Sul suo impero non tramonta mai il sole!


Ecco a voi due ucronie dedicate a quel grande personaggio che fu Carlo V. Nella prima, di Jeck86, egli vuole condurre una nuova crociata; nella seconda, di Demofilo, riunisce tutta l'Europa sotto il suo scettro.

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POD: Carlo V non cresce nelle fiandre ma in Spagna. Durante la sua giovinezza il suo idolo non sarà Carlo Magno ma il Cid. Invece di aspirare alla corona imperiale vuole condurre una nuova crociata.

Nel 1522, invece di farsi eleggere imperatore del Sacro Romano Impero, arma un esercito di lanzichenecchi che dall'Austria scendono in Ungheria, all'epoca sotto il dominio ottomano.

Per finanziare la guerra, Carlo, si è fatto prestare molto denaro dai Banchieri Fugger.

Carlo V non ha fatto nulla per essere eletto Imperatore ed il titolo è stato dato a Francesco I di Francia.

L'esercito Ottomano si scontra con l'esercito avversario in Transilvania e lo mette in rotta.

I giannizzeri partono verso nord all'inseguimento dell'esercito Austriaco. Ma l'esercito austriaco non è comandato da Carlo ma dal Generale Georg von Frundsberg.

Carlo, in tutto questo tempo, era in Spagna ad armare una flotta. Prende gli ottomani in contropiede ed invade la Palestina.

Le truppe ausiliarie ottomane sono facilmente sconfitte e Carlo dilaga in Terrasanta.

I giannozzeri, che erano arrivati ad assediare Vienna, lasciano un piccolo presidio sul posto e si dirigono ad incontrare il sovrano asburgico in Palestina.

Nel frattempo Carlo, grazie alla fedele fanteria spagnola, si è impssessato di tutto il medio oriente.

Gli ottomani arrivano a Gerusalemme, l'esercito spagnolo si rifugia dietro le mura che proprio il sultano Solimano aveva fatto ricostruire.

I giannizzeri pongono l'assedio. Ma proprio quando la città sta per arrendersi giunge la notizia: "Istanbul è stata conquistata dal nemico".

Carlo infatti, saputo che l'esercito ottomano arrivava in oriente, si era imbarcato con un piccolo contingente, era partito per Costantinopoli, spacciandosi per mercante europeo era entrato in città con un pugno di uomini e l'aveva conquistata in una sola notte.

Solimano, (detto, nella nostra timeline il Magnifico), sultano turco si era, nel frattempo mosso con i giannizzeri da Vienna a Costantinopoli.

Ivi si era fermato per reclutare nuove truppe lasciando che fosse il suo vizir a comandare l'esercito regolare in oriente.

Con la conquista della Città è preso prigioniero e firma la pace. A Carlo va tutta la parte europea dell'impero Ottomano. Il sultano è rilasciato in cambio di tutti i soldati spagnoli rimasti in Terrasanta.

La guerra contro il Turco è stata una scommessa azzardata, ma una scommessa che Carlo ha vinto ed in meno di 2 anni perchè il precedente sultano, Selim I, era morto proprio nel 1520 e Solimano non aveva ancora il pieno controllo del suo impero.

Greci ed ungheresi lo salutano come un liberatore. Carlo si fa incoronare Basileus di Bisanzio dal patriarca di Costantinopoli. Ai mussulmani è consentito professare la loro fede a patto di pagare una piccola tassa.

Solimano viene ammazzato in una congiura di palazzo e con lui i suoi discendenti. Il nuovo sultano è l'ammiraglio Khayr al-Din detto Barbarossa.

Il Papa, Giulio de' Medici, è furente con Carlo. Lo accusa di aver utilizzato la Terra Santa come moneta di scambio per ottenere l'eretica Bisanzio. Inoltre non sopporta che Carlo V sia stato incoronato dal patriarca di Costantinopoli. Lo scomunica accusandolo di eresia.

In realtà le cause sono altre:il Papa teme una supremazia asburgica in Europa, dall'altro lato non vuole formare una lega con i francesi per paura che la supremazia in Europa sia la loro.

Il sovrano asburgico manda a dire al papa che le guerre che intende combattere non sono finite. Si tratta, nelle idee di Carlo, di una velata minaccia come a dire: Stai zitto, sennò ti tocca il sacco di Roma.

Ma Giulio de' Medici non brilla per intelligenza e Carlo V non si sa spiegare. Il papa capisce fischi per fiaschi. Pensa che Carlo voglia dare inizio ad una serie di nuove crociate antiturche.

Come ai tempi delle crociate manda in tutta Europa i suoi migliori oratori per predicare una nuova crociata. Stavolta gli inviati di Roma non vendono più indulgenze ma galvanizzano la gente in un nuovo spirito di crociata. Si tratta di una mossa azzardata perchè, Lutero ha pubblicato le sue tesi. Uno degli inviati pontifici viene scannato nella pubblica piazza da cavalieri luterani fanatici. Una folla inferocita si riversa allora contro i luterani ed hanno così inizio, in Germania, le guerre di religione.

I cattolici di Germania pensano che la crociata sia rivolta contro i Luterani. Carlo V pensa: Che se ne occupi Francesco I!

Per inciso, l'unico sovrano che risponde alla chiamata di una nuova crociata è il re di Polonia Sigismondo I Jagellone che strappa ai Turchi le rive settentrionali del mar nero. 

Frattanto il re di Francia interviene in Germania dalla parte dei Cattolici ma, oltre che un pessimo sovrano, è anche un pessimo generale.

Carlo V impiega questo tempo per fortificare e riorganizzare il suo impero mantenendovi una stabile pace religiosa.

Papa Leone X de' Medici non accetta alcuna mediazione con i Luterani. Nel 1523 Leone X muore (2 anni dopo rispetto alla nostra timeline): è stato un Papa disastroso, dopo aver scatenato in Europa il male delle guerre di religione con la storia delle indulgenze non ha fatto nulla per risolvere la situazione.

Nello stesso anno, un fanatico luterano uccide il re Francesco I di Francia. Carlo V propone un concilio di cattolici, luterani e ortodossi che si tenga a Trento per vedere di risolvere la situazione.

Il concilio avrà anche il compito di eleggere un nuovo papa che possa compiacere tutte e tre le Chiese.

Il concilio di Trento dura 18 anni, vi partecipano alcuni Protestanti come Lutero e Melantone, alcuni umanisti come Erasmo da rotterdam, tutti i cardinali cattolici e tutti i patriarchi ortodossi.

1° fase:ciascuna setta espone le proprie opinioni.
2°fase:si formano le fazioni
3°fase:tutti contro tutti
4°fase: due fazioni in gioco. Conciliati contro scismatici:da un lato vi sono coloro che vogliono superare i conflitti e ritrovare l'unità delle chiese anche a prezzo di qualche cambiamento nel dogma ufficiale, dall'altra vi sono Luterani intolleranti, controriformisti cattolici e patriarchi isolazionisti.

Il partito trasversale dei concilianti alla fine riesce a conquistare il 51% dei voti accordandosi su alcuni punti teologici: libero arbitrio, natura puramente simbolica dell'eucarestia, negazione di transustanziazione e consustanziazione, possibilità di celebrare la messa in latino, possibilità di celebrare la messa in lingue diverse dal latino, inutilità delle diatribe sulla natura e sostanza del Cristo, le indulgenze sono simonia, tutte le diocesi sono da considerarsi di pari importanza, il Papa è primus inter pares tra gli altri vescovi e solo perchè è stato eletto democraticamente da tutti i cardinali, streghe ed eretici non devono essere bruciati ma spediti in esilio nelle terre pagane così che facciano lo stesso lavoro di Wulfila il Goto.

La maggioranza conciliante sceglie come papa Erasmo da Rotterdam (che nella nostra timeline fu insegnante privato di Carlo V durante la sua infanzia e che, in questa ucronia, morirà ultracentenario).

Adriaan Florenszoon Boeyens, che fu un altro precettore di Carlo V, è nominato segretario di stato vaticano (nella nostra timeline fu papa col nome di Adriano VI; durante il suo pontificato attaccò la corruzione della curia e, casualmente, morì dopo un solo anno di pontificato. In questa timaline non viene eletto papa e campa fino a 100 anni).

All'uscita dal conclave, Carlo V, fa scannare coloro che non hanno accettato la mediazione. Le teste più calde e gli ideologi della guerra religiosa sono stati così eliminati, ma la guerra è appena iniziata.

In questi anni la riforma ha perso la sua natura religiosa diventando una questione politica. Ne hanno approfittato i principi luterani per secolarizzare i beni della chiesa e per emanciparsi dall'imperatore.

Alberto di Hohenzollern, gran maestro dei cavalieri teutonici, tenta di secolarizzare l'ordine convertendosi alla religione protestante e viene assassinato dai suoi stessi luogotenenti che, di seguito, intervengono in Germania dalla parte dei Concilianti. 

I principi concilianti formano una lega, nominano una dieta ed eleggono come imperatore di Germania Carlo V il quale esita a mettersi a capo dei loro eserciti.

I luterani costituiscono una loro lega anticattolica, detta di Smalcalda, ideano una propria dieta imperiale ed eleggono, come proprio imperatore, Federico il Savio di Sassonia ex favorito del papa Leone X nella corsa al trono imperiale(certo che leone aveva proprio fiuto per gli amici!).

Federico il Savio era stato colui che aveva protetto Lutero per utilizzarlo come scaletta verso il potere imperiale (Nella nostra timeline, nonostante tutto, rimase un cattolico). La Francia non si schiera ne contro i luterani ne con Carlo V. Il primo atto del nuovo re, Francesco II (che nella nostra timeline morì giovanissimo), è cacciare dal suo paese tutti gli ugonotti francesi. Egli si considera tutti colpevoli dell'omicidio del padre ma non va oltre questo.

Nel 1542 l'impero Ottomano si è definitivamente ripreso dallo scacco ricevuto dall'imperatore Carlo V. Al potere adesso c'è l'ammiraglio Barbarossa che ha fatto costruire una flotta enorme, impegnata per lo più in spedizioni piratesche in tutto il mediterraneo ma, è anche riuscito a strappare ai cavalieri Ospitalieri l'isola di Rodi.

I cavalieri vagano per il Mediterraneo senza un quartier generale. Carlo, che si sente un nuovo crociato, dona loro l'isola di Malta ed essi lo ripagheranno diventando una spina nel fianco dei pirati turchi.

Nell'anno successivo Carlo V vince la grande battaglia navale di Lepanto in cui la coalizione composta da Impero Spagnolo, Repubblica di Venezia, Stato Pontificio, Repubblica di Genova, Ducato di Savoia e cavalieri di Malta spazza via la grande flotta ottomana. L'imperatore Khayr muore in battaglia all'età di 76 anni.

Carlo avrebbe voluto incontrarlo vivo, purtroppo può solo fare un solenne funerale al defunto imperatore pirata.

La lega cattolica perde una battaglia dopo l'altra ed i luterani stanno per conquistare il predominio nell'impero mentre la riforma si espande a macchia d'olio in Inghilterra e Scandinavia.

Finalmente Carlo V si decide ad intervenire in Germania con tutto il suo esercito che comprende lanzichenecchi, fanti spagnoli, Cavalieri nobili di Germania e Ungheria ed un numeroso contingente ricavato da una leva in Grecia.

La lega luterana è spezzata di schianto. Carlo stesso non potrebbe mantenere a lungo un tale esercito se non fosse per l'oro che Cortes e Pizarro hanno rubato agli Amerindi.

Nel 1558 Carlo V si fa incoronare imperatore di Germania. Vinta definitivamente la guerra, è ora di pensare alla pace. Carlo è disposto a concedere il perdono per l'eresia solo a coloro che prenderanno le armi contro i Turchi.

Egli deporta, quindi, migliaia di persone verso lo stretto dei Dardanelli e poi la sua flotta li sposta in Turchia.

Ai principi Tedeschi, ai preti che si sono spretati, ai cavalieri che hanno combattuto contro Cristo spiega chiaramente che non c'è più posto in Europa per loro e che la loro unica possibilità è restarsene in Anatolia o raggiungere Gerusalemme, come preferiscono.

Essi lo fanno:approfittando del fatto che l'impero ottomano aveva perduto due guerre che gli erano costate molto e versava perciò in una situazione di grave crisi riescono a conquistare la terra santa e crearono la terza grande nazione protestante oltre a Inghilterra, Danimarca e Svezia.

Ivi la popolazione luterana si unisce alle altre sette cristiane per lungo tempo sottomesse ai mussulmani come copti, maroniti, nestoriani ecc.

Carlo si impossessa dei principati tedeschi abbandonati che, sommati ai suoi domini ereditari, alle colonie, e ai territori strappati ai turchi sono più di quanto possa governare.

Crea quindi in Germania un grande senato di tutti i principi rimasti:la Dieta perpetua di Regensburg alla quale partecipano anche tutti gli stati Italiani.

Non entrano nella dieta l'impero Asburgico ed il Regno di Napoli che fa parte dell'impero Asburgico. Ai Cavalieri Teutonici Va il Brandeburgo, Don Giovanni d'Austria, figlio naturale e generale di Carlo V, ottiene la Sassonia, il Magdeburgo, Hannover e, dopo la morte di Carlo V avvenuta nel 1558, il titolo di imperatore tedesco, la Baviera annette Württemberg e Palatinato.

Alla morte di Carlo V, il figlio Filippo II ottiene Spagna, Portogallo, Belgio, Napoli, Sicilia, Sardegna e la Grecia più le colonie Americane.

Al fratello Massimiliano va l'impero Austriaco (Austria, Ungheria, Boemia, Slovacchia, Illirico).

Vengono anche generosamente compensati i Generali di Carlo V con vari possedimenti in Germania.

Talmente grande è l'impero di Carlo V che può permettersi di donare persino al più disgraziato dei suoi fanti un fazzoletto di terra.

Infatti, per ripopolare la Germania e per colonizzare le Americhe, applica il sistema degli stratioti che ha appreso da alcuni suoi consiglieri Greci.

Ma si ingannerebbe chi pensa che dopo la straordinaria prova data da Carlo V per gli Asburgo saranno tutte rose e fiori. Lo strapotere delle potenze Asburgiche è mal tollerato dai sovrani protestanti e dalla Francia.
Questi Attriti daranno presto inizio alla guerra dei trent'anni al termine della quale la Francia si troverà padrona di Alsazia e Lorena mentre la Danimarca guadagnerà l'Holstein e la Svezia otterrà la Pomerania.

La crisi demografica seguita alla guerra di religione provocherà carestie ed epidemie in tutta Europa. Il governo spagnolo perderà ben presto gran parte di ciò che Carlo ha conquistato.

Nei libri di storia di questa timeline il nome di Carlo V verrà scritto in lettere maiuscole assieme a grandi conquistatori come Carlo Magno e Napoleone, e lo stato protestante di Gerusalemme che egli ha contribuito a creare sopravvivrà per lungo tempo.

Jeck86

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Veniamo ora a Demofilo:

La figura di Carlo V mi ha sempre affascinato: forse perchè nel mio vecchio libro di storia delle scuole superiori ho un suo ritratto nella tela ad olio del 1556 di Frans Franken, "L'abdicazione di Carlo V", dove il "Carlo Magno del XVI secolo" è ritratto sul suo trono mentre divide il suo impero, attorniato dal fratello Ferdinando e dal figlio Filippo. Ecco cosa ho pensato mentre guardavo questo quadro...

Nel giro di un paio d'anni Carlo d'Asburgo, firmatario della pace di Noyon, eredita dal nonno paterno, l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo, l'Austria, il Tirolo, la Stiria, la Carinzia e la stessa corona imperiale del Sacro Romano Impero; dalla nonna paterna, Maria di Borgogna i Paesi Bassi, le Fiandre, la Franca Contea e Artois; dal nonno materno, il re di Spagna Ferdinando, l'Aragona, Napoli, la Sicilia e la Sardegna mentre dalla nonna materna, la regina Isabella, la Castiglia e le colonie nel Nuovo Mondo. Suo padre infatti, Filippo I d'Asburgo, detto il Bello, era morto a soli ventotto anni e sua madre, Giovanna la Pazza, era stata chiusa in un convento.

Di fronte all'aggressività della vicina Francia e di Francesco I, Carlo muove guerra a Parigi per avere il controllo della Lombardia, porta per l'invasione della penisola. Durante la battaglia di Pavia del 1525 i francesi sono duramente sconfitti e lo stesso Francesco I è fatto prigioniero e portato in catene a Madrid dove Carlo V gli chiede, in cambio della libertà, tutta l'Italia del Nord, eccetto la Repubblica Serenissima di Venezia, e la Borgogna, già richiesta dalla sua defunta madre. Il sovrano francese accetta ma ben presto decide di vendicarsi creando la lega di Cognac con alcuni stati italiani come Genova, Venezia, Firenze e lo stesso nuovo papa Clemente VII.

Questa alleanza antimperiale viene piegata dalle armate di Carlo V che vendica l'appoggio papale con il famoso sacco di Roma e la successiva occupazione di Genova, affidata al vassallo Andrea Doria, di Venezia e di Firenze dove ritornano i fedeli Medici del duca Alessandro.

Nel 1530 lo stesso Clemente VII incorona nella basilica di San Pietro a Roma Carlo V re di Roma e dell'Italia Unita: lo stato della chiesa è in sostanza occupato e lo stesso pontefice controllato a vista (Lorenzo Valla fa il resto...).

Con la pace di Roma del 1530 quindi la penisola ritorna ad essere unita e Carlo V si concentra sulla Germania dove da più di un decennio i principi tedeschi protestanti reclamano autonomia dal potere centrale imperiale.. Nel 1531 l'imperatore riesce a catturare Martin Lutero, la notte di Natale lo porta a Roma dove il pontefice lo perdona personalmente invitando i "fratelli protestanti" a ritornare all'ovile. Di fronte però alla resistenza della maggior parte dei luterani, Carlo V affila la spada e compie una carneficina: durante la Campagna di Germania (1532-1536) riesce a ristabilire l'ordine nella federazione imperiale e a sconfiggere per l'ennesima volta Francesco I a Strasburgo nel 1547.

La pace di Aquisgrana rappresenta la fine dell'indipendenza per il regno transalpino, controllato a vista; nello stesso anno si spegne il re francese che nella sua eredità assegna il paese a Carlo V. Questi così diventa anche re di Francia, incoronato dai vescovi francesi nella cattedrale di Reims con l'olio santo di re Clodoveo nel gennaio 1548.

A questo punto l'unificazione dell'Europa occidentale è un fatto compiuto, e lo sguardo del re si rivolge verso l'Inghilterra: il figlio Filippo infatti sposa Maria Tudor, regina d'Inghilterra, e alla sua morte, nel 1558, l'isola con la vicina Irlanda si unisce all'impero degli Asburgo; il figlio Filippo allora sposa Maria Stuart, regina di Scozia. Dopo aver conquistato il Portogallo, assoggettando anche la grande maggioranza delle sue colonie, nel 1560 Carlo avvia una profonda riforma in senso federale del suo impero universale cristiano su cui il sole non tramonta mai, affidando il governo delle singole realtà nazionali a suoi vassalli e governatori fidati.

Nel 1565 l'imperatore fonda in Messico la Nuova Aquisgrana, capitale delle colonie imperiali in America organizzandole ed affidandole al controllo del fratello Ferdinando, mentre al figlio Filippo è affidato il controllo della penisola iberica. Alla veneranda età di ottantotto anni respinge i turchi di Solimano il Magnifico da Vienna e con le sue armate li sconfigge in Ungheria, a Mohàcs, riuscendo ad arrivare con i suoi eserciti fino a Belgrado.

Nel 1592 firma un trattato di pace con i regni protestanti di Danimarca e Svezia in funzione antiturca e nel 1595 il regno della Polonia, il ducato della Prussia e il granducato della Lituania esprimono la volontà di entrare nella federazione del Sacro Romano Impero, la Nova Res Publica Cristiana. Nel gennaio 1596 una spedizione navale fa breccia fino a Cipro e in Terra Santa: Carlo V entra a Gerusalemme dopo un assedio durato nove mesi ed è incoronato Re di Gerusalemme nel settembre dello stesso anno.

La notte di Natale del 1597, all'età di novantasette anni, Carlo V d'Asburgo è incoronato Re e Imperatore del Sacro Romano Impero nella basilica di san Pietro a Roma e benedetto da papa Clemente VIII, ricevendo il titolo di "Servo di Dio". Carlo V si spegne a Madrid nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 1599.

Demofilo

Per farci sapere che ne pensate, scriveteci a questo indirizzo.

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E ora, un'idea di Ainelif:

Nell' 824, dopo lunghe guerre contro i Franchi di Carlo Magno e le truppe musulmane di al-Andalus, il regno di Pamplona diventa Regno di Navarra sotto la corona del suo primo regnante Inigo I Iniguez Arista.

I Jimena e gli Arista, principali dinastie del regno di Pamplona, si uniscono con il matrimonio tra Fortunato Garcés e una consorte imparentata col primo monarca di Navarra Inigo I, si pongono sotto il protettorato di Granada e battono il Re Alfonso III delle Asturie, trovandosi per molti secoli sempre ai ferri corti con il vicino regno di Leon.

Nel 1512 i soldati del Regno di Spagna, ormai unificato dai Re Cattolici Ferdinando d'Aragona ed Isabella di Castiglia, assediano Pamplona con l'intento di scacciare la dinastia Jimenez Arista dopo secoli di resistenza ed annettere l'ultimo lembo di territorio iberico fuori dal controllo di Madrid. Però in questo caso una diversa Regina Caterina di Navarra si sposa col Re Luigi XII di Francia, ponendo il suo reame sotto la protezione francese ed impedendo alle truppe spagnole di conquistarlo.

Nel 1715 il Regno di Navarra cessa di essere sotto le dipendenze della Corona francese con la morte di Luigi XIV e si ritrova a dover affrontare le truppe della Spagna di Filippo V; dopo un furioso assedio Pamplona è nuovamente annessa, ma la resistenza anti-spagnola durerà quasi un secolo. Nel 1808 con le invasioni napoleoniche viene fondata una repubblica sorella filo-francese poi annessa a Parigi. I Jimenez Arista ritornano in possesso del trono col Congresso di Vienna, impedendo alla monarchia spagnola di avanzare richieste di incameramento.

Re Enrico IV di Navarra reggerà le sorti della Navarra dal 1815 al 1848. Parte dei cittadini emigra verso l'America. Durante la Primavera dei Popoli scatenatasi in Francia e poi in tutta Europa i navarrini insorgono chiedendo una Costituzione e riforme radicali; la monarchia accetta per non fare una brutta fine, il Regno di Navarra da monarchia assoluta diventa una monarchia costituzionale con un Parlamento e un Primo Ministro eletto da tutti i cittadini maschi maggiorenni. Successivamente inizia l'industrializzazione.

La Navarra si dichiara neutrale nella Prima guerra mondiale. Con l'avvento al potere di Miguel Primo de Rivera in Spagna nel 1923, il governo di Pamplona a stento riesce a mantenere caratteristiche democratiche e parlamentari, schierandosi sempre con le democrazie francese e britannica.

Dopo il 1931 e la nascita della Repubblica in Spagna, la Navarra conosce grandi manifestazioni di protesta fomentate da anarchici e socialisti; il Re Enrico VI è convinto della necessità dell'impianto federale dello Stato, concede una nuova Costituzione (1933) ed opera riforme radicali: concede ampi diritti ai sindacati e lavoratori, la diminuzione delle ore di lavoro in fabbrica e miniere, accessi gratuiti alle scuole elementari. Nel 1935 lo Stato è rinominato Regno di Navarra e Paesi Baschi, riconoscendo una capitale amministrativa della regione basca a Bilbao e il bilinguismo ispano-basco.

Durante la Guerra civile spagnola i franchisti occupano Pamplona, ma la corte e il governo fuggono a Donostia (San Sebastian) non accettando compromessi con il Caudillo. Nel 1939 quando i repubblicani sono sconfitti, le truppe nazionaliste sono pronte ad invadere il regno indipendente accusato di aver accolto molti oppositori anticlericali e antifascisti; lo stesso Franco definisce il Re navarrino un "re comunista", ma scoppia la Seconda guerra mondiale e il Caudillo teme incidenti internazionali che lo trascinino in una grande guerra cui la Spagna è impreparata. E così, Madrid rinuncia definitivamente ad annettere la Navarra al proprio territorio.

Nel secondo dopoguerra, gli Stati Uniti allargano alla Navarra il Piano Marshall, accettato dal governo navarrino-basco che trasforma un'economia ancora principalmente agricola in un'economia industriale e competitiva, il boom economico trasforma molte città navarrino-basche con l'immigrazione dalle campagne alle città: sono gli anni del benessere e del consumismo, qui come in tutto l'Occidente.

Nel 1973 la Navarra entra nell'Unione europea insieme a Danimarca, Regno Unito e Irlanda. Un anno dopo muore Re Enrico VI, acclamato come un eroe nazionale avendo difeso la democrazia, la libertà individuale dei suoi cittadini e respinto gli attacchi di Francisco Franco. Nel 1988 viene eletto il primo governo di centrodestra dal 1935. Negli anni '90 i vari governi navarrino-baschi saranno retti da una coalizione di socialisti ecologisti navarrini e nazionalisti baschi.

Nel 2002 il Regno di Navarra e Paesi Baschi adotta l'Euro, sostituendolo alla Marca navarrino-basca. Negli anni 2000 si vede aumentare l'immigrazione dal Marocco, Algeria, Tunisia, Senegal e Mauritania per l'alto benessere economico e la grande richiesta di manodopera. Nel 2005 muore la Regina Caterina II, le succede il giovanissimo Re Inigo III, così chiamato come richiamo alle antichissime tradizioni monarchiche. Le località balneari sul golfo di Biscaglia richiamano milioni di turisti da tutto il mondo per i locali di tendenza, le discoteche, i bar tradizionali, il surf, i musei, escursioni nella natura e il cammino di Santiago de Compostela.

La duplice bandiera di Navarra e Paesi Baschi

Regno di Navarra e Paesi Baschi
In Spagnolo: Reino de Navarra y País Vasco 
In Basco: Nafarroako-Euskadi Erresuma
Capitale: Pamplona
Superficie: 17.625 kmq
Abitanti: 2.786.681 
Densità: 200 ab/kmq
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Lingue ufficiali: Spagnolo, Basco
Religioni: cattolici 80%, protestanti 3%, atei e agnostici 5%, altre confessioni e credenze 10%
PIL pro capite: 32.614 €


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