E ora, un'ucronia scritta da Falecius:
Al principio del XIX secolo, si registrarono i primi contatti tra europei (per lo più esploratori, mercanti, avventurieri e missionari) e popolazione nativa della Nuova Zelanda. Gli "indigeni" del tempo (ed in parte ancor oggi) rappresentavano il classico esempio di cacciatori-raccoglitori. Gli insediamenti iniziali dei "conquistatori" riguardarono prevalentemente la zona nord dell'arcipelago, e quasi subito i Maori che abitavano quella regione appresero e fecero proprio l'uso delle armi da fuoco. In aggiunta a questa potente innovazione "tattica", tali gruppi maori mutuarono dai forestieri la risorsa "logistica" della patata, che consentì loro di impegnarsi in lunghe campagne, a differenza di quanto avveniva nelle epoche precedenti.
Per questi due motivi, i Maori più "civilizzati" furono in grado di sbaragliare dapprima le tribù confinanti, ed in un secondo momento di lanciarsi alla conquista di altri territori neozelandesi, relativamente remoti per la tecnologia complessiva delle circostanze. Si trattò di eventi particolarmente sanguinosi, in cui perse la vita un nativo su quattro.
Ipotizziamo che in una delle tribù Maori nasca una figura carismatica, che chiameremo Wahaio, il quale più con la forza della diplomazia che con le armi riunifica l'isola del Nord, evitando il suddetto bagno di sangue.

Bandiera di Aotearoa
Nel 1837, Hobson si trova davanti uno stato unitario ed armato sino ai denti e decide di dedicarsi esclusivamente alla colonizzazione dell'Isola del Sud.
Nel 1840 Il trattato di Waitangi si limita a delimitare le sfere di influenza tra Gran Bretagna e stato maori, più a definire contatti commerciali e a riconoscere Wahaio come legittimo re di Aotearoa (il nome maori della Nuova Zelanda che significa "Terra della Grande Nuvola Bianca") e unico legittimato a comprare le armi dagli europei.
Nel 1843 il figlio primogenito di Wahaio si converte al cristianesimo adottando il nome di Vittorio, in onore della regina inglese; nel 1845 Wahaio muore e Vittorio sconfigge una rivolta tribale istigata dagli inglesi grazie al monopolio delle armi di fuoco.
Nel 1846 Vittorio impone la cristianizzazione della società, la creazione di una burocrazia all'europea, l'abbandono del cannibalismo e la fondazione di una capitale stabile a Whakarewarewa.
La civiltà maori quindi si civilizza molto rapidamente, con processo simile a quello Giapponese.
Nel 1861, sotto Andrea, figlio di Vittorio, ad Aotearoa viene scoperto l'oro e ciò permette di finanziare la modernizzazione; tra l'altra la crescita demografica provocata dall'introduzione del grano e dell'allevamento ovino, permette di avere manodopera locale a basso costo, sia per le miniere, sia per la nascente industria.
Il figlio di Andrea, Giorgio, nel 1890, dopo il protettorato tedesco delle isole Samoa, comincia ad avere rapporti culturali e commerciali con Berlino.
Nel 1895 la Germania, desiderosa di espandere la sfera di influenza nel Pacifico, concede un prestito a tasso agevolato ad Aoteraroa, per sviluppare la sua flotta militare.
Nel 1899 Giorgio, spaventato dalla seconda guerra Anglo Boera e timoroso che Aotearoa faccia la stessa fine del Transvaal, firma un'alleanza militare con i tedeschi.
Nel 1902 il nipote di Giorgio, Guglielmo, scrive un libro, "Gli imperatori del mare", in cui fonda il Panoceanismo, ossia l'unità di tutti i popoli polinesiani sotto Aotearoa.
Nel 1907 l'Isola del Sud, la Nuova Zelanda, chiede l'annessione all'Australia, provocando la paranoia di accerchiamento nei Maori e rafforzando la loro intesa.
Nel 1911, data la minore età di Vittorio II, Guglielmo viene nominato reggente. Nello stesso anno Guglielmo va in visita a Berlino, dove condanna ufficialmente l'aggressione francese al Marocco e rivendica i diritti maori sulla Polinesia, lodando la presenza civilizzatrice della Germania.
Nello stesso anno, la manodopera maori emigra in Nuova Guinea, sviluppando progetti di estrazione mineraria. Ciò contribuisce ad aumentare la sindrome di accerchiamento da parte degli Australiani che sentendosi minacciati dalla politica di Aotearoa per prima cosa chiede alla Gran Bretagna un intervento, poi, dinanzi al nicchiare di Londra, a cui sembrava sciocco scatenare una guerra con la Germania per il Pacifico, trasferiscono alle autorità del dominion la competenza della difesa, sviluppando un loro programma di armamento.
Ciò è imitato nel 1912 dal Sud Africa; i maori, dinanzi al comportamento australiano, scatenano una corsa agli armamenti, appoggiati dalla Germania.
Nel 1914, appena arriva la notizia dello scoppio della Grande Guerra, Aotearoa, fedele all'alleanza con i tedeschi, invade e conquista la Nuova Zelanda, scatenando una guerra parallela nel Pacifico.
Gli Australiani, conquistata la Nuova Guinea tedesca ed internati i maori lì presenti, tentano di invadere le Samoa, ma sono respinti dalla flotta tedesca del Pacifico che, coordinandosi con quella maori, affondano la flotta francese del Pacifico e cominciano ad occupare le isole polinesiane.
Ovviamente ciò impedisce l'intervento neozelandese ed australiano in Europa; Churchill evita di impelagarsi nello sbarco di Gallipoli; ciò fa tentennare gli Italiani che, dinanzi all'estendersi della rivolta libica, decidono di rimandare a tempi migliori la partecipazione alla guerra.
Per soccorrere la Russia, nell'aprile 1916 Churchill tenta lo sbarco a Copenaghen e l'occupazione della Danimarca, per aprire una via marittima nel Baltico; operazione che per l'intervento della flotta e dell'esercito tedesco si conclude in colossale disastro sia militare, sia politico.
L'avventatezza inglese convince la Svezia ad intervenire a favore degli Imperi Centrali e Italia e Romania a mantenersi neutrali.
Churchill viene licenziato e la battaglia dello Jutland si trasforma in una clamorosa vittoria tedesca; il che permette alla Kaiserliche Marine di imporre il blocco navale senza l'utilizzo esteso dei sommergibili, il che non provoca il casus belli con gli Stati Uniti.
A Febbraio 1917, approfittando dell'ammutinamento della flotta russa, gli svedesi appoggiati dalla marina tedesca prendono San Pietroburgo, ottenendo la resa senza condizioni dello Zar.
A maggio del 1917 i tedeschi, con l'appoggio dei primi modelli di carro armato, sfondano il fronte francese, occupando Parigi.
A ottobre 1917 si firma il secondo trattato di Versailles che fra le tante clausole permette ad Aotearoa di annettere la Nuova Zelanda, la Polinesia francese e le isole Cook, dando così fondamento al sogno panoceanista.
Ecco i termini del trattato di pace.
In Europa:
Annessione alla Germania del Lussemburgo, di Liegi e della regione circostante e delle Ardenne fino alla Mosa e compresa la città di Namur per quanto
concerne il Belgio, che inoltre deve cedere la città portuale di Neuport, sulla Manica.
Annessione di Lituania, Estonia e Lettonia alla Germania, tramite Unione personale con Guglielmo II.
Nascita del regno di Polonia, governato dall'austriaco Arciduca Carlo Stefano, divenuto Re dal 1918.
Nascita del regno di Bielorussia, governato da Adalberto Ferdinando Berengario, figlio del Kaiser.
Nascita del regno di Ucraina, governato da Augusto Guglielmo Enrico Gunther Vittorio, figlio del Kaiser.
Annessione della Finlandia alla Svezia.
Annessione della Serbia all'impero d'Austria-Ungheria.
Annessione di Salonicco e della Macedonia alla Bulgaria.
Annessione dell'Armenia russa all'Impero ottomano.
Annessione della Georgia all'impero ottomano.
Protettorato tedesco-ottomano sull'Egitto.
In Africa:
Annessione del Congo belga alla Germania.
Annessione della Somalia britannica all'Austria.
Indipendenza del Marocco dalla Francia.
Annessione del Kenya alla Germania.
Divisione del Madagascar tra Germania e Danimarca.
In Asia e Oceania:
Nascita della repubblica cinese con capitale a Nanchino, e trattato di alleanza di questa con la Germania. La repubblica avrebbe avuto garantita la propria indipendenza contro qualsiasi aggressore dalla Germania in cambio di basi militari in varie città costiere.
Annessione di Port Moresby alla Germania e della regione circostante in Nuova Guinea.
Annessione dell'indocina francese alla Germania.
Annessione di Singapore e della Malacca alla Germania.
Annessione del Borneo alla Germania.
Annessione ad Aoteraroa della Nuova Zelanda, della Polinesia francese e delle isole Cook.
Seguono le clausole non territoriali:
La Francia deve ridurre il suo esercito a 50.000 uomini.
La Francia deve rinunciare alla produzione di sottomarini.
La Francia deve rinunciare alla produzione di aeroplani.
La Germania occupa il territorio francese dal confine tedesco fino a Parigi per assicurarsi
contro future invasioni. L'occupazione si limiterà alla presenza di truppe tedesche nelle fortezze di frontiera e nei principali snodi stradali, e
dovrà essere mantenuta dalla Francia.
La Francia deve pagare consistenti riparazioni alla Germania.
La Gran Bretagna deve ridurre il suo esercito a 50.000 uomini.
La Gran Bretagna deve ridurre la sua flotta a 2/3 di quella tedesca e rinunciare alla produzione di aeroplani e sottomarini.
Inoltre deve pagare consistenti riparazioni di guerra.
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Come continuarla? Se avete idee, scrivetemi a questo indirizzo.
C'è poi questa idea di Ainelif: la Cina in anticipo!
La Cina Imperiale conosce un'evoluzione simile a quella del nostro Giappone, grazie ad un monarca che finalmente si dedica all'eliminazione del feudalesimo ancora presente nel paese e dello sperpero delle casse statali per vizi e capricci della famiglia imperiale: scoppia una grande rivoluzione industriale tutta cinese che porta i prodotti del Celeste Impero a competere con quelli europei, americani e giapponesi.
L'emigrazione europea anziché in America si riversa in Cina, specialmente nelle aree di Shangai e Tientsin: quali le conseguenze del l'arrivo di migranti bianchi nel paese? Le autorità regolamenteranno l'ondata migratoria oppure la respingeranno? E come cambia la storia del mondo con una simile superpotenza che fa irruzione in anticipo sulla scena internazionale?
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Così gli risponde dDuck:
E' un ucronia interessantissima, ma non credo che gli immigrati arrivino in Cina per svariate ragioni. La Cina è gia molto popolosa, non è l'Argentina o il Brasile o l'Australia. E poi, la Cina è culturalmente troppo lontana dai paesi americani anglosassoni o latini,e rifiuterebbe gli immigranti, poi ha gia enormi masse di contadini da urbanizzare, non gli servono europei e neppure negri.
Semmai è la migrazione cinese del mondo che sarà molto più limitata, non ci saranno le China town in America. Prevedo un urbanizzazione, industrializzazione e un riarmo gia da metà ottocento. Il capitano Tom Cruise, nell'"Ultimo Samurai", andrebbe in Cina ad addestrare soldati.
La sconfitta nella prima guerra Sino-Giapponese porterebbe a un riarmo e a un nazionalismo spinto. L'occasione arriva nel 1914 quando la Cina armata e potente del più grande esercito della terra si allea con gli imperi centrali in funzione antinipponica, antirussa e antibritannica.
In caso di vittoria, il Giappone cede la Corea e Formosa, alla Cina, ma sopravvive la monarchia (amica ma dipendente da quella Cinese), il Giappone de facto diviene il giardino di casa dei cinesi.
La Russia crolla anche uno o due anni prima e cede la Manciuria russa ai cinesi, che si espandono anche in Asia Centrale.
Gli inglesi perdono tutto l'impero coloniale in Asia, e l'India diventa uno stato vassallo cinese, magari smembrata su base etnica, ma dipendente de facto da Pechino.
La Germania si espanderebbe dal Belgio all'Estonia. L'Austria e gli Ottomani ritarderebbero la loro fine, a meno che un Ataturk riesca a mettere in atto un colpo di stato in un Impero Ottomano ancora enorme in Medio Oriente e multietnico. L'Italia resterebbe neutrale o tutt'al più si schiererebbe con gli Imperi Centrali per guadagnare qualcosa. Gli USA non farebbero a tempo ad intervenire nella guerra, ma resterebbero forti.
Quindi avremo un mondo con tre grandi potenze: gli USA egemoni in America, la Germania egemone in Europa e con un impero coloniale in Africa ampliato ai danni di Francia e Gran Bretagna, la Cina egemone in Asia. In mezzo a tutto ciò Lenin si troverebbe tra le mani un'URSS un po' più piccola. Avremo poi una serie di paesi "medi" : Italia (che guadagna la Corsica e Malta), Francia, Gran Bretagna, Giappone (sconfitto e senza impero coloniale), e alcuni emergenti, come Brasile e Argentina.
Potrebbe essere anche la fine dei "piccoli grassi": Belgio, Olanda e Portogallo. Belgio e Olanda sarebbero annessi alla Germania. L'URSS si troverebbe in una situazione paradossale, senza il Baltico e senza lo sbocco sul Pacifico (Vladivostok, che non si chiama più così, è una città cinese a tutti gli effetti), e senza neppure uno sbocco sul Mar Nero, visto che l'Ucraina è uno stato vassallo tedesco, la Georgia è annessa all'Impero ottomano, e la Circassia è ricostituita come stato autonomo.
Il nazismo non nasce, Hitler è solo un pittore eroe di guerra. Il fascismo se nasce è solo un fenomeno locale, il Kaiser Guglielmo dominatore d'Europa (e di mezza Africa) temerà molto sia i comunisti che i fascisti. Isolati internazionalmente cosa faranno Lenin prima e Stalin dopo?
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