(da un'idea del List-Owner)
Ottobre 792: Carlo, re dei Franchi, non ancora proclamato Imperatore d'Occidente, corona finalmente il suo sogno e sposa Irene, basilissa dei romani, Imperatrice d'Oriente. Diviso dai tempi di Diocleziano, l'Impero romano torna una cosa sola. Un contingente franco si insedia a Costantinopoli. Ed è proprio quel contingente che, alla fine del mese, sventa un tentato putsch di Niceforo, che viene esiliato a Lesbo.
Dopo aver sposato Irene, Carlo Magno
rinuncia alla costruzione della cappella palatina di Aachen (Aquisgrana) e pensa
invece di risiedere a Roma con la consorte Irene. Ma una parte dell'impero
bizantino rifiuta la presenza dei Franchi, e si allea con gli Arabi che cercano
di invadere l'Anatolia. Allarmato dalle notizie che gli giungono dal Bosforo per
mezzo del suo rappresentante in Oriente, il fedelissimo Helmgaud, nel febbraio del 793 Carlo attraversa i Balcani, sgomina
definitivamente il Khan degli Avari e sottomette i Croati ed i Serbi, riprende
il controllo della città di Costantino mentre Irene governa da Roma d'intesa
con Papa Adriano I, poi si spinge in Anatolia e sconfigge gli Arabi ad Iconio (maggio 794). La sua marcia prosegue inarrestabile: occupa
Tarso, Antiochia (novembre 794), Tripoli e libera il Santo
Sepolcro (Pasqua 796), poi torna sui suoi passi
e a Palmira si scontra con l'esercito inviatogli contro dal califfo di Baghdad (agosto
797). Lo scontro finisce in pareggio ed i due imperatori decidono di stabilire
il confine sull'Eufrate.
Poi Carlo procede, entra in Egitto, occupa il Cairo e lo libera (dicembre 798). Si imbarca ad Alessandria e fa ritorno a Roma, dove Adriano I, amicissimo di Carlo che aveva chiamato in Italia contro i Longobardi, è morto il giorno di Natale del 795 dopo quasi 24 anni di regno: ora regna Leone III, eletto su indicazione di Irene, che non ha certo rinunciato alla pratica bizantina di immischiarsi nelle faccende della Chiesa. Questi il 25 aprile 799 subisce un'aggressione da parte dei suoi nemici, i nobili Pascale e Campolo, fieri avversari suoi, di Irene e dei Carolingi, cui non perdonano di aver portato la capitale nell'Urbe, sottraendola così al loro controllo. Irene fugge a Ravenna, del resto antico possedimento bizantino, e Carlo, che si trova in Inghilterra meridionale per completare la sottomissione di quella terra, avviata da suo figlio Pipino nel giugno 796, quando ha reso vassallo il regno sassone del Wessex, rientra precipitosamente a Roma, libera Leone III che è stato malmenato ed imprigionato, fa processare Pascale e Campolo e li fa rinchiudere in un monastero. Irene rientra nell'Urbe accolta da due ali festanti di folla, ma il trionfo che Carlo intende celebrare nella capitale, proprio come uno degli antichi imperatori romani, deve essere rimandato perché egli deve accorrere in Sassonia, ancora una volta ribellatasi al suo dominio, e quindi in Pannonia, dove sottomette definitivamente i riottosi Croati, per poi rendere vassalla la Bulgaria e riportare il confine sul Danubio. Carlo rientra a Roma solo il 24 novembre dell'800, e può finalmente celebrare il suo trionfo. Con l'assenso di Irene, la notte di Natale dello stesso anno Papa Leone lo incorona Imperatore dei Romani nella Basilica Vaticana.
Carlo ed Irene decidono di dedicarsi interamente all'organizzazione del loro vasto impero, ma il sovrano deve impegnarsi in altre imprese belliche: nell'estate dell'803 è costretto a varcare il Mediterraneo per sconfiggere gli Aghlabiti che devastano le coste europee con la loro pirateria e tentano di rioccupare l'Egitto, dato che Carlo ha tagliato loro la strada per la Mecca. L'anziano imperatore, accompagnato dal fedele figlio ed erede Pipino, riesce ad occupare Tunisi ed Algeri e a sottomettere gli Aghlabiti, ma Pipino purtroppo muore nell'assedio di Biserta. Dopo aver celebrato un nuovo trionfo a Roma, Carlo rifiuta di nominare erede l'ultimo figlio Ludovico, giudicato troppo neghittoso e bigotto nelle sue manifestazioni religiose (infatti passò alla storia come "il Pio", e lo nomina solo re del regno vassallo d'Occitania. Lui che si è sempre rifiutato di dare in sposa le sue figlie, concede la figlia Rotruda in sposa a Costantino, figlio di Irene, assicurando continuità alla dinastia (marzo 806). Carlo muore il 28 gennaio 814 dopo aver schiacciato un ultimo tentativo di ribellione dei Bulgari e dopo aver stabilito i confini settentrionali con i Danesi e quelli orientali con i Polacchi (813). Gli succede Costantino, che dimostrerà di non essere indegno della fiducia concessagli: gli Arabi spagnoli infatti si sottomettono a lui nell'815 divenendo un regno vassallo di Roma. Irene si spegne invece nell'818.

La rinascenza avviata da Carlo pone fine anzitempo al medioevo feudale. Grazie al contatto con gli Arabi recristianizzati, si diffondono in Europa le cifre indiane e rinasce l'algebra. Ma già nell'817 Costantino deve sconfiggere Ludovico che tenta di togliergli il trono ma lo vince e lo esilia in Norvegia; regna fino all'843. Lotario, giovane figlio di Costantino e di Rotruda, gli succede e nell'845 sconfigge gli Ungari e spinge le frontiere fino alla Russia meridionale, rendendo vassalla la città di Kiev, ma deve affrontare le invasioni vichinghe dal nord, cominciate all'indomani della morte di Carlo, e le pretese di Canuto il Grande, re di Danimarca, Svezia, Norvegia e Scozia, salito al trono nell'839. lo scontro si risolve con una vittoria per parte ed un trattato di pace ed amicizia nell'851. Alla morte di Canuto nell'860, tuttavia, il suo impero si sfascia e la Scozia passa nella sfera d'influenza dell'impero greco-carolingio.
Appare inevitabile a questo punto lo scontro con il vicino impero dei Cazari, di religione ebraica, e con il califfato di Baghdad, di religione musulmana, esteso dall'Eufrate fino all'Indukush; ma accade un fatto imprevisto. Nel gennaio 869 i Mongoli calano come una furia dalle steppe dell'Asia centrale, distruggono l'impero dei Cazari radendo al suolo Itil, la sua capitale sul basso Volga, Lotario dà loro asilo in Anatolia e nei Balcani per sfuggire agli invasori, il califfo Abd-al Mumin offre a sua volta asilo a parte di loro in Persia. Ma i Mongoli si abbattono anche contro i due imperi superstiti, e nel loro urto giungono fin sull'Adriatico ad ovest, fin sul Golfo Persico ad est. Allora i due ex nemici si coalizzano: le truppe congiunte cristiane e musulmane più i rinforzi Cazari scacciano i Mongoli e li ributtano al di là del Volga e del Sir-Darja (871). Nella battaglia decisiva a Sebastopoli in Crimea (sic!) si distingue per ardore guerresco il castigliano Rodrigo Diaz de Vivar, che gli arabi, impressionati dal suo valore, ribattezzano il Cid (sidi = signore). Cristiani e musulmani decidono di fare pace perpetua (come la Federazione e i Klingon, NdR) e di spartirsi le sfere d'influenza del mondo: ai musulmani toccano l'Africa orientale, l'India e l'Indocina, ai cristiani la Russia, la Cina e l'Africa Occidentale. L'impero dei Cazari è ristabilito, ma subisce l'influenza grecocarolingia. Lotario dà in sposa sua figlia Ildegarda al califfo di Baghdad, mentre suo figlio Carlo II sposa la nipote del califfo, Fatima. Carlo II succede al padre nell'877 ed incarica il marinaio persiano Simbad, che lavora al suo servizio, di compiere la prima circumnavigazione dell'Africa. il leggendario marinaio parte da Bordeaux, costeggia tutta l'Africa, raggiunge l'India e prosegue fino in Cina, riportando le navi stracariche di spezie ed aprendo i mari al commercio mondiale. Carlo II muore prematuramente nell'888 e gli succede il fratello Rodolfo, ma anche il suo impero è breve. Sotto il lungo regno di Carlo III, figlio di Rodolfo (895-945), le navi carolinge scoprono l'America, e si stabiliscono relazioni commerciali e diplomatiche con le città stato Maya dello Yucatan, mentre gli Arabi scoprono e colonizzano l'Australia. Nel 903 è inventata la stampa a caratteri mobili, nel 910 arriva in occidente l'uso della polvere da sparo, nel 920 si diffonde la teoria eliocentrica secondo cui il Sole è al centro dell'universo, e la ricerca scientifica riceve impulso. Sotto il successore di Carlo III, Ottone di Sassonia, sposo di una figlia di Carlo che non ha eredi maschi, comincia l'era nota come Umanesimo. E nell'anno mille, allorché Papa Silvestro II proclama il primo Giubileo della storia, vi assicuro che tutto gli uomini temono, fuorché la fine del mondo...
Lord Wilmore
Ed ora vediamo alcuni notevoli commenti elaborati dall'amico *BhriHskwo-bhlôukstrôy intorno alla mia invenzione ucronica:
« Nella presente ucronia, se si accetta che le dinamiche imperiali portino, nel settore occidentale dell'Eurasia, il Califfato e il riunificato Impero Romano a fronteggiarsi per l'egemonia, si danno due alternativi stadî ulteriori (estremi; tutto le altre possibilità sono comprese in mezzo): vittoria totale islâmica (araba) o vittoria totale 'romanà (franco-bizantina). Quest'ultimo é solo una brutta copia (o anticipazione) delle memorabili pagine scritte da Franco Maria (unica eventuale variante di qualche rilievo: dopo un ritardo dell'inizio delle ostilità, cavallerescamente rinviato fino alla morte di Harun ar-Rashid nell'809, l'esercito Crociato punta direttamente su Baghdâd, alla [narratologicamente richiesta dal contesto "estremizzante"] vittoria franco-bizantina segue una spedizione uguale a quella di Alessandro Magno fino all'India, raddoppiata poi, al ritorno, dalla conquista dell'Egitto e dell'Africa con una rapidità persino molto maggiore di quella che aveva caratterizzato l'avanzata araba nel 641-711).
Lo stadio che invece prevede un successo estremo per gli Arabi richiederebbe un rinnovo dei vincoli almeno di alleanza tra il Califfato Abbaside (dall'Egitto alla Persia) e l'Emirato Omayyade di Córdoba una triplice offensiva, dalla Siria e Anatolia orientale verso il Bosforo, da al-Andalûs (Spagna) verso la Francia e soprattutto dalla Tunisia Aghlabitica per mare contro Sicilia e Sardegna nonché sulle coste tirreniche e liguri fino alla Provenza. Il successo della triplice manovra (anche in questo caso per ipotesi) porta alla conquista di Roma e Costantinopoli, con fuga dell'élite bizantina presso i Bulgari e i Cazari e di quella franca presso i Regni Germanici in Europa (centro-)settentrionale. Il Terzo e il Quarto Cristianesimo cessano virtualmente di esistere come Imperi e diventano come il Secondo Cristianesimo (quello Paolino-Copto-Nestoriano ecc.), confessioni (anzi ormai religioni) etniche indistruttibili ma senza alcuna intenzione espansiva. Entrambi gli stadî (o scenarî) sono soggetti, come nel controfinale del capitolo di Barry Strauss, all'ipotesi di una sconfitta totale di fronte ai Mongoli nel 1242 (che cancella le ipotesi di espansione fino in America ecc.).
Dei Mongoli (e fino a Tamerlano / Timur Leng) vengono alternatamente sottolineate, a seconda degli autori, la cieca distruttività (fine del sistema di irrigazione dell'Altopiano Iranico e conseguente declino dell'Asia centrale e della Persia; stragi talmente estese da provocare il tracollo di qualunque progresso tecnologico ed economico) o l'efficienza sia militare (nelle conquiste, nelle riprese da momentanei arresti) che poliziesca (impedimento della guerra endemica tra Principati Russi; solo nel periodo mongolo una ragazza sola con una borsa carica d'oro avrebbe potuto attraversare in tutta sicurezza l'intera Asia dall'Anatolia alla Cina).
Bisogna tuttavia tener presente che il culmine delle conquiste operate dai Mongoli é stato rappresentato dalla riunificazione della Cina, da un lato, e dalla (quasi totale) unificazione dell'India, dall'altro. Entrambe sono state imprese difficilissime (non frequenti o addirittura rare nella Storia) e seguite da periodi di grande splendore e civiltà. Si può quindi ipotizzare con qualche verosimiglianza che anche nel Mediterraneo, se non altro almeno una volta conquistati l'Egitto e la Spagna, dallo sconvolgimento (ed effettiva brutale semplificazione) dal panorama internazionale le favorevoli condizioni per la nascita di Stati forti e sicuri (perché privi di nemici immediatamente vicini) sarebbero nate civiltà fiorentissime e non molto diverse da quelle conosciute nella nostra Storia.
Passiamo ora ai Cazari. Prima una considerazione, su Bisanzio (o l'Impero Romano) e i Turchi. Dall'XI. secolo (con culmine nella sconfitta di Romano Diogene, Imperatore Bizantino, a opera dei Selgiuchidi nella Battaglia di Manzikert del 1071) é divenuto chiaro che almeno una delle due sponde (settentrionale e meridionale) del Mar Nero avrebbe visto permanentemente qualche Impero di popolazioni delle steppe, in particolare Altaiche (più in generale, mi piacerebbe che il "Medioevo", in effetti durato in Asia a seconda delle zone dagli Unni ai Manciù, fosse chiamato "Periodo delle Egemonie [di popoli dalle lingue] Altaiche", perché avrebbe molto più senso per la Storia eurasiatica). Bisanzio ha cercato, ma senza successo, di impedirlo, poi i Ta(r)tari prima e gli Ottomani dopo hanno attuato una conquista sistematica ei entrambe le sponde. La Russia (attraverso gli Slavi balcanici e la Grecia) ha tentato la 'riconversione etnicà della maggior parte del bacino del Mar Nero, fra l'altro (ri)russificando la più turchizzata (o altai[ci]zzata) della sponde (quella settentrionale!) attraverso i Cosacchi (e questa é stata a suo modo una preparazione e un modello per il feroce genocidio degli Armeni, iniziato - come opportunamente richiamato da Bhrig - già a metà Ottocento), ma alla fine il risultato ha compreso anche una reazione uguale e contraria da parte turca in Anatolia. Con riguardo a questo fenomeno di lunghissimo periodo (da Attila ad Atatürk) si possono opporre considerazioni razionali ai già accennati motivi per cui Bisanzio, nel X. secolo, ha deciso di tradire l'alleanza coi Cazari e di sacrificarli alla Rus' e ai Peceneghi. Dato che, in aggiunta, in questa ucronia non sussiste il contrasto franco-bizantino per l'egemonia in Europa nord-orientale (Russia, Polonia, Boemia, Moravia, Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria), che ha avuto conseguenze smisurate sulla Storia Europea, pregherei di evitare a qualunque costo, anche con una congiura di palazzo, la guerra contro i Cazari, oppure di concluderla rapidamente e di riprendere la politica matrimoniale, fondendo la dinastia carolino-isaurica con quella dei Qâghân di Itil e Sarkel (in parallelo a quanto avvenuto tra Bizantini e Bulgari in quegli stessi secoli nel nostro ergocronotopo).

Ancora una seconda breve considerazione: il Califfato così ristretto (anche se storicamente si é ristretto molto maggiormente non più tardi che un secolo dopo, prima con l'indipendenza dei Samanidi in Battriana e poi con l'espansione dei Ghaznavidi in India e soprattutto con le secessioni dei Fatimidi in Egitto e dei Buwayhidi in Persia, fino all'arrivo dei Turchi e alla costituzione dell'Impero dei Selgiuchidi) é ormai diventato essenzialmente iranico. Come l'Impero Romano d'Oriente, romano ma greco, si é progressivamente trasformato in un Regno Ellenistico medioevale, così il 'Califfato d'Orienté (quello d'Occidente é rimasto saldamente degli Omayyadi in Spagna!) si trasforma rapidamente in una sorta di Impero Neopersiano ("'Irâq"), islâmico ma con ruolo minoritario degli Arabi e però credo comunque infiltrazioni turche consistenti. I suoi due obiettivi sono la Riconquista del Mediterraneo (quasi un progetto giustinianeo) e la Conquista dell'India.
Suppongo che l'Autore sia incline a un anticipo dell'Epopea Mongolica, che sarebbe precisamente la prima ipotesi da formulare. Tuttavia vorrei per il momento segnalare alcune questioni che nel conflitto franco-bizantino (qui esorcizzato, al prezzo di tramutare in conflitto l'alleanza tra Carolingi e Abbasidi) avevano avuto un peso: l'egemonia sui Bulgari; Venezia; Grimoaldo III di Benevento; più remotamente (ma più importante per i Franchi) l'Emirato di Córdoba. Data la personale preferenza per le fantastorie estreme (in questo caso si tratta di estremo unificante - l'Impero Neoromano - e non frammentante) e anche perché credo che fosse anche l'intenzione originaria di Bhrig di sperimentare un 'Medioevò alternativo meno contrassegnato dalla dispersione di centri di potere che si rovesciano continuamente a vicenda, propongo che Venezia e Benevento siano trattate come le poleis greche autonome nell'Impero Roman, che il Khanato dei Bulgari diventi Regno Alleato e in prospettiva sia destinato a confluire nell'Impero come Provincia a sé e che lo stesso valga, successivamente, per i Principati Slavi e Slavo-Variaghi che di certo si formeranno. L'Emirato di Córdoba e gli Idrisidi del Maghreb sembrano non assimilabili, così come Bisanzio (e temporaneamente Nicea e Trebisonda all'epoca dell'Impero Latino d'Oriente) non é mai stata assorbita in quanto tale - ma solo conquistata - dai vicini che l'hanno di volta in volta circondata. In alternativa all'ennesima spedizione militare (Seconda - o già Terza? - Crociata) da parte dei Franchi, oserei fantasticare che, sulla base dell'effettivamente esistito rapporto privilegiato tra Córdoba e i Cazari, la diplomazia (franco-)bizantina utilizzi questi ultimi per spingere fino ai limiti del realizzabile un avvicinamento e un'assimilazione tra la civiltà (moz)arabica e il Khanato, nella prospettiva remota di giungere a una comunione culturale e politica tra Córdoba, Roma, Costantinopoli e la Quarta Capitale che prima o poi dovrà coagularsi in area Ponto-Caspica (Itil alla foce del(la) Volga nel Caspio o Sarkel a quelle del Don nel Mar d'Azov).
Comunque nel frattempo sarebbe desiderabile che, se proprio devono arrivare i Mongoli, si anticipi anche il periodo - a loro antecedente - del Sultanato di Delhi (ponendo fine con molto anticipo alle lotte egemoniche tra i Regni indiani di Pâla, Gurjara-Pratîhâra, Râshtrakût.a [il cui predominio era già in declino dall'800], Pallava e Câlukya orientali) e che possibilmente l'India sia unificata dallo stesso Califfato Persiano di Baghdâd. Ugualmente, sarebbe auspicabile che anche in Estremo Oriente una dinamica analoga a quella mediterranea portasse dapprima a compimento, in una fusione territoriale, l'alleanza tra Cina T'ang e Impero Uyghuro (787-840, iniziata ovviamente con un matrimonio tra il Qâghân e una figlia dell'imperatore Dezong [tradiz. Tê-tsung]); poi che, all'abdicazione di Shuzong nell'806 dopo un solo anno, gli succeda non il figlio Xianzong [tradiz. Hsien-tsung], ma il figlio del Qâghân uyghuro e sia questi a iniziare la Restaurazione, sposando la figlia del re del Tibet Mu-ne-btsam-po e lasciando libertà religiosa sia per il manicheismo uyghuro che per il buddhismo tibetano. Alla morte di Mu-ne-btsma-po, il Tibet, invece di sfasciarsi, vedrebbe salire al trono la dinastia sino-uyghurica e questo esorcizzerebbe per qualche secolo le intemperanze dei Popoli delle Steppe in Mongolia (Kirghizi, Qarluqi, Kitan / Liao) dunque anche l'esplosione di Temü^jin / Cinggis Khân.
Così avremmo in tutta l'Eurasia tre soli grandi Imperi: uno Occidentale Cristiano-Ebraico-Sciita con quattro Capitali (Córdoba, Roma, Costantinopoli, Itil / Sarkel), ed uno Centrale Sunnita-Zoroastriano-Hindu-Buddhista con cinque Capitali (Baghdâd, Samarra, Ghaznî, Delhi, Kanauj) e uno Orientale Nestoriano - Manicheo - Buddhista - Taoista - Confuciano con quattro Capitali (Ordu Baliq, Chang'an, Luo Yang e Lhasa). Questo per ora é il massimo di unificazione pensabile, mi sembra la soluzione estrema. Tre invece di uno é forse un po' deludente, ma l'occasione irripetibile era passata nel 751 (Talas). Si noti comunque la tolleranza religiosa (che all'epoca significa preparazione culturale a un'espansione politica). Se uno dei tre Imperi dovesse prevalere sugli altri, l'ipotesi relativamente meno assurda sarebbe che quello Centrale guadagnasse terreno. Nel Mediterraneo si avrebbe una Riconquista musulmana e il Cristianesimo e l'Ebraismo potrebbe essere nuovamente e più profondamente interpretati come autentiche e preziose Anticipazioni dell'Islâm; in Estremo Oriente il Buddhismo percorrerebbe la stessa avanzata che ha conosciuto storicamente, ma convivendo con le altre Religioni senza marginalizzarle.
La prevalenza dell'Impero Orientale sarebbe molto più difficile e forse avrebbe bisogno di essere veicolata da una superiorità militare assoluta come quella dei Mongoli (e forse, per l'appunto, a tempo debito, proprio quella). Mongoli non più distruttori ma "solo" invincibili (e portatori della Civiltà Cinese, che avrebbe naturalmente già permeato in breve tutto l'Impero Orientale) sarebbero arrivati, come nelle ipotesi lineari, fino all'Atlantico e l'effettiva rapidità delle comunicazioni avrebbe moltiplicato i Marco Polo per un... Milione.
La più impensabile sembrerebbe la vittoria dell'Impero Occidentale (Cristiana ed Ebraica), ma é quella che storicamente, sia pure dopo molti secoli e non in forma unitaria, é avvenuta. Dunque non é per niente vietato pensare all'Iperimpero con inizio da Carlo Magno (tanto più se era possibile già con inizio da Pompeo a addirittura da Alessandro)... »