Alessandro Shi Huangdi, l'unificatore della Cina

di Perchè No?


Nel 326 Alessandro é pronto per penetrare nel cuore dell'India, però le sue truppe, allo stremo e stanche di questa Marcia senza scopo si ammutinano e chiedono di tornare verso Ovest. Alessandro é scosso da questo ultimatum e capisce che se prosegue nel suo sogno la ribellione potrebbe diventare incontrollabile. Il re, dopo tre giorni trascorsi a pensarci, sta per ordinare la ritirata verso Babilonia, ma fa un sogno straordinario dove si vede sotto forma di un'aquila che vola verso Est, da solo, eccezion fatta di suo padre Zeus. Quando si sveglia fa convocare il suo fedele Efestione e gli racconta il suo sogno; l'amico vede in esso la sua stanchezza di condurre un esercito ostile ma anche la sua sete non soddisfatta di esplorazione. Dopo un altro giorno di discussioni Alessandro decide di abbandonare l'esercito che non lo merita! Nel più assoluto segreto, con Efestione riunisce i più fedeli tra i fedeli, mezzi, cavalli e cibo. Prende anche contatto con re Poro per informarlo e in cambio della sua protezione in India lo riconosce re di tutto l'Est della Persia. Una mattina gelida scappa dal campo con Efestione e un centinaio di cavalieri e servitori, rinforzati più tardi da mille soldati datigli da Poro.

Nel campo greco la fuga del re viene scoperta: i generali Tolomeo, Seleuco, Nearco, Cassandro e altri si riuniscono impauriti di rimanere soli in questa terra di barbari. Decidono di nascondere la verità per salvare l'armata greca. Proclamano all'esercito che Alessandro ha finalmente deciso di tornare in Grecia e fanno costruire dodici altari agli dei con l'iscrizione « Qui i Greci si sono fermati », iscrizione che dimentica Alessandro perché nessuno sa cosa é avvenuto di lui. Proclamano anche che il re, di stirpe divina, rifiuta ormai di essere visto dai suoi soldati. La ritirata é durissima ma il segreto é conservato. Arrivati a Babilonia i generali aspettano un po' prima di svelare la verità: Alessandro é sparito, senza dubbio rapito dagli déi per essere a sua volta un dio, questa leggenda diventa la versione ufficiale e tutti i Diadochi sviluppano il culto di Alessandro sempre vivo. Però i mesi del viaggio di ritorno non hanno permesso ai Diadochi di mettersi d'accordo sulla successione, iniziano dunque a lottare tra loro e l'impero d'Alessandro crollerà nelle guerre di successione.

Dal canto suo, Alessandro e i suoi compagni attraversano discretamente in tre anni tutta l'India, viaggiando verso Est. Alessandro approfitta delle ricchezze portate con lui e attacca i mercanti isolati con i suoi uomini, esplorando e studiando questo mondo sconosciuto. Nel 323 attacca un gruppo di mercanti dalla pelle gialla: uno tra loro, Zhao Tao, é risparmiato per soddisfare la curiosità del re. Il mercante si rivela essere un lontano cugino del sovrano di un regno più a Nord, il regno Yue, distrutto dieci anni prima dal potente regno Chu. Zhao Tao racconta senza fare complimenti la storia millenaria del suo paese, antico impero sotto la guida degli Zhou oggi fantocci dei regni rivali tra quali il Chu sta per vincere tutti gli altri. Alessandro si mostra affascinato di questo nuovo mondo così antico, in lui rinasce la stessa impressione nei primi anni del suo viaggio quando é penetrato in Egitto, il mistero e la grandezza, e lo riprende la speranza di imprese eroiche. Eccitato chiede a Zautos (come chiama Zhao Tao) di condurlo in questo paese che vuole scoprire.

Così Alessandro con Efestione a destra e Zhao Tao a sinistra risale verso Nord con un viaggio di un anno attraverso un paese fertilissimo e totalmente nuovo per i Greci, Persiani e Indiani del basileos. Durante il viaggio sono però attaccati più volte da diversi signori della guerra ostili a questa compagnia di mille stranieri di tutti i colori. In quest'occasione Alessandro dimostra a Zhao Tao la potenza della tattica greca, convincendo quest'ultimo che con Alessandro ha trovato il modo di vendicarsi del Chu. La compagnia riesce ad arricchirsi con il bottino dei signori della guerra e aumenta grazie all'apporto di volontari locali dalla pelle gialla che Alessandro accetta sempre. Cosi Alessandro arriva con una truppa di 2000 uomini nella valle d' Wei, terra del regno di Ts'in.

Ts'in é stato scelto su consiglio di Zhao perchè é il più potente regno rivale di Chu e dieci anni anni prima ha conosciuto una serie di grandi riforme da parte del ministro Shan Yang, il quale ha fondato il legalismo, cioè la dittatura della legge: ciò ha permesso la nascita di uno Stato militarista, potente e ben organizzato, ma senza grandi capi dopo la morte di Shan Yang (defunto per non avere rispettato le proprie leggi). Alessandro si mostra interessato a queste idee, sono coerenti con il suo gusto per l'autoritarismo già espresso in Persia. L'ambizione riprende possesso del cuore di Alessandro.

Accolto alla corte del re (Wang) di Ts'in, Alessandro é presentato da Zhao come il signore della guerra Yalin Shan Da (maniera di pronunciare Alessandro in questo paese), eroe venuto dall'Occidente per mettersi al suo servizio. Alessandro é nominato marchese con un feudo di 10 città presso le terre barbariche dei Rong. Il basileos accetta questo titolo con l'idea ovvia di elevarsi alle sommità degna di un dio.

Nel 320 Alessandro é nominato generalissimo delle armate Ts'in, che egli in due anni addestra alla tattica della falange, ma migliorando la sua tattica grazie a reparti della cavalleria Rong e suoi arcieri. Inoltre Zhao, erede delle tecniche yue di produzione della ghisa, permette ad Alessandro di avere le migliori armi della sua epoca.

Le conquiste di Alessandro Shi Huangdi e l'unificazione della Cina

Nel 315 Alessandro, maestro dell'esercito e vincitore degli Han e dei Wei, annientati dopo spedizioni rapide dalle falangi sino-macedoniche, prende ufficialmente il potere, deponendo il Wang di Ts'in. Si fa proclamare lui stesso Wang e si fa riconoscere dagli Zhou. Chu, scandalizzato dal golpe di questo barbaro che esce non si sa da dove, decide di creare un vasta alleanza con i potenti regni di Zhao e di Qi, che portano con loro la maggioranza degli altri regni. Alessandro ha dalla sua parte un esercito potente, ben organizzato con armi moderne come le nuove arbalete. Inoltre é riuscito a far passare dalla sua parte la maggior parte degli eserciti di Wei e di Han. Questo é stato possibile solo con la rivoluzione portata da Alessandro, che promette ai piccoli signori di diventare ricchissimi, promette al popolo la pace sotto un unico scettro, promette l'unione e la fine della segregazione contro i « barbari » come gli Yue.

Nel 313 Alessandro attacca, lasciando la difesa del regno Ts'in al fedele Zhao Tao, diventato premier del nuovo re. Accompagnato di Efestione e dai suoi fedeli venuti con lui da Occidente (e ormai tutti grandi signori), decide di prendere l'iniziativa e di conservare la possibilità di muoversi. Attacca per primo il regno di Zhao quando l'attacco era atteso verso Chu, il suo principale nemico. La falange annienta i reggimenti di cavalleria di re Wuling di Zhao nella battaglia di Changping. Catturato, il re Wuling si vede offrire da Alessandro la libertà e persino il suo trono se si dichiarerà suo vassallo. Zhao passa dunque dalla parte di Alessandro che sposa una delle figlie di Wulin e si vede offrire numerosi territori e vari reggimenti di arcieri a cavallo. 

Il secondo obiettivo é il regno di Qi, ma lì una sorpresa lo aspetta: il paese si trova sotto il regno della dinastia Tian, usurpatrice del trono e particolarmente crudele. La notizia dell'entrata di Alessandro nel regno provoca una ribellione contro la dinastia e, dopo uno rapido assedio, la capitale Linzi si arrende e il regno passa sotto controllo di Ts'in. Di conseguenza i regni del Nord come Yan e Lu fanno la stessa fine.

Nel 310 Chu si trova isolato e attacca nel paese di Song, dove incontra l'armata eterogenea del Macedone, ormai composta da più di 500 000 uomini. Alessandro deve affrontare i terribili carri di guerra di Chu e anche dei reggimenti armati di rapide arbalete. La battaglia decisiva si combatte preso Tengzhou: il terribile scontro dura tutta la giornata ma vede lo stesso la falange avanzare contro le linee nemiche, e le sarisse distruggere i carri. Una carica decisiva di Alessandro permette di uccidere il generale nemico e i suoi migliori alleati. Prima del tramonto l'armata Chu si arrende e Alessandro ordina di massacrarla, facendo più di 400.000 vittime.

Però Alessandro deve ancora conquistare il Chu, un territorio grande come tutte le terre già conquistate. Per questo segue i consigli dei suoi generali Ts'in e fa costruire una grande flotta destinata a attaccare il Chu attraverso i suoi numerosi fiumi navigabili, grande vie verso le sue più grandi città. Alessandro conquista questo territorio nei cinque anni seguenti, provocando un vero massacro fino alla battaglia finale, la presa della capitale, Yingdu: la città e il palazzo sono interamente distrutti.

Alessandro, chiamato dai Cinesi Yàli Shan Dà, é ormai il sovrano di uno vasto impero. A partire da quando é stato accolto dal Wang di Ts'in, Alessandro si é vestito come un Cinese, ha imparato la lingua e ha anche avuto figli. Ormai capisce questa società e la sua organizzazione, e si accorge che ha conquistato un potere più grande di tutto ciò che poteva sognare ai tempi di Aristotele in Macedonia. Però é deciso anche a rivoluzionare questo paese. Così, al contrario della tradizione, decide di annettere il territorio dell'imperatore fantoccio Zhou, di rovesciarlo e di insediare une nuova dinastia imperiale. Il suo potere é tale che nessuno protesta. Alessandro si proclama primo imperatore della Cina con il nome di Shi Huangdi.

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La conquista della Cina da parte del Macedone é stata raccontata anni dopo dallo storico Sima Qian. Questo famoso storico cinese parla anche delle altre imprese dell'imperatore occidentale, la conquista e il massacro dei popoli del Sud della Cina, la ribellione di Zhao Tao e degli Yue, domata nel sangue, le diverse ribellioni contadine che non accettavano la sua dittatura personale. Parla anche della distruzione ordinata da Alessandro dei libri di Confucio a vantaggio delle opere di Aristotele che aveva portato con sé e della sapienza di Platone che conosceva bene. Alessandro ha fatto anche tradurre in Cinese l'Iliade e l'Odissea, instaurando il culto degli déi e degli eroi greci, tra i quali Achille e Alessandro stesso.

Alessandro Shi HuangdiAlessandro é stato anche un grande costruttore, ha unificato le diverse muraglie dei regni rivali in una grande muraglia cinese per difendere le frontiere del Nord dagli Unni, contro cui ha lanciato spedizioni fino a un'età avanzata. È stato dietro suo ordine che numerose città sono state fondate e ricostruite come Alessandria della Wei (Xianyang), la sua capitale, ornata da un bel tempio a Zeus con un colonnato di pietra che riprende secondo i testimoni oculari una forma puramente ionica (secondo le ipotesi più accettate, il tempio é stato cancellato dalla ribellione Han tre secoli più tardi, ma il culto di Zeus é sopravissuto fino alla rivoluzione cinese del 1912). Alessandro ha anche unificato la lingua, le misure, le monete, fatto costruire delle strade, portato la pace malgrado il suo regime autoritario.

Però Alessandro non é mai riuscito a riprendere contatto con il suo primo impero in Occidente, malgrado una decina di spedizioni e ambasciate. Di fatto le sue vicende orientali sono andate perse, e le leggende cinese sulle origini del primo imperatore erano considerate come storie per bambini e per turisti fino a una scoperta straordinaria. Nel 1974, presso Xi'an, é stata ritrovata la sua tomba, custodita da una grande armata di terracotta. Questo esercito funerario é armato alla macedonica con sarisse ed è disposto in formazione a falange. I soldati hanno tutti degli aspetti diversi, si trovano in maggior parte dei Cinesi Han ma anche delle minoranze e dei Greci e Persiani dai grandi occhi. La tomba stessa era un tumulo di 115 metri: all'origine alla sommità di esso era costruito un piccolo tempio tondo con colonne ioniche. Questa prova indiscutibile ha riportato in luce la parte più straordinaria dell'avventura del Macedone, andata persa durante i secoli, perchè il culto di Alessandro rapito in cielo dagli déi si era mantenuto fino alla cristianizzazione ed era stato cristianizzato in uno mito del ritorno come per Carlo Magno e re Artù.

Perchè No?

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Così gli risponde Dorian Gray:

Molto fantasiosa: credo che nemmeno Valerio Massimo Manfredi, nelle sue ardite rivisitazioni storico-fantasy-ufologiche, avrebbe accostato le due figure di Alessandro Magno e del mitico primo imperatore della Cina, Chin Shi-Huangdi. Però devo ammettere che è molto affascinante, e che Alessandro Magno, già di suo, aveva realizzato un impero che nessuno avrebbe mai immaginato ai tempi di suo padre Filippo.

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E Toxon:

Non c'è che dire... un'ucronia estremamente affascinante, forse una delle migliori che si possano immaginare su Alessandro Magno. Dispiace solo che Shi Huangdi, pur con tutto il suo potere, non riesca a stabilire un contatto, fosse anche flebile, con l'impero persiano-macedone a ovest. Si potrebbe allora immaginare un'Eurasia molto più unita dal punto di vista culturale, in cui si studia il greco in Cina e il cinese a Roma, in cui Seneca parla di Confucio, Plinio della scienza cinese e, magari, qualcuno propone di scrivere il cinese con un alfabeto fonetico ispirato a quello greco...

Posso proporre un finale alternativo, per un'ucronia di impostazione meno "conservatrice" rispetto alla nostra Timeline? Alessandro manda degli emissari ad ovest per farsi riconoscere come re dei Macedoni e imperatore persiano, ma i diadochi (che si sono affezionati al potere) non gli credono e Alessandro (che è impegnato dagli affari interni in Cina) non riesce a mandargli contro un esercito per vendicarsi. Saranno i discendenti di Shi Huangdi e i sovrani ellenistici a riallacciare i contatti fra Oriente e Occidente. Secondo te è troppo fantasiosa?

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Quindi Perchè No? aggiunge:

Infatti ho esitato sulla fine e ho deciso di mantenere i due mondi separati perchè mi piaceva l'aspetto leggendario, l'idea della riscoperta di questa avventura, e poi mi sembrava di dare un gusto più storico (quante cose sono state dimenticate!). I contatti erano possibili, anche se come nella nostra storia per colpa della distanza erano pochissimi: secondo me non avrebbero cambiato niente... Seneca conosce il nome di Confucio? OK, e allora?

Si potrebbe scrivere un secondo episodio di questa ucronia con l'arrivo di avventurieri cinesi nel Mediterraneo (qualcuno aveva parlato di Gao Zu) o di Mediterranei in Cina. Ma ho dubbi per il commercio, le relazioni diplomatiche o culturali.

Quest'ucronia tuttavia é libera: cambiala o riscrivila a tuo piacere.

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Toxon avanza nuove ipotesi:

Ti comprendo: forse mi sono spinto un po' troppo in là nell'immaginare un'Eurasia unita culturalmente, e sicuramente ha molto fascino anche la tua ipotesi della "riscoperta" moderna dell'identità di Alessandro-Shi Huangdi. Comunque l'argomento si potrebbe sviluppare, magari in senso più "eucronico".

Grazie mille della disponibilità a usare la tua idea, magari proverò a scrivere qualcosa che punti in questa direzione.

E se il film "Alessandro" fosse stato girato da John Woo e non Oliver Stone? (grazie a Perchè No?)

E se il film "Alessandro" fosse stato girato da John Woo e non da Oliver Stone?

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