Gabriele, esperto di Linguistica dell'Università di Trento, l'11/9/2002 ha avanzato questa proposta:
Che sarebbe accaduto se Himmler ce l'avesse fatta, nel gennaio-aprile 1945, a rivoltare il fronte (ossia alleati più Germania denazificata) contro l'URSS? E se l'atomica fosse poi stata usata - horribile pensatu - non contro Hiroshima ma contro Minsk?
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Queste sono le risposte dell'amico Bhrg'hros:
1a) vittoria sovietica contro
gli atlanto-tedeschi, senza atomiche (Germania, Italia e Francia nel Patto di
Varsavia; armistizio britannico; guerra fredda euro-americana); prosecuzione
della guerra nel Pacifico e del patto di non aggressione russo-giapponese?
1b)
vittoria atlanto-tedesca contro l'URSS, senza atomiche; indipendenza delle
repubbliche ex-sovietiche; restaurazione della Polonia (incluso il corridoio)?
Restaurazione del Wolgadeutschland e sua annessione al Reich (ma senza un
corridoio...)
2a) una sola atomica e vittoria atlanto-tedesca: come al punto 1b;
interrogativo: instaurazione di un regime capitalistico in Russia? Russia
europea occidentale contro Siberia sovietica (analogamente alle previsioni di
Himmler durante la guerra)? Tale Russia (senza le repubbliche ex-sovietiche)
sarebbe stata anglo-americana o (meno probabile) in parte data in
amministrazione tedesca?
2b) risposta atomica sovietica su Berlino, armistizio
tedesco-sovietico e guerra civile in Germania (come in Cina?)
3) (più fantastorico) prosecuzione solo tedesca della guerra aperta sul fronte
orientale, ma con appoggio abbondante da parte americana.
Situazione europea:
1945:
restaurazione di tutte le sovranità (pax americana) in Europa occidentale,
settentrionale e sud-orientale, senza o quasi concessioni a influenze tedesche;
trattamento del nazismo come il franchismo;
1945-1950: carta bianca all'Est dal
Baltico al Pacifico con possibili esiti: vittoria russa (ritorno al punto di
partenza) oppure armistizio sugli Urali o vittoria tedesca, germanizzazione
della Siberia ed eventuale incoraggiamento della guerra fredda
tedesco-giapponese in Asia (1953 alleanza sino-tedesca? 1958 Mongolia, Sin Kiang
e Tibet filo-giapponesi indipendenti?), dopodichè:
1963-2003: guerra fredda
tedesco-americana con sobillazione atlantica delle nazionalità oppresse (dalla
Polonia al Baltico all'Ucraina al Caucaso al Turkestan) e, dall'altra parte,
mire tedesche sull'Europa occidentale (finanziamento a partiti
nazionalsocialisti) e Vicino e Medio Oriente (1965 indipendenza dell'India?
Politica filoaraba antiisraeliana? Spartizione dell'Iran? 1996 Invasione tedesca
dell'Afghanistan?)
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Il 16/9/2002 l'amico Gabriele insiste:
Dove sarebbe scoppiata la guerra civile in Germania? Nei territori sotto occupazione sovietica o in aree industriali di una Germania ritornata ai confini del 1942 (salvo che in Europa occidentale) ma "capitalista" post-nazista? Come a ogni fantaevento si ha il bivio:
a) vittoria comunista, armistizio con l'URSS,
neutralità
antioccidentale, fine dell'imperialismo tedesco all'Est ma revanscismo
all'Ovest;
b) vittoria "demoplutomassonica" e continuazione nello scenario 3)
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Bhrg'hros non si fa pregare:
Direi: Guerra col Giappone e
scenario trascurato di vittoria giapponese (dopo un conflitto aperto, 1963-1970); confine tedesco-giapponese sugli
Urali.
1968: India indipendente
filogiapponese, ma sobillazione atlanto-tedesca della guerra civile in Cina
(finanziamenti al vecchio capo partigiano Mao Zedong) e in India (Musulmani).
1973: repressione in Bangla Desh e attacco indo-giapponese al Pakistan
occidentale.
1975: (re)ingresso anglo-americano in guerra accanto alla Germania,
attacco congiunto all'Asia centrale giapponese da parte tedesca (Urali) e
inglese (Iran, Afghanistan).
1976: controffensiva giapponese e contemporanea
diversione sull'Arabia.
1978: conquista nipponica di Gerusalemme e ingresso della
marina del Sol Levante nel Mediterraneo.
1979-1980: sconfitta degli Occidentali
nelle battaglie di Cipro e di Salamina.
1982-1984: indipendenza delle colonie
europee in Africa.
8 settembre 1983: armistizio dell'Italia con il Giappone.
1985:
insurrezioni comuniste filogiapponesi in Germania-Russia, Francia e Spagna;
ricorso americano (R. Reagan) alle bombe all'idrogeno e al cobalto, politica di
distensione da parte del neocancelliere tedesco (del Volga) Buckliger (con una
voglia di coca-cola sulla testa e promotore della politica della
Durchsichtigkeit e del Wiederaufbau),.
1986-1988: cessazione delle ostilità e
trattati di pace.
1989: crollo dell'impero tedesco esterno (Russia, Ucraina,
Baltico, Polonia).
1991: dissoluzione della Germania (Prussia, Sassonia, Baviera ecc.)
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Vale la pena di osservare quest'immagine inviataci da Perchè No?, e da lui definita "il crossover che non ti aspetti":

Se guardate bene, Darth Fener è dietro Stalin, quindi è il dittatore sovietico che si è alleato con il perfido imperatore Palpatine per sconfiggere Hitler! Scommetto che Luke Skywalker e Han Solo combattono a fianco degli anglo-franco-americani...
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Oggi vorrei parlare del famoso viaggio intrapreso da Rudolf Hess in Scozia, nella primavera del 1941.
L'azione di per se può essere definita pazza, così come l'autore; forse è per questo che non la si ritiene "sorgente" per un possibile sviluppo ucronico?
Certo si è scritto parecchio sul fatto in questione e molti aspetti restano, ancora oggi, non del tutto chiari.
Hess era veramente impazzito?
Hitler non era assolutamente al corrente di un tale viaggio? e in questo caso, perchè attese due giorni dalla partenza di Hess per definirlo mentalmente instabile? aspettava forse una determinata reazione britannica che non ci fu?
Quanto giocò, nella decisione di Hess, il suo coinvolgimento nel misticismo nazista?
Il fatto di essersi lanciato nei pressi della dimora di Lord Hamilton, ritenuto di idee simpatizzanti per il Terzo Reich, era solo un primo passo per poi riuscire a contattare altri illustri personaggi, fra i quali membri del governo di Sua Maestà e del Parlamento, vicini all'esoterismo, se non addirittura seguaci di queste dottrine che accomunavano certi circoli del Regno Unito e della Germania?
Le domande potrebbero continuare.
Al di là degli aspetti esoterici, della possibilità che in Gran Bretagna esistesse un "partito della pace" pronto a venire a patti con i nazisti, dei dubbi sulla morte del prigioniero numero sette nel carcere di Spandau il 17 agosto 1987, del fatto che questo stesso, suicidato o ucciso, non fosse il vero Hess ma una controfigura (questo perchè, secondo un'ipotesi, Hess venne già abbattuto dalla Luftwaffe quel 10 maggio 1941, oppure ucciso il 25 agosto del 1942 nell'incidente aereo che coinvolse George Windsor, duca di Kent e fratello minore di re Giorgio VI) vediamo se la "fuga" non più fuga di Hess può essere l'aspetto di una qualche ucronia.
Limitandoci alla prospettiva politica di quel periodo bellico e dando per scontato che il delfino del Fuhrer sia partito con il benestare del suo capo, in cosa poteva consistere la missione?
E qui chiedo di avere un po' di fantasia, perchè anche quel mattoide di Hitler non avrebbe preso certe decisioni; pazzo si, ma no scemo!
Intendiamoci, se fino ad oggi si combatte un nemico, è da ritenere logico chiedergli una tregua con la motivazione che s'intende iniziare un nuovo conflitto con un'altra nazione, anche se quest'ultima è invisa e affatto simpatica ad entrambi i contendenti?
E tale proposta potrebbe avvenire "d'amblais", anche inviando in terra nemica, quale portavoce, un alto dirigente del partito nazista?
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Adesso sospendiamo le domande e vediamo se vi piace questa mia.
Alla fine del 1940, ad Hitler, a Ribbentrop e a tutta la marmaglia che gestisce la Germania, è ormai chiaro che per avere Stalin dalla propria parte e trasformare il Patto Tripartito in quadripartito, bisognerebbe cedere troppo al dittatore georgiano.
Ergo, è necessario prepararsi per perfezionare quanto da Hitler puntualizzato nel Mein Kampf, cioè distruggere il comunismo e conquistare ad est le terre che abbisognano al popolo tedesco, quello spazio vitale che non si può più negare agli ariani.
Ciò non è fattibile finquando non cessi l'impegno bellico nazista in Occidente; è assolutamente imperativo non combattere su due fronti come accaduto un quarto di secolo prima.
Ma la Gran Bretagna non intende mollare e continua con caparbietà a lottare e a difendersi; anzi, addirittura reagisce e colpisce la Germania attraverso il Comando Bombardieri della RAF.
Se Churchill è ostinato, anche Hitler lo è, ma è chiaro che l'invasione delle isole britanniche è ormai tramontata, anche perchè la Luftwaffe non riesce ad avere il dominio incontrastato dei cieli, condizione essenziale per poter sbarcare sulle coste nemiche.
C'è un modo per risolvere tutto ciò, agendo con cautela e abilità e attuando un'audace manovra diplomatica.
Già più di una volta Hitler è sceso a patti con dei potenziali avversari, ovviamente solo per motivi strumentali: con i Polacchi nel 1933, onde poter avere il tempo necessario per riarmarsi e dare poi loro la lezione che lui riteneva si meritassero e con lo stesso Stalin nel 1939; anche qui per ottenere la spartizione delle spoglie di un avversario quale è stato la Polonia.
Può essere la volta di scendere a patti con un avversario in aperto conflitto, come già fatto con la Francia; patti che conducano ad una pace apparentemente, solo apparentemente, "cartaginese" per la Germania.
Proposte di tregua e di collaborazione sulla base di una spartizione di Europa e Africa ne sono state fatte alla Gran Bretagna dopo la resa della Francia, ma Londra non ne vuole sentire da quell'orecchio.
Churchill ha sempre risposto che prima Hitler si ritiri da ciò che ha invaso, poi se ne potrà discutere.
A sorpresa, l'ambasciatore tedesco a Berna, attraverso intermediari diplomatici elvetici, fa giungere la notizia di questa eventualità al suo omologo britannico in terra svizzera.
Al Foreign Office restano sbigottiti e lo stesso primo ministro britannico non crede alla sincerità dell'offerta, ma la richiesta di colloqui aventi tale oggetto viene fatta ufficialmente al governo britannico, pur sempre riservatamente.
Nei primi mesi del 1941, incontri segreti avvengono in Portogallo tra emissari di Londra e di Berlino.
Hitler, per dimostrare le sue buone intenzioni, invia il proprio delfino Hess a seguire di persona le trattative e a condurre la delegazione germanica.
L'offerta si basa sul ritiro tedesco dalla Francia, dal Belgio, dal Lussemburgo e dai Paesi Bassi e la restituzione di questi paesi ai loro legittimi governi.
La ricostruzione di ciò che è stato danneggiato o distrutto durante il conflitto sarà a carico del Terzo Reich, compreso ciò che è stato oggetto di bombardamento da parte della RAF; nelle suddette nazioni resterà, però, operativa la polizia nazista.
Londra risponde che non se ne fa niente, a meno che i Tedeschi si ritirino completamente dall'Occidente e anche da Danimarca, Norvegia, Polonia e ciò che un tempo era la Cecoslovacchia.
La controproposta tedesca viene incontro alla richiesta britannica: totale ritiro dall'Europa occidentale e dalla Scandinavia e restituzione della sovranità ai governi in esilio; si chiede di mantenere delle guarnigioni tedesche, senza che queste influenzino l'indipendenza di Copenhagen e Oslo, presso alcune basi navali e aeree in Danimarca e Norvegia, in modo che possano essere utilizzabili per la marina e l'aeronautica naziste, in attesa di ulteriori sviluppi dall'armistizio alla pace totale; inoltre si propone di far tenere un referendum in Alsazia-Lorena e in alcune zone del Belgio per un'eventuale adesione delle popolazioni di quelle regioni alla Germania, in tal caso si può riparlare di smilitarizzare la Renania (il che non avrebbe alcun vantaggio per Londra e i suoi alleati, se non dal punto di vista della notizia sull'opinione pubblica, specie quella francese).
Riguardo i confini orientali del Reich, Hitler non vuol sentire ragioni.
I Tedeschi non diranno, ovviamente, nulla di concreto ai Britannici riguardo l'intenzione di attaccare l'Unione Sovietica, ma qualche vago accenno qua e la potrebbe venire fatto, specie a chi ha Stalin particolarmente inviso.
A coronamento dei colloqui, Rudolf Hess arriverà segretamente in Scozia, per dare peso e spessore alla cosa e dimostrare la sincerità e la buona volontà della Germania nel voler raggiungere una pace duratura e con effetti equilibrati e reciprocamente favorevoli.
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E ora ricominciamo con i punti interrogativi.
Churchill può tenere segreta la trattativa senza che giunga all'attenzione di qualcuno del suo governo, che è pronto a concludere un onorevole accordo pur di far smettere questa guerra?
Riuscirà ad evitare pressioni in questo senso e addirittura la sfiducia del suo gabinetto, grazie all'influenza che in Parlamento hanno certe persone, incluso il duca di Kent, fratello di re Giorgio?
Possiamo plausibilmente ipotizzare un colpo di stato indolore da parte del "partito della pace" con l'allontanamento di Churchill in Canada?
Ce la faranno le spie sovietiche nel Regno Unito, comprese quelle che lavorano all'interno dei servizi segreti, a scoprire la cosa e ad informare Stalin, che potrebbe vedervi una possibile "combine" a danno dell'URSS?
Se alla fine l'accordo viene raggiunto, ancora una volta sulla pelle della ex Cecoslovacchia e della Polonia, gli eventi dei Balcani faranno saltare i patti raggiunti, o anche lo sviluppo di questi fatti prenderebbe una piega diversa?
E' ipotizzabile che Mussolini venga costretto dal suo alleato a scendere a patti, "obtorto collo" con la perfida Albione, impedendo il prosieguo del conflitto in Albania e venendo così meno la necessità di pressare sulla Jugoslavia affinchè entri nel Patto Tripartito.
Conseguentemente l'esercito greco si ritira nei propri confini, dopo che Atene ottiene il pagamento dei danni di guerra dall'Italia e la realizzazione di un'ampia fascia smilitarizzata tra Albania e Grecia; similare situazione al confine libico-egiziano dopo che Australiani e Britannici lasceranno Tobruk.
Scordiamoci l'A.O.I., al limite, amministrazione italiana di Eritrea e Somalia sotto controllo britannico; pagamento dei danni di guerra subiti dalle proprietà britanniche come già fatto dalla Germania.
Vedrei come possibile anche l'impedimento per la Regia Marina a muoversi oltre certi meridiani geografici.
Ottenuta la pace, Hitler si rivolgerebbe, non certamente in modo gentile, all'URSS.
In tutto questo, Roosevelt non proverebbe a dire la sua su questo "empio e scellerato" accordo con la Germania nazista?
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Se qualcuno ha critiche ed osservazioni, sarò ben lieto di leggerle: scrivetemi a questo indirizzo.
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Ed ecco ora un'ucronia ideata da dDuck:
La bomba atomica non arriva o arriva in ritardo. Il team capitanato da Oppenheimer arriva a costruire il primo ordigno nucleare solo nei primi anni ’50.
La guerra nel pacifico è comunque vinta dagli americani che si avvicinano al suolo giapponese, i giapponesi non si arrendono e si necessita di un invasione dell’arcipelago.
Quindi nessuna Hiroshima e Nagasaki, ma come viene sconfitto il Giappone?
L’Unione sovietica dichiara guerra al Giappone e si prepara all’invasione.
Si potrebbe ipotizzare due scenari, americani e russi si dividono il Giappone con un Giappone nord filo-sovietico o un Giappone sud filo-americano oppure i russi invadono il Giappone (come la Polonia) e impongono un regime socialista a tutta la nazione.
Ipotizziamo la seconda, l’Imperatore potrebbe venire fucilato dalle guardie rosse o dai partigiani nipponici (come lo Zar 25 anni prima) oppure trovare rifugio negli USA.
Dipende molto dagli accordi di Jalta, se il Giappone finisce nella sfera d’influenza sovietica il socialismo reale avrà un ponte sul Pacifico per espandersi.
1945: fuga dell’Imperatore in California dove, sotto la protezione degli americani, viene seguito da molti suoi fedeli (modello Dalai Lama), la California si
riempie di giapponesi realisti, costruzione di una piccola reggia a Oackland dove gli immigrati nipponici continueranno a tributargli gli onori.
I Californiani non asiatici scambieranno spesso quegli strani orientali con quegli strampalati vestiti per una tribù indiana autoctona.
La storia del Giappone come potenza economica cambia completamente.
Quinti senza la concorrenza e l’inventiva giapponese l’elettronica ha uno sviluppo minore, nel 2000 avremo ancora il VHS e il vinile come tecnologia di punta, e televisori con tubo catodico, i computer PC saranno costosi e ingombranti e le poche industrie americane IBM,
Compaq, Sperry-Unisys sono ancora oligopoliste.
La retorica del regime nippo-socialista incolperà alla guida imperiale i guai della guerra.
Anni ‘50: Il Giappone diventa il più fedele alleato di Mosca, ricostruisce una buona flotta e la sua economia industriale diventa completamente a servizio del suo grosso vicino che lo fornisce di materie prime
Le industrie giapponesi non si inventeranno più tutte quelle diavolerie elettroniche ma costruiranno carri armati e MIG per il grosso alleato.
Durante il regime socialista molti monaci buddisti e shintoisti, ma anche preti cattolici, verranno arrestati, i templi nazionalizzati fuga negli Stati Uniti del clero Buddista, le religioni saranno messi al bando dal regime.
Con la vittoria di Mao Zedong, riavvicinamento del Giappone alla Cina, il governo socialista nipponico consegnerà i criminali di guerra al governo cinese, condannando l’aggressione imperiale nipponica degli anni
'30.
Guerra di Corea: il Giappone entra in guerra con le potenze comuniste; possibile vittoria comunista, ma anche minaccia americana di sbarcare sull’arcipelago.
Crisi di Cuba: il Giappone appoggerà regime di Castro assieme all’Unione Sovietica, i sovietici hanno già installato missili nucleari di lunga gittata sull’isola di Hokkaido.
Primavera di Tokio: l’esercito sovietico invade il Giappone perché i socialisti moderati hanno preso il potere, reintroduzione dell’ala intransigente fedele a Mosca.
Anni ’70: il Giappone schiererà le sue guardie rosse nella Guerra in Vietnam, che viene vinta con ancora più facilità.
1990: crolla la repubblica socialista e, pur diventando una repubblica pluripartitica, l’Imperatore può fare visita al suo popolo e tornare nel suo palazzo reale.
Lo sviluppo economico nipponico sarà parallelo a quello cinese, (e non anticipato di 30 anni), negli anni 2000 avremmo ancora un Giappone arretrato ma in espansione.
Per le vie di Tokio vanno ancora in giro Trabant, Skoda anni ’70, e Zaz oltre a
Toyota, Mitsubishi, Honda ma spartane e rumorose...
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C'è anche questa grandiosa proposta di Sandro Degiani:
Neuschwabenland (Nuova Svevia) è il nome della colonia antartica nazista fondata in seguito ad una spedizione partita da Amburgo il 17 dicembre 1938 al comando di Alfred Ritscher e conclusasi nel febbraio del 1939. Ritscher aveva già programmate altre due spedizioni in Antartide, la prima per l'estate 1939-40 e la seconda per il 1940-41, che prevedevano la costruzione di una colonia stabile per il controllo del transito tra l'oceano Atlantico e quello Indiano (che la zona fosse già rivendicata dai norvegesi, ai nazisti non importava); entrambe le missioni vennero annullate in seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Sembra che Hitler avesse una vera e propria ossessione per la conquista dell'Antartide, non solo come ulteriore dimostrazione della superpotenza tedesca ma soprattutto per farne una gigantesca base, nota come Base 211, in cui il gelo e l'inospitalità avrebbero protetto esperimenti segreti e armi che nessuno doveva conoscere, tra cui avveniristiche macchine volanti progettate dagli scienziati tedeschi, che avrebbero stupito e colto di sorpresa il nemico (i misteriosi "UFO nazisti"), e forse test nucleari.
Il 19 marzo 1943 le forze Alleate denunciarono movimenti sospetti in Antartide, operazioni clandestine che avrebbero avuto come protagonisti i servizi segreti tedeschi, oltre ad un considerevole movimento di sottomarini nazisti diretti all'Atlantico del Sud.
Che i vertici USA non sottovalutassero il potenziale pericolo rappresentato da Base 211 lo dimostra il fatto che il 2 dicembre 1946 Richard E. Byrd, ammiraglio della Marina Militare Americana, fu inviato in Antartide al comando di 4.000 uomini tra americani, inglesi e australiani (la cosiddetta missione Highjump), per stanare eventuali gerarchi nazisti fuggiti laggiù con chissà quali armi futuribili. A poco a poco la Base 211 è stata trasfigurata dal mito, un po' come Roswell, e sono stati tirati in ballo persino degli UFO precipitati in Antartide, sui quali i nazisti avrebbero messo le mani.
Ma che accade se la Base 211 esiste davvero, è approntata da Himmler come un "bunker di sicurezza" quando la guerra comincia ad andar male per il Terzo Reich, ed in essa vengono ammassati tesori rapinati dalla Wehrmacht in mezza Europa e tecnologie d'avanguardia? La Nuova Svevia rappresenterà, agli occhi di Himmler, il Reich millenario vagheggiato da Hitler, un regno di fuoco e ghiaccio, indubbiamente molto wagneriano, destinato ad ospitare i più puri rappresentanti della razza ariana, protetti dagli attacchi del resto del mondo ed in attesa di riconquistarlo. La Base 211 nella Neuschwabenland diviene l'ultimo rifugio per tanti gerarchi nazisti sfuggiti alla cattura al termine della guerra, e tra questi lo stesso Adolf Hitler (nel bunker sotto la Cancelleria di Berlino si è suicidato uno dei suoi tanti sosia), pronto a scatenare di nuovo le sue armate, emerse dai ghiacci eterni per fondare il IV Reich... Come fermarle?

Per far sapere a Sandro il vostro parere in proposito, scrivetegli a questo indirizzo.