Beccatevi questa distopia riguardante una futura disintegrazione politica dell'Europa in seguito alla rischiosa indipendenza del Kosovo, distopia che dobbiamo ad Ainelif e a Lord Wilmore:
.
2008, 12 maggio: il Kosovo proclama l'indipendenza unilaterale da Belgrado. L'Unione Europea riconosce l'indipendenza, la Russia no, l'ONU cincischia.
2009: una violenta crisi
economica in Italia porta alla caduta del governo di Romano Prodi, Silvio
Berlusconi torna al governo.
La presidente degli USA Hilary Clinton instaura buoni rapporti con la Russia che
con Bush era entrata in una "guerra fredda" con gli statunitensi.
2010: inizia in tutta Europa
l'effetto domino prodotto dall'indipendenza del Kosovo. La prima a farne le
spese è la Gran Bretagna: lo Scottish National Party
approfitta dell'inflazione che colpisce l'Inghilterra, e ad Edimburgo
viene proclamato il Regno di Scozia indipendente.
Contemporaneamente la Serbia perde anche la Vojvodina, perchè in essa la
minoranza ungherese segue l'esempio degli albanesi del Kosovo. Intanto
manifestano inquietudine anche gli albanesi del Montenegro e della Macedonia.
USA ed UE mettono in guardia Tirana dalla tentazione di creare una "Grande
Albania" sconvolgendo i confini della regione.
2011: guai anche per la
Francia di Sarkozy a causa della Corsica, che si proclama indipendente il 6
aprile, giorno del compleanno di Pasquale Paoli, l'eroe nazionale. Parigi
minaccia la guerra ma poi è costretta a riconoscere l'indipendenza di Ajaccio.
Il Belgio cessa di esistere, suddiviso in Vallonia e Fiamminghia; Bruxelles è
la capitale della Vallonia anche se completamente circondata da territorio
fiammingo.
Ingresso della Croazia nell'Unione Europea.
2012: con il consenso
israeliano il governo palestinese di Abu Mazen proclama la Repubblica Palestinese con
capitale Abu Dis, sobborgo orientale di Gerusalemme; tale evento riduce drasticamente gli attentati
di matrice islamica contro gli ebrei.
Fini va al governo sostituendo Berlusconi ormai troppo vecchio per governare il
paese, propone di abbandonare l'euro e di ripristinare la Nuova Lira italiana,
ma il suo progetto è bocciato. Fini si dimette per protesta e va al governo
Pierferdinando Casini.
2013: il Québec in seguito a referendum si stacca dal Canada ed adotta come moneta l'euro. La federazione canadese resta tagliata in due.
2014: indipendenza dalla Spagna della Nazione Basca, che si ritira dalla UE.
2015: anche l'Ucraina si spacca in due. Le regioni centro-occidentali, filoeuropee, si separano da quelle meridionali e orientali, filorusse. Le prime restano indipendenti con capitale Kyiv, ed iniziano il cammino di adesione all'UE, mentre le seconde compresa la Crimea si riunificano alla Russia.

2016: in seguito a referendum, parte dell'Alto Adige italiano (senza però la città di Bolzano) e il Tirolo austriaco si separano dalle rispettive nazioni, dando vita alla repubblica indipendente del Tirolo che aderisce all'UE. Il Voralberg resta fedele all'Austria ma isolato tra Svizzera, Liechtenstein, Tirolo e Germania, complicando sempre di più la carta d'Europa.
2017: con il Congresso di Ryad è decretata la spartizione dell'Iraq in tre nazioni: la repubblica sciita filoiraniana a sudest con capitale nella città santa di Najaf, la repubblica sunnita filoamericana al centro e a sudovest con capitale Baghdad, e la repubblica del Kurdistan a nord. Siccome la Turchia del presidente Erdogan dichiara che non si ritirerà mai dalla sua porzione di Kurdistan, parte un vero proprio esodo di massa dai confini Turchi verso il Kurdistan ex iracheno. In Siria inizia una violenta lotta armata dei curdi che intendono unirsi ai loro connazionali.
2018: la Scozia adotta l'euro ed entra nella UE, mentre molti arcipelaghi del Pacifico e dei Caraibi abbandonano il Commonwealth britannico per erigersi a repubbliche indipendenti.
2019: un referendum popolare
in Catalogna dà il via alla sua totale indipendenza dal regno di Spagna, nasce il Regno di Catalogna che entra
subito nella UE.
Indipendenza dalla Danimarca delle Faer Øer e della Groenlandia.
L'isola musulmana di Mindanao si stacca dalle cattoliche Filippine.
2020: l'Albania entra nella
UE assieme al
Montenegro e alla Macedonia; il cammino di adesione di Tirana è stato sbloccato
solo dopo che il presidente albanese ha dichiarato ufficialmente che non si
unirà al Kosovo ed ai connazionali di Montenegro, Macedonia e Grecia per
formare una Grande Albania (i movimenti separatisti albanesi in Macedonia e
Montenegro sono stati messi fuorilegge). Intanto i serbi del Kosovo e della Bosnia-Erzegovina
si staccano rispettivamente da Pristina e da Sarajevo, unendosi alla
madrepatria: primo ingrandimento territoriale della Serbia dopo vent'anni di
mutilazioni.
Erdogan
instaura una dittatura militare in Turchia assumendo pieni poteri e iniziando un
proprio programma nucleare senza consultare gli alleati americani ed europei.
2022: gli Stati del Sud degli
USA si autoproclamano Stati Confederati Uniti del Sud combattendo il governo di
Washington e instaurando un governo dittatoriale e razzista. Inizia la Seconda
Guerra di Secessione che indebolisce il colosso statunitense.
A Strasburgo si cominciano a studiare piani per una futura Europa unita
politicamente e non solo economicamente, onde combattere la disintegrazione
politica del continente. Quanto resta della Bosnia (musulmani e cattolici con
capitale Sarajevo) è accolto nell'UE.
In Russia alcuni partiti politici propongono di richiamare i Romanov sul trono,
restaurando il Secondo Impero Russo, ma perdono le elezioni. Il nuovo presidente
russo è infine costretto a concedere l'indipendenza
alla Repubblica di Cecenia ritirando l'esercito che da anni la occupava; in
cambio però la
Bielorussia torna ad unirsi a Mosca.
2023: la regione di Nunavut, a maggioranza Inuit, abbandona il Canada e si unisce politicamente alla Groenlandia.
2024: dopo lunghe contese la
Transilvania si separa dalla Romania e torna a riunirsi all'Ungheria. Anche in
questo caso la Romania è compensata della perdita con l'annessione della
Moldova; i russofoni della Trasnistria però non ci stanno, proclamano
l'indipendenza e poi si riuniscono come exclave alla Russia.
La Nazione Basca è costretta ad aderire all'UE per superare la sua devastante
crisi economica.
2025: l'Argentina, travolta
da una crisi politica senza precedenti, è costretta a concedere l'indipendenza
alla nazione di Araucania. Poco dopo i Mapuche ottengono di costituire un
analogo stato autonomo nell'estremo nord del Cile, con l'appoggio della Bolivia.
In tutto il Sudamerica si adotta una moneta unica, il peso sudamericano.
2026: controcorrente con la frammentazione politica dell'Europa, la Norvegia, la Svezia e la Danimarca danno vita ad un'unica federazione chiamata Regno di Scandinavia, sotto la corona del re Adolfo III. La Scandinavia si ritira dall'UE ed ancora la propria moneta (la corona) al dollaro americano. L'Islanda rifiuta di entrare a far parte della neonata federazione.
2028: proclamazione
dell'indipendenza della Sardegna.
L'Indonesia si sfascia: diventano indipendenti Sumatra, Giava, Bali, Flores, il
sultanato di Aceh, il Borneo, le Molucche e la Nuova Guinea Occidentale.
2033: indipendenza del Galles e dell'isola di Man; il Commonwealth viene sciolto. All'Inghilterra restano solo le isole del Canale e l'Irlanda del Nord, in cui però la minoranza cattolica protesta sempre più fortemente per unirsi all'Irlanda Eire.
2035: crollo del regime comunista in Cina: Tibet, Sinkiang Uighur e Manciuria diventano indipendenti, mentre la Mongolia Interna si unisce alla Mongolia e Taiwan si riunisce alla madrepatria.
2036: sconfitto militarmente un tentativo di secessione armata della Sicilia, spalleggiato dalle potenti cosche mafiose dell'isola.
2037: nell'80° anniversario del Primo Trattato di Roma, il Secondo Trattato di Roma istituisce un governo sovranazionale europeo che ha competenze in materia di politica estera, economia e difesa, mentre tutte le altre competenze restano agli stati nazionali. Solo la Scandinavia e la Svizzera non firmano il trattato. Questo appare come il solo modo per combattere la disintegrazione politica del continente, dopo che persino la Bretagna ha cominciato a reclamare l'indipendenza dalla Francia. L'Europa delle Regioni appare l'unica soluzione possibile per risolvere gli innumerevoli contenziosi territoriali apertisi con l'indipendenza del Kosovo dalla Serbia.
Ne valeva davvero la pena?
.
Mattiopolis ha voluto provare a scrivere in proposito una sua cronologia distopica, con effetti esattamente speculari:
1995: Bossi proclama (come innocua protesta) la nascita della Repubblica Federale Padana. Inaspettatamente alcune frange estremiste del Nord Italia e addirittura alcune organizzazioni del Meridione come i movimenti indipendentisti o neoborbonici del Sud, che sperano di trarre vantaggi dalla secessione padana, danno supporto all'autoproclamato Presidente e la promessa di secessione diventa seria. Invece nei Balcani si decide la ricostituzione della Iugoslavia come repubblica federale.
1996: La scoperta di un complesso (e poco legale) giro di affari legato ad importanti politici nazionali fa precipitare l'Italia nel caos e la Padania ottiene l'indipendenza in un clima da guerra civile. La capitale è Milano e gli stati federati sono Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli. La nuova entità statale, in un impeto nazionalista, esce dall'Unione Europea e adotta come moneta la Lira Padana. La prima nazione a riconoscere la Padania è la Svizzera.
1997: La Repubblica Italiana inizia a morire: seguendo l'esempio padano, la Sicilia diventa indipendente appoggiata dalle cosche malavitose. Poco dopo una serie di attentati in Corsica da parte di gruppi indipendentisti porta al distacco dell'isola dalla Francia ed alla sua federazione con la Sardegna (capitale federale Ajaccio). La famiglia reale inglese viene accusata della morte di Lady Diana ed è proclamata la Repubblica Unita di Gran Bretagna (l' Irlanda Eire annette Belfast).
1998: Ormai in Italia il caos è totale, e il nazionalismo estremista si fa sentire: le frange più estreme delle forze armate tentano un colpo di stato, e per salvare la situazione vengono addirittura richiamati i Savoia che danno vita al Secondo Regno d'Italia. Intanto nei Balcani la nuova Iugoslavia perde pezzi: l'Istria compresa Fiume, le isole dalmate e le città di Zara e Ragusa secedono per annettersi alla Padania come decimo stato federato (Stato di Istria-Dalmazia).
1999: Le Fiandre secedono e diventano indipendenti. La Vallonia si unisce alla Francia mentre Bruxelles viene posta sotto l'amministrazione dell'UE in vista di una possibile svolta federale dell'Unione per contrastare l'ondata secessionista.
2000: Sono trascorsi cinque anni dall'indipendenza padana. Bossi viene rieletto.
2001: Dopo l'attacco alle Torri Gemelle l'economia dell'Italia smembrata cade a pezzi, così come ciò che resta dello stato. La Toscana si unisce allo stato padano (undicesimo stato federato), al sud viene proclamata la Repubblica Partenopea (i neoborbonici formeranno un partito monarchico), mentre i Savoia rimangono con il solo Lazio .
2002: L'assassinio di Chirac getta la Francia nel caos più totale ed anche lo stato transalpino perde pezzi: seguendo l'esempio corso, Aquitania, Alsazia e Bretagna dichiarano l'indipendenza. Le tesi neofasciste di Le Pen trovano quindi terreno fertile e con un vero e proprio colpo di stato quest'ultimo si impadronisce del potere ed abbandona l'Unione Europea. La Francia tenta di impadronirsi dei territori persi ma la tentata riconquista dell'Alsazia va doppiamente buca: anche i tedeschi avevano avuto una mezza idea di conquistarla, e quindi Le Pen dichiara guerra alla Germania. L'Unione Europea cessa di esistere, non avendo ormai più alcun potere.
Continua? Io avrei delle idee per proseguire la distopia...
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C'è anche la proposta di GJXIII:
L'attacco alle torri gemelle è stato sventato. Gli USA e i loro alleati non hanno mai attaccato l'Afghanistan, dove il regime talebano è protetto dalla Repubblica popolare cinese. In Afghanistan vengono scoperti importanti giacimenti di Petrolio, il primo partner commerciale di Kabul diventa la Cina, che costruisce un oleodotto destinato a portare il greggio fino alle raffinerie sul Mar Giallo, e grazie a questo accordo ha modo di incrementare in modo notevole la sua già rapida crescita economica.
In Iraq la famiglia di Saddam Hussein è rimasta vittima di un attentato, il paese è in mano ad integralisti islamici. In Iran il regime di Ahmadinejad annunci di aver terminato la costruzione delle sue sette centrali nucleari,ed il prossimo passo sarà la costruzione della sua prima bomba atomica, finalizzata alla distruzione dello stato di Israele.
Negli USA insorge la comunità Ebraica, il presidente Bush si schiera con Israele ,per qualsiasi azione contro l'Iran. La V flotta viene spostata davanti alle coste israeliane, e gli USA sono pronti a qualsiasi evenienza. Il Consiglio dell'ONU è impotente.
Nel 2004 negli Usa viene eletto a sorpresa il primo presidente afroamericano, Barack Hussein Obama II, che si smarca dalla politica bellicosa di Bush.
Nel 2006 in Italia la coalizione di centrodestra vince le elezioni politiche, Gianfranco Fini diventa Presidente del Consiglio, alla presidenza della Repubblica viene eletto Silvio Berlusconi.
Alla metà del 2007 una forte recessione colpisce gli Stati Uniti,una dopo l'altra falliscono le principali banche.
Nelle elezioni presidenziali del 2008 però George W. Bush, ripresentatosi, stravince le elezioni presidenziali e ritorna alla politica muscolare del "Grosso Bastone".
Nel febbraio del 2008 la crisi tra Russia e Georgia, causata dall'indipendentismo di Ossezia del Sud e di Abkazia, sfocia in guerra aperta: le truppe Russe occupano tutto lo stato georgiano, istaurando un regime dittatoriale loro amico; vani gli sforzi della comunità europea, la Cecenia assicua supporto alla Georgia, altre ex repubbliche sovietiche si schierano contro Mosca; di fatto la Russia si ritrova isolata e in preda a manifestazioni di piazza.
Nell'aprile 2008 la Cina, la Corea del Nord e l'Iran firmano un trattato di cooperazione militare, gli USA raddoppiano la presenza militare in Corea del Sud, il Giappone si dichiara favorevole ad accogliere sul suo territorio nuove basi USA, la Russia reprime in maniera drastica la resistenza Georgiana e Cecena.
Nel maggio 2008 l'India è sconvolta da una serie di attentati contro obbiettivi occidentali, rivendicati da Al-qaeda, i quali provocando più di 1000 morti, e quando truppe Pakistane con il supporto dell'esercito popolare Afghano sconfinano a nord, l'India decide di chiedere aiuto agli USA, che ai confini del nord.
Dopo una riunione d'emergenza dell'Onu, le truppe pakistane e afghane si ritirano.
Nel febbraio del 2008, Stati Uniti e India firmano un patto di collaborazione economica e militare, un contingente di 5000 militari USA e Indiani presidieranno il confine pakistano.
Nel marzo 2009 La situazione economica in Europa precipita: le principali Banche falliscono, i tumulti di piazza conoscono morti e feriti: la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l'Italia escono dall'euro,seguiti poco dopo da tutti gli altri. Ma il ritorno alle monete nazionali fa precipitare tutta l'economia Europea, solo le nazioni più forti riescono a malapena a fronteggiare la crisi, che trascina nel baratro le principali Banche Nazionali. Manifestazioni di Piazza trasformano le città europee in veri e propri campi di battaglia, solo dopo mesi di guerriglia si riesce a far tornare l'ordine, ma il tutto ha provocato un riassetto totale del sistema economico europeo. Ogni paese si fa forte del prodotto interno per cercare nuovi mercati e nuovi partner di esportazione e importazione.
Nell'ottobre 2009 In Iran la repressione di Ahmadinejad provoca oltre 1000 morti nelle manifestazioni di piazza, e il leader iraniano annuncia al mondo che a breve sperimenterà la sua prima bomba atomica.
La Siria è sconvolta da una guerra civile che rovescia il rais Assad, istituendo una guida islamica, che si dichiara favorevole alla politica estera dell'Iran. Nel gennaio 2012 la Siria aggiunge il suo nome al trattato tra Iran, Afghanistan E Cina. La tensione mondiale cresce sempre più, e l'ONU non riesce a stemperare gli animi.
Sono le 6 del mattino del 20 febbraio 2012: nel deserto del Kavir l'Iran, fa esplodere la sua prima bomba atomica.
Israele si dichiara libero da qualsiasi trattato internazionale,e pronto a colpire l'Iran in qualsiasi momento: Israele "avverte" la comunità internazionale che in qualsiasi momento attuerà l'operazione "Gerico", per impedire la completa attuazione del nucleare iraniano.
Sono le prime ore del mattino del 1 aprile 2012 quando Israele attacca le centrali nucleari Iraniane. la risposta Iraniana non si fa attendere, la prima bomba atomica dopo Nagasaki scoppia in Galilea, le vittime sono migliaia. Come ritorsione, immediatamente Israele attacca la capitale iraniana. La Cina sposta una parte del suo esercito in Afghanistan, pronta ad intervenire qualora gli USA appoggiassero militarmente Israele. Gli USA raddoppiano le forze in India, e istituiscono un blocco navale davanti alle coste siriane.
L'Iran e la Siria chiedono aiuto alla Russia che, sconvolta dai continui attacchi terroristici di matrice islamista, si dichiara non disponibile per un aiuto militare. Intanto le truppe di Israele penetrano in territorio nemico, e in pochi giorni raggiungono Damasco, capitale della Siria. Siriani e Iraniani chiedono aiuto agli altri stati arabi, che a loro volta invocano l'aiuto della Cina. La NATO dichiara che risponderà adeguatamente se le navi americane ed europee saranno attaccate da forze arabe e cinesi. Nel novembre 2012 le presidenziali USA vengono vinte dal candidato Repubblicano, il conservatore Mitt Romney, che continua la politica del predecessore. La situazione precipita il 15 gennaio 2013, quando il Giappone e la Corea del Sud con un blitz occupano la Corea del Nord, che viene riunificata al Sud con capitale Seoul. Il conflitto è breve e sanguinoso e termina il 2 aprile 2012 con un sostanziale pareggio, perché tutti i contendenti escono distrutti dalla guerra e devono chiedere l'armistizio.
Il 1 maggio 2018 nasce la Confederazione degli Stati del Sud America. Dopo anni di tensione, riprendono gli scambi commerciali in un mondo completamente cambiato sia in termini militari che economici.
Il 10 agosto 2020 nasce anche la Federazione degli Stati d'Europa, succeduta all'Unione Europea ormai tramontata. Ne fanno parte tutti i paesi europei tranne il Regno Unito, la Norvegia, la Svezia, la Danimarca, l'Islanda, la Russia, la Bielorussia e la Svizzera; aderiscono anche Georgia, Turchia ed Israele. Rinasce l'Unione della Repubbliche Sovietiche Sovrane, a guida marxista ma non più leninista; ne fanno parte tutte le 15 ex repubbliche dell'URSS tranne Lituania, Lettonia, Estonia, Ucraina e Georgia. La Cina diventa la prima potenza mondiale economica, ora che ha a disposizione notevoli risorse energetiche. Iraq, Iran, Siria, la maggior parte dei paesi arabi diventano protettorati cinesi. È firmato un patto di collaborazione fra Cina ed URSS. L'india risponde all'espansione cinese rafforzando i propri legami di cooperazione con gli Stati Uniti. Dollaro Americano e Rupia Indiana vengono agganciati l'uno all'altro. E nasce il polo informatico indo-americano, per lo studio e la realizzazione di nuove tecnologie informatiche e soprattutto robotiche, dato che gli automi stanno prendendo il posto degli operai umani.
Il 16 aprile 2022 la Cina e l'URSS in missione congiunta sbarcano di nuovo sulla Luna, a 50 anni dalle ultime missioni umane. Il 4 luglio successivo arrivano anche l'India, l'America e l'Europa, che lavorano assieme. Le potenze contrapposte impiantano sul satellite le prime basi scientifiche stabili.
Nel settembre 2026 la Cina e 'URSS fondano la propria colonia lunare. Nel dicembre 2030 i primi bambini extraterrestre nascono sulla Luna. Nel giugno 2035 inizia la costruzione della nave interstellare "GEOMARS 1", con l'obbiettivo di raggiungere Marte.
È il 27 febbraio 2037 quando la nave interstellare sino-sovietica "GEO MARS 1", con equipaggio formato da coloni lunari, decolla dalla Luna alla volta di Marte. Il 15 gennaio 2038, dopo un anno di viaggio, "GEO MARS 1" orbita intorno a Marte. Sei giorni dopo le navicelle da sbarco "GEO MARS ENTERPRISE" e "GEO MARS ORION" atterrano sul Pianeta rosso. Vi resteranno sei mesi.
Il 20 marzo 2043 arriva una seconda e più numerosa missione umana su Marte a bordo della "GEO MARS 2". Stavolta si riesce ad estrarre acqua dai poli di Marte per alimentare le prime città sotterranee. Il 1 gennaio 2080 la colonia su Marte raggiunge le diecimila persone. Inizia la colonizzazione del Sistema Solare, ed anche una nuova epoca nella storia dell'umanità...
.
L'amico dDuck ci ha risposto proponendo la sua interessante teoria della "massa critica":
Forse a voi sembrerà assurdo, ma secondo me un popolo ottiene l'indipendenza quando raggiunge una certa massa critica (il nome l'ho inventato io), che nel caso di un popolo bianco di cultura europea è circa 4 milioni di abitanti. Gli USA furono indipendenti con circa 4 milioni. L'argentina idem, tre decenni dopo.
Questa massa dipende da diversi fattori:
a) dalla cultura del popolo: un popolo di cultura europea serve di meno, agli indigeni occorre una popolazione più numerosa, agli arabi grosso modo quanto gli europei.
b) dal militarismo della potenza dominante: una potenza commerciale (come la Gran Bretagna) cede l'indipendenza prima di una militarista.
quindi prima o poi (ma con differenze di 10-20 anni) tutti i popoli diventeranno indipendenti.
Faccio un esempio: gli USA desertici. Se gli USA fossero colonizzati meno da parte degli europei, oggi avrebbero gli stessi abitanti dell'Australia o del Canada, la rivoluzione americana sarebbe ritardata magari a metà '800 o addirittura al '900.
Anche nelle invasioni barbariche la demografia è stata determinante, i barbari hanno sfondato i confini dell'impero quando hanno raggiunto una massa critica.
Questa massa critica è sempre aumentata nel tempo: nel medioevo paesi come la Danimarca (ricordiamo Harald Hardrada, Margreta la Grande, Canuto il Grande), la Scozia, l'Aragona, Venezia, Genova erano potenze e oggi sono staterelli o regioni di stati più grandi. Dal medioevo ad oggi la massa critica per essere potenza è sempre aumentata e oggi si aggira sui 100-150 milioni di abitanti al minimo per un paese industrializzato, ma fino a 500 milioni per uno in via di sviluppo. Sono rimaste potenze solo gli USA, la Russia (ma siamo al limite), la Cina, e forse domani l'India, mentre il Giappone e la Germania, e anche la Gran Bretagna e la Francia non hanno più la massa critica sufficiente.
Non è necessario perdere guerre, territori, essere devastati o spartiti da potenze straniere, puoi non essere più una potenza semplicemente perché non hai più la massa critica sufficiente. Le guerre mondiali erano inutili perché la massa critica Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Giappone, Austria-Ungheria ed Ottomani l'avrebbero persa comunque indipendentemente dall'esito della guerra. E non saranno certo l'Alsazia, i Sudeti o Trento e Trieste a spostare l'ago della bilancia.
Voi che ne dite? Per farmi sapere il vostro parere riguardo alla mia teoria della massa critica, scrivetemi a questo indirizzo.

Una proposta di Lord
Wilmore per una moneta da un euro
rumena, coniata quando questo paese entrerà nell'eurozona
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Ed ora, un'idea folle di William Riker:
Sarebbe possibile immaginare, in un futuro vicino o lontano, la fusione tra UE e NAFTA, e l'unificazione di euro e dollaro in un'unica moneta?
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Così gli risponde Dorian Gray:
Io credo di sì. Il primo passo sarebbe ovviamente l'ingresso della sterlina, e il secondo sarebbe la creazione di un cambio paritario tra euro e dollaro, che diventerebbero monete di pari circolazione nelle aree dell'Unione Monetaria Atlantica. Perché si verifichino entrambi i passi dovrebbe esserci una crisi economica molto grave che impone rimedi drastici per salvaguardare il commercio e la finanza nel "mondo occidentale"...
.
E Falecius:
Se le cose continuando ad andare come stanno andando, può darsi che gli USA ci CHIEDANO una cosa del genere, da quel che ne ho capito. Comunque ci sono buone probabilità che l'euro acquisti importanza come moneta di riferimento a scapito del dollaro.
Quanto all'unione UE/NAFTA, a breve termine mi sembra ci sia un ritorno al protezionismo, ma difficilmente durerà molto. Può darsi che dopo questa fase si torni a parlare di aggregazioni più ampie. Più che altro, temo che una simile Unione Atlantica sarebbe in "guerra fredda" con una ipotetica Unione Asiatica (o meglio Afrasiatica)...
Cosa suona meglio, Ameuropa o Eumerica?
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William Riker risponde:
Euramerica è un nome che mi suona bene, anche se credo che prevarrebbe il nome UA (Unione Atlantica). Quale la sede della banca centrale? E del Parlamento comune? Secondo me parlamento a Québec, città francofona d'America, banca centrale a Bruxelles...
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Falecius però obietta:
Uhm, no, due città francofone sarebbero troppo. Dovresti mettere la banca centrale a Londra se vuoi lasciarla in Europa, oppure lasciarla a Francoforte, ma allora il parlamento? Québec è una possibilità, ma è un po' troppo lontana dai centri di popolamento.
O si sceglie una collocazione neutra e geograficamente intermedia (Praia? Reykjavik? Nuuk?) che vedo improbabile, oppure un luogo di grande valenza simbolica, tipo New York o Londra, entrambe anglofone, quindi a quel punto puoi lasciare la banca a Bruxelles o in qualsiasi paese europeo diverso da Gran Bretagna e Irlanda (o Malta).
Bruxelles e Strasburgo sono simboliche per l'Europa perché sono alla giuntura tra area latina ed area germanica (cattolica/protestante, in parte), che si presume(va) essere la principale frattura storica del continente da sanare (obiettivo decisamente raggiunto). Adesso sarebbero da ricomporre altre faglie: con l'Europa a 27 e prossimamente a 28 o 29, l'inserimento del mondo slavo e dell'ortodossia, e forse in un futuro non lontanissimo di un paese musulmano (un paese "arabo" ci sarebbe già, ed è Malta...). dal punto di vista simbolico oltre che geografico sarebbero più centrali Vienna, Praga, Atene e probabilmente, in futuro, Istanbul (nell'ipotesi di ingresso della Turchia, che è tutta da verificare).
In una prospettiva "atlantica" tutte queste divisioni passerebbero in secondo piano come componenti "interne" ad uno dei due costituenti principali. E' realistico aspettarsi che si chieda ad ognuno dei due di scegliere una propria "capitale", e quella nordamericana potrebbe essere in Canada, ma in area anglofona (Toronto?) mentre la miglior candidata per l'Europa rimarrebbe Bruxelles soprattutto in caso di dissoluzione del Belgio, oppure un centro più ad est (ma presumibilmente non in Germania; Vienna e Praga sarebbero buone candidate, sul piano simbolico sarebbe molto bello se si scegliesse Trieste ma la vedo difficile. Varsavia è troppo a nord-est e troppo poco simbolica, in caso di ingresso della Svizzera se la giocherebbero anche Ginevra e Zurigo). Oppure, considerando la presenza di Spagna e Messico, un blocco ispanofono potrebbe richiedere rappresentanza; a questo punto Siviglia, la città dell'antico consiglio delle Indie, potrebbe avere una chance... (o anche Las Palmas de Gran Canaria, sempre per il discorso di prendere un luogo geograficamente "in mezzo").
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Ed ecco il contributo di Never75:
Sto leggendo la graphic novel "V per vendetta" di Alan Moore: è molto bella e, specie per il periodo che stiamo vivendo in Italia e in Europa, tristemente d'attualità. Ve lo consiglio: è una distopia a tutti gli effetti. Queste sono le premesse: l'autore immagina che la crisi dei missili a Cuba sia sfociata in un olocausto nucleare in cui le Americhe, l'Africa e quasi tutta l'Europa sono state ridotte a deserti o, al contrario, allagate. Solo le Isole Britanniche parzialmente si salvano dalla distruzione totale, anche se i danni rimangono notevoli (ovviamente l'autore è inglese! un po' come i mangaka che immaginano sempre che è il Giappone l'unica nazione a salvarsi ed a reagire alle invasioni extraterrestri!).
Oltretutto nel breve termine in Inghilterra si instaura una dittatura di stampo nazi-fascista nella quale immigrati, omosessuali e dissidenti politici vengono inviati in campi di concentramento ed il potere politico viene tutto concentrato nelle mani di un solo leader che tutto osserva e comanda. Polizia, Esercito, Economia e Chiesa sono sotto il suo perenne occhio, molto simile al Grande Fratello Orwelliano. Che accade se una situazione del genere si verifica davvero in Gran Bretagna, o ancor meglio in Italia?
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Segnaliamo anche quest'idea di janejacobs:
Secondo il professore russo Igor Panarin, c'è una probabilità del 50 % che gli Stati Uniti d'America entro due anni si disgregheranno e diverranno gli "Stati Divisi d'America". Panarin prevede che le tendenze economiche, finanziarie e demografiche in atto negli USA provocheranno una crisi politica e sociale senza precedenti. Quando la recessione si inasprirà, gli Stati USA più ricchi vorranno versare meno fondi al governo Federale e ciò porterà ad un'epidemia di secessioni. Panarin non esclude la possibilità di una guerra civile: gli Stati Divisi d'America si divideranno in base a diverse etnie e all'influenza delle potenze straniere.
La California formerebbe il nucleo della "Repubblica Californiana" e sarà influenzata dalla Cina o dal Giappone. Il Texas sarà il nucleo della "Repubblica Texana", influenzata dal Messico. Washington e New York diventeranno parte dell'America Atlantica e potrebbero unirsi all'Unione Europea. Il Canada potrebbe espandersi negli Stati Centrosettentrionali e l'Alaska, dopo circa 150 anni, tornerebbe alla Russia.
Panarin sostiene che Washington stia perdendo il suo prestigio a causa dell'enorme debito pubblico e della crisi finanziaria partita dagli USA, e che la Cina e la Russia usurperanno il ruolo di guida che fino ad ora ha avuto Washington nel regolare i mercati finanziari internazionali.
La mappa qui sotto, riportata dal Wall Street Journal, mostra come Panarin immagina gli Stati Uniti fra qualche anno. Quali condizioni si dovrebbero verificare affinché questa distopia molto campanilista (per un russo, s'intende) si realizzi sul serio?

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Il francese Perchè No? ha composto per iscritto questo fulmineo dialogo semiserio come reazione all'ennesima crisi belga:
Il signor Fiandra e la signora Vallonia vanno a New York incontrare il signor ONU.
« Non possiamo più vivere insieme, é impossibile ! » dicono i due. « Vogliamo separarci ! »
« È una decisione grave » risponde l'ONU. « C'è un sacco di problemi, e poi c'é il rischio di guerra civile. »
« Ma ché guerra civile, possiamo vivere da buoni vicini noi due. »
« Ma se é così… perché questa separazione ? »
« Già il nostro matrimonio é stato combinato, mamma Inghilterra e papà Olanda pensavano che il cugino Francia faceva troppo gli occhi dolci a Vallonia. Tutto é stato fatto troppo in fretta e da quel momento litighiamo. »
"Lui si mostra troppo egoista!" proclama Vallonia.
« Lei é pigra. » rincara Fiandra.
« Beh, dal momento che si fa tutto in maniera consensuale, forse non sarebbe un male » dice ONU. « Parliamo un po' dei dettagli di questa separazione, so che avete gia due lingue separate. »
« Oui. », « Ja. »
« Lei, Fiandra, vuole essere indipendente, e lei Vallonia, cosa sceglie? »
« Potrei diventare diventare indipendente, a meno che il cugino Francia… »
Francia, che li accompagna, interviene: « Non sarà possibile, ho già un sacco di problemi, sai che attraverso una crisi di identità nazionale e lo psicologo sarebbe contrario al tuo progetto. Per non parlare della crisi economica, e poi sai quanto Germania é gelosa ! »
« Indipendente ». Conclude ONU. « Per il resto é più facile: trasporti, comunicazioni, energia, strade separate... »
« Questo era già in atto da anni, dietro mia richiesta », interviene Fiandra.
« Perfetto, e poi eserciti separati. »
« Ma come eserciti? A cosa potrebbe servirci? Siamo nel cuore dell'Europa e non ci preoccupiamo di politica mondiale! »
« Polizia e leggi separate? »
« Volete dire che dovremmo riscrivere tutto un nuovo corpus di leggi? Ma ci abbiamo messo più di un secolo l'ultima volta! Vallonia, ti va se conserviamo tutti e due le stesse leggi ? »
« Preferisco così, e poi é difficile trovare uomini nuovi per la polizia: conserviamo gli stessi tizi, cambieremo solo il nome e la divisa. »
« Chiusura delle frontiere? »
« Ma come? Siamo in Europa, é impossibile chiudere le nostre frontiere o avere controlli doganali: no, questo non cambierà. » esclama Fiandra.
« E poi, come farò per andare in vacanza sul mare? E tu, Fiandra, per riposarti nelle mie Ardenne? No, questo non va », prosegue Vallonia.
« Moneta separata? »
« Perché? » dichiarano i due. « Abbiamo gia l'euro. »
"Aiuti sociali separati?"
"Certo che sì!" esclama trionfante Fiandra.
« Visto con quale avarizia mi davi questi aiuti, non ne voglio: chiederò aiuto all'Europa e farò un lavoro fantastico, tu non mi hai mai incoraggiato! » risponde con amarezza Vallonia.
« Ehm, passiamo avanti. Tutto questo é chiaro, volete vivere quasi come prima, vicini ma separati. »
« Sì, é cosi. »
« Passiamo al resto. Quale capitale avete scelto ? »
"Bruxelles!" rispondono entrambi all'unisono.
"Ma come Bruxelles? Non é neanche in Fiandra!" si scandalizza subito Vallonia.
« Non lascerò la mia capitale economica, e poi ci sono tanti neerlandofoni quanti francofoni a Bruxelles, lo sai! » si difende Fiandra.
« Brutto stronzo ! » « Troia! » argomentano i due.
"Calmatevi. Non siete nel vostro paese, ma nel mio ufficio", li interrompe ONU con pazienza. « Siete fortunati, questo genere di problemi di separazione sono la mia specialità. Il problema è che tutti e due avete buoni argomenti per conservare Bruxelles. Immagino che non volete lasciarla all'Europa. »
« No, non sappiamo cosa potrebbe farne questa pazza. »
« E poi, cambiare capitale costa tantissimo: si devono costruire ministeri, traslocare archivi, scrivere uno status speciale per la città, senza parlare di cercare nuovi funzionari ! »
« V… vero » esitano Fiandra e Vallonia, sempre più curiosi.
« Dunque vi propongo questo, é un po' ardito e la coppia precedente, Israele e Palestina, non ne ha voluto sapere per Gerusalemme, ma sembra perfetto per voi: conservare tutti due la stessa capitale! »
« EEEEEEH? »
« Sì, l'ala sinistra di ogni ministero andrà a Fiandra, l'ala destra a Vallonia. Un palazzo presidenziale per ciascuno. »
« Di questo non abbiamo bisogno, possiamo conservare Alberto come re di Fiandra e Vallonia separate, é un buon uomo e non vogliamo buttarlo fuori. »
« Ancora meglio. Due amministrazioni con due lingue ma nello stesso posto, siccome non ci sono rischi di guerra non vedo cosa ci sia di male. I Bruxellesi seguiranno il governo che corrisponde alla loro lingua. Dato che la polizia e le leggi non cambieranno, non ci saranno problemi di sicurezza. Che ne dite? »
« Si può fare, almeno all'inizio, sarebbe più comodo per me », pensa Fiandra.
« A me piace questa idea, sarà meno traumatizzante per il popolo. Sappiamo tutti che é un momento difficile per quei poverini. »
« Bene: moneta, polizia, leggi, capitale, amministrazione e capo di Stato comune, cambiano solo il nome e la bandiera: facciamo così, vi rivedo la settimana prossima, per firmare i documenti del divorzio consensuale », conclude ONU.
« Grazie mille, siamo contentissimi! » ringraziano Fiandra e Vallonia mentre si alzano per ripartire insieme.
Solo Francia é rimasto seduto, e stupito esita a dire: « Qualcuno vorrà ancora accusarmi di razzismo, ma questo é uno scherzo belga, non è vero ? » ^__^
Ah, dimenticavo: dopo quest'incontro il signor ONU ha ancora uno caso da sistemare, la richiesta di emancipazione di Padania dalla sua oppressiva madre Italia!
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Freddy Heineken (1923-2002), il magnate olandese che ha trasformato la sua birra una marca universale, era anche un euroentusiasta. Verso la fine della sua vita, ha proposto di rimescolare i confini nazionali dell'Europa per rinforzare il suo obiettivo di un'unione sovranazionale vicina quanto non mai. Heineken ha collaborato con due storici per scrivere un libretto intitolato « Gli Stati Uniti d'Europa: una Eurotopia? » L'idea è attuale, per due motivi. L'Europa Orientale sta attraversando un periodo di agitazione, conseguente al crollo del comunismo, e l'onda di nazionalismo che ne è seguita ha condotto alla reviviscenza di parecchie stati (come gli Stati Baltici) ed al disfacimento di parecchi altri (come la Cecoslovacchia e la Jugoslavia). Nel 1992 il Trattato di Maastricht ha trasformato una Comunità Europea all'inizio principalmente economica in un'Unione Europea più politica. La proposta di Heineken condurrebbe alla creazione di dozzine di nuove formazioni nazionali europee, che avrebbero un'estensione relativamente piccola, una popolazione etnicamente omogenea compresa fra 5 e 10 milioni di abitanti, ed un background storico certo. La teoria alla base dell'idea di Heineken è che un maggior numero di stati membri più piccoli sarebbe più facile da governare nel singolo quadro europeo che una combinazione di più grandi che competono per il predominio. Quelle che seguono sono una cartina ed una lista dei paesi proposti nell'Eurotopia di Heineken, con le loro capitali e il numero di abitanti. Sarebbe bello se fosse vero, eh?

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|
1 |
Iceland |
Reykjavik |
252.000 |
|
2 |
Norway |
Oslo |
4.200.000 |
|
3 |
Sweden |
Stockholm |
8.500.000 |
|
4 |
Finland |
Helsinki |
4.900.000 |
|
5 |
Denmark |
Copenhagen |
5.100.000 |
|
6 |
Scotland |
Edinburgh |
5.100.000 |
|
7 |
Ireland |
Dublin |
5.100.000 |
|
8 |
Northumbria |
York |
8.000.000 |
|
9 |
Lancaster |
Manchester |
5.400.000 |
|
10 |
Wales |
Cardiff |
2.900.000 |
|
11 |
Mercia |
Birmingham |
7.400.000 |
|
12 |
East-Anglia |
Cambridge |
5.300.000 |
|
13 |
Essex |
London |
8.300.000 |
|
14 |
Wessex |
Plymouth |
5.900.000 |
|
15 |
Kent |
Southampton |
5.400.000 |
|
16 |
Holland-Zeeland |
The Hague |
6.500.000 |
|
17 |
Ysselland |
Arnhem |
6.000.000 |
|
18 |
Flanders/Vlaanderen |
Brussels |
7.800.000 |
|
19 |
Hainaut/Henegouwen |
Lille/Rijssel |
7.100.000 |
|
20 |
Schleswig-Holstein |
Hamburg |
6.100.000 |
|
21 |
Hannover |
Bremen |
7.900.000 |
|
22 |
Brandenburg |
Berlin |
6.000.000 |
|
23 |
Sachsen |
Dresden |
7.900.000 |
|
24 |
Westfalen |
Münster |
7.900.000 |
|
25 |
Nordrheinland |
Düsseldorf |
9.200.000 |
|
26 |
Thüringen |
Erfurt |
8.300.000 |
|
27 |
Rhein-Moselland |
Mainz |
5.100.000 |
|
28 |
Frankenland |
Nürnberg |
5.100.000 |
|
29 |
Bavaria/Bayern |
Munich |
6.000.000 |
|
30 |
Baden-Württemberg |
Stuttgart |
9.600.000 |
|
31 |
Poznan/Posen |
Poznan |
6.200.000 |
|
32 |
Silesia |
Wroclaw |
8.200.000 |
|
33 |
Gdansk |
Gdansk |
5.500.000 |
|
34 |
Warzawa |
Warsaw |
7.600.000 |
|
35 |
Galicia |
Krakow |
7.400.000 |
|
36 |
Bohemia |
Prague |
6.300.000 |
|
37 |
Moravia |
Brno |
4.000.000 |
|
38 |
Slowakia |
Bratislava |
5.300.000 |
|
39 |
Austria |
Vienna |
4.500.000 |
|
40 |
Noricum |
Graz |
5.000.000 |
|
41 |
Picardy-Normandy |
Rouen |
4.900.000 |
|
42 |
Ile-de-France |
Paris |
10.300.000 |
|
43 |
Burgundy |
Nancy |
8.000.000 |
|
44 |
Neustria |
Nantes |
8.200.000 |
|
45 |
Aquitania |
Bordeaux |
7.400.000 |
|
46 |
Auvergne |
Lyon |
6.500.000 |
|
47 |
Provence |
Marseille |
6.500.000 |
|
48 |
Galicia-Asturias |
Santiago de Compostela |
4.400.000 |
|
49 |
Castilia |
Madrid |
9.100.000 |
|
50 |
Navarre-Aragon |
Bilbao |
4.100.000 |
|
51 |
Catalonia |
Barcelona |
6.000.000 |
|
52 |
Valencia |
Valencia |
5.500.000 |
|
53 |
Andalusia |
Sevillia |
8.000.000 |
|
54 |
Portugal |
Lisbon |
10.300.000 |
|
55 |
Switzerland |
Bern |
6.600.000 |
|
56 |
Piedmont |
Torino |
6.200.000 |
|
57 |
Lombardy |
Milan |
8.900.000 |
|
58 |
Venice |
Venice |
6.500.000 |
|
59 |
Tuscany |
Bologna |
7.500.000 |
|
60 |
Umbria |
Rome |
7.400.000 |
|
61 |
Apulia |
Bari |
5.700.000 |
|
62 |
Naples |
Naples |
8.600.000 |
|
63 |
Sicily |
Palermo |
7.100.000 |
|
64 |
Hungary |
Budapest |
10.600.000 |
|
65 |
Croatia |
Zagreb |
4.600.000 |
|
66 |
Bosnia-Herzegovina |
Sarajevo |
4.100.000 |
|
67 |
Serbia |
Belgrade |
8.500.000 |
|
68 |
Albania |
Tirana |
5.000.000 |
|
69 |
Transyvlvania |
Cluj-Napoca |
7.500.000 |
|
70 |
Moldavia |
Bacau |
5.000.000 |
|
71 |
Wallachia |
Bucharest |
9.000.000 |
|
72 |
Bulgaria |
Sofia |
8.900.000 |
|
73 |
Skopje |
Skopje |
1.900.000 |
|
74 |
Greece |
Athens |
10.300.000 |
|
75 |
Cyprus |
Nicosia |
688.000 |
.
Per farmi sapere che ne dite, scrivetemi a questo indirizzo.
Ed ecco un'altra idea in proposito di Renato Balduzzi:
Avete sentito l'ultima sparata di Gheddafi? Propone di dividere la Svizzera in tre parti e assegnarle in base alla lingua a Germania, Italia e Francia. Ovviamente si tratta di una provocazione, appunto, alla Gheddafi. Ma se qualcuno lo ascolta, se le sue "sparate" contro la mafia svizzera demoliscono l'immagine del paese e coinvolgono i suoi governanti in uno scandalo senza precedenti fatto di connivenza con le peggiori mafie e dittature del mondo, il sogno di Gheddafi potrebbe forse avverarsi?
Probabilmente gli svizzeri non sarebbero molto contenti della situazione. Quelli più fortunati sarebbero i tedescofoni, che troverebbero un sistema socioeconomico abbastanza simile a quello precedente. Gli svizzeri francofoni sentirebbero un po' troppo il giogo di Parigi e sicuramente voterebbero in massa partiti federalisti. I più sfortunati sarebbero i ticinesi e i grigionesi, annessi all'Italia durante l'epoca berlusconiana, in uno stato che, premier o non premier, è da sempre centralista e burocratico, quasi l'opposto dell'efficiente e cantonale Elvezia. Prevedo agguerrite manifestazioni per il distacco dell'ex svizzera italiana, forse addirittura un fronte armato con i più estremisti, attentati a Berlusconi e agli esponenti di governo e instabilità a non finire in tutte le regioni di ex confine. Forse gli Svizzeri non si accontenteranno dell'autonomia, ma vorranno piuttosto l'indipendenza. E allora, ecco che altre città italiane tentano di attaccarsi al trenino: Sondrio, Como, Lecco, Bergamo votano per l'annessione alla Repubblica Cantonale del Ticino. I consensi potrebbero insenarsi anche nel Nord-est, da sempre assai autonomista, ma anche verso la Brianza e Milano. Se questi ultim territori fossero annessi... gli ex elvetici si porterebbero in casa quel Berlusconi che sono ben felici di non aver votato!
Ed ecco come potrebbe apparire l'ex Svizzera Italiana annessa alla penisola:

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Se volete far sapere a Renato che ne pensate, scrivetegli a questo indirizzo.