di Det0
Cenni Storici:
Odoacre, re degli Eruli, nel 476 depone l'ultimo imperatore romano facendo cadere l'Impero d'Occidente e diventa padrone della penisola. In poco tempo riconquista la Sicilia (sotto il controllo dei Vandali), perciò Zenone, imperatore d'Oriente, decide di fermare Odoacre inviando in Italia Teodorico, re degli Ostrogoti; questo lo sconfigge ripetutamente e lo fa rifugiare a Ravenna, che viene espugnata nel 493.
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POD: Ravenna resiste all'assedio.
492: Teodorico, dopo svariati tentativi di entrare nelle mura, lascia Ravenna e fonda il Regno degli Ostrogoti nella sola Italia meridionale.
493: Odoacre, mantenuto il possesso dell’Italia del nord, il 24 settembre annuncia la nascita del Regno degli Eruli, con capitale Ravenna..

La bandiera del Regno d’Erulia introdotta da Odoacre: il sole delle alpi era un simbolo della tradizione Longobarda e Erule, che questi ultimi portarono in Italia e inserirono nella loro bandiera. La scritta in latino significa: ”L’Erulia è destinata a comandare l’Italia”. I due leoni simboleggiano la forza del regno.
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498: Gli Alemanni sconfinano e attraversano le Alpi, devastando le città della pianura padana.
499: Gli Alemanni sono sconfitti a Milano.
501: Gli Alemanni sono sconfitti a Bugella.
514: Teodorico prova nuovamente a prendere il controllo dell’Erulia, nella primavera del 514 attacca Pavia e la assedia. Scoppia la Prima Guerra Gotica.
518: Dopo quattro anni di assedio, gli Eruli liberano Pavia e scacciano Teodorico.
526: Teodorico entra di nuovo in Erulia e attacca Genova.
528: Teodorico conquista Genova e si dirige verso l’attuale Piemonte ma viene nuovamente sconfitto ed è ucciso a Bugella, nella stessa battaglia muore anche Odoacre, al quale viene eretto, proprio a Budella, un monumento in suo onore.
530: Il successore di Odoacre, Rodolfo, attua una campagna per la conquista della Corsica, scoppia la Seconda Guerra Gotica.
532: Le flotte di Rodolfo e Atalarico (successore di Teodorico) si scontrano presso Palla, nel sud dell’isola, gli Eruli vincono la battaglia, ultimano la conquista della Corsica e si dirigono verso la Sardegna.
535: Atalarico, alleatosi con i Visigoti, affronta la flotta di Rodolfo presso le bocche di Bonifacio, qui gli Eruli vengono attaccati da due parti, a est dalle navi di Atalarico e a ovest da quelle di Teudi (re visigoto) e in poco tempo la flotta erule viene sbaragliata.
538: Atalarico e Teudi attaccano di nuovo Genova, ma la loro flotta viene distrutta. Ma un anno dopo valicano le Alpi e entrano in Italia, si scontrano nuovamente a Bugella e gli Eruli vincono la battaglia, catturano Atalarico e Teudi e li fanno giustiziare. Intanto nel Regno degli Ostrogoti, questi ultimi si volevano ribellare ai romani e i bizantini preparavano l’attacco.
546: Belisario viene inviato in Italia e in poco tempo conquista la parte meridionale della penisola, sottomettendo buona parte del Regno degli Ostrogoti, in mano al generale Vitige, questi chiede agli Eruli di Rodolfo di fermare le lotte e riesce a portarli dalla loro parte.
549: Eruli e Ostrogoti riescono a sconfiggere Belisario a Roma e a riconquistare
una parte della penisola. Ma quando i bizantini sbarcano a Venezia, nell’inverno
del 546, non c’è niente da fare: in pochi mesi conquistano buona parte della pianura padana, espugnando Ravenna e Milano.
Intanto, nella confusione generale, Belisario conquista il sud Italia e lo considera
dominio personale (ovviamente senza farlo sapere a Costantinopoli).
552: Tutte le speranze di Eruli e Ostrogoti si racchiudono nella Battaglia di Bugella, in cui si affrontano le poche forze rimaste a Vitige e Rodolfo e le immense fila bizantine, dopo poche ore l’esito sembra segnato ma un provvidenziale intervento delle truppe dei visigoti guidati da Agila salva la situazione.
554: Eruli, Ostrogoti e Visigoti riconquistano la Pianura Padana e scacciano i bizantini, intanto a Costantinopoli si era venuto a sapere dell’inganno di Belisario, Narsete viene inviato in Italia e lo sconfigge in una serie di battaglie.
557: Ondate di Bulgari e Slavi si riversano oltre il Danubio sfondando lo sguarnito confine bizantino, gli Ostrogoti ne approfittano, così, per spostarsi dalla costa opposta dell’adriatico, e sotto il comando di Ildibaldo si trasferiscono in Dalmazia.
561: Belisario viene sconfitto e Costantinopoli suddivide l’Italia in alcuni esarcati. Il Regno d’Erulia sopravvive indipendente dall’impero bizantino.
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Se volete fornirmi suggerimenti o commenti, scrivetemi a questo indirizzo.

Il Regno di Erulia nel 561 d.C.
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Un'alternativa possibile è questa proposta di JFB:
POD: nel 476 Odoacre, invece che accontentarsi del titolo di Patrizio, decide di imitare il comportamento di Ricimero e Gunbaldo, nominando un imperatore fantoccio. Per tenersi buona Costantinopoli, la scelta cade su Giulio Nepote (anche nella realtà storica, Odoacre ha coniato monete a nome di Giulio Nepote Augusto)
477 d.C.: Approfittando della morte di Genserico e del disinteresse del figlio
Unerico per la pirateria, a Costantinopoli viene firmata la pace tra i Vandali e l'Impero d'Oriente ed Occidente.
I Vandali non saccheggeranno più le coste imperiali: in più, in cambio di un tributo, restituiscono a Giulio Nepote la Sicilia.
A Costantinopoli, un gravissimo terremoto riuscì ad abbattere parte dell'abitato
ed un gran numero di chiese.
Grazie all'appoggio delle truppe del generale romano dell'Illirico Sabiniano, Odoacre Patrizio e Magister Militum d'Occidente, sconfigge il re dei visigoti
Eurico, che voleva occupare Arles e Marsiglia.
478 d.C.: Mentre la chiesa è turbata dall'eresia monofisita, appoggiata dal
patriarca di Costantinopoli Acacio e dall'imperatore d'Oriente Zenone, Odoacre recupera la Savoia dai Borgundi, imponendo loro un tributo.
Nello stesso anno, Siagro, magister militum della Gallia che governava come un re autonomo, accetta di sottomettersi formalmente a Giulio Nepote.
A Costantinopoli il prefetto del pretorio Epinico assolda un sicario alano per far assassinare il magister militum dell'Impero Romano d'Oriente Illo, nemico
della parente di Epinico, l'imperatrice vedova Verina, ma l'attentato fallisce.
Epinico viene deposto dall'imperatore Zenone e consegnato a Illo, il quale lo imprigiona e lo obbliga ad affermare che la mandante del tentato omicidio è
stata Verina; con questa confessione, Illo obbliga Zenone ad allontanare Verina dalla corte, obbligandola a prendere i voti.
479 d.C.: Teodorico l'Amalo, figlio di Teodomiro re degli Ostrogoti, muove guerra
all'Impero d'Oriente, devastando la Grecia e raggiungendo la città di Durazzo, di cui
riesce ad impadronirsi.
Sabiniano, avendo a disposizione pochi uomini, cerca di fermare Teodorico promettendogli onori e vantaggi da parte di Zenone. Il comandante ostrogoto
accetta, dicendosi disposto ad interrompere le sue scorrerie e a far guerra Teodorico Strabone, capo di un altro ramo dei goti che si era stabilito in
Tracia.
Ma Strabone, nei monte Soundis, incontra Goti di Mesia e dichiarando davanti a tutti i Goti accampati che il comando dell'Amalo aveva ridotto la propria gente
ad una guerra intestina a solo vantaggio dell'impero, e senza ricevere quelle ricchezze per le quali avevano abbandonato i propri territori di origine.
Così le truppe dei due Teodorici marciando su Costantinopoli, impongono un tributo all'imperatore Zenone.
Ciò provoca il malumore della popolazione, che causò un tentativo di usurpazione
del trono imperiale da parte di Marciano, figlio dell'Imperatore d'Occidente
Antemio, il quale si era convinto che il trono spettasse a sua moglie Leonzia, figlia dell'Imperatore Leone I, e non ad Ariadne, moglie di Zenone e anch'essa
figlia di Leone.
Dunque, aiutato dai fratelli Romolo e Procopio, Marciano riusce a sconfiggere le
truppe di Zenone entro le mura di Costantinopoli, ma nella notte seguente il generale di Zenone, Illo, riesce a corrompere buona parte delle truppe di
Marciano e a ribaltare la situazione.
Zenone fa esiliare Marciano in un castello della Cappadocia dopo averlo ordinato
prete, mentre i fratelli del quasi-usurpatore, tentano di rifugiarsi a Roma, residenza di Giulio Nepote, il quale per ingraziarsi l'imperatore d'Oriente, li
fa uccidere.
480 d.C.: Odoacre, per consolidare la posizione di Giulio Nepote in Gallia stipula un'alleanza con Gundobado, mentre Zenone sobilla i bulgari contro Teodorico Strabone che sconfitti gli invasori, marcia di nuovo su Costantinopili, imponendo un nuovo tributo all'Impero.
481 d.C.: Odoacre, su suggerimento di Giulio Nepote, comincia a favorire la
conversione dall'arianesimo all'ortodossia degli eruli.
In Oriente, Teodorico Strabone fa un'irruzione in Tracia, giungendo a sole quattro miglia da Costantinopoli. Poco dopo, avendo scoperto una congiura da
parte dei sui familiari, fa marcia indietro ed uccide i cospiratori.
Subito dopo, torna a minacciare Costantinopoli, ottenendo nuovi tributi da Zenone.
Dopo la morte di Childerico, ad appena 16 anni Clodoveo diventa re dei Franchi.
Sabiniano Magno, Magister militum per Illyricum, temendo gli intrighi dell'imperatore Zenone, scappa a Roma; benchè Odoacre voglia spedirlo in catene
a Costantinopoli, Giulio Nepote, apprezzando le doti del generale, decide di ospitarlo, nominandolo Magister Militum per Dalmatiam.
482 d.C.: Teodorico Alano, re dei Goti di Mesia, muove guerra all'Imperatore
Zenone. Saccheggia Macedonia e Tessaglia, colpendo in particolar modo la città di
Larissa.
A Costantinopoli, Illo, già console e ora generale, consiglia a Zenone di esiliare Verina Augusta, vedova di Leone I, ma questa tempesta di lettere sua
figlia Ariadne, moglie di Zenone, pregandola di far cambiare idea all'Imperatore.
Ariadne fa di peggio e, con il consenso del marito, invia un sicario per uccidere Illo, che si salva grazie all'intervento di un servo: la spada
destinata alla sua testa gli amputò "solo" un orecchio.
Zenone fa finta di non sapere nulla dell'attentato e spedisce Illo in Asia, creandolo prefetto d'Oriente. Illo prende sotto la sua protezione il generale di
Tracia Leonzio e, presso Antiochia, inizia a radunare un gran seguito per aizzare una rivolta contro l'Imperatore.
Contemporaneamente, stringe accordo con Teodorico Strabone e spedisce ad Alessandria
d'Egitto il poeta e filosofo pagano Pamprepio che tenta di convincere la comunità pagana a sostenere il futuro colpo di stato del suo
patrono Illo mostrandole oracoli che predicono la caduta del cristianesimo; il tentativo non dà i risultati sperati.
Zenone inoltre, per complicarsi la vita, proclama l'Henotikon a favore dei monofisiti, causando malumori tra i nestoriani e gli ortodossi.
In Italia, Giulio Nepote, con il supporto di Odoacre, regna pacificamente, risanando le economie dell'Impero d'Occidente.
483 d.C.: Giulio Nepote nomina prefetto dell'Urbe Anicio Acilio Aginazio Fausto.
Il 2 marzo muore papa Simplicio: l'intervento imperiale e delle truppe erule, fa
eleggere papa Felice III, romano, che inizia subito col rigettare l'Editto Enotico di Zenone e procedere contro lo scismatico Acacio.
Ciò è il culmine della svolta anticostantinopolitana dell'Impero d'Occidente.
In Africa, Unerico re dei vandali dà il via a una massiccia persecuzione contro
i cristiani non ariani che porta in esilio parecchi ortodossi che cominciano a ripopolare la Sicilia.
A Costantinopoli, Zenone tenta di dividere il fronte dei suoi avversari, affidando ai due Teodorichi la Dacia Ripense e la Mesia Inferiore.
Ma essendo le due province occupate da Gepidi e Bulgari, i goti dovevano conquistarle se volevano metterle sotto il suo controllo; quindi i re dei goti
ignorano le proposte bizantini.
Nel frattempo, sta prendendo forma la rivolta organizzata da Illo. Aiutato dai suoi uomini, riusce a far fuggire Verina Augusta (vedova di Leone I) dal
castello di Papurio in Cappadocia, e la condusse a Tarso, in Cilicia. La sua intenzione è quella di far nominare imperatore da lei il patrizio Leonzio.
484 d.C.: La situazione per l'imperatore Zenone è disperata: in Asia la rivolta
di Illo e Leonzio dilaga, grazie anche all'appoggio di Verina Augusta che sobilla i prefetti d'Oriente, d'Egitto e della Libia.
Leonzio entra in Antiochia da Imperatore e nominò addirittura un prefetto del pretorio, Liliano, poi indirizza i suoi uomini verso la
Calcide.
Zenone cerca di reagire, spedendo contro i ribelli un'armata guidata da Giovanni
Scita; ma appena questo si dirige verso l'Isauria,Teodorico Strabone attacca a tradimento Costantinopoli rispettando i patti con Illo.
Zenone tenta di mobilitare contro lo Strabone Teodorico l'Amalo, ma questi ne approfitta per invadere la Grecia.
Giovanni Scita è costretto a tornare a Costantinopoli, per organizzare la difesa
della città dai Goti e domare i tumulti provocati dalla scomunica del papa Felice III nei confronti di Acacio.
In Italia, Giulio Nepote ordina di restaurare il Colosseo, mentre Odoacre, con il supporto di Sabiniano, sottomette i Rugi, una popolazione di stirpe gotica che
si è stabilita nel Norico.
In Africa muore il re Unerico e gli succede suo nipote Guntemondo, che sospende le persecuzioni nei confronti dei cattolici. In Spagna muore Eurico, re
dei Visigoti, e gli succede Alarico II.
I Borgundi adottano il diritto romano, mentre gli Unni Eftaliti invadono la Persia che è così costretta a disinteressarsi delle vicende bizantini e a
firmare il trattato di Nvarsak con l'Armenia, in cui viene rispettata la sua religione cristiana.
485 d.C.: Giovanni Scita riesce a rompere l'assedio di Teodorico Strabone a
Costantinopoli e subito dopo marcia contro i ribelli Illo e Leonzio, ma le sue truppe dopo una lieve sconfitta ad Efeso si ammutinano, appoggiando i nemici di
Zenone.
Il 17 aprile, quando moriva il filosofo Proclo ad Atene, Illo e Leonzio attaccavano Costantinopoli; Giovanni Scita cambia anche lui bandiera, uccidendo
Zenone ed aprendo le porte ai ribelli.
Leonzio è incoronato imperatore e per prima cosa conferma il possesso della Tracia e di Tessalonica a Teodorico Strabone, in cambio dovrà cacciare Teodorico
l'Amalo dalla Grecia.
A Roma, muore improvvisamente Giulio Nepote ed Odoacre si trova in difficoltà nel nominare un successore: Sabiniano è troppo indipendente ed ambizioso per
essere manipolato... Alla fine decide per il senatore Quinto Aurelio Memmio Simmaco, uno degli uomini più sapienti della sua epoca.
Atto che viene ratificato da Leonzio, nella speranza che l'appoggio del nuovo imperatore d'Occidente legittimi la sua posizione.
486 d.C.: Clodoveo, re dei Franchi, attacca proditoriamente i territori gallici
di Siagro, formalmente sotto il controllo dell'Impero di Occidente.
Odoacre, per liberarsi di Sabiniano, lo spedisce in Gallia, a supporto del magister militum per Gallias; i Borgundi, vedendo l'occasione di liberarsi dei
fastidiosi vicini franchi, si schierano con l'impero di Occidente.
Presso Durocotorum, i franchi sono sconfitti dall'alleanza romano borgunda e Clodoveo è costretto a pace perpetua ed a pagare un tributo.
Leonzio cerca di convincere Teodorico Strabone a combattere contro Teodorico l'Amalo, ma il re dei goti di Tracia preferisce dedicarsi alla conquista della
Mesia e della Dacia Ripense.
487 d.C.: Odoacre sconfigge i Longobardi che tentavano di stabilirsi nel Norico:
questa popolazione, non sapendo dove andare, comincia a premere sui territori di
Teodorico l'Amalo.
Teodorico Strabone, conquistate la Mesia e la Dacia Ripense, compie l'ennesima marcia su Costantinopoli, per imporre tributi.
Leonzio, dinanzi al fatto che è la città è ormai di frontiera, decide di trasferire la capitale dell'Impero d'Oriente ad Antiochia.
488 d.C.: Sotto la continua pressione dei Gepidi e dei Longobardi e considerando l'Impero d'Occidente un osso troppo duro per i suoi goti, Teodorico l'Amalo decide di far migrare il suo popolo verso la Grecia, per stabilirvisi definitivamente.
489 d.C.: Trovando scarsissima resistenza, Teodorico l'Amalo occupa Tessaglia,
Beozia ed Attica, grazie anche all'intervento di Teodorico Strabone che occupando la Macedonia, isola la Grecia dai rinforzi dell'Impero d'Oriente che
deve anche contrastare una rivolta dei nestoriani in Siria.
Odoacre impone un tributo ai Gepidi.
490 d.C.: Teodorico l'Amalo termina con l'occupazione del Peloponneso la
conquista della Grecia, mentre comincia la guerra Borgunda; nel tentativo di unificare l'Italia con i domini in Gallia, Odoacre attacca a tradimento
Gundobado con due armate.
Una proveniente dall'Italia, guidata da Sabiniano ed una da Nord, comandata da
Siagro; né i Franchi né i Visigoti si schierano con i Borgundi che sono rovinosamente sconfitti sul Rodano.
491 d.C.: Anastasio, uno dei tre decurioni dei silentiarii palatini e sostenitore
del Monofisismo, organizza una congiura contro Leonzio, ma questa è scoperta e repressa nel sangue.
Dopo una rocambolesca fuga, passando per l'Egitto e per il regno dei Vandali, Anastasio riesce a rifuggiarsi presso i Visigoti, ben lontano dalle rappresaglie
imperiali.
A Roma viene celebrato alla presenza di Simmaco e di Odoacre il trionfo sui Burgundi, vittoria che permette di unire l'Italia alla Gallia di Siagrio.
Altro trionfo diplomatico di Odoacre è il trattato di alleanza e di commercio con i Vandali che accettano di tollerare l'ortodossia nei loro domini.
492 d.C.: Muore papa Felice III e gli succede Gelasio I, figlio di uno dei
profughi nordafricani cacciati dai Vandali.
Simmaco, con la tolleranza di Odoacre, si dedica alla riforma delle tasse,
diminuendole ai più poveri ed abolendo le cariche venali.
493 d.C.: Costantinopoli, impoverita dall'allontanamento della Corte Imperiale,
si ribella a Longino e dinanzi alla minaccia delle truppe isauriche di marciare verso la città e raderla al suolo, si pone sotto la protezione di Teodorico
Strabone.
Il re goto entra nella città e invece di annetterla, fa incoronare imperatore Anastasio, scortato nella città da navi visigote.
Intanto, Tedorico l'Amalo cementa il suo potere in Grecia con un'accorta politica matrimoniale.
Dà in moglie al vandalo Trasamondo, erede al trono, la sorella Amalfreda; fa sposare al figlia Teodicusa all'imperatore Simmaco e la figlia Teogota a
Teodorico Strabone.
Intanto Clodoveo riprende la sua politica espansionistica, diretta però verso la
Germania, piuttosto che verso la Gallia; infatti il re dei Franchi sottomene il territorio dei Turingi.
494 d.C.: In questo anno, viene stabilito un trattato tra regno Visigoto ed
Impero d'Occidente, dove i due stati si impegnano ad una pace perpetua, stipulano
un'allenza nel caso Clodoveo tornasse ad avere mire sulla Gallie e stabiliscono trattati commerciali.
Le truppe isauriche assediano Costantinopoli, ma sia per i rinforzi provenienti dai Goti di Teodorico Strabone, sia perchè la Siria, devastata da un terremoto,
si ribella a Longino, sono costretta ritirarsi.
Simmaco che ha fissato la sua residenza a Roma, nomina questor sacri palatii e
responsabile della cancelleria palatina Magno Aurelio Cassiodoro.
Per volere di papa Gelasio I, la festa della Candelora sostituisce i Lupercali.
495 d.C.: In questo anno, Gelasio I
festeggia la conversione completa degli Eruli all'ortodossia.
Simmaco, dato che la pace ha permesso di riassestare le casse imperiali, comincia una politica di rinnovamento urbanistico della città, restaurando gli
antichi monumenti, costruendo un nuovo palazzo che amplia il Sessoriano e inaugurando basiliche e battisteri.
L'Urbe, benché lontana dai fasti del II e del III secolo, è sempre una città di
200.000 abitanti.
Teodorico l'Amalo, organizza Atene, la capitale del suo dominio ellenico, tenendo separati i greci dai goti, il che comporta la nascita di quartieri
separati e doppi edifici di culto in città.
496 d.C.: Simmaco continua le
sue attività di riorganizzazione dello stato imperiale, riducendo ulteriormente
i tributi alla piccola proprietà contadina, restaurando i bacini di Porto e
favorendo la navigazione fluviale.
Muore Gutemondo, re dei vandali, e gli succede Trasamondo, imparentato con
Teodorico l'Amalo che comincia ad avere un ruolo importante nella politica del
bacino mediterraneo, mentre il Teodorico Strabone media una pace con Longino.
Costantinopoli è annessa nel Regno Gotico, diventandone capitale: in cambio
Strabone, oltre sarà tributario ed alleato dell'Impero d'Oriente.
Anastasio, temendo di esser utilizzato come capro espiatorio, con una delle sue
rocambolesche fughe si trasferisce prima ad Atene, poi a Roma, dove sembra
trovar pace.
A Roma invece, a Papa Gelasio, amato dalla popolazione e dal clero, succede
Anastasio II.
Clodoveo, dopo essersi convertito all'ortodossia come gesto di distensione nei
confronti dell'Impero d'Occidente, sottomette gli Alamanni, rafforzando il suo
dominio in Germania.
In Persia, ennesima guerra civile che impedisce ai Sasanidi di approfittare del
caos bizantino.
497 d.C.: Ad Antiochia, il
generale Giovanni Flavio, scontento di come si è risolta la questione con i
Goti di Teodorico Strabone, organizza una congiura che però è scoperta e
soffocata con il Sangue.
Clodoveo in Germania, vessa in ogni modo la popolazione Alamanna che decide di
fuggire, chiedendo di installarsi nei territori imperiali.
Simmaco ed Odoacre, vedendo le disastrate condizioni dell'agricoltura italiana,
con ettari di terra coltivabile abbandonati, accettano a patto che gli Alamanni
rinuncino ad ogni identità politica, si convertano all'ortodossia e prestino
servizio militare nell'esercito imperiale.
Simmaco manda poi un'ambasciata ad Antiochia, per regolarizzare i rapporti tra
le due metà dell'Impero.
498 d.C.: Muore
improvvisamente il papa Anastasio II e l'elezione del suo successore, con il
contrasto tra il sardo Simmaco ed il romano Lorenzo, rischia di turbare l'ordine
pubblico.
Se gli Eruli, con la forza delle armi, impediscono che la situazione degeneri,
Simmaco emette un decreto in cui si affida all'imperatore, in caso di elezioni
contrastate, la scelta del vescovo di Roma.
Longino modifica la monetazione dell'Impero di Oriente, basandola sul nummo, una
moneta di bronzo estremamente piccola (ca. 8-10 mm), e suoi multipili di 5, 10,
20 e 40 nummi.
Il dritto di queste monete reca l'immagine molto stilizzata dell'imperatore,
mentre al rovescio è indicato il valore della moneta con il sistema numerico
greco.
Rimangono invariate le monete d'argento (siliqua e miliarense) e d'oro, il
solido.
Tale monetazione è adottata anche da Teodorico Strabone, mentre Teodorico
l'Amalo, assieme ai Visigoti, ai Vandali ed all'Impero d'Occidente rimane legato
al vecchio sistema costantiniano.
E poi?
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C'è poi quest'altra idea di dDuck: la Frankonia.
Lo stato francese ha un'altra genesi, ai tempi di Clodoveo si opta per diffondere il franco, lingua germanica come lingua ufficiale dell'impero al posto del latino e il regno dei franchi occidentali nasce come una nazione germanica, la lingua neolatina resiste al sud, al nord si impone il germanico occidentali. La Francia nascerà con lo stesso nome.
I normanni scendono in Francia e adottano il germanico occidentale o frankese come lingua ufficiale, Guglielmo il conquistatore vince a Hastings e conquista l'Inghilterra, ma la lingua inglese è influenzata da un altra lingua germanica, non neolatina, sarà un inglese differente da come lo conosciamo, meno ricco di prestiti latini.
La Guerra dei Cento Anni avviene come nella HL, ma è un confronto tra due paesi germanici.
Con l'andare dei secoli il frankese si afferma l'occitano del sud arretra.
La Guerra dei Sette Anni avviene come nella HL, con i coloni frankesi in Kanada.
Rivoluzione francese con tanto di marsigliese in una lingua simile all'olandese, con la rivoluzione e Napoleone il germanico avanza ancora di più, Marsiglia, Lione, Bordeaux, sono ormai città germaniche, ma nelle campagne l'occitano resiste.
E nel 1914? Cosa fare? in una guerra tra "germani" austriaci e tedeschi contro franchi e anglosassoni, l'Italia si allea con l'Intesa per Trento e Trieste, o con gli imperi centrali per liberare la Provenza e l'Occitania ancora neolatine? Nel caso di vittoria degli imperi centrali Guglielmo II si ritroverebbe kaiser dei tedeschi orientali (nome dato ai tedeschi della HL) e dei tedeschi occidentali, potrebbe spostare la capitale ad Aachen per rinverdire i fasti di Carlo Magno...
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Così risponde il geniale Bhrg'hros:
Quanto alla diffusione del franco, è sufficiente che la conversione avvenga DOPO e non PRIMA della conquista della Neustria.
Tu hai scritto « I normanni scendono in Francia e adottano il germanico occidentale, o frankese come lingua ufficiale ». Ora, oltre giustamente all'olandese (che continua il bassofrancone), anche il mediofrancone esiste tuttora, in Germania (si chiama "francone" tout court) ed è pure abbastanza facile da capire. Ha la particolarità di lenire le occlusive sorde (come lo stereotipo dei Negri; esattamente il contrario dello stereotipo dei Tedeschi, che invece vale per l'alemannico)
Supponiamo che davvero l'Italia si schieri con gli Imperi Centrali per liberare la Provenza e l'Occitania ancora neolatine: sarebbe il boccone più ghiotto, tra i pretesti (perché tali erano e sono) nazionalistici, in questo caso sarebbero i Provenzali - Occitani; c'è pure una cartina dedicata a questo progetto nella nostra Storia:

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C'è anche la cartina proposta da Ded17:
Quali le cause (e quali gli sviluppi) di questa diversa distribuzione dei popoli germanici dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente?

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Ecco la risposta d Lord Wilmore:
Mmm... vediamo un po'... Conseguenza nel tempo della sopravvivenza dell'impero unno nel caso in cui Attila è riuscito ad organizzarlo con burocrazia e province sul modello dell'impero romano prima di morire improvvisamente nel suo campo trincerato sul Danubio, magari avendo conquistato l'impero romano d'oriente?
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Invece Bhrihskwobhloukstroy Bhrghowidhon propone:
Se non è un tranello, le cause sembrerebbero essere, nell'ordine:
- conquista dell'Impero d'Oriente da parte degli Unni
- rottura di tutte le alleanze tra Unni e Germani
- migrazione di tutti questi ultimi verso l'Impero d'Occidente e l'intero Arcipelago Britannico
- migrazione bretone
- migrazioni basche
- alleanza anglo-bretone
- espansione frisia verso la Scandinavia e le sponde orientali del Baltico
- congetturabile alleanza unno-berbera antigermanica
- apparente rottura dell'alleanza degli Unni Neri con i Persiani e sconfitta di questi ultimi (almeno nei territorî più occidentali)
Gli sviluppi possibili sono innumerevoli, ma almeno uno dovrebbe primeggiare sugli altri: il tentativo di conquista dell'India da parte degli Unni Neri.
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Se volete far avere all'autore il vostro parere su questa cartina, scrivetegli a questo indirizzo.