Napoleone vince a Lipsia...


Così inizia Bhrg'hros:

POD: 1813, Napoleone vince a Lipsia la "Battaglia delle Nazioni". Così prosegue Bhrg'hros:

Vittorioso a Lipsia, Napoleone conquista il Brandenburgo, occupa Berlino, dichiara decaduto Federico Guglielmo III, indi marcia su Vienna attraverso Praga. La corte asburgica si rifugia in Ungheria. Napoleone assume la corona imperiale austriaca, scioglie la Confederazione del Reno e depone i principi tedeschi. La Germania e l'Austria vengono fuse e riorganizzate secondo il modello francese (divisione in dipartimenti ecc.) con Napoleone Imperatore. La Galizia viene unita al Granducato di Varsavia come regno di Polonia; l'intera Spagna e tutta la penisola italiana sono annesse all'Impero francese.

Alla fine del 1814 l'Imperatore progetta la conquista del Portogallo e un attacco a tenaglia sull'Egitto, da un lato attraverso l'Africa settentrionale, dall'altro attraverso i Balcani promettendo alla Russia i principati di Valacchia e Moldavia, la Rumelia orientale, Costantinopoli e l'Anatolia fino alle coste siriane; Gerusalemme diventa condominio franco-russo. Da lì parte l'attacco congiunto a oriente: la Persia alla Russia, l'India alla Francia. Residue enclave ostili o non bonapartiste sono la Sardegna, la Sicilia, l'Ungheria, naturalmente la "perfida Albione".

Alessandro I accetta a condizione di avere mano libera in Polonia. Quale potrebbe essere il seguito?

Dopo il successo delle campagne d'Oriente e la spartizione dell'Europa con la Russia sacrificando la Polonia (come un tempo Venezia all'Austria), gli Imperi napoleonici di Francia e Germania sono in grado di competere sia con Albione che con i precocemente potenti Stati Uniti d'America. Rivalità planetaria tra Franco-Tedeschi e Anglosassoni nella corsa a nuove colonie (Africa, Cina). Permane il problema dello status delle (ex-?)colonie spagnole e portoghesi in Sudamerica.

Scoppiano moti antinapoleonici in Batavia e Renania; richiesta di annessione alla Germania. In Italia si chiede il trasferimento della capitale a Roma. Lo zar fomenta movimenti panslavisti nelle Province Illiriche.

Alla morte dell'Imperatore, nel 1821 o più tardi, il Re di Roma sceglie di conservare solo la corona imperiale germanica per il timore delle crescenti agitazioni repubblicane in Francia, Italia e Spagna.

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L'amico Franco così risponde a Bhrg'hros:

Davvero interessante. Le direttrici successive potrebbero essere:

- spartizione dell'Europa tra Napoleone e lo Zar Alessandro;
- sono indeciso tra la decadenza di Albione, magari anticipando di un secolo la crescita di importanza marittima degli States, ed un ruolo forte di Albione come catalizzatore e finanziatore dei malcontenti antinapoleonici;
- anticipazione dei moti repubblicani del '48 in chiave antinapoleonica;
- inadeguatezza dei Napoleonidi;
- malattia di Napoleone.

In fondo credo che ogni esperienza storica segua una sua parabola, ed inoltre la mia visione porta ad identificare il percorso della storia come un vettore che punta sul polo positivo del progresso; forse, il compito di traghettatore di Napoleone era finito con o senza Lipsia.

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Bhrg'hros ribatte:

Dunque l'unità imperiale ispano-franco-italiana va in frantumi? Guerre civili tra unionisti e nazionalisti incrociate con quelle tra monarchici (Bonapartisti vs. legittimisti) e repubblicani? In Germania e Italia, agenti asburgo-britannici tentano un movimento intellettuale per una federazione mitteleuropea ("Grande Svizzera" - Groszschweiz - o "Impero di mezzo", Mittelreich) contrapposta a Francia e Russia?

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Franco non si fa pregare a rispondere:

Accidenti, sempre più intrigante. Pensavo più ad un'alleanza marittima franco-americana in chiave anti-inglese, le colonie spagnole e portoghesi gestite dal re di Spagna Murat (il regno di Napoli passa a Gerolamo). Turchia e Siria ai Russi, Grecia ed Illiria a i francesi; Palestina e Africa mediterranea ai francesi gestite da un divano sotto il controllo militare francese (Soult?). Lascerei a scambi commerciali Cina e Far East.

Quanto alla Morte di Napoleone, il figlio mantiene la corona imperiale sotto influenza Asburgo, trasferisce la sua sede a Vienna, muore nel 1830. In Francia si scatena la guerra di successione a Napoleone, scoppiano moti insurrezionali, si ritorna a un Direttorio o al Consolato. In Italia si ha un regno con a capo Eugenio.

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Riprende la parola Bhrg'hros per occuparsi della Germania:

Il progresso comporta prima o poi anche l'unione franco-tedesca, ma al momento mi interessava un'alternativa alla storia d'Italia con un impero romanzo (come quello caldeggiato da Mistral nell'Ottocento) o, in concorrenza, mitteleuropeo. La prima opzione era del resto la politica francese dell'Ancien Régime (e fino a Napoleone III), ed entrambe erano progetti geopolitici già medioevali. Mi dispiace la frantumazione, che va proprio contro la prima. Ma può aver senso l'equazione:

Napoleone : Alessandro = X : Roma

(X sarà qualche nazione "ellenizzante" come Roma per Alessandro? X = Germania o Russia? O America?)

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Ed ecco la conclusione di Franco:

Sì, l'ipotesi è una frantumazione sul modello dell'impero ellenistico dopo Alessandro, forse a Napoleone l'associazione sarebbe piaciuta... La tua proporzione è suggestiva da un punto di vista di speculazione teorica, mi sembra che tensioni simili anche se fortunatamente non violente ci sono anche ora in Europa. Tu punti sempre sulla tua cara Germania, lascio a te lo sviluppo di questa parte.

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E ora, un'altra proposta di Falecius:

Il 21 maggio 1813, Napoleone perse una delle sue migliori occasioni di ottenere una grande vittoria a Bautzen, perché Ney non riuscì a tagliare la ritirata al principale esercito russo e prussiano in ripiego, e in particolare alle unità prussiane comandate da Blucher.

Se Ney avesse seguito il consiglio di un suo ufficiale, invece di attaccare la posizione meno importante di Preititz, la maggior parte dell'esercito russo-prussiano si sarebbe trovata presa in una morsa e distrutta come forza combattente organizzata.

Nella nostra storia Bautzen fu una buona vittoria tattica per i francesi, ma rimase priva di significato strategico perché l'esercito alleato rimase un'armata funzionante e pericolosa. Tuttavia, il colpo per gli Alleati fu abbastanza duro da indurli a chiedere un armistizio, che Napoleone accettò e che entrambe le parti usarono per rafforzarsi.

Solo che gli Alleati si rafforzarono assai di più: l'Austria entrò in campo al loro fianco alla ripresa delle ostilità, accerchiando la roccaforte napoleonica della Sassonia, e nel frattempo in Spagna Wellington aveva sconfitto i francesi a Vitoria.

Tuttavia, se a Bautzen Napoleone ottiene una vittoria strategica (probabilmente solo l'ala sinistra russa di Gorchakov riesce a sganciarsi verso sud-est) le cose potrebbero cambiare. Tanto per cominciare, Napoleone avrebbe ben poche ragioni di accettare l'armistizio, e tenterebbe di mettere in atto il suo piano per occupare Berlino, che era il nucleo strategico della sua campagna nel 1813. Sebbene sia probabile che incontri una ulteriore accanita resistenza prussiana, dopo l'accerchiamento di Bautzen l'esercito prussiano non sarebbe più in condizioni di rappresentare un problema per Napoleone, e quello russo avrebbe pure i suoi problemi.

Immaginiamo quindi che dopo Bautzen Napoleone muova verso nord e nordovest, più o meno lungo l'Oder, raggiungendo le guarnigioni francesi assediate a Glogau, Kuestrin e Stettino, e tagliando la ritirata al corpo d'armata prussiano di Buelow che difende Berlino, e che probabilmente viene sconfitto da Ney, diciamo a Grossbeeren, dopo una dura battaglia. Diciamo che Napoleone rientra dopo sette anni a Berlino verso il 15 giugno.

In questo momento la corte prussiana si trova a Breslavia, centinaia di km più ad est, minacciata dai francesi radunati a Glogau e protetta dai russi e dal poco che rimane delle forze prussiane operative (ma nella Prussia orientale, e comunque in ogni zona dove i francesi non sono ancora arrivati, si reclutano forze nuove).

La Prussia è intenzionata a combattere fino all'estremo, per il semplice motivo che, essendosi schierata coi russi al momento della loro invasione, è vista dall'Empereur come traditrice, e non può aspettarsi di sopravvivere come Stato in caso di vittoria francese. In sostanza, Federico Guglielmo e la sua corte non hanno ormai più assolutamente niente da perdere.

Il guaio è che il 21 giugno Wellington vince contro Jourdan e Giuseppe Bonaparte a Vitoria, il che significa in definitiva che:

a) la Spagna è praticamente perduta
b) i confini stessi della Francia sono minacciati sui Pirenei occidentali.

Napoleone lo viene a sapere ai primi di luglio, quando si trova nel Brandenburgo. probabilmente ha già lasciato Berlino per Kustrin o Glogau, preparando l'offensiva finale: probabilmente si trattava nei suoi piani di una manovra a tenaglia, con una forza francese destinata alla Slesia, che dopo Breslavia avrebbe puntato su Kalisz e Varsavia, mentre Napoleone stesso avrebbe mosso a nord, lungo il Baltico, fino a Danzica, per ridiscendere poi alle spalle dei nemici quando avessero tentato di riattraversare la Vistola.

Nel peggiore dei casi, avrebbe riguadagnato la linea della Vistola per intero, distruggendo la Prussia come stato funzionante.

A questo punto però le cose cambiano. L'Imperatore potrebbe accettare la proposta russo-prussiana di armistizio, stabilire una linea difensiva sul basso Oder (i territori sotto controllo prussiano resterebbero quindi la Slesia, almeno per la maggior parte, le due Prussie e la Pomerania ad est dell'Oder; troppo, per i gusti del Corso, ma la partita ai suoi occhi è solo rimandata), specialmente se ha già rilevato Stettino. E usare la tregua per correre in Navarra a fermare Wellington, reclutando forze fresche strada facendo.

In questo modo abbandonerebbe di fatto a sé stesso, almeno per il momento, il Ducato di Varsavia, pressoché interamente occupato dai Russi.

Già che c'è, Alessandro potrebbe approfittarne per annetterselo tutto, proclamandosi Re di Polonia. La Prussia non sarebbe certo in grado di obiettare (se esiste ancora è perché ci sono soldati russi nelle sue province orientali), l'Austria magari sì, ma non al punto di rischiarci una guerra, senza la certezza del sostegno francese; Napoleone potrebbe trovare interessante l'idea di sacrificare metà dello Stato asburgico alla pace con lo zar, finché ha problemi in Spagna.

Napoleone ha quindi due scelte: continuare le operazioni fino alla Vistola, cercando una nuova vittoria decisiva, in una campagna-lampo, oppure tenersi la linea dell'Oder e correre a fermare Wellington prima che questi cominci a scorrazzare liberamente per la Guascogna.

Voi che ne dite?

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Tosto Bhrg'hros gli risponde:

Acutissima analisi come sempre! Forse la linea dell'Oder potrebbe dare qualche garanzia di durata e rappresentare un buon successo per la Russia, specialmente se comporta l'annessione della Polonia e il protettorato di fatto sulla Prussia. Per la Francia, la Spagna è la seconda priorità relativa.

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Napoleone vince a Waterloo...

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Ecco un'altra idea di Mas:

Una delle ragioni della sconfitta di Napoleone a Waterloo fu la pioggia del giorno precedente che rese praticamente nulla l'artiglieria francese che era, notoriamente, superiore a quella alleata.

Un altro motivo è legato al fatto che quando la cavalleria francese attaccò l'artiglieria inglese, conquistandola, chiodi e martelli atti a mettere fuori uso i pezzi erano rimasti tutti nei cavalli abbattuti.

Se questi fatti non avvengono (senza contare l'imperizia di Grouchy che non trattenne i prussiani), quasi certamente Napoleone avrebbe sonoramente vinto. Cosa sarebbe accaduto?

Ai posteri l'ardua sentenza, noi chiniam la fronte al massimo Fattor che volle in lui... (dopo 35 anni me la ricordo ancora!); i posteri... siamo noi!

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Così propone Francesco Dessolis

Napoleone poteva vincere quella battaglia, e anche qualcun'altra. Non credo però che Inghilterra, Austria, Prussia  e Russia gli avrebbero permesso di vincere la guerra e restare al potere, anche con un impero ridotto alla sola Francia.

Si potrebbe però immaginare che il 5 Maggio 1821 Napoleone muoia comunque, di cancro o avvelenato. Però muore ancora imperatore, con Murat ancora re di Napoli...

In Francia si potrebbe allora ipotizzare la seconda repubblica e poi Napoleone III. In  Italia mi piacerebbe immaginare un Risorgimento che parte dal Sud, guidato da un figlio di Gioacchino Murat che parla in napoletano...

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Allora MAS lascia briglia sciolta alla fantasia:

Primo antefatto: Murat non cerca di attraversare il Po ad Occhiobello ma resta in attesa della mossa austriaca occupando nelle retrovie Ferrara l'08/04/15 e li batte ad Ostiglia il 12/04 e nei pressi di Modena il 15/04; la guerra si arena temporaneamente su queste posizioni e nessun attacco austro-piemontese viene lanciato verso Nizza e la Savoia.

Napoleone batte gli inglesi a Waterloo il 18/06 e il giorno seguente Gruchy batte pesantemente i prussiani a Wawre; mentre gli anglo-olandesi si ritirano prima su Anversa e poi riparano in Olanda dietro il Reno, i Prussiani si ritirano su Aquisgrana.

Gli Austriaci, rinforzati da contingenti Russi (Alessandro è il più tiepido nella VII coalizione) avanzano in Alsazia e in Lorena ma non si spingono oltre e sopratutto non cercano di riunirsi coi prussiani.

Il 21/06 Napoleone da Bruxelles propone la pace agli Alleati riconoscendo per la Francia i confini del congresso di Vienna, chiedendo che la moglie e il figlio lo raggiungano e che i destini d'Italia siano decisi in un congresso straordinario a Vienna (proponendo una confederazione formata dai Regni di Napoli, di Sardegna, di Sicilia, del Lombardo-Veneto austriaco, dallo Stato della Chiesa, dal Granducato di Toscana, dai Ducati di Modena, Lucca, Massa e Parma, quest'ultimo con l'Isola d'Elba sotto il controllo Napoleonico); La Russia dichiara accettabili queste proposte e si ritira dalla coalizione il 28/06.

Nella stessa data batte gli anglo-olandesi nei pressi di Winterslaag nel Limburgo ed occupa tutta l'Olanda con l'esclusione di Grononga dove restano asserragliate le forze di Wellington (una parte si è comunque reimbarcata verso l'Inghilterra).

Il 30/06 Baviera, Baden e Wuttenberg dichiarano guerra all'Austria e alla Prussia, e il 02/07 anche la Danimarca si allea con la Francia.

Il 14/07 nei pressi di Monchengladbach Napoleone sconfigge i Prussiani che a loro volta si ritirano dalla coalizione firmando l'armistizio a Colonia (cessione alla francia della Renania in cambio di mano libera nell'Hannover e in Sassonia); l'esercito austriaco, isolato in Alsazia-Lorena muove verso la Renania prussiana e non ancora informato della defezione prussiana viene pesantemente sconfitto nei pressi di Remagen (sul Reno) il 25/07 ed è costretto ad aprirsi faticosamente la strada per rientrare in Austria convinto che la prossima mossa del corso sia diretta contro Vienna.

Napoleone discende il Reno e attraversata la Svizzera, senza colpo ferire, e piomba su Milano che viene occupata il 15/08, batte nei pressi di Novara i piemontesi il 24/08 e piomba alle spalle degli austriaci che fronteggiano Murat battendoli pesantemente nei pressi di Goito l'08/09/15, il giorno seguente a Villafranca firma l'armistizio con l'Austria che cede a Napoleone il Lombardo-Veneto (Istria e Dalmazia ovviamente escluse).

Il 15/09 il Regno di Sardegna cede alla Francia il Piemonte e la Liguria e lo stesso giorno Napoleone proclama la nascita del Regno d'Italia formato dal Lombardo-Veneto, Parma, l'Elba, Piemonte e Liguria e al tempo stesso la formazione della Confederazione Italiana, formata dal Regno d'Italia, quello di Napoli e quello di Sardegna e dai piccoli Stati Napoleonici (Massa, Piombino, Pontecorvo), mentre lo Stato Pontificio, il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena vengono sottoposti all'amministrazione diretta francese in attesa di ulteriori decisioni.

Sul trono d'Olanda torna Luigi Napoleone e Napoleone propone a tutte le potenze europee un congresso per definire in modo stabile e pacificamente duraturo i confini continentali trovando una soluzione accettabile per tutti per Polonia, Sassonia ecc...

Il 20/09/15 l'Austria consegna Napoleone II al padre, mentre Maria Luisa si rifiuta di tornare dall'Augusto sposo.

Wellington, che a fine luglio aveva evacuato l'Olanda (Groninga e dintorni), il 13/10 inizia a sbarcare truppe nel Nord della Spagna (Spagna, Portogallo e Gran Bretagna sono le sole nazioni rimaste nella VII coalizione); lo stesso giorno forze prussiane invadono il Regno d'Hannover, entrando de facto in guerra col Regno Unito.

A seguito di dispute sull'isola di Carleton (al confine tra Canada e Stato di New York), la guerra americano-britannica si riaccende il 20/10 (in effetti il trattato di Gand non aveva risolto alcuna delle questioni che avevano provocato la guerra ed era stato, in effetti, un cessate il fuoco).

Il 25/10 Napoleone, al comando di un'armata forte di 125.000 uomini, sconfigge nei pressi di Perpignano un'armata spagnola (sul fronte pirenaico gli alleati avevano 2 armate: quella Sud formata di 95.000 spagnoli, diretta verso Monpellier; quella Nord composta da 80.000 britannici, 30.000 spagnoli e 25.000 portoghesi, diretta a Bordeaux); dopo una rapida puntata su Barcellona, risale l'Ebro e, rientrato in Francia (via Biarriz), sconfigge Wellington nella battaglia di Tarbes e costringe alla resa le sue forze, completamente isolate.

Il 04/11 viene firmato a Hendaye un trattato di pace ed alleanza tra Francia e Spagna (il Corso non vuole più impelagarsi in guerre iberiche), quest'ultima si impegna ad entrare immediatamente in guerra contro il Regno Unito e il Portogallo e a permettere il passaggio di truppe francesi sul suo territorio.

Ai primi di dicembre un corpo franco-spagnolo invade il Portogallo che viene conquistato entro fine mese; sul trono del Portogallo viene posto Giuseppe Bonaparte.

Rientrato in Italia riunisce i vari governanti italiani e modifica la Confederazione; Toscana, Stato della Chiesa, Pontecorvo e Regno di Napoli vengono annessi al Regno d'Italia, la cui corona passa a Murat; la Corsica, pur restando francese, entra a far parte della Confederazione (permettendo all'Imperatore di essere così presente nella stessa), la Presidenza Onoraria della Confederazione Italiana viene data al Pontefice mentre Napoleone mantiene quella effettiva.

La Confederazione risulta così formata: Regno d'Italia, Regno di Sardegna, Repubblica Francese (ricordiamo che Napoleone è capo di stato della Repubblica) con la Corsica, Repubblica di San Marino, Principato d'Etruria (Massa, Lucca e Piombino), Principato di Monaco (reintegrato).

Nel mese di marzo 1816, un'armata italo-francese sbarca in Sicilia ed entro fine aprile occupa le principali località dell'isola (le ultime guarnigioni si arrenderanno nell'autunno e Pantelleria, Lampedusa e Linosa passeranno sotto il temporaneo controllo inglese); la Sicilia viene conseguentemente annessa al Regno d'Italia.

Il 05/05/16 viene siglata la pace tra Regno Unito e Prussia, che ottiene l'Hannover e il riconoscimento dell'annessione della Sassonia (cosa che mette in urto Prussia e Austria); l'Austria invia il 15/05 un ultimatum alla Prussia, chiedendo lo sgombero della Sassonia (sia pur ridotta territorialmente a vantaggio della Prussia) e il 22/05 la attacca.

Il 24/05 a sua volta Napoleone (seguito dagli stati tedeschi del Sud), dichiara guerra all'Austria; gli austriaci, sconfitti nei pressi di Linz il 06/06, firmano un armistizio coi prussiani il 15/06, riconoscendo l'annessione della Sassonia; il 24/06 nasce l'VIII coalizione, formata da Regno Unito, Austria e Russia che, visti i successi francesi ritiene venuti meno i motivi che l'avevano spinta a rappacificarsi con gli stessi.

Gli italiani occupano Trieste il 29/05 e Lubiana il 12/06, i Franco- bavaresi giungono a Vienna il 28/06 e sconfiggono sonoramente gli Austriaci nei pressi di Bratislava il 02/07 e (congiuntisi con le forze italiane) gli austro-russi il 25/07 nei pressi del Velence See, entrando 3 giorni dopo a Budapest; l'Austria si vede costretta ad abbandonare la coalizione il 10/08, cedendo Tirolo, Voralberg e Salisburgo alla Baviera, Istria, Trentino, Dalmazia, Triste e Fiume al Regno d'Italia, la Galizia alla Francia (Polonia).

Napoleone si spinge quindi verso i Carpazi e batte i russi nei pressi di Cracovia il 31/08 e a Lodz il 10/09 entrando trionfalmente a Varsavia il 15/09; nei pressi di questa città firma la pace coi russi che rinunciano al Regno di Polonia (annettendosene alcune parti marginali) ottenendo la Galizia Orientale (Leopoli).

Il 27/09 viene ufficialmente restaurato il Regno di Polonia, la cui corona viene concessa ad Alessandro Napoleone Bonaparte (Alessandro Colonna), che è stato nel frattempo riconosciuto da Napoleone, sotto
la reggenza dello stesso.

La Prussia, che si vede attorniata da Napoleone, rompe gli indugi e attacca l'alleanza napoleonica il 10/10 (che ha perso gli USA che hanno firmato il 15/09 una nuova pace compromissoria col Regno Unito), chiedendo l'appoggio russo e britannico; l'Austria, cui viene promessa la Slesia, si allea invece con la Francia.

L'esito della guerra è scontato (solo il Regno Unito riesce a mandare un piccolo corpo di spedizione nel Nord della Germania), ed entro dicembre le sue forze sono completamente annientate; tutti i suoi territori ad Ovest dell'Elba formano il Regno di Westfalia (assegnato a Gerolamo Bonaparte), il nuovo Regno del Brandeburgo viene assegnato a Luciano Bonaparte, la Posnania e la Prussia occidentale al Regno di Polonia (Danzica, resta Città Libera in unione personale con la Polonia), la Prussia orientale diviene un Ducato la cui corona viene assegnata a Carlo Napoleone Bonaparte (anch'esso riconosciuto da Napoleone dopo il rifiuto di Maria Luisa di tornare con lui), i territori a Nord della Narew (Memel) vengono ceduti alla Russia, che crea il Regno di Tilsit ad appannaggio di Federico Guglielmo III, la Pomerania viene ceduta al Regno di Svezia che restituisce in cambio la Norvegia alla Danimarca, la Sassonia viene reintegrata nei suoi confini del 1812.

La Confederazione Germanica viene riformata (pur mantenendo inalterati i suoi confini del 1814) e la presidenza viene assegnata (col titolo di Consoli) all'imperatore di Francia e a quello d'Austria; oltre ai vari stati tedeschi ne fanno parte, anche se solo per una parte del loro territorio, Francia (Renania e Palatinato occidentale), Austria, Svezia e Danimarca.

Napoleone propone al Regno Unito una pace definitiva, riconoscendo in buona parte le annessioni coloniali del 1790-1815, ma quest'ultima sdegnosamente rifiuta.

Da continuare con altre grandi Campagne Napoleoniche del periodo 1817-1821...

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Così commenta Falecius

Interessante e realistico.

Postilla: l'Indonesia resta nel frattempo in mano inglese, e probabilmente lo resterà per sempre, se in Olanda rimane al potere un Bonaparte.

Io mi aspetto la pace nel 1816/17 (almeno fino alla morte dell'Imperatore) vista la pura e semplice esaustione di tutte le potenze continentali. L'Italia finirà probabilmente divisa tra Murat e Bonaparte, (col Lazio eventualmente ridato al Papa) e Sicilia e Sardegna indipendenti (sotto tutela inglese, immagino). Alla lunga, possibile un "Regno Unito" franco-italiano (con parti della Germania?).

Il lungo termine è più difficile da immaginare. Una rivalità europea a tre (Francia, Russia e GB)? E in tal caso, si andrebbe verso un equivalente della guerra di Crimea, o una nuova coalizione antifrancese?

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Never75 però obietta:

Interessante, MAS, questa tua ucronia. Avrei però queste obiezioni da muoverti.

1) Gli Spagnoli non avrebbero mai accettato un'altra alleanza-capestro con la vicina Francia, che in pratica li avrebbe resi di nuovo subordinati alla medesima (vedi: permesso di passare sul territorio spagnolo). Se anche, ipotizziamo, l'attuale re lo avesse fatto, la popolazione gli si sarebbe ribellata subito.

C'è da considerare che la rivolta spagnola (l'"ulcera spagnola" come la chiamava Napoleone) fu un movimento nato spontaneamente in cui facevano leva i sentimenti anti-francesi condivisi dalla maggior parte della popolazione. La mia contro-ipotesi è di una guerra-guerriglia infinita. Idem per il Portogallo. Al limite i franco-spagnoli lo avrebbero "solo" invaso ma mai controllato veramente.

2) Anche l'ipotesi di una confederazione italiana unita alla Francia non sta in piedi. Gli italiani (che ormai vagheggiavano l'indipendenza totale da tutto e tutti) non avrebbero accettato di nuovo una dominazione straniera, che fosse stata francese od austriaca. Al limite, per salvare le apparenze, Napoleone avrebbe dovuto ricostituire un Regno d'Italia come era prima: formalmente quasi indipendente da Parigi e magari governato da un principe locale che non fosse stato il Pontefice, che avrebbe senza dubbio rifiutato ogni proposta del Corso, memore di quanto era già avvenuto coi suoi predecessori. Oppure avrebbe regnato lui stesso sulla Penisola, ma tenendo altresì distinta la corona francese da quella italiana. Una unione personale, insomma, ma non una subordinazione dell'Italia alla Francia.

3) Forse la cosa più importante da considerare è che ormai la "favoletta" di liberare i popoli oppressi non funzionava più. Sia i tedeschi che gli italiani che gli slavi avevano ormai aperto gli occhi  abbastanza... Napoleone per loro ormai era un usurpatore da cui era necessario liberarsi prima o poi. Gli stessi francesi non erano poi così contenti del loro imperatore.Teniamo anche conto che nella nostra HL il mito di Napoleone è stato alimentato ed ingigantito grazie anche ai suoi inetti successori che lo hanno fatto rimpiangere.

Se invece fosse rimasto "al governo" quasi ininterrottamente, credo che a Parigi i moti del 1830 o del 1848 sarebbero stati "anticipati" e diretti contro il Bonaparte. Ormai la sua popolarità (nella sua stessa patria d'adozione) era agli sgoccioli. Quando si dovette imbarcare per l'Elba fu necessario travestire un suo attendente coi suoi abiti per proteggerlo perchè la folla lo voleva linciare.

) La Marina inglese non era poi così scarsa! Uno sbarco in Sicilia lo vedo gramo per chiunque. Il Mediterraneo era, e resterà fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, un lago inglese. Inoltre Napoleone ha sempre avuto sfortuna sul mare. Le battaglie navali che ha ingaggiato o tentato d'ingaggiare le ha perse tutte. Inoltre, allo stato attuale delle cose, non ha neppure una flotta decente da mettere in campo... ops! in acqua!

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Fine naturale dell'impero di Napoleone

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Ed ecco infine un'idea di Never75:

Murat diede sempre del filo da torcere al cognato Napoleone, desiderando rendere ad esempio il proprio Regno sempre più indipendente dall'Impero di Francia. Le crisi furono tali che più di una volta sembrava dovesse verificarsi una resa dei conti fra i due, ma Napoleone preferì sempre rimandare uno scontro diretto col cognato a causa di problemi più contingenti. Immaginiamo però che alla vigilia dell'attacco allo zar, Gioacchino rifiuti di parteciparvi e dissuada lo stesso Napoleone dall'iniziarlo.

Nel frattempo la situazione in Spagna è sempre più grave e Napoleone decide di intervenirvi massicciamente, provando l'ennesimo contrattacco al Portogallo. Intanto le rivolte di svizzeri, belgi e tedeschi si fanno sempre più frequenti. Nonostante il blocco continentale stia indebolendo commercialmente anche l'Inghilterra, in realtà il danno maggiore lo risente il suo Impero. Per di più anche nella stessa Francia continuano a scoppiare carestie e la gente muore di fame a causa della crisi economica. Si fanno anche sempre più pressanti le richieste di maggiori libertà e garanzie costituzionali.

Col trascorrere degli anni Napoleone diventa sempre più malato ed incapace di sedare le numerose ribellioni che scoppiano un po' dovunque nel suo vasto impero. Sul finire del 1817 è costretto ad emanare una serie di riforme che ne limitano parzialmente il potere, nel 1818 emana addirittura una semplice carta costituzionale, ma non basta: l'Inghilterra è sempre forte sui mari ed il commercio con le Americhe è completamente nelle sue mani; per di più in Spagna la ribellione continua e la guerriglia decimano l'esercito francese, che non ne può più dell'imperatore e delle sue guerre.

Col trascorrere del tempo inoltre anche i suoi più stretti alleati (Murat, il figliastro Eugenio, il suocero Imperatore d'Austria e perfino i suoi stessi fratelli) cercano in un modo o nell'altro di attuare una politica indipendente dalla sua. Napoleone compie un ultimo tentativo nel 1819 per invadere la Russia: fa per varcare i confini del granducato di Varsavia ma questa volta (come del resto accadde anche con Alessandro Magno) è il suo stesso esercito che lo abbandona e non lo vuole più seguire: Napoleone deluso abbandona definitivamente l'impresa. Le sue condizioni fisiche si aggravano sempre di più e nel 1821 muore di un tumore allo stomaco.

Gli succede il figlio, Napoleone II, ma la sua giovane età e inesperienza impediscono che riesca a mantenere unito un Impero così vasto. Inghilterra, Prussia ed Austria approfittano subito per penetrarne i confini, mentre Eugenio e Murat si proclamano rispettivamente Re d'Italia e di Napoli e si rendono subito indipendenti da lui. I Borboni sono reinsediati sul trono di Spagna mentre Giuseppe Bonaparte deve rifugiarsi nel Messico dove si fa proclamare Imperatore. Per evitare un inutile bagno di sangue Napoleone II viene a patti con i principali belligeranti facendo loro importanti concessioni: i confini francesi vengono attestati sul Reno e sulle Alpi. Svizzera, Fiandre e Piemonte ritornano stati indipendenti e così è anche la Confederazione del Reno che diventa Confederazione Germanica. La Francia si impegna a riconoscere l'indipendenza de facto dei Regni d'Italia e di Napoli mentre a Roma viene reinsediato il Papa. Tuttavia Napoleone II, che è pur sempre nipote dell'Imperatore d'Austria, può mantenere il titolo di imperatore, ma solo dei Francesi, e può trasmetterlo agli eredi. In Italia si formano 5 stati regionali: Regno di Sardegna (Piemonte, Sardegna,Corsica, Savoia e Nizza), Regno d'Italia (l'ex viceregno di Eugenio con in più l'Italia Centrale), la città di Roma che resta al Papa, il Regno di Napoli in mano a Murat ed ai suoi eredi ed il Regno di Sicilia in mano ai Borboni.

Negli anni successivi però nessuno degli Stati più grandi (Italia, Sardegna, Napoli) riesce a prevalere sugli altri e l'Unità d'Italia non si verifica. Idem per la Prussia (non è più così forte ed estesa come nella nostra Timeline), che non riesce ad affermarsi in Germania. Mentre l'Austria deve anch'essa confrontarsi continuamente con le ribellioni delle varie sue nazionalità anche se, non dovendo combattere continue guerre sul continente contro tedeschi e italiani, può sopravvivere più a lungo e magari sistemare meglio le proprie tensioni centrifughe. Comunque sia la Pax Europea sarebbe garantita per un periodo molto più lungo...

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Chiudiamo per ora con questo contributo del magistrale Perchè No?: Vive l'empereur!

State tranquilli, non sono diventato bonapartista: questo é solo il titolo dell’ultimo volume della serie di fumetti ucronici "Jour J" di cui vi ho gia parlato (il settimo, per essere precisi). Questa volta l’ucronia é ambiziosa.

Nel 1802 Napoleone Bonaparte firma la pace di Amiens come nella nostra storia, ma nel 1812 firma un secondo trattato di Amiens con la Gran Bretagna che istituisce una sorta di status quo e di guerra fredda tra l’impero francese e il Regno Unito.

Questa pace armata permette poi a Napoleone di stabilire la sua egemonia militare su tutta l’Europa, Russia esclusa. L’insieme della Germania, dell’Italia, della Spagna e dell’Austria vengono annessi o trasformati in regni vassalli. Sembra che il mondo arabo e la Turchia subisano anche loro questa potenza che ha avamposti in Uzbekistan, alla frontiera con la Cina. Dal canto loro  i Britannici possono investire tutte le loro forze nella riconquista degli Stati Uniti, completata nel 1830, e nella colonizzazione anticipata degli altri continenti. Le due potenze arrivano a un accordo molto semplice: a Londra il mare e a Parigi la terra, il Mediterraneo é sotto la protezione della Royal Navy.

Napoleone I muore nel suo letto, gli succede Napoleone II, morto senza figli, che passa la corona al cugino Napoleone III, il quale muore assassinato. Si seguono poi Napoleone IV e nel 1925 il giovane Napoleone V sta per essere incoronato. Durante tutto questo tempo l’industrializzazione é stata più rapida, ma sul continente si é sviluppata con le invenzioni del conte imperiale Alessandro Volta che ha sviluppato tutta una tecnologia ed economia sull’elettricità e sulle batterie, anche se non ho capito qual era l’origine di questa energia visto che il petrolio e il carbone non sono usati, sono tecnologie usate solo dagli Anglosassoni con i loro campi petroliferi nelle colonie americane (i due popoli si differenziano dunque anche nelle loro tecnologie). I Britannici hanno la forza pura delle loro macchine (che corrispondono alle nostre), mentre i Francesi hanno il beneficio della loro inventiva, e stanno sviluppando il raggio della morte di Nicola Tesla, ma senza poter riunire la stessa potenza militare. Il paesaggio di Parigi é ormai fatto di ferro e di Art Nouveau con tantissime torri Eiffel per gli zeppelin (la prima é stata costruita nel 1852).

Le differenze non si fermano qui. Napoleone IV ha instaurato un nuovo culto di Mitra assai popolare nell’esercito; la religione di Napoleone V é dunque una sorte di massoneria orientale dove un povero toro ricopre il ruolo principale, non vi parlo neanche delle cerimonie pubbliche con relativo bagno di sangue.

Il mondo é dunque diviso tra Francia, Gran Bretagna, Russia e la Cina che si è modernizzata sul modello del Giappone, suo rivale immediato. Nel 1925 il pericolo giallo obbliga le due potenze europee a cercare l’alleanza per fare fronte ad esso. Giorgio V decide dunque di assistere alle cerimonie di Napoleone V per concludere una sorte di intesa.

L’argomento del fumetto gira attorno a una congiura cinese diretta da Mata Hari contro tale cerimonia. Il personaggio principale é il capitano Nerval (il nostro scrittore) e il suo amico Enrico Fermi, ingegnere imperiale, autore delle nuovissime scoperte sull’energia nucleare. Devono affrontare diversi nazionalisti di tutta Europa come il caporale della guardia imperiale, di origine austriaca, Adolphe Hitlère, dei generali cui manca l'azione (come il generale Pétain), dei repubblicani, degli uomini d’affari che vogliono una bella guerra, tutti manipolati dai furbi Cinesi.

L’attentato fallisce, Napoleone V é salvo, Fermi muore distruggendo le sue ricerche ma Mata Hari aveva previsto un piano B: Giorgio V é assassinato durante la cerimonia. La guerra mondiale scoppia tra Francia e Gran Bretagna. I Francesi sono distrutti dalla potenza di fuoco britannica, ma resistono nelle trincee. Nel fratetmpo la Cina inventa il raggio di morte, annienta il Giappone e la Russia e si prepara a dare il colpo di grazia agli eserciti europei che continuano ad ammazzarsi nelle trincee, inviando alla morte tutta la loro gioventù. Qualcuno ha qualche idea su una possibile continuazione?

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