Braccobaldo da Bruscodorno


In questa pagina di fantastorie medioevali raccoglierò alcune tra le più "antiche" proposte mai avanzate dai collaboratori di Utopiaucronia. Ha cominciato Bhrg'hros il 14/8/2002 con queste sue ipotesi di « Fantamemorialistica »:

Non pago delle passate esperienze di fantastoria (Berengario), fantageografia (Asburghia e Lestrigonia nonché le successive migliorie) e fantapreistoria (*Bho(:)lHtokeltos III di Bhriskobhre:(H)wr e la battaglia di *Bhrg'hrobherg'haH), adesso sogno un erudito settecentesco poliglotta apolide, Philadelphos Budururlup, nato nella Crimea turca da famiglia gotica (Budururlup turchizzazione di Brothruluba, tema in nasale brothru-luban- "philadelphos"), fluente in turco, arabo, persiano, armeno, russo, greco, latino, francese, tedesco e naturalmente gotico (biblico e moderno), viaggiatore presso le corti ottomana, indiana, cinese, russa, austriaca, inglese e francese, autore (in francese) di una "Descrizione delle coste del Mar Nero e dei costumi dei suoi abitanti" nonché dei "Dialoghi sulla Monarchia Universale, ovvero Relazione delle udienze e conversazioni avute con i più eccelsi sovrani di Europa e Asia o sieno l'Imperatore del Chitai o China ecc. ecc. sopra le diverse guise di ridurre a unità le nazioni civili onde conseguire salute e prosperità delle genti".

É superfluo aggiungere che, come adepto della tesi celtoscitica, era anche al corrente delle ipotesi di Sir William Jones. Questo erudito sarebbe l'autore anche della...

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Bruscodorneide

16/8/2002

Nel 1402 tutte le conquiste viscontee sono state ereditate da Braccobaldo da Bruscodorno, sedicente discendente di Adelchi e autoproclamatosi Re dei Longobardi, il quale, mossa guerra per terra e per mare (con le flotte genovese e pisana) a Venezia, conquista la Serenissima con tutti i possedimenti d'Oltremare, toglie agli Aragonesi dapprima la Sardegna, poi le Baleari e la Sicilia e infine conquista il Regno. (Dal Gottardo a Malta si diffonde l'uso del milanese come nuova lingua di prestigio, adottata anche dalle ex-Repubbliche Marinare come lingua franca di comunicazione internazionale.) In seguito, con le flotte delle medesime, sgombera il Mediterraneo dalla pirateria saracena e si assicura il Regno di Cipro nonché l'intero impero coloniale genovese-veneziano-pisano fino alla Crimea.

Il figlio Britomarzio coglie il vuoto di potere lasciato dalla morte di Tamerlano e conquista tutti gli stati turchi dell'Anatolia, conseguendo fra l'altro il pieno controllo degli Stretti e restaurando l'Impero Latino dei Franchi. Il Basileus di Costantinopoli lo nomina proprio erede in cambio del solenne impegno a porre Greci e Romani su un piano di parità a ogni livello.

I possedimenti di Britomarzio all'apogeo del suo regno occupano grosso modo: tutta l'area cisalpina e italiana (tranne l'enclave romana sul modello di Avignone) incluse le isole (anche le Baleari) e tutte le coste mediterranee settentrionali (inclusi il Mar Nero e il Mar d'Azov) da Gibilterra (v. sotto) al Libano con tutte le isole (Malta, Creta, Cipro) e penisole (Grecia, Tracia, Costantinopoli, Anatolia occidentale e centrale, Crimea). Verso l'interno: spartiacque Adriatico-danubiano in Dalmazia; prime alture in Montenegro e Albania; confine linguistico bulgaro-greco in Tracia; instabile in Ucraina e verso il Caspio; Caucaso in Abkhazia; a ridosso della costa in Georgia; (ex-)confine linguistico greco(/turco)-armeno in Anatolia; limite del bacino idrografico mediterraneo in Siria (e Libano).

Perché si pone il problema, discusso, dei goti, ma anche quello dei turchi da sistemare, magari con una alleanza con Absburgo e Jagelloni...

I Turchi premono verso l'interno dei Balcani; si sono dislocati come potenza Fra l'altro, con l'Europa centrale appena uscita dalla guerra dei cent'anni e l'Inghilterra sonvolta dalla guerra delle due rose qualcosa probabilmente si rastrella: Provenza, Catalogna, Valencia, Murcia e una striscia costiera a spese degli Arabi di Granada

E il grande scisma? A questo punto sia Roma che Avignone sono enclaves entro l'impero longobardo e Costantinopoli ne fa parte. Tentativi di riunione costerebbero troppo a una compagine politica in crisi di espansione. Le singole aree continuano a orientarsi sui propri centri religiosi d'elezione; Britomarzio si accorda con gli Ortodossi per la non interferenza, con ciascuno dei due Papi per un ossequioso rispetto in cambio della rinuncia, da parte loro, alla pretesa dell'esclusività di trattamento (in pratica, una codificazione dello Scisma d'Occidente come quello d'Oriente). Quale sarà l'adesione personale di Britomarzio?

Come si definisce allora l'equilibrio delle potenze europee nel XV secolo alla vigilia delle grandi scoperte geografiche? Dunque, i figli di Britomarzio, Bragovesto (detto poi «il Persiano») e Brudoslavo proseguono (concordemente) l'espansione l'uno nel Caucaso sino al Dagestan, con opzione sulla regione armena (i cui abitanti ne sostengono l'avanzata, al di là anche dei governanti) di Van (sino allo spartiacque fra il Karasa e il Tigri-Eufrate) e la valle di Tabriz; e l'altro nelle alture del Montenegro, Kossovo e dilagando poi in Serbia e ponendo le basi per un'avanzata in Banato e Pannonia (La Bosnia rimane al momento turca).

I turchi sono così divisi in due tronconi, e sono costretti a premere sui persiani: grandi battaglie hanno luogo nei monti Zagros. Inltre si espandono in Muntenia, Valacchia e Bessarabia, molestando le città stato mercantili del basso Nistru.

Naturalmente l'impero longobardo(-bizantino) deve trattare i Turchi con la massima circospezione. Costituiscono il terzo gruppo etnico dell'impero (dopo Greci e Latini), addensati soprattutto in Anatolia e in vari centri nei Balcani; forniscono il grosso delle armate (insieme a Slavi meridionali e Italiani); possono sempre essere sensibili al richiamo dei vari principi turchi indipendenti nei Balcani e, vedo, sul basso Danubio nonché in alta Mesopotamia. Quali sono le intenzioni di Brudoslavo? Militari o di annessioni politiche? Bragovesto ha puntato direttamente al Caspio, che costituiva il principale obiettivo geopolitico dell'impero; attenzione all'area del delta del Volga (é indispensabile averne pieno controllo). Comunque la via transcaucasica é una scelta felicissima.

Quanto ai Goti, dovranno crescere e moltiplicarsi per governare la situazione nord-pontica, non essendo utilizzabili in questo settore né Slavi né Turchi o Tatari (perché facilmente attraibili dagli avversari) né Greci o marinaro-repubblicani (perché troppo civili). I Goti devono anticipare i Russi nella conquista della maggior quantità possibile di territorio tartarico. Per tale motivo, l'impero si chiamerà goto-lombardo (Gozia a oriente, Lombardia a occidente)

Si vede inoltre un'alleanza con gli Absburgo e gli Jagelloni. Una compagine così estesa e così fragile deve avere alleati in tutti i vicini dei propri vicini, quindi anzitutto l'Inghilterra e la Borgogna (un altro revival di un regno romano-germanico) in Francia, la stessa Borgogna e gli Asburgo verso la Svizzera. Ungheria-Boemia, Polonia-Lituania e principi russi non devono avere nulla da temere dai Longobardi e bisogna tener conto che l'Ungheria é già stata privata dello sbocco al mare (Adriatico) dagli stessi, che adesso incombono su Banato e Pannonia. Forse il progetto di Brudoslavo é una spartizione della Boemia - Ungheria in accordo con Austriaci e Polacchi?

Naturalmente bisogna vedere se Aragona e Asturie non si sollevano. Ma l'Aragona é, dopo Venezia e i Turchi, la principale vittima dei Da Bruscodorno; insistono sullo stesso settore di espansione. I progetti di unificazione della sponda settentrionale del Mediterraneo occidentale sono esattamente quelli perseguiti dalla corona aragonese. Le alternative sono:

1) gli Aragonesi riconquistano in parte o del tutto (fino a Napoli) i territori perduti;
2) Aragona e Castiglia si uniscono (come regno di Spagna) in funzione antilongobarda;
3) l'Aragona si riduce a un ruolo paragonabile alla Navarra, stretta tra Castiglia-Leon-Asturie da un lato e Provenza-Catalogna-Valencia-Murcia-Malaga longobarde dall'altro;
4) la Castiglia si espande equilibratamente a Est (Aragona), Sud (Granada senza costa) e Ovest (Portogallo), cosicché la Penisola risulta divisa in 4/5 alla Castiglia e 1/5 alla Lombardia.

Ma i papi occidentali non ci stanno. Britomarzio, figlio di longobardo milanese, è di osservanza romana (non avignonese). Avignone tenta la carta dell'impero, e il papa di Roma quella dei francesi (bolla d'oro firmata da una ventina d'anni); sollevazioni guelfe in Toscana e nella Pentapoli. Scricchiola la situazione italiana, in parallelo con le conquiste persiane e balcaniche.

A questo punto il primogenito di Britomarzio, Bragobanzio, punta alla corona imperiale. Punti di debolezza: l'ostilità dei due Papi, degli Urani e in generale degli Svizzeri, dei Francesi (guelfi) e degli Aragonesi (ghibellini!), oltre alla guerra sul medio-basso Danubio; costante minaccia dell'altro grande impero mediterraneo (Egitto). Punti di forza: una base territoriale maggiore di quelle degli altri grandi monarchi europei (re d'Inghilterra, di Castiglia-Leon-Asturie, di Boemia-Ungheria, di Polonia-Lituania; granduchi di Moscovia); ricchezze derivanti dall'accesso diretto ai mercati asiatici (Milano, divenuta città di legno e di marmo insieme, é un'immensa rete di canali su tre livelli con traffici dappertutto). Bisogna fare il conto dei Grandi Elettori (i Lussemburgo saranno contro; gli Arcivescovi insondabili fino all'ultimo)

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19/8/2002

Giri di valzer precolombiani

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Premessa: attenzione alla cronologia assoluta. Britomarzio é nato nel 1410 e ha raggiunto l'apogeo intorno al 1450, dunque siamo alla vigilia dell'avventura dell'Ammiraglio dell'Oceano. Colombo avrà tutte le navi e i finanziamenti che desidera, così come chiunque abbia progetti in grado di aggirare lo strapotere culturale, commerciale ecc. dell'Egitto e in generale delle potenze islamiche (con cui non bisogna mai fare l'errore di assumere inutili atteggiamenti da crociata). La deflazione dovrebbe essere in parte scongiurata (?) da un'intelligente valorizzazione delle terre nordpontiche (del cui controllo mancano tuttora le premesse).

E la pirateria marocchina (se ben manovrata) cosa potrebbe fare di Da Gama e la sua circumnavigazione? Inoltre, la fine del secolo è caratterizzata da una severa deflazione. Bisognerà tener conto della minore disponibilità di denaro dell'impero. Ma la pirateria non é affidabile a lungo termine, e in ogni caso un'espansione portoghese, persino se destinata ad andare a vantaggio della Castiglia-Aragona antilombarda, ha un immediato riscontro positivo sul sistema di pressioni reciproche in Europa (diminuisce la pressione sui Gotolombardi).

Brudoslavo è abbastanza un problema: animato dalle migliori intenzioni, non ha tuttavia chiara la visione strategica della cosa. E questo gli nuoce. Credo che originariamente lui pensasse ad una conquista militare, ma i richiami di prudenza per non esacerbare al situazione turca e contemporaneamente non allarmare gli Asburgo lo hanno inizialmente frenato. Per tentare il fatto compiuto si è lasciato prendere la mano e ha giocato la carta della Blitzkrieg. Ma gli è andata male: i turchi riprendono terre e consensi nel Banato (rivolte pantur(ani)che in Anatolia?). Sempre più necessario l'intervento dell'impero germanico (i cui elettori orientali vogliono decise garanzie). Il suo controllo sarebbe indispensabile, ma i Lussemburgo preparano un'offensiva (solo diplomatica?) d'accordo con la Francia, seccata per le ingerenze gotiche in Borgogna e per il suo aiuto all'Inghilterra.

E la Moscovia? e il patriarcato, semiindipendente, di Kiev (utile per il controllo del delta del Volga)? Brudoslavo é nato e cresciuto fra i Goti, ha un nome chiaramente gotico (Brudaslaws o Brôdaslaws "Colui che tace (con) il pane", senza che sia chiaro il significato o la motivazione) e sarebbe destinato a reggere la Gozia o almeno, da principio, a guidare l'attacco ai Tatari prima dei Russi. Non é certo filoturanico e sembra avere strane idee circa rapporti tra Goti e Variaghi.

Sul medio e basso Danubio bisogna chiudere il fronte aperto. Una via potrebbe essere presentarsi come arbitri pacificatori (tra monarchi occidentali e nazionalisti magiari; tra Ungheresi e Turchi; tra Turchi e popolazioni locali).

Sul basso Volga andrebbero evitati scontri di religione. L'essenziale é il controllo politico (con le evidenti conseguenze economiche); tutta l'area che ha conosciuto l'aspetto violento dei Mongoli ha bisogno di essere ripopolata per il 60% e bisognerà ricorrere a tutti. Ci saranno ortodossi kiev(i)ani, sunniti, anche karaiti ed eventuali (probabili) superstiti Khazari israeliti che dovranno essere proposti come modello.

La chiave di tutta la situazione europea é effettivamente in Germania, dove non si possono avere nemici. Il colpo di scena potrebbe essere un patto coi Lussemburgo ai fini di una loro duplice monarchia (giuridicamente giustificabile cercando pretese di eredità angioina) in Boemia-Ungheria da un lato e in Francia dall'altro. Gli Asburgo avrebbero mano libera in Svevia, appoggio nei confronti degli Svizzeri e potrebbero aspirare al trono spagnolo o alla Svezia. A Roma un Papa francese.

Bragovesto ha puntato direttamente al Caspio, che costituiva il principale obiettivo geopolitico dell'impero. Ora è più o meno a Rasht, sulla costa meridionale, dove cerca alleanze per l'assalto a Baku e l'eventuale risalita verso nord (la sponda orientale è, al solito, infestata dai pirati, che non ne vogliono sapere di sottomettersi, né di collaborare).

Ora dovrebbe fare onore al suo nome ("Che dimora nella palude", datogli senza spiegazioni comprensibili da un vecchio ossolano dagli atteggiamenti sacerdotali, che mostrava di avere conoscenze remotissime e presentato a Braccobaldo da un feudatario di antica famiglia ghibellina milanese colà ritiratosi) e usare tutte le sue doti sulla sponda occidentale per costruire il Nuovo Mondo ponto-caspico. Siamo tutti d'accordo sulla necessità di moltiplicarsi dei goti? Si potrebbe pensare a forme di incentivi per venire in Anatolia (terre, libertà banali o simili)? Certo, compatibilmente con le deflazionate finanze di cui sopra. In Anatolia é importante cercare da un lato di non riproporre un'egemonia greca e ortodossa che porterebbe a una risurrezione bizantina antilatina, dall'altro di non cadere nell'estremo opposto, di un'Anatolia turca e sunnita che non avrebbe ragione di non orientarsi verso l'Egitto o il Vicino Oriente piuttosto che verso l'Occidente gotolombardo.

Quando dovesse scoppiare la questione del possesso di Tunisi risulterebbe opportuno poter disporre di una decisiva forza d'urto turca. Nel Mediterraneo orientale sarebbe bene garantire vantaggi interessanti ai Catalani e a tutti coloro che non debbono pensare a nostalgie filoaragonesi.

 Sul piano interno, Britomarzio ha emendato la lex salica per consentire alla sua primogenita, Bermildiza (così chiamata per omaggio alle usanze turche, e intrisa di cultura bizantina, e detta, scherzosamente, Britapulxa...) di reggere il trono, lasciando liberi i fratelli di darsi alle conquiste militari. Per ora l'alleanza familiare regge bene. É notevole il preziosismo delio della -a- finale del primo elemento di composizione, degno appunto della cultura umanistica bizantina (lo stesso Britomarzio aveva speculato persino in sede dottrinale sul proprio nome, che Braccobaldo aveva coniato invece per un vero e proprio mito nazionalistico sulla scorta della plutarchea Vita di Marcello), ma per usarlo ufficialmente sarebbe preferibile almeno una /o/ (Britopulxa)...

Aragona e Castiglia si uniscono (come regno di Spagna) in funzione antilongobarda;  a Cordoba tentano di approfittarne per un revival arabo, e premono a Ovest sull'odierno Bajo Alentejo. Si può sperare negli Asburgo (vedi sopra)? Questa in effetti è la cosa più importante. che cosa succede alle diete? Attenzione anche all'inedita situazione istituzionale: Bragobanzio imperatore (se gli riesce), con Bermildiza sua regina [ma anche gli Asburgo erano re solo per Santo Stefano].

Se i piani dell'ormai anziano Britomarzio si realizzassero, molti ricavebbero cospicui guadagni: l'Inghilterra in Francia; la Borgogna in Francia e Svizzera; gli Asburgo in Svevia, Svizzera, Spagna e Svezia; i Lussemburgo in Francia, Boemia e Ungheria; il Portogallo oltremare; i Turchi nei Balcani e in Tunisia; i porti del Mediterraneo romanzo nei mercati levantini; i Russi contro i Tartari; i Polacchi da un orientamento di Kiev verso - come dice il termine - Oriente; i Greci da un allargamento di orizzonti di scala giustinianea; gli Slavi meridionali dalla garanzia dell'indipendenza. Certo chi avrebbe una perdita secca sarebbe la corona francese, ma in un futuro forse non così lontano si potrebbe sperare in un sultano capetingio-Valois in Egitto (Cosa vuol dire Bermildiza? Sembrerebbe un toponimo tracio - in effetti dal XIII secolo abbondano gli antroponimi di origine toponimica - ma cos'é in realtà? Come si accenta?)

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19/8/2002

Sta Bragobanzio imperatore in Como

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1470. Dopo lunghissime trattative, Bragobanzio viene eletto imperatore.

Si realizza così l'inedita situazione istituzionale per cui a Milano - all'esterno della cerchia muraria - sorgono due grandiosi palazzi imperiali, uno gotolombardo di Britopulxa e uno sacro-romano-della nazione germanica di Bragobanzio. Britopulxa in Lombardia é feudataria di Bragobanzio, i cui beni allodiali d'altronde non sono suoi ma di Britopulxa. Brudoslavo é imperatore di Gozia a Caffa; Bragovesto espugna Baku.

Nel quindicennio successivo la crisi in Francia si fa inestricabile; in Egitto, una vera rivoluzione a base copta rovescia i Mamelucchi. Brudoslavo e Bragovesto attaccano congiuntamente in un'offensiva finale il khanato di Crimea, conquistandolo e fondandovi tredici colonie gotiche. Le coste settentrionali del Mediterraneo sono disseminate di palazzi imperiali di proporzioni spalatine. Gli Asburgo sono signori della Svevia, ma gli Svizzeri conservano intatta la propria indipendenza.

Nel 1485 avviene il rovesciamento delle sorti: un esercito di Confederati, prevalentemente Urani, sfonda in ogni punto il confine alpino e dilaga verso Sud. Nonostante innumerevoli episodi di eroismo, Milano é conquistata nel giro di due mesi, gli Urani si spingono fino al mare e conquistano Genova, mentre i Ginevrini annettono la Savoia scendendo fino a Lione e i Vallesani avanzano lungo i due versanti delle Alpi Occidentali, conquistano Torino, Vercelli, Saluzzo, Cuneo, Nizza e proclamano la Repubblica della Alpi Cozie, Graie e Pennine. I bernesi compartecipi della conquista di Milano catturano l'imperatrice Britopulxa e la portano a Losanna, all'epoca in loro possesso. Gli Urani catturano la flotta genovese e si impadroniscono di Tolone e Marsiglia; la Catalogna si allea alla Svizzera. I dodici altri Cantoni, per timore dello strapotere urano, istituiscono la Confederazione Insubrica su modello elvetico, estesa dai Leponzi ai Liguri. Intanto i Grigioni calano in Valtellina, assediano ed espugnano Como e Lecco, quindi Bergamo e Brescia; a Verona si uniscono all'altra loro armata passata dalla Val Monastero in Val Venosta, Bolzano, Trento; insieme dilagano per le Venezie fino al Friuli e all'Istria. Dopo nove mesi, Venezia é annessa alle Leghe.

Bragovesto prepara la resistenza lombarda. Sbarcato a Salerno, inizia la risalita della Penisola raccogliendo un'armata enorme di Lanzichenecchi longobardi e di ogni altra nazione tedesca. A Sarzana incontra i rappresentanti svizzeri e alleati e propone uno scambio della sua persona con la sorella. Gli Svizzeri, dopo un'iniziale sorpresa, su mozione appenzellese accettano lo scambio. Britopulxa é reinsediata imperatrice a Bruscodorno; conserva tutte le proprietà allodiali della famiglia, ma sotto giurisdizione svizzera. L'impero gotolombardo, pur privo della Cisalpina, della Provenza e della Catalogna, resta la più grande compagine politica del continente; Bragobanzio, come sacro romano imperatore della nazione germanica, é signore feudale diretto dei Confederati Elvetici e Insubrici e dei loro alleati perpetui ginevrini, cozio-graio-pennini e grigio-retici. L'intera Cisalpina é costellata di Feudi Imperiali sottrattisi all'onda reto-elvezia, che d'altronde possiede ora formidabili flotte militari e mercantili e rivaleggia coi Gotolombardi. L'engadinese si diffonde rapidamente in tutti i territori nei quali era anticamente in uso il veneziano come lingua veicolare e ha sempre maggiore circolazione persino nella Confederazione Insubrica, che pure mantiene il lombardo e il longobardo come volgari, alla pari dell'impero gotolombardo d'occidente.

Bragobanzio si reca a Como per trattare il riscatto di Bragovesto. I Copti d'Egitto si estendono fino all'Abissinia e puntano a strappare le coste siro-libanesi ai Gotolombardi.

Bragovesto viene rilasciato dagli Svizzeri a Portoferrajo, dove si reca a scortarlo Romolupo B(u)onaparte, un notabile sarzanese che lo aveva assistito durante le trattative per lo scambio con Britopulxa.

Alcuni Camoglini scoprono Sant'Elena e vi proclamano la sovranità dei Confederati.

Le tredici colonie gotiche nel Nuovo Mondo ponto-caspico mostrano segni crescenti di indipendenza. Aumenta la pressione del principe moscovita; nelle stesse zone gli insediamenti cosacchi sono fianco a fianco con quelli gotici.

I Copti attaccano Sidone e la costa siro-libanese. Bermildiza invia un esercito turco, creando l'inedita contrapposizione di milizie turche sunnite che combattono per gli Occidentali e arabe cristiane per gli Egiziani. I Maroniti si schierano con i Copti; altrettanto gli Sciiti in odio ai Sunniti e tutti per il richiamo arabo contro i Turchi, per conto loro inclini a una restaurazione mamelucca in Egitto. Subentrano Brudoslavo con i Goti ariani che provocano l'avvicinamento di alcune milizie maronite e Bragovesto "il Persiano" che muta la posizione degli Sciiti.

In Francia e Boemia-Ungheria, alla morte dell'ultimo sovrano dei Lussemburgo scoppia la guerra di successione tra Asburgo e Capetingi-Valois. A questi ultimi i Copti offrono la corona egiziana invocando un intervento in soccorso. La Polonia-Lituania nutre mire sulla Boemia-Ungheria.

Che ne dite?

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I due ciabattini

Questa è invece del Marziano:

In una località della Provenza, nel XIV Secolo, vivevano due amici ciabattini. Uno era un fervente cristiano, l'altro un non meno fervente ebreo. Il Cristiano voleva tanto far partecipe il caro amico della cosa più bella che aveva: la sua Santa Fede. Pregava e faceva piccole penitenze per tale intenzione. Non si limitava a ciò. Cercava di renderlo edotto sui dogmi del Cattolicesimo, su come in Gesù, mite ed umile di cuore, si compivano la Profezie, etc.

Un bel giorno, il ciabattino ebreo ne ebbe proprio abbastanza e sbottò:

"Senti, ne ho proprio abbastanza! Vado a Roma per vedere cosa combinano i vostri capoccia [1] e poi ne riparliamo."

Il ciabattino cristiano pensò fra sé che tutto era perduto. Tutto affranto, pensava che non aveva servito abbastanza il Signore, per meritare un premio così grande, quale la conversione di un seguace di altra religione [2]. Si vede che doveva accettare tutto in mortificazione del proprio orgoglio. Forse, il pensare di aver convertito qualcuno, lo avrebbe fatto montare in superbia, dimenticando che la conversione è un miracolo analogo alla resurrezione di un morto. Chi dicesse di sé "Mi sono convertito", è come se dicesse "mi sono miracolato". Chi dicesse "Ho convertito", si darebbe arie da santo taumaturgo.

Al ritorno, il ciabattino ebreo, tutto trafelato corre dall'amico e gli dice:

"Mi vuoi fare da padrino al battesimo?"

L'amico tutto confuso, non sapeva cosa dire. Non stava nella pelle dalla gioia, ma non capiva nulla. Chiese all'altro:

"Allora, cosa è successo?"

"Semplice", rispose l'amico: "ho visto che, a Roma, dal Papa all'ultimo sacrestano, non pensavano ad altro che ha spassarsela a tutta birra. Quindi, ne ho dedotto che, per andare avanti per tanti secoli, guidati da simili uomini. DOVETE PER FORZA ESSERE NELLE MANI DI DIO, Altrimenti non si può spiegare!"

(Da una novella di Giovanni Boccaccio)

PAROLA DI CARDINALE! Non so quale cardinale, parlando con Napoleone Bonaparte, gli disse: "Maestà, non creda che riuscirà a distruggere la Chiesa. SE NON CI SIAMO RIUSCITI NOI PRETI, vuol dire che è proprio protetta da DIO!"

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[1] vostri capoccia: La mia conterranea Susanna mi perdoni se uso il termine "Capoccia", sul quale lei detiene il copyright, senza avvisarla preventivamente. Anche volendo temo di non poterlo fare, visto che mi ha killato anni fa.

[2] seguace di altra religione: Ovvero, in termine tecnico, "infedele", che non usato, perchè "politicamente scorretto.

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Gli Allobrogi

Anche l'idea allobrogica parte da una proposta del Marziano:

Gli Allobrogi erano un'antica tribù celtica che prese parte alle guerre di Giulio Cesare in Gallia; meno noto è il fatto che essi sopravvissero sulle Alpi Graie fino al XIV secolo, prima di estinguersi. Che accade se essi sopravvivono fino al presente, come ad esempio i Walser, e creano un loro stato che ostacola la penetrazione del dominio sabaudo in Piemonte?

Così gli risponde Bhrg'hros:

Forse comprensibilmente, mi sento chiamato in prima persona. La notizia mi interessa altrettanto che la proposta ucronica. In sé la cronologia non è incredibile (trovo convincente la tesi della sopravvivenza del gallico presso gli Osceli fino al XIII secolo, quindi 'poco' prima), ma non avevo mai trovato niente di simile per la Savoia. Alcuni avanzano ipotesi e addirittura un dizionario di una possibile sopravvivenza del gallico fino a epoca contemporanea ("nougalz").

A proposito invece dei Walser, il parallelo è quanto meno imbarazzante: i Walser forniscono la prova della sopravvivenza anche linguistica degli Osceli fino al loro arrivo, ma al contempo ne rappresentano la causa definitiva di estinzione (avendone occupato più stabilmente tutti i possibili rifugi in quota); in realtà non c'è stata un'estinzione genetica degli Osceli, che però in quell'occasione hanno finito per assimilarsi completamente ai discendenti romanizzati dei loro conterranei stabiliti a minore altitudine.

Riguardo alla possibilità di uno stato allobrogico antisabaudo in Piemonte, in un contesto europeo si tratterebbe di un caso parallelo ai Baschi e agli Albanesi, pur nelle diverse forme politiche e territoriali che questi hanno conosciuto. Confesso che avevo meditato un'eventualità del genere proprio per gli ultimi Osceli (ma non fino alla creazione di uno Stato, quanto piuttosto di un cantone grosso modo paragonabile a quelli svizzeri) e perciò penserei anche per gli Allobrogi di escludere sia la formazione di una forte signoria territoriale (il che però comporta praticamente l'inesistenza di casa Savoia) sia un'influenza troppo profonda da parte della loro ex-città principale (Ginevra) ormai romanizzata. Non so decidere come potrebbe esser il ruolo di Mégève (altro loro importante centro fin da epoca preromana). In generale preferirei una struttura confederale di cantoni agro-pastorali, verosimilmente attratta nell'orbita delle alleanze perpetue con il Vallese e indirettamente con la Svizzera, per sfuggire alla ben più forte e pericolosa conquista francese (rispetto a quella sabauda).

L'assenza della concentrazione sabauda in Piemonte garantisce la persistenza del nesso provenzal-monferrino ed elimina un ostacolo all'espansione padana dei Visconti. E' pensabile una politica aggressiva degli Allobrogi verso il bacino della Dora Baltea (analoga a quella della Lega Caddea verso i possedimenti milanesi in Valchiavenna e della Lega Grigia verso Bellinzona nella seconda metà del XV. secolo); non vedrei ostacoli a un ruolo degli Allobrogi simile a quello dei mercenarî svizzeri o dei Lanzichenecchi nel XVI. secolo.

Nel complesso, sulla lunga durata punterei sulla progressiva confluenza degli Allobrogi nella Confederazione Elvetica e, in conseguenza dell'assenza dei Savoia, su una più diretta contrapposizione tra Asburgo e Francia in area cisalpina (in ultima analisi, una francesizzazione di quest'ultima).

Bhrg'hros


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