Era da molto tempo che non vedevo più il mio amico, Hercule Poirot. precisamente da quando mi ero trasferito in Argentina, felicemente sposato e in procinto di avviare una fiorente impresa per l'inscatolamento della carne (che avevo rilevato da un vecchio e irascibile tedesco, un tale Barone von Simmenthal, o qualcosa del genere).
La sua lettera perciò mi sorprese notevolmente: mi richiamava in Inghilterra per "un caso della massima importanza." Riporto qui le sue esatte parole:
« Mon chère Hastings, mi
spiace distruggere il suo idillio argentino ma richiederei molto volentieri la
sua presenza qui a Londra.
Mi è stata affidato dalla polizia un caso della massima importanza: la morte
misteriosa della famosa scrittrice di gialli Agatha Christie. La prego di venire
con la massima urgenza.
Hercule Poirot. »
Il nome della scrittrice non mi disse nulla, ma personalmente non leggo mai i gialli: li trovo un genere lontano dalla concreta realtà e ricco di personaggi male abbozzati: specialmente le ridicole e poco intelligenti "spalle" dell'investigatore di turno.
Comunque presi il primo piroscafo in partenza e mi recai difilato a Londra, dopo aver frettolosamente salutato mia moglie.
Quando arrivai da Poirot, mi sorpresi nel trovarlo molto più magro ed emaciato di come me lo ricordavo: era davvero esangue, e l'impressione che ne ebbi non fu per niente buona.
"Hastings! Come sono felice di averla qui!" esclamò, in ogni caso con grande vivacità, il mio piccolo amico belga.
"Altrettanto, Poirot, ma dovrebbe mantenersi:ha un aspetto francamente orribile, se mi è permesso dirlo, quasi da fantasma..."
"L'aspetto può essere messo in secondo piano, Hastings!" mi zittì, con un brusco cenno della mano. "Ciò che conta sono le piccole celluline grigie, che lavorano qui" aggiunse, dandosi un colpetto in testa. "Ed è proprio per questo che l'ho richiamata: pur avendo un suo metodo di giudizio alquanto abbagliato, lei mi aiuta a ragionare al meglio."
Leggermente offeso da quest'ultima affermazione del mio amico, preferii cambiare argomento.
"Riguardo alla scrittrice morta assassinata, vi siete già fato un 'idea, Poirot?"
"Più d'una, Hastings, più d'una. Deve sapere i fatti, dapprima: cinque giorni fa la famosa scrittrice di gialli Agatha Christie è morta nella sua villa di campagna; aveva chiuso la porta della sua stanza a chiave dall'interno, quindi si era sdraiata sul letto, ma non si è più alzata. Tuttavia sono convinto che si tratti di omicidio."
"Aspetti!" lo interruppi, galvanizzato da un attacco di "febbre del poliziotto". "Ho capito: lei parla di una stanza con uno scomparto segreto!" soggiunsi, soddisfatto di me stesso.
"Acqua, Hastings, acqua... ma provi ancora" replicò il mio caro amico, sorridendo sotto ai baffi ben curati.
"Allora... l'assassino è passato dalla finestra! Oppure non è mai uscito dalla stanza , e si è nascosto in una cassapanca!"
"No, Hastings, può stare sicuro che l'assassino è entrato ed uscito dalla porta della stanza"
"Ma.. non è possibile.. dovrebbe essere un fantasma..." obiettai, stupito.
"Prècisement, Hastings, un fantasma. Cioè io. Fantasma dal natale scorso, quando la mia autrice -della quale oggi mi sono vendicato -ha deciso di farmi morire in "Sipario". Che fine ingenerosa per un personaggio grandioso come me!" sospirò.
"Ma... un momento... Fantasma? Natale? Sipario? Autrice?" fu tutto quello che riuscii a borbottare.
"Ma certo, Hastings, non si è mai accorto che il nostro mondo era sempre lo stesso, artefatto, letterario, con assassini dai moventi improbabili, la mia infallibilità e la sua - mi perdoni - colossale dabbenaggine? Con la polizia sempre capeggiata dallo stesso ispettore per anni e le vittime tutti illustri nobili sconosciuti? Con il mio accento francese, la mia origine belga , mai giustificate che da qualche parolina di francese che tutti conoscono? Non le è mai venuto il sospetto che questo mondo fosse fittizio, artificiale? So che non è così: ma lei - mi perdoni ancora - non è Hercule Poirot. Io ho sempre avuto questo dubbio, che è diventato realtà nel momento in cui la Christie mi ha "ucciso". Sì, perchè io ho continuato a vivere nella mia dimensione letteraria, perchè tutti avevano letto e continuano a leggere i miei libri! Ma lei non ha letto « Sipario », il resoconto della mia morte! Ecco perchè non ne sapeva nulla! a mi sono ben vendicato. come fantasma letterario, mi è stato facile entrare ed uscire dalla porta della signora Christie, e far giustizia della mia fine ingloriosa!" Detto questo, Poirot mi rivolse un sorriso spettrale e scomparve.
Mentre scrivo queste parole, so di non essere altro che un misero lembo di pensiero nel cervello di uno scrittore, che dato che la Christie è morta, mi ha rivitalizzato per questo racconto finale.
Ma non ridete, signori che mi state leggendo: infatti come potete essere VOI certi di non fare parte di un Libro con uno Scrittore che di lassù vi dia la vostra illusione di fisicità? Che la proviate sulla vostra pelle, non significa nulla: anche io la provavo, e non ero che puro pensiero... Non ridete più? Vi dà fastidio l'idea? Non pensateci troppo allora.
Per conto mio non so cosa farò, visto che ho scoperto che tutto, Argentina, fabbrica di carne in scatola e matrimonio, erano solo l'illusione ideata da una narratrice. Ma , in fin dei conti, che differenza fa?
Il vostro Capitano Hastings.
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[Storico: Agatha Christie diede alle stampe « Sipario », l'ultima avventura di Poirot, in cui il celebre investigatore muore, nel Natale del 1975. Il 12 gennaio 1976 la grande giallista si spegneva a Willingford, nell'Oxfordshire. Di morte naturale, ovviamente, ma... siamo sicuri che in una parallela dimensione "letteraria" le cose non siano andate diversamente?] :)
ovvero: Jessica Fletcher iraconda e il carrista "russo"
di Ainelif
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La vicenda è ambientata nella campagna reggiana della Bassa Padana: non c'è data, si potrebbe dire che sono negli anni '60 ma anche negli anni '80 ;-)
« Oh, autista, è sicuro della strada che abbiamo appena preso? »
« Certo che sì, signora Fletcher! » rispose prontamente l'autista. « Spero che il suo soggiorno in Italia è e sarà altrettanto piacevole, certo qua non siamo in America » concluse ironicamente l'autista.
« Beh, lo trovo piacevole come posto... signor? »
« Giselli »
« Oh certo, signor Giselli, trovo questo paese davvero piacevole, quasi divertente sotto certi aspetti... » rispose simpaticamente la Fletcher seduta nel posteriore di un'Alfa Romeo in corsa tra le campagne padane nella provincia di Reggio Emilia.
« Però mi chiedo, signor Giselli, se sia la strada giusta per raggiungere Reggio il più in fretta possibile; eppure la cartina che mi hanno dato all'aeroporto non credo sia "inventata"! »
Jessica scoppiò in una risata di gusto ma non spinta né esagerata: ovviamente a tali battute rideva solo lei, ma l'autista la rassicurò:
« Sorbole, le ho già detto di sì, signora Fletcher, non si preoccupi, costeggeremo il fiume Po e Brescello prima di giungerci. »
Ma fu interrotto da un'esclamazione della signora in giallo:
« Brescello mi dice? Forse intende il famoso paesino dove erano ambientate le avventure strampalate di un prete e di un sindaco bontempone di sinistra? »
« Oh, signora Fletcher, vedo che la memoria non le manca, Don Camillo e Peppone non sbagliano mai! » sospirò quasi come se fosse soddisfatto l'autista Giselli.
L'auto si addentrò in una boscaglia sulle rive del Po che scorreva proprio di fianco a Brescello, ma sulla stradina comparve un contadino, bagnato fradicio con stracci e valigie, disperato; Giselli si fermò abbassando il finestrino e chiese:
« Cosa succede? »
« Ahiahi, signore, mi sono fatto una nuotata nel Po! »
« E perchè diamine l'ha fatto? » domandò incredulo Giselli.
« Ah, signore mio, son scappato dal paese tuffandomi nel fiume gelido con le poche cose a me rimaste, ah signore mio, lasciamo stare... »
« No, la prego, mi dica cos'è successo: vede, sappiamo che il ponte è chiuso e quindi per andare a Reggio dovremo passare per il centro di Brescello, non vorrei ci succedesse qualcosa... »
« Andatevene! » gridò seccamente l'altro. « Trovate un'altra strada, per il paese non passateci! C'è un pazzo con un vecchio carro armato russo che ha già demolito parecchie case costringendo tutti gli abitanti ad evacuare la stessa Brescello! Iammè iammè... » sospirava l'uomo guardando il cielo. « Andatevene! »
E se ne andò lui stesso sparendo tra le boscaglie sulle rive del Po.
« Ci crede lei signora Fletcher? »
« Oh, beh, signor Giselli, credo sia opportuno stare all'erta, sicuramente in paese dobbiamo passarci, in un modo o nell'altro. »
E così ripartirono; l'Alfa costeggiò l'ultimo tratto sul fiume e attraversando un ponticello si fermò alle porte di Brescello.
« Sa, signora Fletcher, ora non so come spiegarmelo ma ho paura, e se è vero? E se succede qualcosa? Se capita qualcosa a LEI?? Non potrei mai permetterlo! »
« Su, su, si tranquillizzi signor Giselli, percorra il corso principale che se non erro ci porterà dall'altra parte incolumi, lasciamo perdere chiunque sia il pazzo, se ne occuperanno le forze di polizia o l'esercito. »
« Bah, se lo dice lei, signora Fletcher... »
In realtà anche Jessica era intimorita, ma lo nascondeva davvero bene.
L'auto entrò in paese, a passo lento ma senza pause: le strade erano deserte e pure le abitazioni, nella piazza della chiesa principale Giselli si girò e rigirò timoroso per vedere se ci fossero pericoli, ma Jessica gli pose una mano sulla spalla tranquillizzandolo, trovando sciocco spaventarsi; avevano oramai superato la piazza quando una cannonata colpì una casa che crollò su se stessa.
Immediatamente, buttando giù anche quelle antistanti e tutto ciò che era sotto i portici; le macerie colpirono le ruote posteriori dell'Alfa che sbandò a destra e poi a sinistra scontrandosi contro una pompa idrica che saltò per aria spruzzando getti turbolenti di acqua fognaria; Giselli e la Fletcher uscirono subito dal veicolo spaventati, ma finito il "bombardamento" esaminarono dove fosse il carro armato, da dove sparasse, non riuscivano ad intravederlo, com'era possibile? Giselli corse verso la piazza tra le macerie della via.
« Ma no! Dove va Giselli?!? Dobbiamo avvertire le autorità! » intimò la Fletcher,quando una cannonata travolse senza preavviso l'autista che con un rantolo e stralunando gli occhi cadde a terra morto stecchito.
La Fletcher non perse tempo a piangere tenendosi dentro la propria commozione negativa per la morte dell'uomo, così veloce e insensata; il carro armato sparò alcuni colpi dopo averla mirata sul corso principale, mancandola, cosicché la Signora in Giallo dichiarò guerra al carrista pazzoide che aveva ridotto in briciole Brescello, difendendosi nella chiesa del paese.
« Maledizione! » urlò irata la Fletcher, armata di bazooka in piena sacrestia: si voltò verso Cristo Crocifisso e sussurrò « Dio mio, lo devo fare! »
Le fondamenta della chiesa tremarono e alcune vetrate scoppiarono per il fragore degli spari dal carro armato.
La signora in giallo uscì dalla chiesa in piazza, lei, sola, con il carro armato sovietico: cosa poteva fare un'anziana investigatrice contro un'arma mobile? Niente, eppure evitò gli spari colpendo il serbatoio e il portello del carro armato con cinque missili che devastarono la piazza.....
Un omino comparve dietro ad una maceria e gridò « Bravissima Angela! »
« Stupenda scena, l'Award non te lo toglierà nessuno! »
« Okay, pausa, ragazzi! Il ciak a dopo! »
...
Pochi mesi dopo nei cinema sarebbe comparso il film "Jessica Fletcher e Brescello"...
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Sempre ad Ainelif dobbiamo quest'altro crossover:
Assassinio sull'Orient Express: Per qualche strambo motivo sul celebre Orient Express vi è riunita una quantità industriale di personaggi importanti e famosi nella storia, da Sofia Loren ad Elvis Presley, da Kurt Cobain ad Hannibal Lecter, da Lorena Bobbit a Crudelia De Mon, da Mister Bean ad Angelina Jolie, da Ace Ventura ad Elena Ceausescu, da Karla Homolka a Massimo Troisi, e chissà quante altre celebrità, tutte quante sul treno più famoso d'Europa, partito da Parigi con grandi festeggiamenti e diretto a Nuova Delhi.
Cosa potrà mai accadere se ad indagare su un presunto omicidio vi saranno il tenente Colombo, Jessica Fletcher, Montalbano, Don Matteo, Hercule Poirot e Miss Marple che uniscono le loro forze investigative per stanare gli assassini?
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"Entrò nel bagno e prese il nebulizzatore che usava di solito. Inserì il beccuccio in una narice e premette. L'allarme le giunse un attimo troppo tardi... Il suo cervello avverti l'odore insolito di mandorle amare... Ma non in tempo per arrestare le dita che premevano..."
Agatha Christie, Assassinio allo specchio
Per bocca, attraverso il naso, con una piccola puntura... Gli scrittori di gialli trovano tutti i modi possibili per avvelenare la vittima di turno. Perché proprio il veleno? Perché, al contrario di un colpo alla testa o di una pallottola, i veleni sono molto più subdoli e affascinanti. Avvelenamenti scambiati per malori, casualità... I veleni offrono molte più possibilità di creare una trama coinvolgente e misteri non facili da svelare per il detective protagonista. Agatha Christie, al contrario di altri suoi illustri colleghi (Conan Doyle, Stout), è particolarmente affezionata all'arte dell'avvelenamento e non disdegna di sfoderare un vero e proprio arsenale di sostanze tutt'altro che igieniche.
Quali sono i veleni più comuni tra i giallisti? Come funzionano effettivamente? Ecco un piccolo elenco che uno scrittore di gialli (e un lettore) dovrebbe conoscere a menadito.
1) Arsenico (As)
La parola arsenico è un prestito dal persiano "Zarnik", che vuol dire "ornamento giallo"; zarnik venne adottato nel greco antico nella forma "arsenikon". L'arsenico uccide danneggiando in modo gravissimo il sistema digestivo, portando l'intossicato alla morte per shock.
A destra, il simbolo alchemico dell'arsenico.
2) Stricnina (C21H22N202)
La stricnina e un alcaloide molto tossico: la dose mortale media e di 1 mg/ kg. Agisce come potente eccitante del sistema nervoso centrale e causa il blocco di particolari terminazioni nervose. Questo fa sì che ogni stimolo causi convulsioni. La morte sopravviene per blocco respiratorio o per esaurimento fisico.
3) Cianuro di Potassio (KCN)
Il cianuro di potassio è il sale di potassio dell'acido cianidrico ed esala il tipico odore di mandorle amare, se umido o a contatto con l'aria. II cianuro di potassio, se ingerito in piccole dosi, ha sapore acre e causa rapidamente irritazione e intorpidimento della gola, ansia e confusione, vertigini, sensazione di soffocamento e respirazione convulsa. La vittima perde velocemente conoscenza, ha convulsioni ed infine muore per arresto respiratorio e cardiocircolatorio. La dose letale del cianuro di potassio varia da 150 a 300 mg; una dose massiccia provoca la morte in 8 - 10 secondi.
A queste colonne portanti bisogna aggiungere le dosi letali di sonnifero e i derivati di piante tossiche come la belladonna (atropina), l'aconito (aconitina) e l'intramontabile cicuta (coniina, conidrina, pseudoconidrina, metilconicina, coniceina). E chi più ne ha, più ne metta.