L'Impero Tibetano

di Tommaso Mazzoni

scritta per celebrare la Festa di Utopiaucronia il 28 giugno 2021

Bandiera dell'Impero Tibetano

Nome ufficiale: བོད་ ཆེན་ པོ (Bod Chen Po=Grande Tibet)
Anno di fondazione: 618 dC (1642 è la data di istituzione della teocrazia corrente)
Inno: བོད་རྒྱལ་ཁབ་ཆེན་པོའི་རྒྱལ་གླུ།, Bod Rgyal Khab Chen Po'i Rgyal Glu detto anche Gyallu.
Superficie: 4.750.000 kmq
Popolazione: 207.868.473 abitanti
Densità: 43,76 ab./kmq
Capitale: Lhasa ( 2.790.740 ab.)
Città più popolosa: Chattogram (10.674.990 ab.)
Altre città: Khatmandu, Balasagan, Urumqui, Fuqui, Dhaka, Lumbini,Thimphu.
Lingua ufficiale: Tibetano
Altre lingue: Hindi, Bangla, Nepali, Dzungaro.
Religioni Principali: Buddismo, Sciamanesimo Bon, Tengrismo.
Altre religioni: Islam, Induismo, Cristianesiimo
Gruppi Etnici Principali: Tibetani.
Altri: Cinesi, Mongoli, Dzungari, Bengalesi, Pashtun
Forma di governo: Teocrazia parlamentare
Dalai Lama: Tensin Gyatso, 11° Dalai Lama (dal 22 Febbraio 1940)
Lönchen: Tashi Wangdu (Partito Socialista Tibetano)
Moneta: Srang Tibetano (1 euro = 97,73 Srang al 27 Giugno 2021)
Fuso orario: UTC+7
Prefisso internazionale: +977
Sigla automobilistica: TI
TLD: .ti

Storia:
La Storia dell'Impero Tibetano comincia con l'unificazione dei vari regni nel 618.Storicamente si ricordano tre periodi, la Dinastia Yarlung dal 618 al 1354, caratterizzata da lotte e alleanze con e periodi di sottomissione ai Song e agli Yuan; la Dinastia Phagmodrupa dal 1354 al 1642, periodo in cui viene rafforzato il dominio sul Bengala che diventa la porta del Tibet sul mondo, feroci sono gli scontri con l'Impero Moghul, in questo periodo. Il progressivo aumento dell'influenza dei Dalai Lama sull'Impero, col Buddismo Tibetano divenuto il principale collante nazionale e il rafforzamento dei principi locali in Bhitan Nepal, Dzungaria e altre regioni a danno dell'autorità centrale fece si che con la morte senza eredi dell'ultimo imperatore il 5° Dalai Lama Ngawang Lobsang Gyatso salisse sul trono imperiale iniziando la terza e attuale fase (alcuni credono che le riforme del XX secolo abbiano fatto iniziare una IV fase ma è una teoria minoritaria). In politica Interna riportò la capitale imperiale a Lhasa, iniziò a costruire il palazzo Potala, dove oggi risiede il Dalai Lama e si riunisce il governo imperiale, e iniziò a lavorare per l'unità delle varie scuole (Nangpo) del buddismo tibetano (la sua, che era la Gelug, e le altre, Nyingma, Sakya, Jonang e Kagyu) senza pregiudicare la secolare pace con il Bönpo, praticanti della tradizione religiosa sciamanica nativa tibetana. In politica estera condusse una guerra vittoriosa contro i Mughal, ed entrò in buone relazioni con i Portoghesi, permettendo ai Gesuiti di stabilire missioni in Tibet e di importarvi alcune utili invenzioni occidentali. Fu anche il primo Dalai Lama-Imperatore a visitare Beijing.

Alla sua morte nel 1682, gli successe dopo una reggenza, nel 1697, Tsangyang Gyatso, il 6° Dalai Lama. Personalità istrionica invisa agli abati conservatori dei monasteri fu assassinato nel 1706 dopo una breve guerra vinta contro i Cinesi; gli succedette nel 1720 Kelzang Gyatso il 7° Dalai Lama il quale dovette affrontare un tentativo Cinese di imporre un protettorato una ribellione degli Dzungari che formavano il grosso dell' esercito e una breve guerra civile, ed evitò le ingerenze della Compagnia Britannica delle Indie orientali in Bengala. Istituito il Kashag un organo collegiale per il governo e la reggenza, fino ad allora in mano al primo ministro. Morì nel 1757; il suo successore, l'8° Dalai Lama salì al trono nel 1762 ma prese il potere personalmente solo nel 1773; Fece costruire la residenza estiva dei Dalai Lama, il palazzo Norbulingka, con lo splendito parco omonimo circostante. Disinteressato alll'esercizio del potere temporale fu un contemplativo ma si dedicò amche all'assistenza materiale ai bisognosi e accolse i Gorkala che si stanziarono nel nostro Nepal, nel sud dell'impero; Lhasa non riconobbe mai lo scioglimento dei Gesuiti, che in Tibet sono chiamati Jesunmba e trattati come una scuola Buddista. Mori nel 1804, gli succedette Janphel Gyatso come 9° Dalai Lama; sotto il suo lungo regno, morirà infatti nel 1875, egli si avvarrà del consiglio di Palden Tenpai Nyima, il 7° Panchen Lama, che sarà reggente e Lönchen (Primo ministro) fino alla sua morte nel 1855; Sotto il suo regno l'Impero inizia ad avere relazioni burrascose con la Gran Bretagna che sfociano in ben 4 conflitti Anglo-Tibetani (1809-1811, 1816-1821, 1828-1832 e 1857-1862) conclusasi in nulla di fatto per l'Impero Britannico che in Lhasa incontra la sua bestia nera; nonostante l'occupazione periodica del Bengala, la superiorità di uomini Tibetana e l'impossibilità per gli uomini di Londra di avanzare a nord permette al Tibet di mantenere lo sbocco sul mare; la Francia Napoleonica e la Russia diventano quindi alleati di Lhasa contro Londra che finalmente rinuncia alle sue pretese e firma il trattato di Dhaka nel 1863, che riconosce l'indipendenza dell'Hyderabad, fedele cliente Tibetano. Lhasa inizia a potenziare la sua marina militare e mercantile; l'afflusso di merci e di ambasciatori Russi e Francesi introducono nuove idee occidentali. La Chiesa Ortodossa Russa apre un monastero a Urumqui. Si iniziano rifome in campo economico, militare e infrastrutturale, e una serie di ambasciate vengono aperte in Europa. La cultura Tibetana diventa popolarissima in Europa, e il Buddismo Tibetano ispirerà molti pensatori occidentali. Janphel Gyatso sarà un Dalai Lama colto, il primo a parlare, oltre al Tibetano e il tradizionale Cinese,parlerà anche Urdu, Hindi, Inglese, Francese, Portoghese ed Italiano; sua la prima traduzione in Tibetano della Divina Cmmedia e delle Opere di Shakespeare; alla sua morte si reincarnerà nel 10° Dalai Lama Ngawang Lobsang Thupten Gyatso Jigdral Chokley Namgyal (Che nella nosta TL è stato il 13° ma qui il 9° è vissuto molto più a lungo) Costui, riconosciuto nel 1878 e preso il potere personalmente nel 1890, è conosciuto come il Grande 10°; Nel solco delle riforme portate avanti dal suo predecessore il 10° Dalai Lama da una parte ridusse il potere economico dei grandi monasteri imponendo tasse e ridistribuendo le terre, abolì definitivamente la servitù della gleba e gestì oculatamente la successiva riforma agraria (meglio di quanto avesse fatto ad esempio Alessandro II in Russia); A Lhasa nel 1896 aprì la prima università dedicata a Gendün Drubpa, il 1° Dalai Lama. Tuttavia mantenne buoni rapporti con i Monasteri e la Nobiltà terriera dando loro posti di primo piano nella nuova amministrazione imperiale; Nel 1899 il Tibet funse da mediatore fra la Cina e le potenze occidentali nella Guerra dei Boxer: Nasce nel 1900 il Consiglio del Ganden Phodrang, dal nome della sala del monastero dove si riunisce, il primo Parlamento Tibetano; Si tratta per adesso di un Parlamento consultivo fatto di membri di diritto (Abati dei monasteri e grandi nobili) e nominati, ma rappresenta l'inizio della costituzionalizzazione del regime teocratico tibetano. Su proposta del Consiglio viene nominato Lönchen Chankhyim Trekhang Thupten Shakya, un conservatore moderato che però ubbidisce lealmente ai desiderata del DalaiLama Nel 1908 inflenzato dagli esuli russi dopo il fallimento della Rivoluzione del 1905 il Dalai Lama inizia a scrivere una Costituzione, che sarà promulgata in concomitanza con lo scoppio della Rivoluzione in Cina, che causerà la caduta dei Quing, nel 1911; al Ganden Phondrang F8i(che resta Camera Alta) è affiancata una camera bassa, eletta per ora da circa il 10% della popolazione maschile, chiamata Tsogdu; inseme esse formano il Congresso Nazionale Tibetano; Le varie fazioni politiche si organizzano come partiti, i due più importanti sono il Partito Nazional-Democratico Tibetano di orientamento Conservatore e il Partito Popolare Progressista di orientamento Liberale; nascono anche vari partiti etnici (Congresso Nazionale Bhutanese, Congresso Nazionale Nepalese, Congresso Nazionale Bangla, Congresso Nazionale Dzungaro, Congresso Nazionale Uighuro) e il Partito Socialista Tibetano, influenzato da esuli Russi, di matrice Menscevica.

Il PPP vince a sorpresa le elezioni sostenuto dalla ricca borghesia delle città, e Shatra Paljor Dorje è nominato Lönchen. Sotto il suo governo il Tibet stabilisce un protettorato sulla Mongolia che durerà fino al 1920; L'industrializzazione del Tibet, iniziata moderatamente al termine del regno del predecessore del Grande 10° proseguì nel rispetto delle tradizioni di armonia con la natura del Buddismo. Le città di Dhaka, Urumqui e Chattogram divennero importanti centri industriali. La travagliata riforma agricola fu infine portata a termine e permise di far decollare definitivamente l'economia. Nel 1914 il Generale Tsarong Dazang Dramdul guida l'Esercito Tibetano nella Spedizione Mongola, una breve guerra vittoriosa contro la Cina dei Signori della Guerra, che rinforzò l'autrorità Tibetana in Mongolia. Nel 1915 il governo Dorje rifiuta di coinvolgere il Tibet nella Grande guerra, e rivince le elezioni nel 1918; Il Tibet è la prima nazione a riconoscere l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, dopo che i Tibetani hanno sconfitto ed ucciso il Barone Roman von Ungern-Stengern e nel 1920 Lenin incontra il Dalai Lama. Si racconta che la guida spirituale tibetana avesse raccomandato a Lenin "Se volete che il vostro lavoro vi sopravviva, guardatevi dall'acciaio" , probabilmente un avviso ad evitare un'industrializzazione troppo violenta che ferisse l'anima della terra russa, ma alcuni ci hanno letto qualcosa di più. Non si sa se proprio per seguire quel consiglio, ma Lenin riuscì a mettere Stalin in minoranza e prima della sua morte la Segreteria del PCUS era passata a Bucharin, mentre Stalin se n'era andato in esilio volontario in Cina. Nel 1920 il Bogd Khanato di Mongolia diventa indipendente, sotto una teocrazia costituzionale simile a quella tibetana, il cui capo è l'8° Jebtsundamba Khutuktu, Primo Bogd Khan. Intanto in Tibet si proseguiva sulla strada della modernizzazione, si allargava il censo e si tutelavano le minoranze; tutto questo zelo provocò una reazione democratica ma decisa delle forze conservatrici che grazie al voto dei contadini portarono al governo nel 1924 il Partito Nazional-Democratico Tibetano guidato da Thubten Choekyi Nyima il 9° Panchen Lama; costui abbandona la politica conciliante con i Sovietici, si riavvicina ai Giapponesi, e nel 1924 alla morte del Bogd Khan Mongolo, sfrutta la sua autorità religiosa per nominare un reggente filo Tibetano e contenere i Comunisti Mongoli. In Politica estera il governo Tibetano si avvicina al Giappone ma è contemporaneamente interessato ai movimenti anticolonialisti in Asia. Nel 1926 Il Tibet si scontra militarmente con il Signore della Guerra dello Yunnan Tang Jyao e lo sconfigge duramente. Nel 1929 la crisi di Wall Street non coinvolge l'economia Tibetana, che anzi cresce rapidamente e il PPP rivince le elezioni; Alla fine del 1933 muore il Grande 10° e il governo acquista la reggenza. Nel 1936, avendo fallito di identificare un nuovo Dalai Lama in più di due anni, il governo del PNDT perde le elezioni e la reggenza che passa al PPP di Tsarong Dazang Dramdul, eroe di guerra e alfiere di un ritorno alle politiche progressiste, che nel 1937 annuncia l'intronizzazione dell'11° e attuale Dalai Lama, Lhamo Dhondup, con il nome di Tenzin Gyatso. Nel frattempo Lhasa torna alla politica di amicizia con Mosca, e il Partito Socialista Tibetano si riavvicina all'Internazionale. Con Bucharin e Trotsky alla guida, intanto, l'Unione Sovietica si è fatta portatrice della politica dei Fronti Popolari, che sono un successo in Francia, e anche in Germania, dove però non hanno sbarrato la strada ad Hitler; In Spagna, i Repubblicani hanno vinto la Guerra Civile grazie all'aiuto dei Franco-Sovietici. La Francia non segue Chamberlain sulla strada dell'appeasement e questo salva la Cecoslovacchia; Hitler decide di approfittare del patto di non belligeranza con la Polonia e di risolvere le cose con la Francia, per prima cosa; nel 1939 la Germania invade la Francia; Il Governo legittimo fugge a Bordeaux e poi in Algeria, da dove decide di continuare la lotta; A questo punto, il governo Polacco medita se accettare l'offerta di Hitler e scendere in guerra contro l'URSS, ma scoppia la Rivoluzione Comunista appoggiata da Mosca contro il governo semi-militare di Varsavia; Hitler invade la Polonia con la scusa di proteggere il governo legittimo e Mosca dichiara guerra a Berlino. Lhasa ha sempre rifiutato alla Germania Nazista ogni collaborazione, e nel 1933 il 10° Dalai Lama aveva dichiarato ufficialmente che l'adozione nazista della Svastica capovolta fosse un gravissimo insulto alle culture orientali. Nel 1942 a causa del rifiuto del governo di Lhasa di collaborare con Tokyo, e al fine di attaccare l'India Britannica alle spalle, il Giappone prende Chattogram, il principale porto tibetano; Il Tibet dichiara guerra all'Asse e anche la Mongolia neutrale è invasa dai Giapponesi che però vengono respinti con l'aiuto dell'Armata Tibetana e dell'Armata Rossa. Nel 1945 il Tibet è fra le potenze vincitrici della II Guerra Mondiale, e insieme all'Unione Sovietica media per la creazione di una Cina Democratica; In Polonia, Bulgaria, Albania, Austria. Germania, Yugoslavia, Cecoslovacchia, Grecia, Italia, Estonia, Lettonia e Lituania i partiti comunisti vincono libere elezioni in coalizione con i partiti Socialisti e Cristiano-Democratici di sinistra. In Yugoslavia, Romania e Bulgaria, a sorpresa, la Monarchia vince il referendum istituzionale. L'Ungheria diventa una repubblica ma alle elezioni prevale il Partito dei Piccoli Proprietari; In Romania vince il Partito dei Contadini ed è confermata la Monarchia. In Italia prevale il Fronte Popolare, e la DC si spacca in due, il Partito Popolare, di centro-Sinistra guidata da De Gasperi si unisce al Fronte (in questa Timeline Mosca ha regolari relazioni con il Vaticano, che, se non predilige certo la Falce e il Martello, non la vede nemmeno come il Dragone Rosso dell'Apocalisse) mentre l'ala più conservatrice della DC (che resta tale) si coalizza intorno a Segni, e forma il Blocco Patriottico Nazionale con MSI, Repubblicani e Liberali. In Asia la Corea diventa una Repubblica indipendente a maggioranza Socialista, idem per il Vietnam dal quale i francesi sono rapidamente sloggiati. A livello di politica interna l'economia di guerra crea la situazione in Tibet per l'affermazione del Partito Socialista Tibetano guidato da Ngapoi Ngawang Jigme alle elezioni del 1948, le prime in cui votano anche le donne. Nel 1951 però, una fazione minoritaria del Partito Comunista Cinese guidata da Mao Zedong e il suo mentore Sīdàlín (Stalin) prende il potere con la forza e scatena una violenta guerra civile; Su mandato ONU l'Unione Sovietica e il Tibet intervengono e Stalin e Mao, catturati, sono processati per crimini contro l'umanità, e passeranno il resto delle vite agli arresti. Stalin morirà sette anni dopo, in un monastero ortodosso in cui gli fu consentito di passre l'ultimo anno di vita, Mao nel 1970, dopo essersi convertito al Buddismo. Nel 1953 muore il Segretario del PCUS Lev Trocky, gli succede Nikita Krushev. Il nuovo governo Socialista in Tibet rende definitivamente simbolico il ruolo dei monaci nel governo (Eliminando la figura dei viciministri monaci obbligatori, sostituendoli con dei consiglieri facoltativi) e aumenta di molto la tassazione sugli alti redditi, nazionalizza le imprese strategiche per la crescita della nazione e, in continuità con i princìpii buddisti riduce le spese militari e implementa un forte wellfare. Ovviamente rivince facilmente le elezioni nel 1954, ma la fine della Presidenza Wallace negli Stati uniti e l'inizio della presidenza Mac Arthur crea un clima di competizione fra le principali potenze, che causa una serie di incidenti diplomatici che si riflettono negativamente sulle economie dei paesi dell'Area di Cooperazione Internazionale (HL Patto di Varsavia/ Comintern) che vivono di Esportazioni e Turismo; Pur superando la congiuntura gli effetti della crisi e l'alta tassazione causano una flessione di voti al PST; una coalizione di Centro-Destra fra PPP e PNDT porta alla carica di Lönchen Gyurme Sonam Topgyal. Il governo di centro destra, tuttavia si mosse in maniera cauta e moderata; non smantellò il sistema di Wellfare, limitandosi a razionalizzarne i costi, e non interruppe i legami con l'ACI, pur stringendo una partnership con i paesi del Trattato di Coordinamento e Cooperazione fra Nazioni (nella nostra TL la Nato è un patto militare qui è una forma di cooperazione e di collaborazione anche economico e politico). Intanto la Nazionale di Calcio Tibetana, nata nel 1924 (colori Rosso e Arancione) si qualifica per la prima volta ad una fase finale di un Mondiale quello Cileno; nel 1966, addirittura il Tibet sconfigge la ben più blasonata Italia al Mondiale d'Inghilterra; la coalizione di Centro-destra resta al governo in Tibet, ed inizia ad investire nel Turismo e da il benvenuto alle imprese alpinistiche sull'Hymalahia (fino a quel momento in parte osteggiate, perchè considerate irrispettose nei confronti delle Montagne). Comunque lo scarso rispetto che la coalizione mostra per le minoranze e l'eccessiva rimilitarizzazione finiscono per disgustare l'elettorato. I Socialisti tornano al governo guidati da Sanggyai Yexe, nuovo Lönchen dell'Impero. Sotto Yexe riprende l'evoluzione sociale tibetana, e le donne ottengono importanti riconoscimenti, culminati nell'annuncio del Dalai Lama il 17 Settembre del 1974: "Non è da escludersi una mia reincarnazione in una donna"; i diritti sociali vengono ufficialmente inseriti nella carat costituzionale; alcuni membri della maggioranza vorrebbero spingersi oltre abolire l'Impero eproclamare una repubblica laica, ma a molti membri delgoverno, incluso il primo ministro questo sembra sia prematuro che ingiusto nei confronti del Dalai Lama regnante, che oltretutto gode di grandissima popolarità personale.Così nel 1978 il Partito Socialista dilaniato dai dissidi interni perde le elezioni e la coalizione di Centro Destra fra PPP (Che ha cambiato nome il Partito Popolare Liberale, quindi PPL) e PNDT nota come Congresso Nazionale Tibetano ritorna alla guida dell'Impero, con il Lönchen Gyalo Thondup, fratello maggiore del Dalai Lama regnante. Il governo Thondup si caratterizza per un atteggiamento conciliante, ma su molti temi importanti si decide di non decidere, e se nel 1984 la situazione economica tutto sommato positiva e una politica estera di successo, con numerose mediazioni portate a termine, dopo la violenta Crisi del 1989, il secondo crollo di Wall Street, e il tramonto dell'ideologia liberista in buona parte del mondo (coronato dalla vittoria di Bernard Sanders del Partito Socialista Americano alle elezioni del 1992) porta alla nuova vittoria del Partito Socialista Tibetano nel 1992 che inaugura una nuova era di riforme guidato dalla prima donna Lönchen, Dpal Basang.che avrebbe governato fino al 2004, vincendo di nuovo nel 1998 e portando con successo il Tibet nell'era di internet, e ospitando in casa il mondiale del 2002 e ottenendo di organizzare a Lhasa le Olimpiadi del 2008; Nel 2001 però il ritorno della destra al governo negli Stati Uniti provoca il riacutizzarsi dei conflitti commerciali con i paesi dell'Ex TCCN, e lo scoppio di conflitti fra i movimenti di estrema destra finanziati dagli Stati Uniti, causa la necessità di un inasprimento delle imposte in Tibet che permette al carismatico leader del CNT Lobsang Sangay di vincere le elezioni. Il governo di Centro-Destra si distinguerà per la grande attività diplomatica e la dedizione al progetto di alternativa asiatica all'ACI l'Unione Asiatica; Nel 2015, però viene scoperto il coinvolgimento di alcuni Abati vicini al CNT in una grave serie di scandali sessuali ai quali il Dalai Lama reagisce con grande fermezza come avevano fatto il suo amico personale Papa Francesco e i predecessori nella Chiesa Cattolica (Montini, Woytila e Ratzinger) avevano tutti fatto viaggi apostolici in Tibet ove esiste una nutrita comunità Cattolica. Dopo il grande Forum Mondiale delle scuole buddiste, del 2010, il Dalai Lama è riconosciuto come il leader spirituale di quasi tutti i buddisti del mondo tanto da aver ufficialmente esteso al mondo intero il luogo in cui si potrò reincarnare. Lo scandalo causa la sconfitta del CNT e oggi il PST governa il paese con Tashi Wangdu ; Tuttavia, l'Unione Asiatica non è stata accantonata seppure non è più alternativa ma complementare all'ACI. Il Congresso di Lhasa del 2021 ha affrontato i principali problemi (Covid-19, aumento della temperatura, pur inferiore alla nostra TL, Terrorismo neo-fascista); fra i principali partecipanti, il Dalai Lama con Tashi Wangdu, Papa Francesco, il Presidente Americano Elisabeth Warren (emersa dopo una breve ma sanguinosa II Guerra Civile) , il Presidente Cinese Tsai Ing-wen, il Primo Ministro italiano Laura Boldrini, il Presidente degli Stati Uniti Indiani Sonia Gandhi e il Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo dell'URSS Sviatlana Heorhiyeuna Tsikhanouskaya.

Politica:
L'impero Tibetano è una Teocrazia Costituzionale Parlamentare, con un parlamento bicamerale. Il potere legislativo spetta allo Tsogdo, la camera bassa, eletta a suffragio universale con metodo proporzionole da tutti i Tibetani che abbiano compiuto i 16 anni. Ha 815 membri ed è rinnovato ogni 6 anni.
La camera alta, il Ganden Phondrang è composta da 130 membri di diritto, fra Abati dei grandi monasteri, aristocratici e persone distintasi nei vari campi sociali. Svolge compiti di supervisione sulla camera bassa, e deve approvare il bilancio. Tradizionalmente è presieduta dal Panchen Lama o dal suo reggente.
Il potere esecutivo spetta al Dalai Lama che lo esercita attraverso il governo, che deve godere della fiducia dello Tsogdo. I membri dello Tsogdo che abbandonano il partito che gli ha portati in parlamento possono essere sottoposti ad un voto di richiamo dagli elettori della circoscrizione che gli ha eletti. Il capo del governo, il Lönchen, è nominato dal Dalai Lama nella persona del leader del partito o della coalizione vincitrice delle elezioni, egli nomina e revoca personalmente i Kalon, i ministri. Lo Tsogdo può sfiduciare il Lönchen in carica solo se esiste già un'alternativa. Il potere giudiziario spetta ai giudici, nominati per concorso e il massimo organo giudiziario è il consiglio dei Saggi, 3 Monaci e 12 Laici nominati dal Dalai Lama su richiesta del Parlamento. Il Dalai Lama è il capo Spirituale del Buddismo Tibetano (e dal 2010 del Buddismo mondiale) e il Sovrano dell'impero Tibetano La sua reincarnazione assume i pieni poteri compiuti i 14 anni. Ha il potere di sciogliere la camera bassa, ha il diritto di veto (superabile a maggioranza qualificata) nomina e revoca i vertici militari, e ha il diritto di essere consultato e di consigliare il governo. Ha l'ultima parola sulla politica estera.

Economia:
Il Tibet è un'economia quasi socialista (70/30) che ha nella green economy e nel turismo il proprio maggior successo. Anche le industrie tecnologiche hanno nel Tibet il loro principale attore. Il Parco Nazionale dell'Himalaya attira milioni di turisti ogni anno.

Sport:
Lo sport più diffuso in Tibet è il Calcio, con il Lobsang Lhasa sua squadra più titolata. Il secondo è il Cricket, dove ha ottenuto anche il massimo titolo. Il Tibet domina anche il mondo delle arti marziali.

Tommaso Mazzoni

.

Diamo ora la parola a Basileus TFT:

Il giudizio di Zun

Forse non tutti sanno che in Afghanistan, precisamente nella parte sudorientale, ci fu una religione particolarissima di cui noi sappiamo assolutamente poco.
Si tratta del culto del dio sole Zun, il cui tempio maggiore era nella valle Zamindawar.
Con l'inizio delle invasioni islamiche, la regione trovò unità sotto una dinastia probabilmente di origine turca, quella degli Zunbil, che per 250 anni respinsero le armate degli invasori usando la guerriglia, ma vincendo anche importanti battaglie.

Immaginiamo che gli Zunbil riescano nel loro intento e per i successivi decenni mantengano il potere e la loro religione.
In qualche modo sopravvivono al passaggio dei Turchi, sconfiggono le avanguardie dei Corasmi e giungono fino alla nascita del grande impero di Tamerlano.
Timur sconfigge gli Zunbil in battaglia e pone Kabul sotto assedio; gli afgani negoziano la sottomissione in cambio di evitare il saccheggio della città e la possibilità di governare come vassalli.
Alla morte del sovrano riottengono l'indipendenza e combattono per i successivi 150 anni contro i Mughal.
Quando arrivano gli inglesi, gli Zunbil optano per essere un cuscinetto neutrale tra Russia e Gran Bretagna, ma accettano consiglieri e personale diplomatico inglese nella loro capitale Kanahar di modo che il sovrano e la corte non siano influenzati dai russi.
Questa vicinanza al mondo occidentale convince gli Zunbil e dotarsi di un parlamento dalle effimere funzioni e di una costituzione embrionale. Il parlamento ha un partito filoinglese (maggioritario), una filorusso, uno isolazionista ma tendenzialmente filoinglese e uno tradizionalista/isolazionista.
Attorno al 1880 si verifica "L'incidente di Ghanzi" dove alcuni fanatici zunisti uccidono un pastore protestante e una coppia di fedeli appena convertiti. Questo evento genera una serie di attriti tra gli Zabul e il governo Britannico che culmina con l'arrivo del generale Frederick Roberts e dei suoi uomini. Alcuni scontri di confine portano ad una tregua tra le parti in causa, con gli Zunbil che accettano nuovi missionari inglesi e l'abdicazione del sovrano a favore del figlio.
Tra il 1890 e il 1911 gli Zunbil, ormai con un esercito vagamente simile a quello occidentale con pezzi di artiglieria, fucili monocolpo e consiglieri militari britannici, riescono ad unire tutto l'Afghanistan.
Nel 1914 l'Afghanistan mantiene la sua neutralità. Nel 1934 un tentativo di colpo di Stato di fascisti locali convince il re a concedere una costituzione sul modello inglese. Nel 1939 viene concessa la libertà di culto per tutte le religioni.
Nel 1934 Himmler visita l'Afghanistan nella speranza di trovare supporto per la guerra ai sovietici. Hitler viene a conoscenza dello Zunismo e ne rimane affascinato, pensando di aver trovato la religione originaria degli ariani. I suoi proclami in questo senso irritano il governo di Kandahar che mal digerisce intromissioni straniere nelle questioni di Stato, ma gli afghani partecipano alle successive olimpiadi per la prima volta con tre atleti, pur non vincendo alcuna medaglia.
Nella seconda guerra mondiale gli Zunbil inviano quattro battaglioni a sostegno degli inglesi in India, pur mantenendo neutralità formale fino al 1944.

Nei decenni seguenti, con la progressiva fine dell'imperialismo inglese, gli Zunbil sono tra i promotori dei Paesi non allineati. Gli USA foraggiano combattenti islamisti dal Pakistan per rovesciare il governo locale e instaurare un fantoccio in funzione antisovietica. Il conflitto dura dal 1975 al 1978 con la vittoria del governo legittimo.
Nel 1980 una legge statale vieta l'uso di immagini, slogan e qualunque cosa affine alla jhiad islamica nel Paese, con pene durissime.
In Occidente, il governo afghano viene accusato diverse volte di violazione dei diritti umani.

Negli anni '90 l'Afghanistan inizia la creazione di un sistema di banche sul modello svizzero e per questo verrà chiamato "La Svizzera d'Asia".

Viene sgominato un movimento integralista islamico guidato dal Mullah Omar. Osama Bin Laden resta in Sudan, non avendo appoggi adeguati in Asia centrale, e nel 2003 scoppia la guerra tra l'Emirato del Sudan e la Repubblica del Sudan (o Sud Sudan). Il conflitto dura a fasi alterne 11 anni ma alla fine il governo sudanese torna in sella. Con un conflitto aperto anche in questo frangente, in Libia ai cerca un facile accomodamento e la Cirenaica diviene Repubblica indipendente mentre Gheddafi rimane al potere fino ad un attentato di matrice jihadista nel 2016 che fa piombare il Paese in una nuova guerra civile lunga e sanguinosa. Nel 2019 gli USA e alleati organizzano un blando supporto aereo per la morente Repubblica di Tripoli mentre il sud è ormai in mano alle milizie fondamentaliste.

Nelle elezioni del 2020 è stato eletto il primo vicepresidente zoroastriano, facente parte delle minoranze fuggite ai musulmani in Persia a partire dal Medioevo.

I sovrani hanno rinunciato al titolo di monarca-divino solo nel 2002. L'Afghanistan ammette ufficialmente la pena di morte per fucilazione, anche se la pratica è caduta in disuso e viene comminata solo per delitti dal grande impatto sull'opinione pubblica.

La bandiera fino al 1885 mostrava un sole persiano a molti raggi lunghi e stretti, dopodichè la modernizzazione del Paese porta il re a scegliere un vessillo più simile a quello degli Stati europei: un sole giallo stilizzato con otto raggi su campo metá bianco e metá rosso. Bianco è il colore sacro di Zun, rosso quello del sangue degli afghani.

E ora alcuni dati:

Nome: Regno d'Afghanistan
Motto: Terra e Sole
Abitanti: 58 milioni
Tasso di crescita: 1,5%
Capitale: Kabul (dal 1950), 5 milioni di abitanti, in precedenza Kandahar
Etnie: "afgani" 85%, persiani 7%, turchi, 2%, uzbeki 4%, altri 2%
Religioni: zunisti 80%, zoroastriani, 4%, cristiani protestanti 3%, altri cristiani 1%, musulmani 1%, non religiosi 7%, buddisti 3%, altri
Esercito: professionale, 115.000 effettivi.

Basileus TFT

.

E veniamo alla nuova idea di Massimiliano Paleari:

I Mongoli eterni

Uno spunto ucronico derivante dalla recente lettura del volume "I Mongoli - espansione, imperi, eredità". La Mongolia della fine del XII secolo immediatamente prima dell'unificazione attuata da Chinggis Qa'an (traslitterato abitualmente in Gengiz(s) Khan) era divisa in diverse coalizioni tribali, spesso in guerra tra loro e persino al loro interno, di stirpe mongolica, tartara e turcomongolica. Alcuni di questi agglomerati, tra cui l'importante clan dei Naiman (che gravitava nella zona dei Monti Altai nella Mongolia occidentale, erano interamente o prevalentemente Cristiani Nestoriani. La presenza di un popolo delle steppe cristiano alimentò tra l'altro tra i Crociati, i Bizantini e gli Europei in genere il mito di Prete Gianni come possibile alleato contro l'Islam (a proposito, ho visto che nel sito sono già delineate alcune ucronie basate su questo argomento). Il grande e feroce condottiero mongolo seguiva invece la religione prevalente tra il suo popolo, di tipo sciamanico. Ma cosa sarebbe accaduto se Chinggis Qa'an fosse cresciuto in una tribù di fede nestoriana, o se l'unificazione dei Mongoli e la successiva enorme espansione dell'impero mongolo fosse stata attuata da un Khan di fede nestoriana? Quali conseguenze avremmo avuto alla morte del grande e feroce condottiero, quando l'impero fu diviso in quattro grandi "cantoni":

Mentre nella nostra timeline i Mongoli si sono mostrati abbastanza indifferenti alle questioni di appartenenza religiosa (con forse l'esclusione dell'Islam, verso il quale mostrarono una forte ostilità dopo la conquista della Persia), un Impero Mongolo Nestoriano avrebbe cercato anche di imporre la propria visione religiosa del mondo (come sempre hanno fatto tutti gli Imperi Monoteisti). In particolare non è escluso che la Rus' Ortodossa soggiogata dai Mongoli avrebbe finito per adottare la versione nestoriana del cristianesimo. Non dobbiamo dimenticare che questi Mongoli Nestoriani sarebbero stati un po' meno spietati con gli sconfitti (perolomeno quelli cristiani) rispetto ai massacri della nostra timeline. Conseguentemente si sarebbe potuta attuare col tempo una fusione tra i due popoli. Più difficile immaginare una conversione delle popolazioni musulmane sottomesse, se non forse per la Persia. In ogni caso l'ipotesi di una grande alleanza tra Mongoli Nestoriani e Europei (Bizantini e/o "Franchi") contro Arabi e Turchi sarebbe stata ben più reale e meno episodica. Chissà, forse i Bizantini di Nicea sarebbero riusciti a riprendere terreno in Anatolia prima di strappare ai "Franchi" Costantinopoli. Immagino però che i Mongoli Nestoriani non avrebbero rinunciato al possesso della Terrasanta, terra che tutto sommato avrebbero visto come culla della religione da loro professata. Anche in Cina la partita dell'assimiliazione cultural religiosa sarebbe stata aperta. Del resto un vescovo nestoriano era stato realmente insediato a Pechino un paio di secoli prima. Insomma, un enorme impero mongolo dalla Cina ai Carpazi cementato da una comune appartenenza religiosa sarebbe stato alla fine in grado di soggiogare il mondo intero! Una volta emarginato l'Islam sarebbero inevitabilmente riaffiorati i contrasti teologici tra la dottrina cattolica (e anche ortodossa) e quella nestoriana. I Mongoli cristiani, forti del fatto di avere schiacciato il secolare nemico del cristianesimo (l'Islam), avrebbero iniziato ad esercitare una certa attrattiva anche tra gli Europei. Sarebbe forse nata una corrente neonestoriana in Europa, con risvolti anche sociali (non dimentichiamoci che l'eresia cataro/albigese era stata appena schiacciata e che inquietudini social/religiosi attraversavano il vecchio continente). I Neonestoriani avrebbero arruolato soprattutto i poveri e i cadetti della classe feudale. Francesco d'Assisi sarebbe divenuto neonestoriano? I Templari avrebbero subito l'influenza della dottrina nestoriana? Malgrado le persecuzioni che si sarebbero immancabilmente scatenate contro i Neonestoriani, questi avrebbero confidato nell'intervento salvifico del mitizzato Gran Khan d'Oriente (a quel punto uno dei figli o dei nipoti di Gengiz Khan). E in effetti il "grido di dolore" dei correligionari europei sarebbe immancabilmente arrivato alle orecchie del Khan, già desideroso di suo di mettere le mani sulle ricchezze dell'Europa e anche infastidito per la presenza di un eretico (il Papa) con velleità di rappresentanza universale dell'ecumene cristiana. Un enorme esercito multietnico dell'Impero Mongolo avrebbe travolto una a uno i relativamente deboli Stati Europei (forse gli Imperatori bizantini, dimenticando l'antica rivalità nei confronti dei Nestoriani, si sarebbero accodati ai Mongoli come vassalli per farla pagare agli odiati Latini; e avrebbero svolto un ruolo importante anche, mettendo a disposizione dei Mongoli la loro flotta). I Mongoli avrebbero realmente abbeverato i loro cavalli tra le vie di Roma. Solo l'Inghilterra l'avrebbe scampata, per la sua posizione defilata e insulare. Nel 1300 praticamente tutta l'Eurasia sarebbe stata unificata dai Mongoli sotto l'egida della Chiesa Nestoriana. La civiltà come la conosciamo non si sarebbe mai sviluppata...

.

Gli risponde Bhrghowidhon:

Sarebbe stata una civiltà più fiorente, perché l'egemonia mongolica avrebbe impedito - come si è visto in Russia - la guerra endemica e non avrebbe certo ostacolato i commerci (l'esperimento svolto si vede in Cina, prima con Qubilai Qa'an e poi con la Dinastia Míng succeduta nel 1368 agli Yuán in un contesto che non si può certo definire di rinascita della civiltà da zero). Per questo penserei a un maggiore sviluppo della civiltà intesa come aumento della produzione e della ricchezza.

Nell''Islām, all'epoca di Chinggis Qa'an non era ancora terminato (per pochi anni) il termine di cinque secoli stabilito per la decisione finale pro o contra la conversione da parte degli adepti delle Religioni del Libro, quindi i conflitti coi Franchi e i Romei erano ancora considerati nella loro natura di scontri geopolitici senza coinvolgimento parossistico della sovrastruttura religiosa: gli stessi Ortodossi e Cattolici consideravano i Musulmani eretici alla stregua dei Monofisiti o appunto dei Nestoriani (i Cristiani dei Califfati costituivano nel X. secolo la maggioranza dei Cristiani in generale), che invece sono stati duramente perseguitati più tardi dai Timūridi come quinta colonna dei Crociati (così come già in 'al-'Andalūs col pretesto della scadenza dei 500 anni). Di conseguenza, si potrebbe ipotizzare un semplice avvicendamento al Potere da parte di esponenti di ambienti fino ad allora subalterni (similmente a quanto era già accaduto ai Turchi). Piuttosto, è cruciale il trattamento riservato dai Mongoli ai sistemi di irrigazione in territorio īrānico.

La differenza dottrinale tra Nestorianesimo e Ortodossia è minima, paragonabile a quella tra Ortodossia e Cattolicesimo Romano; d'altra parte, le direttrici seguite dai Mongoli sono state in teoria finché possibile le stesse che postuleremmo in caso di loro affiliazione al Nestorianesimo e ciò che li ha bloccati esula dalla sfera religiosa (questo come dubbio generale, se il complessivo insuccesso del Primo Impero Mongolo sia da ascriversi a ragioni pur sempre minimamente strutturali come la sovrastruttura religiosa oppure a fattori del tutto estrinseci come il rapporto tra movimenti espansionistici e cronologia delle successioni).

.

Massimiliano aggiunge:

Sicuramente stata più stabile e pacificata, sul "più fiorente" ho qualche dubbio. Furono proprio l'individualismo esasperato e la frammentazione europei a favorire lo sviluppo della nostra civiltà occidentale. Ma certo, chi può dirlo con certezza? Forse le stesse enormi dimensioni dell'impero (un vero iperimpero) mongolo avrebbero spinto in direzione d una accelerata evoluzione dei mezzi di trasporto (vapore e ferrovie inventate prima, come una sorta di cavalli di ferro).

Quanto alle differenze dottrinali con i Nestoriani, ve ne era più di una, e non di poco conto. La natura di Maria, non riconosciuta come madre del figlio di Dio, ma solo come madre di Gesù uomo (quindi nessun culto mariano). E poi la natura stessa del Cristo, in cui si teorizzava non la coesistenza delle due nature (umana e divina), ma quella umana vista come "vettore" di quella divina. Certo, si tratta di questioni sottili (viste alla luce odierna) ma all'epoca capaci di creare dscussoni scontri infiniti. Vi era omunque anche allora un elemento per così dire "politico". Fino al VII Secolo d.C. i Nestoriani erano stati protetti dall'Impero Persiano in funzione antibizantina. Non so quanto di quell'antica rivalità nel XIII Secolo fosse ancora viva tra i Romei. Sicuramente la Chiesa Nestoriana era considerata scismatica. Di fronte però al ben più recente e radicato odio per i Latini (soprattutto dopo la IV Crociata) i Bizantini si sarebbero "turati il naso" e (da vassalli dei Mongoli nestoriani, perché i rapporti di forza erano quelli che erano) avrebbero aperto le porte del Mediterraneo al Gan Khan.

.

Bhrghowidhon prosegue la discussione:

Sì sì tutto verissimo: le differenze mariologiche sono state appunto un ottimo pretesto per lo scontro romano-persiano, mentre già negli Anni Trenta del Novecento erano ormai considerate le più vicine al Cattolicesimo e all'Ortodossia rispetto a tutte le altre Confessioni; la reazione all'imperialismo dei "Franchi" accomunava Romei e Musulmani; lo sviluppo tecnologico dell'Impero magari sarebbe dipeso - se seguiamo il modello dell'Occidente - più dal controllo dell'India e del suo oro che dalla pura necessità dei trasporti (i secoli XVI.-XVII., senza la depredazione sette-ottocentesca dell'India, non sono bastati a innescare la Rivoluzione Industriale, benché ce ne fossero i presupposti).

L'unico punto su cui ritornerei è quello dell'individualismo esasperato e della frammentazione: di per sé entrambe le condizioni sono la regole per le società di Cacciatori-Raccoglitori e per quelle che si reggono sull'Agricoltura primitiva, come storicamente è stato per tutto il periodo dell'indipendenza degli Indigeni americani, africani e dell'Oceania (nonché per le popolazioni del Settentrione e dell'Oriente siberiani); bisogna quindi aggiungere qualche fattore in più per spiegare lo sviluppo della tecnologia in Europa e ingenuamente direi che il dirottamento di tutte le ricchezze del Pianeta ha l'aria di essere stato decisivo...

.

A questo punto si inserisce nel discorso Paolo Maltagliati:

Mmm. Mi scuso se esulo un po' dal vostro discorso, ponendo l'accento su alcuni fattori. Il primo è capire se Temugin aldilà dell'essere personalmente nestoriano avrebbe avuto tutta questa volontà di imporre il proprio credo al suo popolo e se quand'anche vi fosse la volontà, ci sarebbe effettivamente riuscito.

Il secondo: certo, il cristianesimo porta ad una più difficile assimilazione religiosa/linguistica/culturale, lo si vede più o meno in tutte le aree del mondo in cui si è svolto l'esempio. Ma tutto dipende da QUANTO i mongoli sono cristiani. So che suona male dare un'interpretazione quantitativa di un fenomeno come la fede religiosa, ma io credo che un'infarinatura sbiadita commista sincretisticamente a fenomeni sciamanici sia oggettivamente più facile da "lavare via", rispetto ad un popolo che ha la possibilità, pur intermittente quanto volete di "collegarsi ad una fonte d'autorità".

Che, se proprio volete un esempio, è la stessa differenza che passa tra gli alani e le popolazioni vainakh subito accanto a oriente, che sono tornate pagane per poi (ma solo per convenienza politica, quantomeno all'inizio) convertirsi all'Islam.

.

Massimiliano annuisce:

Vero. Nell'ucronia prospettata immagino non una semplice spolverata di Nestorianesimo, ma un compatto nucleo mongolo egemone sugli altri Nestoriano da molto tempo e "in profondità".

.

Ed ecco ora un'altra proposta del Marziano:

I popoli delle steppe, con le loro calate e migrazioni, sono sempre stati per me una vera e propria passione. Ho parlato più e più volte di tali genti, dei loro condottieri etc. e lo farò ancora (spero). Andiamo al tema.

Temugin, il futuro Gengis Khan, era figlio di Yesughei, sovrano del clan Borgigin (o Bucikun, secondo altre traslitterazioni/grafie) . Yesughei era figlio di Bartan di Valoroso, figlio a sua volta di Qabul Khan. Qabul Khan è stato, sembra, se non proprio l'inventore, del vocabolo "Mongoli", quanto meno il primo che lo ha usato per definire la coalizione di tribù che lo riconosceva come proprio capo. Il suo predominio sulle steppe era riconosciuto anche dagli imperatori del Catai (Cina settentrionale), la dinastia Kin. Lui, in cambio di tale riconoscimento, strinse con loro un patto di alleanza e vassallaggio. Al loro servizio, sconfisse tartari e mancesi. Per festeggiare la vittoria, fu organizzata a Pechino una grande cerimonia, che, però si concluse in modo del tutto inaspettato. In quella notte di baldoria, Qabul Khan ubriaco tirò la barba all'imperatore. L'alleanza si ruppe e Mongoli e Kin si affrontarono in una sanguinosa guerra che durò quattro anni (1135-1139). Si chiuse con la vittoria mongola ed il ribaltamento della situazione precedente. Furono i gli orgogliosi e raffinati Kin a doversi riconoscere alleati, vassalli e tributari dei barbari del Nord. Tale situazione fu effimera. Qabul Khan morì di li a poco. Il suo successore, Ambakai, del clan dei Taiciuti dovette vedersela con un nuovo attacco dei cinesi, questa volta alleatisi (in un rovesciamento di fronti) con gli abborriti tartari.. Fu sconfitto ed impalato. La guida della coalizione mongola toccò a Kutula, figlio di Qabul Khan e fratello maggiore di Bartan. Non aveva però il carisma del padre, e, ben presto, la coalizione si disfece. I quaranta clan che la componevano, (alcuni piccoli, altri che contavano una popolazione numerosa, alcuni ricchi, altri miseri; quasi tutti professanti l'ancentrale animismo pagano, alcuni con sensibili minoranze buddiste o nestoriane, o musulmane, etc.) tornarono a darsela tra loro. Di una autorità centrale vera, nelle steppe, non si parlerà più, non almeno in termini effettivi e reali, ancora per circa 60 anni.

Primo POD: Qabul Khan non si ubriaca, non tira la barba all'imperatore Kin, anzi ne diventa il più ascoltato consulente militare. Lo convince a chiudere una volta per tutte i conti con i meridionali Sung. La guerra del 1135-1139, è la guerra di riunificazione della Cina. A QUESTO punto, è l'imperatore Kin che comincia a temere quel suo alleato. Si rovesciano i ruoli. I Cinesi convincono Qabul Khan a lanciarsi in una grande guerra contro i tartari.

È venuto il momento, per i popoli delle steppe, di vendicarsi dei secoli di oppressione sotto il tallone tartaro, anzi, di rivendicare il trono del Lupo Maculato, di cui lo stesso Qabul Khan è pronipote di quindicesima generazione. A questo punto sono possibili più scenari: Esaminiamone uno: i Kin colgono due piccioni con una fava. Aspettano la fine della guerra.

Quando si vede chiaramente che i tartari sono sconfitti, nel corso di una delle ultime battaglie, un sicario al servizio dei cinesi (magari uno shaolin o un ninja giapponese), uccide a tradimento il khan, facendo sembrare il tutto un normale evento bellico. Mongoli e Tartari si sono indeboliti a vicenda. I Kin hanno facile gioco nel sottomettere tutti i popoli, non solo della steppa, ma anche della taiga e della tundra.

Sono i Figli del Cielo coloro che partono alla conquista dell'Occidente. Come si svolgono le campagne dei Cinesi contro i Russi e le popolazione turche?

Secondo POD: Qabul Khan, dopo la guerra del 1135-1139 non si limita all'imposizione di tributi. Esige la sottomissione, non solo formale, ma effettiva, da parte dei Cinesi. Impone, non solo cinque secoli prima dei Manciù, l'obbligo del codino, ma che il proprio figlio Bartan risieda a Pechino, come vero governante dell'impero, con mansioni simili a quelle degli Shogun, rispetto ai Tenno (gli imperatori del Giappone), quindi impone il suo protettorato anche ai nestoriani Liao che regnano sui Kara-Khitai (il regno del Prete Gianni) e attacca la Persia. Come continuarla?

.

Non si può non citare l'idea di MattoMatteo:

Ucronia liberamente ispirata al manga "Berserk": un potente impero indiano, grazie alla scienza e alla tecnologia rubata a cinesi e arabi, riesce a conquistare l'Europa!

Il periodo di massima vulnerabilità dell'Europa fu durante la peste del 1347, quindi tale regno deve essere ben formato prima di tale data; i candidati più probabili sono Gurjara-Pratihara, Pala e Rashtrakuta, che hanno cessato di esistere tra il 1000 e il 1200, per far posto al musulmano Sultanato di Delhi (1206-1526).

In Cina la Dinastia Tang vede la propria fine nel 906, e il paese non riesce a ritrovare l'unità prima di mezzo secolo, con la dinastia Song (960-1279); fu durante queste dinastie che vennero inventate stampa, bussola e polvere da sparo; dopo i Song, la Cina venne governata fino al 1366 dai mongoli di Gengis Khan.

In Medio Oriente prospera la dinastia Abbasside (750-1258), sotto la quale l'islam conosce la sua massima fioritura tecnologica e scientifica; và fatto notare, però, che il regno abbasside cominciò a spezzettarsi fin dalla metà del 9° secolo.

Conoscendo queste date, quindi, si può ipotizzare una linea temporale di massima:

650-750: creazione dei regni Gurjara-Pratihara, Pala e Rashtrakuta.

750-850: i tre regni si fondono in uno solo, quello di Ganishuka (dal nome del suo primo imperatore).

850-1000: grazie ai commerci con Cina e Medio Oriente, l'impero Ganishuka aumenta la propria potenza, al punto di superare in dimensioni persino l'antico impero Maurya.

1000-1200: l'impero Ganishuka si amplia ancora, spaziando dalla Cina all'Afghanistan.

1200-1300: a causa dell'espansione dei Mongolo, l'impero Ganishuka perde la Cina; in cambio ottiene tutto il Sud-Est asiatico (dal Bhutan al Vietnam), mentre ad ovest di espande fino ad arrivare in Turchia.

1300-1500: approfittando dello spopolamento causato dalla peste nera, l'impero Ganishuka riesce ad invadere e conquistare quasi tutta l'Europa, mentre ad Est riesce a riconquistare la Cina, approfittando della disgregazione dell'impero mongolo e degli attriti tra i quattro khanati nati da esso.

E poi?

.

Aggiungiamo l'idea di Enrica S.:

La rivolta detta dei "Turbanti Rossi" partì come una semplice sommossa contro Toghön Temür, ultimo sovrano mongolo della dinastia Yuan, ma nel 1368 il suo capo carismatico Zhu Yuanzhang riuscì a scacciare gli invasori al di là della Grande Muraglia e fondò la dinastia cinese dei Ming ("Luce"), attribuendosi il nome di "Hongwu" ("Magnificenza Militare"). Egli spostò la capitale a Nanchino e distribuì ai contadini nullatenenti le terre strappate ai Mongoli; per il Celeste Impero iniziò un periodo di splendore. Ma che accade se Toghön Temür sconfigge i Turbanti Rossi, e i Mongoli continuano a dominare la Cina fino al presente?

.

Le risponde Bhrghowidhon:

Ciò che nella Storia, prima dell'Età Contemporanea, è cambiato in modo più spettacolare sono i confini degli Imperi; anche in questa ucronia le conseguenze maggiori si avrebbero se il Hagan (Qaɣan) mantiene il ruolo di egemone su tutte le Orde (in ogni caso sui Manju / Manzú / Manzhōu) e se il Khānato di Cagadaj (Jaġatāy) conquista l'India con i Mogūl. Interessante sarebbe anche sapere se prima o poi si arrivi a un fenomeno come le navigazioni di Zhèng Hé.

.

E Iacopo Maffi chiosa:

Timur sarebbe un generale Yuan! E forse non sarebbe musulmano... A me pare che l'operazione Timur sia stato un tentativo, peraltro riuscito, di scaricare l'Asia, le steppe e le orde da parte dei Ming. ma se rimangono al potere gli Yuan, la spinta asiatica cinese si fa piú forte che mai. I casi sono due: o gli Yuan si fanno mussulmani, nel qual caso potrebbero espandersi anche a sud, o Timur è buddista o nestoriano e prevale la spinta verso nord-ovest.

.

Se volete partecipare anche voi alla discussione, scriveteci a questo indirizzo.


Torna indietro