Colombo il genovese


POD: Immaginiamo che dopo varie vicende – a noi realmente ancora parzialmente oscure - Cristoforo Colombo si rivolga con risolutezza alla Repubblica di Genova per finanziare il suo viaggio verso le Indie e che quest’ultima conceda un paio di navi. Sempre ammettendo che il viaggio vada a buon fine, come cambia la Storia?Avremo dunque un Colombo che proclama che l’isola di San Salvador (ora giustamente rinominata San Salvatore o anche perché no, San Giorgio) appartiene non alla cristianissima regina Isabella di Castiglia, bensì al Doge di Genova Gian Galeazzo Maria Sforza….

 

1491

13 Settembre: dopo circa due mesi e mezzo di navigazione da Genova, Cristoforo Colombo approda in un'isola che il navigatore dichiara possedimento della Repubblica di Genova battezzandola con il nome di San Giorgio (anche se i marinai la chiamano San Salvatore).

Colombo scopre che le popolazioni locali sono docili, la natura è florida ma non scopre tracce di preziosi d’alcun genere e neanche di beni di commercio.

Colombo decide di far ritorno a Genova per portar la notizia delle Indie.Decide inoltre di evitare,siccome ha pochi uomini in fondo, di lasciare un presidio nelle zone esplorate.

1492

Colombo ritorna a Genova ma il suo ritorno come del resto la partenza sono segrete alla cittadinanza dalla Repubblica perché si teme che navi francesi possano impedire il viaggio.

L’Ammiraglio (Ammiraglio del Mare Oceano è il titolo che la Repubblica aveva promesso in caso di esito positivo della missione) Colombo espone al Doge Gian Galeazzo Maria Sforza i risultati ottenuti.Si concorda di tenere il più possibile segreta la notizia e nello stesso tempo di esplorare il più possibile le nuove terre, inoltre è scartata l’idea di rendere i nativi schiavi perché nelle attuali condizioni Genova e la signoria di Milano (da cui la Repubblica dipende) non sono in grado di mandare troppi soldati.Anche la conversioni degli autoctoni è assolutamente secondaria rispetto all’obiettivo commerciale.

Luglio : Partono sette navi che dovranno esplorare sia a nord che a sud di San Giorgio.

14 Ottobre : A Tenochtitlan viene firmato un accordo in cui in pratica la Repubblica detiene l’esclusiva dei rapporti commerciali con l’Impero Azteco. I cosiddetti Accordi d’Ottobre.

Colombo è un fervente cristiano e sebbene veda gli aztechi come degli infedeli, ne ammira le opere e ne teme l’esercito che ritiene essere troppo numeroso per essere attaccato dalle forze della Repubblica o della signoria di Milano (l’inferiorità tecnologica degli aztechi passa in secondo piano per via dell’impressione suscitata in Colombo dalle opere edili degli aztechi)

Oltretutto, un semplice accordo commerciale è già per Colombo un gran successo.

E si potrebbe continuare in questo modo per quanto riguarda il XVI secolo :

Giorgio Tebaldi

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E ora, un'idea di Enrica S.:

La cartina soprastante apparve nel terzo volume dell'"Enciclopedia" di Diderot, ed è una versione disegnata nel 1772 dal francese Didier Robert de Vaugondy di una mappa dell'inglese Thomas Jefferys (1768). In essa vediamo chiaramente rappresentato il Passaggio a Nord-Ovest, ricercato dagli europei fin dai giorni gloriosi della scoperta dell'America, quando il nuovo continente venne percepito per lo più come un ostacolo fra l'Europa e le ricche coste della Cina. La sua esistenza fu proposta per la prima volta nel 1539 dallo spagnolo Francisco de Ulloa, il quale scoprì il golfo di California ed immaginò che esso fosse la parte finale di un lungo stretto in comunicazione con l'Atlantico, eventualmente attraverso i Grandi Laghi e il fiume San Lorenzo. Gli spagnoli lo battezzarono Stretto di Aniàn, probabilmente dal nome di una provincia cinese citata da Marco Polo nei suoi viaggi. Quando fu chiaro che quello della California era un golfo chiuso, lo Stretto di Aniàn fu spostato più a nordovest, in aree affatto inesplorate del Canada (l'esistenza dell'Alaska era ancora solo congetturale, come evidenzia la mappa), e perciò ribattezzato Passaggio a Nord-Ovest. Come le Sette Città d'Oro di Cibola o l'El Dorado, in effetti non è mai esistito, anche se è stata la molla propulsiva di gran parte delle spedizione rivolte all'esplorazione del Nordamerica. Ma se esiste davvero, ed è scoperto fin dal XVI secolo? Come cambia la storia dell'uomo?

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dDuck coglie la palla al balzo:

È un POD molto interessante: tutto dipende da quando viene scoperto.

Se lo Stretto di Aniàn parte dalla California e comunica con i Grandi Laghi, viene scoperto a metà seicento: gli USA non sono ancora nati, vi è solo una colonizzazione britannica sulla costa atlantica, ed allora l'interesse delle potenze europee sarà maggiore, e la guerra dei Sette Anni sarebbe anticipata e finirebbe diversamente, almeno sullo scacchiere nordamericano.

Nell'ipotesi che questo stretto partisse dalla baia di Vancouver e attraversasse le Montagne Rocciose come un largo fiordo fino ad arrivare nella baia di Hudson, e che venga scoperto nel tardo '700, gli USA sono una potenza atlantica, e l'area di interesse è invece canadese, quindi britannica. Ci possono essere a sua volta due scenari: gli USA lasciano alla Gran Bretagna il Canada come nella storia reale, e quindi saranno i britannici a sfruttare questo Panama naturale nordico. Oppure, gli USA continuano il conflitto con Londra, quindi possibile alleanza franco-americana nelle guerre napoleoniche. Se poi viene scoperto anticipatamente l'oro nel Klondike (quello di Paperon de' Paperoni), la cosa si complica ulteriormente! Ipotizzando una vittoria americana, la Gran Bretagna è impegnata in Europa, e gli USA stanno gia diventando una grande potenza, troveremo a metà ottocento (dopo la guerra con il Messico) degli USA enormi fino all'Artico, magari in cambio restituiscono il Québec alla Francia.

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E Massimiliano Paleari aggiunge:

Se esiste realmente il passaggio marittimo che conduce facilmente e (relativamente) rapidamente verso l'Oceano Pacifico è facile immaginare un precoce "interesse" di Europei e Statunitensi verso il Giappone e la Cina. In particolare il Giappone, messo sotto pressione da parte dei "Bianchi" ben prima della missione americana della metà del XIX secolo, non riesce a reagire: nessuna rivoluzione/restaurazione Meiji quindi. Il Giappone resta succube dell'imperialismo occidentale, rimane un paese agricolo e probabilmente entra nella sfera di influenza statunitense. Niente aggressione giapponese alla Cina quindi. E vista l'amicizia sino/tedesca degli anni '30 del secolo scorso (l'esercito del Kuomintang era organizzato sul modello di quello tedesco), non è impossibile immaginare Chang Kai Shek schierato al fianco di Hitler e Mussolini nel corso del Secondo Conflitto Mondiale. Come cambia la guerra visto anche il lungo confine sino/sovietico?

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