« IL CRIVELLO DI ERATOSTENE »
quotidiano tecnico-scientifico fondato a Genova nel 2007
EDIZIONE STRAORDINARIA del 3 ottobre 2010
UNO STRAORDINARIO RITROVAMENTO: MAXIMA FACTA PATRVM!
[Genova] Una notizia che ha dell'incredibile: ritrovata la versione integrale degli "ANNALES" di Quinto Ennio, inizio del II sec. a.C. La sensazionale scoperta è stata effettuata nel luglio scorso dal professore associato di glottologia ad Harvard, dott. *BhriHskwo-bhlôukstrôy, in un palinsesto ritrovato in quello che fu uno dei primi monasteri benedettini fuori di Montecassino, riportato alla luce a Lagonegro (Potenza) nell'autunno dell'anno passato, e ricoperto dalle macerie di un terremoto avvenuto nel IX secolo. La notizia è stata annunciata ieri ad Harvard dopo che il dottor *BhriHskwo-bhlôukstrôy e la sua collaboratrice, dottoressa Eowyn, hanno terminato l'analisi del preziosissimo palinsesto, che era stato raschiato e riutilizzato per scrivervi delle omelie di Leone Magno. Essi hanno potuto constatare che il poema, ritenuto perduto per sempre, è contenuto nella sua interezza nell'in-folio riportato alla luce, a partire dal suo esametro iniziale:
MVSAE QVAE PEDIBVS MAGNVM PULSATIS OLYMPVM
(da notare come le Muse abbiano ormai definitivamente sostituito la CAMENA, da Cano, di Livio Andronico), forse il primissimo verso esametro mai composto in lingua latina. Dall'analisi testuale emerge chiaramente come Ennio dovette trovare enormi difficoltà nel trasferire un metro greco nella lingua latina, dove è più difficile trovare sequenze di due sillabe brevi, necessarie per costruire il piede dattilo. Ennio fu costretto a cesure rifiutate dai Greci (Omero, Callimaco...), come la caduta della s finale dopo la vocale breve. Per esempio, nel 345° verso del XVI libro, nel quale il poeta celebra l'acquisizione della cittadinanza romana nel 185 a.C.:
NOS SVMVS ROMANI QVI FVIMVS ANTE RVDINI
il primo dattilo richiede che si legga "SVMV", ed è arcaica anche la prosodia che legge FVIMVS con la prima U lunga.
Nonostante ciò, Ennio ha saputo sfruttare appieno la duttilità del verso, sulle orme del grande Omero di cui nel Proemio afferma di essere la reincarnazione, usando per esempio versi olodattilici od olospondaici, ma anche onomatopee e ripetizioni di suono, come tutti i lettori italiani potranno constatare nell'edizione integrale che la dottoressa Eowyn sta preparando per l'editrice Mondadori.
Per via dell'eccezionale scoperta ottenuta, il dottor *BhriHskwo-bhlôukstrôy e la sua collaboratrice hanno ricevuto i complimenti telefonici del presidente degli USA, John Forbes Kerry, del presidente francese Lionel Jospin, del presidente italiano Giorgio Napolitano, e del ministro italiano dell'Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, Rita Levi Montalcini; al grande glottologo sono giunte anche le felicitazioni del Santo Padre Benedetto XVI per tramite del suo Segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone.
Parafrasando l'emistichio posta a conclusione del poema dallo stesso Ennio, anche dell'insigne dottor *BhriHskwo-bhlôukstrôy si potranno un giorno ripetere queste parole:
ASPICITE O CIVES BHLÔUKSTRÔY IMAGINIS FORMAM
HIC VESTRUM PANXIT MAXIMA FACTA PATRVM
dr. Bhrig, direttore del "Crivello di Eratostene"
Dato che l'amico *BhriHskwo-bhlôukstrôy è un tipo che sta allo scherzo, ecco come ha risposto da par suo:
LETTERE AL DIRETTORE
Egr. direttore,
Sull'ultimo numero del suo "Crivello" ho letto, nella rubrica della sua corrispondenza, una missiva inviatale da tale *Bhrg'hówidhHô(n-), il quale, prendendo spunto dalla notizia che un proprio omonimo ha ritrovato la versione integrale degli "ANNALES" di Quinto Ennio, ha affermato di aver a sua volta ritrovato il testo dei "Tyrrhêniká" di Claudio e dell'"Eulogium Imperatoris" in getico di Ovidio, aggiungendo poi una lunga serie di conseguenze derivatene nel campo della ricerca glottologica.
Dato che sono nato nella stessa via dove abita e ho frequentato lo stesso Liceo (si Magna licet compônere paruîs...), Mi consenta di informarla che questo signore va dicendo anche di aver ricostruito non solo gli archetipi indoeuropei della letteratura vedica (quello che chiama *Woidos) e - ridiculum dictû - delle grammatiche antico-indiane, ma addirittura il Veda celtico (o *KeltHto-woidos, come lo definisce) e molta altra farragine preistorica.
Signor direttore, Mi creda, dia a quell'uomo la stessa fiducia che darebbe a un Giuda. Si lasci consigliare da Uno che se ne intende.
Amîcus Platô (sed magis amîca Vêritâs)
P.S. Colgo l'occasione per segnalarle che, qualora la sua rivista giungesse al traguardo - che le auguro - di un milione di abbonati, sarebbe opportuno cercare un'agenzia pubblicitaria all'altezza, come la Mia "PubliCrivello" che ho in progetto, apposta per lei, all'interno del Mio gruppo. Forza Eratostene!