di Simone
15 ottobre 1972, Milan-Atalanta 4-3... e cambiò la storia del calcio italiano!!!

Cosa cambia se una squadra invece di perdere 5-0 perde 4-1 oppure 4-0? Non cambia un bel nulla, oggi, in campionato, visto che la differenza reti non é più considerata in caso di punteggio alla pari finale con altre squadre per decidere le sorti di una retrocessione... oggi, noi moderni, facciamo una gara di spareggio. Ma nel lontano 1973 la differenza-reti contava, eccome, per decidere le sorti di chi doveva ruzzolare in B.
E l'Atalanta si scavò la fossa proprio alla terza giornata di campionato, il 15/10/1972 a San Siro, quando venne sepolta di reti da un Milan scatenato, con Chiarugi, Rivera e company in incredibile giornata di grazia. Milan-Atalanta 9-3, e partita entrata nella storia, perché mai in 82 anni di campionato a girone unico in una singola partita si sono segnati 12 gol.
Dopo la disfatta di San Siro, l'Atalanta un poco si riprese e condusse un campionato abbastanza regolare , specie nella fase centrale, ma l'inopinata sconfitta casalinga all'ultima gara (su autorete!!) in casa col LR Vicenza il 20 maggio 1973 inchiodò i nerazzurri bergamaschi a 24 punti in terzultima posizione, assieme a Roma, Lanerossi Vicenza, Sampdoria.
E, fatta la differenza-reti, il terrificante 9-3 subito a San Siro condannò l'Atalanta alla B. Salvezza per Samp, Roma, Vicenza.
Ma se quel pomeriggio d'ottobre a Milano i rossoneri nel secondo tempo, paghi del 4-1 dopo la prima frazione di gioco avessero tirato i remi in barca? Può un singolo risultato influire non solo su una stagione ma su molti anni di storia del calcio?
Io dico di sì... e ve lo dimostrerò con la mia ucronia. Buona lettura, e fatemi sapere che ne pensate.
POD: il 15 ottobre 1972 nel secondo tempo il Milan, soddisfatto del 4-1 dopo i primi 45', decide di vivere di rendita e riprende la gara distratto e svogliato.
E infatti si assiste a una ripresa fiacca, col Milan che fa pura accademia, che concede spazi e terreno agli atalantini i quali segnano ben 2 reti, limitando il passivo a un onorevole 4-3.
Negli spogliatoi il "paron" Nereo Rocco é lapidario con la stampa: "Il Milan? Mi é piaciuto solo nel primo tempo. Ripresa disastrosa, inguardabile, il solito vizio del calcio italiano di adagiarsi sugli allori".
Per tutta la stagione 72-73 i risultati sono come nella nostra timeline, così la classifica, ma l'Atalanta arriva a maggio con 16 gol fatti e 28 subiti (16-33 nella nostra timeline), il Lanerossi Vicenza con 15-31, Roma e Sampdoria con una migliore situazione. Risultato, l'Atalanta si salva e in B ci vanno i biancorossi di Vicenza.
In estate il club bergamasco fa ben pochi ritocchi, se ne vanno il portiere Pianta (autore di molte gare incerte) e Musiello, Sacco e Vernacchia arrivano tra i pali Cipollini, poi in attacco Bonci e Gattelli ma il colpo grosso del presidente Bortolotti é l'arrivo dello stopper Vavassori (nostra timeline, Napoli) e di un altro giovane di nome Franco Causio dalla Juve (scambio con Musiello).
Il campionato 1973-74 vede anche Heriberto Herrera al posto di Giulio Corsini.
É un campionato non felicissimo per i nerazzurri, privi di Causio per un infortunio-4 mesi-e con Bonci non al meglio della forma, mal supportato da Divina e Carelli.
Dopo metà campionato gli orobici sono penultimi a 10 punti davanti solo al Genoa.
La musica non cambia neppure nel girone di ritorno, e neppure l'esonero di Herrera alla 18. ma giornata, sostituito da Oronzo Pugliese (negli anni 60-70 specializzato in "imprese", chiamato anche il "mago di Turi") riesce a raddrizzare le cose.
A maggio 1974 é serie B, 21 punti-5 vittorie, 11 pareggi, 14 sconfitte, 19 gol fatti e 37 subiti.
La piazza la prende un poco male e Bortolotti nell'ultima partita casalinga persa per 3-1 é subissato di fischi.
Tuttavia, nell'estate 1974 la dirigenza , facendo la politica dell'inserimento di giovani dal vivaio in rosa e facendo prestiti vantaggiosi con altre squadre, soprattutto grazie a un accordo con la Juve-che spedisce a maturare in B alcuni talenti in erba come un certo CABRINI , mette le basi di quello che diventerà un ciclo straordinario.
Serie B 1974-75:in panchina Bortolotti ha preso un certo GIUSEPPE MARCHIORO, tecnico giovane e ambizioso autore di un moderno calcio d'attacco e velocità.
Partita maluccio (5 partite, 1 vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte) l'Atalanta inizia piano piano a marciare a pieni giri.
Dopo il passo falso a Pescara (Pescara-Atalanta 2-1) alla 12. ma giornata, i nerazzurri iniziano a macinare gol e gioco. 2-0 all'Avellino, 4-1 a domicilio a Taranto, 3-0 al Catanzaro...
24 punti all'andata e 25 al ritorno, seconda piazza a 49 punti e serie A insieme a Verona e Perugia.
A Bergamo e provincia i tifosi fanno una bella festa... nessuno infatti, presagisce il futuro...
Marchioro resta in panchina, Bonci se ne va sostiutito da un giovane e promettente RENATO CURI, arriva Mastropasqua dalla Juve in cambio di Vavassori, ormai maturato a buon punto. Cabrini resta, arrivano anche Chinellato e dal Cesena il "vecchio " Frustalupi . Cipollini se ne va, sostituito da Ernesto Galli. Vanno pure Carelli, Dalle Donne e Divina.
La serie A 1975-76 ha una mina vagante:si chiama ATALANTA.
Sbanca Torino per 1-0, punisce il Milan 2-1, impone lo 0-0 all'Inter, umilia la Roma 4-0, ridicolizza il Torino in trasferta per 2-0, soffre e rimonta contro la Lazio per un 3-3 pirotecnico finale, Curi é in forma strepitosa, realizza ben 15 centri e debutta a maggio 76 in Nazionale al Torneo del Bicentenario, segnando una doppietta agli inglesi.
Purtroppo nelle ultime 5 gare 3 sono sconfitte e l'Atalanta si gioca l'Europa, ma il settimo posto é festeggiato da tutto l'ambiente. Curi é venduto a peso d'oro al
Milan (ma il cuore non segue le ucronie e morirà comunque il 30 ott. 1977 ) e Cabrini, con una vicenda che appassionerà l'estate dei calciofili si rifiuta di ritornare alla Juve
L'Atalanta cederà alla vecchia signora alcuni pezzi del vivaio. Causio se ne va, ma col denaro fresco la società acquista un pezzo grosso:é RIVERA, in rotta clamorosa col Milan già da due anni.
Arriva poi uno sconosciuto PAOLO ROSSI dal Como.
Campionato 1976-77:l'Atalanta é una squadra di ogni rispetto, l'esperienza di Rivera, gli schemi di Marchioro, Frustalupi e Cabrini bandiere in difesa, l'attacco devastante di Rossi che a Bergamo esplode, danno vita a un incredibile duello con la Juve lanciata verso lo scudetto.
Quasi tutti sono attoniti, l'Atalanta é lassù al comando e lo sarà per ben 11 giornate su 30 e per altre 12 "ex aequo " con la Juve!!
Sarà un passo falso contro la Fiorentina (1-2 in casa) sfruttato dalla Juve cinicamente (2-0 al Verona) a far prendere la via del titolo a Torino.
Juve campione ma Atalanta seconda a un punto, Torino terzo.
L'ultima di campionato al Comunale di Bergamo sono in 40. 000, una bolgia, inutile la vittoria 1-0 col retrocesso Catanzaro, ma la festa si scatena con Bortolotti in lacrime osannato dai tifosi.
Festa per tutta notte, rovinata purtroppo dai soliti "Ultras" per lo più politicizzati (siamo nel 77!) e in combutta con vari "collettivi" universitari e studenteschi.
Bergamo vive una drammatica e angosciante notte di guerriglia urbana con incendi e sassaiole, attacchi a sedi della DC, del PCI, molotov contro concessionarie FIAT, vandalismi in zona universitaria, dozzine di auto rovesciate, bus messi di traverso in strada per impedire le cariche della "Celere" che deve chiedere numerosi rinforzi da città vicine, essendo il caos ingestibile, quasi una guerra.
Si odono pure numerosi colpi di P38 (ferito un carabiniere, prognosi di 35 giorni) e viene lanciato un ordigno rudimentale contro la CISL.
La guerriglia urbana (violentissima, 6 ore di scontri, 98 fermi di PS, 20 agenti e carabinieri feriti, numerosi contusi e feriti tra i dimostranti, la città bassa invasa dal fumo dei lacrimogeni, danni ingentissimi) non impedisce, comunque, alla stampa e agli addetti ai lavori di riempire d'elogi l'Atalanta.
Già in estate si staccano negli uffici societari qualcosa come 31. 887 abbonamenti e il Comune fa eseguire lavori a tempo record portando , con ponteggi prefabbricati, la capienza da 40 a 45 mila posti. E infatti a fine agosto vi é un nuovo "supplemento" di abbonamenti, che salgono a ben 35.093.
Cabrini e Rossi non si toccano, Rivera se ne ritorna al Milan in cambio di Tosetto e Buriani dal Monza, se ne va pure parte del centrocampo ma i sostituti ne sono degni. Spicca sugli arrivi un certo MAROCCHINO dalla Cremonese.
Campionato 1977-78: Marchioro, intoccabile, disegna la squadra alla perfezione.
Esce subito dalla Coppa UEFA (eliminata dai sovietici della Dinamo Tbilisi, sconfitta per 2-0 a Tbilisi e squallido 0-0 a Bergamo) ma si concentra tutto sul campionato.
Terzo a metà torno, la svolta é nella stanchezza che colpisce la Juve a primavera, complici gli impegni europei
Lo scontro diretto a Bergamo é vinto da una prodezza di Tosetto, ci si salva contro l'Inter al
90' (1-1) e poi via in discesa, fino al 7 maggio.
Si deve vincere contro la Roma, ed é vittoria all'Olimpico per 2-1. Di Rossi il gol su rigore al 74', il gol che regala a Bergamo, incredibilmente lo SCUDETTO 1977-78!!!
In una Bergamo militarizzata-sia per il caso Moro, sia per il ricordo dei disordini di domenica 22 maggio 1977-da oltre 3500 uomini della Celere e 1000 Carabinieri, si festeggia lo scudetto. Tutta una provincia fa baldoria e stavolta non ci sono incidenti di rilievo, a parte qualche tiro di sassi da parte di teppisti, subito neutralizzati. La festa é salva e per una notte una provincia non pensa ad Aldo Moro, che sarà trovato cadavere 48 ore dopo.
Nuove cordate di imprenditori locali entrano nelle quote societarie:denaro fresco utile, utilissimo, per un mondo che come Moloch brucia quattrini in forma sacrificale.
Le casse societarie sono in salute, gli abbonamenti salgono alla quota incredibile di 38. 116 (capienza stadio, 45000).
A luglio Marchioro se ne va al TORINO, che a sua volta gira a Bergamo l'allenatore RADICE.
Rossi e Cabrini fanno un patto:l asciare l'Atalanta solo in caso di vittoria nella Coppa Campioni 1978-79.
Lasciano Ernesto Galli (per l'Inter), Frustalupi che se ne va in B, Pirola per il Pescara, Marocchino per la Juventus sostituito dal validissimo BRIO.
Anche Scirea lascia, ma viene acquistato dal Perugia l'ottimo VANNINI.
In porta arriva BORDON. Ai mondiali argentini, nel giugno 78, l'Atalanta avrà nella rosa della Nazionale Cabrini, Rossi, Scirea (lascerà il club a luglio) e tra le riserve Marocchino, Galli, Tavola.
Campionato 78-79:si parte ad Ascoli con ben 6000 atalantini al seguito, ed é vittoria per 1-0.
Quindici giorni prima, a GLASGOW, il debutto europeo nella Coppa Campioni (oggi Champions League) finisce con un nulla di fatto, 0-0.
Il ritorno a Bergamo é un match incredibile:segnano i blues scozzesi con Mc Donald al 12', raddoppiano con Russell al 25'. Al 43'l'arbitro, il maltese Bonnet, espelle Parlane per un rude fallo su Mastropasqua e al 45'Buriani accorcia le distanze.
Al 69'é Cabrini a pareggiare e al 79'Tavola realizza un dubbio rigore che quasi scatena una rissa in campo. Anche Forsyth andrà in anticipo negli spogliatoi, Rangers in 9 e sconfitto 3-2.
Il pragmatico Radice capisce subito che la squadra rischia di logorarsi sul doppio fronte campionato-Europa e d'accordo coi giocatori e la dirigenza fa una scelta:arrivare il più lontano possibile in Coppa, far parlare l'Europa dei neroazzurri bergamaschi.
In campionato ci si prefigge almeno il quarto, quinto posto.
E infatti in campionato l'Atalanta non si spreca:vince risicata 1-0 contro Avellino e Bologna, due 0-0 contro Inter e Lazio, perde 3-1 contro la Fiorentina.
In Europa, arrivano gli ottavi contro i tedeschi-orientali della Dynamo Dresden, andata a Dresda e sconfitta per 1-0.
Il ritorno a Bergamo, davanti a 44000 spettatori, é un agile 2-0 per i nerazzurri, che segnano con Mastropasqua e Tosetto.
L'infortunio di Buriani a dicembre contro il Torino é una brutta tegola, seguito dalla squalifica di Cabrini per 5 giornate per un gestaccio contro l'arbitro nel match malamente perso a Vicenza per 2-0.
Arrivano gli ottavi di finale e l'avversario sono gli svedesi del Malmoe, squadra in netta ascesa.
A Bergamo é un pari per 1-1. Il risultato non cambia a Malmoe, altro 1-1 e "thrilling" ai supplementari quando Rossi calcia in rete e il portiere svedese blocca appena dopo la linea, un gol fatto che l'arbitro, l'ungherese Palotai, non vede.
Si va ai rigori, un mix di emozioni e sbagli da ambo le parti, con Bordon in serata di grazia che neutralizza con una parata spettacolare quello che avrebbe dovuto essere il tiro decisivo svedese.
Rossi va poi sulla sfera e segna. Atalanta in semifinale.
Bergamo, inutile dirlo, impazzisce. E perdona le brutte sconfitte contro Juve (4-0) e Napoli (3-1).
La semifinale é contro il PSV Eindhoven.
A Bergamo é vittoria risicata per 2-1, gara risolta negli ultimi 10 minuti da una prodezza di Buriani.
In Olanda le coronarie dei tifosi nerazzurri rischiano pesante, con 90' di assedio puro e due traverse... ma lo 0-0 non si sblocca!!! É finalissima, stampa e addetti ai lavori sono increduli.
Il tempo di chiudere il campionato all'ottavo posto e il 26 maggio 1979 a Monaco di Baviera vanno ben 16000 atalantini, un esodo mai visto di voli Charter e pullman, supportati da molti tifosi neutrali immigrati italiani di Monaco.
Si va contro gli inglesi del Nottingham Forest.
Prima della gara, vi sono alcuni episodi di violenza tra italiani e inglesi, e un atalantino finisce accoltellato e vedrà la gara in ospedale.
A Monaco é l'apoteosi, con un 2-0 :Cabrini al 23' e Tosetto al 66'.
L'Europa, attonita ma anche ammirata, assiste alla premiazione di quella che fino a 5 anni prima era una provinciale che pensava solo a evitare la B, e altalenava tra A e B.
Adesso sono i signori del calcio europeo. Pochi giorni e sul club orobico piovono offerte da nababbi per Cabrini e Rossi, i quali avendo mantenuto la promessa, si sentono liberi da vincoli.
L'Atalanta é allo zenit nel giugno 1979... ma il sole, ben presto, inizierà a calare.
Nonostante le proteste dei tifosi, Cabrini se ne va, alla Juve.
Idem Rossi, allettato da una offerta del Milan campione d'Italia del presidente Colombo, che spende una follia: 1.230.000.000 di lire.
E a luglio '79 vi é un giallo, per una mai chiarita aggressione notturna vicino alla casa di Bortolotti. Si parla di spari e di un tentato sequestro, ad agosto il presidente lascia la città per una vacanza all'estero-si dice che il forte flusso di denaro verso la società abbia provocato le mire ingorde dell'anonima sequestri.
Bortolotti inizia a diventare diffidente, lascia molto potere al "pool" di imprenditori soci nel pacchetto azionario, tra cui molti sono nuovi ricchi e tycoon della finanza, le spese iniziano a lievitare, si spende una pazzia per Giordano della Lazio e per Furino della Juventus, pagato una barca di soldi.
Anche Manueli se ne va, sostituito dal giocatore dell'Udinese Vriz, un acquisto che si rivelerà sbagliato.
Nel campionato 1979-80 si punta sullo scudetto, ritenendo tutti impossibile un bis di Coppa.
In Coppa Campioni - qualificati in quanto detentori del trofeo - si passa comunque il primo turno, contro gli jugoslavi dell'Hajduk (vittoria per 2-1 a Spalato, pareggio per 0-0 a Bergamo).
In campionato Furino si infortuna seriamente contro il Napoli (fuori causa per 3 mesi) però anche gli ottavi di Coppa si passano, eliminando i rumeni dell'Arges Pitesti (doppia vittoria, 2-0 a Bergamo e 1-0 in Romania).
In campionato si é terzi, dietro Milan e Inter.
Bruno Giordano però coinvolgerà la squadra nel pasticcio del calcioscommesse del marzo 1980, in particolare la Giustizia Sportiva indaga sulla gara Lazio-Atalanta 2-3 del 13 gennaio 1980.
Saranno coinvolti anche Mastropasqua e Marchetti, per la gara Atalanta-Avellino 0-2 del dicembre 79.
Giordano finirà in manette nel marzo 1980 e squalificato a fine aprile.
La mannaia dei giudici sportivi colpirà altri 6 giocatori nerazzurri, per un totale di 5 partite sospette. E in Europa, si va fuori, eliminati dagli spagnoli del Real Madrid ai quarti.
Priva di Giordano, Marchetti e Mastropasqua, la squadra molla la lotta scudetto, se la deve vedere con la contestazione dei tifosi, lo spogliatoio si rompe, il presidente non sa che pesci pigliare, e decide di non prendere le difese degli indagati, il tifo stesso si interroga smarrito sugli eventi, si spacca in innocentisti e colpevolisti.
Finisce la stagione al settimo posto, la squadra, ma in luglio le sentenze della Commissione d'Appello Federale si dividono tra la penalizzazione e la retrocessione.
Solo in virtù dei meriti sportivi del 1979, si decide di farla restare in A ma con 7 punti di penalizzazione. I migliori giocatori capiscono che un ciclo é finito, se ne vanno.
La riapertura delle frontiere porta un bidone in casa nerazzurra, é il brasiliano Luis Silvio (nella nostra TL va alla Pistoiese).
E per questo bidone, fortemente voluto dal capo degli osservatori atalantini, la dirigenza si spacca e litiga, e tre soci escono dalle quote azionarie.
Campionato 1980-81 disastroso, si arriva ovviamente ultimi.
LA serie B 1981-. 82 é anonima, si arriva dodicesimi , idem nel 1982-83 e nel 1983-84 diciottesimi, é la C1.
Si risale in B l'anno dopo , 1985, e solo col lavoro certosino di rifondazione della squadra, nel 1988 si ritorna in A.
Ma non sarà più l'Atalanta dei miracoli, bensì una rispettabile provinciale, con prestazioni degne di nota, qualche qualificazione in UEFA, nulla di più, un poco in A e un poco in B.
E anche oggi é B, ma al secondo posto... sognando sempre quei lontani fasti di Monaco del 1979, un sole troppo presto salito allo zenit e troppo presto andato a ponente.
Ma il calcio é come la vita, forse é una metafora della vita stessa, e anche nel reale troppo spesso gli uomini salgono le vette per cadere rovinosamente, vuoi per eccesso di sicurezza, vuoi per mancanza di realismo e umiltà.
E allora, nelle cadute, sarà dolce e amaro il sapore di lontani ricordi.
Così é la vita, così é la sua metafora ludica:il gioco del calcio.
Quella lontana domenica d'ottobre, una domenica" di sole fresco e luminoso", quei giorni di mezza stagione col cielo azzurro intenso, "il cielo di Lombardia, così bello così in pace" di manzoniana memoria, quel cielo che solo la mia Lombardia sa regalare nelle sue giornate serene e luminoso e che ti ripaga di un inverno di grigiore, é andata in scena a San Siro la partita dei record, 12 gol.
IO quel giorno non c'ero, anzi ero ancora ben lontano dal nascere - sarebbero passati altri 7 anni circa - eppure mi sarebbe piaciuto essere sulle gradinate a vedere quello spettacolo.
Forse qualcuno di voi c'era. Mi auguro che abbia goduto quell'incredibile 9-3.... e mi auguro che abbia gradito la mia ucronia... anche se ho "ridotto" lo score finale a un modesto 4-3.
Saluti cordiali a tutti, da Cremona.
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Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.