Europa Unita, 1947

di Mattiopolis


Perdonatemi i molti avvenimenti improbabili di questa ucronia, ma per fare l’Europa nel 1947 bisogna volare un po’ con la fantasia...

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Nel mese di Febbraio del 1945 Churchill, Roosevelt e Stalin si incontrano a Yalta (Crimea) per discutere il destino dell’Europa postbellica. Churchill propone agli altri capi di stato di non dividere la Germania in zone di occupazione, ma semplicemente lasciarla sopravvivere unita come nazione neutrale. La soluzione viene approvata.

Nel mese di Settembre, Churchill si incontra a Strasburgo con i leader di Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo per discutere la creazione di una Confederazione Europea, sogno che il politico inglese coltiva da tempo, per evitare altre devastanti guerre in Europa. Si decide di costituire un Parlamento Confederale Europeo nella città alsaziana e di lasciare a questo economia, difesa e politica estera. La decisione viene resa nota il 12 Settembre. Vittorio Emanuele III di Savoia viene a conoscenza del progetto confederale, ed ha un’idea: non abdica a favore di Umberto II ed usa come arma per cancellare il Ventennio l’Europa Unita (Abbiamo sbagliato, ma possiamo iniziare di nuovo insieme ad ogni paese d’Europa... notare lo sfacciato plurale di maestà e il tono che non ha nulla da invidiare al Duce... cosa non si fa per salvarsi).

Sorprendentemente, il sogno Europa fa presa sugli italiani, e il 2 Giugno 1946 vede la vittoria, seppur risicata, della monarchia sabauda europeista. Adenauer viene eletto cancelliere della Repubblica Federale Tedesca (capitale Berlino) e il solito Churchill segretamente gli propone di aderire al progetto, in quanto l’adesione della Germania neutrale alla Confederazione renderebbe di fatto lo stato europeo indipendente dai due blocchi. Adenauer accetta. Viene quindi indetto nei sei paesi un referendum sulla Confederazione, che viene approvato a larga maggioranza (18 Aprile 1947). La capitale è Strasburgo, ed il primo presidente è Jean Monnet (non Churchill, in quanto Londra non ha aderito). La Francia cede alla Confederazione il seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Proprio la Confederazione, il 29 Novembre 1947, vota a favore della costituzione in Palestina di uno stato ebreo e uno arabo. Nel 1948, al termine della Prima Guerra arabo - israeliana, Strasburgo si oppone fermamente alla assegnazione di Gaza all’Egitto e della Palestina orientale alla Giordania, ritenendo che questo avvenimento possa creare in Israele del revanscismo (e l’Europa ha sperimentato personalmente i danni di questo atteggiamento): viene quindi ripristinata la situazione anteguerra, ma la Confederazione invia truppe per garantire la pace (non vengono inviati contingenti tedeschi, né militari né civili, essendo la Germania neutrale) e in pratica trasforma la parte ebrea dello stato in un protettorato europeo non dichiarato. La parte araba si proclama Repubblica di Palestina, ma Gerusalemme (zona internazionale) diventa in pratica la capitale condivisa delle due nazioni, supportata da ONU e USA. Si crea quindi una situazione simile a quella della Bosnia attuale, sancita dagli Accordi di Gerusalemme. Nel 1949 i vertici di Confederazione e Jugoslavia si incontrano a Trieste per dare vita ad un’alleanza. L’Italia, sfacciatamente, chiede però alla Jugoslavia di restituire i territori persi durante il governo fascista come condizione per ottenere il supporto europeo. Tito, non volendo farsi nemica quella che si avvia a diventare una superpotenza, concede alla Confederazione un referendum, in base al quale l’Istria (Caporetto e Fiume comprese) ritorna in mano italiana.

Viene così fondata, il 4 Febbraio 1949, l’Alleanza Adriatica, ideologicamente neutrale. Gli USA, capendo che ormai la Confederazione non è più minimamente soggetta a Washington, creano con Canada e Regno Unito la NATO esattamente due mesi dopo. Negli stessi USA si apre l’era maccartista, che ha le sue ricadute anche in Europa: non potendo la Confederazione scatenare una caccia alle streghe, dato che è alleata della Jugoslavia, lascia ai singoli stati la libertà di prendere voce in capitolo, ed il solo paese a prendere provvedimenti seri contro i comunisti è la Francia. Nel 1951 Australia e Nuova Zelanda aderiscono alla NATO. L’anno successivo viene proclamata in Egitto la repubblica, e iniziano in Israele e Palestina scontri tra ebrei e arabi, date le chiare intenzioni revansciste ed antieuropee del Cairo. Nel 1954 la Confederazione ordina alla Francia di consentire l’indipendenza algerina, dopo che la situazione stava per riscaldarsi un po' troppo, e a Strasburgo si decide di avviare un piano per l’ indipendenza di tutte le colonie in mano confederale: avremo così una decolonizzazione controllata minuziosamente, che porterà alla costituzione di stati molto più democratici che nella nostra timeline. In Vietnam si decide la divisione del territorio in due stati, democratico a nord e comunista a sud: il Vietnam del Nord cade sotto la protezione confederale, essendo la Confederazione erede della Francia colonizzatrice, mentre il Vietnam del Sud sotto quella di una nazione ideologicamente simile. Non l’URSS, ma (dopo l’ invito degli europei) addirittura la Jugoslavia alleata. Si evita la Guerra del Vietnam, perchè i due stati vietnamiti sono alleati per via dei loro protettori, anche se Tito ci prende un po’ troppo la mano e soffoca nel sangue più di una rivolta dei comunisti pro - URSS o pro - Cina.

Comunque (anche se non si può dire che Tito sia uno stinco di santo) la Jugoslavia si avvia, grazie alla Confederazione, ad essere un po' più democratica, anche per il fatto che Tito è pur sempre nemico dell’URSS. Nel 1955, precisamente il 14 Maggio, nasce la terza alleanza, il Patto di Varsavia, composto dai paesi comunisti soggetti all’URSS. Di lì a poco, in seguito alla nazionalizzazione del Canale di Suez, le forze armate inglesi attaccano l’Egitto, ma la Francia non interviene, non essendoci alcuno scambio di armi con l’Algeria (qui indipendente) e perchè la Confederazione stessa preferisce non immischiarsi in quella che potrebbe essere la causa di un nuovo scontro, che altererebbe la situazione delineata dai fragili Accordi di Gerusalemme. Per questo motivo, Strasburgo intima anche a Israele di non intervenire. Londra, rimasta sola, deve sorbirsi la ramanzina di mezzo mondo, e mentre la credibilità Sua Maestà tocca letteralmente il fondo, Nasser gongola, e diventa un punto di riferimento per tutto il mondo arabo. Scoppiata la Rivoluzione Ungherese, Confederazione e Jugoslavia non riescono ad evitare la repressione, ma l’URSS capisce (dopo lo stanziamento di massicce forze militari in Vojvodina da parte di Strasburgo e Belgrado) che un solo passo falso potrebbe compromettere la dominazione di Mosca nell’Europa dell’est. Nel 1957 si svolgono grandi festeggiamenti in Europa per il decennale della Confederazione, che si allarga con l’ingresso dell’Austria.

Nel 1957 si svolgono grandi festeggiamenti in Europa per il decennale della Confederazione, che si allarga con l’ingresso dell’Austria. Nel 1958 nascono NASA ed ESA, Washington vede nello spazio un mezzo per umiliare i sovietici e riprendere il controllo sull’Europa, Strasburgo vede nello spazio un mezzo per umiliare i sovietici e rendere l’Europa ancora più indipendente dagli USA: ovvero, trasformare la Confederazione in una superpotenza alla pari, se non superiore, ad USA ed URSS. Inizia la conquista del Sistema Solare. Nel 1961 gli USA, reduci dalla Baia dei Porci, propongono all’Alleanza Adriatica un patto antisovietico, ma il secco no della Jugoslavia (13 Agosto 1961), in nome della neutralità dell’Alleanza, è l’atto con cui Confederazione e Jugoslavia diventano un blocco a parte. Nel 1962 la crisi cubana fa precipitare il mondo nel panico, ma viene risolta come nella nostra timeline.

Segue un periodo di calma piuttosto tesa, sino a quando nel 1967 i colonnelli prendono il potere in Grecia. L’Europa condanna l’avvenuto, e sulle coste della Grecia sbarcano truppe confederali inviate dall’Italia, mentre da Nord marciano le truppe iugoslave. Mosca coglie l’ occasione e gli eserciti del Patto di Varsavia marciano contro quelli confederali e iugoslavi: la Grecia si ritrova ad essere campo di battaglia di una guerra altrui. Gli USA non intervengono, e lasciano che le due potenze si scannino da sole (a spese di Atene). Le truppe comuniste stanno per vincere quando, nel Gennaio del 1968, le rivolte praghesi non costringono Mosca a concentrarsi su due fronti. Questa situazione non sarà favorevole al Cremlino: Praga chiede l’indipendenza sotto protezione europea, le truppe tedesche si trovano la strada spianata e vengono accolte con festeggiamenti, Mosca si ritrova nel caos ed è costretta ad un compromesso con la Confederazione. In Agosto (a Praga) si stabilisce l’indipendenza della Cechia (la Slovacchia resta in mano sovietica) sotto protezione dell’Alleanza Adriatica, la Grecia viene letteralmente spartita: la zona delimitata a sud dalla Tessaglia, ad ovest dall’Epiro e ad est dalla Tracia diventa la Repubblica Democratica Greca fedele al Cremlino e al Patto di Varsavia (capitale Salonicco), il resto viene annesso dalla Confederazione che riporta al potere i regnanti.

In questo periodo di grande progresso per l’Europa, non mancano le ombre: nello stato francese, che più di ogni altra nazione confederale ha subito il peso delle decisioni di Strasburgo, sin dalla questione algerina, e ha dovuto riconoscere l’indipendenza della totalità delle sue colonie (la decolonizzazione confederale è stata completata nel 1964), i movimenti indipendentisti e di estrema destra hanno cominciato a guadagnare consensi, specialmente il Partito Nazionalista Francese fondato da un certo Charles De Gaulle. In Maggio le periferie parigine diventano teatro di proteste e scontri tra indipendentisti ed europeisti, una situazione che si irradierà in tutta la Confederazione. Nel Giugno dello stesso anno, Kennedy viene ucciso.

Da questo momento la politica USA sarà molto aggressiva nei confronti della traditrice Europa, e si sospetterà che il motivo della sua uccisione sia proprio la volontà di avviare una politica di riconquista dell’Europa, supportata in primis dall’ala repubblicana più intransigente. La Guerra Fredda è più calda che mai. L’anno successivo (quello dello sbarco sulla Luna) un’ ordigno esplode a Piazza Fontana (12 Gennaio), e si individua il colpevole nel gruppo terroristico di estrema destra Roma Libera, indipendentista. Nel 1972 la Bloody Sunday scatena una vera e propria guerra: la Confederazione, indignata per l’accaduto, prende le parti degli irlandesi cattolici, prima solo a parole, poi inviando addirittura truppe dalla Francia. Belfast è in ginocchio quando nell’Ulster sbarcano le truppe USA, evento che scatenerà l’invio di truppe iugoslave dell’Alleanza a favore degli irlandesi. La dichiarazione unilaterale di annessione all’Irlanda Eire da parte dei cattolici viene riconosciuta dalla Confederazione, che accoglie la richiesta di adesione dell’ Irlanda unita. Così Strasburgo intima la NATO di fermare l’invasione (dato che Dublino e Belfast sono diventate confederali), e di fronte al perseverare di Londra e Washington minaccia l’uso di armi atomiche francesi sulla capitale inglese.Nel 1973 la minaccia spinge il governo inglese a ritirarsi dall’Irlanda, che diventa unita e soggetta a Strasburgo.

L’anno successivo anche il Portogallo entra in Europa, dopo l’epilogo della dittatura di Salazar. Nel 1975 anche la tirannia franchista termina, ma la Spagna si spacca dopo che Juan Carlos dichiara di volersi unire alla Confederazione. Le divergenze sul destino spagnolo si mescolano con i movimenti indipendentisti dello stato iberico, e si creano varie fazioni supportate da Confederazione ed USA. Inizia la Guerra Civile Spagnola, che terminerà nel 1977 con la costituzione dei tre stati di Castiglia (annesso dalla Confederazione), Aragona ( controllato dagli USA) e Province Basche (nazionalista e neutrale). Nel 1979 la monarchia americanista di Reza Pahlavi viene rovesciata, e a Teheran si instaura una teocrazia sciita. I movimenti fondamentalisti islamici presenti in Israele e Palestina quindi ricevono il segnale che aspettavano da tempo: una serie di attentati senza precedenti si abbatte su Gerusalemme, praticamente facendo diventare carta straccia gli Accordi del 1948. Stato di Israele e Repubblica di Palestina diventano pienamente indipendenti, e si scatena la Seconda Guerra arabo-israeliana, o Guerra di Gerusalemme: la città più sacra del mondo viene contesa tra Israele (supportato dall’Alleanza Adriatica) e Palestina ( spalleggiata da Egitto, Giordania e Iran). La destra sionista americana caldeggia l’intervento degli USA in guerra, che verrà. Così le forze panarabe vengono letteralmente spazzate via dal trittico USA-Israele-Confederazione e sono costrette ad arrendersi. Le condizioni di pace saranno pesantissime per i musulmani: Gerusalemme ed il territorio della Repubblica di Palestina vengono annesse ad Israele, che si vede consegnare anche il Sinai. L’umiliazione subita porta l’Iran verso l’isolamento più totale, e verso l’instaurazione di un regime ancora più duro di quello che noi conosciamo. Israele inizia una politica ultranazionalista. L’Alleanza Adriatica quindi propone agli USA di rispolverare la proposta del 1961, che viene accettata di buon grado (ormai la Jugoslavia è un paese più socialdemocratico che comunista). NATO ed Alleanza Adriatica si fondono quindi nell’Alleanza Occidentale: l’Aragona si riunisce alla Castiglia ed aderisce quindi alla Confederazione, ma il territorio basco rimane indipendente.

La nuova alleanza mette in seria crisi i sovietici. La Cechia aderisce alla Confederazione, ed in Polonia i ribelli guidati da Lech Walesa (e supportati segretamente dalla Confederazione) prendono il potere con la forza, demolendo il regime comunista ( 1981). La proposta polacca di adesione a Strasburgo, accolta dall’Europa (1985) porta all’uccisione del presidente sovietico Cernenko in un attentato, attuato da settori deviati del PCUS, che scatena una vera e propria lotta per la successione. Nell’anarchia più totale vengono quindi proclamati un numero enorme di stati (ognuno guidato da un pretendente alla presidenza) sino a quando l’Alleanza Occidentale non dà il suo supporto a Gorbaciov. Però l’URSS è ormai allo sbando, ed il 25 Gennaio 1986 Gorbaciov dichiara disciolti Patto di Varsavia ed URSS. La Repubblica Democratica Greca si riunisce ad Atene ed entra nella Confederazione, le Province Basche fanno lo stesso così come nel 1987 i paesi scandinavi (Danimarca compresa la Groenlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia). La nazione vietnamita viene così riunita, mentre Estonia, Lettonia, Lituania, Ucraina e le repubbliche dell’Asia centrale diventano indipendenti. L’intera Moldavia viene annessa dalla Romania, la Slovacchia si riunisce a Praga e quindi entra nella Confederazione. La data del 9 Novembre 1989 vede la costituzione della Confederazione Europea Orientale, formata dagli ex stati del Patto di Varsavia e da quelli ex sovietici (Russia compresa), dipendente dalla Confederazione Europea di Strasburgo. Dieci anni dopo l’est si annetterà completamente a Strasburgo (9 Novembre 1999), e dopo l’impeachment del guerrafondaio George W. Bush la Confederazione diverrà la sola superpotenza del pianeta, estesa dalla Groenlandia alla Kamchatka, che tuttavia dovrà confrontarsi con problemi enormi, come gli USA oggi.

Da grandi poteri derivano sempre grandi responsabilità (e superproblemi). Con buona pace di Peter Parker.

Mattiopolis


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