Il Divo al Quirinale

di Demofilo


Durante le meritate vacanze 2008 ho concepito un'ucronia da me pensata dopo aver visto il film di Paolo Sorrentino "Il Divo", premiato dalla giuria al Festival di Cannes. Ecco quanto.

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19 maggio 1989, negli ex-locali dell'Ansaldo di Milano si svolge la relazione finale del segretario del garofano Bettino Craxi durante l'ultima giornata del XLV Congresso del Partito Socialista. Craxi critica con particolare forza la linea del governo, guidato dal democratico cristiano Ciriaco De Mita, e la direzione della Democrizia Cristiana, ritornando a polemizzare sulla famosa "staffetta" e le sue dimissioni nel marzo del 1987. Craxi viene rieletto alla segreteria con il 92% dei voti.

20 maggio 1989, in seguito alle critiche dei socialisti il Presidente del Consiglio De Mita rassegna le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Il giorno seguente iniziano al Palazzo del Quirinale le consultazioni per la formazione del nuovo esecutivo. Durante la conferenza stampa Cossiga assicura che il governo dimissionario sarebbe stato il responsabile nella gestione delle elezioni europee in programma per il successivo 18 giugno.

25 maggio 1989, il Presidente Cossiga conferisce al Presidente del Senato, il repubblicano Giovanni Spadolini, un incarico esplorativo per cercare di edificare una maggioranza tale da permettere la costituzione di un nuovo governo sostenuto dal Pentapartito (Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli) in grado di portare a termine il pacchetto di riforme istituzionali che erano state elaborate dal senatore democratico cristiano Roberto Ruffilli, ucciso dalle Brigate Rosse il 16 aprile 1988.

2 giugno 1989, celebrazioni della Festa della Repubblica con la deposizione della corona d'alloro al Vittoriano e la parata ai Fori Imperiali. Cossiga, accompagnato da Spadolini e dal Presidente della Camera, il democratico cristiano Oscar Luigi Scalfaro, dichiara che è necessario trovare "una volta per tutte, in un paese democratico come l'Italia, la ricetta giusta contro la troppa fragilità del sistema politico, in mano ai partiti e non alle persone". Spadolini sottolinea la necessità di un'intesa tra quelle forze politiche "che per statuto sono in grado di permettere al paese la stabilità".

4 giugno 1989, a Pechino, i carri armati dell'esercito della Repubblica Popolare Cinese soffocano la rivolta degli studenti in piazza Tien An Men, iniziata in maggio con proteste ed occupazioni con l'obbiettivo di una maggiore democrazia in Cina. Dopo sette settimane di protesta, la repressione rossa contava circa 3000 giovani; emblematica la foto dello studente davanti ad un carro armato che sventola la bandiera del Tibet, occupato dai cinesi nel 1955. In Italia il Partito Radicale organizza una grande manifestazione a Piazza Navona a favore degli studenti cinesi, per la democrazia in Cina e l'autonomia del Tibet. Dopo il consueto "sermone" del leader radicale Marco Pannella, interviene anche Craxi che attacca direttamente Occhetto e il Pci "che non hanno detto una parola sulle vicende di piazza Tien An Men". La segreteria comunista, in modo provocatorio, "chiederà al signor Bettino Craxi se, durante il faraonico viaggio in Cina con tutta la sua famiglia, avesse avuto il coraggio di chiedere ai cinesi informazioni sulla loro politica repressiva".

8 giugno 1989, dopo l'ennesima riunione della segreteria della Democrazia Cristiana a Piazza del Gesù, a Roma, il segretario Arnaldo Forlani conferma che il partito dello scudo crociato punta a ricompattare l'alleanza a cinque del Pentapartito, escludendo "soluzioni di emergenza" e intese con il Partito Comunista di Achille Occhetto. A stretto giro è lo stesso Occhetto a dichiarare che "la questione morale ci impedisce ogni intesa con le forze del centro-sinistra".

8 giugno 1989, elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e referendum per la trasformazione della Comunità Economica Europea in Unione Europea. Il quesito referendario passa con un larghissimo margine (90,2%), mentre per quanto riguarda le percentuali dei partiti la Dc conquista il 38,3%, seguita dal Pci con il 20,6%, dal Psi con il 16,7%, Psdi 8,9%, Pri 3,7%, Pli 2,1%, Msi 5,9% e Pr 4,7%. Forte affermazione del Pentapartito che sfiora il 70% delle preferenze, crollo delle opposizioni, in particolare i comunisti, e la fine delle esperienze nel Nord Italia delle liste autonomiste (Lega Lombarda, Liga Veneta, ecc...).

20 giugno 1989, il giudice Giovanni Falcone, da tempo impegnato nella lotta alla mafia, viene ucciso in un attentato sulla spiaggia dell'Addaura, presso Palermo. Durante i funerali di stato, che si svolgono il 25 dello stesso mese, la moglie Francesca Morvillo lancia un appello al Santo Padre, papa Giovanni Paolo II, perchè "la lotta contro la mafia diventi la prima grande vittoria di uno stato veramente democratico". Cossiga dichiara che la formazione di un nuovo governo è "il primo obbiettivo da raggiungere per vendicare la morte di Giovanni Falcone".

27 giugno 1989, dopo che lo stesso Presidente Spadolini rimette il "mandato esplorativo" nelle mani di Cossiga, il capo dello stato convoca nuovamente il dimissionario De Mita e gli affida per la seconda volta l'incarico di formare il nuovo governo.

30 giugno 1989, infuocata conferenza stampa nella sede del Partito Socialista in via Nazionale, a Roma, con il segretario Bettino Craxi che ribadisce le forti critiche fatte all'assise di Milano nel maggio precedente e chiede "un cambio di marcia per il governo e per il paese". In particolare Craxi rivendica una "posizione di rilievo" per il partito del garofano, secondo partito della coalizione, e annuncia una "futura convergenza con i fratelli socialdemocratici". Il segretario del Psdi Carlo Vizzini conferma la possibile nuova intesa tra i due partiti socialisti italiani.

9 luglio 1989, dopo la definitiva rinuncia di De Mita causata dall'opposizione del Psi, Cossiga convoca al Quirinale il ministro degli affari esteri, il democratico cristiano Giulio Andreotti, per conferirgli l'incarico di formare il nuovo governo. Andreotti accetta con riserva.

10 luglio 1989, incontro segreto nella residenza romana di Forlani tra il segretario della Dc, Andreotti e Craxi. I tre stringono un patto di ferro, il cosidetto CAF, l'intesa Craxi-Andreotti-Forlani, per la spartizione del potere in Italia. Dopo tre ore di intensa discussione viene elaborato un vero e proprio progetto che parte dalle recenti consultazioni europee, che vendeva il Pentapartito, e in particolare l'intesa Dc-Psi, maggioranza assoluta nel paese: formazione del VI governo Andreotti con una massiccia componente democratica cristiana e socialista, scioglimento del Psdi nel Psi di Craxi e isolamento del Pci in modo da comportarne un lento declino e la fuoriuscita dei voti verso il partito craxiano. I tre obbiettivi focalizzati erano l'elezione di Andreotti al Quirinale, il ritorno di Craxi a Palazzo Chigi e il mantenimento decennale della segreteria nella mani di Forlani e della "grande alleanza" nata durante XVIII Congresso (19-22 febbraio 1989).

12 luglio 1989, Andreotti sale al Quirinale e scioglie la riserva. Iniziano le consultazioni del nuovo Presidente del Consiglio per la formazione del governo. Queste ultime sarebbero terminate la sera del 20 giugno, con il successivo nuovo incontro con Cossiga e l'ufficializzazione del nuovo esecutivo: il socialista Gianni De Michelis agli esteri con delega alla vice-presidenza del consiglio, il socialista Giuliano Amato all'interno, il socialista Claudio Martelli alla giustizia, il socialdemocratico Carlo Vizzini alla difesa, il democratico cristiano Paolo Cirino Pomicino al superministero dell'economia, delle finanze, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, il repubblicano Giorgio La Malfa allo sviluppo economico e commercio, il socialista Franco Nobili al ministero dell'industria e delle risorse energetiche, il democratico cristiano Antonio Gava al lavoro e politiche sociali, il socialista Mario Chiesa alla sanità, il socialista Ugo Intini ai lavori pubblici, il liberale Francesco De Lorenzo ai trasporti, il democratico cristiano Enzo Carra all'ambiente, il democratico cristiano Giovanni Goria all'agricoltura e risorse marittime e montane, il socialista Sergio Moroni alla pubblica amministrazione, il liberale Giuliano Urbani all'innovazione tecnologica, il democratico cristiano Enzo Scotti alla pubblica istruzione, il socialista Paolo Pillitteri (ex-sindaco di Milano e cognato di Craxi) alla ricerca scientifica e all'università, il socialista Carlo Tognoli al turismo e spettacolo, il liberale Valerio Zanone alla cultura, il democratico cristiano Enrico La Loggia alle politiche regionali, il repubblicano Oscar Mammì alle poste e comunicazioni, la socialdemocratica Amalia Sartori alle pari opportunità, il democratico cristiano Pierferdinando Casini alle politiche giovanili e sport e il democratico cristiano Gianfranco Rotondi all'attuazione del programma.

22 luglio 1989, ore 9.00, nella residenza romana del Presidente del Consiglio, si svolge la riunione della corrente degli andreottiani: presenti i tre proconsoli per il Lazio, il fido Franco Evangelisti, Vittorio Sbardella detto "lo squalo" l'imprenditore Giuseppe Ciarrapico, i due responsabili della Dc in Campania ministri Paolo Cirino Pomicino ed Enzo Scotti, il veneto Giovanni Prandini, il capo del partito in Sicilia eurodeputato Salvo Lima e il cardinale Fiorenzo Angelini, "sua santità". Durante l'incontro Andreotti comunica ai suo fedelissimi la nascita del patto con Forlani e Craxi e i tre obbiettivi da raggiungere.
Ore 12.15, nella sala degli arazzi al Palazzo del Quirinale abbiamo il giuramento del VI governo Andreotti nella mani del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Alle insistenti domande dei giornalisti sui numerosi problemi che affliggono il paese Andreotti risponde "guerre puniche a parte, nella mia vita mi hanno accusato di tutto".

1 agosto 1989, per ordine del ministro alla sanità Chiesa, i Nuclei Antisofisticazione dei Carabinieri (Nas) avviano un controllo della situazione igienico sanitaria negli ospedali italiani: sono rilevate circa 800 infrazioni su 360 strutture con 190 denunce per i responsabili.

16 agosto 1989, per ordine del ministro Amato viene sgomberato con forza il centro sociale milanese Leoncavallo, che dal 1975 occupava un edificio di proprietà di un'immobiliare. La polizia troverà resistenza da parte degli occupanti, asserragliati sul tetto del centro. Sono presenti anche alcuni deputati del Pci tra cui Oliviero Diliberto, Katia Belillo e Marco Rizzo, che vengono arrestati insieme ad altre ventisei persone. Occhetto accusa il governo e le forze dell'ordine di "macelleria cilena".

10 settembre 1989, la Repubblica Democratica Ungherese apre le frontiere, provocando l'esodo di migliaia di cittadini della Germania Est che attraverso questo passaggio raggiungono l'Austria.

13 ottobre 1989, grandi perdite nelle borse di tutto il mondo causate da una consistente flessione (- 7%) dei titoli azionari a Wall Street.

24 ottobre 1989, il guardasigilli Martelli, con una conferenza stampa a Palazzo Chigi, presenta il nuovo codice di procedura penale, che "si propone di snellire i tempi dei processi". Esso prevede il passaggio dal rito inquisitorio al rito accusatorio, che equipara in parte il ruolo del pm a quello dell'avvocato difensore, e la possibilità del rito abbreviato: la difesa può ora patteggiare uno sconto di pena in cambio della dichiarazione di colpevolezza dell'imputato.

9 novembre 1989, crolla il Muro di Berlino, che dal 1961 divideva in due la città ed era il simbolo materiale della cortina di ferro che separava l'occidente dagli stati sotto l'influenza sovietica. E' l'evento che sancisce definitivamente il disgregarsi dei regimi dell'Europa Orientale. Dopo l'abbattimento del Muro sono milioni i tedeschi che passano dalla DDR alla Repubblica Federale, in attesa della riapertura delle frontiere.

12 novembre 1989, davanti ad ex-partigiani delle Brigate Garibaldi e a militanti comunisti della sezione della Bolognina, Achille Occhetto annuncia che il Partito Comunista cambierà nome e simbolo, aprendo una discussione sia nei vertici che nella base stessa del partito per la formazione di un nuovo soggetto che possa unire "le forze del progresso e del lavoro in Italia". Di fronte alle parole di Occhetto, Craxi dichiara che il processo di formazione di un grande partito del socialismo europeo è fondamentale e che "tutti sono chiamati a farne parte".

20 novembre 1989, dopo le prime elezioni libere in Polonia, in Cecoslovacchia Alexander Dubcek, simbolo della "Primavera di Praga", si pone a capo di una protesta per costringere la giunta comunista al potere a dimettersi. Il ministro degli esteri De Michelis dichiara che il governo italiano riconosce Dubcek come legittimo rappresentate del popolo cecoslovacco. Lo stesso giorno, a Palermo, muore lo scrittore Leonardo Sciascia.

24 novembre 1989, infuocato comitato centrale del Pci a Botteghe Oscure. La destra del partito, guidata da Giorgio Napolitano, da anni sostenitrice di una svolta socialdemocratica, chiede la nascita di un grande soggetto della sinistra democratica riformista con Psi e Psdi, mentre Pietro Ingrao, Armando Cossutta e l'ex-segretario Alessandro Natta si dicono contrari ad ogni svolta moderata. La corrente legata allo scomparso Enrico Berlinguer, maggioritaria nel partito, si trova tra due grandi fuochi e Occhetto riesce a strappare un voto favorevole da tutte le componenti rinviando la discussione centrale per il successivo congresso.

25 dicembre 1989, in Romania, dopo un colpo di stato, sono fucilati il dittatore comunista Nicolae Ceausescu e la moglie Elena, con l'esecuzione trasmessa in diretta dalla televisione nazionale. E' questo l'ultimo rovesciamento violento dei regimi dell'ex-blocco sovietico.

6 gennaio 1990, il ministro Cirino Pomicino ufficializza l'entrata della lira nella fascia ristretta del Sistema Monetario Europeo (lo Sme), che subisce una svalutazione di circa il 4%, poiché la banda di oscillazione è ridotta dal 6,6% al 2,25%.

18 gennaio 1990, l'Italia è attraversata dal movimento studentesco della "Pantera". Gli studenti universitari scendono in piazza contro la riforma del ministro Pillitteri che consentirebbe investimenti privati negli atenei e politiche per la creazione di centri universitari privati, con finanziamenti dello stato.

24 gennaio 1990, a Roma si spegne il VII Presidente della Repubblica Sandro Pertini, ex-partigiano e leader del Partito Socialista, uomo di grande umanità e di rigore morale, il capo dello stato più popolare nella storia della Repubblica. Rappresenterà un paese che dopo la violenza degli "Anni di Piombo" cerca di riavviare il proprio sviluppo in un clima più pacifico.

28 febbraio 1990, la Camera dei Deputati approva il decreto Amato sull'immigrazione dai paesi extracomunistari. La legge stabilisce che sarà il governo a regolare il flusso migratorio a seconda delle esigenze dell'economia, all'effettiva capacità di accoglienza e al numero delle richieste. Votano contro il Pci e l'Msi.

7 marzo 1990, al Palasport di Bologna si apre il XIX Congresso del Partito Comunista, non vengono superate le posizioni che erano già state espresse durante il comitato centrale nel novembre del 1989. Occhetto, che inizialmente si diceva fiducioso ed aveva presentato una mozione che riconfermava la sua permanenza alla segreteria, abbandona il secondo giorno l'assise visto le forti divaricazioni all'interno dell'assemblea dei delegati. Mentre la mozione Natta-Cossutta-Ingrao dichiara il "congresso non valido visto l'abbandono del segretario nazionale e numerose irregolarità in fase di assegnazione dei delegati", denunciando il "mercato delle tessere" nel Mezzogiorno, la mozione di Napolitano rimane l'unica regolarmente presentata. L'ultimo giorno di congresso interviene l'ex-Presidente della Camera Nilde Iotti, compagna di Palmiro Togliatti, la quale difende le scelte di Occhetto, elogia la posizione di Napolitano e termina dichiarando di abbandonare la politica attiva. Da molte parti arrivano messaggi di solidarietà nei confronti della Iotti, che però non ritorna sulle sue posizioni. Il giorno delle votazioni, in modo inaspettato, la sinistra interna abbandona i lavori, mentre viene messa ai voti la mozione Napolitano "Per un Partito Socialista Democratico in Italia". La componete di destra e la corrente berlingueriana votano e alla segreteria viene eletto Giorgio Napolitano, alla vicesegreteria Massimo D'Alema e Walter Veltroni. Eletti nella segreteria nazionale Piero Fassino, Antonio Bassolino, Enrico Morando, Sergio Cofferati, Livia Turco, Filippo Penati, Luigi Nicolais, Barbara Pollastrini. Il neosegretario Napolitano dichiara che "inizia ufficialmente il momento di transizione verso una grande forza di sinistra democratica con la vocazione riformista, di progresso e di governo". Craxi e Vizzini si congratulano calorosamente con Napolitano.

11 marzo 1990, dopo la proclamazione dell'indipendenza della Lituania da Mosca, i carri armati sovietici entrano a Vilnius per tentare senza successo di reprimere la rivolta. Anche Lettonia ed Estonia conquisteranno l'indipendenza da Mosca nel 1991. Due giorni dopo, a Mosca, viene introdotto il pluripartitismo e ammessa la proprietà privata.

26 marzo 1990, l'Oscar per la miglior film straniero va a "Nuovo Cinema Paradiso" di Giuseppe Tornatore. Con la colonna sonora del grande maestro Ennio Morricone, questo "amarcord" sul cinema visto da una piccola sala di paese in Sicilia nel secondo dopoguerra conquisterà anche il Gran Premio della Giuria a Cannes.

27 aprile 1990, il Senato della Repubblica approva le liberalizzazioni di movimenti di capitale, le "lenzuolate" del ministro Cirino Pomicino: sarà possibile apre conti in banca all'estero con valute estere e con investimenti in titoli stranieri.

2 maggio 1990, la Corte di Assise a Milano condanna a ventidue anni di carcere Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, ucciso sotto la sua abitazione il 17 maggio 1972; Lotta Continua lo aveva accusato della morte di Giuseppe Pinelli. Per il pentito Leonardo Marino la condanna è di undici anni, ma non verranno scontati.

6 maggio 1990, alle elezioni comunali e provinciali il "Pci in transizione" perde circa il 6,8% dei voti rispetto alle precedenti amministrative, il Psi tocca quota 19,3% mentre la Dc mantiene voti e roccaforti bianche al Nord. Viene confermata la fine del movimenti di protesta rappresentato dai movimento autonomisti: 2,3% Lega Lombarda, 2,8% Liga Veneta.

3 giugno 1990, i referendum sulla caccia e sull'uso dei pesticidi falliscono perchè si reca alle urne solo il 43% degli elettori: è la prima volta che due quesiti referendari non raggiungono il quorum e pertanto vengono invalidati. Grandi sconfitti sono il Partito Radicale di Pannella e la Federazione delle liste Verdi.

8 giugno 1990, si inaugurano i Campionati del Mondo di Calcio, che per la seconda volta dopo il 1934 si svolgono in Italia. La cerimonia d'inizio si svolse in un affollatissimo Stadio Olimpico di Roma, alla presenza del Santo Padre, papa Giovanni Paolo II, e del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Dopo l'Inno di Mameli, Gianna Nannini e Edoardo Bennato cantano "Notti Magiche", colonna sonora dei giochi e delle prodezze della nazionale italiana allenata da Azeglio Vicini.

13 giugno 1990, con una lettera il Presidente Cossiga apre una polemica con il Consiglio Superiore della Magistratura, l'organo di autogoverno dei giudici, e annuncia che parteciperà ad ogni seduta del Csm, in quanto il Presidente della Repubblica è presidente del consiglio stesso. Cossiga si trasferisce al Palazzo dei Marescialli con l'ufficio e con l'arredamento del suo appartamento del Quirinale.

9 luglio 1990, allo Stadio Olimpico di Roma si gioca la finale dei Campionati del Mondo di Calcio Italia-Argentina. La partita finisce 3-0 con le reti di Totò Schillaci, Roberto Baggio e Gianluca Vialli che umiliano la nazionale argentina guidata dal "pibe de oro" Diego Armando Maradona. Da ricordare i tre salti nella tribuna d'onore del Presidente Cossiga, che emula il predecessore Pertini al Bernabeu nel 1982, e la mitica telecronaca di Bruno Pizul con i "Il cielo è azzurro sopra Roma. Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, e per quattro volte Campioni del Mondo!"

26 luglio 1990, entra in vigore la legge Mammì sull'emittenza televisiva. In nome del pluralismo, essa vieta ad uno stesso soggetto di possedere oltre il 25% delle reti nazionali o comunque più di tre reti televisive. La legge in particolare permette all'imprenditore Silvio Berlusconi di conservare le tre maggiori emittenti private e la casa editrice Mondadori, non intaccando la situazione di duopolio Rai-Fininvest creatasi nel sistema radiotelevisivo italiano. Il capogruppo dalla Camera della Dc Sergio Mattarella chiede una rivisitazione della legge per ridurre a due le emittenti, ma sia Mammì sia Andreotti negano ogni tipo di cambiamento o correzione.

2 agosto 1990, l'Iraq invade il Kuwait. Il 6 agosto l'Onu decreta l'embargo nei confronti del paese invasore, che l'Italia supporterà con la decisione di inviare una squadra navale nel Golfo il 14 agosto. Proteste da parte della sinistra comunista di Natta, Cossutta e Ingrao e da centri sociali e gruppi extraparlamentari.

7 agosto 1990, la giovane Simonetta Cesaroni sfugge ad un tentativo di omicidio a Roma, chiudendosi nel suo ufficio. Quello che poteva essere "il giallo di via Poma" viene fortunatamente evitato con l'arresto dell'aggressore.

18 agosto 1990, cessa la produzione dei 33 e dei 45 giri, che per un secolo avevano rappresentato il supporto più diffuso per la riproduzione della musica, affiancati negli ultimi decenni dalle musicassette. Inizia l'era della tecnologia musicale digitale e dei compact disc.

20 settembre 1990, a Roma, il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi e il terrorismo, il repubblicano Libero Gualtieri, presenta la relazione sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980. Nel documento ci sono pesanti accuse nei confronti di politici e militari che hanno "ostacolato il lavoro della commissione".

26 settembre 1990, a Roma muore lo scrittore Alberto Moravia.

3 ottobre 1990, è ufficializzata la riunificazione tedesca: ad un anno circa dalla caduta del Muro, Germania Ovest e Germania Est raggiungono l'unità politica.

10 ottobre 1990, riunione congiunta delle segreterie del Partito Comunista, del Partito Socialista e del Partito Socialista Democratico al Palalottomatica di Roma. I rispettivi segretari Giorgio Napolitano, Bettino Craxi e Carlo Vizzini battezzano la nascita del partito dei Socialisti Democratici Italiani, in seguito alla caduta del Muro e al XIX Congresso del Pci. Il pittore Renato Guttuso presenta per l'occasione il nuovo simbolo, una rosa rossa stilizzata con alle spalle il "Sole dell'Avvenire", che riprende il logo del Partito del Socialismo Europeo.

23 ottobre 1990, scoppia il caso Gladio - Stay behind, un'organizzazione clandestina della Nato, rispondente ai servizi segreti statunitensi, creata nel 1951 e operante in molti paesi occidentali, Italia compresa, per contrastare un'eventuale invasione da parte dell'Urss durante la Guerra Fredda. Il caso, venuto alla luce in seguito alla decisione del Presidente Andreotti di inviare alla commissione stragi e a Gualtieri il dossier, provoca forti polemiche. In particolare da parte della ex-componete della sinistra comunista di Cossutta che chiede spiegazioni più dettagliate a riguardo e attacca il governo e gli ex-compagni, in particolare Napolitano, reo di non essere interevuto nel dibattito contro l'esecutivo. Nella discussione da sottolineare l'intervento del Presidente Cossiga, per anni al ministero dell'interno e della difesa, "uomo dei servizi segreti", che ritiene che il dossier sia stato fatto emergere per colpirlo, per fargli pressione e chiederne le dimissioni.

22 novembre 1990, il consiglio di amministrazione della Montedison cede la sua quota di Enimont all'Eni per un prezzo particolarmente alto, 2.805 miliardi.

27 novembre 1990, Andreotti, De Michelis e Amato firmano a Schengen gli accordi in seno all'Unione Europea in base ai quali vengono aperte le frontiere con gli stati firmatari dell'Ue e avviata una forte collaborazione fra le polizie nazionali nella lotta contro la criminalità internazionale.

16 gennaio 1991, dopo una lunga serie di ultimatum, che intimavano al dittatore iracheno Saddam Hussein di ritirarsi dal Kuwait, bombardamenti angloamericani sull'Iraq danno inizio alla Guerra del Golfo, condotta sotto l'egida dell'Onu. Prende il via l'operazione "Tempesta nel Deserto", che prevede una prima fase di attacchi aerei e successivamente un'offensiva di terra. Il giorno dopo, il parlamento italiano vota a favore della partecipazione al conflitto: vanno registrati i voti contrari della ex-sinistra del Pci e dell'Msi. Nei supermercati di tutta Italia scatta l'operazione "accaparramenti" di generi alimentari.

18 gennaio 1991, la contraerea irachena abbatte un cacciabombardiere Tornado dell'aviazione italiana, il maggiore Gianmarco Bellini e il capitano Maurizio Cocciolone vengono feriti ma fortunatamente non sono in pericolo di vita. Il ministro della difesa Vizzini invia un telegramma con i suoi più vivi auguri di pronta riabilitazione ai due militari italiani.

24 gennaio 1991, il sindaco di Palermo, democratico cristiano Leoluca Orlando, viene sfiduciato dalla sua stessa maggioranza dopo che il primo cittadino aveva in più occasioni cercato il coinvolgimento di cittadini nelle diverse decisioni politiche e per la lotta contro la mafia. Al suo posto viene eletto in consiglio comunale il suo vice-sindaco Renato Schifani mentre Orlando fonda il movimento La Rete.

26 gennaio 1991, in tutta Italia manifestazioni pacifiste contro la guerra, che vedono in piazza uniti sinistra ex-Pci, movimenti di sinistra giovanile, il Partito Radicale e associazioni cattoliche. Lo stesso giorno il dittatore della Somalia Siad Barre abbandona Mogadisco, dove da settimane si scontrano civili e l'esercito nazionale, e fugge all'estero: il paese precipita nella più completa anarchia.

31 gennaio 1991, si apre al Palacongressi di Rimini il I Congresso del partito dei Socialisti Democratici Italiani. Inaspettatamente Craxi non presenta una sua candidatura alla segreteria del partito perchè si può "lavorare per il nuovo soggetto politico anche se non si è segretario". Dopo una giornata di incontri e di riunioni Napolitano presenta la mozione e la candidatura del direttore dell'Unità Massimo D'Alema per la segreteria, la quale riceve la maggioranza grazie al patto con Craxi che assicura al presidente dell'Emilia Romagna Enrico Boselli e all'ex-sindacalista Giorgio Benvenuto la vice-segreteria. D'Alema, prendendo la parola durante la relazione finale ringrazia tutti per la fiducia ricorda che "lo Sdi sarà partito di lotta e di governo, sarà il partito che porterà avanti le idee di Enrico Berlinguer, di Sandro Pertini e di Giuseppe Saragat".

8 febbraio 1991, a Pieve Emanuele, alle porte di Milano, durante un'assemblea del coordinamento dei movimenti autonomisti del Nord Italia, viene ufficializzata lo scioglimento della Lega Lombarda visti i forti contrasti tra i leader del movimento. Il segretario uscente, Umberto Bossi, che non è riuscito ad imporre la sua linea, fonda la Lega Nord mentre lo storico Gianfranco Miglio decide di abbandonare la politica attiva per motivi di salute, il consigliere comunale di Varese Roberto Maroni aderisce allo Sdi, la giovanissima Irene Pivetti entra nella Dc e Roberto Calderoli ritorna a fare il dentista a Bergamo. Termina ufficialmente l'esperienza delle leghe autonome.

10 febbraio 1991, la sinistra ex-Pci si ritrova al teatro Brancaccio di Roma dove fonda il Movimento per la Rifondazione Comunista, di cui Armando Cossutta diventa il presidente, Sergio Garavini il segreteraio e Lucio Libertini il coordinatore nazionale.

24 febbrario 1991, nel Golfo inizia l'offensiva di terra guidata dal generale Norman Schwarzkopf che permette alle truppe americane di entrare in Kuwait. Il 28 febbrario Iraq capitola e viene arrestato il dittatore Saddam Hussein, che successivamente verrà processato e condannato dal Tribunale Internazionale per numerose violazioni e per crimini contro l'umanità. Le truppe irachene intanto lasciano il Kuwait. A Bagdad si insedia una giunta militare che organizzerà libere elezioni per il giugno successivo e il 1 agosto 1991 sarebbe nata ufficialmente la Repubblica Democratica Irachena.

3 marzo 1991, le amministrazioni locali della Regione Puglia dichiarano lo stato di emergenza poichè dall'Albania giungono migliaia di profughi. Nel Paese delle Aquile, che sta abbandonando l'economia pianificata di stampo socialista, è infatti in corso una disordinata fase di transizione.

22 marzo 1991, in una lunga intervista al Corriere della Sera, il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga definisce "patrioti" gli appartenenti all'organizzazione paramilitare Gladio e inizia con quelle che lui stesso dichiarerà essere delle "esternazioni" visto che si "vuole togliere dei cacigni dalla scarpa". Furiose le reazioni politiche nella maggioranza e nelle opposizioni.

29 marzo 1991, il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti evita la crisi di governo vista la forte insistenza del Partito Repubblicano che desidera "una collegialità nelle decisione governative". Lo stesso giorno la repubblicana Luciana Sbarbati viene nominata Ministro per le Politiche Comunitarie.

10 aprile 1991, scongiurato possibile scontro all'imbocco del porto di Livorno tra il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo.

30 aprile 1991, si conclude la contesa sulla Mondadori, con la casa editrice di Segrate che diviene proprietà dell'imprenditore Silvio Berlusconi, che acquista lo stesso giorno il pacchetto di azioni dell'ingegner Carlo De Benedetti del gruppo editoriale l'Espresso - La Repubblica. Eugenio Scalfari, fondatore e direttore del quotidiano, presenta le dimissioni, ma Berlusconi le respinge.

1 maggio 1991, nel centenario dell'enciclica "Rerum Novarum" di papa Leone XIII, Giovanni Paolo II promulga la "Centesimus Annus" nella quale si condannano comunismo e capitalismo.

10 maggio 1991, Festa Nazionale della Polizia, il Presidente Cossiga, gridando dal palco durante i discorsi ufficiali, auspica la separazione delle carriere dei magistrati, affermando che non si può dare a giudici "ragazzini che hanno passato il concorso di diritto romano" responsabilità in indagini sulla mafia e sulla droga.

26 maggio 1991, ennesima esternazione del capo dello stato che auspica la necessità di fondare una "Seconda Repubblica" basata su un nuovo sistema elettorale in senso maggioritario per "dare maggiore stabilità agli esecutivi e dar vita, anche in Italia, ad un sano bipolarismo, presente nelle maggiori democrazie liberali europee occidentali". Numerose le reazioni e le polemiche scatenate dalla parole di Cossiga.

9 giugno 1991, fallisce il referendum popolare, organizzato dal democratico cristiano Mario Segni, che chiede l'abolizione della preferenza multipla. Si recano alle urne solo il 45,6% e il quorum non è raggiunto. Grande sconfitta dei sostenitori del sistema elettorale maggioritario e dello stesso Presidente Cossiga. Vittoria invece per i "proporzionalisti" e soprattutto per Bettino Craxi che aveva invitato gli elettori ad astenersi e ad "andare al mare". In seguito al fallimento dell'iniziativa e dal pronunciamento contrario della stessa Dc Segni, che tra l'altro è figlio del quarto Presidente della Repubblica Antonio Segni, lascia il partito ed entra nel movimento La Rete dell'ex-sindaco di Palermo Orlando.

12 giugno 1991, con il 57% dei voti, Boris Eltsin è eletto presidente della Repubblica Russa a suffragio universale. Si verrà a creare un conflitto di poteri, che vedrà Eltsin contrapporsi al presidente dell'Urss Michail Gorbaciov.

25 giugno 1991, Slovenia e Crozia dichiarano l'indipendenza dalla Federazione della Jugoslavia e due giorni dopo inizia la guerra civile fra esercito federale e milizie indipendentiste.

6 luglio 1991, durante il consiglio nazionale del Movimento Sociale Italiano viene riconfermato alla segreteria il dimissionario Pino Rauti, mentre è bocciata la candidatura di Gianfranco Fini.

10 luglio 1991, la contessa Alberica Filo della Torre sfugge all'aggressione di un maniaco durante le vacanze nel comprensorio romano dell'Olgiata. La polizia ferma il colpevole che viene condannato per tentato omicidio.

7 agosto 1991, giungono a Bari circa 11.000 profughi albanesi a bordo del mercantile Vlora. Nonostante il caldo torrido, i clandestini vengono stipati nello stadio della città e nutriti con pane e acqua. Tre giorni dopo vengono rimpatriati con un ponte aereo.

9 agosto 1991, a Reggio Calabria viene ucciso il giudice Antonio Scopelliti, uno dei magistrati che ha condotto il maxiprocesso contro Cosa Nostra nel 1986.

19 agosto 1991, tentativo di Golpe a Mosca da parte di alcune esponenti del Pcus, del Kgb e dell'Armata Rossa che depongono Gorbaciov, tenuto in ostaggio nella sua dacia in Crimea. Migliaia di cittadini, capeggiati dal neopresidente russo Eltsin, si schierano a favore del parlamento e di Gorbaciov. Privi dell'appoggio popolare, i golpisti si arrendono e vengono arrestati; tra di essi la spia del Kgb Vladimir Putin.

25 agosto 1991, l'italiano Gianni Bugno vince i mondiali di ciclismo su strada a Stoccolma.

29 agosto 1991, a Palermo è assassinato Libero Grassi, imprenditore che si era pubblicamente opposto al pagamento di tangenti alla mafia, il cosidetto "pizzo".

14 settembre 1991, a Firenze la polizia municipale blocca un folle che stava per prendere a martellate il David di Michelangelo.

19 settembre 1991, sulle montagne al confine fra Italia e Austria, due turisti tedeschi di Norimberga, Helmut ed Erika Simon, scopro la mummia del cosiddetto Uomo del Similaun, perfettamente conservata dal ghiaccio. Ribattezzato "Ötzi", l'uomo sarebbe stato un cacciatore vissuto nel 3300 a.C.

26 novembre 1991, Cossiga dichiara che "molti vorrebbero le mie dimissioni per prendere il Colle e spartirsi il potere". Il capo dello stato afferma che non si dimetterà e continuerà fino alla fine del mandato.

20 dicembre 1991, viene ufficialmente sciolta l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e nasce la Comunità degli Stati Indipendenti (la Csi), federazione che unisce la Russia alle ex-repubbliche sotto il controllo di Mosca, con l'esclusione nelle repubbliche baltiche e della Georgia. Viene ammainata la bandiera rossa con falce e martello dalla torre più alta del Cremlino, a Mosca.

4 gennaio 1992, a Lamezia Terme è assassinato il sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e la moglie. L'omicidio è rivendicato dalla mafia.

13 gennaio 1992, sulla rete Canale 5 della Finivest, va in onda per la prima volta il Tg5 diretto da Emilio Fede.

15 gennaio 1992, l'Unione Europea riconosce Croazia e Slovenia stati indipendenti.

2 febbraio 1992, il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga scioglie anticipatamente le camere. Si andrà al voto il 5 gennaio.

7 febbraio 1992, il Presidente Andreotti e i ministri De Michelis e Cirino Pomicino firmano a Maastricht il trattato che istituisce ufficialmente l'Unione Europea e che entrerà in vigore il 1° gennaio 1993.

17 febbraio 1992, una bomba esplode sotto l'automobile del magistrato Antonio Di Pietro, davanti al Tribunale di Milano. Perdono la vita oltre che al pm molisano anche i magistrati Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo. Il procuratore capo Francesco Saverio Borrelli dichiara che "qualcuno vuole uccidere la giustizia in Italia" e lancia pesanti accuse al governo che "non si oppone alla strage di servitori dello stato uccisi dalla mafia e dalla malavita organizzata". Il 27 febbrario vengono celebrati nel Duomo di Milano i funerali di stato, ai quali prende parte Cossiga e il ministro alla giustizia Martelli. Il guardasigilli assicura "che l'esecutivo è in prima linea contro l'illegalità e per la giustizia e la sicurezza".

12 marzo 1992, l'eurodeputato e capo della Democrazia Cristiana in Sicilia Salvo Lima è eletto dall'Assemblea Regionale Presidente della Regione Sicilia, subentrato al compagno di partito Vito Ciancimino, dimesso per problemi di salute.

17 marzo 1992, un referendum sancisce la fine dell'apartheid in Sud Africa.

30 marzo 1992, il regista Gabriele Salvatores vince l'Oscar per il miglior film straniero con "Mediterraneo", vicenda corale e leggera ambientata durante l'occupazione italiana del Dodecaneso nella Seconda Guerra Mondiale.

1 aprile 1992, la Bosnia-Erzegovina dichiara la sua indipendenza dalla Federazione della Jugoslavia, scatenando la reazione di Belgrado. Inizia un ennesimo conflitto nei Balcani che durerà quattro anni.

5 aprile 1992, elezioni politiche in Italia che vedono una buona affluenza. La Democrazia Cristiana si attesta sul 38,3% seguita dai Socialisti Democratici Italiani al 25,7% mentre Partito Repubblicano e Partito Liberale insieme raggiungono il 7,8%: la coalizione di governo si attesta al 71,8%, con una maggioranza che sfiora quella qualificata dei 2/3 in entrambi i rami del parlamento. Il Partito della Rifondazione Comunista raggiunge il 9,3%, seguito dal Movimento Sociale Italiano al 7,4% e dal Partito Radicale al 2,1%.

8 aprile 1992, nella sentenza definitiva sul crac del Banco Ambrosiano, emessa dal Tribunale di Milano, l'ex-massone Licio Gelli è assolto, insieme a Umberto Ortolani e Giuseppe Ciarrapico.

12 apirle 1992, a Piazza del Gesù si riunisce la segreteria della Democrazia Cristiana, che accoglie all'inizio dei lavori con un lungo applauso il segretario Arnaldo Forlani e il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, vincitori delle elezioni politiche del 5 aprile. Viene riconfermato naturalmente Forlani che "ribadisce il pieno appoggio all'esecutivo guidato dall'amico Giulio". Vengono registrate alcune critiche da parte della componete cattolico democratica popolare della Dc, guidata dall'ex-sindacalista Franco Marini e da Rosy Bindi, ma il segretario conferma che "lo scudo crociato è unito più che mai". Di fronte a queste polemiche Andreotti dichiara "il potere logora chi non ce l'ha".

14 aprile 1992, comitato centrale dei Socialisti Democratici Italiani a via Nazionale e giudizi positivi da parte di tutti per il risultato elettorale che secondo il segretario Massimo D'Alema "battezzano la nascita di una vera e propria forza politica socialista e democratica, riformista ed europea in Italia". Intervenendo nella riunione Bettino Craxi rivendica ai socialisti democratici "una visione nuova della società e un programma di sviluppo per edificare l'Italia del XXI secolo". Di fronte alla domanda di un giornalista su un suo possibile nuovo ritorno a Palazzo Chigi, Craxi ricorda che lo Sdi non vuole far cadere il governo "che lavora e soprattutto dura".

15 aprile 1992, incontro segreto nella residenza romana di Forlani tra il segretario della Dc, Andreotti e Craxi. I tre ritengono che i temi siano ormai maturi per attuare i piani che avevano progettato nel loro primo incontro segreto, che aveva edificato il CAF, nell'estate 1989.

25 aprile 1992, dopo un lungo discorso alla televisione a reti unificate, il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga rassegna le dimissioni a due mesi dalla scadenza e accusa il mondo politico di "non voler cambiare".

30 aprile 1992, elezione del Presidente della Repubblica. Al quarto scrutinio viene eletto con una maggioranza che sfiora i 2/3 Giulio Andreotti, Presidente del Consiglio in carica. Il Presidente del Senato, il democratico cristiano Nicola Mancino, e il Presidente della Camera, il socialista Giorgio Napolitano, si recano nello studio della presidenza del consiglio a Palazzo Chigi per riferire della votazione. Il nome di Andreotti era stato ufficializzato dopo due votazioni dal segretario della Dc Forlani e subito appoggiato da Craxi e dagli alleati.

2 maggio 1992, cerimonia di giuramento di Giulio Andreotti come capo dello stato a Montecitorio, durante una seduta comune del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Il nuovo Presidente della Repubblica dichiara che il "suo maggiore impegno sarà quello di salvaguardare le istituzioni repubblicane da inutili polemiche giornaliere". Lo stesso giorno Francesco Cossiga, uscendo dal Quirinale, dichiara che ha rinunciato allo scranno di Palazzo Madama assegnato di diritto, come senatore a vita. Il nuovo inquilino del Colle nomina il fido Franco Evangelisti come segretario generale del Quirinale e decide di trasferirsi nel palazzo che fu residenza dei papi fino al 1870 con la moglie.

4 maggio 1992, dopo le consuete consultazioni al Quirinale, il Presidente della Repubblica Giulio Andreotti affida l'incarico di formare il nuovo governo al socialista Bettino Craxi. Quest'ultimo, per la prima volta accetta senza riserva e presenta la lista del ministri: il democratico cristiano Oscar Luigi Scalfaro all'interno con la delega alla vice-presidenza del consiglio, il socialista Gianni De Michelis agli esteri, il socialista Claudio Martelli alla giustizia, il liberale Antonio Martino alla difesa, il democratico cristiano Paolo Cirino Pomicino le deleghe all'economia, finanze, tesoro, bilancio e programmazione economica, il repubblicano Antonio Del Pennino allo sviluppo economico e attività produttive, il socialista Giuliano Amato alle riforme costituzionali, il democratico cristiano Ignazio Salvo all'industria e risorse energetiche, il democristiano Antonio Gava al lavoro e politiche sociali, il socialista Mario Chiesa alla sanità, il democratico cristiano Carlo Giovanardi alla famiglia e alla solidarietà sociale, il socialista Luigi Preti ai lavori pubblici, il socialista Giorgio Carta ai trasporti, il repubblicano Oscar Mammì a poste e comunicazioni, il liberale Raffaele Costa all'ambiente, il democratico cristiano Roberto Formigoni all'agricoltura e risorse marittime, forestali e montane, il socialista Ottaviano Del Turco alla pubblica amministrazione, il socialista Franco Frattini all'innovazione tecnologica, il democratico cristiano Francesco D'Onofrio alla pubblica amministrazione, il democratico cristiano Ortensio Zecchino all'università e ricerca, il socialista Franco Nobili al turismo e spettacolo, il socialista Sandro Bondi alla cultura, il liberale Stefano De Luca agli affari regionali, la repubblicana Luciana Sbarbati alle pari opportunità, il socialista Valdo Spini alle politiche giovanili e sport, il democratico cristiano Pierferdinando Casini alle politiche comunitarie, il democratico cristiano Clemente Mastella per l'attuazione del programma e il democratico cristiano Gianfranco Rotondi per i rapporti con il parlamento.

5 maggio 1992, nel salone degli arazzi giurano, nelle mani del nuovo capo dello stato, i ministri del II governo Craxi. Il nuovo capo del governo assicura che l'esecutivo sarà "agile e attivo". L'esecutivo avrà il sostegno della nuova maggioranza del Quadripartito (Dc, Sdi, Pri e Pli) mentre votano contro Prc e Msi, mentre i radicali si astengono.

6 giugno 1992, nei Laboratori Nazionali sotto il Gran Sasso vengono per la prima volta catturati i neutrini, particelle puntiformi prodotte dalla combustione delle stelle. A capo della ricerca abbiamo il futuro premio Nobel Carlo Rubbia.

12 giugno 1992, il ministro Cirino Pomicino presenta la riforma fiscale, in base alla quale viene abolita la tassa comunale sulla casa (l'ICI), ne vengono semplificate altre, accorpate con altri tributi, ma assicura che "per rispettare i parametri europei bisognerà utilizzare la ghigliottina". Proteste dalle organizzazioni sindacali: Bruno Trentin, segretario della Cgil, dichiara che non si possono fare "spot elettorali sulla bassa pressione fiscale e poi avviare una radicale politica delle lacrime e del sangue". D'accordo Sergio D'Antoni della Cisl e Luigi Angeletti della Uil.

1 luglio 1992, in Sardegna viene liberato Farouk Kassam, bambino di sette anni, figlio di un imprenditore turistico franco-egiziano: era stato rapito a Porto Cervo il 25 gennaio. Il ministro Scalfaro assicura che le operazioni hanno portato alla completa incolumità del piccolo.

11 luglio 1992, il Presidente Craxi annuncia che verranno venduti pacchetti azionari di alcune aziende statali per garantire il risanamento di tali enti. Il 7 agosto un bando mette in vendita il 49% delle azioni dell'Istituto della Ricostruzione Industriale, dell'Ente Nazionale Idrocarburi, dell'Ente Nazionale Energia Elettrica e dell'INA.

19 luglio 1992, in via D'Amelio, a Palermo, esplosione di un'autobomba uccide il giudice Paolo Borsellino, amico e sostituto dello scomparso di Giovanni Falcone alla giuda dalle indagini antimafia. Con il magistrato, che si stava recando a trovare la madre e la sorella, perdono la vita cinque agenti della scorta. Da ogni parte del paese arrivano messaggi di cordoglio, ma la pesante cappa di indifferenza che avvolge l'opinione pubblica siciliana non fa cambiare il clima di avvolge l'isola. Durante i funerali il 26 luglio, a quali partecipano i presidente di camera e senati, gli appelli fatti contro la mafia sembrano cadere nella più completa indifferenza.

31 luglio 1992, viene siglato un accordo fra il governo, i sindacati e la Confindustria, che prevede il blocco dei salari e l'abolizione della scala mobile fino al dicembre 1993, in cambio di un aumento di circa 20.000 lire mensili in busta paga; soddisfatto Craxi, i ministri Pomicino e Gava e il leader sindacali e Giovanni Agnelli, presidente di Confindustria e capo della Fiat.

1 agosto 1992, decolla lo space shuttle "Atlantis" con a bordo Franco Malerba, primo astronauta italiano a volare su questo tipo di navicella.

2 settembre 1992, il ministro Raffaele Costa nomina l'ex-ministro socialista Sergio Moroni presidente della commissione per il controllo dello smaltimento dei rifiuti in Campania e nel Mezzogiorno con poteri speciali per la chiusura di discariche abusive.

3 settembre 1992, tragedia evitata miracolosamente in Bosnia, dove un missile Stinger colpisce un G222 con quattro militari italiani che stavano portando aiuti umanitari da Spalato a Sarajevo, dopo l'inizio dei combattimenti. I quattro escono feriti, ma senza pericolo di vita: dell'accaduto vengono accusati croati e musulmani. Il ministro Martino manda un telegramma per ringraziarli del lavoro svolto.

6 settembre 1992, a Vicenza viene arrestato il boss Giuseppe Madonia, uno dei massimi esponenti di Cosa Nostra, considerato il mandante degli omicidi di Falcone e Borsellino.

16 settembre 1992, la lira esce dallo Sme, dopo che quattro giorni prima la Banca d'Italia aveva avviato una svalutazione della moneta al 7%.

30 settembre 1992, in Consiglio dei Ministri, il ministro Amato presenta il pacchetto di riforme istituzionali, elaborate con il professor Domenico Fisichella, docente di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma. Istituzione di un'unica camera legislativa, la Camera dei Deputati, mentre il Senato della Repubblica diventa un ramo parlamentare viene eletto con un sistema regionale e interviene solo per le decisioni di ambito regionale: fine quindi del bicameralismo perfetto. Elezione della Camera e del Senato con un sistema elettorale proporzionale con sbarramento al 8%, chi non lo supera non ha nessun seggio. Elezione diretta del Presidente del Consiglio, che nomina e fa dimettere i suoi ministri e istituzione della "sfiducia costruttiva". Resta la figura del Presidente della Repubblica come massimo rappresentate della nazione, al di fuori e al di sopra delle parti, e le altre istituzioni per la salvaguardia delle libertà come la Corte Costituzionale e il Consiglio Superiore della Magistratura. Disco verde per il Quadripartito, in particolare sono entusiasti i liberali e i repubblicani, che da anni portavano avanti queste istanze, fin dai tempi della famosa proposta di riforma firmata da Edgardo Sogno e Radolfo Pacciardi.

12 ottobre 1992, l'avvocato Fermo Martinazzoli, esponente di spicco della corrente cattolica democratica della Democrazia Cristiana, viene candidato dal segretario Forlani per le elezioni comunali di Brescia. Martinazzoli era stato da molti indicato come un possibile avversario di Forlani per la stessa segreteria del partito.

15 ottobre 1992, il vice-direttore dell'Unità Ferdinando Adornato entra nel movimento La Rete di Orlando e Segni per "incoraggiare il processo di rinnovamento delle istituzioni". Il giorno dopo il segretario dello Sdi D'Alema gli invierà la lettera di licenziamento.

18 ottobre 1992, alle Olimpiadi invernali di Albertville, gli atleti italiani Alberto Tomba e Deborah Compagnoni conquistano la medaglia d'oro, rispettivamente nello slalom gigante e nel supergigante.

31 ottobre 1992, 359 anni dopo la sentenza del tribunale dell'Inquisizione, il Santo Padre Giovanni Paolo II, riabilita Galileo Galilei: il pontefice ammette che la Chiesa di allora, combattendo la teoria eliocentrica, ha commesso un grave errore.

3 novembre 1992, il governatore democratico dell'Arkansas Bill Clinton viene eletto Presidente degli Stati Uniti d'America, sconfiggendo il repubblicano George Bush senior, in scadenza di mandato.

4 dicembre 1992, per voce dei ministri De Michelis e Martino, il governo annuncia che l'Italia parteciperà all'operazione "Restore Hope" in Somalia, avallata il giorno precedente dall'Onu. L'impegno militare italiano prenderà il nome di "Operazione Ibis".

13 dicembre 1992, si svolgono in cinquanta comuni italiani, prevalentemente settentrionali, le elezioni amministrative: la Dc, lo Sdi e alleati si confermano forza maggioritaria. Spazzate via sia le esperienze locali delle leghe, sia il movimento La Rete, che in alcune realtà aveva presentato liste proprie.

24 dicembre 1992, il Presidente della Repubblica Giulio Andreotti, durante la visita ufficiale nella città di Palermo, nomina cavaliere della repubblica Bruno Contrada, ex-capo della squadra mobile della città e lo noma direttore del Sisde. Presente il ministro della giustizia Martelli, che annuncia una riforma dell'ordinamento giudiziario per gennaio.

1 gennaio 1993, in attuazione dell'Atto Unico Europeo, firmato nel febbraio 1986, cadono le barriere doganali fra i paesi aderenti all'Unione Europea e vengono soppressi i controlli alle frontiere all'interno del territorio comunitario. Si crea così un vasto mercato interno per la circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone. Il ministro Casini, con una conferenza stampa a Palazzo Chigi, illustra le principali novità dell'Atto.

12 gennaio 1993, il Consiglio dei Ministri vara il decreto Martelli, che prevede il "blocca processi" visto il protrarsi delle sentenze dei tribunali, avvia la separazione delle carriere dei magistrati, impedito l'utilizzo delle intercettazioni per alcuni particolari provvedimenti e creazione di uno "scudo protettivo" per le massime cariche dello stato, le quali non possono essere processate durante la durata del mandato. Proteste da parte dell'Anm e dalla Procura di Milano, per bocca del giudice Francesco Saverio Borrelli che invita tutti a "resistere, resistere, resistere, resistere come sul Piave".

26 febbrario 1993, a New York, il Worl Trade Center è colpito da un'autobomba lasciata nei garage sotterranei. Per l'attentato, che provoca cinque morti e centinania di feriti, viene arrestato Mohammed Salameh, fondamentalista islamico.

8 marzo 1993, Il Consiglio dei Ministri approva un decreto che depenalizza il reato di violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, trasformato in illecito amministrativo. Ennesima reazione di Anm e Procura di Milano, dove il giorno dopo arrivano gli ispettori del ministero, mandati da Martelli.

15 marzo 1993, il Consiglio Nazionale del Partito Liberale elegge Giancarlo Galan alla segreteria, dopo le dimissioni di Renato Altissimo per motivi di salute.

18 aprile 1993, dopo che gli otto quesiti referendari presentati da Mario Segni sono stati respinti dalla Corte di Cassazione per "incostituzionalità", il movimento La Rete si scioglie ufficialmente.

28 aprile 1993, dimissioni del governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi dopo numerose incomprensioni con il ministro Pomicino e con lo stesso Craxi. Il direttivo di via XX Settembre, con il parere favorevole del ministero del tesoro, elegge successore Lamberto Dini, direttore generale dell'istituzione.

15 maggio 1993, il professor Romano Prodi non accetta la proposta, fatta da Craxi, da Pomicino, da Del Pennino e da Salvo di ritornare alla presidenza dell'Iri. Al suo posto viene scelto il liberale Antonio Marzano.

6 giugno 1993, elezioni amministrative: forte affermazione dei partiti di governo, male Prc e Msi.

2 luglio 1993, in Somalia, a Mogadiscio, feriti tre soldati italiani durante un attacco al convoglio da parte delle milizie del generale Aidid.

3 agosto 1993, il Senato approva in via definitiva il pacchetto Amato sulle riforme costituzionali, che entreranno in vigore a partire dalla successiva legislatura.

31 agosto 1993, negli stabilimenti Fiat viene presentata la nuova utilitaria prodotta dalla casa automobilista di Torino, la Punto.

15 settembre 1993, nel quartiere Brancaccio di Palermo, un killer uccide il parroco don Giuseppe Puglisi, impegnato nella lotta alla mafia; altra goccia di sangue nel deserto dell'indifferenza.

21 settembre 1993, a Castelgandolfo il Santo Padre Giovanni Paolo II riceve il rabbino capo d'Israele Meir Lau.

22 novembre 1993, altro turno di elezioni amministrative. A Roma viene eletto il socialista Franco Carraro mentre a Palermo viene riconfermato il democratico cristiano Renato Schifani, forte affermazione dei partiti di governo, in particolare Dc e Sdi.

23 novembre 1993, a Casalecchio di Reno, presso Bologna, durante l'inaugurazione di uno shopping center l'imprenditore Silvio Berlusconi nega ogni volontà di entrare in politica.

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Nota: come potere notare il periodo storico preso in considerazione va dalle dimissioni di De Mita all'elezione del successore di Cossiga al Colle. Nella nostra timeline dopo la formazione del VI governo Andreotti abbiamo una forte crisi del sistema politico, soprattutto del rapporto con l'opinione pubblica. I fattori sono diversi: il fatto che il Pentapartito non sia più maggioranza nel paese, il nuovo corso della sinistra con la nascita del Partito Democratico della Sinistra e lo sdoganamento del Movimento Sociale Italiano, il fenomeno della Lega, le "picconate" di Cossiga contro il sistema dei partiti, la stagione dei referendum di Segni, le inchieste contro la mafia e Tangentopoli. Da questi vincoli sono stati creati dei POD che invece hanno garantito al Pentapartito una solidissima maggioranza, in particolare per Dc e socialisti, stretti nel CAF, l'isolamento delle opposizioni, il poco interesse per le invettive di Cossiga e la poca sensibilità verso la crisi del sistema politico e verso i tanti omicidi della mafia e della criminalità organizzata senza dimenticare la mancata inchiesta di Tangentopoli, per evidenti motivi come si può leggere nell'ucronia. Per questo, da una parte questa ucronia può essere giudicata molto pessimista visto che il CAF conquista definitivamente il potere in Italia con Andreotti al Quirinale e Craxi a Palazzo Chigi. In altri avvenimenti i POD sono positivi, come la vittoria ad Italia '90 o alcuni mancati omicidi, che nella nostra timeline sono origine di veri e propri gialli. Dopo i fatti dell'aprile 1992, la cronologia è totalmente ucronizzata, alternata a fatti di cronaca..

Demofilo


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