Questa è la nuova idea di Perchè No?:
Mi chiedevo quanto l'espansione del cristianesimo sia stata facilitata dall'unità del Mediterraneo sotto la guida romana. Lo sviluppo di una rete economica, politica e sociale coerente per tutto l'ecumene ha probabilmente facilitato i viaggi, la nascita delle comunità, eccetera.
Ora mi chiedo cosa sarebbe avvenuto del cristianesimo se:
1) Non c'era l'impero romano (domanda
interessante anche senza l'aspetto religioso)
2) Se Gesù fosse vissuto in un periodo più remoto, come all'inizio del I secolo prima
di lui stesso (ti immagini se nasce lo stesso anno di Cesare, cosicché ci saranno due JC allo stesso
tempo?), o per esempio se era nato qualche anno prima in piena guerra civile, o
nel periodo maccabeo. Cosa ne pensate?
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Ecco come gli risponde Lord Wilmore:
La storia sarebbe cambiata enormemente. Le strade erano sicure da briganti, i mari sgombri da pirati, non c'erano dazi tra una provincia e l'altra, la lingua era la stessa (la koinonè) dalla Spagna all'Afghanistan, San Paolo avrebbe potuto scrivere una "lettera agli Indiani" e lo avrebbero capito lo stesso.
Non è un caso se Dante Alighieri nella Divina Commedia attribuisce all'Impero Romano, e a Giulio Cesare che l'ha fondato, una funzione provvidenziale. Infatti le tre teste di Lucifero divorano, oltre a Giuda Iscariota, anche Bruto e Cassio, i cesaricidi: erano i tre massimi traditori dell'autorità divina ed umana.
Ora, in una situazione di estrema frammentazione politica, come nel mondo ellenistico del III-II sec.a.C., la diffusione del Vangelo sarebbe stata oltremodo ostacolata. Possibile una direttrice di espansione verso l'Asia, dove però avrebbe dovuto scontrarsi con il neonato buddismo e con tradizioni religiose millenarie come l'induismo. Forse sarebbe attecchito in Cina (il Confucianesimo è un ateismo pratico).
Ma veniamo alla tua ipotesi di Gesù contemporaneo dei Maccabei: io la vedo così. Antioco IV Epifane instaura un impero dal Mar Egeo all'Indo sconfiggendo Pergamo e i Parti; perseguita l'ebraismo cercando di imporre l'ellenismo, ed allora si sviluppano due linee di pensiero: i fratelli Maccabei propugnano la ribellione violenta come gli Zeloti del I sec.d.C., invece Cristo predica una non violenza di tipo gandhiano.
Simone Maccabeo occupa Gerusalemme con la forza, fa arrestare Gesù accusandolo di connivenza con i greci perchè ha guarito l'attendente del generale Gorgia (HL il servo del centurione romano), e lo fa crocifiggere; cinquanta giorni dopo i discepoli annunciano la sua risurrezione (Pentecoste), ma sono perseguitati dai Maccabei e dagli Asmonei. Gesù Ben Sirac (figlio di Sirac, autore nella HL del libro biblico del Siracide) si converte al cristianesimo ed inizia un'intensa attività missionaria in tutto l'impero seleucide, portando la Buona Novella fino ai confini dell'India (avremo una lettera di San Sirac agli abitanti di Samarcanda).
L'impero seleucide non si disgrega ed anzi occupa l'Egitto tolemaico e prende il posto dei Parti, eterne guerre con i Romani che invece snobbano l'oriente e prediligono una direttrice di espansione verso la Germania e la Sarmazia. Spartaco si converte al cristianesimo per la sua ansia di riscatto sociale, viene crocifisso e poi santificato (San Spartaco), perché a quel tempo i santi guerrieri andavano di moda. Nel 63 a.C. (uso la cronologia a noi nota), come predetto da Gesù, Pompeo saccheggia e distrugge Gerusalemme, alleatosi con il re seleucide di turno, e dà fuoco al Tempio di Zorobabele; più tardi Barabba, che prende il posto di Simone Bar Kochbà della nostra Timeline, tenta una rivolta contro i seleucidi ma Gerusalemme è di nuovo distrutta e gli Ebrei dispersi (diaspora).
Il Cristianesimo verrà perseguitato duramente dai seleucidi ma diverrà religione ufficiale dell'impero nel 224 d.C., al momento dell'ascesa al trono di Artaserse I Sasan, che ha sconfitto l'ultimo seleucide inastando le croci sui propri stendardi perchè avvertito da una visione, e si è convertito al cristianesimo. Nasce l'impero neopersiano-sasanide di religione cristiana, in occidente e a Roma il cristianesimo si diffonde in un secondo momento insieme ai culti di Serapide e Mitra e forse a quello di Thor, importato dalla Germania. Stranamente il cristianesimo viene sostenuto in un primo momento dai Romani, perché é una religione nemica del potere seleucide, dunque riceve protezione. Poi, quando il cristianesimo diventa la religione di stato dei Persiani, le cose cambiano: il cristianesimo diventa la religione del nemico, Diocleziano scatena la sua persecuzione perchè egli identifica nel cristianesimo, ormai dilagante in Grecia, Italia ed Africa, la religione del nemico sasanide. Lo scisma potrebbe avvenire non tra oriente e occidente, ma tra sud cristianizzato (Italia, Spagna, Grecia, Africa) e nord dominato dalla religione di Thor.
L'impero romano e quello neopersiano sono poi invasi dagli Unni, il primo si disgrega in vari stati mentre il secondo resiste, ma è attaccato dagli Arabi e si riduce all'Anatolia. Il Papa risiede inizialmente a Ctesifonte e poi si sposta a Efeso all'arrivo degli Arabi. In ogni caso il cristianesimo sarà diverso da quello che noi conosciamo: il nostro ha ricevuto importanti influssi dagli Esseni, che invece in questa TL al tempo dei Maccabei non erano ancora nati. Anche Giovanni il Battista (l'Elia delle profezie) dovrà nascere in anticipo ed essere fatto fuori, presumibilmente dai seleucidi. Sotto l'influsso persiano, forse nella liturgia cristiana avrà più importanza il fuoco...
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di Blade87
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Dopo la morte di Gesù, Giacomo il Minore, suo "fratello" (nel senso di membro del suo clan; secondo alcuni era figlio di un fratello di Giuseppe) divenne capo della Chiesa di Gerusalemme. A quanto sembra Giacomo era fortemente antiromano, e sosteneva l'avvento di una teocrazia guidata dal Messia; egli sarebbe anche stato a capo della setta degli Esseni (che definiva "il Giusto" il suo leader e che da gruppo integralista monastico divenne poi la fucina degli Zeloti, i rivoluzionari che combattevano contro l'occupazione della Palestina da parte dei Romani), e avrebbe voluto una Chiesa che rispettasse le tradizioni ebraiche, con le loro leggi di purità (ad esempio l'obbligo alla circoncisione, o il divieto di mangiare alla stessa tavola con i "Gentili", ovvero i non Ebrei), e che in pratica riguardasse i soli Ebrei e non contemplasse la conversione di individui di altre fedi.
Tutto questo, naturalmente, in pieno contrasto con la fazione di Paolo, che invece sosteneva l'esportazione del cristianesimo a tutti i popoli. A causa delle sue posizioni antiromane intorno al 61 d.C. Giacomo fu ucciso tramite lapidazione dalla fazione giudaica filoromana. Ma se invece fosse scampato alla morte e avesse continuato a promuovere l'idea di una Chiesa Ebraica?
Facciamo finta che succeda davvero: Giacomo sopravvive e resta a capo della fazione antiromana, che si rafforza; i suoi discendenti continuano la sua opera e così, dopo la caduta dell'Impero Romano, vi sono due Chiese contrapposte: quella di Roma e quella di Gerusalemme; quest'ultima in poco tempo fonda un proprio "Stato della Chiesa" che comprende tutta la Palestina e numerosi territori limitrofi, mentre quella romana domina buona parte dell'Italia come nella nostra timeline. E, così come la Chiesa di Roma stringe accordi di vario tipo con gli imperi e i regni formatisi in europa, anche la Chiesa Ebraica fa lo stesso con i paesi confinanti del Medio Oriente. Alla fine però sarà la Chiesa di Roma a diventare dominante, poiché essa prevede la conversione degli infedeli e dunque raccoglie seguaci in tutto il mondo, mentre quella di Gerusalemme rifiuta di uscire dai confini della comunità ebraica, ed è quindi chiusa in se stessa. A questo punto si presentano varie possibilità:
1) la Chiesa di Gerusalemme e il territorio da essa controllato formano uno "stato cuscinetto" che attutisce il conflitto tra cristiani e musulmani. Dunque niente crociate. L'equilibrio potrebbe protrarsi a lungo, con conseguenze imprevedibili.
2) i "mori" annientano la Chiesa di Gerusalemme durante la loro espansione e conquistano la Terra Santa; dunque la Chiesa di Roma lancia le crociate, magari con un po' di ritardo rispetto alla nostra Timeline, e la guerra tra cristianesimo e islam divampa ugualmente.
3) variante della prima: all'inizio la Chiesa di Gerusalemme fa da "stato cuscinetto" tra cristiani e musulmani; poi però l'odio della Chiesa di Roma nei confronti della Chiesa rivale si fa sempre più forte. Così, con il pretesto che sono stati gli Ebrei ad uccidere Gesù e che la Terra Santa dev'essere riconquistata dai "veri" cristiani, lancia le crociate non contro gli islamici... ma contro gli Ebrei e la loro chiesa! A questo punto, visto l'ampio sostegno militare di cui gode la Chiesa di Roma, è quest'ultima a vincere e ad annientare la Chiesa di Gerusalemme. A questo punto la Terra Santa è saldamente in mani cristiane, e tale potrebbe restare fino ai giorni nostri, con continue guerre di confine contro gli islamici.
4) per una serie di fortunati eventi la Chiesa Ebraica di Gerusalemme (guidata dai discendenti di Giacomo) sopravvive fino ai giorni nostri, conservando il proprio dominio sulla Palestina. Il conflitto israelo-palestinese non esiste, e il Medio Oriente risulta certamente più stabile. Le associazioni umanitarie europee e statunitensi si battono per l'eliminazione dell'obbligo di circoncisione per i fedeli della Chiesa di Gerusalemme, e gli esponenti delle due Chiese (romana ed ebraica) si insultano quotidianamente in feroci dibattiti televisivi, alimentati dalla reciproca diffidenza...
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Il "Titulus
Crucis" in un mosaico della Basilica del Rosario
a Lourdes. La scritta appare capovolta: quasi ucronica...
di Homer
La dottrina Cristiana delle origini era comunista a tutti gli effetti, e tutti i beni dei confratelli erano a disposizione della comunità stessa, quindi si può dire che Marx non ha ideato nulla di nuovo… Ma perché non unire le due più inconciliabili idee di pensiero in un'unica e interessantissima ideologia ? Ho qui diversi spunti per partire, seguiti da una piccola analisi.
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1) La Chiesa Cristiana non si gerarchizza e non influenza fortemente le consuetudini romane tra il II e il IV secolo d.C. , però è di sicuro una Chiesa meno universale, anche se attrarrà certamente ancora di più le masse umili. Non avremo l'Editto di Milano del 313 né il successivo Editto di Teodosio, dato che i Cristiani saranno una minoranza numerica nell'Impero dopo le persecuzioni di Diocleziano. Forse la religione di maggioranza dell'Impero diventerà il Mitraismo, o contatti più frequenti con l'Oriente porteranno in Europa il buddismo o lo zoroastrismo. Le poche comunità Cristiane rimaste continueranno ad esistere come gli oikos autosufficienti della Grecia Arcaica, senza però distinzioni sociali al loro interno.
2) I Vescovi del primo medioevo e del tardo impero romano non ottengono poteri politici effettivi, ma riescono a difendere le crescenti comunità Cristiane dalle incursioni barbariche e con una distribuzione delle terre dei latifondi ecclesiastici creano un sistema di "commendatio" nei confronti del Vescovo e non verso un Signore Laico. Questo tipo di società resisterà alle invasioni barbariche e al Feudalesimo senza ritornare al Latifondo? Probabilmente no, ma dei risvolti particolari di sicuro ne favoriranno la diffusione, come la mancata condanna dell'Arianesimo, o almeno una minor pressione verso gli Ariani da parte dei Cattolici (che allora si chiamavano ortodossi) ne assicureranno il successo?
3) Le agitazioni ereticali del Basso Medioevo portano alla nascita di movimenti cristiano-comunisti, se la Chiesa e i Baroni non hanno alcun interesse nello schiacciarli (vuoi una indifferenza o una minaccia molto poco importante, oppure una corruzione) e i vari movimenti come la Pataria si estendono, con conseguente instaurazione di saldi gruppi cristiano-comunisti nelle zone del Nord d'Italia e della Francia sudoccidentale. Avremo una crociata contro i Cristiano-Comunisti invece che contro i Catari nel '200?
4) Lutero costringe la Chiesa a riformarsi veramente, e dal Concilio di Trento saltano fuori conclusioni stupefacenti: Viene abolito il celibato per i parroci, si pubblica un messale unificato, le terre ecclesiastiche si dividono in lotti uguali per coloni o servi della gleba che ottengono un'amnistia su tutto il territorio Imperiale nel caso di trasferimento, il Conclave inizia ad essere non più una fucina d'intrighi bensì un vero organo elettivo per il Soglio di Pietro, la Gerarchia Ecclesiastica è semplificata, vengono promosse l'Evangelizzazione e la crescita delle reducciones gesuite nel Sudamerica, e soprattutto l'atto di supremazia del Papa sui signori Temporali. I Signori Secolari accetteranno questa riforma radicale della Chiesa? Se non la accetteranno, le masse popolari si solleveranno al grido: "Deus Vult"? Riusciranno a spezzare il giogo che grava sulle teste di tutti i lavoratori?
5) Marx non è così antireligioso nel suo Manifesto, anzi, sfrutta gli ideali di comunità e condivisione presenti nel Cristianesimo originario, così da avere un folto gruppo di seguaci anche tra i cristiani protestanti negli anni successivi; questi, migrando nelle praterie dell'ovest americano, realizzeranno in pratica i propri ideali, dando vita a comunità sul modello di quella mormone. Nel '900 l'ideologia e la moda fanno sì che il Biennio Rosso nei paesi occidentali non nasce dalla Rivoluzione Sovietica, troppo radicale, bensì dall'esempio Cristiano-Comunista. Irrealistico, ma perché non pensarci su?
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Ecco l'ulteriore proposta del francese Perchè No?:
Oggi sono rimasto sorpreso nel vedere il giornale francese « Marianne » (di tendenze di centrosinistra) annunciare per l’estate 2008 la pubblicazione di una serie di articoli ucronici, anche se questa parola non é mai usata.
Come ci si poteva aspettare da questi eredi del giacobinismo il primo articolo tratta di cosa sarebbe avvenuto se Gesù fosse stato liberato su ordine dei Romani.
Vedono la cosa in questa maniera: liberare Barabba voleva dire dare un segnale negativo a tutti i ladri e gang della regione, e minacciare forse il commercio, cosa che sarebbe stata notata a Roma e rimproverata a Pilato. Per di più la moglie di Pilato ha avuto un sogno nefasto circa Gesù e avrebbe chiesto di liberarlo, un buon Romano obbedisce ai segni. Di conseguenza Barabba finisce sulla croce e Gesù é esiliato in Galilea con si suoi discepoli, come persona non grata a Gerusalemme.
Gesù prosegue la sua predicazione e i suoi miracoli, viaggia in tutto l’oriente, moltiplica i discepoli ebrei e pagani. Diventa un rivale delle religioni misteriche dell’Oriente. I casi sono due: o fonda una nuova religione di cui lui é il profeta, oppure crea un’eresia ebraica di cui si pretende ;essia.
Secondo "Marianne", sotto il regno di Caio Caligola la crisi religiosa porta Gesù a opporsi all’imperatore (ancor di più se vive in Alessandria). Due possibilità: finisce vittima della repressione e da qui torniamo al cristianesimo classico. O sopravvive, forse fa anche un’ambasciata a Roma e parla all’imperatore senza effetto come é stato per l’ebreo Filone di Alessandria, e si stringe un’alleanza temporanea tra i Romani conservatori e i cristiani contro Caligola.
In questa possibilità l’autore (Anthony Rowley) vede Gesù morire verso il 90 a.C. (si sarebbe tenuto lontano dalle guerre ebree?). In questa alternativa Gesù avrebbe visto la sua comunità ampliarsi a organizzarsi attorno ai suoi dodici discepoli originalie. La creazione di una gerarchia gli sarebbe sgradevole, e si sarebbe andati verso uno conflitto interno tra il fondatore e i suoi discepoli diretti, e una nuova generazione di discepoli che hanno studiato i suoi discorsi e li hanno analizzati come il Talmud, mascono forse dei Vangeli critici e le eresie sarebbe nascono con un secolo di anticipo.
Ma l’autore vede lo stesso il cristianesimo, anche in questa forma, come una fede "superiore" o almeno meglio armata, sul mercato della ricerca della Salvezza, soprattutto con una tendenza “ugualitaria” più sviluppata. Sarebbe stata una delle religioni più importante dell’impero, ma questo cristianesimo (che si sarebbe allontanato da tutte le rivendicazioni politiche per preferire il dibattito talmudico) non sarebbe stato lo strumento cercato da Costantino per creare suo il sistema piramidale politico-religioso (il cesaropapismo). E lì le conseguenze sarebbero state enormi, niente impero bizantino (almeno come lo conosciamo), niente monarchie assolute, niente crociate...
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Ed ecco la risposta di Lord Wilmore:
Davvero curioso, un giornale che si occupa di ucronie. Dunque, riguardo a quest'ucronia, prima ti parlerò da credente, poi da appassionato di Bibbia, e infine da ucronista.
Un proverbio dice che in Italia tutti corrono dietro un prete: chi con un cero acceso, chi con un fucile carico. Noi non siamo la Norvegia, dove tutti se ne fregano della religione e solo il 3 % va a Messa. Qui non ci sono grigi: o sei bianco, o sei nero. O sei un bigotto baciapile alla Casini, o un anticlericale incavolato alla Garibaldi. Io cerco di non essere né il primo né il secondo, ma comunque tieni conto che da giovane ero un Focolarino. Dunque, io vengo da lì e ci credo, anche se il mio parroco attuale mi dà dell'eretico perchè io sono un noto sostenitore dell'evoluzionismo di Darwin, della vita extraterrestre e dei diritti dei gay.
Parlando dunque come credente, non c'è modo di realizzare quest'ucronia. Cristo doveva morire. Il diavolo le studiò tutte per salvare Gesù Cristo o per convincerlo a rinunciare alla croce, ma andò incontro al fallimento. Nel deserto provò a tentarlo con il pane (la gola, le cose materiali, il sesso...), con l'invito a gettarsi giù dal Tempio perchè gli angeli lo avrebbero sorretto (tentazione di una religione spettacolare, fatta di miracoli e di coups de théatre), con la potenza terrena ("tutti i regni della terra io ti darò se, prostrandoti, mi adorerai": vien sempre in mente Adolf Hitler). Ci riprovò nell'orto degli ulivi, quando Gesù sudò sangue, per resistere alla tentazione di sfuggire a un'orribile morte. Ci provò persino sulla croce: "Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce e ti crederemo!") E ci provò persino attraverso la moglie di Pilato, Claudia Procula. Come racconta il Vangelo di Matteo, questa - che probabilmente era di religione giudaica, come moltissime romane dell'epoca, per un fatto di moda - fu turbata in sogno e chiese al marito di risparmiare Gesù, ma l'interpretazione corrente è che il sogno gliel'abbia mandato il diavolo, per tentare di impedire la Redenzione. In ogni caso, le profezie andavano compiute e, se leggi il libro di Isaia, tutte le profezie ebraiche parlano di un Messia sofferente e ucciso, non di un Salvatore trionfatore in guerra, come si aspettavano i Farisei. Dunque l'ucronia non può essere neppure presa in considerazione da un credente, ed infatti sul nostro sito di Utopiaucronia non ce n'è traccia, per non offendere la sensibilità religiosa di nessuno.
Parlando come appassionato di Bibbia, invece, nel caso in cui Gesù sia graziato e rimandato libero, questo verrebbe probabilmente ucciso in altro modo dai Farisei che lo odiavano sopra ogni cosa, perchè diceva loro la verità ("razza di vipere, sepolcri imbiancati, fuori belli e dentro solo ossa di morti!") e perchè temevano che suscitasse una ribellione come quella del 70 d.C. Se lo ammazzano gli Ebrei, nulla vieta che risorga comunque (anche questo era scritto nelle profezie: Giona che sta tre giorni nel ventre del pesce, per esempio), ma il simbolo cristiano non sarà la croce; forse un simbolo a tre punte per la Trinità, come il triangolo equilatero? Per il resto, la storia prosegue come la conosciamo.
Infine, come ucronista puro, se immaginiamo che Gesù scampi ad ogni tentativo di assassinio da parte dei Giudei e fondi lui stesso la Chiesa, anziché dare ordine a Pietro e Paolo di fondarla, questa sarà più ebraicizzata e manterrà la circoncisione, perchè Gesù era un ebreo osservante. I casi sono tre:
a) Gesù muore nella repressione seguita alla distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C., sempre sulla croce e sempre per opera dei Romani. Come nella nostra
Timeline.
b) Gesù muore nella persecuzione di Nerone, dopo essersi spostato a Roma per predicare la Buona Novella agli Ebrei della diaspora. Come sopra, solo che il Santo Sepolcro è in Vaticano, e i musulmani non lo conquisteranno mai.
c) Gesù muore di vecchiaia. Imprevedibile e aperta ad ogni soluzione. Buona quella cui giunge l'autore
dell'ucronia su "Marianne": niente cesaropapismo, il Medioevo è completamente diverso.
Ma io sono credente, come ti dicevo, e questa soluzione resta la più improbabile in ogni Timeline, perchè non sarebbe gradita a un Signore con la S maiuscola chiamato Dio.
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Lapidario il commento di Enrico Pellerito:
Hai proprio ragione.
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A questo proposito, Lord Wilmore ci ha inviato la seguente gif animata, che mostra tre particolari dei mosaici nella Basilica del Rosario di Lourdes, illustranti rispettivamente la Visita a Santa Elisabetta (2° Mistero Gaudioso), l'Agonia di Gesù nel Getsemani (1° Mistero Doloroso) e la Resurrezione di Cristo (1° Mistero Glorioso). Se osservate bene, vedrete che le aureole dei protagonisti sono trasformate in... fumetti!! Maria pronuncia il Magnificat, ed ecco la scritta « MAGNIFICAT » nell'aureola, simile ad un baloon ante litteram! Allo stesso modo, Gesù nell'Orto degli Ulivi pronuncia il "Fiat Voluntas Tua", e leggiamo questa scritta nell'aureola; e al momento della Resurrezione ecco la scritta « EGO SVM RESURRECTIO ET VITA »!

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Vale la pena di chiudere la pagina con questa bella proposta di Never75:
Ho buttato giù un'ucronia che è un crossover dei principali film "peplum" che infestano il palinsesto televisivo sotto Pasqua e Natale. Ed ecco a voi il Kolossal!
Spartaco, crocifisso, muore felice guardando fuggir via l'amico Lentulo Batiano, l'amata Varinia e suo figlio Antonino, i quali si imbarcano su una nave diretta verso Alessandria.
Antonino entra nell'esercito egizio e, avendo preso dal padre forza fisica e abilità tattica, fa una rapida carriera. Entrato a servizio di Cleopatra e di Antonio, nella battaglia di Azio li tradisce schierandosi dalla parte di Ottaviano e di Agrippa, facendo così vincere loro la guerra.
Come premio, Antonino è nominato senatore ed iscritto nella gens Petronia.
Ha un figlio che non solo sopravvive ai torbidi di Tiberio e Caligola, ma accompagna Tito Valerio Tauro, funzionario dell'imperatore Tiberio, inviato in Palestina per indagare sulla scomparsa, dopo la crocifissione, del corpo di un certo Gesù di Nazareth, ritenuto risorto dai suoi discepoli.
Questo Petronio, una volta tornato a Roma, ha a sua volta un figlio, Caio Petronio, che ha un successo come arbiter elegantiarum della corte di Nerone.
Il quale, per beffa nei confronti del Senato, lo nomina proconsole della Siria, con responsabilità della Giudea e della Galilea. Petronio, che nonostante la sua fama di gaudente è un uomo energico e all'altezza dei suoi compiti, sa che in quelle zone i romani sono poco romani e cerca di capire il perchè.
Però non sa a chi rivolgersi, finché scopre che il senatore Quinto Arrio è in realtà il principe giudeo Giuda Ben Hur, adottato in gioventù dal console suffectus Quinto Arrio.
Petronio lo va a trovare, accompagnato dal nipote Marco Vinicio, il quale, mentre Quinto e lo zio chiacchierano della Giudea, scorge Lycia, principessa cristiana del popolo dei Lici, ostaggio a Roma e adottata da Ben Hur che, dopo la guarigione della mamma Miriam e della sorella Tirzah dalla lebbra, è diventato seguace di Gesù di Nazareth.
Marco Vinicio se ne innamora perdutamente. Edotto delle vicende ebraiche, Petronio decide di adottare una politica conciliante nei confronti di quel popolo, e riesce a sanare il solco che li divide dai romani.
Tornato a Roma, Nerone decide di nominare Petronio prefetto del Pretorio, suscitando la gelosia di Tigellino, il quale per prima cosa tenta di far fuori il rivale con un sicario.
L'attentato sta per riuscire, quando interviene un gladiatore a salvare il prefetto. Petronio chiede il suo nome. Scopre che è anche lui un giudeo, e che si chiama Barabba.
Liberato fortunosamente a scapito di un rabbi, era stato poi condannato al lavoro forzato in una miniera di sale e zolfo della Sicilia. Creduto morto in seguito ad un terremoto, era arrivato a Roma dove in seguito è diventato gladiatore.
Petronio lo prende al suo servizio e Barabba diviene il capo delle sue spie. Tigellino decide quindi di sobillare direttamente Nerone e Poppea, accusando Petronio di essere un novello Seiano, ma Atte avverte il prefetto del pretorio che, con l'appoggio dei senatori, dei pretoriani e di Vespasiano, ordisce una congiura che riesce.
Petronio è acclamato imperatore. Tra i primi suoi atti c'è un editto di tolleranza a favore dei cristiani, per far contenti Barabba, Marco Vinicio e Licya.
Un paio di anni dopo cade malato di lebbra. Ma Demetrio, un ex schiavo il cui padrone cristiano Marcello era stato fatto uccidere da Caligola, si presenta con una tunica che dice essere appartenuta a Gesù di Nazareth.
Petronio, pentito dei vizi della sua vita, tocca la tunica ed è miracolosamente guarito. Da quel momento, dichiara il Cristianesimo religione di stato.
Quando muore, gli succede il nipote Vinicio dando origine alla dinastia Petroniana...
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