Inghilterra celto-vichinga

di Falecius


Immaginiamo che i regni celtici riescano a sopravvivere più a lungo nella parte occidentale dell'Inghilterra. Il POD potrebbe essere la mancata conquista del Rheged da parte della Northumbria dopo il 616.

Al momento delle invasioni vichinghe, Erik Mezzascia, dopo aver sottomesso Northumbria, East Anglia e Mercia, riesce ad avere la meglio sul Wessex e ad usare la base di potere così ottenuta per tentare la riconquista della Norvegia. In seguito i Celti riescono ad unirsi (l'idea era che Brian Boru, o una figura analoga ma precedente, tipo Kenneth Mc Alpin) cacci i Norreni almeno dall'Irlanda e dall'ovest britannico (Rheged, Gwynedd, Dyfed, Scozia, forse Cornovaglia) e magari nasce un impero gaelo-britanno compredente Armorica e Galizia, e dominato dalla chiesa CELTICA. I Norreni si espandono ben più che nella nostra linea sulle coste europee della Manica e del Mare del Nord; questo impedisce a Parigi (così come alla Sassonia) di diventare centri di potere locale. Parigi potrebbe diventare la capitale di un regno anglo-normanno le cui ambizioni sarebbero rivolte verso la Scandinavia (si torna allo scenario Sveriges England o simile) e quindi un impero danese di Knut allargato.

In questa situazione, con la cristianità occidentale divisa e la Francia centrata sulla Provenza, nascerebbe uno stato provenzale cataro, interessato ad espandersi a spese dei Mori di Saragozza, mentre i Celti avanzerebbero nel nord del Portogallo. La Castiglia e la Navarra, cattoliche, ma divise linguisticamente, rimangono isolate. La Reconquista è più lenta e potrebbe addirittura arrestarsi del tutto dopo la vittoria almohade di Alarcos (fine del dodicesimo secolo). Va da sé che in questo scenario non ci saranno Crociate, né in Levante, né sul Baltico, né contro i catari. La conversione dei Vikinghi al cristianesimo potrebbe essere più lenta ed è possibile che con Knut creino una propria Chiesa, indipendente da Roma (la Svezia potrebbe perfino diventare ortodossa a causa dei legami con la Russia).

In Germania gli imperatori sono obbligati a trasferire la sede in Italia (Milano?) a causa della pressione vichinga. Pensavamo ad una simmetria. coi Comuni e le Signorie che si sviluppano in Germania e l'imperatore che valica le Alpi per sottometterli (invano, ma avrebbe il sostegno papale). La lotta per le investiture non ci sarebbe o riguarderebbe la sola Italia. Invece di sottomettere gli Slavi nord-orientali e i Cechi, gli Ottoni conquistano Slovenia e Croazia, e forse strappano la Dalmazia ai bizantini. Conflitto forte con l'Ungheria, che fornisce sponda ai Comuni tedeschi.

Difficilmente nascerebbero repubbliche marinare, per l'eccessiva vicinanza dell'Impero, tranne quelle meridionali: pensavamo ad Amalfi e Gaeta, ma forse anche dei centri in Sardegna. L'Italia meridionale resterebbe bizantina, mentre col tempo Amalfi potrebbe assorbire parte degli Stati longobardi. I Normanni non si espanderebbero lì, e la Sicilia resta musulmana (o almeno Palermo).

Una Bisanzio forte (niente Quarta Crociata) potrebbe approfittare delle invasioni mongole o di quelle di Tamerlano per riconquistare l'Asia Minore. L'Impero Ottomano nascerebbe in Siria e Alta Mesopotamia e la turchizzazione riguarderebbe la Mezzaluna Fertile, l'Iran (in parte) e l'India. Bloccata dai Greci verso ovest, la successione di ondate turche al seguito dei Mongoli penetra più profondamente in India, che risulterà forse anche unificata da una élite turco-persiana, sotto dei Moghul più forti che nella nostra linea. Immaginiamo anche che queste pressioni spostino verso sud la frontiera delle lingue dravidiche.

Nel nostro scenario la scoperta dell'America avverrebbe in modo indipendente tre volte:

> un'America vichinga nel Nord, che resterebbe separata dalla Scandinavia e dal Wessex durante la piccola glaciazione abbastanza a lungo da creare una propria cultura "mista" indiano-vichinga.

> la regione caraibica verrebbe colonizzata da Gael e Britanni provenienti dalla Bretagna, dall'Irlanda e dalla Galizia (che in questa linea sono parte di un impero celtico più o meno unitario) che occupano il Messico. Gli Incas entrano in contatto coi Celti, ma una conquista celtica del Perù è improbabile (non ci sono ideologie cristiane di crociata in questa linea), piuttosto una evangelizzazione pacifica e un passaggio di tecnologie navali; lo stato incaico potrebbe ampliare il raggio delle sue attività marinare fino a sottomettere e/o acculturare gran parte della Polinesia, inclusa ad un certo momento la Nuova Zelanda. Pensavamo ad una esplosione culturale Maori dopo il contatto col Perù (troppo lontani per essere assoggettati; ad occhio stiamo parlando di una linea relativamente low-tech rispetto alla nostra) con evangelizzazione (al cristianesimo celtico) e progressi tecnici ed agricoli.

> l'Andalus islamica occuperebbe le coste atlantiche del Sudamerica e userebbe Rio delle Amazzoni e Paranà per stabilire relazioni commerciali con gli incas cristanizzati; le coste occidentali dell'Africa sarebbero islamizzate quanto quelle orientali finché, verso il 1670, i due flussi di islamizzazione si incontrerebbero nella zona del Capo. L'Africa si islamizzerebbe quasi completamente nel corso del diciannovesimo secolo.
Tra la coste atlantiche di Africa si avrebbe l'equivalente del commercio triangolare.

Per quanto riguarda la Russia, la relativa concentrazione vikinga verso sudovest e l'assenza di una espansione tedesca nell'area baltica (sostituita dall'assorbimento della Croazia e dal conflitto con l'Ungheria) permette alla Lituania (probabilmente ortodossa in questa linea) di rimanere egemone nella Russia centrale, probabilmente fino al Don e alla zona di Mosca. Più a nordest, stati russi sotto l'egemonia di Novgorod, legati economicamente al mondo svedese ed anseatico, potrebbero approfittare della crisi dell'orda d'oro dopo le invasioni di Tamerlano per avanzare gradualmente fino al Caspio lungo la Volga, ad oriente del dominio lituano. Tuttavia, è improbabile che l'egemonia di Novgorod abbia capacità ed interesse ad impadronirsi di Sibir, che continuerebbe indisturbata la propria islamizzazione fino alla nuova ondata mongola in Asia centrale (calmucchi) che lo assorbirebbe nel Seicento.

Bizantini e lituani si dividerebbero gradualmente la maggior parte dell'Orda d'Oro, anche se sono probabili uno stato tataro ed uno circasso a nord del Mar Nero e forse una riconquista calmucca di Astrakhan dopo il 1640.

Infine, l'Asia orientale. L'assenza di missioni cristiane europee e più in generale di una cattolicità unitaria in questa linea, impedisce in questa linea l'esplosione europea "rinascimentale" e in particolare l'Oceano Indiano rimane perlopiù un lago islamico e il Pacifico solo raramente solcato dai Celto-Nahua del Messico.

Un impresa come quella di Magellano potrebbe avvenire molto più tardi ed essere opera di un musulmano proveniente da Andalus, dall'Oman o dall'Indonesia.

L'assenza di missioni cristiane e attività commerciali e militari europee in Giappone e nei mari sudasiatici ha conseguenze importanti sulla storia della regione. In Indonesia la dialettica storica manterebbe due poli imperiali, uno giavanese ed agricolo ed uno malese (Malacca) e marinaro. Con Agung di Mataram si potrebbe avere una unificazione imperiale, (anche come reazione agli eccessi di crudeltà del sovrano malese Alessandro il Giovane, se c'è in questa linea) non so quanto duratura.

L'Australia resterebbe nel complesso isolata, anche se sporadici contatti con l'Indonesia (Makassar) potrebbero intensificarsi e portare a piccole colonie makassari sulle sue coste, specie se la pressione giavanese su Celebes diventasse eccessiva.

Il Giappone, in assenza di comunità cattoliche, vedrebbe un esito diverso delle sue guerre civili cinquecentesche, che terminerebbero qualche decennio dopo e senza dar luogo ad una chiusura del paese ma anzi a tentativi espansionistici in Corea, dove sarebbero arrestati dai Mancesi, a Taiwan, nelle Filippine e sulle coste cinesi, specialmente al momento della crisi dei Ming. Dopo la conquista mancese di Pechino, cacciare i giapponesi dal continente sarebbe il principale problema della dinastia Qing, così distolta dall'espansione eurasiatica: il Tibet resterebbe indipendente e così il khanato centro-asiatico degli Zungari, che potrebbe arrivare a riunificare l'Asia Centrale e gran parte della Siberia, ma mancherebbe di stabilità. Trovo realistica una sua islamizzazione; mentre la Mongolia orientale (il khanato Kalkha) resterebbe buddhista lamaista.

Io mi sono fermato qui: altre idee?

Falecius

..

Ecco come risponde Homer:

Anch'io ho buttato giù una bozza su un'Inghilterra Danese e Celtica, e non più anglosassone. Per essa ho tratto l'ispirazione dal romanzo di Bernard Cornwell "L'Ultimo Re".

.

Alfredo il Piccolo (Ælfred Lytel)

Gennaio 871: Æthelred di Wessex è pesantemente sconfitto dagli Incursori Danesi di Halfdan a Readingum (Reading), pochi giorni dopo però recupera le posizioni perdute vincendo ad Ashdown, nel Berrocscir (Berkshire). Nello stesso mese perde nella Battaglia di Basenga (Basing)

Aprile 871: Re Æthelred di Wessex muore presso Meretum (Marton), il fratello Ælfred, fino ad allora monaco, si trova ad essere tutore del minorenne Re Æthelwold, figlio del fratello deceduto. Intanto l’invasione danese dell’Inghilterra va avanti e i Danesi sono pronti a spazzare via il Wessex, unico regno anglosassone ancora indipendente. Ælfred si appresta a firmare la pace con Guthrum Nello stesso periodo l’intera Mercia cade nelle mani dei Danesi, che crescono numericamente nell’Anglia Orientale e in Northumbria.

874: I Danesi si stanziano in massa anche in Mercia e a Lundene (Londra), per poi scendere anche nel Dornsaete (Dorset), in pieno Wessex, con il beneplacito di Ælfred, che è debole ed inetto, e preoccupato solo di convertire i pagani Danesi.

876-877: I Danesi prendono la fortezza di Werham (Wareham) e l’anno seguente anche Exanceaster (Exeter) rompendo la tregua e senza spargimenti di sangue. La debolezza di Ælfred è tale che le sue truppe che assediano Exanceaster siano attaccate alle spalle dai Britanni del Cornwalum o Dumnonia, alleati ai Danesi, che intanto stavano risalendo il Temes (Tamigi) con altre duecento navi. Ælfred fugge a Chippanhamm (Chippenham).

878: Scontri tra Britanni e Danesi nel Defnascir (Devon) e anche nel Sumorsaete (Somerset) riguardo la spartizione del Wessex. Guthrum attacca Ælfred a Chippanhamm (Chippenham) e lo caccia verso ovest, dove i Britanni scesi dal Galles, rafforzati da un contingente danese sconfiggono le truppe di Odda del Defnascir presso Cynuit (Cannington), dove Ælfred si era rifugiato. Ælfred è catturato, ma Æthelwold riesce a fuggire nelle paludi del Sumorsaete, dove raccoglie un esercito. Questo esercito è massacrato da Guthrum presso Ethandun (Edington) e anche Æthelwold è catturato e ucciso dai Danesi, che controllano l’intera Inghilterra. Guthrum è re di East Engla, Westseaxna, Suthseaxna, Eastseaxna e Cent (Anglia Orientale, Wessex, Sussex, Essex e Kent), i Britanni ottengono Defnascir e Sumorsaete da Guthrum in cambio della pace, che è ormai richiesta dai Danesi, che hanno iniziato a stanziarsi in massa nella ormai non più Terra degli Angli.

880-900: Anni Bui: Guthrum fa devastare ogni monastero e chiesa dei suoi domini, fa sterminare, stuprare e derubare gli Anglosassoni, mentre migliaia di Danesi, Svedesi e Norvegesi si stabiliscono nell’area e altrettante migliaia di Anglosassoni sono venduti come schiavi in Oriente, tanto che una grande partita di schiavi anglosassoni si stanzia in Ucraina, dopo la fuga dai principi Variaghi. I Britanni fanno la stessa cosa in Defnascir e Sumorsaete, ma rispettano il Cristianesimo. Fuga di massa degli Anglosassoni da queste due scire.

902: La rivolta dell’Essex è spenta da Eric di East Anglia. In questo periodo l’Inghilterra diventa sempre più parte della Danimarca e della Scandinavia e la popolazione continua a calare.

911: Eowil Ragnarsson di Yorvik (York) sconfigge Re Guthrum II d’Anglia Orientale ed unifica i due regni Danesi nel nuovo Danelaw. Il paese inizia a essere chiamato Yorvikland o Yorland.

910-950: Lo Yorland inizia una fase di cristianizzazione grazie ai missionari britanni e irlandesi e Re Sihtric si convertì infatti al Cristianesimo. La Lingua parlata nello Yorland si stava ormai delineando come un linguaggio misto di Anglosassone e Danese, con la prevalenza del secondo. Nel Sud, persistevano tuttavia alcune aree ancora Anglosassoni linguisticamente come il Kent o il Wiltshire, dove la presenza Danese o Vichinga in generale era esigua. Ancora più forte era stata la assimilazione di Somerset e Devon all’interno delle terre Britanniche, con ormai una popolazione in gran parte Britannofona e Cristiana. Nel 934 il Regno di Stratclyde a maggioranza etnica Gallese è attaccato dai Danesi di Jorvik, ma è difeso dall’attacco britannico dei Gallesi a sud, che attaccano la Mercia Occidentale. Olaf di Jorvik è costretto a cedere ai Gallesi un’area ancora più grande che comprende le contee attuali di Dorset, Gloucestershire, Herefordshire, Worcestershire, Cheshire, che vengono annesse al Regno Unito di Galles e Cornovaglia. Allo Strathclyde si uniscono le contee di Cumberland e Westmoreland.

Continua...

Lo Yorland nel 950 (grazie ad Homer!)

.

Passiamo ad un'idea di Never75:

Tra i re irlandesi più degni di essere ricordati merita senz'altro une menzione Brian Bórumha mac Cennétig, conosciuto ai più col nome inglese di Brian Boru.

Era solo figlio di un re locale che però, tra il 1002 ed il 1014 riuscì a farsi proclamare re supremo d'Irlanda, riunendo direttamente od indirettamente quasi tutta l'isola sotto il suo dominio.

A porre fine ai suoi sogni di gloria fu nel 1012 il re del Leinster, suo vassallo, che cercò alleanze in tutta l'isola trovandole perfino tra i vichinghi di Dublino.

La guerra che ne seguì, culminata nella Battaglia di Clonfart (1014), lasciò in pratica l'Isola senza né vinti né vincitori, priva di un vero re (Brian Boru, pur vincitore, perì nel corso della battaglia) e con un dominio vichingo sempre più debole, facile preda delle mire inglesi dei cinque secoli successivi.

Se però Brian Boru sopravvive alla battaglia oppure la sua fazione vince più nettamente la guerra?

L'Irlanda si potrebbe costituire assai presto come regno unitario, sotto la guida dei successori di Brian Boru, con i vichinghi ormai assimilati e cristianizzati.

Addirittura potrebbe approfittare delle rivalità dei piccoli regni inglesi e tentarne una, seppure parziale, invasione.

In questo caso assisteremmo ad una Storia completamente invertita con un'Irlanda che conquista parte dell'Inghilterra o della Scozia.

Un'Inghilterra parzialmente occupata dagli Irlandesi aumenterebbe ancora di più il puzzle di Regni dell'Isola, specie con la paventata invasione normanna, che potrebbe anche fallire.
Con quali effetti?.

.

A cui segue quest'altra proposta di Renato Balduzzi:

Nel X secolo i Saraceni, provenienti dalla relativamente vicina Spagna, tentano l'insediamento in Irlanda. Il territorio è ancora molto poco urbanizzato e relativamente poco popolato, soprattutto nelle regioni occidentali. Vedremo quindi sorgere un emirato esteso a tutto il Munster con capitale Cork, che diventerà la più popolosa città dell'isola, una piccola Cordova nelle isole britanniche. Il relativo isolamento e la mancanza di una vera e propria società urbana gioverà all'espansione dell'Islam, che potrà consolidarsi per dare origine a una inedita cultura gaelico-musulmana. Vi è poi la possibilità concreta di sbarchi saraceni in Cornovaglia, ed allora nell'immaginario popolare Re Artù diventerà il campione della lotta contro i musulmani, e il ciclo bretone non sarà amoroso, ma epico come quello carolingio... Detto ciò, i Saraceni irlandesi potrebbero rivelarsi incapaci di unificare l'Isola, ma una forte presenza musulmana nelle Isole britanniche significherà molte cose nella storia moderna.

Ho pensato ad un crossover con la precedente idea di Never75. E ecco la situazione irlandese dell'XI secolo in questa Timeline abbastanza particolare. A sud e ad ovest sarebbero sorti emirati arabi e la popolazione, anche nelle campagne, sarebbe almeno in parte musulmana, e musulmana sicuramente sarebbe anche l'élite intellettuale e politica delle città conquistate dai Mori. Brian Boru è nato nella contea di Clare, nella zona sud-occidentale dell'isola, quindi potrebbe rivestire la parte dell'emiro, magari il primo emiro autoctono d'Irlanda. L'espansione del suo emirato a quasi tutta l'isola è una conseguenza della raffinata civiltà islamica dell'epoca, la cui forza risiedeva nella maggiore urbanizzazione rispetto alla Cristianità. Essendo l'Irlanda dell'emiro Brian Boru un melting pot di cristiani e musulmani, anche la corte sarebbe stata biconfessionale. Il re del Leinster, vassallo di Brian Boru, avrebbe quindi potuto raccogliere adesioni dei feudatari cristiani contro l'emirato per rovesciare Brian Boru.

Qualora la cosa fosse andata a buon fine, l'Irlanda si sarebbe rapidamente ricristianizzata sotto la spinta inglese, e infine, probabilmente all'epoca della repressione di Cromwell, gli ultimi irlandesi islamici sarebbero stati vittime di purghe o ostracizzati come i Mori della Spagna del Cinquecento, rifugiandosi probabilmente non in Nordafrica, ma piuttosto nelle Americhe. Questa ucronia richiederebbe una parentesi ampia ed interessante, ma devo pensarci meglio prima di esporla.

Nel caso Brian Boru riuscisse a mantenere il potere, dobbiamo vedere tutto il testo della tua ucronia in salsa musulmana: i discendenti dell'emiro Brian unificano completamente l'isola mentre l'Islam, in una sua versione irlandese molto originale, si espande coinvolgendo anche i Vichinghi dell'ovest.. A quel punto potrebbero iniziare incursioni piratesche nel mare d'Irlanda verso le coste britanniche con conseguente espansione militare verso l'Inghilterra ancora feudale. I Mori d'Irlanda potrebbero minacciare un completo inglobamento delle Isole britanniche e quindi i Normanni attuerebbero una Reconquista che poterebbe al dominio francese dell'Inghilterra; gli Irlandesi sarebbero costantemente minacciati di crociata ma forse si salverebbero data la loro posizione isolata, tuttavia una potenza islamica nell'Atlantico del nord che sopravviva fino in età moderna, anche se relegata alla sola isola verde, potrebbe portare a sviluppi geopolitici straordinari.

Ad esempio, potrebbe colonizzare parte delle Americhe prendendo il posto dell'Inghilterra, e quindi oggi in America potrebbero esistere nazioni musulmane di lingua gaelica. Oppure potrebbe fornire appoggio all'Impero Ottomano per una espansione verso l'Atlantico. Infine, l'Irlanda potrebbe diventare potenza coloniale puntando non verso ovest, ma verso sud, colonizzando l'Africa ben prima dell'Ottocento.

.

E ora, una interessante discussione fra due linguisti appassionati di ucronie:

Andrea:
Se i romano-britannici fossero stati più forti, anche come cultura, sarebbero riusciti a imporre la loro lingua come è successo in Francia, modificando solo la fonologia con forte impronta inglese?

Bhrihskwobhloukstroy:
La condizione necessaria sarebbe stata la continuità religiosa dalla fase romana; a quel punto la romanizzazione avrebbe continuato a percorrere le tappe che ha attraversato anche sul Continente e i Germani si sarebbero, se convertiti, assimilati, altrimenti sarebbero rimasti in isolamento e alla fine si sarebbero estinti come comunità.
Da tenere presente che la romanizzazione avrebbe dovuto interessare anche la lingua all'epoca dominante sul posto, il britannico; il latino era solo lingua alta di minoranza (così come lo è stato in sèguito per un po' l'anglosassone).
Capovolgerei invece il ruolo della fonologia: quella inglese è germanica ma con interferenza celtica, quindi la prospettiva ucronica sarebbe, al contrario, di una lingua romanza con interferenza (fonologica, anche se ancor di più lessicale e onomastica) celtica e germanica, ossia come il francese.

Andrea:
Tipo brithenig ,ma più esteso? (il brithenig è una lingua romanza costruita sulle modificazioni fonologiche del gallese, con alcune parole dall'inglese) E la mutazione au -> ea in inglese, da aust a east, è dovuta all'influsso celtico? Comunque questa lingua romanza avrebbe le mutazioni consonantiche, tipo VmV-> VfV ; VdV->VdhV o VthV?

Bhrihskwobhloukstroy:
Non conoscevo il brithenig; sì, il paragone è molto calzante, con la differenza che il ruolo della fonologia germanica - per quanto di superstrato e non di sostrato - sarebbe forse un po' più forte che in brithenig (sarebbe appunto come in francese).
Il mutamento */au/ > /ēa/ ha come momento intermedio */æo/ ed è un corollario di */a/ > /æ/; sull'origine di quest'ultimo mutamento si discute interminabilmente: in effetti, tra tutte le lingue germaniche, è tipico dell'unica - l'inglese - che abbia avuto un sostrato celtico e un mutamento abbastanza simile si ritrova in francese e in altre lingue romanze a sostrato celtico. L'areale geolinguistico suggerisce quindi un'origine celtica, ma il problema è che invece le lingue celtiche sopravvissute non presentano alcuna traccia di un mutamento del genere.
Le lenizioni sono di fatto avvenute nelle lingue romanze a sostrato celtico e stavolta si tratta di fenomeni evidenti e pienamente sviluppati in tutte le lingue celtiche storiche (il problema in questo caso è che non sono perspicui in gallico e in generale in celtico antico). L'esito /θ/ (scritto <th>) è gaelico (e riflette una antica */t/ intervocalica), l'esito /d/ (scritto <d>) è britannico (e riflette anch'esso una antica */t/), l'esito /δ/ (scritto <dd>) è ugualmente britannico (e riflette invece, questo sì, un'antica */d/ intervocalica); in irlandese moderno <dh> indica anch'esso /δ/ (sempre da */d/ antica). Le lingue romanze a sostrato celtico tendono a coincidere col britannico (solo il fiorentino - senza nesso di causalità - è più simile al gaelico). La lenizione che manca nelle lingue romanze è invece quella della nasale intervocalica */m/.

Andrea:
Non c'è nelle lingue romanze, forse perchè nelle lingue celtiche del continente non c'erano, ma la parola heaven è figlia di questa lenizione dato che la parola germanica parente è himmelen (il fiorentino ha sostrato etrusco) quella mutazione au-ea potrebbe essere stato parlato da dei britanni orientali (che parlavano come madrelingua una lingua celtica estinta)

Bhrihskwobhloukstroy:
Per il sostrato etrusco del fiorentino ovviamente d'accordo, con l'aggiunta che proprio a Firenze (e ovviamente Pisa; Lucca poi è esclusa) gli Etruschi erano meno che altrove, quindi le discrepanze di Firenze (fricative sorde) dal resto della Toscana (occlusive sonore) dovrebbero essere non etrusche.
Il britannico orientale non era significativamente diverso da quello occidentale, perché la divisione era per tribù (non è che quelle orientali costituissero un blocco e quelle occidentali un altro), casomai i Belgi (di Sud-Ovest) si differenziavano leggermente, ma ciò che è sopravvissuto storicamente (gallese e cornico-bretone, con l'aggiunta del cumbrico a Nord e dei relitti britannici nello Strathclyde in Scozia) mostra un britannico unitario nel trattamento dei dittonghi all'epoca dell'arrivo degli Anglosassoni e un mutamento di /au/ in /ea/ manca del tutto.

Andrea:
Pisa ha un sostrato etrusco-ligure (zona di confine dell'Etruria). au-ea è comprensibile nella parola dream  (draeom -> dre(o)am) dato che ha una finale m (o N) si aggiunge la a (am o - an); non so se hanno fatto questo come regola; è per quanto riguarda pp(o ppl) che diventa ff (o ffl) tt->th,cc-> ch? e l'elisione della s iniziale ? sp-> f,sr->fr sv/sw-> chw, e la cosa buffa e che v diventa gw (nel gallico è il contrario).

Bhrihskwobhloukstroy:
La fase intermedia tra */au/ (vocale centrale bassa + semivocale posteriore alta) e /ea/ (vocale anteriore mediobassa + vocale posteriore bassa) è */æo/ (vocale anteriore bassa + semivocale posteriore mediobassa): i passaggi sono quindi 1) anteriorizzazione della vocale + abbassamento della semivocale, 2) innalzamento della vocale + ulteriore abbassamento della semivocale.
Le altre trasformazioni sono regolari IN GALLESE (era sottinteso, ma meglio esplicitare) - attenzione soltanto che ff- deriva da sp-, mentre -pp- (ovviamente solo interno di parola) diventa -p-; di per sé è */w/ che diventa /gw/ (/v/ non esisteva), ma solo in posizione iniziale (altrimenti rimane), mentre in gallico l'unica /gw/ che esisteva (e che esisteva anche in britannico!) si presenta talvolta come /w/ (ma anche in britannico, negli stessi contesti!)
Quanto a dream, questo è un fatto preciso avvenuto almeno un millennio e mezzo prima che gli Anglosassoni arrivassero in Britannia. I fonemi */m/ e */n/ del protoceltico, se si trovavano tra due consonanti o tra una consonante e la fine della parola, diventavano rispettivamente */am/ e */an/ (per esempio, il protoceltico *kmtom "cento" è diventano *kamtom e poi *kantom e poi ancora *kanton perché -m finale assoluta è diventata -n in ogni caso). Tutto ciò però si applica solo a parole protoceltiche (quindi di diretta origine indoeuropea); ora delle migrazioni anglosassoni non succedeva più e in ogni caso il contesto non era quello giusto (postvocalico e non postconsonantico) e quindi non sarebbe mai avvenuto.
All'epoca in cui questo fenomeno è avvenuto, la parola dream suonava ancora *dhroughmos (in indoeuropeo settentrionale) e qualche tempo dopo è diventata *draugmaz in protogermanico (quindi sul Continente e in Scandinavia). L'indoeuropeo occidentale aveva una parola simile, *dhrôugho-s "fantasma", divenuta *drâugos in protoceltico e forse tuttora continuata dal nome del torrente Drògo di Chiavenna (Sondrio).

Andrea:
Un'eventuale invasione danese porterebbe a una lingua analoga alla lingua normanna francese anche in Britannia?

Bhrihskwobhloukstroy:
Grosso modo sì; si discute se il latino di Britannia fosse effettivamente simile a quello di Gallia (tesi classica) o molto più arcaico (quasi 'sardo', per avere un'idea)

Andrea:
Quello arcaico (il latino di cesare "ka-esar") potrebbe esserci stato nella contea del Kent (latino classico che si incrocia col britannico alla metà del I secolo a.C.), poi nel I secolo d.C. è arrivato il latino volgare continentale... quale dei due è stato vincente, lo ignoro.

Bhrihskwobhloukstroy:
Finora non c'è nessuna lingua romanza così arcaica da aver mantenuto il dittongo /ae/ come tale; la più arcaica è il sardo logudorese, che mantiene /k/ e /g/ anche davanti a /e/ e /i/ (quindi /'kezare/). A questo livello di arcaismo si può essere mantenuto il latino di Britannia fino al V. sec. d.C., bastava che rimanesse isolato.
Il latino volgare continentale, per parte sua, era già diffuso prima della Conquista Romana; quindi la compresenza delle due varietà (arcaica e volgare) può aver avuto luogo fin dall'inizio e sino alla fine. Di certo le mutuazioni del gallese dal latino sono dal latino volgare di tipo gallolatino.

Andrea:
Perchè probabilmente il gallo latino arcaico è stato vincente, poiché un po' più forte nella sua zona d'origine, ma poi ha scemato, influenzato dal vincente, fino a sparire... di certo durante l'invasione delle tre lingue gli Iuti (proto-germanico settentrionale) e gli Angli e Sassoni (germanico occidentale) finirebbe nella zona dei Sassoni, con quali conseguenze? Gli Iuti erano sparsi nella Britannia orientale, gli angli nell'Anglia (poi invasa dai danesi) e i Sassoni a sud; come cambiano le lingue romanze orientali con questi dominatori, rispetto agli occidentali che riceveranno il superstrato germanico solo nell'8° secolo (nel Cumberland, a nord influenza norrena, nel centro norrena-danese, nel Galles solo una piccola influenza norrena, in Cornovaglia nessuna)?

Bhrihskwobhloukstroy:
Iuti germanici addirittura settentrionali è un po' troppo programmatico... Allora i Rugi? A giudicare dalle iscrizioni degli Eruli, nel V. sec. d.C. il germanico settentrionale era ancora un insieme di dialetti protogermanici. Ma allora "settentrionale" è fuorviante: in senso linguistico non esisteva ancora (era tutto protogermanico indistinto, sul piano strutturale), in senso geografico nemmeno perché lo jutico non è l'antenato linguistico del danese (che viene dalla Scania) e quindi lo Jütland non era ancora "Nord", è "Germania centroeuropea" (contrapposta a "Scandinavia"). Comunque questo è un dettaglio terminologico.
Il superstrato germanico anglosassone è paragonabile a quello francone del francese e la differenza con altre varietà romanze senza superstrato anglosassone è paragonabile a quella del francese con altre varietà romanze - beninteso vicine - con meno azione di superstrato francone (per esempio il provenzale).
Purtroppo il contrasto con un superstrato scandinavo non si ricava dalla Francia, perché il normanno non era affatto privo di riflessi germanici prima dei Vichinghi. Alla fine però si potrebbe pensare al romancio (con superstrato alemannico 'ritardato') rispetto al francese nordorientale.

Andrea:
Vale anche per l'isola di Wight? uectis ,uecti poi con gli Iuti uicht e Sassoni wiht ("wixt"), poi in inglese moderno wight ... o avrebbe un altro nome? Ma poi i Normanni della Francia avrebbero invaso la Britannia nell'XI secolo? Se si, cosa cambia?

Bhrihskwobhloukstroy:
/wixt/ sarebbe una fase sicuramente raggiunta (è già tardobritannica). Non si vedono motivi per cui avrebbe dovuto cambiare nome, quindi direi che sarebbe diventata, romanicamente, /gwi:t/.
La conquista normanna del 1066 appartiene alle dinamiche geopolitiche e non a quelle macroetniche; per cambiarla o eliminarla dovremmo postulare una modifica di quelle. Ammesse le migrazioni germaniche settentrionali, non ci sono ragioni per escluderla.
In tal caso ci sarebbe la sovrapposizione di un superstrato franconormanno molto forte, più che il provenzale in Cisalpina. L'esito quindi sarebbe una situazione di diglossia perlomeno appunto come quella cisalpina, col franconormanno nel ruolo del fiorentino e il britannoromanzo nel ruolo del romanzo cisalpino.

.

Se volete fornirci suggerimenti o commenti, scriveteci a questo indirizzo.


Torna indietro