativo di identificazione ed ha sovrapposto la mappa della Terra di Mezzo a quella d'Europa, il porta alle identificazioni seguenti:

La Contea si trova nel sud-ovest di Inghilterra, che più a nord è anche sede della Vecchia Foresta (lo Yorkshire?), dei Tumulilande (il nord dell'Inghilterra), della città di Brea (vicino a Newcastle-upon-Tyne) e di Amon Sul (le Highlands scozzesi).

I Rifugi Oscuri sono situati in Irlanda.

Eriador corrisponde alla Bretagna.

Il Fosso di Helm è vicino alla città di Basilea.

La catena montuosa di Ered Nimrais coincide con le Alpi.

Gondor corrisponde alle pianure settentrionali italiane, estese verso un Mare Adriatico prosciugato, come era alcune decine di migliaia di anni fa, durante le glaciazioni.

Mordor si trova in Transilvania, con il Monte Fato probabilmente in Romania, Minas Morgul in Ungheria e Minas Tirith in Austria.

Rohan è posto nella Germania meridionale, con Edoras ai piedi delle Alpi bavaresi. Sempre in Germania, ma a nord, nei pressi dell'attuale Amburgo, è edificata Isengard, in prossimità della foresta di Fangorn.

A nord si trova il Bosco Atro, più a est vi sono il Rhovanion e Rhûn, vicino agli Urali.

Il Mare di Rhûn corrisponde al Mar Nero.

Khand è la Turchia.

Haradwaith è la parte orientale del Nord Africa; Umbar corrisponde al Maghreb.

La baia di Belfalas è la parte occidentale del Mediterraneo.

Questa mappa è stata ripresa dalla pagina Web del professor Bird presso la UCLA.

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Riferimenti bibliografici:

"Storia della Terra di Mezzo", vol. 9, "The Notion Club Papers" (seconda parte)
"Storia della Terra di Mezzo", vol. 2, "La Storia di Eriol o Aelfwine"
"Storia della Terra di Mezzo", vol. 5, "La Strada Perduta"
"Storia della Terra di Mezzo", vol. 1, "Appendice"
"Storia della Terra di Mezzo", vol. 10, "Ainulindalë"
"Storia della Terra di Mezzo", vol. 5, seconda parte: "I Lhammas"
"Storia della Terra di Mezzo", vol. 5, seconda parte: "Il Quenta Silmarillion"
"Storia della Terra di Mezzo", vol. 4, "I Primi Annali di Valinor"
"Storia della Terra di Mezzo", vol. 11, "Aelfwine e Dirhaval"
"Beowulf", stanze 1 - 58

Tratto da questo blog di Roger R. (grazie al Marziano per avercelo fatto conoscere!)

Roger R.


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