Ucronie dell'Africa Australe

di Lord Wilmore


Diamo la parola a William Riker:

Il viaggio del Papa in Madagascar del 7 ed 8 settembre 2019 mi ha spinto a realizzare questa cartina: l'impero coloniale malgascio! Come arrivarci?

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Così gli ha risposto Lord Wilmore:

Ecco la mia proposta di Timeline sul Madagascar potenza mondiale. L'impero coloniale che ne è risultato è però un po' diverso da quello che ha raffigurato il Webmaster nella sua cartina (dopo il Madagascar il Papa ha visitato Mauritius, e qui e.g. l'isola resta colonia britannica)

150 milioni di anni fa: a quest'epoca, nel periodo Giurassico, si ritiene che il Madagascar si sia staccato dal supercontinente di Gondwana, e quindi dall'Africa a ovest e dall'India a est. Il conseguente isolamento è testimoniato dallo straordinario grado di endemismo delle specie animali e vegetali dell'isola. Il Madagascar è la patria degli Aepyornis o "Uccelli Elefante", alti fino a tre metri e chiamati Volompatra dai Malgasci, che si estinsero verso il 1000 d.C. Visto il colore rosso intenso del terreno, ricco di ferro, il Madagascar viene chiamato l'Isola Rossa. "Madagascar" deriva dal nome dell'isola in lingua malgascia: Madagasikara, che significa "fine della Terra", riferendosi alla distanza della grande isola dalla terraferma.

65 milioni di anni fa: gli antenati degli attuali lemuri (chiamati come gli spiriti della notte della mitologia romana, perchè animali prevalentemente notturni) cominciano a divergere dagli altri primati.

52 milioni di anni fa: i lemuri raggiungono il Madagascar, probabilmente attraverso tronchi e masse di vegetazione galleggiante che permettono loro di attraversare i bracci di mare che separano l'isola dalla terraferma, e vi occupano numerose nicchie ecologiche in completo isolamento, differenziandosi in una moltitudine di forme e dimensioni.

2000 a.C.: secondo la mitologia malgascia, i primi colonizzatori del Madagascar, da cui tutte le popolazioni indigene discenderebbero, sono un popolo di misteriosi esseri umani di bassa statura, chiamati Vazimba. Ancora oggi molti malgasci ritengono che gli spiriti degli antenati Vazimba veglino sulla loro terra, e interi clan vantano una discendenza particolarmente pura o diretta da questa stirpe leggendaria.

500 a.C.: i primi uomini a giungere sull'isola in epoca storica sono popolazioni non africane, ma di origine indonesiana e malese; da questi primi coloni discendono le etnie malgasce dai tratti somatici e culturali più evidentemente asiatico-indonesiani, come i Merina che abitano l'altopiano centrale. Secondo la leggenda, l'eroe semidivino Andrianerinerina discende dal Cielo, sconfigge i Vazimba ed inizia a regnare sui Merina, dando inizio alla dinastia dei re di questo popolo.

500 d.C.: dall'Africa partono flussi migratori di popoli bantu, che danno origine ad etnie come i Sakalava nell'ovest e i Bara nel sud; tuttavia essi abbandonano i loro originari linguaggi africani in favore della lingua malgascia, per esigenze di comunicazione con gli altri popoli dell'isola.

900 d.C.: sull'isola giungono gli Arabi, soprattutto con l'intento di commerciare in schiavi. Essi hanno numerosi contatti con le popolazioni del luogo, e molti elementi della cultura malgascia (come le pratiche astrologiche degli ombiasy, o i nomi dei mesi in lingua malgascia) testimoniano questa antica influenza araba. Etnie malgasce come gli Antemoro e gli Antanosy discendono dai coloni arabi, e praticano ancora oggi l'Islam. Il Madagascar sarebbe anche la patria del mitologico Uccello Roc, di cui si parla nei Viaggi di Sindbad il Marinaio: i viaggiatori arabi che hanno visitato il Madagascar potrebbero aver visto l'Aepyornis ed esserne rimasti impressionati.

1100: il re Andrianamelo e ai suoi successori Ralambo e Andrianjaka iniziano l'unificazione del popolo Merina in un unico regno.

1200: gli Europei vengono a sapere dell'esistenza del Madagascar da fonti arabe; lo stesso Marco Polo cita quest'isola sconosciuta e misteriosa nel suo "Milione".

1500: l'esploratore portoghese Diogo Dias, portato fuori rotta da una tempesta mentre rientrava dalle Indie diretto in Mozambico, approda in Madagascar e lo battezza "San Lorenzo" perchè vi sbarca il 10 agosto. Successivamente portoghesi, francesi e olandesi tentano di creare insediamenti stabili sull'isola; le malattie e l'ostilità degli indigeni si rivelano però ostacoli insormontabili.

1550-1750: rimasto fuori dalla sfera di influenza delle grandi potenze europee, il Madagascar diventa il rifugio ideale per i pirati che depredano le flotte mercantili in transito per le Indie.
Il colonialismo e la conseguente crescita della richiesta di schiavi da parte delle potenze europee influisce pesantemente sugli equilibri interni del Madagascar: alcuni clan malgasci iniziano a trafficare in schiavi con l'Europa, ricevendo in cambio oro e armi da fuoco.
Questo afflusso di ricchezza porta alla formazione dei primi regni dell'isola; in particolare, i Sakalava dell'ovest danno vita ai regni di Menabe e di Boina; gli Zana-Malata, etnia di origine mista indonesiano-europea, riescono a unificare tutto l'est nel regno dei Betsimisaraka.

1610: il re dei Merina Andrianjaka con una guarnigione di mille uomini conquista la città di Analamanga, che nel dialetto malgascio degli Altopiani Centrali del Madagascar significa "foresta blu", e ne fa la la nuova capitale del regno.

1675-1710: sui Merina regna Andriamasinavalona, che dà alla città di Analamanga il nuovo nome di Antananarivo ("Città dei mille guerrieri"), in onore dei soldati di Andrianjaka.

1787: sale al trono Andrianampoinimerina, che con energia e spietatezza unifica tutti i Merina in un unico regno e pone la sua capitale ad Antananarivo. Egli si pone l'ambizioso obiettivo di conquistare tutto il Madagascar; resta celebre la sua affermazione: « Ny ranomasina no valapariako », « Il confine della mia risaia è il mare ». Tuttavia egli non riesce a sottomettere i popoli della costa.

1810: muore Andrianampoinimerina, gli succede il figlio Radama I il Grande, che stringe accordi strategici con gli inglesi, ottenendone l'appoggio militare ed economico in cambio di una serie di favori volti a ostacolare la presenza francese nella zona.

1817: Radama I abolisce il commercio degli schiavi nel suo regno, e accolse in Madagascar i missionari protestanti della London Missionary Society. Oltre a diffondere la cultura anglosassone nel paese, i missionari inglesi sono i primi a studiare un metodo di traslitterazione della lingua malgascia nell'alfabeto latino.

1824: Radama I estende i propri domini fino alle coste, diventando il primo sovrano non più solo dei Merina, ma dell'intero Regno unificato del Madagascar. Egli costruisce una flotta e comincia a commerciare attivamente con l'Africa.

1828: il 27 luglio Radama I il Grande muore mentre si trova a capo di una spedizione di rappresaglia contro i Betsimisaraka. Un gruppo di cospiratori lavora per far incoronare la pretendente al trono Ranavalona, sua prima moglie e sua cugina di secondo grado. Il mattino un folto gruppo di armati stringe d'assedio il palazzo reale di Besakana. Quando sopraggiunge una grande folla attirata dalle operazioni attorno al palazzo, i cospiratori convocano i due capi delle guardie Itsiaribikia e Imanantsimiray, ignari degli avvenimenti che stanno accadendo, che hanno assistito il re durante la sua malattia. Appena giunti sono interrogati dai cospiratori su chi il re appena defunto avesse scelto come suo successore sul letto di morte. Capita la situazione ed intuito chi la folla si aspettava di sentire proclamata regina, i due capi delle guardie decidono nonostante tutto di dichiarare la volontà reale, ovvero il diritto alla successione della figlia Raketaka al posto della prima moglie Ranavalona. Ottenute queste sgradite dichiarazioni, i capi cospiratori condannano a morte i due generali fedeli a Radama I e proclamano regina Ranavalona. Una rivolta popolare però costringe Ranavalona (che sarà detta "la Crudele") alla fuga e fa incoronare regina Raketaka I. In tal modo il Madagascar non conosce alcuna chiusura nazionalista e tradizionalista, e si apre sempre più alle novità moderne portare dagli europei e al cristianesimo.

1848: Raketaka I si converte all'anglicanesimo insieme alla maggioranza del suo popolo; i culti tribali sopravvivono solo nelle zone più isolate.

1853: viaggio di Raketaka I in Inghilterra, in Francia e in Italia. La regina occidentalizza sempre più il suo regno e vi fa impiantare le prime industrie per la lavorazione del legno e dei prodotti agricoli.

1854: la regina Raketaka I firma un trattato di amicizia e cooperazione economica anche con gli stati Uniti d'America.

1856: il Regno del Madagascar comincia la colonizzazione delle coste del Mozambico settentrionale e dell'attuale Tanzania, usando armi da fuoco fornite dagli inglesi, interessati a che colonizzatori francesi e tedeschi non penetrino nell'area.

1861: il 16 agosto muore la regina Raketaka I, compianta da tutto il popolo, e gli succede il figlio Radama II. Questi fa costruire una nuova, grande flotta ed inizia una politica imperialista nell'area dell'Oceano Indiano.

1863: rivolta nazionalista e tradizionalista contro il governo di Radama II, che schiaccia la ribellione nel sangue. Intensi commerci con la penisola arabica, con l'India e con l'Indonesia.

1868: spartizione dell'Oceano Indiano tra gli inglesi e i loro alleati malgasci. Il sultanato delle isole Maldive e le isole Chagos vengono occupate dal Madagascar, mentre le Seychelles e Mauritus diventano parte dell'impero britannico, così come le coste del Kenya.

1870: l'arcipelago delle Kerguelen e le isole Crozet sono annesse al Madagascar.

1871: comincia le sue pubblicazioni il primo giornale quotidiano dell'isola. Abolizione delle distinzioni di classe. Introduzione di un sistema postale. L'istruzione è resa obbligatoria e gratuita fino a dodici anni, allo scopo di eliminare l'analfabetismo.

1873: adozione del calendario gregoriano. Istituzione della coscrizione militare obbligatoria.

1875: occupazione delle isole Comore. La Francia, che aveva grandi interessi nell'area e mirava alla colonizzazione del Madagascar alleandosi con le etnie rivali dei Merina, invia una flotta che però viene parzialmente danneggiata da una tempesta e poi subisce un grave scacco al largo dell'isola di Mayotte da parte della flotta malgascia comandata dallo stesso sovrano Radama II. Come conseguenza i francesi sono espulsi dall'area e sono costretti a cedere al Madagascar le isole Comore, La Réunion, Tromelin, Archipel des Glorieuses, Juan De Nova, Bassas da India ed Europa.

1879: l'isola di Socotra viene annessa dal Madagascar con il beneplacito degli inglesi.

1881: il Madagascar occupa le coste della Somalia, precedendo gli italiani che avevano interessi nella regione. Forte malumore del governo di Roma, che dovrà accontentarsi dell'Eritrea.

1884: il Madagascar occupa anche le Isole Saint-Paul e Nuova Amsterdam, nell'Indiano meridionale.
Costruzione di strade e di ferrovie, l'isola è in parte disboscata per utilizzare il legname come combustibile e come materia prima.

1888: fondazione del Partito del Popolo Malgascio. Il Madagascar colonizza l'interno del Tanganica fino al lago Tanganica, al lago Niassa e al lago Vittoria. Spartizione di quest'ultimo con gli inglesi.

1889: promulgazione della Costituzione Malgascia sul modello di quella statunitense. La popolazione comincia ad abbandonare le campagne e a concentrarsi nelle città, Antananarivo diventa una metropoli di tipo occidentale.

1890: prime elezioni a suffragio maschile su base censuarie. Si riunisce il primo Parlamento ed è nominato un Presidente del Consiglio dei Ministri nella persona di Rainilaiarivony. Il Madagascar è la prima potenza industriale e commerciale dell'Africa.

1892: istituzione del primo Parco Nazionale Malgascio per tutelare i lemuri e la straordinaria biodiversità dell'isola.

1894: istituzione di relazioni diplomatiche tra il Regno del Madagascar e la Santa Sede. I missionari cattolici sono autorizzati ad operare e a predicare nel paese.

1894-95: guerra tra Portogallo e Madagascar, vinta dal secondo. Tutto il Mozambico diventa colonia malgascia. Il Madagascar si afferma come grande potenza militare.

1899: fondazione del Partito Socialista Malgascio come reazione alla crescente industrializzazione e alla formazione di un proletariato urbano.

1900: il Madagascar partecipa alla repressione della Rivolta dei Boxer ed ottiene una concessione nella città cinese di Tientsin.

1901: morte di Re Radama II, gli succede la figlia Rasoherina I che ne continua la politica.

1902: alleanza militare anglo-malgascia in funzione antifrancese prima, ed antiprussiana poi.

1904: guerra tra Paesi Bassi e Madagascar, vinta da quest'ultimo. Ormai la quarta isola del mondo si è affermata come grande potenza mondiale.

1905: le Indie Orientali Olandesi passano al Madagascar, tranne la Nuova Guinea Occidentale che viene spartita tra la Germania a nord e il Regno Unito a sud. L'avventuriera Margaretha Geertruida Zelle torna di conseguenza nei Paesi Bassi e poi si sposta a Parigi, dove farà fortuna come ballerina con il nome di Mata Hari (farà una brutta fine durante la Grande Guerra).

1912: annessione formale da parte del Madagascar di un settore di Antartide, l'Antartide Malgascia.

1914: il Madagascar partecipa alla Prima Guerra Mondiale come alleato del Regno Unito, combattendo i prussiani in Africa. Un contingente malgascio arriva anche in Europa sul Fronte Occidentale.

1915: trattato di Washington sulla limitazione degli armamenti nell'Oceano Indiano.

1920: il Madagascar partecipa per la prima volta alle Olimpiadi, quelle di Anversa.
Il Madagascar è uno degli stati fondatori della Società delle Nazioni.

1921: il mandato sulla Nuova Guinea tedesca viene affidato all'Australia.

1922: muore la regina Rasoherina I, le succede il figlio Radama III.
Fondazione del Partito Comunista Malgascio.

1925: introduzione del suffragio universale maschile e femminile.

1926: il Madagascar stabilisce relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica.

1928: prime elezioni a suffragio universale, affermazione del Partito del Popolo Malgascio.

1931: incidenti di frontiera tra il Congo Belga e Tanganica Malgascio. La mediazione della Società delle Nazioni evita la guerra tra i due paesi.

1932 : fallito tentativo di colpo di stato dei militari. Radama III purga l'esercito sostituendo gli alti ufficiali con altri a lui fedeli.

1933: scontri tra il Madagascar e il Giappone nelle acque del Pacifico tra Indonesia e Micronesia.

1935-36: l'Italia fascista occupa l'Etiopia. Il Re Radama III ingiunge agli italiani di non tentare di passare il confine con la Somalia malgascia, ma Mussolini rivendica la Somalia come parte dell'Africa Orientale Italiana. Regno Unito e Francia fanno avere al Madagascar la loro solidarietà, di conseguenza l'Italia si avvicina fatalmente alla Germania Nazista.

1937: scoppia una breve guerra tra Madagascar e Giappone per il controllo dell'arcipelago di Palau, guerra vinta dal Sol Levante che comincia a sopravvalutare le proprie forze.
I nazisti progettano di espellere tutti gli Ebrei europei verso il Madagascar, ma in seguito cambieranno idea e daranno inizio alla tragedia della Soluzione Finale.

1939: scoppio della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Inizialmente il Madagascar resta neutrale.

1940: il 10 giugno l'Italia entra in guerra a fianco della Germania ed occupa Gibuti francese, la Somalia britannica e la Somalia Malgascia. Il Madagascar dichiara guerra ad Italia e Germania.

1942: dopo l'attacco a Pearl Harbour, il Giappone comincia ad occupare tutti i possedimenti coloniali in Asia Orientale, e anche le Indie Orientali Malgasce sono invase dal rullo compressore nipponico. Il 5 marzo la capitale Batavia si arrende al Sol Levante, le truppe del Madagascar sono costrette a sgomberare. I Giapponesi si spingono a compiere una remota spedizione aerea contro il Madagascar, ma riescono solo ad arrivare a bombardare le isole di Mauritius e La Réunion. Dopo la Battaglia delle Midway il Sol Levante comincia ad arretrare.

1943: il leader indipendentista indonesiano Sukarno (pseudonimo di Kusno Sosrodihardjo) forma nelle Indie Orientali Malgasce un governo favorevole al Giappone.

1944: il 14 febbraio una rivolta antigiapponese sull'isola di Giava è stroncata nel sangue. Il 6 giugno alcuni contingenti malgasci partecipano allo Sbarco in Normandia.

1945: i Giapponesi sono costretti a sgomberare le Indie Orientali Malgasce, ma i suoi abitanti non ne vogliono più sapere di paesi colonizzatori e rifiutano il ritorno delle truppe del Madagascar. Il 17 agosto Sukarno proclama l'indipendenza della Repubblica di Indonesia. Gli sforzi del Madagascar per ristabilire il controllo completo della zona vengono pesantemente contrastati dalla resistenza indonesiana.
La Seconda Guerra Mondiale ha fine con i bombardamenti atomici a Hiroshima e Nagasaki. Il 26 giugno il Madagascar è uno dei 51 paesi fondatori dell'ONU.

1949: il 27 dicembre il regno del Madagascar riconosce l'indipendenza dell'Indonesia.

1950: trattato di amicizia e di cooperazione militare tra Madagascar e Stati Uniti d'America, subentrati al Regno Unito come superpotenza dell'occidente. Il Partito Comunista Malgascio è posto fuorilegge.
Il Madagascar invia un contingente militare nella Guerra di Corea.
Prima partecipazione della Nazionale di Calcio del Madagascar a un Campionato Mondiale di Calcio, quello in Brasile, che termina con l'eliminazione al primo turno.

1953: muore Re Radama III, gli succede la figlia Raketaka II.

1956: dopo la morte di Stalin, restaurazione delle relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica. Il Partito Comunista Malgascio torna legale.

1958: in Madagascar viene abolita la pena di morte per tutti i crimini, in tempo di pace e di guerra.

1960: il 1 luglio la Somalia diventa indipendente dal Madagascar. Il 16 settembre ottiene l'indipendenza anche il Mozambico, suo primo presidente è il socialista Samora Moisés Machel.

1961: il 9 dicembre il Tanganica malgascio guadagna l'indipendenza.

1962: seconda partecipazione del Madagascar a un Campionato Mondiale di Calcio, in Cile, e seconda eliminazione al primo turno.

1963: il 25 maggio ad Antananarivo è fondata l'Organizzazione dell'Unità Africana, sul modello della CEE.
Il 10 dicembre Zanzibar diventa indipendente dal Regno Unito e torna ad essere una monarchia costituzionale.

1964: il 12 gennaio fallisce la rivoluzione di Zanzibar grazie all'intervento congiunto di forze britanniche e malgasce. Zanzibar resta una monarchia indipendente fino al giorno d'oggi e aderisce alla Lega Araba, essendo stata parte del Sultanato dell'Oman dal 1698 al 1861.

1965: il 26 luglio le isole Maldive diventano indipendenti dal Madagascar.
Prima vittoria della Nazionale di Calcio del Madagascar nella Coppa delle Nazioni Africane disputata in Tunisia.

1966: il Madagascar fa esplodere il suo primo ordigno atomico ed entra così nel club nucleare.
Rottura delle relazioni diplomatiche con il Sudafrica a causa della politica di Apartheid.

1967: il Madagascar invia un contingente militare nella Guerra del Vietnam.
Il 9 ottobre Ernesto Che Guevara è ucciso nella giungla in uno scontro con l'Esercito Regolare Malgascio, dopo essersi recato in Madagascar per fomentarvi una rivolta marxista contro i governi conservatori.

1968: si tengono le Olimpiadi di Antananarivo, le prime nel continente africano.
Il 12 marzo l'isola di Mauritius diventa indipendente dal Regno Unito.

1970: il Madagascar firma il trattato di non proliferazione nucleare.

1971: primo satellite artificiale inviato in orbita dal Madagascar.

1972: normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Madagascar e Repubblica Popolare Cinese.

1973: la regina Raketaka II, gravemente malata, abdica a favore del figlio Andriantsalama I.

1975: il presidente USA Gerald Ford visita il Madagascar. Re Andriantsalama I visita gli Stati Uniti d'America.
Il 16 settembre la Nuova Guinea nella sua interezza ottiene l'indipendenza dall'Australia.

1976: lo scandalo Lockheed coinvolge il Primo Ministro Richard Ratsimandrava e lo costringe alle dimissioni. Comincia il lungo periodo di governo di Dennis Ratsiraka, leader del Partito del Popolo Malgascio che, vincendo ripetutamente le elezioni, resterà Primo Ministro del Madagascar fino al 1993.

1978: seconda vittoria della Nazionale di Calcio del Madagascar nella Coppa delle Nazioni Africane disputata in casa sua.
Terza partecipazione del Madagascar a un Campionato Mondiale di Calcio, in Argentina, e terza eliminazione al primo turno.

1982: un referendum sull'isola di La Réunion si pronuncia contro l'indipendenza dal Madagascar.
Terza vittoria della Nazionale di Calcio del Madagascar nella Coppa delle Nazioni Africane disputata in Libia.

1989: il 28 aprile Giovanni Paolo II visita il Madagascar. Una grave crisi economica investe il paese e il Pontefice esorta la superpotenza africana a mettere al centro di tutto il lavoratore e non il profitto.

1990: il Madagascar partecipa alla coalizione voluta da George H. Bush per costringere il dittatore iracheno Saddam Hussein a ritirarsi dal Kuwait. Sono ristabilite le relazioni diplomatiche con il Sudafrica del dopo Apartheid.

1991: caduta del dittatore somalo Siad Barre, sostenuto dal Madagascar. La Somalia piomba nell'anarchia e nella lotta del tutti contro tutti. Un intervento militare malgascio patrocinato dall'ONU non sortisce alcun risultato, e la Somalia resta tuttora preda dei signori della guerra.

1992: inizia una serie di proteste popolari contro il governo accentratore e, secondo molti, corrotto di Dennis Ratsiraka. Caduto il Muro di Berlino e disgregatasi l'URSS, viene meno il ruolo malgascio di bastione anticomunista nell'Oceano Indiano e il Presidente USA George H. Bush abbandona Ratsiraka al suo destino. Questi ordina alla polizia di sparare sulla folla e ad Iavoloha muoiono oltre 30 dimostranti.

1993: il Parlamento di Antananarivo avvia la procedura di impeachment contro Dennis Ratsiraka, accusato di abuso di potere e peculato. Questi grida al golpe ma nessuno è più disposto a sostenerlo, cosicché egli è costretto alle dimissioni. Le nuove elezioni vedono la vittoria del Partito Progressista (nuova denominazione del Partito Socialista), nuovo Primo Ministro è Albert Zafy.

1994: quarta vittoria della Nazionale di Calcio del Madagascar nella Coppa delle Nazioni Africane disputata in Sudafrica.

1995: il Madagascar aderisce all'Organizzazione Mondiale del Commercio.

1998: il Partito del Popolo Malgascio torna a vincere le elezioni ma Dennis Ratsiraka viene rifiutato come Primo Ministro dal suo stesso partito perchè impopolare. Nuovo Presidente del Consiglio è Pascal Rakotomavo.

1999: il governo del Madagascar fa da mediatore per porre fine alla disastrosa guerra tra Etiopia ed Eritrea.

2001: dopo i tragici attentati dell'11 settembre, il Madagascar partecipa alla coalizione internazionale che abbatte il regime dei Talebani in Afghanistan.

2002: il 9 luglio l'Organizzazione dell'Unità Africana si trasforma in Unione Africana, sempre con capitale ad Antananarivo.

2003: Pascal Rakotomavo è riconfermato premier alle elezioni legislative. Questi rifiuta di partecipare alla "Coalizione dei Volonterosi" voluta da George W. Bush per abbattere il regime di Saddam Hussein.

2004: il primo astronauta malgascio, che è anche il primo astronauta africano in assoluto, raggiunge la Stazione Spaziale Internazionale.

2005: esce il film di animazione della Dreamworks "Madagascar", in cui quattro animali dello Zoo di Central Park di New York (Alex, un leone, Marty, una zebra maschio, Gloria, un ippopotamo femmina e Melman, una giraffa maschio) fuggono e riescono a raggiungere il Madagascar, vivendo avventure tragicomiche. Il film ottiene un grande successo di pubblico e avrà due seguiti nel 2008 e nel 2012.

2006: quinta vittoria della Nazionale di Calcio del Madagascar nella Coppa delle Nazioni Africane disputata in Egitto.
Quarta partecipazione del Madagascar a un Campionato Mondiale di Calcio, in Germania. Stavolta riesce a superare il primo turno arrivando seconda del suo girone dietro al Brasile e davanti a Croazia e Giappone, ma negli Ottavi è eliminata 1-0 dall'Italia che poi vincerà il torneo.

2007: un attentato rivendicato da Al Qaeda scuote Antananarivo, causando 25 morti. Sono adottate misure draconiane contro il terrorismo di matrice islamica.

2008: il Partito Progressista vince le elezioni legislative, Primo Ministro è Marc Ravalomanana.

2009: Re Andriantsalama I abdica per motivi di salute, gli succede il figlio Radama IV, tuttora sul trono.

2010: si gioca in Madagascar la 22esima edizione del Campionato Mondiale di Calcio: è la prima volta che tale competizione si svolge in Africa. Il Madagascar è eliminato nei Quarti ai rigori dall'Uruguay.

2011: il Madagascar offre asilo al dittatore libico Muhammar al-Gheddafi, invitandolo a lasciare il suo paese per evitare ulteriori spargimenti di sangue, ma il dittatore rifiuta, vuole restare al potere con la forza e alla fine viene ucciso dai suoi oppositori.

2012: falliscono i tentativi di mediazione malgascia per porre fine alla guerra civile pluridecennale che devasta la Repubblica democratica del Congo.

2013: nuova vittoria elettorale del Partito del Popolo Malgascio, diventa Primo Ministro Hery Rajaonarimampianina.
Il 15 aprile un attentato durante la maratona di Antananarivo causa tre morti e 264 feriti. Sono arrestati i terroristi ceceni Dzochar Carnaev e Dzhokhar A. Tsarnaev, che vengono condannati al carcere a vita.

2014: con la mediazione del Madagascar nasce la Repubblica Federale Libica, formata dai tre stati federali di Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Parte del paese resta però in mano alle milizie estremiste islamiche in lotta contro il governo centrale.
Sesta partecipazione del Madagascar a un Campionato Mondiale di Calcio, in Brasile. La nazionale insulare viene eliminata agli ottavi dalla Germania.

2015: attentati del Daesh in territorio malgascio contro chiese cattoliche e anglicane. Rajaonarimampianina reagisce con un giro di vite che porta all'uccisione di molti militanti dello Stato Islamico ed alla cattura di un gran numero di essi; il governo malgascio inoltre finanzia la guerra dei Curdi iracheni contro il Daesh.

2016: il Sultano di Zanzibar Jamshid bin Abdullah Al Said, 87 anni, in carica fin dal momento dell'indipendenza, abdica a favore del figlio primogenito Ali bin Jamshid Al Said.

2017: sesta vittoria della Nazionale di Calcio del Madagascar nella Coppa delle Nazioni Africane disputata in Gabon, sconfiggendo 2-1 in finale il Camerun.
In virtù di questa vittoria il Madagascar partecipa alla Confederations Cup in Russia, ma arriva ultimo nel suo girone perdendo con Cile e Germania e pareggiando solo con l'Australia.

2018: il nuovo Partito dei Giovani Malgasci vince a sorpresa le elezioni surclassando i partiti tradizionali, travolti da una serie di scandali. Nuovo Primo Ministro è Andry Nirina Rajoelina.
La nazionale di Calcio del Madagascar fallisce la qualificazione ai Campionati Mondiali di Russia.

2019: il 6 settembre Papa Francesco visita il Madagascar e celebra la Santa Messa nel Campo Diocesano di Soamandrakizay davanti a 100.000 persone.

2020: un lander malgascio riesce a compiere un atterraggio morbido sulla superficie della Luna. Il Madagascar diventa così la quinta nazione al mondo dopo URSS, USA, Cina e India a riuscire in quest'impresa.

Lord Wilmore

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Aggiungiamo quest'altra ucronia dell'Africa Australe di Enrica S.:

Nel 1886 un cartografo compilò la mappa sottostante, disegnando in colore rosa una possibile colonizzazione portoghese dell'interno dell'Africa, unificando le colonie di Angola e Mozambico. La prepotente espansione britannica all'interno del Continente Nero, con il suo programma "dal Capo al Cairo", fece naufragare questo progetto, e al governo di Lisbona restarono solo le colonie costiere che aveva tenuto per secoli. Ma se il progetto di colonizzazione riesce? Al momento della presa del potere da parte di Salazar, molti portoghesi lasciano la madrepatria e si trasferiscono nella vasta colonia, che proclamano indipendente. Nascono così gli Stati Portoghesi d'Africa, che rivaleggeranno con il Brasile grazie alla ricchezza del territorio, alle risorse minerarie e, nel secondo dopoguerra, al turismo. Il grande stato sarebbe alleato dell'URSS e della Cuba di Fidel Castro, essendo stato fondato da esuli socialisti e comunisti; il Sudafrica vi finanzierà una guerriglia di destra simile alla RENAMO. Il grande paese però potrebbe fare da esempio e da traino per molti stati del continente. Come cambia la storia dell'Africa?

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Lord Wilmore coglie la palla al balzo:

Cara Enrica, la cartina da te proposta mi ha fatto venire in mente un'altra possibile colonizzazione dell'Africa, che ho rappresentato nella cartina qui sotto (ho cercato di fare in modo che sembrasse "d'epoca"). Credo che si possa arrivare ad essa grazie alla seguente catena di eventi:

> i Portoghesi si spingono in anticipo nel cuore del continente africano, realizzando il sogno della mappa soprastante ed unendo l'Angola al Mozambico. Tengono inoltre le isole di Capo Vergine, Sao Tomè e Principe, ed una Guinea Bissau più grande.

> la Francia non ha perso la guerra contro la Prussia, cosicché si è interessata maggiormente all'Europa che all'Africa, e mantiene il possesso solo di Algeria e Senegal, colonie "storiche", oltre a Gibuti.

> la Prussia si è consolata della mancata unificazione tedesca occupando gran parte dell'Africa, ma non la Namibia, giudicata improduttiva.

> il Regno Unito ha snobbato o quasi l'Africa, mantenendo solo Gambia, Sierra Leone e la Nigeria. Ha inoltre perso la guerra contro i Boeri, foraggiati dai Prussiani; essi hanno conquistato la Colonia del Capo e creato la Repubblica Federale Sudafricana a guida olandese, non inglese.

> la Spagna si è accordata con la Prussia ed ha occupato tutto il Marocco, oltre al Rio de Oro e alla Guinea Equatoriale.

> la Danimarca non ha ceduto i suoi diritti coloniali agli inglesi ed ha mantenuto il controllo della Costa d'Oro e del Togo, arricchendosi con la tratta degli schiavi neri.

> il Belgio ha occupato il Congo, come nella HL.

> l'Italia è riuscita ad annettere Tunisi prima dei Francesi, ha annesso la Libia ed ha vinto la Battaglia di Adua, detronizzando Menelik II ed imponendo un suo fantoccio sul trono di Addis Abeba.

> sulla scena africana si sono affacciati gli Stati Uniti d'America: la Liberia è diventata uno degli Stati dell'Unione, mentre Namibia e Madagascar sono stati annessi come colonie.

> l'Oman ha mantenuto il controllo del Sultanato di Zanzibar, mentre l'Egitto si è liberato sia della sudditanza alla Sublime Porta che dell'ingombrante presenza inglese, e controlla tutto il Sudan.

Come immaginare la decolonizzazione, in questo scenario?

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A William Riker è allora venuta in testa quest'altra idea:

Bella idea, gli USA in Africa! Che accade dunque se anche gli stati sudamericani, almeno quelli affacciati sull'Atlantico, decidono di partecipare alla spartizione coloniale della loro dirimpettaia Africa? Ad esempio la Namibia è appannaggio dell'Argentina e il Congo del Brasile (non potrà che passarsela meglio, senza il "possesso personale" di re Leopoldo).

Come conseguenza gli stati del Sudamerica potrebbero entrare subito nella Prima Guerra Mondiale, ad esempio l'Argentina dalla parte degli Imperi Centrali e il Brasile dalla parte dell'Intesa, con il risultato di trascinare assai prima gli USA nel conflitto - dopotutto l'America doveva essere appannaggio degli americani - e di dare inizio a scontri militari di proporzioni titaniche nel Sudamerica, al cui confronto la Guerra del Chaco apparirà poco più che una scaramuccia...

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Gli risponde Perché No?:

Circa una colonizzazione dell'Africa anche da parte degli Stati sudamericani ho molti dubbi. Hai nominato Argentina e Brasile, ma all'epoca sono ancora Stati in costruzione, sia del territorio (la colonizzazione dell'Amazzonia e la conquista progressiva dell'estremo Sud) che nazionale (instabilità politica). Non vedo come questi Stati neonati potrebbero diventare subito imperialisti.

Però ci potrebbe essere un'alternativa. E se dopo le guerre d'indipendenza dell'America latina la Spagna ridotta a poca cosa vuole vendicarsi ricostruendo subito un nuovo impero coloniale in Africa? Per esempio se nel 1830 é la Spagna e non la Francia a iniziare la conquista dell'Algeria? Il dominio spagnolo sarà allora ben più esteso e il suo ruolo nelle vicende internazionali ben più importante.

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Lord Wilmore aggiunge:

Ho avuto un'altra idea: un Impero Egiziano di dimensioni continentali! Che ne pensate?

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Questo è il parere in proposito di Alessio Mammarella:

Che ruolo avrebbe questo Egitto nella politica mediterranea da fine '800 in poi? Potrebbe per esempio cercare di diventare il punto di riferimento per gli arabi sottomessi all'Impero Ottomano, sobillando movimenti rivoluzionari. Ciò potrebbe farne un alleato naturale dell'Italia e delle nazioni balcaniche (non capisco invece perché mai l'Italia avrebbe dovuto aggredire l'Egitto).

Con un Egitto forte, comunque, l'Italia non si sarebbe interessata all'Africa Orientale e avrebbe guardato prima e con maggiore convinzione verso la Libia. Potremmo pensare anche che l'anno fatidico sarebbe stato il 1897, quando i Greci condussero la loro spedizione a Creta: l'Italia e l'Egitto avrebbero potuto cogliere l'occasione per aprire un secondo fronte contro i turchi in Libia. Ciò avrebbe portato a una spartizione del paese (Tripolitania all'Italia, Cirenaica all'Egitto). Forse le potenze maggiori avrebbero trattenuto Bulgaria e Serbia dall'intervenire a loro volta contro gli ottomani, ma di fatto la crisi del vecchio impero sarebbe stata accelerata.

La crisi dell'Impero Ottomano ne avrebbe provocato la fine prima della Grande Guerra oppure avrebbe determinato l'anticipo della medesima? Ecco, questa è una bella domanda.

Ipotizziamo per comodità una Grande Guerra che inizia sempre nel 1914. La rivolta araba ci sarebbe anche senza T.E. Lawrence, anzi sarebbe stata preparata lungo tempo prima. Possiamo immaginare allora che ribelli arabi e truppe egiziane riescano ad avanzare così tanto che la spedizione di Gallipoli trovi un Impero Ottomano già in crisi e non più disposto a resistere. Dunque resa ottomana e bulgara entro il 1916, truppe alleate che con molta più forza si concentrano sul fronte balcanico. Ciò potrebbe forse condurre a una resa dell'Austria-Ungheria concomitante con quella della Russia? Sono dettagli, comunque.

Una cosa che ci può interessare è come la presenza di un Egitto indipendente avrebbe influito sugli accordi Sykes-Picot. Se l'Egitto avesse reclamato la Palestina (che, pur senza continuità, per gran parte della storia umana è stata una provincia egiziana) allora l'Egitto si sarebbe trovato pienamente coinvolto nella Questione Ebraica. Incredibilmente, il movimento sionista si sarebbe trovato negli stessi panni dei suoi lontanissimi antenati che stando alla tradizione biblica uscirono dal paese d'Egitto. (Cioè, sottrassero la Palestina al controllo dell'Egitto, in una fase storica in cui la civiltà del Nilo era in crisi - III periodo intermedio).

In questo contesto, come si dovrebbero leggere gli eventi successivi? Un Egitto "minacciato" dalle ambizioni ebraiche avrebbe potuto aderire alla propaganda di Hitler, mentre invece le ambizioni sulla Libia avrebbero potuto determinare una pericolosa tensione tra Italia ed Egitto. Ecco, potremmo allora pensare che sarebbe stata l'Italia fascista ad aggredire l'Egitto, con una guerra che per certi versi avrebbe ricalcato quella d'Etiopia e per certi altri quella del 1956 (britannici e francesi, invece di condannare l'invasione fascista, avrebbero condotto un attacco opportunista per conquistare la Palestina?)

Non credo che sarebbe scoppiata allora la II Guerra Mondiale, la Germania non si sarebbe considerata pronta, però se indubbiamente l'Italia (nel suo egoistico interesse di avere anche la Cirenaica) avesse cooperato con le potenze plutocratiche ed i sionisti, forse una alleanza tra Italia e Germania sarebbe stata impossibile. La II Guerra Mondiale non sarebbe scoppiata a meno che Hitler non avesse pensato di condurla da solo insieme ad alleati minori (al massimo, la Spagna) oppure di allearsi davvero con Stalin.

Tornando all'Egitto, credo che indipendentemente dalle varie ipotesi fatte, credo che dal punto di vista territoriale dopo la decolonizzazione sarebbe più o meno identico a oggi, e potrebbe avere ancora un assetto monarchico ma in ogni caso egemonizzato dai militari.

Lista dei Sovrani d'Egitto:

Muhammad Alì (1805-1848)
Ibrahim (1848)
Abbas Helmi I (1848-1854)
Muhammad Sa'id (1854-1863)
Isma'il (1863-1895)
Abbas Helmi II (1895-1931)
Muhammad Abdel Moneim (1931-1979)
Abbas Helmi III (1979-in carica)
Erede al trono: Daoud Abdel Moneim (nato nel 1979)

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C'è anche la domanda postaci da Inuyasha Han'yō:

E se i Masai avessero dato vita a una nazione indipendente?

E se i Masai avessero dato vita a una nazione indipendente?

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E ora, la proposta di Paolo Maltagliati:

Per una ragione o per l'altra, poniamo che i Fulani non si espandano “Jihadisticamente” verso est, lungo tutto l'alto corso del Niger, fino a creare nel XIX secolo il califfato di Sokoto dopo aver spazzato via il potere delle città stato e dei regni Hausa per mano di Usman Danfodio.

Per economia di POD, la ragione più semplice potrebbe consistere in “semplici” sconfitte militari per mano degli Hausa, se, con miracoloso tempismo, le città stato si trovano unite in una confederazione al momento dell'invasione (era già successo prima che una mano forte le riunisse, peccato che siano state unioni sempre molto poco durature).

Questo limiterebbe l'espansione dei Fula agli odierni Senegal, Burkina, Guinea, Niger, Mali e regioni settentrionali della Costa d'Avorio. MA non toccherebbe, se non di pochissimo, le regioni settentrionali del Ghana e tutta la parte settentrionale della Nigeria.

Eviteremmo le stragi di Boko Aram di questi ultimi anni? Probabilmente sì. Perché? Beh, perché l'islam di una società Hausa (che potremmo definire urbana, mercantile e agricola) non rivoluzionata pesantemente dalla cultura pastorale seminomade-guerriera dei Fulani, credo si sarebbe lasciato molto meno irretire dalle sirene Qaediste degli ultimi anni 2000.

A monte, si potrebbe pensare ad un POD molto più radicale. Che nel corso del XVII, XVIII e XIX secolo rimanga un “tappo” alla loro migrazione lungo l'alto corso del Niger. Di cosa sto parlando? Semplice: della sopravvivenza di una qualche struttura imperiale duratura nella regione. Non sono schizzinoso, mi accontento di quello che volete, anche se il mio candidato “naturale” è l'impero Songhai. Poniamo che la battaglia di Tondibi del 1591 non si concluda con la pesante sconfitta che fu (contro il Marocco per il controllo delle famose saline di Taghazza).

Non snobbate la longevità delle strutture politiche di quella parte dell'Africa e nemmeno il loro sviluppo commerciale ed urbano! Certo di tempo per decadere comunque ne avrà questo impero Songhai prolungato, ma non è detto. Anzi, i Fulani potrebbero diventare, alla lunga, una “casta militare” (in parte lo erano già, in effetti), dell'impero. E con il potere che hanno all'ovest, non si sogneranno nemmeno di espandersi verso est o verso sud (nel plateau di Djallon, per fare un esempio). Potrebbero anche, finalmente, farla finita una volta per tutte con i ridicoli “imperatori del Mali” post XIV secolo.

Quando nella seconda metà del XIX secolo arriveranno i francesi, magari (ma non è detto. Potrebbe anche darsi (anzi, lo ritengo più probabile) che i Fulani, almeno linguisticamente si ”songhaizzino”, passatemi il neologismo coniato di fresco) troveranno un impero Songhai “fulanizzato” come in effetti fu il breve impero Massina/Macina della nostra TL. Ma, comunque, pochi Fulani a est dell'odierno Mali.

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Vi segnalo anche quest'altra idea di Inuyasha Han'yō:

Quali POD sono necessari per la creazione di uno stato africano esteso dal Sud Sudan all'Oceano Indiano?

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È sempre il geniale Paolo ad avanzare un'altra proposta:

Ed ecco che il vostro eroe insiste su un diverso andamento di quelle simpatiche linee rette che fecero i colonizzatori nell'ottocento nel continente nero. In questo caso, però, non è tanto sui confini che voglio discutere, ma su problemi etnolinguistici. Se, oltre alla propria, gli occidentali avessero, per ogni macrosuddivisione dei loro imperi coloniali, imposto per praticità una lingua locale “di prestigio”, al livello della scolarizzazione bassa e media? Ciò, secondo voi, avrebbe semplificato il panorama etnolinguistico africano, diluendo la coscienza etnica tribale per sovraimporre una coscienza etnica di livello più alto?

Lo stato subsahariano che va più vicino all'esperimento svolto, credo sia il Ghana, in cui le lingue Akan (mutualmente intercomprensibili, almeno a grandi linee), pur non esaurendo lo spettro linguistico dello stato, godono di uno status particolare. E va detto, in Ghana i casini politici sono stati pochi, perlomeno in confronti col resto dell'Africa subsahariana. Il confronto spicca ancor di più se il confronto si fa con i paesi del golfo di Guinea. E anche economicamente, con meno casini e guerre, si sta meglio, che dite?

Non fraintendetemi, nel caso della Costa d'Oro la situazione era già così, non è che gli inglesi abbiano fatto nulla. E non è detto che un'imposizione dall'alto di un'omogeneità linguistico-culturale riesca, per giunta nel poco tempo relativo dato dalla colonizzazione. O che non sortisca effetti di ribellione violenta che gli occidentali coinvolti domerebbero con il sangue. E non dico nemmeno che sia una cosa eticamente “buona”, anzi, pur pacifico, sto parlando di un tentativo di genocidio linguistico... Non sto giustificando affatto la mia ipotesi in virtù del bene superiore del benessere futuro, almeno dal punto di vista delle tensioni etniche e sociali, degli stati africani indipendenti. Quello che sto facendo è solo speculare sulla questione.

Per semplificare la cosa, inoltre, poniamo anche che gli stati africani “inventati” dagli occidentali siano mediamente più piccoli: non più grandi del Ghana, appunto (ho in mente soprattutto la Nigeria, in questo senso).

Che utilità immediata pratica avrebbero i popoli bianchi ad effettuare un'operazione del genere? Rendere culturalmente dominatore un popolo ed “agganciarsi” ad esso in una determinata regione, intendo. (sempre mantenendo la cultura alta e urbana in inglese e francese, capiamoci).

Se i colonizzatori fossero stati spagnoli e fossimo nel cinquecento direi per facilitare la penetrazione del verbo di Dio, ma nell'ottocento laico-massonico, tale giustificazione sarebbe qualcosa di molto debole. Magari potrebbe essere vista come una questione di ordine pubblico e sociale: fare in modo che un popolo locale divenga il braccio armato dell'uomo bianco evita a quest'ultimo di sporcarsi troppo le mani, forse.

La mia idea in realtà è molto banale: un modello di colonizzazione europeo più vicino a quello asiatico.

Prima di passare ad una casistica più concreta (spero mi perdonerete la divagazione), mi sento però in dovere di raccogliere la provocazione della domanda: “Ci sono ulteriori alternative?”

Ho premesso nella mia mail iniziale che non ritengo che il fine possa giustificare i mezzi. Se la pace sociale (potenzialmente non assicurata, peraltro, perché non è affatto detto che la K costante “violenza” non si sposti dall'interno di uno stato ai rapporti tra uno stato e l'altro) si compie a prezzo di un etnocidio, naturalmente non posso dirmi soddisfatto.

Se il fine fosse per me solo “ordine e disciplina” e fossi disposto a qualunque POD per ottenerlo allora in linea teorica e per assurdo potrei appoggiare e optare per il “metodo Herero”!

D'altro canto, uno spannometrico calcolo del rapporto costi-benefici in vite umane, mi dice che una colonizzazione europea che lasci dei confini già tracciati, politici o linguistici che siano, sia cosa più vantaggiosa possibile, se quel che vogliamo mantenere è una modifica minima degli eventi storici della nostra Timeline a livello mondiale.

Se, invece, accettiamo di lasciar perdere l'ultimo presupposto da me enunciato, allora la prospettiva eticamente “migliore”, dal mio modesto punto di vista, mi porta ad arretrare il punto di divergenza di secoli, con il mancato sviluppo della tratta degli schiavi verso l'America (ma anche la schiavitù praticata da omani e altri islamici nei secoli precedenti nell'Africa orientale). Non solo per il drenaggio in sé di forze umane subito dall'Africa, ma anche perché tale sistema ha proprio plasmato (plasmato, ribadisco. Condizionato mi sembra un termine troppo delicato) i rapporti intertribali e la costruzione di formazioni proto-statali del panorama subsahariano dal XVII al XX secolo.

Ma forse arretrerei ancor di più, pensando a qualche POD che metta in comunicazione più continua e proficua l'Africa subsahariana dal punto di vista di scambi economici e culturali con il resto del vecchio mondo (Europa e Asia). Forse addirittura un POD geologico/paleoclimatico come la comunicazione tra Mar Rosso e Mediterraneo o un Sahara più verde e attraversabile, o un Rift spaccato e quindi un grande subcontinente a metà strada tra Africa e India..

Chiusa la parentesi divagatoria, passiamo ad enunciare qualche caso esemplificativo (ehi, prendeteli con beneficio d'inventario, non ho nessuna pretesa di scientificità totale e credo che ci siano influenze di gusti personali inconsci...) di quelli che ho immaginato, nella mia veramente modesta conoscenza della storia Africana.

Partendo da ovest e andando verso est, nella fascia Subsahariana.

Il Futa, ovvero uno stato Fulani nord-orientale, che prenda le mosse dal regno di Timbo.

Confinante con esso uno stato Mande occidentale, basato sul regno Kaabu esteso tra Gambia, Casamance e Burkina occidentale. Al gruppo delle lingue Mande (che in molte zone di Gambia, Guinea, Sierra Leone, fino in Costa D'Avorio orientale, fungono dal lingua franca locale, poiché spesso tali gruppi rivestivano il ruolo sociale dei mercanti, così come i Fula quello dei guerrieri) si sostituirebbe l'egemonia di una vera e propria lingua sola regionale, come lo Swahili in Kenya e Tanzania. Possiamo immaginare il Malinke, o il Mandinka?

Purtroppo il Mali dalla metà dell'ottocento in poi non fornisce grandi spunti, dopo essere stato la culla di grandi imperi (sapete quanto io tifi per la sopravvivenza dell'impero Songhai) Pur tuttavia, sempre Fulani e Mande, sotto la veste della lingua Bambara, rappresentano linguisticamente e storicamente la parte del leone. Strano ma vero, ma nonostante sembri un incrocio di linee rette senza senso, il Mali è forse lo stato i cui confini modificherei meno. Tagliandogli tutto il nord desertico e aggiungendoci la parte occidentale del Burkina e quella occidentale del Niger, certo....

Il Burkina centrale sarebbe la casa di uno stato Mossi (sulla base dei regni Mossi che tanta parte ebbero nell'impedire all'impero Songhai prima e a quello Macina poi di penetrare verso sud-ovest).

La Costa d'Avorio sarebbe divisa grosso modo così: al nord est Kong - Senoufo, che probabilmente entrerebbe nella galassia degli stati Fula (riuniti un confederazione?) Sudovest parte dell'iperimpero (per le dimensioni africane, ovvio..) Akan/Asante, con l'eccezione della zona più vicina alla costa che sarebbe la base di uno stato Agni, basato sul regno Sanwi e Indenie.

Naturalmente, il Ghana diventerebbe uno stato Akan basato sull'impalcatura dell'impero Asante.

A est si troverebbe l'impero Dahomey di lingua Fon, inframmezzato dallo stato Ewe dei successori di Mapa terzo.

Hausa: sì, uno stato Hausa-Fulani che comprenda tutte le città stato conquistate nell'ottocento dal califfato di Sokoto. Per intenderci, Nord est della Nigeria e sud del Niger.

Sempre in tema di Nigeria, Il sud lo dividerei in tre zone, a seconda dei grandi imperi a ovest lo Yorubaland, sulla base dell'impero Oyo; al centro l'Edoland, sulla base dell'impero del Benin e a est l'Igboland sulla base dell'impero Nri.

Ma spostiamoci ora ancora ad est. Come non citare il regno Kanuri del Kanem-Bornu, basato intorno al lago Chad? a est ancora uno stato Maban, basato sul regno Ouaddai.

Tra questo e il Sudan arabico ci metterei anche uno stato Dar-Fur. E alla fine siamo arrivati alla costa del Mar Rosso partendo da quella del Golfo di Guinea...

Lascio a voi la parola, ora.

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Il buon *Bhrg'hówidhHô(n-) aggiunge:

Concordo con entusiasmo e condivido tutto sottoscrivendo, se è permesso, ogni dettaglio! In effetti quel che salta sùbito all'occhio a chi guarda la cartina (che praticamente è per definizione quella delle Classi Linguistiche in Africa) sono le proporzioni fra i BaNtu (due quinti dell'intero Continente) e tutti gli altri Stati, quasi come una Cina rispetto al resto dell'Asia Orientale... Messa così, una Confederazione BaNtu non avrebbe niente da invidiare ad alcuna Potenza e forse in tal caso la Costante "Violenza" non sarebbe tanto fra Stati, ma fra i BaNtu da un lato e tutti gli altri dall'altro!

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Se volete contribuire alla discussione, scriveteci a questo indirizzo.


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