Le tre guerre di Troia

di Jeck86


La guerra di Troia fu solo una schermaglia in una serie di guerre secolari tra gli Achei e l'impero Ittita. Ma che cosa accade se Ulisse non ha l'idea del cavallo di legno?
Probabilmente i Troiani (Ittiti) armano una flotta e invadono la Grecia. Come cambia la storia?

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Le tre guerre di Troia

POD: Ulisse non inventa il cavallo di legno.
Gli Achei abbandonano la Troade e si ritirano in occidente.
I Greci (cioè i popoli del mare) non distruggono l'impero ittita, che sopravvive e cerca vendetta.

Mentre la Grecia è in preda a carestie e crisi economica a causa dei dieci anni di guerra durante i quali i campi sono rimasti incolti l'impero ittita si riorganizza per mezzo di una economia di guerra, costruisce navi e assolda un grande esercito.

Paride guida gli Ittiti alla conquista della Grecia:
Ulisse si arrende e diventa vassallo degli Ittiti (l'impero ittita era feudale come il regno Miceneo) .
Diomede è preso prigioniero e, dopo la fine della guerra, liberato ma, costretto all'esilio ripara in Italia dove vive il resto dei suoi giorni.

Omero scriverà due poemi:
l’Iliade narra le vicende della prima guerra di Troia fino alla sconfitta dei Danai ed al loro ritorno in Grecia.
La Diomedea narra dei vagabondaggi di Diomede in Italia fino alla sua morte.

Agamennone viene ucciso dalla moglie Clitennestra appena tornato a casa.
Egisto, amante di Clitennestra e complice nell'omicidio di Agamennone, offre la testa di Agamennone a Paride come regalo di benvenuto.Tuttavia, Paride, non fu contento di vedere il suo nemico assassinato dai traditori. Quando uno schiavo gli offrì la testa di Agamennone si girò via con ripugnanza, come da un assassino; e quando ricevette la corona di Agamennone depose Clitennestra, fece giustiziare Egisto ed elevò il giovane Oreste (figlio di Agamennone) al trono dei Micenei dandogli in moglie la propria sorella, Cassandra.
La maggior parte dei re greci è sottomessa o morta ma la guerra non è ancora finita.
La città di Sparta rifiuta di arrendersi.
Menelao chiede aiuto a Teseo re di Atene e a re Giasone di Corinto contro gli Ittiti.
Un esercito di 300 spartani guidati da Ercole impegna l'immenso esercito di Paride presso le Termopili mentre le agili triremi di Giasone sconfiggono le meno maneggevoli navi Troiane presso Salamina.
Alla fine, però, Ercole è sopraffatto dalla marea ittita e le navi corinzie devono ritirarsi.

Nella battaglia di Platea sono schierati tutti e tre i re greci alleati contro l'esercito Ittita.
La battaglia è vinta dai Greci ed è firmata la pace.
Atene, Corinto e Sparta conservano l'indipendenza mentre il resto della Grecia è sottomessa agli Ittiti.
Per il rapimento di Elena Paride paga un tributo in oro a Menelao.
Un matrimonio dinastico tra Andromaca, vedova di Ettore, e Menelao cementa la pace.
Nel complesso, i Troiani di questa timeline, si comportano in modo assai più pietoso dei greci del nostro cronotopo di riferimento.

Così termina la Seconda Guerra di Troia:
Paride, tornato in patria, celebra uno sfarzoso trionfo e viene incoronato imperatore degli Ittiti, dei Troiani e dei Greci.

La conquista Ittita della Grecia sostituisce l'invasione dei Dori, che in questa timeline non avviene.

Nella mitologia greca, le amazzoni hanno combattuto come alleate dei Troiani e quindi, mentre nella nostra timeline subiscono un inesorabile declino che porta all'estinzione della loro cultura, in questa timeline prosperano nella Scizia e nella Sarmatia.

La Terza Guerra di Troia segna la conquista Ittita della Macedonia e della Tracia ad opera del generale Enea.
Al termine della vittoriosa campagna, Enea viene incoronato re di Pella.

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La stirpe Iulia e la fine dell’impero ittita

Per migliorare le relazioni tra Ittiti e Georgiani, Iulo, figlio di Enea, sposerà Medea, ex moglie di Giasone e figlia del re della Cholchide Eete.

La cosa curiosa è che un tale matrimonio, tra un ragazzo insignificante e apatico ed una maniaca omicida, sarà un matrimonio felice.

Sulla vita di Enea e di Ascanio il poeta Galato-Romano Virgilio originario di Ankara scriverà l’Eneide.

L'impero itttita resiste agli Assiri ma nel 900 a.C. circa viene sottomesso da Re Salomone , si salva solo la parte europea. In questa timeline Salomone è uno dei grandi conquistatori della storia.

I discendenti di Ascanio e Medea prendono il nome di gens Iulia e continuano a dominare la città di Pella per diverso tempo.

Alla stirpe Iulia apparterranno anche il re Numitore di Pella e suo fratello Amulio.
Numitore teme di essere detronizzato dai discendenti del fratello e costringe allora la sua unica nipote, Rea Silvia, a diventare sacerdotessa e a fare quindi voto di castità.Tuttavia, il dio Marte s'invaghisce della fanciulla e, possedendola con la forza in un bosco sacro, dove era andata a prendere dell'acqua, la rende madre di due gemelli, Romolo e Remo.

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La nascita di Roma in oriente

I due bimbi vengono esposti in un bosco e vengono trovati da una lupa che li alleva.
Nel 753 a.C. Romolo fonda la città di Roma là dove nella nostra timeline sorge Bisanzio.
Remo, invece, si imbarca come marinaio su una nave mercantile che fa naufragio e lui solo si salva approdando in Belgiom dove da origine al popolo dei Remi.

Ad Atene, Sparta e Corinto nasce il sistema parlamentare delle poleis che si estende poi a tutta la Grecia ed anche a Roma (Bisanzio) che è in tutto è per tutto una città stato parlamentare Greca.
Le guerre persiane, la talassocrazia carataginese, le conquiste di Alessandro Magno si svolgono più o meno come nella nostra timeline con una sola eccezione: Demarato re di Sparta.

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Demarato di Sparta e l’impero etrusco

Quando il re Demarato di Sparta viene esiliato, nella nostra timeline emigra in oriente presso la corte del gran re Serse.
In questa timeline, invece, emigra in magna Grecia.
Per un po'di tempo fa il mercante ed il mercenario guadagnando una fortuna, poi si ritira nella città di Tarquinia; ivi sposa una donna nobile ma povera e chiama il suo primo figlio Lucumone.
Il re romano Lucio Tarquinio Prisco della nostra timeline, quindi, nasce in questa con uno o due secoli di ritardo a dalla dinastia euripontide.
Roma è lontana (in Tracia) e quindi tenta un colpo di stato per diventare re di Tarquinia e ci riesce.
Riesce con la diplomazia e con la corruzione a mettersi a capo della sua dodecapoli e ad intraprendere una grande guerra di colonizzazione della Sabinia.
Grazie all'utilizzo della falange, insegnatagli dal padre, riesce a sottomettere in breve tempo questo popolo.
Poi conquistò le città latine di Cornicolo e Collazia.
Piegò al suo volere le città etrusche di Chiusi, Arezzo, Volterra, Rosselle e Vetulonia che si erano rivoltate contro di lui.
Grazie a queste fortunate guerre riuscì a rimpinguare le casse statali con i ricchi bottini depredati alle città sconfitte.
Riformò anche la amministrazione di Tarquinia e costruì opere pubbliche come il circo massimo e la cloaca massima.
Con lui nasce il nucleo dell'impero etrusco che si espanderà nei secoli successivi.
Darà anche inizio alla dinastia dei Tarquinii Euripontidi che governerà l'impero fino al 400 d.C. circa.

Da quì un avanti la storia di Tarquinia è identica a quella della Roma della nostra timeline fino al 264 A.C. ma con due eccezioni:

1) Tarquinia non diventerà mai una repubblica e resterà una monarchia parlamentare anche quando diventerà un impero e fino alla fine dell'impero etrusco.
2) Le donne etrusche hanno uguali diritti civili rispetto agli uomini.

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Roma, Etruria, Cartagine, Egitto, Seleucidi e la spartizione del mondo

Mentre l'impero etrusco si espande in Italia e Cartagine si espande in Africa, Alessandro magno conquista l'oriente; alla sua morte i diadochi si spartiscono le sue conquiste.
A Lisimaco spetta la Tracia e l'Anatolia e stabilisce la capitale a Roma sfruttando il senato della Città come apparato burocratico per amministrare il suo regno.
Lisimaco ebbe l'intelligenza di conservare la struttura parlamentare della città senza tentare di introdurre l'assolutismo ellenista.
Agli cercò sempre di ottenere l'appoggio del senato romano in pace e soprattutto in guerra.
Sotto di lui i diritti dei cittadini romani vengono estesi a tutta la Tracia.
Venne ucciso durante lo scontro con Seleuco del 281 a.C. a Corupedio in Frigia.
Dopo la sua morte, i Romani, continuano a resistere contro Seleuco con una implacabile guerriglia a cui ben presto si uniscono anche le città greche.
Nel 281 a.C muore Seleuco I Nicatore e Roma negozia con il suo erede la pace.
Roma conserva la Tracia e la Macedonia mentre l'Anatolia va ai Seleucidi.
Dopo la morte di Lisimaco Roma diventa una repubblica e non accetterà più di sottomettersi ad alcun re.
Nei due secoli successivi Roma sottometterà anche le città greche con la diplomazia o con la spada riducendole a socii.

Nel 264 l'imperatore etrusco Demarato Lucumone mlax (il buono) riesce ad evitare la prima guerra punica.
In una conferenza internazionale vengono stabilite le zone di influenza rispettive tra Cartagine ed Etruria:
la Sicilia, la Spagna e l'Africa a Cartagine, la Gallia, la Corsica, la Sardegna agli Etruschi.
Amilcare conquista la Sicilia ed inizia la conquista della Spagna che verrà completata da suo figlio Annibale.
Amilcare porta a Cartagine l'ingegnere italiano Archimede che ivi creerà la sua scuola di ingegneria nota come l'Archimedeo che sarà l'equivalente punico della biblioteca di Alessandria.
Asdrubale sconfiggerà i Mauri conquistando le coste della Libia mentre le popolazioni berbere emigreranno nel deserto per non sottostare al dominio cartaginese.
Annibale, di ritorno dalla Spagna, attua un colpo di stato e si fa incoronare imperatore di Cartagine.

Gli Scipioni iniziano, per ordine del senato di Tarquinia, la conquista etrusca delle Gallie che sarà ultimata circa un secolo dopo da Pompeo e Crasso.

Nel 197 a.C. il proconsole romano di Macedonia Filippo Antigonide (il nostro Filippo V) conquista alla repubblica romana il regno di Pergamo.
Nel 109 a.C. il console Spartaco conquista il regno del Ponto ed il Tauro; democratizza, inoltre, la repubblica Romana.
La schiavitù per debiti è abolita con forma retroattiva, sono aboliti i giochi gladiatorii (recentemente importati dall’Etruria) in favore degli sport olimpici.
Filippo Antigonide appartiene al partito degli aristocratici mentre Spartaco appartiene al partito dei democratici.
Queste due fazioni non arrivano mai alla guerra civile nella Roma di questa timeline mentre si scontrano furiosamente in Etruria.
Spartaco è l'omologo Orientale del generale Mario a capo del partito dei populares etruschi.
Nel partito dei democratici a Roma (Bisanzio) milita anche Giulio Cesare.
Egli appartiene alla gens Iulia una delle famiglie più nobili di Roma ma anche una delle più povere. 
Egli è l'erede politico di Spartaco nonché uno dei più grandi conquistatori della storia.
A lui si deve la conquista dei territori a sud del Danubio e dell'Illirico ed il completamento della conquista dell'Anatolia.
Egli strinse inoltre relazioni amichevoli con l'Egitto dove favorì l'ascesa al trono di Cleopatra e la fece sposare con il suo luogotenente Marcantonio.
Nel 68 A.C. si fa nominare dittatore a vita dal senato Romano.
Combattè anche una guerra contro i generali etruschi Pompeo, Bruto e Cassio.
Nella pace che fu costretto a firmare cedette l'Illirico ma ottenne una pace duratura cementata da matrimoni dinastici.
Alla sua morte il potere resta nelle mani della dinastia Giulio-Claudia.
Sotto Augusto viene conquistata la Dacia mentre sotto Claudio e Nerone viene conquistata Siria e la Palestina fino al Sinai.

Le successive conquiste romane sono l'Armenia e la Mesopotamia, che impegneranno l'impero fino al 200 d.C.

L'impero persiano, privato della Mesopotamia, si espanderà in oriente, mentre la conquista della Britannia e della Germania impegneranno l'impero Etrusco fino alle invasioni barbariche.

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Le invasioni barbariche: Amazzoni, Gul e Unni

Le amazzoni, dopo le vittorie sugli Achei avevano sottomesso le altre tribù nomadi degli Sciti.
Alcune amazzoni stanche della loro solitudine femminista si erano unite ad alcune tribù Scite dando origine al popolo misto dei Sarmati, popolo bellicoso e barbaro ma con pari opportunità tra uomini e donne.
Altre amazzoni invece avevano sottomesso l'Armenia fondandovi città a imitazione delle poleis greche.
Queste città avevano importato il sistema politico di Sparta inventato da Licurgo copiandolo pari pari (due regine, una di pace ed una di guerra, una gherusia, l'apella, i sissizi, l'agoghè) ma invertendo i ruoli di maschi e femmine (Chissà cosa ne avrebbe pensato Licurgo?)

Quando i Romani tentano la conquista dell'Armenia se la vedono parecchio brutta e tale conquista li terrà occupati per secoli.
Quando finalmente credono di aver vinto si sbagliano di grosso.
Le Amazzoni civili, quelle nomadi ed i Sarmati Sostituiscono in questa timeline i goti e nel III° secolo invadono la Romania e conquistano l'intero impero romano fino al Sinai.
Le amazzoni abbandonano le loro abitudini nomadi e si sedentarizzano definitivamente facendo delle città romane delle vere piazzeforti.
Della cultura grecoromana sopravvive moltissimo:
gli anfiteatri, la politica, la disciplina militare, la legione, la falange, le istituzioni politiche spartane ma gli uomini diventano poco più che schiavi.

Cartagine, nei secoli, non ha abbandonato la propria religione politeista, i propri dei mostruosi ed i sacrifici umani.
(Tali costumi, nella nostra timeline, vennero eliminati brutalmente dai romani) 
Anzi a Cartagine vennero importati dall’oriente culti misterici ed orfici con riti orgiastici.
D'altro canto Cartagine è il paese più sviluppato economicamente e scientificamente.
Anche in epoca imperiale i commerci di Cartagine e le esplorazioni marine non si fermano ed i Cartaginesi scoprono l'Islanda e commerciano con gli Irlandesi.
Dall'archimedeo escono gli inventori più abili del mondo che scoprono la polvere da sparo ed il tappeto volante (deltaplano) e persino dei prototipi di carro armato.
La società è però decadente e mollacciona e nel II° secolo D.C. l'impero cartaginese è invaso da una coalizione di tribù berbere provenienti sia dal deserto sabbioso che dal deserto di roccia. 
Essi, su imitazione dell'architettura Cartaginese, hanno costruito grandi città sotterranee o nella roccia simili a Petra o ai sassi di Matera
I nuovi dominatori si danno il nome di Gul e nel III°secolo conquistano anche l'Egitto.
Da li si espandono nel medio oriente e la città di Petra li affascina così tanto che diventa la loro terza città santa. 
Dai Cartaginesi sottomessi importano la tecnologia, la filosofia e la religione orgiastica e sanguinolenta.
Quando amazzoni e Gul si incontrano si superano senza scontrarsi perchè i Gul sono interessati al dominio dei deserti di roccia mentre le Amazzoni sono interessate a conquistare le città, soprattutto quelle in riva ai fiumi.

A metà del 400 circa, Attila arriva in Europa, impone un tributo alle amazzoni, conquista la Germania, poi l'impero etrusco, in fine la Spagna dove stanno i Cartaginesi scampati ai Gul e fonda una grande capitale per il suo regno che chiama Vienna.
Alla sua morte il suo impero è diviso tra i suoi figli ed i suoi generali in un gran numero di regni indipendenti.
Suo nipote Cubalai riesce a riunificare il canato Unno e si stabilisce a Tarquinia ma alla sua morte l'impero è nuovamente diviso.

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Da Maometto a Carlo Magno

Nel 600 circa, Maometto diventa Califfo degli Arabi ed invade l'Asia minore ed il nord Africa.
Conquista la Mesopotamia, l'Anatolia e il nord Africa, ma le città Amazzoni risultano imprendibili ed i beduini non si avvicinano alle città sotterrane dei Gul che considerano maledette.
Poi consolida il suo impero scrivendo un codice di leggi che raccoglie le usanze e le tradizioni del popolo Arabo.
Alla sua morte i beduini tornano nei deserti ed il suo impero si sfalda.

Nell'800 circa, Carlo Magno, riunifica nuovamente Italia, Francia Germania e Spagna dando origine al Impero Unno Germanico.

E poi…?

Jeck86

(Nota: Per la seconda parte dell’ucronia mi sono ispirato al videogioco Persian Wars dove compaiono i tre popoli dei Gul, Amazzoni e Beduini)

Se volete fornirmi suggerimenti o commenti, scrivetemi a questo indirizzo.

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Ed ecco le considerazioni in proposito di Iacopo:

Ho letto e apprezzato l'ucronia di Jeck86. Credo sia un lavoro ben fatto, abbastanza generico da essere aperto a nuove idee che non ne snaturino lo stile e una fonte di spunti interessanti. Vorrei proporne alcuni:

1) Matrimoni Greci. Cosa significa il matriomonio fra Oreste e Cassandra? Probabilmente, l'instaurazione definitiva di Apollo come dio del Genos, delle sue leggi e della supremazia maschile. Argo potrebbe diventare per Apollo ciò che Tebe è per Dioniso. La ridotta influenza della Dea e del Dio del Mare potrebbe portare Atena al declino. Un modo per salvarla sarebbe postulare che il matrimonio fra Teseo e Ippolita si consolidi. Atene sarebbe dunque protetta dalle Amazzoni, alleate dei Troniani, e non si avrebbe il matrimonio fra cultura attica e cultura minoica rappresentato dalle nozze con Fedra (in sostituzione di Arianna). Forse l'Atena dell'Acropoli sarebbe armata di arco, o a cavallo, o a seno nudo. Fedra potrebbe sposare così Giasone: ciò rappresenterebbe il sorgere di  Corinto come potenza marina e casa degli elementi dionisiaci (fra cui il teatro e la musica).

2) I due dentro a un foco. Mi spiace che Odisseo sia eliminato così brutalmente: non costa molto lasciare che vagabondi verso verso casa, malgrado la sconfitta dei greci. Forse potremmo limitarci a sostituire i Proci con invasori Troiani o loro scagnozzi - naturalmente prendendo atto del significato di questa variazione nel mito. Innanzitutto dunque, l'empietà dei pretendenti potrebbe essere legata alla loro condizione di barbari, aggiungendo all'Odissea un elemento etnocentrico. Inoltre Penelope sarebbe quasi di certo resa schiava, e i canti del ritorno di Odisseo potrebbero rappresentare la versione ellenica del Va Pensiero. La Telemachia potrebbe contenere un elenco di città devastate e popoli sconfitti dai Frigi. Odisseo sarebbe un eroe triste e solitario, un figura tragica. Diomede dovrebbe giustamente avere un ruolo prominente rispetto alla nostra TL. Specialmente lo sviluppo imperiale degli Etruschi porterebbe ad avere ghiotti mercati in Val Padana: l'Adriatico sarebbe un campo di battaglia strategico.

3) Impero Ittita. Ricordiamo che Troia non era la capitale degli ittiti, ma un nucleo del tutto periferico nell'estremo occidente di un impero la cui unità non dovrebbe essere sopravvalutata. La conquista della Grecia prelude alla conquista o alla riforma dell'Impero Ittita: in questo caso i popoli del mare responsabili della caduta degli Ittiti sarebbero i Troiani! L'impero conquistato da Enea avrebbe dunque un nome diverso, forse Impero Teucro. Inoltre non bisogna sottovalutare l'influenza ellenica sull'impero appena nato: spostare la capitale a Pella (o a Larissa, perchè no?) significherebbe in effetti riconoscere il debito che l'impero ha nei confronti dei greci.

4) Area Iranica. Se gli Achemenidi non sorgono come potenza, perchè Alessandro dovrebbe conquistare il loro impero? Personalmente credo che sia impossibile evitare che un qualche tipo di nazione iranica sorga e si sviluppi nel cuore dell'Antichità. Potremmo però immaginare un impero persiano più influenzato da Ittiti e Teucri che da Babilonesi e Assiri, e basato in Media piuttosto che in Persia.

5) Roma. Mi piace invece un sacco l'idea di veder emergere Roma dal cuore delle lotte fra i Diadochi piuttosto che nell'estrema periferia del mondo greco. Avevo avuto questa idea per la seconda parte dell'ucronia sua Galati in Oriente.

6) Infine, la questione linguistica. Se non mi sbaglio, il Latino, fra le lingue indoeuropee è eccentrico per il sistema nominale poco sviluppato. Credo che questa parlata differente abbia costituito, se non proprio l'origine di una diversa (e vincente) psicologia, almeno quella di una netta percezione di differenza. Sarebbe secondo me un peccato lasciar passare la bella idea di riposizionare Roma, senza reimmaginarne la lingua. Che caratteri avrebbe una lingua che presentasse le stesse peculiarità del latino, ma applicare ad una parlata daco-trace piuttosto che ad una italica? Come suonerebbero per esempio i termini della guerra e della politica, o i nomi di città e famiglie importanti?

Se volete dirmi che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.

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E ora, l'idea contraria di Enrica S.:

Che succede se avviene il viceversa? Se cioè se gli Ahhiyawa conquistano l'impero ittita in decadenza, e Agamennone o Menelao o chi per esso si trasforma in un Alessandro Magno ante litteram? L'ellenismo in salsa micenea nascerà prima... la Bibbia sarà scritta in Lineare B?

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A risponderle è il solito Bhrg'hros:

Perbacco! È una sfida seducente.

Di primo acchito verrebbe da dire: degli Alessandri Magni ante litteram sono esistiti veramente, soltanto non erano ellenofoni come Agamennone o Menelao bensì Misî e Frigi. Invece dell'Ellenismo c'è stata l'egemonia frigia. Certo non è arrivato nel Canaan, ma forse a Cipro sì (il 'Frigismo' intendo). Quindi la domanda riformulata è se l'ucronico Micenoellenismo sarebbe stato diverso dallo storico Frigismo. L'unico aspetto sicuro - perché ovvio - della risposta è che dal punto di vista linguistico sarebbe stato diverso; greco e frigio sono, va ricordato, così vicini che ognuno dei due rappresenta la lingua più simile all'altro, ma naturalmente nell'ultimo quarto del II. millennio a.C. erano diverse senza se e senza ma (benché questo valga anche, *all'interno del greco*, per l'antico macedone: un dialetto greco così diverso dagli altri dialetti greci che tuttora molti studiosi non lo considerano nemmeno greco - è un puro fatto di classificazione, la sostanza non cambia). Teniamo comunque presente che il greco che si sarebbe diffuso col Micenoellenismo non è la koiné (ionico-)attica, bensì una forma di arcado-ciprio e che l'espansione in Anatolia avrebbe prodotto una varietà che possiamo immaginarci come un panfilio senza, di quest'ultimo, gli elementi tipicamente greci di I. millennio (come la labializzazione di /kw/ in /p/ &c.). Ne consegue che il Micenoellenismo avrebbe diffuso una sorta di cipro-panfilio e che la Storia seguente sarebbe stata - dal punto di vista linguistico - come quella di Cipro e della Panfilia, non come Atene e Sparta.

Diversa è la questione grafica. Qui si può affermare con una certa sicurezza che la stesura della Bibbia - ammessa un'estensione del Micenoellenismo (che chiamerei 'Acheismo') fino al Canaan - perlomeno nelle forme che conosciamo come postesiliche sarebbe stata in un alfabeto anziché in Lineare B, sia perché tutte le altre scritture della regione sono state sostituite entro quell'orizzonte cronologico - se non lo erano già - da abjad (scritture solo consonantiche) o veri e proprî alfabeti sia perché la stessa Grecità attesta in modo lampante l'introduzione dell'alfabeto, tutto ciò con l'unica significativa ma parziale eccezione della stessa Cipro.

Quanto al rapporto col territorio, l'Ellenismo - persino con l'inclusione della fase greco-romana - dimostra che il greco si è impiantato nelle città (più in quelle di nuova fondazione che nelle precedenti), ma che le aree rurali sono in grandissima maggioranza rimaste preelleniche, persino in Anatolia fino in età bizantina. Un anticipo dell'Ellenismo di un millennio scarso non avrebbe avuto maggiore successo, anzi più probabilmente ne avrebbe avuto meno, perché per mutare il panorama linguistico bisognerebbe retrocedere almeno al Neolitico; è però innegabile che il frigio e forse il misio potrebbero essere stati introdotti dall'esterno dell'Anatolia proprio tra II. millennio a.C. e inizio del primo.

La questione più importante riguarda la cultura: l'Acheismo avrebbe prodotto una civiltà diversa dal Vicino Oriente che conosciamo per i primi tre quarti del I. millennio a.C.? Una grande Panfilia, oltretutto più ciprizzante e più lontana dalla Grecità del I. millennio rispetto a quella storicamente nota, sarebbe stata diversa dalle varie Cilicia, Licia, Caria, Lidia, Frigia &c. storiche? Dati i profondi legami culturali degli Achei del II. millennio a.C. con l'Anatolia, viene da pensare che l'Acheismo ucronico sarebbe stato altrettanto anatolizzante di quanto lo sono state la Cappadocia, Cilicia, Licia, Caria, Lidia, Frigia &c. storiche.

Per tornare alla Bibbia, l'Acheismo avrebbe prodotto qualcosa di simile al Giudeo-Ellenismo e ai Settanta? A parità cronologica, l'acheo (panfilio) avrebbe ricoperto il ruolo dell'aramaico nella cultura ebraica? Qui sta il nuovo punto di divergenza ucronico, che però è una costellazione: dall'affiliazione linguistica dell'Anatolia alla fine del II. millennio a.C. non consegue di necessità alcuna opzione precisa per la storia politica del I. millennio, quindi tutti gli sviluppi sono possibili...

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E l'esperto Perchè No? aggiunge:

Un momento! Eccezion fatta oer il regno di Muwatalli II, l'impero ittita non era in decadenza; al contrario é il suo momento di gloria, con la vittoria a Qadesh contro Ramesse II; gli Assiri costituivano una minaccia ma poteva ancora essere controllata, e lo stesso dicasi per i loro nemici locali, i Gasgas.

Però dopo Muwatalli c'é un periodo di guerra civile tra suo figlio Mursili III e il fratello di Muwatalli, Hattushili III, che potrebbe rappresentare un momento di debolezza. Dopo di esso, Hattushili III riprende tutto in mano e restaura la potenza del paese (anche se ha subito una sconfitta senza conseguenze contro Salmanassar I) e firma uno trattato di pace con Ramesse II. Non me li vedo gli Achei, un popolo marinaio, che arrivano sulle loro navi ed avanzare cosi lontano nelle montagne dell'Asia minore per distruggere uno dei più potenti imperi dell'epoca, difeso dalle sue immense fortezze di pietra (basta vedere le rovine della loro capitale). Potrei giocare però sulla sorte della guerra civile tra gli Ittiti.

a) Mursili III interviene: Gli Achéi assediano Ilio, la città luvia alleata degli Ittiti, mentre Mursili III riesce a prendere e a giustiziare suo zio. Mursili é pero un "piccolo re" (come é definito dai testi ittiti) e un pessimo guerriero. Le sue decisioni permettono all'Assiria di Salmanassar I e all'Egitto di Ramesse II di riprendere la guerra contro gli Ittiti, che sono vinti. Questa sembra agli Achei una buona occasione per espandersi, bruciando le coste sotto dominazione ittita fino alla Siria e a Cipro, oltre ad assediare Ilio. Questo convince Mursili ad ingaggiare battaglia, arriva lui stesso in aiuto di Ilio. La battaglia é terribile e vede Achille tagliare la testa all'imperatore ittita dopo un astuto movimento di Ulisse. Ilio cade lo stesso ma più rapidamente, dopo la fine delle sue speranze. Gli Achei sono ancora abbastanza in gamba per conquistare le coste e inviare spedizioni di pirateria in tutto il Medio Oriente. La morte di Mursili provoca il crollo dell'impero ittita e permette agli Assiri di sorgere più rapidamente, lottando in Siria contro gli Egiziani.

b) Hattushili III interviene: Gli Achéi assediano Ilio ma la città luvia chiede l'aiuto di Hattushili III, che ha impedito a suo nipote di salire al trono. Hattushili sembra essere stato un guerriero forte e un vero bastardo capace di astuzia sottile (e sua moglie Puduhepa aveva una fama simile). Hattushili III decide di intervenire per dare una dimostrazione di potenza agli altri popoli orientali. L'intervento massiccio di Hattushili III si conclude con la morte di Agamennone, rovesciato dagli immensi reggimenti di carri ittiti. Gli Achei sono vinti ma non accettano di arrendersi. Hattushili non vuole un bagno di sangue perché ha altre gatte da pelare in seguito, e offre agli Achei l'alleanza e l'occasione di una gloria ben più alta. Ilio diventa una provincia ittita vera e propria, e il suo re Aleksandu (Paride) è sostituito con il fratello del re, il principe Kurunda. Gli Achei sono inviati a conquistare Cipro alleati con gli Ittiti, a bruciare le coste di Canaan sotto controllo egiziano e persino ad attaccare il Basso Egitto. Per terra Hattushili fa movimento con Achille, designato come capo degli Achei e con Ulisse (lui e Hattushili sono fatti per intendersi). Gli Achei guadagnano una fama gloriosa di mercenari terribili, permettono ad Hattushili di vincere i barbari Gasgas ma anche di uccidere Salmanassar nella battaglia di Karkemish (Achille riporta con le sue mani la testa del re Assiro). Gli Assiri non sorgeranno mai come impero. Hattushili riprende anche la guerra contro l'Egitto, nella seconda battaglia di Kadesh Ramesse II perde un'altra volta e deve firmare un trattato che attribuisce agli Ittiti tutta la Siria e Canaan; gli Egiziani si ritirano in Egitto. Come ricompensa, Hattushili permette agli Achei di fondare regni e città nelle terre conquistate, sopratutto sulla costa dell'attuale Palestina, dove avranno problemi con gli indigeni locali...

Achille... combatte con gli Egiziani contro gli Ittiti!

Achille... combatte con gli Egiziani contro gli Ittiti!

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Allora Enrica S. riprende la parola:

Complimenti per la tua perfetta conoscenza della storia ittita, Perchè No? ! Gli scenari da te proposti sono davvero affascinanti. Questo mi porta a pensare a tre possibili spin-off:

1) Sia che tagli la testa del re Assiro, sia che decapiti il sovrano Ittita, è evidente che Achille non è stato colpito da Paride al tallone. Ciò ci porta dunque ad immaginare cosa avrebbe fatto Achille Piè Veloce se fosse sopravvissuto alla Guerra di Troia e se ne fosse tornato nella natia Ftia. Forse vivrà peripezie simili a quelle di Achille, e verrà scritta una Achilleide. Forse, dopo la morte di Agamennone per mano di Clitemnestra, sarà lui a diventare il re più potente della Grecia.

2) In Canaan si stanziarono effettivamente i Filistei, popolo indoeuropeo e quindi parente dei Micenei, che diedero parecchio filo da torcere agli Ebrei, uccidendo tra l'altro Re Saul nella Battaglia di Gelboe (1010 a.C.) Essendo i Micenei più potenti, gliene avrebbero dato ancora di più. Te lo immagini un libro biblico che racconta le guerre combattute da Achille e dai suoi discendenti contro Gedeone, Sansone, Davide?

3) Dopo la Seconda Battaglia di Kadesh e la disfatta egiziana, un generale ambizioso come Horemheb (che fece avvelenare Achenaton) potrebbe emergere nel Paese di Kem approfittando della morte del primogenito del Faraone nella decima e più terribile piaga d'Egitto (forse una pestilenza portata in patria proprio dai reduci della guerra con gli Ittiti: si sa che i movimenti di truppe portano sempre alla diffusione delle pestilenze, come ci racconta il Manzoni) e prendendo il potere, detronizzando i Ramessidi della XIX Dinastia. Suo scopo di vita sarebbe quello di riprendere Canaan e la Siria. Questo potrebbe portare a una vera e propria guerra mondiale dell'evo antico, con i Micenei alleati degli Ittiti e gli Assiri e il Mitanni alleati degli Egiziani. Inter arma enim silent leges...

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E Perchè No? ribatte:

Non é una perfetta conoscenza della storia ittita, ma solo informazioni che puoi trovare dovunque su internet e molto (moltissimo!) di interpretazione e drammatizzazione. Ma ormai gli eventi dell'impero sono abbastanza ben conosciuti, sopratutto Hattushili III ha lasciato un lungo racconto biografico dove narra perché ha dovuto rovesciare l'incapace figlio di suo fratello.

Comunque, é vero che ho fatto sopravvivere Achille senza spiegare il perché, però mi sembrava che un intervento ittita nella guerra di Ilio avrebbe cambiato completamente il suo esito. E poi vedere Achille sopravvivere é anche una bella ucronia letteraria. Così mi viene in mente anche che Ulisse potrebbe essere lanciato in una vera odissea terrestre sulle vie dell'Oriente come un Senofonte ante litteram per la sua anabasi!

Inoltre pensavo a uno scambio Filistei/Micenei con tutti i cambiamenti nel testo nella Bibbia che ne conseguono. Quale potrebbe essere il racconto della lotta tra Davide e il Golia miceneo di turno, raccontato dal punto di vista miceneo sotto forma di epopea? Sansone potrebbe diventare proprio un eroe alla greca!

Per l'Egitto immaginavo anche una morte prematura di Ramesse II nella seconda battaglia di Qadesh. Allora possiamo immaginare il racconto omerico della lotta tra Achille e i cento figli del Faraone (un numero proprio eroico ma provato dall'archeologia, che ha scoperto nella Valle dei Re la tomba comune di questi figli). Ma proprio questa abbondanza di eredi può garantire che la dinastia non finisca così presto (forse una guerra tra figli? Ma ho i miei dubbi): al posto di Ramesse II sale sul trono Ramesse III, conosciuto come il generale e defunto principe erede Ramesse, o il sapiente Khâemouaset, chiamato tra l'altro il primo egittologo; Merneptah veniva solo in 13esima posizione nella linea di successione.

Dunque possiamo riscrivere tutta la storia del Medio Oriente in salsa omerica!

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Interviene il solito Lord Wilmore:

Per i miei canoni la tua E' una perfetta conoscenza degli Ittiti. Comunque hai pensato che i serpenti inviati contro gli Ebrei durante l'esodo nel deserto potrebbero essere collegati al serpente Pitone? I Greci lo avrebbero evocato e mandato contro gli Ebrei per vendicare la morte del figlio primogenito del Faraone, ma Miriam, sorella di Mosè, lo avrebbe sconfitto diventando la prima Sacerdotessa con il titolo di Pizia, introducendo questo ruolo presso gli Ebrei, mentre Mosè su consiglio divino avrebbe innalzato il serpente di bronzo capace di guarire dai morsi delle serpi, in seguito preso come metafora della crocifissione di Gesù. Hai ragione tu, si potrebbe riscrivere così tutta la Bibbia!

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Perchè No? allora torna alla carica:

Peccato che far sopravvivere Achille annienti la leggenda della scelta di Achille, che preferì una vita breve ma gloriosa ad che una vita lunga ma oscura. Ma comunque, anche se lasciamo perdere il ruolo degli Ittiti a Ilio possiamo immaginare un'altra conseguenza dello "sciopero del massacro" di Achille quando si offende dell'indelicatezza di Agamennone, che si è preso Briseide. Se Achille, piuttosto che ritirarsi, diserta con i suoi uomini e parte verso l'Est a cercare la gloria come pirata? Achille condottiero dell'età del bronzo?

A proposito, gli Ittiti erano più avanzati di tutti gli altri nella metallurgia del ferro, e avevano armi di ferro a quell'epoca. Possibile che i nostri eroi mettano la mano su qualcuna di queste armi divine create da Efesto stesso?

Ottima l'idea dei serpenti dell'Esodo; il legame sembra logico, ancora di più se pensi che il Greco Pitone é stato identificato più tardi con il dio egiziano Apophis. Ma una Pizia ebrea in Palestina, questo sarebbe un cambiamento enorme! Quale ruolo vedi per lei nella religione degli Ebrei? Con loro tantissimi profeti avranno bisogno di lei?

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Lord Wilmore risponde a stretto giro di posta:

Sì, avevo pensato a quella leggenda, ma potrebbe essere intesa in un altro modo. Le acque dello Stige davano l'immortalità, perciò se Teti avesse immerso completamente Achille, questi sarebbe diventato un dio della guerra. Ma Achille sceglie di non essere immortale per condividere la gloria dei suoi amici e morire in battaglia, un po' come i Klingon di Star Trek (proverbiale il loro grido di battaglia: "It's a good day to die!") E così Teti lascia fuori il tallone, Achille è mortale ma senza limiti di tempo.

In questo caso Achille può sopravvivere, convince Patroclo (suo amante, oltre che suo amico) a seguirlo, questi non è ucciso da Ettore, e i due baldi giovanotti se ne vanno a zonzo per il Mediterraneo a vendersi al migliore offerente, Ramesse II incluso. Potrebbe essere il testardo Achille a convincere Ramesse a non lasciar partire Mosè nonostante infurino le piaghe d'Egitto, alla fine anche il primogenito di Achille muore, l'eroe cede e Mosè se ne va con il popolo ebraico. Poi però in cerca di vendetta evoca Pitone/Apophis e lo invia contro gli Ebrei. Anche stavolta il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe si dimostra più forte di Apollo e di tutti gli déi egizi, e i serpenti sono liquidati. I Filistei potrebbero essere discendenti di Achille, e ciò spiegherebbe l'attrito che li divide dal popolo ebraico!

In realtà non credo che il profetismo femminile cambierebbe in modo così sconvolgente il Giudaismo. Certo, la Pizia non sarebbe una prostituta sacra, ma una donna dotata di un "telefono rosso" con il Cielo come Elia, Isaia, eccetera. Quando Gesù Bambino è portato al Tempio per la circoncisione, il vecchio Simeone e la profetessa Anna lo riconoscono come il Messia, dunque donne dotate del carisma della profezia c'erano già. Prima di ingaggiare battaglia a Gelboè, anziché dalla Negromante di Endor, Re Saul consulterà una di queste Pizie per farsi evocare lo spettro di Samuele e conoscere in anticipo l'esito (disastroso) della battaglia. E Davide durante la sua fuga da Saul potrebbe essere rifocillato da queste sacerdotesse, poi fatte ammazzare da Saul per vendetta. Non è escluso allora che anche alcuni Apostoli di Gesù possano essere donne!


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