Dio lo vuole!

di Basileus TFT


POD: Dopo la battaglia di Manzicerta i Turchi non si limitino a trattare la cessione dell’Armenia con i bizantini, per occuparsi dei fatimidi a sud: immaginiamo che stipulino un trattato di amicizia con i fatimidi, che li porterà ad unioni dinastiche e ad una rapida alleanza. I selgiuchidi decidono invece di portare a termine l’invasione del decadente impero bizantino...

1071: Sconfitta di Manzicerta, i Selgiuchidi avanzano rapidamente nell’Asia minore bizantina, stipulando un trattato di non aggressione con i Fatimidi d’Egitto per coprirsi le spalle. L’imperatore Romano IV è ucciso e il suo trono usurpato da Michele VII, che tenta disperatamente di frenare l’avanzata turca, senza alcun successo.Deve inoltre far fronte alla ribellione di Slavi e Bulgari, che vanificano le conquiste di Basilio II, lasciando l’Impero in una situazione estremamente cupa.

1074: i Turchi giungono fino alle porte di Costantinopoli. Efeso, Trebisonda, Nicea, Smirne e Adana resistono ai pesantissimi assedi che gli sono posti, ma la speranza di vittoria è pressoché nulla. I fatimidi, vedendo la situazione favorevole, attaccano Antiochia, che oppone una fiera resistenza.

1077: Solamente Efeso resiste ancora ai Turchi, che intanto allestiscono una flotta per invadere i Balcani, vaneggiando la conquista islamica dell’intera europa.Antiochia cade sotto i colpi dei Fatimidi, che si dichiarano alleati dei Selgiuchidi. Roussel di Ballieul e i suoi mercenari ribelli vengono sconfitti dai soldati bizantini, mentre i regni di Serbia, Bulgaria e Croazia si delimitano sulla cartina geografica.

1078: Michele VII lascia il trono al generale Niceforo III, dopo essere stato da lui sconfitto nei pressi di Adrianopoli. Niceforo assistette impotente alla caduta di Efeso.

1079: Niceforo III riesce a sconfiggere i Normanni, che sbarcati a Durazzo, cercavano di invadere ciò che rimaneva dal suo Impero. Ottenne l’alleanza dei Bulgari e riuscì quindi a ributtare in mare la forza d’invasione normanna. I Selgiuchidi pongono la loro capitale a Efeso, mentre completano la loro flotta, che sbaraglia quella bizantina nella battaglia navale di Gallipoli. I Turchi sbarcano nei balcani, tagliando l’Impero bizantino nei pressi di Tessalonica.

1080: Niceforo III e i suoi alleati Bulgari sono sconfitti nella battaglia di Varna, i Turchi penetrano in Bulgaria e assediano Costantinopoli.

1081: Cade il regno Bulgaro, mentre i turchi avanzano fino in Tessaglia. Le roccaforti bizantini resistono a lungo, ma con il tempo sono tutte destinate a cadere. A novembre, Niceforo III è costretto ad abdicare, sale al trono il generale Alessio Comneno, con il nome di Alessio I, che si impegna a guidare le forze bizantine, raccogliendole ad Atene.

1082: Alessio I è costretto a cedere la Crisobolla ai veneziani, ricompensandoli con ogni tipo di privilegio commerciale, in cambio del loro aiuto contro una nuova invasione normanna. I Turchi assaltano il regno serbo, mentre Costantinopoli ancora resiste.

1083: I normanni conquistano Valona e Corfù, sconfiggendo i veneziani nella battaglia navale di Lepanto.

1084: Cade il regno serbo. Alessio I riesce a ributtare a mare i normanni, che subiscono una sconfitta a Creta e una a Cofrù. I fatimidi riaprono le ostilità, assaltando Cipro, che però resiste grazie alla determinazione del comandante locale.

1085: il re normanno muore, la guerra con i bizantini è terminata senza cambiamenti territoriali. Alessio può tirare un sospiro di sollievo. È stretta anche la pace con i Fatimidi, che tornano a casa con un ricco bottino, ma Cipro rimane ancora nelle mani dei bizantini.

1086: i Turchi si preparano a dare il colpo di grazia ai bizantini che, disperati, hanno organizzato un’ultima resistenza in Beozia. I Selgiuchidi però vengono colti alla sprovvista, subendo l’invasione di Cumani e Pecceneghi dal nord.

1087: Nella battaglia di Belgrado i Pecceneghi sono sconfitti, tuttavia i cumani riescono a varcare il confine Turco e a razziare con grande ferocia i Balcani superiori.

1090: Cade Costantinopoli, appresa la notizia Alessio I fu colpito da un pesante malessere, che si portò avanti per un paio di mesi. A maggio andò di persona nella sua vecchia capitale, cercando di trattare la pace con i Turchi, che nel frattempo avevano nuovamente sconfitto i pecceneghi e frenato l’avanzata cumana.

1091: il “trattato di Maggio” stabilisce la pace fra turchi e bizantini: i bizantini riconoscono tutte le conquiste turche, in più cedono come garanzia per la pace, l’importantissimo porto di Cherson. Alessio torna nelle poche terre che gli rimangono, progettando la futura riconquista. La capitale è spostata ad Atene, l’esercito è riformato, la moneta compie i primi passi verso la rivalutazione, il commercio e i mercati sono nuovamente incentivati.

L'Europa nel 1091

L'Europa nel 1091

1092: I Turchi sconfiggono definitivamente pecceneghi e cumani, stabilendo e consolidando il loro dominio. Nasce il Sultanato di Costantinopoli, l’islam è imposto con la forza, la popolazione non turca è assoggettata o massacrata, l’ingresso ai pellegrini è di fatto vietato. La notizia della caduta della Nuova Roma fa il giro del mondo e lascia sgomenti e increduli tutti i vari sovrani cristiani.

1094: Alessio I si incontra con il Papa Urbano II, chiedendogli un aiuto disperato contro i Turchi, promettendo la ricomposizione delle due Chiese e altri vantaggi di ogni tipo.

1095: 500 mercenari franchi si offrono come forza militare sotto il vessillo bizantino, Alessio I pensa ai primi aiuti, ma non ha minimamente idea di cosa lo attenda. Papa Urbano II convoca il Concilio di Clermont Ferrand, dove esorta la cristianità a scacciare gli infedeli dai luoghi cristiani. Il concilio ha un effetto inimmaginabile: orde di uomini di ogni tipo si lanciano in un disperato pellegrinaggio contro i Turchi, mentre i sovrani europei radunano gli eserciti e si preparano a partire.

1096: Pietro l’Eremita e i suoi pellegrini sono massacrati dai turchi presso Belgrado. Alessio I tratta con cautela i pellegrini bellicosi e sciamanti che giungono nella sua terra, mandandoli allo sbaraglio in terra turca. A Fine anno giungono nei porti di Durazzo e Valona i vari nobili europei, che si recano ad Atene, giurando fedeltà ad Alessio I, promettendo di restituirgli le terre di sua legittima proprietà depredate dai turchi. I Nobili europei che partecipano sono, escludendo i loro vassalli:

Tutto è pronto, Alessio I dichiara guerra ai Turchi, muovendo il proprio esercito a supporto di quello degli europei, i Crociati. La prima città a cadere è Tessalonica, che viene restituita ad Alessio I. I Turchi sono ripetutamente sconfitti: Tessalonica, Adrianipoli, Belgrado, Nis, Gallipoli vengono tutte restituite ad Alessio I, che finalmente vede rinascere il proprio Impero. I Turchi si resero conto di aver sottovalutato quell’esercito occidentale giunto in piena estate e con una scarsa organizzazione. Alessio I sposta la capitale a Tessalonica.

1097: l’esercito crociato di divide: una parte sbarca a Efeso, mentre un distaccamento più piccolo si dirige verso Nicea. Costantinopoli è assediata da Goffredo di Buglione. Le varie isolette egee cadono rapidamente e vengono restituite all’Imperatore Alessio I.

1098 Nicea cade per il tradimento di una guardia, che apre le porte della città, i crociati proseguono la loro marcia, giungendo ad assediare Adana e Tresbisonda, assicurandosi la costa anatolica.

1099: Adana e Trebisonda cadono seguite, il mese successivo, da Costantinopoli. Goffredo però non restituisce la città a Alessio, ma la tiene per sé come un dominio personale. Vedendo ciò anche gli altri condottieri crociati imitano il suo esempio, creando dei regni latini in oriente. Alessio I si indigna del fatto, rinunciando ad ogni nuova collaborazione con i crociati, che ora sono visti come nemici alla stregua dei turchi. L’impero Selgiuchide si frantuma in alcuni stati indipendenti, tra cui spicca il Sultanato di Icono, suo erede diretto. Goffredo diventa Re di Costantinopoli, creando il regno latini di Costantinopoli, il più potente degli stati crociati. Nascono inoltre il Principato di Sinope, il Ducato di Adana e la Contea di Trebisonda. Alessio I comunica al papa che non riunirà le due chiese fino a che non avrò Costantinopoli in suo possesso. Il papa comunica che riterrà legittimo un attacco al fine di prendere la città, ma non obbliga Goffredo a restituirla.

Il Mediterraneo orientale nel 1100

1100: Alessio I prepara un nuovo esercito che sarà diretto su Costantinopoli. La morte di Goffredo di Buglione reca ancora più gioia al Basileus, che freme all’idea di riprendere la sua città, bastava solo una piccola occasione. Baldovino I è incoronato re di Costantinopoli e Conte di Trebisonda.

1104: Battaglia di Microcefalo: l’esercito di Baldovino e del principe di Sinope è sconfitto brutalmente in un’imboscata tesa dai turchi di Icono. Alessio I coglie la palla al balzo e lancia due forti eserciti, rispettivamente contro Costantinopoli e Efeso. La città del desiderio universale subisce un nuovo assedio.

1105: La popolazione di Costantinopoli insorge contro la guarnigione latina, massacrandola interamente. Alessio I entra vincitore nella città, seguito dal suo esercito e dalla popolazione che lo acclama con gioia. Ad Efeso viene issata la bandiera bizantina, mentre tutta la costa orientale dell’anatolia è in procinto di cadere sotto i colpi dell’Imperatore dei romani. I Fatimidi apoggiano il Sultanato di Icono, mentre sono in procinto di una guerra contro il Sultanato Iraqueno. Baldovino I riesce a ottenere una tregua di 3 anni con il sultano di Icono, promettendogli di non intervenire in caso di una nuova guerra contro Sinope. si mette quindi a capo di tutte le forze che riesce a racimolare fa vela verso Costantinopoli.

1106: Alessio I blocca il Corno d’Oro, in modo che nessuna nave possa passare, Baldovino si trova quindi bloccato sulle sponde anatoliche, non potendo giungere in puglia a chiedere aiuto. Alessio I sposta la capitale a Costantinopoli, che immediatamente fa riparare e popolare di nuove famiglie. L’esercito di Baldovino è spossato dalle continue marce forzate, i bizantini non danno battaglia ma continuano a tendere piccole e logoranti imboscate. A Dicembre il Re di Costantinopoli conviene che sia necessario trattare.

1107: Pace di Adrianopoli: Alessio I torna in possesso di tutti i Balcani, relegando il regno di Costantinopoli all’Asia minore, che quindi diventa regno di Smirne. La pace dettata da Alessio, infondo, non è così pesante; questo perché il Basileus deve dirigersi rapidamente a nord, per contrastare l’attacco dei Pecceneghi.

1108: Alessio I perseguita vari eretici in tutto l’Impero, vara una profonda riforma amministrativa e fa sposare il proprio figlio primogenito Giovanni con la principessa Piroska d’Ungheria, stabilendo amicizia fra i due popoli.

1110: il Sultanato di Icono riprende le ostilità contro i crociati. I Fatimidi escono vincitori contro gli iraqeni, strappando loro alcune province.

1114: Bizantini e ungari sconfiggono definitivamente i Pecceneghi, massacrandoli quasi interamente. Icono stabilisce la pace con i crociati, solo per sistemare alcuni problemi nella linea di successione. Il sultanato del Caspio invade l’armenia.

1118: L’Armenia è assoggettata interamente. Alessio I comneno muore di gotta, lasciando il trono al figlio Giovanni II, nonostante un tentativo di usurpazione da parte di Anna Comneno, sorella di Giovanni. I normanni pensano che il cambio dinastico sia motivo di debolezza nell’impero, sbarcano quindi a Durazzo con un piccolo esercito.

1119: I normanni sono sconfitti nella battaglia di Arta, la pace è rapidamente ristabilita. Giovanni II si prepara per due grandiose campagne militari: una diretta contro il sultanato di Crimea, che riporterà sotto l’orbita romana quella terra utilissima per il commercio, l’altra campagna è diretta contro l’Impero Fatimide, dilaniato da rivolte e lotte interne, un’ottima occasione per indebolire uno stato così potente e aggressivo che è sempre pronto ad attaccare Cipro. La fotta bizantina fa vela verso Cherson, frattanto il sultanato di Icono muove nuovamente guerra a Trebisonda. Giovanni II informa i veneziani che non intende sottostare alle regole imposte dalla Crisobolla.

1120: L’esercito bizantino sbarca a Cherson, sconfiggendo quello islamico nell’omonima battaglia, entro marzo i romani sono già giunti a Caffa. I bizantini sbarcano in Siria, scontrandosi ripetutamente con i Fatimidi per il possesso di Antiochia.

1121: Caffa cade, il sultano accetta di governare sotto il comando di Bisanzio, questo pone fine alla guerra di Crimea. È stabilita anche la pace fra Trebisonda e Icono, che priva lo stato latino di metà del suo territorio.

1122: I Veneziani espugnano Chio, con una flotta di 75 navi da guerra, a titolo dimostrativo. Giovanni II è costretto a tornare sui suoi passi, riconoscendo la Crisobolla e scusandosi con i veneziani per il suo comportamento, fatto che suscitò sdegno fra i nobili bizantini.

1123: Dopo anni di scaramucce e imboscate si giunge allo scontro decisivo: i Bizantini affrontano i Fatimidi nella battaglia del Ponte di Ferro, sconfiggendoli grazie alla bravura degli arceri della Guardia Reale, che fecero un enorme numero di vittime lungo il ponte. I Fatimidi, ancora impegnati con le rivolte in Cirenaica, Tunisia e Libia, decidono di scendere a patti con i Bizantini.

1124: Pace di Famagosta: la Porta d’Oriente (Antiochia), con tutto il suo contado, torna nelle mani del Basileus. Giovanni II instaura in nuovo patriarca nella città e fa erigere un monumento nei pressi del Ponte di Ferro.

1126: Icono riapre le ostilità, stavolta contro il regno di Smirne. Bisanzio si tiene pronta ad intervenire. L’esercito turco raggiunge rapidamente la costa occidentale dell’Asia minore e sconfigge l’esercito di Baldovino II, che si disperde lungo la costa.

1127: Giovanni II decide di non intervenire contro i crociati, per evitare di incrinare i già precari rapporti, si rivolge quindi contro il piccolo regno di Dalmazia, che era lacerato da una guerra civile dopo la morte del re.

1128: l’esercito dalmata è sconfitto e nullificato, in 10 mesi la Dalmazia è resa una nuovo Thema imperiale. Baldovino II scappa in Europa, cercando alleati, mentre le sue roccaforti cadono una dopo l’altra.

1130: Adana e Sinope attaccano Icono che, colto alla sprovvista, comincia a negoziare con Smirne. La pace di Dorileo prevede che Smirne cede praticamente metà del proprio territorio ad icono. I Fatimidi escono vittoriosi dalla guerra civile, conservando l’interezza del loro impero. Sale al trono di Sicilia Ruggero II, che è il futuro re di Smirne e Trebisonda in linea di successione.

1131: L’ascesa di Ruggero II preoccupa molto Giovanni II, che si sente accerchiato e teme il consolidarsi di un forte potere normanno. Si incontra quindi con il re del Sacro Romano Impero, al quale versa una consistente somma di denaro in cambio dell’attacco germanico ai siciliani. L’accordo è siglato in pochi giorni.

1132: La guerra indebolisce molto il regno normanno, lasciando Giovanni libero di agire nei suoi progetto di riconquista. La sua attenzione si rivolse al Principato di Sinope, che era il secondo tra gli stati crociati in ordine di potenza. Giovanni II impose al principe di Sinope il rispetto del vassallaggio reso, a suo tempo, al padre Alessio I. Come ad avvalorare la sua richiesta, il Basileus, mosse una flotta di 85 navi da guerra contro i vari porti del regno latino.

1133: il Principe di Sinope accettò le condizioni imposte, integrando Sinope e tutte le terre limitrofe nell’Impero. Giovanni II non si accontentò, il suo sogno era quello di riprendere tutta l’Asia minore ai turchi e ai crociati. Il suo prossimo obbiettivo fu Icono, che di recente aveva guadagnato la sponda opposta a Costantinopoli. L’esercito bizantino si mosse lungo la costa del sultanato, devastando le terre e facendo un ricco bottino.

1134: Battaglia di Nicea, i bizantini escono vittoriosi, Icono cerca di cambiare la situazione assediando Sinope, che resiste grazie ai continui rifornimenti.

1135: i bizantini espugnano Dorileo; il mese successivo spezzano l’assedio di Sinope. Il sultano di Icono si decide a chiedere la pace, cedendo la costa occidentale dell’Anatolia. Giovanni II si accontenta, deciso a non stremare troppo finanze e esercito, a settembre fa ritorno a Costantinopoli.

1137: Giovanni II sconfigge una rivolta dei Dalmati, contemporanea ad una dei Serbi, guerra fra Iraq e Caspio.

1140: Caspio e Iraq raggiungono la pace, sconfitti da un una nuova potenza musulmana: l’Iran, anche Icono si prende alcuni lembi di terra.

1142: Giovanni II seda una rivolta dei bulgari, con l’aiuto degli ungari e dei pacceneghi.

1143: Muore Giovanni II, colpito da una freccia avvelenata, durante una battuta di caccia. Gli succede il figlio quartogenito Manuele I, sposato con Costanza di Sinope. La sua incoronazione non fu gradita a tutti, specialmente ai suoi fratelli maggiori e all’altro clero, che lo ritenevano di mentalità troppo occidentale. Il sultano di Icono decide di dare il colpo definitivo a Trebisonda, che si trova senza alleati.

1144: Manuele I sposa la figlia dell’Imperatore di Germania, stabilendo alleanza fra i due popoli. I dissidenti vengono messi a tacere, con la forza o con somme pecuniarie. Manuele adotta fin da subito una politica di potenza, ampliando l’esercito e costruendo grandi opere pubbliche, che però prosciugano le casse accumulate da Giovanni II. Trebisonda cade ed è interamente assoggettata ad Icono, la notizia compie rapidamente il giro di tutta europa, causando un forte sgomento e dando il via ad una nuova crociata, per riprendere ciò che era andato perduto.

1145: Manuele I seda una rivolta a Sinope, il cui sovrano cercava di svincolarsi dal legame di vassallaggio con l’Imperatore. Le forze crociate sbarcano a Smirne, stavolta vi partecipano l’imperatore tedesco Corrado III e il re di Francia. Bisanzio non ne vuole sapere dei crociati e minaccia di aprire le ostilità contro ogni nave crociata che approdi in terra romana.

1146: I crociati si dirigono verso Icono, partendo dalla costa occidentale. L’obbiettivo è quello di espugnare Icono stessa, costringendo il sultano turco a chiedere una tregua con la cessione di Trebisonda. Tuttavia la situazione si evolve diversamente: i crociati non conoscono la zona e nessun bizantino li aiuta ad approvvigionarsi di acqua e cibo, mentre proseguono a marce forzate lungo strette gole e passaggi angusti, senza mai incontrare l’esercito turco.

1147: i crociati giungono nei pressi di Icono, stremati e numericamente decimati. Solo allora l’esercito turco, fresco e numeroso, si lancia contro le forze europee, mandandole in rotta in tempo brevissimo.

Il Mediterraneo orientale nel 1148

Il Mediterraneo orientale nel 1148

1148: i pochi crociati che riescono a tornare a Smirne si mettono al servizio del re Latino. Il fallimento della crociata getta l’europa nella morsa dello sconforto, mentre l’islam riprende fiato e ottiene una decisiva riscossa.

Basileus TFT

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Come si evolve poi la situazione? Per comunicarmi il vostro parere, scrivetemi a questo indirizzo.


Il Margaritone

di Det0

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Ed ecco un'altra idea ucronico-bizantina di Det0:

Isacco Comneno, detto il Margaritone, fu un esponente della famiglia dei Comneni e governatore di Cipro dal 1184 al 1192. Fu incaricato verso il 1180 di governare l'Isauria dall'imperatore Manuele, affrontò una guerra contro il Regno di Armenia in seguito alla quale fu catturato dai nemici; intanto l'imperatore Michele era morto e nessuno si preoccupò più del destino di Isacco per pagare il riscatto. Poi una sua zia, Teodora Comnena, fece pagare il riscatto al neo imperatore Andronico I (al pagamento contribuirono in parte anche i Cavalieri Templari).

Nel 1184, stanco del servizio imperiale, allestì una flotta e si diresse verso Cipro, qui egli presentò delle lettere imperiali falsificate che ordinavano all'amministrazione locale di riconoscerlo come governatore. Quando Andronico I lo scoprì temette che Isacco volesse usurpargli il trono (infatti un oracolo aveva predetto che il nome del successivo imperatore sarebbe iniziato per I) e preparò un esercito da inviare a Cipro; intanto Isacco aveva arruolato molti altri soldati bizantini al suo servizio, aveva coniato delle sue monete e nominato un patriarca di Cipro, che lo incoronò basileus nel 1185.

Nello stesso anno Andronico fu spodestato, durante una rivolta popolare a Costantinopoli, da Isacco II Angelo che nella primavera del 1186 inviò una flotta di 70 navi per attaccare Cipro, ma i comandanti della spedizione non erano all'altezza e furono sconfitti appena arrivati sull'isola anche grazie all'aiuto a fianco di Isacco Comneno della flotta normanna di Guglielmo II di Sicilia (grande alleato di Isacco); successivamente Isacco conseguì molte vittorie ma si limitò a governare illegittimamente la sua Cipro.

Ma cosa accade se dopo le numerose vittorie sulle truppe imperiali Isacco decide di attaccare la stessa Bisanzio in preda ai tumulti? Potrebbe conquistarla e acquistare il titolo imperiale, poi siglerebbe un alleanza con il suo amico normanno Gulglielmo II di Sicilia. Poi, dato che Isacco non era ne un abile guerriero ne un abile politico, e inoltre uomo violento e non del tutto sano di mente, alla sua deposizione il re normanno avrebbe potuto ereditare l'impero allargando i confini dei suoi domini e magari Costantinopoli (grazie alla mediazione normanna) sarebbe tornata sotto il controllo della Chiesa Romana.

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Così gli obietta Basileus TFT:

Se non ricordo male, Isacco viene sconfitto da Riccardo Cuor di Leone, che conquista Cipro negli anni '90 del 1100. La conquista dell'Isola avvenne perchè Isacco si rifiutò di dare il passaggio,s ulla sua isola, alla sorella di Riccardo. Tieni ben conto che,per Isacco,era impossibile resistere all'esercito del re d'Inghilterra. Quindi, o prendi come POD il fatto che Isacco sia meno deficiente di quello che era,quindi fa transitare la sorella di Riccardo, o se no la vedo alquanto dura. In caso Isacco riesca a resistere al problema Riccardo, la sua strada è spianata: potrebbe conquistare per esempio la Piccola Armenia, oppure fare come fece Venezia, offrire i propri servigi a Bisanzio (conta che con l'incompetenza dei sovrani Angeli e la quarta crociata, Bisanzio non cercherà mai più di invadere Cipro), in cambio di favori commerciali. Dopo la quarta crociata potrebbe aprirsi la strada per la dominazione della Grecia.

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Ed ecco la replica di Det0:

Certo, caro Basileus, sapevo che Isacco venne attaccato e sconfitto da Riccardo Cuor di Leone per i motivi precedentemente citati, ma il POD scelto da me (pensavo di posizionarlo nell'estate del 1186) è precedente all'attacco di Riccardo Cuor di Leone a Cipro (1192); quindi si può immaginare una simile Timeline che parte dal mio POD ed evita l'attacco inglese a Cipro:

1186: Una flotta di 70 navi fatta preparare dall'imperatore bizantino Isacco II Angelo parte da Bisanzio per attaccare Cipro. In primavera le navi arrivano sull'isola ma appena i soldati scendono queste vengono incendiate e affondate dalla flotta normanna del generale Margarito da Brindisi, ammiraglio normanno al servizio di Guglielmo II di Sicilia.

1187-1188: Cipro subisce altri attacchi ma sono nuovamente sventati da Isacco, i capitani bizantini sono catturati e inviati in Sicilia per essere decapitati mentre i soldati rimangono a Cipro come schiavi.

1189: Tancredi d'Altavilla, successore di Guglielmo, è eletto re di Sicilia. Intanto Isacco prepara una flotta diretta verso Costantinopoli, questa salpa da Nicosia e si dirige verso il Bosforo. Margarito da Brindisi, dopo aver giurato fedeltà al nuovo re, dirige la flotta normanna verso Costantinopoli.

1190: La flotta di Isacco è aiutata da quella normanna davanti alle acque di Efeso, finita la battaglia si riparte per Bisanzio. Intanto a Costantinopoli si organizzano le difese ma l'imperatore è in lotta contro i Bulgari. Nell'estate del 1190 la flotta di Isacco giunge a Costantinopoli e dopo tre mesi di assedio, il 22 ottobre, espugna la città; i soldati di Isacco entrano nelle mura e sconfiggono i difensori dell'imperatore che, tornato dalla guerra, si era rifugiato nel palazzo; poi un intervento della cavalleria normanna sblocca la situazione e le truppe entrano nel palazzo, dove Isacco II Angelo è ucciso. Isacco Comneno, mentre era in preghiera, viene informato del fatto e pochi giorni dopo è eletto imperatore.

1191-1195: Isacco conduce un'incauta politica interna, scatenando rivolte da parte del popolo e dei nobili, tutte represse con le armi; ma in compenso se la cava bene sul piano internazionale, infatti sconfigge in alcune battaglie i Bulgari.
Nel 1192 la sorella e la fidanzata di Riccardo Cuor di Leone naufragano a Cipro, sotto il controllo del nuovo governatore (un lontano cugino di Isacco), che le accoglie e le invia a Costantinopoli con una nave, qui sono ricevute dall'imperatore Isacco e nel 1193, quando Riccardo Cuor di Leone si reca a riprenderle, l'imperatore firma con il re d'Inghilterra un trattato nel quale si assicura che l'Impero Bizantino non sarà attaccato dai crociati, anzi, l'imperatore si dichiara disposto a fornire loro delle truppe.
Nel 1194 a Tancredi succede Guglielmo III, con il quale Isacco stringe subito un alleanza, dandogli in moglie persino la sua stessa figlia, che però nell'agosto dello stesso anno muore, ciò scatena nell'imperatore un disagio che col tempo lo porta alla pazzia. Nel dicembre 1194 l'imperatore tedesco Enrico VI scende in Italia e conquista il Regno di Sicilia.
Nel 1195 una rivolta della zecca di Bisanzio (alla quale Isacco aveva fatto coniare più di diciotto volte in pochi mesi nuovi tipi di monete, dimostrazione della sua insanità mentale), appoggiata da quasi tutti i cittadini (che non amavano l'imperatore) rovescia Isacco Comneno dal trono e lascia la città nel pieno caos. Guglielmo III viene avvertito e si reca a Costantinopoli per riportare la calma.

1196: Guglielmo si riunisce con la nobiltà bizantina nel palazzo di Costantinopoli, qui viene trovato il testamento di Isacco che dice che lascia "tutte le terre e le forze dei romei al marito della mia defunta figlia", ma Guglielmo viene misteriosamente ucciso due giorni dopo; l'assassinio di Guglielmo fa sì che tutti gli occhi puntino su Enrico VI e nei mesi successivi cominciano le lotte e le rivolte nel sud-Italia contro l'imperatore che, disperato, chiede l'aiuto del papato, il pontefice Celestino III invia delle truppe in aiuto dell'imperatore presso Napoli; terminata la battaglia il papa scende per ricevere i ringraziamenti da Enrico ma è catturato nei pressi di Caserta.

1197: Enrico VI approfitta della situazione e libera il papa; però si fa promettere la nomina imperiale. Poi parte per Costantinopoli e placa le ribellioni.
Nella notte di Natale del 1197, a Roma, Enrico VI viene incoronato da papa Celestino "Imperatore dei romani"; unificando le corone di Aquisgrana, Palermo e Costantinopoli e rifondando una sorta di "Impero Romano".

1198-1203: Dopo il ritorno di Enrico VI Augusto ad Aquisgrana si verificano ribellioni e rivolte in sud-Italia(1198-1201) e a Bisanzio(1199-1202); dopo i ripetuti tentativi di repressione e i viaggi da Aquisgrana a Palermo e a Bisanzio Enrico, nel 1203 decide di chiedere al nuovo papa, Innocenzo III, di spostare la sede imperiale a Roma, in cambio l'imperatore avrebbe riportato la chiesa d'Oriente sotto il controllo di quella Romana.

1204: Il papa accetta la richiesta dell'imperatore e la sede papale è spostata a Roma, mentre il patriarca di Costantinopoli Giovanni X Camatero si reca a Roma ed è ricomposto lo Scisma d'Oriente dopo 150 anni.
Intanto le navi del doge veneziano Enrico Dandolo giungono in Terrasanta dopo aver riconquistato Zara.
Nello stesso anno Enrico VI, ripreso il controllo del suo impero, comincia ad organizzare una nuova crociata.

1206: Dopo aver radunato le truppe i comandanti della quinta crociata (Guglielmo I d'Olanda, Guglielmo I di Scozia, Giovanni I d'Inghilterra, Filippo II di Francia e Enrico VI Augusto) partono per Sidone, base di partenza per la crociata.

1207: La crociata si divide in due parti: una, guidata da Guglielmo di Scozia e Giovanni d'Inghilterra, parte per l'Egitto e assedia Damietta; l'altra, guidata da Filippo II di Francia, Guglielmo d'Olanda e Enrico VI, si dirige verso sud per difendere il Regno di Gerusalemme.

1208: Mentre il Saladino combatte in Palestina contro i crociati, inglesi e scozzesi espugnano Damietta e, ricevuti gli aiuti da Bisanzio, avanzano nell'entroterra egiziano, i loro attacchi riportano Saladino in Egitto e gli europei sono fermati al Cairo; così, senza il Saladino in Palestina le truppe francesi, tedesche e olandesi avanzano nel Regno di Gerusalemme e ne ampliano i confini.

1209-1211: Nel 1209 il Saladino, mentre viaggiava per tornare in Palestina, viene assassinato da un gruppo di cavalieri templari; grazie alla sua morte i crociati possono riportare considerevoli vittorie in Egitto (1209-1210) e in Palestina (1209-1211); nel 1210 è conquistato il Cairo e l'Asia Minore viene riportata sotto il controllo cristiano grazie alle truppe di Bisanzio e quelle di Filippo II di Francia, che portano ad una vittoria decisiva presso Aleppo; nel 1211 la conquista della Palestina è ultimata e Enrico VI, che deve tornare a Roma, lascia la reggenza del regno a Guglielmo d'Olanda.

1212: Durante il viaggio per tornare a Roma la nave di Enrico VI affonda nei pressi di Rodi, l'imperatore non riesce a sopravvivere; sul soglio imperiale di Roma gli succede, in quell'anno, il figlio Federico II; che nel primo anno della sua elezione deve già affrontare il Consiglio di Damietta, per la spartizione degli ex-territori arabi: all'Impero Romano vanno la riconquistata Asia Minore, il Regno di Gerusalemme (sotto la reggenza dei conti d'Olanda) e la Penisola del Sinai; la Francia ottiene la Contea di Aleppo; l'Inghilterra e la Scozia si spartiscono l'Egitto.

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L'Europa nel 1212 (cliccare per ingrandire)

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C'è anche la proposta di Paolo Maltagliati:

Il 28 aprile 1192 l'Aleramico Corrado di Monferrato sventa l'assassinio e rimane re di Gerusalemme a lungo.

Questo cosa significa? innanzitutto che a San Giovanni d'Acri c'è un re che sa comandare, e che evita al regno gli instancabili tumulti politici che lo contrassegnarono nell'ultimo secolo della sua storia. Anzi, riesce a non far finire le cospicue tasse doganali del regno nelle mani degli italiani, perlomeno non tutte, trovando in questo modo i soldi per costruire una flotta propria, con cui controllare le coste e i traffici verso la Siria. Anche perché conquista la contea di Tripoli in pieno caos e guerra civile. I Lusignano, da Cipro, dopo tale mossa gli dichiarano guerra, desiderosi di riprendersi il trono ma lui, con la sua flotta nuova di pacca li sconfigge, nonostante che i Lusignano fossero aiutati dai genovesi. E si accaparra anche Cipro. E' un sovrano astuto e calcolatore, e capisce che deve integrare le popolazioni native e renderle compartecipi alla difesa del regno.

Ma questo è il meno. Quando suo fratello minore Bonifacio si mette alla testa della crociata che porterà alla conquista di Costantinopoli, i due si mettono subito in contatto, con l'idea di organizzare per bene una crociata contro l'Egitto. Ma come da nostra TL, i veneziani ed il giovane Alessio Angelo si mettono in mezzo ed arriva la quarta crociata.

Le tensioni tra veneziani e Bonifacio per il titolo di imperatore di Costantinopoli sono molto più aspre, perché Corrado ci si mette in mezzo. Alla fine, dopo uno sfiorato bagno di sangue si arriva al compromesso. Ma Bonifacio, su suggermento di Corrado, insiste con i veneziani per ottenere i territori che vuole lui, cioè Morea e Creta. I veneziani si tengano pure Corone, Modone, Granbusa e Spinalonga. Tessalonica va a Ottone de la Roche. Bonifacio insiste a dichiararsi vassallo del suo ormai vecchio fratellone e non dell'imperatore latino sul Bosforo. Ed ecco servito un bell'impero orientale di marca aleramica!

Infine, i due aleramici giocano anche sporco con Simone di Montfort ed il papa: per difendere outremer non si bada molto al sottile, visto che servono uomini. Perciò, molto discretamente, danno asilo a molti catari in fuga dall'occitania, tanto che la lingua franca d'outremer si fa sempre più italo-provenzale (e si diffonde una nuova variante di gasmulo).

Come cambia il destino dell'Europa?

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E ora, per chiudere, un'idea di Enrica S.:

Yūsuf bin Ayyūb, meglio noto con il suo titolo onorifico di Salāh al-Dīn ("Integrità della Fede"), poi italianizzato in Saladino, in gioventù avrebbe preferito dedicarsi agli studi teologici che all'arte della guerra, ma nel 1168 fu spedito in Egitto dal natio Kurdistan al seguito dello zio Shīrkūh, dove divenne Gran Visir del califfo al-Adid. Alla morte di quest'ultimo si proclamò a sua volta califfo e fondò la dinastia Ayyūbide. Nel 1174, mentre organizzava campagne militari nello Yemen, si ammalò gravemente e scampò alla morte solo per miracolo. L'esperienza lo tramutò e lo decise di diventare un combattente per la fede, riconquistando Gerusalemme che dal 1099 era in mani crociate. Ma che accade se "il feroce Saladino" (come fu battezzato da una celebre raccolta di figurine) in quell'occasione muore? Gli stati crociati dureranno più a lungo, e Gerusalemme resterà cristiana almeno fino all'ascesa dei Mamelucchi? O un altro signore più spietato di Saladino (che aveva la fama di gentiluomo, tant'è vero che Dante lo mise nel Limbo) metterà a ferro e a fuoco Gerusalemme, uccidendo tutti i cristiani che la abitano per vendicare la strage operata dai Crociati nel 1099? E con quali conseguenze?

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Così le risponde Massimiliano Paleari:

Senza Saladino il Regno di Gerusalemme prolunga la propria esistenza nel tempo e la stessa Città Santa continua a farne parte. Col tempo, accentuando un fenomeno presente anche nella nostra timeline ma interrotto dalla rapida caduta delle roccaforti cristiane in Terrasanta, i "Franchi" del Regno di Gerusalemme assorbono sempre più usi e costumi "orientali" in un singolare sincretismo culturale. Ua conseguenza importante è che non abbiamo la IV Crociata, quindi niente sacco di Costantinopoli, niente Impero Latino d'Oriente e niente recrudescenza di odio viscerale tra Cristiani orientali (Ortodossi) e Cattolici. L'Impero Bizantino continua la propria esistenza e non dovendo lottare per riconquistare i territori europei occupati dai "Franchi" e dai Veneziani può concentrare le proprie energie militari nel rafforzamento delle frontiere anatoliche. Saranno anzi alla fine i "Franchi" d'Oriente del Regno di Gerusalemme a chiedere e otttenere l'alleanza e l'aiuto bizantino. Il Regno di Gerusalemme diverrà così uno Stato vassallo (Seppur dotato di larghissima autonomia) di Bisanzio. Sotto i Paleologhi questi ultimi in una serie di azzeccate campagne militari riconquisteranno i territori perduti dell'Anatolia sud orientale e della Contea di Edessa, ripristinando così un collegamento terrestre con il Regno di Gerusalemme. In seguito i Turchi sono tenuti a bada grazie anche alla solida alleanza tra Bizantini e Franchi d'Oriente. Grazie alla mediazione dei Re di Gerusalemme all'inizio del XV Secolo si giungerà anche alla ricomposizione della frattura religiosa tra Cristianesino Orientale e Occidentale... La Storia cambia totalmente...

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E Paolo Maltagliati aggiunge:

Ambedue le ipotesi molto fattibili. Mettiamo però in chiaro subito una cosa: la cosa più importante fatta da Saladino non è la più famosa e celebrata. Non è stato riconquistare Gerusalemme l'epica impresa, ma essere riuscito a conquistare l'Egitto. La presa di Gerusalemme è la logica conseguenza dell'unione tra Egitto e Siria. Magari con un leader meno abile politicamente e militarmente di Saladino, i crociati riescono a ravvedersi in tempo dello sbaglio madornale di Filippo di Fiandra ed accettare l'aiuto Comneno per prendere la terra dei faraoni. O, se la situazione degenera ulteriormente al Cairo, i franchi d'outremer riescono addirittura a fare da soli.

Ad ogni modo è bene ricordare che, con o senza Saladino, la riscossa araba era già iniziata, anche se, altrettanto vero, aiutata dagli harakiri politici dei cristiani (sia bizantini sia franchi in questo caso). Perciò un condottiero altrettanto intelligente ma più spietato, come dici tu, sarebbe potuto benissimo spuntare e magari sarebbe riuscito ad eliminare l'esperimento statale latino con un secolo d'anticipo, una volta per sempre.

L'unico modo per sopravvivere per i cristiani (che putroppo lo capirono sin troppo bene, ma troppo tardi) era non avere un fronte musulmano compatto di fronte a sé (il che poi voleva dire avere le terga parate in Egitto, torniamo al punto originario), e, sopratutto, non mettersi a litigare tra loro!

L'outremer franco credo abbia avuto una funzione metastorica e culturale importantissima per noi occidentali, ma una volta esauritasi tale funzione, già dal XIII secolo, era abbastanza logico che si estinguesse. Fu sempre un corpo estraneo, non solo per i musulmani di Siria, ma anche per gli stessi crisitiani del vicino oriente, che ebbero a subire 2 volte: prima le vessazioni latine, poi una volta liquidati i franchi, il perennte sospetto di essere il "nemico interno" potenziale alleato dei barbari crociati.

Un secolo in più di controllo del la Palestina avrebbe permesso ai franchi un lento ma costante processo verso l'integrazione? Non lo so. Con l'Egitto tra le mani, forse, la via per l'integrazione sarebbe stata, io credo, in un certo qual modo "obbligata", così come la cooperazione con i copti ed i greci.

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