di Basileus TFT
Ciao a tutti, gente, da tempo riflettevo su una possibile ucronia riguardante Costantino XI (o XII, dipende dai punti di vista) . Ma facciamo un rapidissimo quadro della situazione.
Costantino nasce da Manuele II Paleologo nel 1403. Con il passare degli anni è nominato Despota di Morea (Laconia e Peloponneso meridionale) , mentre il fratello maggiore, uomo non molto valido, governa Costantinopoli con il titolo di Imperatore. Durante il suo despotato, Costantino rivitalizza completamente la ragione, arruola un fortissimo esercito e si dirige verso i possedimenti della famiglia Tocco, che possedeva il Peloponneso nord. L’esercito bizantino, comandato da Giorgio Sfranze è talmente possente da far si che i tocco cedano (con un matrimonio dinastico) le loro terre ai bizantini. Fatto ciò si dirige nel principato latino di Atene, sostanzialmente rendendolo vassallo dell’Impero, per poi dirigersi in Beozia, dove viene però fermato dai turchi, che infliggono una lievissima sconfitta. Costantino allora scioglierà l’esercito, per tornare a occuparsi del potenziamento economico della Morea. Salirà poi al trono di Costantinopoli e verrà ucciso in combattimento dai turchi, che per poco riescono a prendere la capitale, eliminando l’ultimo basileus.
Ora io mi chiedo: e se Costantino XI fosse riuscito a tenere la città, cosa sarebbe successo poi?
La città poteva resistere eccome, era dotata di una cinta muraria formidabile, tanto che i difensori bizantini (circa 7000 se non erro) riuscirono a massacrare quasi 200000 turchi. Il sultano ottomano lanciò un’ ultima disperata carica, usando anche le propria guardia personale, nel tentativo di forzare le mura e prendere la città. Inoltre era in arrivo una flotta veneziana partita da Ancora, unita ad un piccolo esercito (200-300) dello Stato Pontificio, che nella nostra Timeline arrivarono in Morea visto che la città era già caduta. Ma comunque cominciamo:
6 gennaio 1449: Costantino XI è il nuovo Basileus di Bisanzio.
3 febbraio 1451: Maometto II è il nuovo sultano turco, la sua politica espansionistica è palesemente diretta contro Bisanzio. Costantino XI chiede, nuovamente, aiuto a vari stati occidentali e prepare la città per l’imminente assedio.
1452: Le nozze del Basileus con la principessa di georgia sono sospese a causa dell’imminente guerra. Il comandante e amico personale dell’Imperatore, Giovanni Giustiniani giunge in aiuto di Costantino XI con circa 700 uomini. Anche Venezia e il Papa rispondono alla chiamata, ma il loro intervento risulta alquanto tardivo. Maometto II muove il suo esercito (600mila uomini) dirigendone il grosso su Bisanzio, una parte in Morea, per evitare che il Despota invii rinforzi alla capitale.
1453: Assedio di Costantinopoli, la prima battaglia dell’era moderna, ai trabucchi e alla catapulte si affiancano le prime bombarde, i cannoni (fra cui il potentissimo “Imperiale”) e i moschetti. Nonostante la schiacciante superiorità numerica, i Turchi sono massacrati e costantemente respinti. L’ultimo assalto Turco, guidato dai Giannizzeri, crea una breccia nella Porta San Romano, difesa da Giustiniani, che muore in battaglia, tuttavia i Turchi vengono anche stavolta sconfitti, Maometto II non può fare altro che levare l’assedio. Costantino XI e Giorgio Sfranze il da farsi.
1454: 300 soldati papalini giungono a Bisanzio, con un netto ritardo, seguiti da una piccola flotta veneziana. Giorgio Sfranze si reca come ambasciatore alla corte di Georgia, riprendendo il matrimonio precedentemente interrotto. Costantino XI accetta la protezione di Venezia, in cambio di una forte somma d’oro annua. La Serenissima si trova quindi in guerra aperta contro i Turchi, con l’opportunità di prendere territori strategicamente importanti per il commercio Orientale.
1455: I Veneziani sbarcano a Tessalonica, cercando di lavare l’onta subita nel 1450. La popolazione Tessalica, che era stata schiavizzata completamente dai Turchi, da un pieno appoggio ai soldati della Serenissima. Giorgio Sfranze torna a Costantinopoli, insieme alla principessa di Georgia, grandi doni d'oro e d'argento, magnifici gioielli, un immenso guardaroba per la futura imperatrice e 56. 000 monete d'oro, oltre all'invio dall'Iberia la somma di 3. 000 monete d'oro all'anno, finché ella fosse rimasta imperatrice. Le nozze sono celebrate a Santa Sofia. Costantino XI, con i soldi ricevuti, riesce a assoldare un nutrito gruppo di mercenari, perlopiù di origine Serba, mentre le armi degli ottomani caduti (soprattutto i moschetti, visto che i cannoni sono stati boicottati durante la ritirata turca) , entrano a far parte dell’arsenale bizantino.
1456: i Veneziani espugnano Tessalonica, si dirigono quindi lungo la costa greca, cercando di strapparla ai Turchi. Vedendo queste rapide azioni offensive, i Cavalieri di San Giovanni, entrano in guerra a favore dei veneziani.
1457: Parte della Grecia costiera è ripresa, mentre la stessa Atene accetta la “potezione” veneziana. Rodi è assediata da un fortissimo esercito turco. Maometto II prepara la sua controffensiva, principalmente diretta contro Venezia, visto che i bizantini non stanno praticamente partecipando alla guerra, se non con qualche azione sporadica dalla Morea.
1458: Nasce il figlio di Costantino XI, Basilio. Rodi è espugnata dai Turchi, i Cavalieri sono in gran parte massacrati, mentre i pochi superstiti fuggono verso occidente. Costantino XI si assicura la protezione del sovrano di Georgia, con cui sigla un patto di alleanza “in difesa della Santa Fede Ortodossa”nonostante le chiese siano state formalmente riunite sotto la guida del Papa. Venezia subisce una sconfitta marittima nei pressi di Creta.
1459: L’esercito di Costantino XI si dirige verso Adrianopoli, ma viene bloccato da un forte esercito Turco, che lo sconfigge, subendo però pesanti perdite. Venezia infligge una decisiva sconfitta navale ai Turchi nei pressi di Rodi.
1460: Nasce un altro figlio di Costantino XI, Romano. I Bizantini, appoggiati dal re di Georgia, che minaccia la guerra insieme al suo satellite Trebisonda, spingono gli ottomani ad una pace. Maometto non teme la Georgia, che tutto sommato è un regno molto più debole di quello ottomano, tuttavia le varie rivolte in Grecia, la guerra contro i Bizantini, Veneziani, Rodensi sta provando lo stato ottomano, per cui Maometto II raggiunge una pace separata con i bizantini, sostanzialmente senza clausole vessatore da entrambe le parti, ma solo una tregua di 15 anni.
1460: Costantino XI comunica a Venezia che non intende più pagare il tributo annuo, questo fa infuriare la repubblica, che si prepara ad assediare Patrasso, ma è costretta a rinunciare, attaccata in Italia dai Milanesi e in Grecia dai Turchi. Anche l’Ungheria ne approfitta per aprire le ostilità.
1461: Vedendo la situazione critica per la Serenissima, Costantino XI attacca e conquista tutti i possedimenti Veneziani nel Peloponneso, entra con un piccolo esercito a Tessalonica, dove viene accolto come un liberatore dalla popolazione locale, che non sopportava il pesante dominio veneziano. Un piccolo esercito romano viene poi inviato nell’isola di Eubea, che viene presa con una minima resistenza veneziana.
1462; Pace di Edirne, vengono stabilite le clausole per cessare le ostilità, a cui partecipa anche la Georgia come “garante di Bisanzio”, la quale tuttavia non prende parola nelle trattative, che stabiliscano: “Sia pace fra i vari regni e repubbliche, alle seguenti condizioni”:
-l’isola di Rodi e le isole limitrofe passino sotto al dominio Ottomano
-Venezia rinunci alla Dalmazia, ad Atene, a Tessalonica, a tutti i possedimenti nell’Egeo, alle agevolazioni commerciali nel Corno d’oro, e alle agevolazioni della
Crisobolla, versi noltre la somma di 100000 ducati ai Milanesi
-Bisanzio mantenga la sovranità sul Bosforo, sulla Morea, sulla città di Tessalonica e sull’isola Eubea
-L’Ungheria acquisti la Dalmazia
-Atene diventi un regno latino indipendente.
1463: Fu a questo punto che Costantino XI decise di giocarsi il tutto per tutto, per far risorgere Bisanzio dalla cenere in cui sguazzava da più di 4 secoli. Il Basileus analizzò la situazione: Maometto II si trovava in gravi difficoltà, aveva subito una pesantissima sconfitta nella battaglia di Costantinopoli del 1453, era stato battuto dal Voivoide di Valacchia, Vlad Dracul III nello stesso anno. Un suo esercito, di circa 150000 uomini, era stato messo in rotta dal duca d’Albania, Scanderbeg, mentre nel 1456 era stato Giovanni Huniady a sconfiggere il Sultano, presso Belgrado. Inoltre ora si trovava impegnato a est, nella speranza di unire i riottosi staterelli islamici dell’asia minore. Le recenti acquisizioni territoriali non facevano che minare la stabilità dello stato turco. La Lega Santa, costituita da Venezia, Rodi, Genova e alcuni stati minori, era in rovina, abbandonata a se stessa dopo la pace di Edirne, priva della coesione che non aveva mai avuto. Costantino XI cercò di rinnovare questa lega, dandogli la spinta e il coraggio che avrebbe dovuto avere in precedenza. Mandò un ambasciatore a tutti gli stati che potevano essere interessati, chiedendogli di presentarsi a Costantinopoli, per creare un’alleanza “in nome di Dio e della Cristianità”. 1 luglio, inizio del concilio di Costantinopoli, Costantino XI vede realizzare i propri sogni: si presentano, e vengono accolti con tutti gli onori possibili, Francesco I Sforza, Duca di Milano e Genova, Vlad III Dracul, Voivoide di Valacchia, Davide II Comneno, Imperatore di Trebisonda, Scanderbeg, duca d’Albania, una delegazione dei cavalieri di Rodi in esilio e infine, il re di Georgia.
1464, 3 gennaio: fine del Concilio di Costantinopoli, la Lega Santa è formata. I membri stabiliscono la spartizione dell’Impero ottomano, che sarebbe stato attaccato lo stesso anno. Creta, vedendo la crisi in cui vessa Venezia, decide di ribellarsi a quel dominio iniquo e vessatorio, .Sarà seguita da Corfù, il mese successivo. Anche il Papa si dimostra volenteroso per arginare il terrore ottomano, mandando una spedizione di 900 soldati a Bisanzio. Verso Luglio l’attacco è lanciato: Georgia e Trebisonda attaccano da nord, Scadenberg varca i confini del suo regno e lancia un’invasione nei balcani, Vlad Dracul scende dalla Valacchia fino alla Bulgaria ottomana. Francesco Sforza approda ad Izmir, con un forte esercito. Costantino XI guida personalmente l’esercito, muovendosi verso Adrianopoli, cercando di unire Tessalonica a Costantinopoli. Maometto II rimane basito da questa mossa inaspettata, tuttavia reagisce con temperamento e vigore.
1465: L’esercito milanese prende Efeso e tutta la costa occidentale dell’Anatolia, Costantino XI assedia Adrianopoli, la capitale ottomana, che cade dopo 2 mesi di assedio. Dracul sconfigge l’esercito ottomano, comandato dal generale valacco Radu, assicurandosi tutta la Bulgaria. Scademberg sconfigge l’esercito turco di stanza in macedonia. Maometto II riesce a respingere Georgia e Trebisonda, muovendosi contro la capitale dell’Imperatore Davide II. Venezia riesce a sedare la rivolta a corfù, ma Creta diventa di fatto indipendente, gettando a mare le bandiere veneziane e uccidendo i delegati del doge.
1466: Trebisonda è espugnata dai Turchi, che tuttavia sono messi alle strette, con i tutti i Balcani presi dalle forze della Santa Alleanza, Davide II di Trebisonda è ucciso durante la battaglia di Sinope, dove le sue forze vengono annientate. Maometto II riesce a sconfiggere l’esercito milanese presso Loadicea, tuttavia deve rendersi conto di aver osato troppo, le continue guerra hanno dissanguato il suo nascente Impero, privandolo delle forze con cui continuare la campagna europea. Il Sultano si incontra con i vari regnanti a Nasso, dove viene stabilita la pace di
Nasso, la quale esige che:
-il Ducato di Milano mantenga tutti i suoi privilegi commerciali, le sue colonie in crimea e sul mar nero, gli sia ceduta inoltre, l’isola di
Nasso
-I Cavalieri di Rodi tornino a Rodi
-La Georgia diventi protettore e signore di Trebisonda
-Siano riconosciuti indipendenti e sovrani, i regni di Scadenberg e Vald III
-Bisanzio acquisti il corridoio di terra che va da Costantinopoli a Tessalonica.
Nello stesso anno muore Francesco Sforza.
I turchi si impegnino a versare una consistente somma pecuniaria ad ognuno dei membri della Santa Alleanza, smantellino tutte le fortezze al confine con i membri e spostino la loro capitale a
Bursa.
1467: Il ritorno alla pace non fu ben accolto dalla famiglia reale turca: Maometto II venne fatto giustiziare dal figlio Bayezid II, deciso a riprendersi i territori perduti. Creta era ancora in guerra aperta con i veneziani, temendo di essere sopraffatta alla lunga, decise di offrire la corona di Re di Creta a Costantino XI, preferendo un sovrano greco ad uno veneziano. Costantino XI accettò, ad incoronò il figlio Romano, Despota di Creta. Venezia, per paura di essere schiacciata da Milano e Bisanzio, accettò il fatto compiuto.

1468: Costantino XI si dedica al suo rinato impero. La sua preoccupazione maggiore è l’esercito, seguito poi dall’amministrazione. Piano piano, il Basileus, cerca di reintrodurre un tipo di esercito basato sul popolo, principalmente sui greci, che sono i più fedeli. È introdotto l’uso prevalente di armi moderne, importate dall’occidente, prima di provare a produrle nel suolo dell’Impero stesso. La rimozione della Crisobolla e dei veneziani apporta grandi quantità d’oro all’Impero, che vengono impiegate per ridare vita alla burocrazia e alle manifatture bizantine. La Santa alleanza mostra i primi segni di cedimento: la morta di Scadenberg fa uscire l’Albania, mentre i cavalieri rodensi si trovano in difficoltà a causa di una rivolta dei greci, che i bizantini non vanno di certo a sopprimere. Costantino XI sente avvicinarsi la vecchiaia sempre più e questo porta in luce un nuovo problema, la successione. Di fatto il suo erede diretto, Basilio, ha solamente 10 anni e suo fratello Tommaso è solamente un imbelle filo turco. La sorte dell’Impero è inevitabilmente legata alla vita del suo sovrano.
1469: Costantino XI fa venire degli esperti di armi e tattiche occidentali nel suo Impero, allo scopo di istruire l’esercito bizantino. Le mura di Costantinopoli vengono completamente riparate, il fossato è ampliato, sulla porta San Romano viene costruito un monumento a Giovanni Giustiniani.
1471: i cavalieri di rodi sono espulsi dall’Isola. I rodensi cercando un sovrano ortodosso che gli permetta di professare la loro religione, la loro scelta cade su Costantino XI, che incredulo, accetta. Il figlio Basilio è incoronato Despota di Rodi.
1472: Caterina Cornaro è la nuova regina di Cipro, niente più che un fantoccio veneziano. Questo da il via alla dominazione veneziana dall’isola, malvista da milanesi e bizantini, che si accordano sul da farsi. Viene quindi emanato l’editto “di Cipro”, una lettera in cui l’Imperatore bizantino e il Duca di Milano, intimano a Venezia di cedere l’isola di Cipro e quelle di Corfù e Cefalonia a Milano. In cambio Milano avrebbe garantito la protezione di Venezia e la sua entrata nella Santa Alleanza, avrebbe inoltre, garantito la possibilità di commerciare in ogni angolo dell’Impero Milanese. Venezia non ebbe scelta, dilaniata dalla peste, dalla crisi economica e appena uscita da una sconfitta.
1473: Trattato di Mistrà. Milano cede Cefalonia e Corfù a Bisanzio, mantenendo delle stabili basi commerciali e l’esenzione sui dazi in tutti l’Impero. Bayezid II invade il Dulquadir e il Karaman, il suo scopo è quello di unificare l’Anatolia e poi scendere fino in Egitto, lasciando perdere l’Europa, almeno per un po’, fino a quando non sarebbe stato coperto a sud e a est.
1474: Morte di Vlad III Dracul. Costantino XI sente la fine avvicinarsi. Ammalatosi gravemente, si ritira nel suo palazzo di Costantinopoli, dove convoca i due figli e stabilisce la successione. L’Impero passa sotto il sedicenne Basilio, di carattere determinato e riflessivo, che già si presenta come un degno successore del padre. Ad agosto, Costantino XI compì la sua ultima impresa, facendo sposare Basilio con la figlia di Antonio Acciaiuoli II, duca di Atene. La decisone non piacque per nulla a Tommaso Paleologo, che aspirava al trono e preparò, quindi, una congiura per eliminare Basilio. Il principe, tuttavia, riuscì a salvarsi. Venuto a sapere della questione, Costantino XI fece mozzare la lingua e le orecchie del fratello, che morì per le ferite riportate.
1475 All’età di 70 anni, muore Costantino XI. I funerali furono grandiosi, degni degli antichi imperatori bizantini. Vi parteciparono molti esponenti dei principali regni che avevano avuto rapporti con Bisanzio: il re di Georgia, Antonio Acciaiuoli II, il Duca di Milano, il nuovo duca d’Albania, perfino il papa mandò un suo delegato. Basilio venne incoronato nella cattedrale di Santa Sofia: “Basilio III Paleologo, Imperatore dei romani, supremo difensore della cristianità, Imperatore della città del desiderio universale”. Il primo gesto che compì il nuovo Imperatore, fu quello di santificare il padre e di far erigere una statua in suo onore, davanti alla Cattedrale di Santa Sofia.
1476: Bayezid II unisce la penisola anatolica, il suo prossimo progetto è l’impero Mamelucco. L’Albania è invasa dal Regno di Aragona. La Valacchia esce dalla Santa Alleanza. La Bosnia chiede di essere ammessa nell’alleanza, ma Basilio III rifiuta, non volendo inimicarsi l’Ungheria, che aveva pretese su quella terra.
1477: Basilio III combina le nozze del fratello, Romano, con quelle della nuova principessa georgiana, rinnovando l’amicizia e alleanza che vi era tra i due popoli. L’Ungheria invade la Bosnia. L’Albania diventa parte integrante del regno di Aragona. Nasce la figlia di Basilio III, Irene.
1478: Muore il duca di Atene, avendo avuto solo una figlia femmina, il trono passa a Basilio III, che vede ulteriormente espandersi i suoi domini. Irene muore di morte naturale.
1479: Nasce la nuova figlia di Basilio III, Anna. L’Ungheria completa la conquista della Bosnia.
1480: Il Sultano ottomano attacca i Mamelucchi. Il fatto che questi ultimi rifiutino di usare le armi moderne, come i fucili, rende decisamente molto facile l’avanzata turca: Antiochia, Damasco, Beirut cadono rapidamente, mentre l’esercito Mamelucco è interamente sconfitto nella battaglia di Hattin.
1481: Nasce Costantino, il figlio di Basilio III. Romano Paleologo è nominato comandante Gran Domestico dell’Impero. I Mamelucchi sono respinti fino a Gerusalemme.
1482: I mamelucchi sono respinti fino a Gaza. La battaglia navale del golfo di Cipro, vede affondate quasi tutte le navi egiziane. L’Ungheria crede che sia un bon momento per sferrare un attacco agli ottomani. Basilio III decide di approfittare della situazione, dichiarando guerra agli ottomani, seguito dagli altri membri dell’Alleanza: Milano e Georgia. L’esercito ottomano è sconfitto presso Nis, ancora una volta i balcani cadono rapidamente nelle mani dei cristiani.
1483: Basilio III non vuole, però, avvantaggiare troppo gli ungheresi, promette quindi di ritirare le truppe dalla guerra e di far seguire Milano e la Georgia, in cambio di alcune piccole cessioni territoriali. Il sultano accetta con rammarico, cedendo parte della costa greca, mentre Milano si ritira, colpita da problemi interni, seguita dalla Georgia, che deve vedersela con un’invasione da nord da parte dell’orda d’oro. I Mamelucchi sono respinti fino ad Alessandria.

1485: L’orda d’oro è respinta, cedendo anche alcuni lembi di terra a Bisanzio e alla Georgia. Basilio III decide di fermarsi per qualche anno; ha testato con successo la nuova macchina bellica bizantina, ma non intende provarla troppo. Genova cerca di liberarsi da Milano, anche se per ora la situazione è al quanto di stallo. Il sultano turco completa l’unificazione dell’Egitto, concede una pace vantaggiosa agli ungheresi e si concede un po’ di pausa, pronto a riprendere ciò che il padre aveva lasciato. L’ombra turca tornava, minacciosa, sull’Europa.
[continua]
.
Se volete commentare il mio lavoro, scrivetemi a questo indirizzo.