di Det0
POD: L’ invasione dei Popoli del Mare è posticipata di quasi mille anni; intanto l’Impero Ittita sopravvive.
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1178 a.C.: Ad Hattusa regna Suppilulima II, che decide di fermare l’influenza Assira a est dei confini dell’impero.
1176 a.C.: Le truppe Ittite sconfiggono quelle Assire guidate da Tukutli-Ninurta I, che era anche impegnato in una campagna militare contro Babilonia.
1169 a.C.: Gli Ittiti entrano a Ninive e la espugnano, facendo cadere il Regno Assiro e impossessandosi del nord della Mesopotamia.
1164 a.C.: I Medi penetrano negli ex territori Assiri ma così facendo entrano in guerra con l’Impero Ittita, che in otto anni li sconfigge.
1156 a.C.: Il Re Hattusili IV scende a Babilonia e la conquista.
1154 a.C.: Hattusili IV muore in battaglia contro le tribù nomadi dei Kaska, stanziate nel nord dell’Anatolia, per vendicarlo, il figlio Thaurwaili II, appena quindicenne, organizza una spedizione per sottometterli.
1152 a.C.: Thaurwaili II strappa alcuni territori ai Kaska e porta i confini dell’Impero fino alle coste del Mar Nero.
1147 a.C.: Thaurwaili sconfigge definitivamente i Kaska, ma una nuova minaccia si apre sul confine occidentale dell’Impero, le invasioni dei Lukka.
1143 a.C.: Thaurwaili attacca i Lukka, nomadi stanziati nell’Anatolia meridionale, e li sconfigge presso Tarzi, che diviene roccaforte della spedizione.
1139 a.C.: Thaurwaili sconfigge i Lukka ed entra vittorioso nelle città del territorio chiamato Kizzuwatna, prima controllato da questi.
1125 a.C.: I Mitanni attaccano Karkemish, Thaurwaili parte con diecimila uomini per fermare l’avanzata dei Mitanni.
1123 a.C.: Karkemish viene ripresa dai Diecimila.
1120 a.C.: I Diecimila si dirigono verso il sud della Mesopotamia e conquistano Ur e Lagash.
1114 a.C.: I Diecimila di Thaurwaili sconfiggono i Persiani.
1109 a.C.: In Egitto regna Ramesse VI, e il Nuovo Regno Egizio conosce un periodo di declino, cerca di salvarsi conquistando le regioni della Palestina.
1107 a.C.: Ramesse VI si spinge troppo a nord e gli eserciti egizio e ittita, guidato dall’imperatore Muwatalli III, si scontrano nella Seconda Battaglia di Qadesh; che questa volta ha un esito diverso, le truppe ittite sterminano quelle egizie e avanzano verso sud.
1104 a.C.: Dopo essere entrato in possesso delle terre egizie in Palestina Muwatalli viene fermato sul Sinai, ma dopo alcune battaglie riesce ad entrare in Egitto e a conquistare Avaris e Alessandria, dalla cui biblioteca le grandi opere vengono portate ad Hattusa.
1099 a.C.: I soldati di Muwatalli ultimano la conquista del Basso Egitto, dopo aver assediato Menfi per cinque anni.
1095 a.C.: Le truppe ittite entrano a Tebe, cade l’Impero Egizio e quello ittita prende il possesso di tutti i suoi territori.
1087 a.C.: Gli Ittiti attaccano Cirene e si spingono lungo la costa libica.
1053 a.C.: Gli Achei, dopo Troia, attaccano la città di Arzawa, che però è sotto il protettorato ittita, scoppia la guerra.
1051 a.C.: Gli ittiti inviano truppe ad Arzawa che resiste strenuamente all’assedio per ben 13 anni.
1038 a.C.: Gli Achei riescono ad espugnare Arzawa ma gli ittiti avanzano nella Troade e attraversano il Bosforo.
1036 a.C.: Gli Ittiti di Zidanta V detto il Conquistatore prendono il possesso della Tracia e in poco tempo scendono in Tessaglia.
1035-1028 a.C.: La polis greche sono ridotte a un cumulo di macerie dalle fila ittite, e Zidanta V prende il controllo della regione.
1016 a.C.: Per ragioni economiche gli Ittiti decidono di aumentare i loro possedimenti fondando colonie sul Mar Nero settentrionale, così facendo entrano in contatto con popolazioni Scitiche e Sarmatiche, con le quali però scoppiano delle guerre vinte con semplicità dagli Ittiti che conquistano parti dell’europa orientale e il Caucaso.
1012 a.C.: I Cimmeri stanziati nella zona orientale del Caucaso attuano una rivolta che coinvolge anche i Medi, questa alleanza allestisce un esercito che nel 1012 riesce ad espugnare Hattusa, ma l’imperatore Tudhaliya VII riesce a riportare la calma e a reprimere le ribellioni.
1011 a.C.: Le invasioni dei cosiddetti “Popoli del Mare” distruggono l’unità dell’Impero Ittita. Nel 1011 l’Egitto e la Grecia diventano indipendenti.
1010 a.C.: La Numidia e la Persia si staccano dal controllo ittita ormai in piena decadenza.
1009 a.C.: La Mesopotamia si distacca da quello che rimane dell’Impero.
1007 a.C.: Hattusa viene presa dai Popoli del Mare, in questa data cade l’Impero Ittita.

L’Impero Ittita al massimo della sua espansione, verso il 1020, sotto il regno di Tudhaliya VI
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Se volete farmi avere i vostri pareri e suggerimenti, scrivetemi a questo indirizzo.
di Camillo Cantarano
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Ed ora, un'ucronia speculare alla precedente, opera di Camillo Cantarano: i popoli del Mare, anziché l'Impero Ittita, riescono a distruggere anche il Nuovo Regno Egiziano. Ecco una cronologia in proposito:
1190 a.C.: I popoli del mare calano in Egitto. Fine del Nuovo Regno e deposizione di Ramses III. Si formano regni che vanno dall' Egitto alle coste della Siria. I popoli del mare stringono alleanza con gli ebrei.
1180 a.C.: Mosè viene aiutato dai nuovi dominatori dell' Egitto ad arrivare nella Terra Promessa. Nasce tra i Popoli del Mare un sincretismo politeista, che affianca a JHWH alcune divinità di quei popoli.
1160 a.C.: Gli Ittiti, approfittando della debolezza di molti loro nemici, decidono di invadere la Fenicia, che in pochi anni è sottomessa.
1024 a.C.: Gli Ittiti fermano la loro espansione ad Israele, dove re David si difende insieme al suo popolo.
966 a.C.: Dopo la morte di David, gli Ittiti cercano di conquistare Israele. Fine del regno d'Israele.
965 a.C.: Gli israeliti, non volendo rimanere senza uno stato, decidono di migrare verso sud, fino ad arrivare nell'Africa centrale, dove fondano un loro stato in cui l'ebraismo politeista è la religione ufficiale. Costruzione del tempio di Gerusalemme d'Africa, in Congo.
X-VII sec a.C.: Regno assiro.
945 a.C.: Gli assiri attaccano gli Ittiti sulle coste della Siria e della Fenicia, che vengono conquistate.
944 a.C. Prime basi commerciali Ittite sulle coste egizie. Gli Ittiti conquistano un predominio pressoché assoluto in mare, grazie ad importanti innovazioni tecnologiche.
942 a.C.: Riconquista delle coste. Situazione uguale a quella precedente al 944 a.C.
900 a.C.: Gli assiri decidono di espandersi verso la Media, ma l' impresa ha poco successo.
896 a.C.: Sotto Salomone II si arriva al culmine della prosperità ebraica: Gerusalemme d'Africa è una metropoli dove arrivano merci di ogni tipo e il tempio viene in parte rivestito d'oro.
869 a.C.: Morte di Salomone II. Dopo questo avvenimento il regno è retto da monarchi corrotti per 44 anni.
825 a.C.: Il regno si divide in due parti: il nord, corrispondente al nord del Congo, è retto dagli Israeliti, il sud dai Giudei. Siccome però non si profila nessuna minaccia esterna, i due regni rimangono in piedi.
820 a.C.: Gli assiri, dopo un lungo periodo di pace, decidono di ricominciare ad espandersi, e stavolta puntano alle coste dell' Arabia.
819 a.C.: La spedizione militare è un fallimento, però si riesce a convertire gli arabi alla religione assira: vengono distrutte le vecchie pietre nere, e nel pieno deserto si costruiscono templi in onore del dio Assur. L'Arabia diventa partner commerciale dell' impero assiro.
800 a.C.: I greci fondano le colonie della Magna Grecia.
E poi?
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Ecco invece la proposta di Wiliam Riker:
Intorno al 1500 a.C. le tribù Hayasa (dal nome del mitico fondatore Haik) si stanziarono nelle pianure dell'Anatolia centorientale, dando vita nei secoli successivi al popolo armeno. Che succede se, come accaduto in Egitto o a Roma, questi popoli danno vita ad un forte stato centralizzato in grado di assurgere a grande potenza e di restarlo fino al presente, costituendo nel Medio Oriente uno stato cristiano con cui tutti dovranno fare i conti?
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Subito Falecius risponde:
Ma c'era Urartu... che definirei proprio come "un forte stato centralizzato in grado di assurgere a grande potenza" anche se l'elemento etnico dominante non era quello armeno... Comunque ricordo che il prof. Zekiyan (eccellente filologo, oltre che una bravissima persona) ha, seppure blandamente, polemizzato contro certe eccessive retrodatazioni della presenza armena sull'altopiano; a suo dire, alcune posizioni di questo genere sarebbero da attribuirsi all'ondata di sciovinismo in Armenia.
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Ed ecco l'articolata proposta di Bhrg'hros, un vero maestro:
Pochi anni fa Jahowkian ha riconosciuto in alcuni testi urartei sequenze armene; era impressionante. Comunque il punto più sconcertante è l'emersione quasi esclusiva degli Armeni dopo decine di secoli di attestazioni solo hurro-urartee.
È innegabile inoltre che il successo delle retrodatazioni trovi alimento nello sciovinismo; d'altra parte, l'assunto dell'immigrazione rischia di fondarsi su una coazione al modello in ultima analisi classicistico-umanistico rivisitato dalla cultura europea dell'Ottocento: "se le attestazioni di un popolo cominciano in una determinata epoca, significa che prima non erano lì". In apparenza è un atteggiamento molto prudente e rigoroso, ma:
1) lo sarebbe di più se distinguesse tra attestazioni che potevano iniziare prima e attestazioni che iniziano quando gli Attestandi hanno per la prima volta la possibilità di produrre documenti;
2) per avere valore probatorio dovrebbe essere corroborato da attestazioni 'altrove', prima della migrazione, dei presunti invasori (altrimenti, sembra assurdo ma ne è la conseguenza logica, dovremmo concludere che se un popolo non è attestato prima di una certa data - ed escludiamo che sia di origine extraterrestre - non esisteva affatto: è vero che l'etnogenesi è una rinegoziazione continua, ma datarla e silentio rischia di diventare feticismo dell'attestazione).
In altri termini: pensare che gli Armeni, prima del XVI. secolo a.C. (o quello che preferiamo), fossero - per usare la formulazione più prudente - in qualsiasi luogo del mondo fuorché in Armenia è un paradosso; significa usare la mancanza di attestazioni per attribuire maggiore verosimiglianza a una localizzazione fuori Sede e altrettanto non attestata rispetto alla localizzazione in Sede (per quanto anch'essa non attestata).
Comunque non nego di essere sciovinista ;) e perciò mi permetto di rendere più concreta l'ipotesi: fin dalla prima antropizzazione si sarebbero formate comunità umane - di cacciatori-raccoglitori e poi di agricoltori - geneticamente presenti fino a oggi nella regione; dato che l'uscita del Sapiens dall'Africa è avvenuta in pochissime riprese (geneticamente dimostrate) e ad opera di gruppi ristrettissimi (per ragioni paleoantropologiche) e inoltre centinaia di millenni dopo la nascita del linguaggio (in quanto lo stesso Neanderthal è più probabile che lo conoscesse anziché no), la diversità linguistica delle più antiche popolazioni del Vicino Oriente non sarebbe molto maggiore di quella protostorica e quindi l'asse linguistico-genealogico eurasiatico (cioè, nell'area in esame, indoeuropeo) dovrebbe aver avuto un ruolo prevalente in tutti i territori tra l'Altopiano Anatolico e quello Iranico. Le tappe della (prei)storia archeologica e sociologica sarebbero state le consuete, con crescita delle comunità e allargamento della rete economica e 'parentelare': l'unica precisazione è che l'evoluzione linguistica di tali comunità, in origine solo vicane e in prosieguo di tempo anche pagensi fino a diventare etniche in senso classico, sarebbe stata conseguentemente uniformata in parallelo allo stabilirsi di legami sempre più ampi e soprattutto a partire da un originario continuum indoeuropeo comune (quindi: da tante piccole comunità indoeuropee a un ethnos tardoindoeuropeo decisamente caratterizzato - in senso preprotoarmeno - rispetto agli ethne vicini).
Tutta questa era una giustificazione di fronte all'autorevolezza del professor Zekiyan; per l'ucronia, mi sembra che il punto essenziale riguardi il rapporto tra Armeni e Turcomanni, in epoca ben più moderna: dato che la Storia reale è andata come è andata, per 'cambiarla' Riker propone di far avere agli Armeni il ruolo dei Greci (giusto?) e, oltre a ciò, di trasformare la regione da campo di battaglia bizantino-sasanide in centro dell'Impero (presumo con inevitabili conseguenze di contenimento dell'Islam dei primi Califfi).
Per farmi avere il vostro parere, scrivetemi cliccando qui.
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Prima di chiudere, un'idea che dobbiamo all'amico PinnaHistoriae, giovane promessa dell'ucronia:
I Fenici hanno iniziato il commercio marittimo per ovviare al terreno povero e arido della loro patria, e con il commercio interno precluso dai rilievi ai bordi. Navigando nascono molte colonie dove vengono commerciati i pochi prodotti del luogo (porpora e legno di cedro). Il valore di questi ultimi è molto alto e i Fenici diventano commercianti molto esperti. Tra le colonie preminenti c'è anche Cartagine che, distrutta dai romani, avvia la conquista della Fenicia e la fondazione della provincia della Siria.
Ma se I fenici si fossero stanziati in un luogo fertile e pianeggiante?
I Fenici sono localizzati in una pianura fertile, attraversata da un fiume e ricca di alberi fruttiferi. Che bisogno c'è, dunque, di intraprendere la navigazione? I Fenici, dunque, intraprendono l'agricoltura e il commercio terrestre mentre il commercio marittimo passa in secondo piano, diventando unicamente mezzo di vendita di prodotti finiti dato che l'artigianato è stato potenziato. I fenici diventano molto ricchi e tale ricchezza non sfugge al regno israelita che tenta di invadere la Fenicia. I Fenici, però, hanno affinato la tecnica guerriera quindi vincono Israele nella battaglia di Gerusalemme del 700 e inglobano il regno israelita, così come inglobano lo sterminato regno assiro e altri regni che li sfidano. Diventano così temuti concorrenti dei romani dato che, come loro, hanno assimilato le conoscenze dei popoli sottomessi e probabilmente vincono la battaglia... Come cambia la storia?
