A gettare il sasso nello stagno è stato (guarda caso) il francese Perchè no? con questa sua proposta:
Armand Jean du Plessis, meglio noto come Richelieu, era cardinale di Santa Romana Chiesa, era un grande intellettuale del periodo post-tridentino, era intelligente, astuto e abbastanza privo di scrupoli per riuscire ad essere eletto Papa, se non fosse stato ministro di Luigi XIII. Anche Giulio Mazarino, altro grande ministro senza scrupoli, ha cominciato nella diplomazia pontificia ed era legato ai Colonna; chissà quale carriera avrebbe fatto se non fosse andato in Francia. Ci sarebbero stati due grandi papi politici, e credo proprio che lo Stato Pontificio con loro due sarebbe diventato una potenza...
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Demofilo allora ha fatto un'eccezione alla sua passione per le ucronie novecentesche ed ha fatto sua questa proposta:
La storiografia generalizzata e la letteratura hanno dipinto Armand-Jean du Plesis, meglio conosciuto come il cardinale Richelieu, come un losco figuro che trama contro la corona e lo stato; in verità non fu così. Lo storico francese Georges Duby ha detto di questo grande primo ministro francese: "Superiore al suo entourage per intelligenza, per miscuglio di immaginazione creativa e di buon senso, e soprattutto per ambizione, il Richelieu giunse alle supreme vette dello Stato avendo già al suo attivo una ricca esperienza politica e con un bagaglio di vasti progetti di riforma". Un servitore della Francia e della corona, quindi; ma se...
Con l'uccisione di re Enrico IV nel 1610, l'erede al trono era il piccolo Luigi XIII (nove anni), e doveva essere coadiuvato da una figura forte. La grande nobiltà transalpina infatti, le cui ambizioni erano state frenate dal defunto sovrano, aveva deciso di ribellarsi contro la corte di Parigi. Al tempo stesso si verificò un riacutizzarsi della tensione tra il partito cattolico e la minoranza ugonotta. In questo quadro si arrivò alla convocazione degli Stati Generali, il 6 maggio 1614, dove si scontrarono soprattutto la nobiltà e la nuova aristocrazia di toga, la quale sosteneva il consolidamento del potere regio. La regina Maria de' Medici, incapace di gestire ormai uno stato che sembrava al completo sfacelo, chiama urgentemente al governo il cardinale Richelieu.
Nato a Parigi da una famiglia originaria della zona di Poitiers, suo padre era capitano delle guardie del re Enrico IV. Era destinato ad una carriera militare, ma si trovò ad affrontare invece una carriera ecclesiastica, nel 1605, al posto del fratello Alfonso che l'aveva rifiutata. Cominciò quell'anno i suoi studi in teologia per essere nominato già l'anno successivo vescovo di Luçon da parte del re Enrico IV ed ottenere la stessa investitura anche dal Vaticano pochi mesi dopo, il 14 aprile 1607. Per conferirla gli venne elargita una dispensa speciale per permettere una nomina a così alta prelatura già prima dei 21 anni. Nel 1614 iniziò anche la sua carriera politica, quando riuscì a farsi eleggere deputato, diventando anche in breve il portavoce dell'assemblea. Nel novembre dello stesso anno venne nominato da Maria de' Medici gran cerimoniere alla corte della regina Anna d'Austria, cosa che gli permise di entrare nel consiglio del re di Francia e assumere il compito di Segretario di Stato per l'interno e la guerra. Nello stesso anno il Papa Gregorio XV lo proclamò cardinale di Santa Romana Chiesa. L'anno successivo l'invadenza della regina madre terminò con la nomina ufficiale a primo ministro del re di Francia, con poteri speciali contro la nobiltà e ogni tipo di rivolta contro l'autorità della corona.
Avviò una politica di potenza per la Francia, con una forte opposizione alla cattolica Spagna e un'alleanza con la Svezia, la Gran Bretagna, le Province Unite dei Paesi Bassi e gli stati tedeschi. A novembre del 1630 Maria de' Medici insieme al figlio Gastone d'Orleans e ad altri membri della nobiltà (il cosiddetto Parti dévot, cioè Partito devoto), contrariata dalla politica anti-spagnola del cardinale, ordì un complotto che consisteva nel far disapprovare al re il piano di alleanze con i paesi protestanti contro gli Asburgo, per far cadere l'autore in disgrazia di fronte al re stesso. La congiura parve riuscire in un primo momento, ma successivamente il Richelieu, venutone a conoscenza, riuscì in un colloquio con Luigi XIII a convincere il re a ritornare sulle sue decisioni ed a punire i congiurati. L'epilogo si ebbe l'11 novembre 1630, quando la posizione dei nemici del cardinale fu rovesciata, Richelieu fu confermato nella sua carica di primo ministro e la regina madre mandata in esilio. Quel giorno passò alla storia con il nome di Journée des Dupes (Giorno degli Ingannati). Tale complotto vide la stessa partecipazione del sovrano Luigi XIII, ammaliato dalla possibile posizione che poteva giovare alla sua persona, sbarazzandosi di un primo ministro ingombrante.
Richelieu a questo punto fondò, il 30 aprile 1632, l'ordine dei Cavalieri del Cardinale, guardie personali del primo ministro che lo avrebbero protetto contro possibili attentati e complotti. Da quel giorno non avrebbe infatti giurato fedeltà al sovrano, ma alla stessa Francia. Nel 1634, dopo l'ennesima scoperta, Richelieu decise di fare piazza pulita di tutti gli oppositori e orchestrò un vero e proprio colpo di stato. Per prima cosa fece firmare all'ingenuo Luigi una dichiarazione che lo impegnava a cedere tutti i poteri regi al primo ministro, la cui carica sarebbe durata a vita. In secondo luogo il sovrano sarebbe stato scortato fino alla sua nuova residenza, una villa di campagna fuori Parigi, a Versailles: qui sarebbe stato controllato a vista, con la moglie Anna d'Austria e il piccolo Luigi XIV. In secondo luogo il cardinale strinse un patto di ferro con le varie componenti degli Stati Generali, durante l'assise del 14 luglio 1635: i nobili avrebbero avuto libertà d'azione, ma dovevano giurare fedeltà alla Francia, alla corona e soprattutto al primo ministro, il clero avrebbe dovuto sottomettersi al cardinale ma sarebbe stato esentato dal fisco transalpino e lo stesso partito cattolico avrebbe accettato l'editto di Nantes, visto che il nuovo padrone della Francia era un cardinale, Principe della Chiesa e di Dio.
Armand-Jean du Plesis, cardinale Richelieu, era diventato il primo ministro cardinale-re del Regno di Francia e il suo governo sarebbe durato fino alla sua morte, il 4 dicembre 1642. Ai funerali, a Notre Dame di Parigi, Luigi XIII avrebbe letto il suo testamento politico: la nomina del suo delfino e discepolo, il cardinale Giulio Mazarino, a primo ministro. Mazarino avrebbe continuato l'opera del maestro confermando il primato della Francia in Europa e nel mondo e, verso la fine della sua vita, avrebbe approvato una riforma fiscale (che coinvolgeva per la prima volta nobili e clero) approvata dal nuovo re Luigi XIV e dal nuovo primo ministro, Jean-Baptist Colbert.
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Perchè no? a sua volta ha commentato:
Strana idea. Ma almeno non mostra Richelieu come un ministro ambizioso e pericoloso, questa fama non é eredita da Alexandre Dumas e dai suoi romanzi ma viene direttamente dai suoi nemici alla corte, i “Grandi”, i cattolici fanatici, i protestanti, i poveri, le donne della corte (un potere oscuro di forte peso nella vita del paese), insomma quasi tutti ... eccezion fatta per il re.
La relazione tra Richelieu e Luigi XIII è strana e complessa: il re ha impiegato degli anni per fidarsi del cardinale, perché era stato sotto il potere di qualcuno (sua madre e i suoi favoriti) per tutta la sua vita, temeva Richelieu perché era in precedenza era stato un servitore di sua madre. Però il re era abbastanza onesto per comprendere l’intelligenza del cardinale e di riconoscerla superiore alla sua, e il cardinale stesso si é sempre mostrato umile davanti al re (i testi dell’epoca mostrano che non prendeva mai una decisione senza l’accordo scritto del re). Un episodio racconta il pensiero del cardinale: egli avrebbe detto al re che loro due erano come il numero 10, lo 0 essendo il cardinale e il re l’1; senza l'1 lo 0 non vale niente (e senza dirlo intendeva anche che l'1 da solo é ben poco).
Alla fine la relazione tra il cardinale e il re é stata quasi una relazione filiale, perché il cardinale ha fornito al re una figura paterna che gli é mancata dopo la morte di suo padre per mano del fanatico Ravaillac.
Il cardinale lavorava per la gloria della Francia e del Re, che erano la stessa cosa per lui (infatti é morto di fatica dopo anni di lavoro). Fu lui ad iniziare la monarchia assoluta alla francese. Dunque l’idea di Demofilo é possibile solo se la personalità di uno dei due é cambiata in un momento qualunque delle loro vite.
Un’altra cosa: Demofilo fa intervenire Luigi XIV troppo presto, il bambino nacque solo nel 1638...
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Chiudiamo per ora con questa idea del solito Perchè No?, elaborata una settimana dopo il suo matrimonio:
Vorrei iniziare un'ucronia a proposito di una vostra bellissima connazionale che senza avere niente di speciale all'inizio ha conquistato il cuore del magnifico capo supremo della Francia. Avete indovinato di chi parlo? Ma no! Non parlo di una certa cantante dalla voce impercettibile. Non avete letto? Ho precisato un "magnifico" capo della Francia.
Io intendevo parlare di Maria Mancini. Infatti ho ripreso l'idea avuta qualche tempo fa da William Riker sugli amori di Napoleone. Cosa sarebbe avvenuto se Luigi XIV avesse potuto sposare l'amore della sua vita?
Arrivata come il resto della sua avida famiglia per approfittare della ricchezza del loro potente zio, il cardinale Mazzarino, Maria era l'ultima figlia e il problema della sua famiglia. Sembrava troppo indipendente con un caratteraccio difficile, e non era abbastanza bella per farlo dimenticare.
Nel 1658 il giovane re Luigi XIV, ancora sotto il controllo della sua madre e del cardinale, cade malato, la corte lo considera perso e va presentare i rispetti a suo fratello Filippo. Solo Maria lo piange, il re finalmente guarisce e non dimentica quella che sembrava l'unica reazione naturale.
Presto nasce una storia d'amore incredibile tra il re di Francia e la centenne. Maria é intelligente e arrivista, non é difficile per lei sedurre questo ragazzone: il loro amore é tinto di eroismo romantico, il re si mostra innamorato senza nascondere nulla, fa cose folli degne di un giovanotto innamorato e si lascia scappare qualche parola che fa intravedere l'intenzione di sposare Maria!
Lo scandalo é grandissimo alla corte, dove Maria é vista come un'ambiziosa venuta dal niente, quasi non nobile, neanche Francese. E presto è odiata da tutta la corte. La regina madre e il cardinale non vogliono neanche sentirne parlare, Anna d'Austria teme di perdere il controllo del suo ancora inesperto figlio. Malgrado la gloria possibile per la sua famiglia, il cardinale sta negoziando il matrimonio di Luigi con la figlia del re di Spagna, e questa storia rischia di distruggere il suo lavoro, inoltre teme di non poter controllare Maria.
Sembra che Luigi avesse già comprato uno splendido gioiello dal re di Inghilterra per proclamare la sua intenzione di fidanzarsi con Maria, però sua madre e il cardinale avevano ancora troppo potere sulla mente di un re troppo presto considerato oggi come forte e orgoglioso (questo forse é stato vero più tardi). La pressione della famiglia, della corte, dell'interesse del regno sono state troppo forti. I due sono separati per qualche tempo, per rompere il loro legame. Si rivedono solo nel 1659 al castello di Brouage, dove Luigi XIV mette fine a questa storia e si impone di non rivederla mai più. Qualche tempo dopo sposa Maria Teresa di Spagna e Maria Mancini sposa Lorenzo Colonna.
Ma se Luigo trova il coraggio di resistere e di prendere da solo la decisione? Se il re di Francia decide finalmente di sposare Maria Mancini? Dopo tutto, era lui il maestro e lo mostrerà pochi anni dopo sposando in segreto la Maintenon, ancora meno nobile di Maria Mancini. Lo scandalo sarebbe stato grande, ma comunque niente di veramente grave. Le conseguenze sono però grandissime:
a) Luigi XIV non sposa Maria Teresa di Spagna, la pace é comunque realizzata tra le due potenze ma senza questo matrimonio e senza i diritti che vanno con questo a Luigi XIV; questi non rivendica nel 1672 i Paesi Bassi spagnoli e non conquista la Franca Contea durante la guerra di devoluzione iniziata in nome degli diritti di Maria Teresa. Inoltre Luigi XIV non può entrare nella competizione per la successione spagnola e, alla morte di Carlo II, la corona passa naturalmente a un Asburgo austriaco (probabilmente con una guerra per impedire la ricreazione dell'impero di Carlo V, ma allora la Francia avrebbe avuto l'aiuto dell'Inghilterra e dei Paesi Bassi).
b) Questa nuova geopolitica impedisce alla Francia di rivendicare l'egemonia europea e la obbliga a mantenere delle alleanze con i Paesi Bassi e gli Stati protestanti di Germania. Questa politica probabilmente la costringe ad essere meno duro contro i protestanti francesi.
c) Una Francia meno espansionista avrebbe come conseguenza una prosperità maggiore, sopratutto con l'organizzazione di Colbert, rovinata dalle guerre nella nostra Timeline. La Francia sarebbe meno grande (ma non é sicuro, almeno una guerra é possibile contro la Spagna asburgica ma senza la rovina delle guerre di Luigi XIV), ma forse il Re Sole avrebbe avuto l'occasione di pensare alle sue colonie americane, e soprattutto la popolazione francese sarebbe cresciuta in pace dando al re la ricchezza e la prosperità, e permettendo uno regno ancora più fastoso. Versailles sarebbe stata costruita ancora più grande.
d) l'arciduca austriaco sul trono spagnolo non avrebbe avuto i mezzi di ricreare l'impero di Carlo V e l'Austria nella tentazione egemonica sarebbe stata isolata, con la conseguenza di un'ostilità europea e infine la debolezza come alla fine del regno di Luigi XIV per la Francia.
e) La distruzione del Palatinato non sarebbe avvenuta, non fornendo il punto di partenza dell'odio franco-tedesco.
f) Mazzarino avrebbe perso di sicuro il potere e il giovane re avrebbe governato più o meno alla stessa maniera assoluta, ma con il consiglio e l'aiuto intelligente di Maria Mancini. Ovviamente la sua discendenza sarebbe stata del tutto diversa, cambiando la storia europea. Probabilmente il re non diventa il mostro di orgoglio degli anni '70-'80 del XVII secolo, forse sarebbe stato meno aggressivo e più saggio.
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Se avete altre idee su questo tema, mi piacerebbe sviluppare l'argomento. Vostro Perchè No?