di Falecius
L'Asia Orientale è l'unica regione del mondo, oltre all'Europa, in cui si siano sviluppati autonomamente degli Stati nazionali: Corea, Giappone, e soprattutto Thailandia, Birmania, Vietnam, Laos e Cambogia, ai quali andrebbero aggiunti Arakan (oggi stato Rakhine, nel Myanmar) e il regno Mon (esiste uno stato autonomo Mon nel Myanmar, ma molto più piccolo del vecchio stato nazionale dei Mon). Una coscienza nazionale si era sviluppata anche a Bali, Giava, Madura e Sunda, ma è difficile parlare di Stati nazionali di questi popoli, tranne in parte per Bali, a causa della precoce presenza coloniale olandese. La coscienza nazionale malese è un fenomeno più complesso e sebbene abbia germi antichi, arriva a maturazione solo nel Novecento. In Indocina la coscienza nazionale si sviluppa a partire dal Cinquecento, e si manifesta nelle guerre d'indipendenza ricorrenti contro i tentativi imperialistici birmani, da parte di siamesi, laotiani e mon, e nella lotta dei cambogiani contro l'espansione Vietnamita e Siamese. La consapevolezza delle diversità etniche fu un fattore forte nella resistenza birmana all'espansione Shan.
Tuttavia, la creazione di un equilibrio basato su Stati-nazione è dovuto al fallimento dei tentativi egemonici dei siamesi e dei birmani, che hanno alternativamente tentato di assicurarsi l'egemonia sull'intera penisola. I re birmani Tabinshwehti, Hsinbyushin, Nanda Bayin, Anaukpetlun, Alaungpaya e Bodawpaya hanno tutti tentato di fondare un impero peninsulare; ogni volta i loro tentativi fallirono, in particolare per la strenua resistenza siamese (o, nel caso di Hsinbyushin, laotiana). I tentativi analoghi dei re siamesi Naresuen, Prasat Thong, Thaksin, Rama I Chakri e Rama III , e del vietnamita Minh Mang, non riuscirono a superare la resistenza birmana. I siamesi sottomisero Laos e Cambogia sotto Rama III, ma era troppo tardi e la Francia riuscì a costringerli a ritirarsi dalla regione nel 1893.
Cosa succede se uno di questi tentativi riesce a riunire Birmania e Siam in un unico, potente regno?
Oppure: nel 1824 muore Rama II del Siam. Il paese è in cattivi rapporti con la Gran Bretagna per la questione del sultanato malese di Kedah, occupato dai siamesi che minacciano quindi lo stabilimento di Penang della Compagnia delle Indie. Il suo successore è Rama III, isolazionista e conservatore, che sale al trono per un colpo di palazzo contro il legittimo erede, il filobritannico Mongkut. Mongkut continua a fare il monaco e salirà al trono molto più tardi, col nome di Rama IV, e avvierà il processo di modernizzazione del Siam da cui nascerà la Thailandia moderna, processo che permette al paese di mantenersi indipendente.
Ma se diventasse re nel 1824, probabilmente si alleerebbe con gli inglesi contro la Birmania, riconquistando Tavoy e Mergui. Come nella nostra linea temporale, conquisterebbe Laos e Cambogia, ma l'alleanza con gli inglesi e le spalle sicure ad est, gli consentirebbero di sconfiggere il Vietnam.
.
Così gli risponde *Bhrg'howidh(H)ô(n-):
il senso dell'ucronia è sempre quello di indagare gli scenarî - realistici - più distanti dalla Storia reale e misurare il loro grado di probabilità rispetto a quest'ultima. Quindi il successivo punto delicato dovrebbe essere il confronto con l'imperialismo europeo (ed eventualmente giapponese), appunto nella continuazione dell'ipotesi che il potente Regno unico resista. Sono ansiosissimo di sapere particolari ulteriori (Inoltre, in riferimento al punto precedente: è implicita nell'ucronia anche la possibilità di un "ridimensionamento" della percezione delle Nazioni indocinesi? Oppure, al contrario, che protette dall'Impero se ne sviluppino anche altre che altrimenti sono rimaste Etnie nella nostra Storia?)
.
Ed ecco la cronologia promessa da Falecius:
1824: il principe Mongkut
diventa re del Siam (OTL, gli si preferisce il conservatore Rama III).
Il nuovo re accetta di entrare in guerra contro la Birmania a fianco della
Compagnia delle Indie inglese. Nell'esercito siamese sono introdotti ufficiali
inglesi.
1825: l'esercito siamese occupa il principato malese di Kedah.
1826: pace di Yandabo. la
Birmania cede lo Arakan ed lo Assam alla Compagnia delle Indie, la valle del
Kabaw al Manipur, il Tenasserim e la sovranità sui principati Shan meridionali
e sul Kengtung al Siam.
Il re del Laos ne approfitta per attaccare Bangkok, ma è sconfitto dal generale
Phya Bodin.
1827: i siamesi sconfiggono i laotiani espellendoli dallo Isan, nell'est del paese. Trattato di Nakhon Si Thammarat tra Gran Bretagna e Siam che riconosce l'annessione siamese di Kedah e il predominio siamese su Perlis, Kelantan e Terengganu, in cambio della rinuncia a qualsiasi diritto siamese su Perak e Selangor e dell'apertura del Siam al commercio inglese.
1828: Phya Bodin prende Vientiane e conquista gran parte del nostro Laos.
1832: Intervento siamese in Cambogia e conquista di Batdambang e Siem Reap.
1833: l'imperatore annamita (Viet) Minh Mang interviene contro i siamesi in Cambogia e nel Tran Ninh (Laos nordorientale). Phya Bodin avanza contro i Viet, conquista il Tran Ninh e passa nel Tonchino minacciando Hoa Binh.
1834: l'esercito annamita in Cambogia è messo in rotta. Tra le due potenze si arriva al trattato di Udong: la Cambogia diventa vassalla del Siam ma la provincia di Svay Rieng passa allo Annam. Tran Ninh diventa una prefettura siamese.
1835: Phya Bodin riceve l'incarico di annettere Luang Prabang (Laos settentrionale).
1836: Caduta di Luang Prabang, che diventa un vassallo del Siam.
1837: Phya Bodin è inviato
nel paese Shan per soggiogare Kengtung e gli altri principati. Il Siam invia una
ambasceria in Cina per riconoscere la sovranità di Pechino e definire la
frontiera comune.
Mongkut avvia un vasto programma di riforme dell'esercito e dell'amministrazione
su modelli europei ed obbliga i vassalli ad conformarsi alla sua politica
militare e nel commercio estero.
1839: scoppia la guerra dell'oppio tra Cina e Gran Bretagna.
1840: crisi dinastica in
Birmania e Cambogia.
In Birmania il principe Tharrawaddy diventa re.
1841: il Siam interviene in Cambogia.
1842: Phya Bodin prende Phnom
Penh. Gli annamiti inviano un esercito in aiuto al proprio pretendente al trono
cambogiano.
Crisi tra Tharrawaddy e gli inglesi.
Con il trattato di Nanchino si conclude la guerra dell'oppio.
1843: Phya Bodin sconfigge
gli annamiti e minaccia la stessa Sai Gon. Minh Mang scende a patti e riconosce
il predominio siamese in Cambogia. Tharrawaddy fa espellere il residente
britannico e denuncia il trattato di Yandabo.
Inizia la seconda guerra anglo-birmana. Mongkut si schiera con l'Inghilterra.
1844: Gli inglesi occupano
Pegu e Prome. Tharrawaddy è rovesciato da un colpo di palazzo, gli succede il
pacifico Mindon Min. I siamesi arrivano alle porte di Toungoo, nel cuore della
Birmania.
Mindon Min firma la tregua e riottiene un parte del territorio, ma rifiuta un
trattato che assegni alla Compagnia la Birmania Inferiore, Col Siam firma un
trattato con cui cede il paese Mon e Karen e alcuni stati Shan sudoccidentali.
1845: Mongkut fonda una scuola di stampo inglese per i giovani nobili e invia una missione ufficiale in Inghilterra.
1846: Mongkut affida i suoi figli
all'istitutrice britannica Anna Leonowens.
1847: Ritorno della missione siamese da Londra. Creato un istituto superiore moderno a Chiang Mai. Nuovo conflitto dinastico in Cambogia ed invasione Viet.
Phya Bodin invade il paese con l'appoggio dei locali.
1848: l'ultimo re della Cambogia è detronizzato e sostituito da un governatore per conto del re del Siam, scelto tra la nobiltà khmer.
1849: Inizia la costruzione la prima ferrovia del Siam, da Bangkok a Sukhothai.
1850: Inizia la posa della linea telegrafica Patani - Singora - Nakhon Si Thammarat - Bangkok - Phitsanulok - Chiang Mai - Kengtung.
1852: Costruita la ferrovia Sukhothai - Phitsanulok - Tavoy e avviata quella Sukhothai - Chiang Mai - Phayao - Vientiane - Luang Prabang.
1853: Posato il cavo telegrafico Bangkok - Batdambang - Phnom Penh. La scuola superiore per nobili a Bangkok è ampliata nell'Università Reale.
1854: La ferrovia raggiunge Chiang Mai. Inizia la costruzione della linea Bangkok - Chantabun. Inizia la posa del cavo telegrafico Bangkok - Nakhon Ratchasima - Champassak - Savannakhet - Vientiane - Luang Prabang.
1855: inizia la riforma dell'amministrazione e del diritto secondo modelli europei, che proseguirà sotto il successore di Mongkut.
1856: Annessione di Perlis e Kelantan.
1858: inizio della linea ferroviaria Bangkok-Nakhon Si Thammarat-Singora-Patani-Kota Baharu.
1859: primi professori siamesi all'Università di Bangkok, dove prima insegnavano soprattutto inglesi e olandesi.
1860: apertura di ambasciate siamesi a Londra, Parigi ed Amsterdam. I residenti inglese e francese a Bangkok ricevono il rango di ambasciatore.
1862: guerra franco-vietnamita. Il Siam interviene occupando Svay Rieng.
1863: con la pace di Tourane, il Vietnam cede alla Francia la Cocincina occidentale e al Siam Svay Rieng. Le rivendicazioni siamesi su Ca Mau e Chau Doc restano ignorate.
1868: Mongkut, grande appassionato di questioni scientifiche, muore di febbri malariche dopo una visita nelle province meridionali per osservare un'eclisse con un gruppo di studiosi europei.
.
Che ne dite? Per farmi avere il vostro parere, scrivetemi a questo indirizzo.
di Iacopo
.
Recentemente ho letto il libro di Peter Hopkirk intitolato « Il Grande Gioco ». Il gioco in questione è il conflitto occulto di spie ed esploratori che serpeggiò in Asia centrale nel diciannovesimo secolo, fra Russia e Impero Britannico, avente come posta in gioco innanzitutto il controllo economico e politico dell'area turcofona di quella regione (tutti i posti che finiscono in -istan, diciamo) e in seconda battuta l'India stessa.
È appassionante, senza dubbio. Di spunti per ucronie ce ne sono a bizzeffe. In generale mi piacerebbe usare il Grande Gioco per far scoppiare la guerra mondiale qualche decennio prima della nostra timeline, e per renderla davvero mondiale, ossia combattuta su tutti i continenti o quasi: ho sviluppato quest'idea in questa pagina. Oppure si potrebbe anche cambiare la geografia coloniale dell'Asia centrale, del Medio Oriente e della Cina...
La prima idea che mi è venuta riguarda la Prima Guerra d'Afghanistan del '39-'42, con un occhio agli sviluppi religiosi. Nel 1831 un avventuriero inglese, tale Alexander Burnes, si avventurò lungo l'Indo per recare doni al Maharaja sikh del Punjab, Ranjit Singh. Da Lahore poi giunse a Kabul, dove strinse una relazione di amicizia con Dost Muhammad, il sovrano dell'Afghanistan. Pareva che i rapporti amichevoli fra Impero Britannico e Afghanistan fossero destinati da durare, ma ben presto dovettero incrinarsi. I Sikh avevano infatti conquistato la città afgana di Peshawar, e gli inglesi non erano disposti ad inimicarseli per fare piacere a Dost Muhammad. Questi, quindi, si rivolse ai russi (siamo nel 1835). Nel 1837 il tenente Rawlinson dell'esercito della Compagnia, recatosi a Kabul per recare doni a Dost Muhammad, vi incontrò un agente russo accompagnato da una scorta di cosacchi: l'afgano stava facendo il doppio gioco. Contemporaneamente i persiani, che al tempo erano praticamente vassalli dei russi, presero d'assedio la città afgana di Herat, le cui difese, tra l'altro, erano comandate da una gente inglese, Eldred Pottinger.
L'anno seguente (1838) la situazione precipitò: Dost Muhammad scoprì le carte con gli inglesi, e strinse accordi coi russi. La Compagnia rispose con un accordo segreto con i sikh e con Sha Shujah, l'ex sovrano dell'Afghanistan deposto anni prima da Dost Muhammad. Inoltre navi inglesi incrociarono nel Golfo Persico, costringendo i persiani a lasciare l'assedio di Herat.
Nel 1839 iniziò l'invasione dell'Afghanistan. Quasi subito però Rajit Singh si tirò indietro, e le truppe inglesi dovettero passare dal meridionale passo di Bolan, giungendo a Kabul via Kandahar e Gazni. E qui pongo il mio POD: cosa succede che i Sikh non si tirano indietro, anzi, partecipano attivamente alla Prima Guerra d'Afghanistan?
Innanzitutto bisogna notare che quello sikh era l'esercito più numeroso e meglio addestrato ed equipaggiato della regione, con l'ovvia esclusione delle truppe inglesi. Inoltre i sikh avevano già combattuto contro gli afgani, risultando vittoriosi. Come nella nostra Timeline, l'iniziale avanzata sarebbe fulminea. Jalalabad cadrebbe sotto i cannoni inglesi anche prima di quanto non fece Gazni. Kabul sarebbe comunque conquistata, e la bandiera con il khanda sventolerebbe sul Bala Hisar, il palazzo dei re afgani.
A questo punto cominciano le grandi differenze: Dost Muhammed fugge, ma non verso il deserto del Turkestan, come nella nostra Timeline, ma verso Gazni o Kandahar, rimaste inespugnate. Ma ovviamente non può avere vita tranquilla: l'emiro di Herat ed i principi del Sind sono legati alla Compagnia, e attaccano il re in esilio ad entrambi i fianchi.
Intanto Ranjit Singh muore, proprio nel momento in cui il suo regno raggiunge la massima estensione. Ovviamente l'Impero Sikh rischia il tracollo, visto l'alto numero di pretendenti al trono e l'impegno oneroso dell'esercito... se la Compagnia riesce a mantenere il controllo, potrebbe ritrovarsi con un nuovo stato vassallo e una stretta ancora più forte su Kabul e dintorni.
Intanto la popolazione afgana si sta ribellando, ma l'uso di consiglieri sikh e di militari locali riesce a tenere a bada gli insorti. Durante la Notte dei Lunghi Coltelli (nella quale nella nostra Timeline Burnes e molti altri attori del grande Gioco furono trucidati, e gli inglesi di fatto espulsi da Kabul), l'eccezionale prodezza dei Sikh risulta decisiva: gli anglo-indiani si arroccano nella Bala Hisar, mentre truppe fresche arrivano da Peshawar per fare strage dei rivoltosi. Sher Muhammad, figlio di Dost Muhammad, viene catturato e mandato in esilio. La presa inglese sull'Afghanistan si fa più stretta. Da questo momento in avanti le differenze con la nostra Timeline si fanno esponenziali:
1) l'Afghanistan è diviso in tre parti: a nord-est prevale l'elemento indiano, sikh e punjabi, e vi è una profonda penetrazione della Compagnia; a nord ovest prevale l'elemento turkmeno: Kabul potrebbe essere oggetto di continui saccheggi da parte delle tribù e ulteriore decadenza di Balkh; infine nel sud prevale l'elemento baluchiano, o forse quello sindiano. Nel secolo successivo a prevalere potrebbe essere il signore di Herat, che si sostituirebbe come capitale morale della regione a Kabul: alla lunga, l'Afghanistan si persianizza. Forse un giorno Kabul sarà restituita, ma non assumerà mai più il ruolo di capitale. Inoltre il sikhismo entra in afganistan.
2) il Punjab conosce un processo di assimilazione più lento, con una serie di sovrani fantocci nelle mani degli inglesi (evitandosi del guerre del '43-'45). Il Kashmir stesso viene integrato nel territorio della Compagnia. Il numero di sikh nell'esercito indiano aumenta a dismisura, e di conseguenza aumenta la loro influenza nella Prima Guerra d'Indipendenza del '58. In particolare, il loro trattamento migliore e l'assenza di particolari proibizioni alimentari, potrebbero anche farli schierare al fianco degli inglesi.
3) Il Sikhismo si diffonde nell'India del nord, pianta radici profonde a Peshawar e lungo il corso dell'Indo. Ci saranno molti meno mussulmani e molti più Sikh, specie in Punjab. Come risultato, quando l'India otterrà l'indipendenza, si andrà incontro ad una separazione sulla base di tre religioni, non di due. Inoltre il sikhismo vanterebbe un elevato tasso demografico, diventando una religione molto più importante. L'integrazione fra sikh e inglesi potrebbe portare alla creazione del corpo dei Pandit con vent'anni di anticipo, forse proprio ad opera di Alexander Burnes, che in questa ucronia sopravvive alla guerra.
4) Il Pamir viene esplorato dagli inglesi con almeno due decenni di anticipo sulla storia reale. Come effetto, l'attenzione militare della Compagnia prima e del Raj poi si sposta ancora più a nord. I mercanti inglesi giungono a Kashgar e a Kokand prima dei russi, e questo potrebbe rallentare di molto l'avanzata russa nel Turkestan Orientale.
5) il Sind non viene integrato nel territorio della Compagnia, ma rimane una terra quasi priva di legge per tutto l'ottocento.
6) un'intera generazione di attori inglesi del Grande Gioco non viene trucidata... le frizioni fra le due superpotenze potrebbero farsi molto dure, fin dalla prima metà del secolo. In particolare: Conolly e Stoddard furono messi a morte da Nasrullah di Bukhara quando giunse la notizia della disfatta inglese. Un successo a Kabul potrebbe spingere il fosco emiro a trattare (non credo che comunque li rilascerebbe tanto facilmente). Burnes e Pottinger furono invece linciati a Kabul. Li vedo bene tutti e quattro a "raddrizzare le vie" per la cOmpagnia in Asia Centrale: Stoddard come comandante delle truppe a Kabul, Conolly come ambasciatore a Chiva o in Kashgaria, Burnes come addestratore di agenti speciali (ormai aveva la sua età) e Pottinger come esploratore e ambasciatore presso le tribù.
7) se durante la Guerra di Crimea i russi sono così cretini da cercare di forzare il Pamir, potrebbe scatenarsi una guerra totale, con gli inglesi che cercano si assaltare il Caucaso da sud e navi della flotta di Sua Maestà nel Baltico.
.
Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.