Ecco un'ucronia di Demofilo, che ringraziamo infinitamente. Sergio Luzzato nel libro "Il Corpo di Mussolini" ricorda le avventure della salma di Mussolini. Ecco cosa sarebbe sucesso se...
28 aprile 1945: Fermo Solari, partigiano del Partito d'Azione, telefona a Luigi Longo, partigiano del Partito Comunista nel Comitato di Liberazione Nazionale, comunicandogli della cattura di Benito Mussolini e della compagna Claretta Petacci a Dongo. Longo dichiara che il CLN ha ordinato l'immediata esecuzione del Duce e dei suoi compari. Il partigiano Walter Audisio è a capo del plotone dei partigiani che esegue l'ordine, sulle rive del lago di Como.
29 aprile 1945: Solari vuole portare i corpi a piazzale Loreto a Milano, luogo dove un anno prima i tedeschi avevano esposto dodici partigiani uccisi dopo una rappresaglia. Il coordinamento del CLN boccia la proposta di Solari e il corpo di Mussolini, della Petacci e degli altri gerarchi viene portato in prefettura a Milano, luogo dove il Duce aveva soggiornato dal settembre 1944 all'aprile 1945.
30 aprile 1945: il cardinale Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, si reca nella sede della prefettura dove discute con Ferrucio Parri, Sandro Pertini ed Enrico Mattei del CLN la possibile tumulazione delle salme. Viene deciso un rito comune e la sepoltura cimitero comunale di Milano.
1 maggio 1945: Festa del Lavoro. Alle 5.30 del mattino il cardinale Schuster e un gruppo di partigiani del CLN portano le salme nel cimitero e, dopo una breve benedizioni, il rito funebre termina con la decisione di un porre nessuna lapide ma una semplice croce di marmo.
3 maggio 1945: un gruppo di ex-militi della Repubblica Sociale Italiana, definiti stranamente "Fascisti Democratici", riescono a trovare la tomba del Duce grazie a delle carte che avevano carpito per mezzo di un informatore dalla sede della diocesi di Milano e dalla prefettura. I corpi vengono prelevati e viene apposto un cartello con la scritta "Allarmi! Allarmi! Allarmi siano tornati!". Il coordinamento del CLN si riunisce nello studio del cardinale Schuster e non viene decisa nessuna operazione a riguardo.
10 maggio 1945: il corpo di Benito Mussolini, di Claretta Petacci e dei gerarchi catturati a Dongo vengono sepolti nel giardino della casa paterna a Varano dei Costa, presso Dovia, frazione del comune di Predappio. Un gruppo di ex-combattenti vigila la piccola tomba senza insegne.
20 giugno 1945: i carabinieri arrivano a Varano ma non trovano nessuno nella casa che fu dei Mussolini. Soltanto una grande buca nel giardino.
25 giugno 1945: Giorgio Almirante presiede la cerimonia di tumulazione definitiva delle salme, in una grande sala ripulita ed abbellita, nelle foghe di Roma, il quartier generale dei reduci del regime e di Salò. Sulla tomba vengono iscritte le seguenti parole "Se mi uccidono, vendicatemi" e sopra una fiammella votiva continua ad essere accesa in memoria del Duce. Nello stesso giorno Almirante, l'ex-ragazzo di Salò Mirko Tremaglia e altri fondano il Movimento Sociale Italiano. Simbolo una fiamma, tricolore, che brucia sopra un trapezio (che assomiglia alla tomba di Mussolini) con la scritta MSI. Che non è soltanto la sigla del partito neofascita, ma anche l'affermazione "Mussolini Sei Immortale".
Domanda: Gianfranco Fini e tutta Alleanza Nazionale sanno cosa significa il loro benedetto simbolo ?!? E poi si lamentano perchè non sono ancora entrati nel Partito (Conservatore) Popolare Europeo?!? Si facciamo una cultura....
Ed ecco ora un'altra idea di Demofilo. E se i principali Gerarchi del Regime Fascista non fossero diventate le "importanti" personalità del regime? Cosa avrebbero fatto se Mussolini fosse rimasto in Svizzera e non avesse, dopo la Prima Guerra Mondiale, fondato il movimento dei Fasci di Combattimento, poi diventato Partito Nazionale Fascista? Ecco una carrellata dei mancati Gerarchi con la loro diversa professione:
Emilio De Bono: la sua carriera militare, che lo ha portato in Eritrea nel 1887, in Libia del 1912, sul Monte Grappa nel 1918 (sua la famosa canzone "Monte Grappa tu sei la mia patria, nella vita in libertà!), fu suggellata dal comando generale del IX Corpo d'Armata con tre medaglie d'argento e il conferimento dell'Ordine di Savoia con tanto di collare di san Maurizio che lo legava alla famiglia reale. Egli era formalmente "cugino" del re-soldato Vittorio Emanuele III, il "sovrano della vittoria". Verrà nominato dal ministro della difesa e della guerra Armando Diaz (governo De Nicola) direttore della Regia Accademia di Modena.
Italo Balbo: dopo una breve parentesi giornalistica (la fondazione del "Corriere Padano" a Ferrara) partecipò come volontario alla Prima Guerra Mondiale nell'aviazione. Terminato il conflitto decise di perfezionare questa esperienza e entrò nell'Accademia Aeronautica di Livorno dove divenne ufficiale di squadriglia. Sarà ricordato per le sue imprese nelle attraversate di media-lunga portata: va infatti citata la trasvolata dell'Oceano Atlantico meridionale tra il 17 dicembre 1930 e il 15 gennaio 1931 compiuta da ben dodici idrovolanti da lui guidati. Tra il 1 luglio e il 12 agosto 1933 coordina la trasvolata dell'Oceano Atlantico settentrionale con ventidue idrovolanti: negli Stati Uniti è accolto trionfalmente e la VII strada di Chicago gli viene titolata. Re Vittorio Emanuele III lo promuove Maresciallo dell'Aria.
Roberto Farinacci: impiegato nelle Ferrovie dello Stato con forti simpatie socialiste, Farinacci fonda un suo foglio "Il Popolo di Cremona", ma viene ignorato. Al congresso del Partito Socialista Italiano nel 1921 a Livorno appoggia la linea Terracini ed è tra i firmatari della nascita del Partito Comunista d'Italia ma successivamente sarà espulso poiché si era scontrato con la classe dirigente "torinese" di "Ordine Nuovo" composta da Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti. Decide di iscriversi all'università per seguire i corsi di legge e diventare avvocato, ma dopo poco abbandona gli studi. Sarà arrestato con l'accusa di essere un "sovversivo" e morirà in carcere.
Dino Grandi: dopo aver partecipato alla Prima Guerra Mondiale come volontario ed essere diventato sottotenente degli alpini comincia la carriera politica nelle liste dei liberali legati ad Antonio Salandria e Sidney Sonnino. Viene eletto alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 1919 e diventa sottosegretario agli Esteri fino al 1924. Successivamente Grandi fonda con un gruppo di liberali conservatori il Partito Nazionale Monarchico e si presenta alle elezioni nel "blocchi nazionali" in appoggio dei liberali ed è riconfermato in parlamento con la presidenza della commissione esteri di Montecitorio. Nel 1929, eletto, diventa ministro degli affari esteri e durante la sua permanenza alla Farnesina curerà i rapporti sopratutto con la Gran Bretagna e le democrazie occidentali.
Leadro Arpinati: esponente della borghesia bolognese, fu nominato dal sindaco di Bologna assessore allo sport e fece della città emiliana uno dei maggiori centri sportivi della penisola. Il 31 ottobre 1926 inaugurò il nuovo stadio di Bologna "Cesare Battisti", il maggiore allora esistente in Italia e negli anni successivi confermò la grande passione per le attività ginnico-sportive organizzando manifestazioni e gare.
Giuseppe Bottai: volontario dei reparti d'assalto nella Prima Guerra Mondiale, decise di iscriversi all'università dove si laureò nel 1925 in lettere. Successivamente intraprese le carriera accademica: dottorando, portaborse, assegnista, docente esterno e successivamente, nel 1936 docente ordinario di storia della letteratura europea alla "Sapienza".
Achille Starace: dopo essere emigrato a Milano con la famiglia da Gallipoli in cerca di fortuna, viene assunto come spazzino e ripulitore di strade e marciapiedi. Gli viene assegnata una zona della città lombarda intorno a Piazzale Loreto, famoso per una pompa di benzina. Ogni giorno lo spazzino Starace si presenta puntuale, con la divisa e le scarpe pulite e inscena improbabili parate quando si avvia verso il magazzino delle scope.
Galeazzo Ciano: grazie all'amicizia tra il padre Costanzo Ciano, noto per le sue imprese nella Prima Guerra Mondiale, e il ministro degli esteri Dino Grandi, viene nominato segretario di legazione all'ambasciata d'Italia presso il Vaticano nel 1932. Nel 1935 viene promosso ambasciatore e mandato a Pechino fino al 1939, quando ritorna in Italia e viene assegnato coma capo gabinetto del ministero degli affari esteri. Intanto si era invaghito di una ragazza, tale Edda Mussolini, figlia di uno scanzonato giornalista italiano emigrato in Svizzera, ma il padre gli impedisce di sposarla e così resterà scapolo fino alla tomba.
Ettore Muti: volontario nella Prima Guerra Mondiale, si dedica alla corsa delle automobili, alla box, alla gastronomia (soprattutto la sua deliziosa anguilla alla marinara) e alla cura del suo giardino a Ravenna. Viene assunto come impiegato all'anagrafe del comune di Ravenna, ma nel 1936 molla il lavoro e si trasferisce in Spagna dove compra un terreno, vicino a Guadalajara.
Alessandro Pavolini: figlio della buona borghesia fiorentina, si dedica alla lettura e alla scrittura con la pubblicazione di scritti mediocri e di bassa lega: "Il Giro d'Italia", ecc...