L'ucronia di Akhenaton!

cartiglio con il nome di Akhenaton

Questa ucronia si intitola "Ucronia di Akhenaton", é la mia prima ucronia scritta un anno fa, non l'ho mai completata, credo che sarebbe un lavoro gigantesco.
É solo un' idea: la nostra civiltà é frutto della civiltà giudeo-cristiana, essa stessa erede delle civiltà mesopotamiche. E se invece questa base fosse stata egiziana? Un monoteismo egiziano? Ce l'abbiamo: il culto di Aton, cosa sarebbe successo se si fosse sviluppato?
E un regalo da parte mia, fatene ciò che vi sembra meglio. Se vi piace ne sarò contento.

Perché No?

 

1379-1352 a.C.: Amenhotep IV faraone (ucronico, nella nostra Timeline 1379-1362), prende il nome di Akhenaton (gloria di Aton); costruzione di Akhetaton (Orizzonte di Aton), nuova capitale al posto di Tebe o Menfi.
Si nota la presenza di alcuni immigrati ebraici (Josefe) attorno ad Akhenaton, i quali influenzano il faraone per dare alla sua religione dei caratteri meglio definiti.Akhenaten in adorazione di Aten
Il faraone ha il tempo di propagare la sua fede tra gli egiziani, la religione popolare diventa più mistica e intellettualizzata, ma crea forti tensioni nel paese. Conseguente rivolta del generale Horemheb, morte di Akhenaton che, catturato, è spedito a Tebe e giustiziato dai preti di Ammone.

1352-1312 : Toutankhaton I faraone (ucronico, in fatti 1362-1352, qui ha avuto il tempo di diventare adulto)
Riconquista il potere, uccide l’usurpatore Ramesse (erede di Horemheb), il nome dei due faraoni pagani sono cancellati dai monumenti. Il corpo di Akhenaton é ritrovato, e Toutankhaton  fa costruire una splendida piramide, più grande di quella di Cheope, di fronte ad Akhetaton sulla riva ovest del Nilo.
Toutankhaton stabilisce la situazione interna e poi esterna difendendo i regni vassalli di Palestina contro gli Ittiti pagani, e si fa costruire una splendida tomba, la più grande e ricca della nuova valle dei Re ad Est di Akhetaton.
Organizzazione di un potente clero, il faraone ne é il capo assoluto; Toutankhaton fonda una potente amministrazione del paese, lo stato diventa più potente, apertura di tempi solari di Aton, che accolgono scuole per tutti (per leggere le opere di Akhenaton e gli inni ad Aton), tribunali, ospedali etc. Il paganesimo egiziano muore, gli antichi dei non sono più che diversi aspetti dello stesso dio: Aton. Il culto di Ammone é vietato, i suoi preti uccisi, il tempio di Karnak é raso al suolo e serve alla costruzione di un nuovo grande tempio di Aton a Tebe.

1312-1301 : Atoni I faraone, costruzione della magnifica sala ipostila del tempio di Aton.

1301-1235 : Toutankhaton II faraone, grande guerra contro gli Ittiti.
La battaglia decisiva si svolge preso la città di Kadesh, quando la battaglia sembra persa Aton concede una vittoria miracolosa a suo figlio, questo miracolo é causa della costruzione di centinaia di templi ad Aton in Egitto e Medio Oriente, notevole quello di Abu Simbel.
Dominazione sulla Palestina e la Siria, inizio della propagazione della fede in questi regni. Lunga era di pace.

1235-1225 : Merenaton faraone, prosegue l’opera di suo padre.

1225-1200 : declino della XVIII e dinastia, crisi dell’potere tra Atoni II e suo figlio Atonmès.

1200-1193 : Atonnakht prende il potere, XIX dinastia degli Atonmessidi.

1193-1166 : Atonmès II faraone, respinge i popoli del mare, ripristina la dominazione egiziana in Medio Oriente e conquista la Mesopotamia. Costruzione della capitale del Nord : Pi-Atonmès.
Gli staterelli della costa siriana si convertono al culto di Aton per compiacere il faraone. Gli Ebrei adottano Aton come una forma del loro antico dio, sincretismo tra Yahwè e Aton.

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1085 : morte senza eredi di Atonmès XI, Smendès faraone: inizio della XX dinastia.

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945 : Sheshonq faraone libico, inizio della XXI dinastia, che benché straniera adotta i costumi egiziani, però l’impero si chiude e abbandona i possessi di Medio Oriente, eccezion fatta per la Palestina.
Nella XXI dinastia sono compilati i libri sacri di Akhenaton e suoi inni solari, che formano il corpus canonico, detto la “Bibbia” (i Libri).

Nel IX secolo sorge la potenza dei nomarchi ebrei di Palestina Davide e Salomone, i quali governano l’antica sfera di influenza dei faraoni in Siria, e sono sempre i vassalli del faraone, figlio del Aton.
In Egitto il Primo Profeta del Aton, Eliaton (di origine in parte ebrea), propaga la fiducia nella venuta di un Messia (sperando di rivedere un grande faraone come nel passato).

...

664-661 : Psammetico I faraone, inizio della XXVI dinastia, conquista della città greca di Cirene.

610-592 : Nekao faraone, Torna la dominazione sulla Siria, la Palestina e totalmente egizianizzata.

595-589 : Psammetico II.

589-568 : Apriès l’empio, fondazione dell’emporio greco di Naucratis, si costituisce una guardia di mercenari greci pagani. Apriès si comporta come uno tiranno, ne segue la rivolta degli egiziani: battaglia di Momenfi, il generale Atonhotep prende il potere.

568-530 : Atonhotep I il Grande faraone (un altro nome per lo storico Amasis) conquista parte della Persia. In questa ucronia la XXVI dinastia continua fino alla storica conquista di Alessandro Magno).
Atonhotep il Grande conquista la tonalità del medio oriente e della Nubia fino in Etiopia: conquistate anche Babilonia, Assiria, Frigia; Atonhotep il Grande sconfigge il regno di Lidia di Re Creso. I Greci lo chiamano Atonophis della dinastia dei Nekaidi.

530-522 : Psammetico III, il faraone pazzo. Conquista della Persia della debole dinastia Achemenide.

522-486 : Siaton I, primo tentativo contro la Grecia per punizione contro Atene che ha partecipato alla rivolta dei Ioni; battaglia di Maratona.

486-465 : Atonhotep II, secondo tentativo in Grecia, battaglia della Termopili e sconfitta di Salamina.
Debolezza dell’impero dopo questa sconfitta, Atonhotep II é assassinato.

465-424 : Toutankhaton III.

424-423 : Siaton II è ucciso da un suo fratello, guerra civile vinta da un altro fratello:

423-404 : Nekao II. Rivolta dei nomi, perdita della Persia, restaurazione del regno achemenide da parte del nomarca Artaserse Memnone. Le guerre intestine provocano l'inizio del declino dell’impero; inizio della sedizione di molti nomi in Etiopia e Persia.

404-358 : Atonhotep III. Rivolta del principe Psammetico il giovane in Asia Minore, aiutato da mercenari greci comandati dall’Ateniese Senofonte.

358-338 : Toutankhaton IV, riconquista della Persia, massacro della famiglia reale (per sicurezza contro i rivali) ma é rovesciato e ucciso da un colpo di stato in favore di:

338-330 : Siaton III faraone.

332 : Alessandro in Egitto, presa e distruzione di Akhetaton (ma le tombe dei faraoni sono preservate). Il Macedone si proclama faraone e figlio di Zeus-Aton, costruzione della capitale ad Alessandria, conquista della Mesopotamia ma non penetra in Persia (dove il nomarca Dario Codomano si dichiara vassallo e Alessandro è acclto come liberatore).

330 : morte di Siaton III ucciso da suoi seguaci in Nubia, fine dell’impero egiziano multimillenario.

329-323: Alessandro conquista la Nubia, l’Arabia e l’Etiopia, spedizione alle sorgenti del Nilo. Il Macedone si ritira davanti alle foreste del centro dell’Africa e le tribù barbariche del Congo.

323 : morte di Alessandro ad Alessandria, guerra tra i Diadochi (i "successori").

321-285 : Tolomeo I Sôtere si proclama faraone, dinastia Lagide in Egitto, atonismo formale dei greci ma politeismo tradizionale nei fatti. Sottomissione dell’etnia egiziana che sviluppa una mistica messianica di liberazione (attesa dell’unto di Aton). Restauro di Akhetaton, città sacra ma deserta.

285 : Tolomeo II Filadelfo faraone.

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264 : prima guerra punica, inizia l’ascesa di Roma.

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246: Tolomeo III Evergete faraone.

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219 : seconda guerra punica.

...

Tolomeo V il Grande, spedizioni in Africa e Siria, culmine della potenza Lagide; rivolta egiziana, guerriglia nei monti tebani, cosidetta XXVII dinastia di AmyrtaiosToutankhaton V”.

197: Tolomeo V entra in Grecia, guerra contro Roma, battaglia di Cinocefale e sconfitta egiziana.

188 : pace di Apamea, declino lagide.

168 : Roma costringe Tolomeo VII a lasciare le province siriane e mesopotamiche, protettorato romano sull’Egitto.

146 : terza guerra punica.

87 : guerra civile romana tra Silla e Mario, in Egitto nuova rivolta egiziana scatenata dagli zeloti atoniani, cosiddetta XXVIII dinastia di Psammetico IV.

49 : guerra civile tra Cesare e Pompeo.

48 : Pompeo si rifugia ad Alessandria, Cesare incontra Cleopatra VII

41 : incontro tra Antonio e Cleopatra: riforma religiosa, restaurazione dell’politeismo, Antonio nuovo Osiride e Cleopatra nuova Iside. Tutto ciò provoca la rivolta generalizzata dell’Egitto.

31 : battaglia di Azio.

30 : annessione romana dell’Egitto, gli Egiziani accolgono Ottaviano come un liberatore.

27 : Ottaviano diventa Augusto (l'"aumentatore"), si proclama faraone in Egitto sotto il nome di Akhenaton II, capo della chiesa atoniana (senza esserne un credente), si dimostra molto pio; cosiddetta XXIX dinastia giulio-claudia.

0 : Nascita di Gesù in un piccolo villaggio ignoto di Palestina, fuga ad Alessandria dove la famiglia si insedia definitivamente.

14 : Tiberio imperatore e faraone.

30 : inizio della predicazione di Gesù, giovane prete di Aton: compie miracoli ed è accompagnato da seguaci egiziani detti Apostoli.

33 : ad Akhetaton Gesù é arrestato dai preti del grande tempio della città, accusato di volerne essere faraone, condannato a morte e crocifisso sulle montagne ad est di Akhetaton sotto il titolo ironico “Gesù di Alessandria, faraone d’Egitto”. I suoi seguaci trovano la tomba vuota ed affermano che é risorto dai morti, nascita dell’atonismo cristiano (neoatonismo).

64 : prima persecuzione degli atoniani da parte di Nerone, morte dell’apostolo Siaton-Petrus.

66 : rivolta degli egiziani.

69 : Vespasiano imperatore (gli imperatori abbandonano il titolo di faraone).

70 : suo figlio Tito pone fine alla rivolta, presa di Akhetaton e distruzione dell’tempio di Aton, resistenza della fortezza di Timna nel Sinai, suicido collettivo dei difensori.

98 : Traiano imperatore.

115 : nuova rivolta egiziana, cosidetta XXX dinastia di Nectanebo.

132-135 : terza rivolta egiziana, Akhetaton è ribattezzata Antinoa Capitolina (dal nome dell’amante di Adriano, Antinoo, morto durante la rivolta). Adriano decide la diaspora degli egiziani in tutto l’impero e vieta loro di penetrare in Antinoa Capitolina.

193 : Settimio Severo imperatore.

250 : persecuzioni di Decio.

284 : Diocleziano imperatore, gravissime persecuzioni del 303.

306 : Constantino imperatore, editto di Milano, tolleranza per ii Neoatoniani; l'imperatore stesso si converte in punto di morte. Antinoa Capitolina torna ad essere Akhetaton, é costruita la prima basilica del Santo Sepolcro nelle vicinanze della grande piramide di Akhenaton.

379 : Atonodose I imperatore e faraone.

381 : editto di Tessalonica, atonismo religione di stato, fine ultima delle religioni pagane.

 

Nel seguito la storia potrebbe proseguire come nella nostra TL. Qualche proposta:

1) Mohammed sarebbe il profeta di una nuova religione, perché no un sincretismo del culto di Aton e del vecchio mazdeismo iranico; così, con un nuovo culto solare, la conquista araba sarebbe sostituita da una conquista iranica.

2) Carlomagno potrebbe assumere il titolo di faraone d’Occidente, il titolo di faraone si sostituisce a quello d’imperatore con tutte le conseguenze sull'interferenza tra i poteri militari e religiosi.

3) Le teorie di Copernico sulla meccanica eliocentrica sarebbero causa di un eresia dell’atonismo, della la Riforma e delle guerre di religione nel Rinascimento.

4) I luoghi sacri di Akhetaton-Amarna sono: le rovine del Grande Tempio di Aton (distrutto da Alessandro Magno e poi da Tito), il nuovo grande Tempio, il Tempio mazdeista (detto Tempio di Omar), la grande piramide di Akhenaton, la Nuova Valle dei Re (le tombe dei faraoni e degli imperatori romani atoniani), il Santo Sepolcro. Amarna é la città tre volte santa.

5) I primi atoniani assumono il ruolo degli Ebrei, movimento di ritorno in Terra Santa (Egitto) nel XX secolo e nascita di una Repubblica Atoniana d’Egitto. Scontri contro gli Iranici della Repubblica Iranica d’Egitto, e cosi torniamo alla polveriera del Medio Oriente...

6) I nomi di origine ebrea scompaiono, nessun Giovanni, Giuseppe o Giacomo etc. Al loro posto sono diffusi dei nomi egiziani: Ouser, Iset, Bak, Netermose, Sheshonq, Psammetico etc. Sarebbe comico un francese dal nome Iahmès Durand o una Italiana dal nome Hatshepsut Orsini!!

7) I paesi del Nord Europa rimangono a lungo pagani (si vede meno il sole da quelle parti!), sopravivenza (più o meno estesa) della religione nordica che si sviluppa verso un monoteismo di Odino. Si organizzano numerose crociate per la colonizzazione della Scandinavia e della Russia nel Medioevo (potrebbe essere un'idea brillante!)

8) Cosa sarebbe avvenuto durante la scoperta delle Americhe in queste condizioni? Gli Spagnoli atoniani avrebbero incontrato degli Inca servitori del Dio-Sole Inti. Spagnoli e Inca, stesso dio! Si può immaginare un sincretismo Inti-Aton, una nuova religione che avrebbe permesso alla civiltà andina di sopravvivere ( solo vassalla degli Spagnoli). Alla conquista e colonizzazione dell’area sarebbe subentrata una cooperazione!

9)  Champollion invece di scoprire il significato dei geroglifici avrebbe studiato e riscoperto le scritture ebree e mesopotamiche (cadute nell'oblio), ne sarebbe nata l’ebreomania, la passione del pubblico per le scoperte nel Medio-Oriente. Fino all’ultima superproduzione americana : “Re Davide” dove il Re usa la sua magia per distruggere migliaia di nemici ma cade innamorato della principessa nemica : Elena di Troia!

10) La spedizione di Bonaparte in Egitto: con la presa di Akhetaton, Bonaparte si proclama faraone degli Egiziani e degli Iranici mazdeisti, fa restaurare la grande piramide di Akhenaton e si fa chiamare Akhenaton III. Tornato in patria tacerà le sue ambizioni, ma nel 1799 riuscirà a rovesciare la Repubblica e a farsi incoronare faraone di Francia (non importa il regno, l’importante é di essere re!)

11) La conquista spaziale sarebbe più veloce, i fedeli vogliono vivere più vicino al loro Dio, colonie su Mercurio (Kheprê), Venere (Hathor) e Marte (Hamarkhis).

 

Ultime notizie. Nel giugno 2006 vedo un risultato di questo tipo:

Per quanto riguarda l'Impero Inca, dopo la morte del Grande Inca Atahualpa III si ha l'incoronazione del Grande Inca Ollanta I. Viene nominato premier Evo Morales. Nel suo discorso di intronizzazione egli ha dichiarato che l’impero ormai riprende la leadership del continente contro l’imperialismo statunitense. Il presidente Bush non ha fornito alcuna riposta a queste parole.

Terra Santa: Trattato di Amarna (Akhetaton) tra la Repubblica Atoniana Copta (cap. Tebe) e la Repubblica Iranica d’Egitto (cap. Cairo), dopo scontri tra atoniani et mazdeisti è stata decisa l’apertura dei luoghi santi sotto la giurisdizione di un'agenzia internazionale sotto la presidenza del Primo Profeta Neoatoniano Benedetto XVI. Questi decide anche il restauro della grande piramide del faraone-profeta Akhenaton, durante quest'ultimo un gruppo di preti-archeologi potranno esaminare il suo sarcofago.

Stati-Uniti d’America: Il Presidente neoconservatore Tolomeo W. Bush firma la legge che riforma la Pubblica Istruzione (preghiere al Sole nelle scuole, programma di biologia senza darwinismo etc.)

Un gruppo di preti americani riesce a sbarcare sul pianeta Kheprê (Mercurio) e stabilisce il primo tempio atoniano fuori della Terra di fronte al sole, ma tutti i seguaci sviluppano un cancro della pelle.

Costituzione Europea: discussioni accesissime sulla possibilità di una menzione delle radici atoniane e egiziane dell’UE da introdurre alla costituzione.

Archeologia : Scoperta in Palestina, gli archeologi annunciano la scoperta del palazzo dei vice-rè ebrei del X secolo a.C. nel villaggio di Tell Gerusalemme, sotto il tempio di Aton hanno scoperto quello che assomiglia ad un tempio primitivo a una divinità unica. Si tratterebbe di un monoteismo arcaico, forse un prototipo alle riforme di Akhetaton. Il Primo Profeta Benedetto XVI rifiuta la possibilità di legami tra la sua fede e le rovine di “questo villaggio di capre”.

 

Dieci anni dopo questa prima bozza, l'autore ha aggiunto:

Ho aggiornato le mie conoscenze sul periodo di Amarna. Durante gli ultimi dieci anni ci sono stati degli studi veramente interessanti (Lanzmann, Gabolde, Laboury e altri, in gran parte grazie allo studio sistematico dei testi e monumenti già conosciuti ma mai studiati sul serio). Le conoscenze sul periodo e su Akhenaton sono aumentate fino al punto di intravedere una figura dell’Eretico ben lontana dall’immagine abituale. Per farla semplice ci sono due figure: il faraone-profeta, primo monoteista e perciò quasi annunciatore dell’Ebraismo e del Cristianesimo, o dall’atra parte il Tiranno autore delle prime persecuzioni religiose. I due hanno in comune l’idea di un re separato dalle realtà che non avrebbe governato l’Egitto creando una situazione di crisi.

L’Akhenaton degli ultimi studi é un re-sole (simile a Luigi XIV con Amarna al posto di Versailles) molto impegnato nella gestione del suo paese e autore di una rivoluzione religiosa ma sopratutto reale per creare una teocrazia dove il re avrebbe il monopolio del rapporto al divino. Un diplomatico astuto e probabilmente spietato che arriva alla fine di un ciclo e deve gestire una crisi. Ma soprattutto un re morto troppo presto per finire ciò che aveva iniziato, appena 17 anni di regno perché é diventato faraone attorno ai 16 anni (é poco considerando il lungo regno del padre).

Vorrei proporre un’altra versione della mia prima ucronia pubblicata sul regno di Akhenaton, con lo scopo di arrivare a un “successo” della rivoluzione atoniana.

Akhenaton muore probabilmente attorno ai 33 anni per cause sconosciute ma forse di malattia (non é confermata nessun malattia genetica sulla sua probabile mummia): non é strano, la peste all’epoca é diffusa e ne sono state vittime sua madre Tiy, sua moglie Nefertiti (forse) e tre delle sue figlie nei disastrosi anni XII-XVI del suo regno. Akhenaton deve sopravvivere, non ha bisogno di Nefertiti per questo.

Se sopravvive alla malattia può forse contare su una longevità simile al padre di quasi 40 anni di regno. 27 anni di regno in più che cancellerebbero i regni di Neferuaton, Tutankhamon, Ay, Horemheb e Ramesse I. Basterebbe per portare le idee del faraone fino alla loro realizzazione.

Il brutto ricordo di Akhenaton viene dall’epidemia ma anche del pericolo estero. Alla fine del suo regno il regno alleato di Mitanni cade di fronte agli Ittiti, conclusione logica di un fatto in corso da decine di anni. Ma durante il crollo del Mitanni anche la città strategica di Qadesh cade e lascia le terre vassalle dell’Egitto senza difese (Qadesh rimarrà per 50 anni il centro della discordia tra Ittiti e Egiziani). Una spedizione é inviata probabilmente durante l’anno XV o XVI ed é sconfitta dal re di Qadesh. Era la prima sconfitta egiziana nel Levante da generazioni, é bastata a far muovere le linee e a far tremare le fedeltà. I testi dicono che Akhenaton preparava una campagna in grande stile quando é morto.

Se non muore, Akhenaton lancia sua campagna già nell’anno XVIII, una guerra che non poteva fare a meno di condurre di persona sul campo. Gli Ittiti avrebbero allora di fronte a loro la potenza egiziana ancora indomita in terre che controllano poco. Forse si potrebbe prevedere un esito simile a quello della battaglia di Qadesh del nostro Ramesse II con un nulla di fatto e la definizione di un Nuovo Ordine nel Levante con uno statu quo egizio-ittita, con trattato di pace, divisione dei vassalli e neutralizzazione dell’Assiria in crescita. Akhenaton ne uscirebbe con una fama di conquistatore sopratutto se proclama la sua vittoria su tutti in templi di Aton come ha fatto Ramesse II (paragonare i due sembra giusto, c’é molto di Akhenaton in Ramesse II, senza l’innovazione).

Scoppia una crisi sociale nell’Egitto di Akhenaton, la sua rivoluzione ha rovesciato tutta un’economia della ridisitribuzione dove i templi, grandi o piccoli, ridistribuivano grano e beni ai loro dipendenti, che facevano la stessa cosa con i propri dipendenti. La città egiziana era fatta di nuclei sviluppati attorno a tali centri di generosità (templi, palazzi, ville di nobili nelle province, ecc.). Chiudendo i templi di Amon, Akhenaton ha probabilmente preso per sé tesori e terre ridistribuendole ai suoi, una ridistribuzione delle ricchezze ben più ridotta che ha creato malcontenti nel popolo.

Akhenaton vivendo più a lungo avrebbe potuto creare templi di Aton nelle province che avrebbero ricostituito i canali di generosità locali e portato di nuovo la pace nelle province.

Quanto all’opposizione religiosa, la vittoria militare e il controllo ferreo del paese avrebbero dimostrato la forza del re e giustificato la potenza del suo Dio contro gli antichi déi (al contrario della nostra Timeline con la malattia, la sconfitta militare e infine la morte del sovrano).

Aton, essendo un dio della monarchia, non poteva prendere il posto di tutti gli déi e Akhenaton non li ha mai soppressi, anche se ha fatto tutto per farli sparire dallo spazio pubblico e sopratutto della dimensione reale. Ci sono templi locali e offerte a questi déi anche nelle città più vicine ad Akhetaton.

Akhenaton avrebbe instaurato una vera religione monarchica con una trinità costituita da Aton, il re e la regina alla sua testa. I grandi déi nazionali come Amon ma anche Osiride, Ptah, Min e altri sarebbero stato ridotti a piccoli déi locali o emanazioni del vero Dio. Aton sarebbe stato il Dio delle elite ma il popolo avrebbe continuato ad adorare i suoi déi senza persecuzioni, ma anche senza clero potente rivali del clero del re.

Il clero di Aton avrebbe probabilmente fatto la funzione di agenti della potenza reale nelle province, forse i preti avrebbero ricevuto una parte dell’autorità dei governatori ma senza esserne sicuro (ma sarebbe logico).

Dopo la morte di Nefertiti, sua figlia Meritaton diventa Regina (ad interim diciamo, probabilmente senza relazione matrimoniale con il padre). Meritaton era dunque destinata a diventare una potenza nello Stato durante la vecchiaia del padre mentre il fratello Tutankhaton era giovane e fisicamente debole (non é sicuro che sarebbe vissuto abbastanza per regnare). Alla morte di Akhenaton é possibile un tentativo di regno personale da parte di Meritaton sullo stile di Hatshpesut, se non c’é un’altro figlio pronto a regnare o se Tutankhaton, troppo debole fisicamente, deve rafforzare la sua legittimità con la temibile sorella.

Possibile un tentativo di usurpazione sostenuta dai preti di Amon con lo scopo di creare una monarchia attorno a Tebe, ma nelle condizioni già spiegate sarebbe probabilmente l’ultimo chiodo al sarcofago. Al massimo un usurpatore (Horemheb?) può mantenersi per qualche anno nel Sud ma sarebbe infine sconfitto dai lealisti.

Veniamo allo sviluppo a lungo termine della religione atoniana. Marc Gabolde nel suo ultimo libro dice che l’Atonismo, se avesse vinto, avrebbe probabilmente prodotto un Talete di Mileto piuttosto che un Mosé. Vuol dire che Aton é unicamente il disco solare, la sua definizione é il corpo celeste stesso, non c’é una mitologia atoniana, non c’é una personificazione, studiare Aton voleva dire studiare l’astro e i suoi effetti sulla natura, c’era una base nell’ideologia oatoniana che portava all’osservazione della natura e alla ricerca di un ordine divino voluto dal Dio Sole.

Il più grande problema dell’Atonismo era l’assenza di visione dell’aldilà, mentre l’Egitto era famoso per questo. L’atonismo avrebbe senza dubbi approfondito questo problema al più tardi con la morte di Akhenaton e del suo successore. La mummificazione sarebbe rimasta ma forse con un metodo diverso (usando una essicazione dei corpi con il sole?). Come l’atonismo stesso, la risposta sull’aldilà sarebbe probabilmente troppo intellettuale per il popolo e l’Egitto avrebbe conosciuto una situazione con due tradizioni e due religioni simile a ciò che è avvenuto in altri paesi (la Cina o il Giappone, per esempio).

C'è ancora da dire qualcosa su Meritaton (Neferuaton?). Secondo gli esperti di questa epoca e degli Ittiti, è probabile che "l'affare Zananza" sarebbe da datare immediatamente dopo la morte di Akhenaton piuttosto che dopo la morte di Tutankhamon, come si credeva finora.

L'affare Zananza vede una regina egiziana chiedere al re degli Ittiti di inviare un suo figlio in Egitto, lo avrebbe sposato per farne il re d'Egitto. Il principe ittita, Zananza, sarebbe stato inviato e poi ucciso, abbiamo a nostra disposizione il racconto del re ittita che spiega quanto poco si era fidato di questa richiesta, inviando ambasciatori in Egitto per verificare l'assenza di un'altro erede del re, e abbiamo ancora la descrizione della sua disperazione e della sua rabbia dopo la morte del principe, accusando i vili egiziani di averlo ucciso. Da un punto di vista interessante, la morte del principe sarebbe stata un'infamia sufficiente per infiammare gli Ittiti e giustificare i 50 anni o quasi di guerre fino a Ramesse II (non solo un'ambizione espansionista). Però un altro erede del faraone c'era! Era Tutankhamon!

Tutanhkamon alla morte del padre doveva avere attorno ai 6 anni, troppo giovane e debole per regnare. Al suo posto sale sul trono Neferuaton e Smenkharê talvolta identificati come una sola persona. Neferuaton sarebbe stata la regina Meritaton, figlia di Akhenaton, tredicenne, scelta dalla corte e dai fedeli atonisti del faraone (tra i quali probabilmente Ay), per mantenere le riforme di Akhenaton e difendersi contro una probabile reazione politeista. Dovevano trovare uno sposo alla regina: essendo Tutankhamon troppo giovane e non avendo nessuna garanzia nella nobiltà egiziana, avrebbero scelto uno straniero (forse più facile da convertire all'atonismo di un Egiziano).

Possibile che sia stato anche un metodo per fermare l'avanzata ittita: se non potevano fermarli davanti alla crisi interna di successione, dovevano sposarli (anche forse con l'idea di non arrivare fino al matrimonio, ma di guadagnare qualche mese). Zananza inviato in Egitto non è probabilmente arrivato fino al Nilo, è stato ucciso prima. Ma secondo questa teoria sarebbe stato proclamato lo stesso re sotto il nome di Smenkharê senza mai essere incoronato o regnato, e ciò spiegherebbe l'aspetto fantomatico di questo re. Meritaton sarebbe stata proclamata faraone come la sua antenata Hatshepsut e avrebbe regnato due o tre anni prima di morire. Meritaton avrebbe conservato i nomi di regno incisi per Smenkharê sia per fare dimenticare l'episodio sia per assicurare una continuità (ciò spiegherebbe perché i due sono difficilmente distinguibili). L'opinione comune crede che quest'episodio sia legato dopo la morte di Tutankhamon alla regina Ankhsenamon, sorella di Meritaton, autore della richiesta.

Si possono immaginare dunque:

1 - Un regno atonista di Meritaton e Smenkharê-Zananza e la pace con gli Ittiti, o
2 - Il regno da sola della faraona atonista Meritaton (che avrebbe sposato Tutankhaton giunto alla maggiore età) e una guerra contro gli Hatti per vendicare Zananza (o Meritaton invia i colpevoli alla corte degli Ittiti per essere puniti da Suppiluliuma I stesso).

Insomma, l’Egitto atoniano sarebbe stata una teocrazia fondata sulla divinità del re, su una XVIII Dinastia ancora al potere per anni, dove la religione serve da strumento di potenza dello Stato e dove una casta di pretii-sapienti avrebbe a poco a poco fatto nascere le scienze non per nasconderle dietro il mistero, ma per esporle alla luce di Aton.

Cosa ne pensate? Se avete altre idee, scrivetemi a questo indirizzo!

Perché No?

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Diamo a questo punto la parola al grande Bhrghowidhon:

L'ucronia è un capolavoro. L’unico particolare che lascerei in disparte – tanto non mi sembra indispensabile per l’ucronia – è l’identificazione di Za-an-na-an-za-(aš/an) con Smenḫ-ko’-Rî‘e (provo a vocalizzarlo così), perché dopo l’intervento di Kate Phizackerley del 2010 mi pare praticamente certo che questi sia la mummia KV55 di Till ’al-‘Amārnah, quindi figlio di Amen-ḥŏtpe IV / 3ḫ-n-Jtn (’Aḫ-en-Atōn). Ovviamente, per conservare Za-an-na-an-za-(aš/an) bisogna che la t3-ḥm.t-nsw [ta’-ḥemet-nesū] = Daḫamunzu (che a questo punto dobbiamo identificare con Nŏfret-ey.te anziché Mr.jt Jtn = Mer.et-Atōn) rimanga vedova di 3ḫ-n-Jtn (’Aḫ-en-Atōn) nello stesso momento della Storia vera, no?

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Perchè No? gli risponde:

L'albero genealogico é difficile da ricostruire e rimarrà probabilmente incerto per sempre. Personalmente direi che l'identificazione della mummia di KV55 con Akhenaton é leggermente più probabile che per Smenkharê. Gli autori che ho utilizzato ritengono cosi solo perché non c'é mai stato nessun prova di un secondo figlio di Akhenaton. Abbiamo rappresentazioni del giovane Tutankhaton (ancora bambino) e delle sue sorelle. L'Atonismo aveva portato la vita privata del faraone al rango di cerimonia pubblica permanente (un po' come l'Etiquette di Louis XIV). Se Smenkharê é figlio di Akhenaton dovrebbe essere primogenito per succedere prima del fratello, potrebbe essere scelto perché più vecchio anche se nato da una concubina, ma non c'é niente per confermarlo.

Al contrario, il secondo funerale di Akhenaton nella Valle dei Re é ormai ritenuto molto probabile, con Tutankhamon alla testa del cerimoniale (é uno dei più importanti riti di successione nell'Egitto faraonico). Poi Smenkharê é talmente fantomatico che si può difficilmente pensare che abbia regnato davvero, forse solo proclamato prima di morire?

La maggioranza si accorda ormai per dire che Nefertiti é gia deceduta alla morte di Akhenaton, probabilmente attorno all'anno XV-XVI, per cause sconosciute, ma sparisce delle rappresentazioni a profitto della figlia primogenita. E la storia di Zannanza,anche se straordinaria, é confermata da fonti egiziane e ittite, potrebbe corrispondere a molti vuoti della successione di Akhenaton.

Sulla storia di Zannanza parliamo probabilmente di un breve periodo corto di qualche mese, forse un anno, dopo la morte di Akhenaton. Tutankhaton non é presente in questo momento mentre dovrebbe essere l'erede legittimo, non sappiamo dov'era finito ma re Suppiluliuma aveva dubbi sull'esistenza di un figlio del faraone capace di rivendicare il trono e aveva inviato una missione diplomatica per esserne sicuro (tutto contenuto nella storia di Suppiluliuma scritta dal figlio). In questo periodo (in parte contenuto nei 70 giorni di lutto dopo la morte del re) si può solo immaginare che la regina sia rimasta l'unica persona a rappresentare la legittimità della dinastia e dello Stato, lei é la fazione al potere (era allora tredicenne, non governava da sola). Possiamo solo immaginare le lotte di potere all'interno dalla corte tra lealisti atonisti e reazionnari politeisti. Forse la richiesta a Suppiluliuma si spiega nel quadro di queste lotte (la regina chiede all'Ittita uno sposo e re perché non c'é un figlio del re e non vuole sposare un inferiore). In breve l'immagine un po' defilata di Meri(t)aton sembra essere stata più importante di quanto credevamo: sarebbe lei il faraone Nefereferuaton. Ma sono sempre delle idee senza prove definitive.

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Riprende la parola Bhrghowidhon:

Questa è la ricostruzione di Gabolde e Laboury (che si basa su Gabolde), però Fizackerley non solo è successiva, ma si basa sull’esame genetico di Hawass et al. 2010 (correggendone non i dati, ma la loro interpretazione – quella che identifica KV55 con ’Aḫ-en-Atōn – e questo lo può constatare ciascuno di noi): d’accordo che Nŏfret-ey.te non viene più menzionata, ma la spiegazione che ciò sia perché ha cambiato titolo è molto meno costosa che lasciare inesplicata la contraddizione genetica implicita nell’identificazione di KV21A con ˁnḫ=s n-p3-Jtn (‘Anḫ-es-en-pa’-Atōn) / ˁnḫ=s n Jmn (‘Anḫ-es-en-Amōn), che deve avere la coppia di alleli (6, 13), e di KV55 (che ha la coppia 15, 15) con ’Aḫ-en-Atōn (che dovrebbe avere una coppia con almeno un allele 6 o 13), biologicamente impossibile. Con questi dati, meglio aderire alla ricostruzione di Belmonte 2012 e identificare Nfr-nfrw-Jtn (Nŏfre-Nŏfrew-Atōn) con Nŏfret-ey.te (visto che, fra l’altro, già si chiamava così, Nfr nfrw Jtn Nfr.t jy.tj /Nŏfre-Nŏfrew-Atōn Nŏfret-ey.te/).

Se così non fosse, Ḫattušazitiš sarebbe un incapace e la (tredicenne?) Daḫamunzu / tꜣ-ḥm.t-nsw /ta’-ḥemet-nesū/ una grande ipocrita; perché poi avrebbe dovuto scrivere che non ha un figlio, se ce l’aveva? Invece asserito da Nŏfret-ey.te sarebbe vero: Tūt-‘anḫ-Atōn non era sua figlio e dunque non era l’Erede («non sappiamo dov'era finito» non è una grande soluzione, no?). Comunque, come detto, ci possiamo attenere ai semplici titoli (anche Za-an-na-an-za-aš/an lo è, è la resa di sꜣ-n-nsw ± /sa’-en-nesū/ “Figlio del Re” come Daḫamunzu di tꜣ-ḥm.t-nsw /ta’-ḥemet-nesū/ “Vedova del Re”), li chiamiamo Daḫamunzu e Za-an-na-an-za-aš/an a prescindere dal fatto che li vogliamo identificare con Nŏfret-ey.te o Mr.jt Jtn /Mer.et-Atōn/ e rispettivamente con Smenḫ-ko’-Rî‘e o no; tanto, l’interessante viene dopo.

Da notare che KUB XXVI 25 r. 8-9 attribuisce proprio al Dio del Sole (DINGIR UTU) la morte di Šu-up-pí-lu-li-yu-ma-aš e del figlio, per la violazione del Trattato con l’Egitto; questa è una forte conferma (sia pure indiretta) che con la Coppia Da-ḫa-mu-un-zu-uš – Za-an-na-an-za-aš/an l’Atōnismo si sarebbe imposto definitivamente. Come nell’ucronia su Ḏḥŏwte-mŏsej.sū (Thutmose) V, anche in questa Piyaššili / Šarri-Kušuḫ (fratello maggiore di Za-an-na-an-za-aš/an) e Mattiwaza (fratello di Tadu-ḫepat) si spartirebbero ugualmente la Secondogenitura costituita dal Regno di Mitanni (probabilmente in questo caso risottomettendo anche l’Assiria) e, alla morte di Arnuwandaš II, Za-an-na-an-za-aš/an unirebbe personalmente l’Egitto e l’Impero Eteo (la tavoletta KBo 28.51, probabilmente la lettera della Da-ḫa-mu-un-zu-uš a Šu-up-pí-lu-li-yu-ma-aš, reca espressamente «un solo paese» [ro. 6'], l’espressione riferita all’esito di un matrimonio interdinastico, grazie al quale due paese diventavano un’entità sola; Sergio Pernigotti [«L'Egitto di Ramesse II tra guerra e pace» (Testi del Vicino Oriente antico), Brescia, Paideia] 2010: 14 sottolinea che «accogliere sul trono un principe straniero voleva dire abdicare alla sovranità del paese a favore di una potenza straniera e a una potenza straniera non da poco»); più tardi che nella Storia reale, Muršili II gli succederebbe sia come Gran Re degli Ittiti sia come Faraone e forse sarebbe proprio lui a conquistare la Babilonia cassitica, unificando l’Impero più grande fino ad allora (e maggiore di quello storicamente successivo degli Assiri).

P.S. le vocalizzazioni dipendono dalle Scuole; per chi preferisce i nomi nella loro forma classica:
Nŏfret-ey.te = «Nefertiti»;
’Aḫ-en-Atōn = «Akhenaton»;
‘Anḫ-es-en-pa’-Atōn / ‘Anḫ-es-en-Amōn = «Ankhesenpaton / Akhesenamun»;
Ḏḥŏwte-mŏsej.sū = «Thutmose»;
Mer.et-Atōn = «Meritaton»;
Nŏfre-Nŏfrew-Atōn = «Neferneferuaton»;
Smenḫ-ko’-Rî‘e = «Smenkhkare»;
Tūt-‘anḫ-Atōn = «Tutankhaton»;
Za-an-na-an-za-aš/an, Da-ḫa-mu-un-zu-uš e Šu-up-pí-lu-li-yu-ma-aš credo che si capiscano bene già così.

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Anche Federico Sangalli avanza la sua proposta:

Queste discussioni mi hanno riportato alla mente un mio vecchio PoD. Il 15 aprile 1457 a.C. si svolse la Battaglia di Megiddo, vicino all'omonima città nella Palestina settentrionale, circa 30 chilometri a sud-est di Haifa. A scontrarsi furono l'esercito egiziano guidato dal Faraone Tutmosi III e una coalizione di città-stato cananee, israelite e siriache guidata dal Re di Qadesh. Nei fatti si trattò di un altro sviluppo della guerra per procura in atto da anni tra l'Egitto e i Mitanni, scatenato dalla rivolta del sovrano di Qadesh all'annuncio della fine della reggenza di Hatshepsut su giovane Tutmosi. Durante la marcia di avvicinamento l'esercito egiziano giunse fino a Yehehm, da cui esistevano tre strade per arrivare a Megiddo, ove l'esercito avversario si era raccolto: la strade settentrionale e meridionale, passanti rispettivamente per Tel Yokneam e Taanach, erano più sicure ma più lunghe mentre quella intermedia, attraverso Aruna, era più diretta ma più rischiosa. I soldati infatti avrebbero dovuto uno stretto canyon in fila indiana e, se il nemico avesse chiuso l'uscita del canyon, sarebbero stati in trappola. I generali consigliarono a Tutmosi di prendere la via più semplice ma il giovane sovrano, immaginando che anche i nemici avrebbero pensato lo stesso, ignorò le obiezioni e scelse la strada più rischiosa. Aveva ragione. Dopo aver guidato personalmente la fanteria nell'attraversamento dell'angusto passo montano, Tutmosi giunse nella valle di Megiddo, scoprendo che l'esercito nemico si era disposto per coprire le vie più sicure ma non quella per Aruna: colti di sorpresa, i cananei furono sconfitti e costretti a chiudersi in Megiddo. Quando la città capitolò al termine del suo assedio, l'intero esercito coalizzato fu virtualmente distrutto. La sconfitta, insieme a quella analoga subita nel 609 AC, fece entrare Megiddo nell'immaginario ebraico come sinonimo di "battaglia decisiva" e "battaglia disastrosa", da cui il termine Armageddon (traslitterazione greca di Megiddo).

Tutmosi III divenne uno dei più grandi comandanti militari dell'Antico Egitto, lanciandosi in una serie di campagne espansionistiche che portarono l'Egitto al suo apice: alla sua morte questo governava infatti la Nubia, la Palestina, la Fenicia, la Siria e riceveva tributi da Cipro. I Mitanni entrarono in declino, fino ad essere invasi e saccheggiati di sorpresa dallo stesso Tutmosi III. L'incapacità di contenere l'ascesa degli Ittiti spinse infine Mitanni ad allearsi con il loro vecchio nemico. Ma quando fu chiaro che un'intesa con gli Ittiti avrebbe garantito meglio la stabilità delle frontiere settentrionali, l'Egitto abbandonò i Mitanni, che, caduti nel pieno delle lotte dinastiche interne, vennero invasi e ridotti ad uno stato satellite dell'Impero Ittita. Al declino di questo, gli Assiri annessero definitivamente l'ormai piccolo regno mesopotamico.

Ma se il Re di Qadesh avesse intuito la mossa di Tutmosi III o se una spia cananea lo avesse avvertito? L'esercito egiziano è colto in un'imboscata e completamente distrutto, lo stesso Tutmosi III muore alla testa delle sue truppe. Megiddo o forse Aruna diventa sinonimo di "straordinaria vittoria, trionfo completo". L'Egitto perde di colpo tutta la sua influenza sul Vicina Oriente e solo poche città levantine gli rimangono fedeli, come Byblos. La morte prematura di Tutmosi III, che passerà alla Storia come un giovane inesperto e incapace che ignorò il consiglio dei suoi saggi generali portando il paese al disastro, porta sul trono suo figlio Amenemhat, ma quando questi morirà senza figli che accadrà? In questa TL Tutmosi muore prima della regina Satiah, quindi non si risposa con la non nobile Merytre, dalla quale non ha il suo effettivo successore Amenhotep II. I Mitanni diventando la nuova potenza del Levante e forse potrebbero negoziare un'alleanza con l'Egitto su un piano più paritario e contenere gli Ittiti e magari gli Assiri. La Nubia non dovrebbe abbandonare Napata per Meroe e non collasserebbe dopo sotto gli attacchi etiopi. L'ultima volta mi ero arenato sulla mia scarsa dimestichezza con le vicende interne egizie: con la Diciottesima Dinastia precocemente estinta entro il 1444 AC, chi potrebbe rimpiazzarli? Sembra che la sorella di Tutmosi potesse essere ancora viva e così la Regina Satiah. Potrebbe una delle due essere sposata da un ambizioso generale o uomo di corte e inaugurare una nuova dinastia? E se sì chi potrebbe essere costui? Vale la pena discutere anche la possibilità di un'intesa straniera: se in HL l'Egitto andò molto vicino all'unione con gli Ittiti con la vicenda del Principe Zannanza non è impossibile immaginare che in periodo di crisi l'Egitto finisca per offrirsi in dote a un principe mitannico, suggellando così l'alleanza anti-Ittita.

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E ora, la grande ucronia di feder:

Ankhesenesili (La sua vita è di Hattusa)

dedicata a Perchè No?

« Mio marito è morto, un figlio io non ho.
Ma a te, dicono, sono molti figli.
Se tu mi dessi un figlio dei tuoi,
egli mi prenderebbe in moglie. »

Dopo che il più famoso fra i faraoni, Tutankhamen, morì senza lasciare figli, la sua vedova mandò lettere al re degli Ittiti, Suppiluliuma, chiedendogli se avesse un qualunque figlio disponibile per un matrimonio e un'unione politica. Il figlio maggiore del re dunque, Zannanza, fu scelto per quest'onore e si mise in viaggio per l'Egitto, ma venne ucciso alla frontiera tra i due Paesi. Se fosse sopravvissuto al viaggio, sarebbe certamente diventato Faraone. E allora...

1324 a.C.: il principe Zannanza giunge alla corte di Menfi, dove consuma il suo matrimonio con la vedova di Tutankhamen e assume il nome egizio di Amenhotep V. Il disprezzo del clero per quest'attacco alle usanze è tale che nelle cronache non è stato tramandato il nome di questa donna. Subito la fazione tradizionalista del Paese secede e si costituisce in regno indipendente nel sud; a capo di questa ribellione viene messo Ay, consigliere di primo piano dei tre precedenti sovrani e che ora corona finalmente il suo sogno nascosto di diventare sovrano. È la guerra, contro Tebe.

1322 a.C.: Suppiluliuma muore, Arnuwanda II, fratello di Zannanza, gli usurpa il trono. Il nuovo Faraone lo sconfigge con l'uso dell'astuzia; essendo più gracile e debole di lui fisicamente, proclama di volerglisi sottomettere evitando spargimenti di sangue e gli invia alcuni schiavi in tributo. Arnuwanda II accetta, fidandosi di un suo consanguineo, ma gli schiavi sono stati scelti volutamente perché appestati; così la gran città di Hattusa viene conquistata senza nemmeno un lancio di aste.

1321 a.C.: Mursili II, figlio di Arnuwanda II, accetta di governare il paese degli Hittiti per conto dello zio. Amenhotep V, però, ha la premura di farsi inviare la corona custodita in gran sfarzo ad Hattusa; senza l'oggetto sacro a disposizione, egli sa che nessun altro pretendente potrà opporsi al suo potere.

1319 a.C.: evidentemente i sapienti volti dell'Enneade sono rivolti lontano dall'Egitto, poiché, nonostante le incessanti preghiere dei preti di Tebe, Amenhotep V schiaccia il regno del sud grazie ad un esercito prestatogli dal padre, uccidendo, tra le altre cose, Ay in battaglia. Fine della XVIII dinastia.

1317 a.C.: Enlil-nirari succede a suo padre come nuovo re di Assiria e rafforza le difese contro Hattusa, avendo ben intuito le velleità espansionistiche del Faraone.

1312 a.C.: Mursili II, che effettivamente coltiva sogni di gloria, si lancia in una campagna contro le città di Azza e Hayasi, nell'odierna Armenia. Egli ha però sottovalutato lo spirito guerriero di quelle genti, antenati degli odierni armeni, e rimedia solo batoste.

1307 a.C.: Adad-nirari I è re di Assiria. Fa frustare centinaia di servi poiché reputa che le difese contro l'unione degli imperi d'Egitto e Hattusa siano troppo scarne. Non sa di stare solamente peggiorando la sua situazione.

1306 a.C.: Pandione II, figlio del leggendario re di Atene Cecrope, è costretto in esilio poiché il suo trono è insidiato dallo zio, Metione. Allora egli si reca in Egitto, dove il Faraone Amenhotep V gli dà sua figlia in moglie e gli attribuisce un esercito cananeo per la riconquista della sua polis (i figli dell'Egitto spettano al Nilo). Pandione vince e accetta di pagare omaggio a Menfi.

1295 a.C.: Mursili II muore di dissenteria nel pieno dell'Armenia e il faraone può finalmente prendere possesso diretto dei domini che gli spettavano già di diritto da decenni, più le conquiste di Mursili II, ch'egli espande costringendo un tributo fin sulle genti del Caucaso. Fa costruire un grande tempio presso Karnak per commemorare l'evento: con secoli di anticipo sui greci, archetipi di matrice indoeuropea penetrano nella terra delle Piramidi e permeano l'Enneade. Sincretismo ittito-egiziano. Introduzione in Egitto delle armi di ferro, che permetteranno di costruire un impero immenso.

1294 a.C.: il faraone, indispettito da uno sconfinamento, invia il suo esercito a punire Adad-nirari I. Inizio delle guerre assire.

1292 a.C.: morte di Amenhotep V, che viene inumato in una struttura poco distante da Karnak, nuova valle dei re della dinastia ittita. Gli succede il figlio di madre ittita Ramesse I, ma il clero sobilla numerose rivolte che il nuovo faraone fatica a spegnere.

1290 a.C.: assassinio di Ramesse I, soffocato fra le sue lenzuola di lino da mandanti ignoti. Sembra giunta la fine per l'unione degli imperi, giacché tutti i membri della XIX dinastia sono scacciati dall'Egitto dall'insurrezione nazionalista e devono rifugiarsi a Hattusa, ma sorge fulgida la stella di Seti, figlio del precedente sovrano, che si assicura il supporto della nobiltà ittita sposando una delle numerose figlie di Mursili II e guadagna così un potente esercito. La secessione rientra.

1286 a.C.: terrorizzati e facilitati dagli ultimi scampoli della ribellione (il re ha allentato i controlli alla frontiere), una spedizione di mercanti fenici, fedeli sudditi del Faraone, si spinge a sud del Mar Rosso, percorrendo la leggendaria rotta del Punt: fondazione di Cartagine, dal punico Qart Hadasht (Città Nuova), nell'odierna Somalia. La colonia, presto resasi indipendentemente e legata al Faraone da vincoli d'onore puramente formali, si configurava chiaramente come l'egemone del commercio al di fuori dell'Egitto vero e proprio: terminale necessario per l'arrivo di stagno e lapislazzuli fin dalla lontana India, avorio, oro e pelli dall'Africa, nonché incenso e mirra dall'Arabia, era anche un centro primario per la creazione di armi e armature in bronzo da rivendere ai popoli neri dell'entroterra, facendo enormi affari. Era l'alba di una città che sarebbe cresciuta in un impero multietnico espanso al di là e al di qua dello Stretto delle Lacrime.

1282 a.C.: il vecchio Pandione II muore dopo 25 anni di regno. Suo zio Metione, purtroppo, gli sopravvive, e il copione si ripete, giacché l'Attica viene conquistata da un'alleanza di aristocratici ostili alla politica di amicizia verso l'Egitto. Seti rinnova l'aiuto alla stirpe di Cecrope, ma sottilmente affida un singolo esercito ad ognuno dei quattro figli di Pandione, in modo tale che ciascuno si ritagli un proprio regno, senza essere abbastanza forte per rivendicare la totalità dell'eredità paterna. Così ad Atene si installa Egeo, mentre Niso diviene re di Megara, Licio di Eubea e Pallade dell'Attica meridionale. A Seti va il dominio sulla quasi totalità dei commerci del Mediterraneo, coronato dalla fondazione di un emporio nella penisola calcidica, il più lontano dei figli del Nilo, per il commercio con la Tracia, il più numeroso dei popoli dopo quello indiano.

1280 a.C.: la Torah è messa per iscritto dalle tribù di Israele, cui Seti I, conoscendone l'estrema conflittualità, ha concesso l'autonomia nell'entroterra, mantenendo l'esclusiva delle ben più importanti città costiere. A capo dei Giudei Seti invia il cortigiano Mosè, uomo di sua fiducia e di madre ebrea, che assume la guida del popolo d'Israele e ne redige le leggi, assicurandone la sottomissione al Faraone nella forma di un regno indipendente.

1279 a.C.: Seti I si spegne nel bel mezzo di un'ispezione alle sue truppe; egli non ha mai preso stabile dimora, onde evitare di favorire nelle dispute il paese del Nilo o quello di Hattusa. Sul letto di morte, gli è giunta notizia che una delle sue città, Wilusa, è stata messa a sacco da una coalizione achea, alla quale i suoi vassalli attei chiaramente non partecipano. La spedizione punitiva è comandata da suo figlio Ramesse, che l'anno seguente spazza via le flotte greche e sbarca minaccioso presso Micene, pretendendo la restituzione del tesoro saccheggiato a Wilusa. Agamennone, vanax (signore) della polis, rifiuta, ma sua moglie Clitemnestra, spaventata, lo tradisce, uccidendolo nel sonno con una scure. Le porte di Micene sono così aperte ai nemici, che sciamano all'interno facendo strage di achei. Starà all'eroe Oreste, figlio di Agamennone, vendicare l'onta subita e rivendicare l'onore perduto; diventerà, in buona sostanza, il capo della resistenza nazionale greca contro l'invasore orientale.

1274 a.C.: battaglia di Qadesh, ricordata come la più grande battaglia di carri dell'antichità (12.000 schierati complessivamente da parte di Ramesse II, metà da parte ittita, l'altra da parte egiziana) e combattuta contro un'incursione di Adad-nirari I, cui è giunta notizia delle vittorie imperiali nell'estremo occidente e tenta il colpo gobbo. Di fronte a un tale schieramento di forze, l'incauto sovrano non può resistere e capitola. È il faraone stesso a imporre la corona sul capo del nuovo re d'Assiria, Salmanassar I, in qualità di suo vassallo.

1268 a.C.: attorno a questa data si datano le prime attestazioni dei regni di Saba e Axum, costituiti da città mercantili in strettissimi rapporti commerciali con Cartagine. I sovrani di questi popoli inoltrano ambascerie al Faraone per essere riconosciuti nella loro qualità regale; le parole dei diplomatici sono riportate nei papiri, cosicché anche noi possiamo leggerne: "In onore della divina coppia di Amun e Arinna, Signori dei Troni delle Due Terre di Hattusa e d'Egitto, ascoltateci: vieni, vieni in pace, nostro padre, il Potente, sei nei nostri cuori, re Ramesse. Noi ti accoglieremo in pace nel Punt (assurto per quest'epoca a termine generico per indicare l'Oriente): guideremo i tuoi soldati per terra e per mare, su spiagge misteriose, che si congiungono con i porti dell'incenso... I tuoi soldati prenderanno tanto incenso quanto vorrai. Lo caricheranno nelle tue navi con il cuore soddisfatto, insieme a tutti i migliori frutti della Terra, e lo porteranno in dono a te, nostro signore."

1263 a.C.: Ramesse II normalizza le relazioni diplomatiche con i re di Kush e Kerma, prima ancora tese, accettando finalmente di prendere una delle loro figlie a testa in moglie. Essendo poveri in denaro e risorse naturali, i Paesi pagheranno pegno nella forma delle loro armate; un corpo scelto di truppe africane diventa la guardia scelta del faraone e la Nubia è integrata al sistema imperiale.

1250 a.C.: secondo la leggenda, intorno a questa data l'eroe Oreste fa cingere Micene di nuove mura, per resistere ad un eventuale attacco egiziano. Qui è ricavata dalla roccia la famosa Porta del Leone.

1249 a.C.: muore Oreste, che è giunto a farsi incoronare re di Grecia, e le sue pretese egemoniche muoiono con lui. Negli ultimi anni ha dimostrato segni di pazzia: riempiendo una singola nave di suoi scherani e spedendola in in Colchide, a nord delle frontiere imperiali, ha creduto di poter cogliere di sorpresa il suo rivale di sempre, Ramesse II, e conquistargli il regno senza smuovere un dito. Invece gli Argonauti (così si chiamano i marinai della nave Argo) ne approfittano per mettere un altra volta a sacco Wilusa, da loro chiamata Ilio o Troia. Definitiva decadenza dell'insediamento, che verrà riscoperto solo secoli dopo da Heinrich Schliemann.

1245 a.C.: una spedizione ateniese fonda Siracusa, emporio più occidentale dell'impero.

1240 a.C.: i signori di Creta e Cipro, allo scopo di evitare incursioni per mare, stringono alleanza con Menfi, accettando l'insediamento di coloni egiziani e fenici sul proprio territorio. Il Mediterraneo diventa un lago di proprietà del Faraone.

1230 a.C.: battaglia di Nihriya, punto culminante delle guerre assire; l'indomito popolo delle montagne conosce l'ultima rivolta anti-egiziana, sotto lo scettro del capopolo Sulmanu-asared, la cui armata raccogliticcia è spazzata via. L'ultimo atto del faraone guerriero Ramesse II, allora, è ordinare la distruzione di Assur, di cui non resta pietra su pietra; la loro polvere viene portata a Menfi, dove è riposta in urna nel monumento funebre del Faraone, onde assicurargli la servitù di quella città ribelle perfino dopo la morte. Tutta la Mesopotamia entra a far parte dell'impero, giacché i signori caldei di Babilonia sono atterriti dal potere dimostrato dal Faraone.

1221 a.C.: il principe Merneptah sconfigge un'incursione persiana, ma l'esercito da lui mandato per incendiare le oasi del deserto e sgominare una volta per tutte la minaccia iranica è disperso da una tempesta di sabbia e non verrà mai più ritrovato. In ogni caso egli si installa in Elam quale governatore per conto di suo padre; non passa molto tempo prima che riceva una visita di mercanti cartaginesi, ormai capaci di doppiare la penisola araba. È installato un lucroso commercio con l'India.

1213 a.C.: ancora una volta il re di Atene, Teseo, è spodestato da un principe rivale, tale Menesteo, il quale ha raccolto il supporto dei diarchi Castore e Polluce di Sparta, che vogliono reclamare la mano di loro sorella Elena dall'ateniese. Quest'ultimo, com'era prevedibile, è costretto alla fuga in Egitto dalla mole degli eserciti nemici e chiede aiuto a Ramesse II. Il faraone però è stufo di concedere aiuti a questa stirpe incompetente, perciò uccide di sua mano Teseo e guida la sua armata nell'Ellade. Come c'era da aspettarsi, Menesteo, assediato in Atene, si suicida per timore del ritorno di fiamma egiziano; Castore e Polluce sono battuti e, schiavizzati, vengono mandati a morire oltre la quarta cataratta del Nilo, nella Nubia selvaggia. Quanto a Elena, ella diventa un'altra moglie del faraone, che le attribuisce il compito di governare in sua vece il Peloponneso e l'Attica appena conquistate, guadagnandosi con il suo mitico fascino (è proprio il caso di dirlo!) la fedeltà dei greci. Iscrizioni ritrovate nello strato sottostante all'oracolo di Delfi testimoniano questo evento: "Ho mandato i miei figli in Attica, ai grandi uomini di rame che stanno là. Le loro stesse navi li hanno riportati schiavi, e altri sono stati deportati nelle montagne come asini. Lì mi hanno mostrato le loro miniere di rame e sono poi state costretti a scavare per me, raccogliendo preziosi che sono stati caricati per decine di migliaia sulle navi in partenza per l'Egitto. Sono arrivate in salvezza e state conservate con cura. Non si era mai sentito un evento del genere dai tempi di qualunque altro re: gloria a Ramesse, signore dell'Ellade!"

1212 a.C.: morte del faraone Ramesse il Grande; in vita, egli ha spinto i confini dell'Egitto in ogni dove, assicurando al magnifico tempio di Abu Simbel, da lui costruito, tributi dai quattro angoli del mondo. Egli è stato talmente longevo che gli è sopravvissuto un solo figlio, il valoroso principe Merneptah, che cinge la duplice corona.

1206 a.C.: la magnifica epoca di pace inaugurata dall'ascesa al trono egiziano di Zannanza, figlio del re di Hattusa, conosce una brusca fine. Gli annali di Menfi, riportano intorno a questo periodo l'invasione di una genìa di attaccanti di cui tutt'oggi non sappiamo quasi nulla, i quali prendono d'assalto il duplice impero. Elena d'Egitto, così come è conosciuta dalla storiografia greca, cade in mano al nemico e si uccide pur di non tradire la memoria del glorioso Ramesse II. L'atto eroico però condanna a morte le speranze di resistenza di Menfi, giacché Merenptah non sa nulla della sorte della sua vassalla, causa comunicazioni interrotte: i Popoli del Mare penetrano così indisturbati in Anatolia e segnano la fine di Hattusa, che tingono di rosso per il sangue stillato. Merenptah tenta di opporsi, grazie ai carri da guerra che hanno garantito tante volte a suo padre, ma gli avversari riescono a neutralizzarli, portando la guerra sulle montagne e così il vasto impero costruito in tre generazioni crolla di schianto nel breve volgere di un singolo scontro; l'Anatolia piomba nel caos, di cui subito approfittano i greci, che vi fondano svariate colonie, l'Assiria riguadagna la sua indipendenza e si qualifica nuova superpotenza mondiale, mentre l'antica perla dell'impero, l'Egitto, è insidiato dai Filistei, uno dei più possenti fra i popoli invasori, e inizia un lungo periodo di declino da cui mai si riprenderà.

Molti si interrogheranno sulle cause della repentina caduta del primo vero impero della storia, secoli prima di quello persiano. Ebbene, la reale motivazione è da ricercarsi, con tutta probabilità, nell'estrema potenza della combinazione dei regni di Hattusa e d'Egitto: l'unione delle due corone, infatti, dava la possibilità al Faraone di spostare come desiderava la popolazione da un cantone all'altro dell'impero, permettendo di sfogare la tensione demografica, sempre crescente, di zone come il ricco delta del Nilo. La colonizzazione delle zone più interne dell'Anatolia, oltre i confini su cui i precedenti sovrani di Hattusa esercitavano un controllo solo che nominale, da iniziale vantaggio si era mutata in catastrofe finale, sicché il maggiore e più facile accesso a legno e cavalli aveva portato gli eserciti del Faraone ad un uso molto più largo di carri da guerra, veri e propri spazzatori dei campi di battaglia nel mondo antico, motivo per cui l'esercito schierato da Ramesse II aveva una fanteria molto ridotta e, sotto Merenptah, era complessivamente incapace di opporsi ad una minaccia aliena quale quella portata dai Popoli del Mare.

Che resta dunque di questo racconto, riportato su uno dei papiri proveniente dalla terra delle Piramidi e ad oggi conservato in un'ala dimenticata del British Museum di Londra, tanto che potrebbe benissimo esser leggenda?
Niente, se non il secolo d'oro dell'Egitto; niente, se non la singolare esperienza succeduta a un curioso ucronista francese, il quale, per il suo sempre rinnovato amore le culture straniere, ritrovò casualmente fra le sabbie del tempo questa storia, che oggi io vi riporto integralmente, nel corso di uno dei suoi viaggi. Grazie, misterioso viandante di una terra e di un tempo lontani.

feder

Nota dell'Autore: Qui sopra vedete alcune possibili derive alla lunga dal presupposto PoD.
Il mio solito pallino fisso, l'Africa entra prima nella storia del mondo, anche se come provincia dell'impero lagide (= greco-egiziano) e ha il suo primo vero Stato indipendente (e potente) in Cartagine, che, senza alcun rivale, estende i suoi commerci fino alla Cina.
Siracusa assume il ruolo geopolitico della nostra Cartagine, con la differenza che mentre quest'ultima aveva un ordinamento repubblicano, i sicelioti sono costretti sotto la corona della dinastia agatoclea; sono in procinto di scoppiare le guerre sicule fra Roma e la Sicilia.
Dal momento che non è concepibile rompere l'unione di Hattusa ed Egitto (i due sono concepiti come un solo paese), dopo la sconfitta degli antigonidi l'Anatolia va a Tolomeo; guerre infinite coi Seleucidi per il possesso della Mesopotamia.
I seleucidi, che non si possono permettere la perdita della Persia, stanziano i Parti nel bassopiano della Volga e del Don; effetto non voluto è l'ellenizzazione dell'Iran, che verrà così facilmente assorbito da Roma.
Ma... è tanto scontata la vittoria dell'Urbe? A vedere la cartina, ne abbiamo di contendenti potenti in gioco... E chiunque rimarrà in piedi alla fine, dovrà affrontare la minaccia delle tribù bantu dell'Africa profonda, piuttosto che quelle della Germania (senza Cartagine, Roma non ha necessità di conquistare la Spagna, né di colonizzare la Gallia per fare da collegamento).

Che dire? Grazie, Perchè No?.

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