Invincibile per davvero!


L'abbio è fornito da Lord Wilmore:

Contrariamente a quanto si crede di solito, l'Invincibile Armata fu sconfitta non dalle navi di Francis Drake e Charles Howard, ma dalle avverse condizioni climatiche: dopo che lo scontro con la flotta inglese finì in parità, a causa del mare tempestoso l'Armata non riuscì ad attraccare nelle Fiandre, dove avrebbe dovuto prelevare l'armata d'invasione e, per evitare un nuovo scontro con gli inglesi, dovette circumnavigare le isole britanniche; ma gli spagnoli non tennero conto della Corrente del Golfo, il cui effetto allora era sconosciuto, che deviò le navi mandandone la metà a fracassarsi contro le scogliere scozzesi. Le violente burrasche del Mare del Nord dispersero il resto della flotta, e così Drake e Howard aspettarono inutilmente il ritorno della poderosa flotta spagnola, che non avvenne mai.

Ma se le condizioni climatiche sono meno avverse e Filippo II riesce a conquistare l'Inghilterra, a catturare Elisabetta e a farle fare la fine di Maria Stuarda? Quale fantoccio spagnolo verrà posto sul trono inglese? Il capocomico William Shakespeare guiderà la resistenza protestante contro gli occupanti stranieri?

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Il francese Romain non si mostra d'accordo:

Anche se l'armata fosse riuscita a sbarcare, non vedo perché automaticamente l'Inghilterra intera sarebbe stata vinta. Sicuramente perdendo il controllo del mare sarebbe caduta in una pessima situazione, ma insomma c'era ancora tutta l'armata inglese guidata da una regina decisa, che sapeva come giocare sull'orgoglio nazionale. La situazione non sarebbe stata così disperata per gli inglesi.

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Invece Falecius commenta:

Ma il vecchio Will non era un cripto-cattolico? Comunque, per quello che ne so le forze inglesi di terra a disposizione di Elisabetta erano imbarazzanti. E l'Armada doveva sbarcare il più poderoso esercito di veterani che fosse in quel momento disponibile in Europa, al comando di uno dei migliori generali del tempo. Non si sa mai, ma la vedo dura per Betty.

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Passiamo alla geniale proposta di Paolo Maltagliati:

Mi è venuto in mente questo improbabile (ma possibile!) spin off. I tremendi soldati veterani della guerra delle Fiandre vengono caricati sulle navi. Sono guidati da uno dei più abili condottieri italiani, forse l'ultimo dei condottieri italiani degni di questo nome, Alessandro Farnese. Con uno sbarco dell'armada, Elisabetta non ha nessuna speranza. Era riuscita a malapena a raccattare 5000 uomini per difendere le coste, perlopiù contadini strappati a viva forza ai campi. Di cattolici in Inghilterra ce n'erano ancora tanti(Nonostante Maria la sanguinaria avesse inconsapevolmente lavorato a favore dei protestanti) e senza dubbio odiavano Elisabetta, di cui, con tutto il rispetto per questa figura semimitica per gli inglesi, non si può far altro che pensare che più che lei fu la sua età ad essere grande...

Alessandro Farnese sbarca e la difesa costiera si scioglie. Elisabetta pensa subito di fuggire da Londra e piegarsi ad un accordo con i baroni dell'Inghilterra meridionale. Al contrario, nello Yorkshire e nel Lancashire i signori sono tutti criptocattolici e stanno alla finestra. Il Farnese a questo punto ragiona più o meno in questi termini: non ci sarà vittoria se non catturo la regina Tudor. Per cui preferisce evitare l'assalto di Londra: perderebbe tempo e si troverebbe in una specie di enorme trappola. Da Margate passa a Rochester e da lì a Basildon. Nel frattempo, Drake il salvatore della patria sbarca a Bristol e solleva gli inglesi per unirsi contro l'invasore. Mentre il Farnese batte come tamburi gli inglesi a Sudbury, la regina gli scappa di nuovo. Fugge infatti a Oxford, insieme a Robert Cecil, dove pensa di incontrarsi con Drake e Howard. Ma Farnese riesce, con astuta diplomazia a guadagnarsi il sostegno dei duchi di York e di Lancaster. Senza tanti patemi annienta Drake. A questo punto, Elisabetta è perduta e per non fare una brutta fine pensa di fuggire verso un porto qualsiasi e far vela verso la Francia. Ma a St. Albans viene fermata da un gruppo di tercios guidati da un uomo a cavallo. E' lo stesso Farnese, che stavolta non voleva farsela scappare. L'italiano e la regina passano tutta la notta in una locanda del borgo, a parlare.

A: "Sia ben chiaro: non amo l'idea di tagliarvi il collo, mia regina..."

E: "Regina? e di che? ora il re d'Inghilterra è Filippo di Spagna. O sbaglio?"

A: "Anche in questo voglio essere chiaro: l'ho servito con fedeltà ma non è un gran padrone... Servirei voi, se non mi ripugnasse la vostra religione."

E: "Questo è un problema a cui è facile porre rimedio..."

A: "Volete vivere da regina o morire da martire? Scegliete. Ora"

E: "Cosa volete farmi italiano? esporre la mia testa dalla cima della torre di Londra? o portarla in regalo a Filippo?"

A: "Nessuna delle due cose. Mi avete fatto pensare ad una punizione molto, molto peggiore..."

E: "Ormai sono poche le cose che mi spaventano. Ma cosa, dunque"

A: "Sposatemi. da Cattolica si intende. In questo modo vivrete e potrete continuare a fare la regina. Siete vecchia, e non so se potrete darmi un erede. Ma a questo si possono trovare diverse soluzioni"

Così Alessandro, approfittando della sedentarietà di Filippo riuscì ad ingannarlo il tempo sufficente ad ammassare un esercito in grado di difendere l'isola molto meglio della regina e a portare i suoi figli a Londra. E quando i due si sposarono...Filippo schiumò rabbia, riconquistò Parma e Piacenza al ducato di Milano ma non riuscì a spodestare i Farnese da Londra. Come cambia la storia?

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Continuiamo con l'articolato intervento di Enrico Pellerito:

A quanto mi risulta, questo tema è caro agli scrittori e agli studiosi ucronici anglosassoni, non so per quelli spagnoli, ma non mi sembra che in terra d'Iberia ve ne siano (perlomeno la fama non ha attraversato i loro confini).

Per esempio, ci sono due libri (si tratta di una serie di racconti accomunati dalla premessa ucronica e da un filo narrativo sequenziale) che soddisfano non solo il POD, ma vanno anche molto oltre, spaziando sulle conseguenze in base all'effetto farfalla tanto a noi caro: "La società del tempo" di John Brunner (si svolge nel 1989) e "Pavana" di Keith Roberts (svolgimento nel 1968).

Preciso che non ho letto i due anzidetti libri (ho trovato le informazioni sulla rete) e si tratta di romanzi fantascientifici che utilizzano l'evento ucronico come fondamentale elemento di partenza, ma da quello che si può comprendere

http://www.fantascienza.com/magazine/rubriche/7571/

pare che gli autori hanno cercato di guardare ben oltre la siepe in termini di ripercussioni sociali, politiche e... "storiche".

Se invece vogliamo avere delle analisi più scientifiche, mi permetto di citare due scritti che ho personalmente letto, e che trovo interessanti.

Uno esamina la possibilità che Don Giovanni d'Austria sposi Maria Stuarda di Scozia, a firma di G. K. Chesterton, ed è uno dei saggi di storia virtuale raccolti in:

http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887972354.html;jsessionid=25452BCD 199B40DC052C4FC45E620474

L'altro tratta della vittoria spagnola, l'autore è Geoffrey Parker e lo scritto fa parte della raccolta in

http://www.internetbookshop.it/code/9788817107099/storia-fatta- con.html

In tutte e due le ucronie i risultati sono la sconfitta del protestantesimo anglicano e il passaggio dell'Inghilterra fra le nazioni devote al Papa ed al cattolicesimo.

Lo so che posso essere tacciato di essere a mia volta influenzato dagli scritti di qualcuno, ma gli effettivi dati "politici" e "militari" dell'epoca sono più che sufficienti ad avvalorare le conclusioni delineate.

Specialmente l'operazione spagnola era stata progettata e preparata in modo veramente ammirevole, ma tutta una serie di "appuntamenti mancati" ne impedirono la riuscita.

In effetti, gli Inglesi fecero la loro parte, attaccarono sin dalla notte del 29 luglio 1588 la flotta spagnola del duca di Medina Sidonia che era entrata nella Manica, proseguirono la loro azione fino al 6 agosto, anche se l'Armada quel giorno gettò l'ancora al largo di Calais sostanzialmente non intaccata, ma mentre questa restava in attesa di riunirsi alla flotta d'invasione che avrebbe trasportato i 27.000 veterani di Farnese, gli Inglesi, nella notte fra il 7 e l'8 agosto usarono le navi incendiarie scompaginando l'Armada che dopo la battaglia si diresse verso il mare del Nord, dove incontrò la tempesta che completò l'opera iniziata da Lord Charles Howard di Effingham e Sir Francis Drake.

Il venir meno del ricongiungimento con le navi che trasportavano le forze del duca di Parma impedì l'invasione e tutto ciò che ne conseguì fino ai nostri giorni, dall'affermazione della politica elisabettiana al fatto che oggi alla Casa Bianca ci sia George Bush junior e non, per esempio, un ipotetico sovrano del Reiño do Norte America, o un altrettanto ipotetico presidente degli Estados Unidos, entità statali in ambedue i casi indipendenti da Madrid dopo la guerra d'indipendenza, ma legate alla potenza d'oltre Atlantico per la comune origine culturale ed etnica (come può constatare l'ingegnere Brugnoli, sto imparando ad ampliare l'orizzonte degli effetti e dei controeffetti, anche se con l'aiuto degli altri).

Certamente, se gli Spagnoli fossero riusciti a contenere l'attacco inglese (non britannico, e questo ha un suo peso) nonostante una certa superiorità di alcune, non tutte, le navi della Royal Navy, e fossero quindi riusciti a riunirsi con le 300 navi dove erano imbarcati i superbi tercios, una volta sbarcati, avrebbero dominato i campi di battaglia.

Fra le loro fila non mancavano rinnegati inglesi e irlandesi che si erano già venduti a Filippo II quando avevano affrontato le sue truppe nei Paesi Bassi, e avrebbero potuto fornire importanti informazioni sul territorio.

Sull'efficienza e l'efficacia dei tercios si è già scritto parecchio; era il tempo che nessun esercito era in grado di potersi confrontare in modo adeguato con essi.

La quantità numerica e la qualità delle milizie inglesi lasciava parecchio a desiderare, a parte i 4.000 reduci delle battaglie nei Paesi Bassi, parecchi dei quali schierati al confine con la Scozia temendo che Giacomo VI tirasse qualche brutto scherzo (Elisabetta regna sull'Inghilterra, non sulla "Gran Bretagna", e questo, come si è detto, ha un peso in termini strategici e militari), la maggior parte delle cosiddette "bande addestrate" e delle milizie delle contee erano, in verità, un'accozzaglia male equipaggiata (poche armi da fuoco e polvere da sparo, per alcuni, sufficiente solo per tre o quattro colpi), con una preparazione carente e uno spirito guerriero piuttosto latitante (quando l'Armada gettò l'ancora al largo di Calais, le diserzioni si incrementarono).

Né sarebbero stati sufficienti gli approntamenti difensivi (una barriera di tronchi attraverso il Tamigi, studiata per tenere lontane le navi nemiche si ruppe alla prima alta marea e non fu più ripristinata), le cinta murarie medievali delle città inglesi, compresa Londra, non avrebbero potuto resistere alla potenza del parco artiglieria dell'esercito di Filippo (dodici cannoni d'assedio da 40 libbre) e nella manovra del fuoco gli Spagnoli si erano dimostrati abili. Solo la determinazione degli abitanti avrebbe potuto impedire la caduta delle città, ma precedenti negativi si erano già avuti in Olanda: quando la conquista di una piazzaforte o di una città poteva risultare particolarmente costosa in termini di soldati uccisi, gli Spagnoli provavano a corrompere con l'offerta di "salve d'oro" invece che di salve d'artiglieria. E non pochi cittadini olandesi e guarnigioni anglo-olandesi avevano preferito l'oro al piombo e al ferro.

E quando Londra sarebbe stata assediata, credete che gli Scozzesi sarebbero rimasti a guardare, o non sarebbero corsi a dar man forte a quelli che si palesavano i vincitori e a spartire le spoglie dei vinti?

In conclusione, ritengo anch'io che le truppe del Duca di Parma avrebbero trionfato e Filippo II sarebbe diventato il sovrano più potente del mondo, ma sul serio! Da qui avremmo avuto un notevole contenimento del protestantesimo nelle isole britanniche, e poi in Francia e nella Germania settentrionale, e l'espansione nel nuovo mondo (e non solo) sarebbe stata all'ombra dei vessilli di Madrid ed accompagnata dalla benedizione del Papa.

Riguardo Shakespeare, penso proprio che non sarebbe diventato un guerriero, non avrebbe combattuto contro Elisabetta, né contro gli spagnoli, ma è probabile che ne avrebbe cantato le gesta, specialmente se si fosse veramente scoperto cattolico.

L'errore del piano degli Spagnoli fu causato proprio da Filippo II, che volle inviare la flotta di Medina Sidonia a protezione di Farnese entrando nella Manica proveniendo da Lisbona. Se invece l'avesse utilizzata, per come studiato da Bernardino da Escalante, come appoggio per un'operazione anfibia nell'Irlanda meridionale, dove avrebbe trovato un entusiastico appoggio dei locali, Howard e Drake sarebbe corsi ad affrontare l'Armada, mentre Farnese avrebbe condotto uno sbarco di sorpresa a Margate, senza che le poche imbarcazioni della Royal Navy rimaste in zona a disposizione di Elisabetta fossero state seriamente in grado di contrastarlo. Ed allora, lo svolgimento della campagna, per come sopra ipotizzato, avrebbe avuto ancora maggiore probabilità di verificarsi.

Inoltre, in quel periodo i missionari spagnoli avevano iniziato ad avanzare dalla Florida fino al territorio corrispondente all'attuale Virginia, e un'eventuale vittoria di Filippo II in terra d'Albione avrebbe prodotto, fra gli altri risultati, la cessazione delle scorrerie inglesi nell'Atlantico, lasciando quell'area nella sfera d'influenza di Madrid.

Credo che a quel punto, le "infiltrazioni missionarie" tenderebbero ad aumentare (mentre, nella realtà, andarono a diminuire), e gli Olandesi avrebbero poche possibilità di espandersi (non dimentichiamo che, una volta sistemata Elisabetta, i Tercios si sarebbero dedicati ai ribelli dei Paesi Bassi).

Restano Danesi e Francesi: a quanto mi risulta, in quel periodo, di fronte ad una eventuale contesa con la Spagna, né i primi né i secondi avevano flotte capaci da contrastare quella spagnola; ritengo, quindi, probabile una colonizzazione spagnola anche della costa atlantica.

Ciò non significa affatto che oggi dovremmo, di conseguenza, avere per forza un grande stato d'origine spagnola al posto degli USA. La mia era una ipotesi, considerando che tutto andasse a favore di Filippo II. Nella realtà, la Spagna di Filippo II aveva ormai raggiunto l'apice della sua egemonia. I germi della sua rovina erano già presenti all'interno della nazione: dalla galoppante e devastante inflazione, alla povertà genetica degli Asburgo che si sarebbero estinti con Carlo II nel 1700, alla forte tassazione per finanziare le continue guerre che indeboliva i redditi dei ceti mercantili, ma tutto ciò fu catalizzato dalla mancata vittoria sull'Inghilterra, da cui derivò poi la consacrazione dell'indipendenza olandese.

Anche se Filippo II avesse trionfato in Inghilterra, e poi nei Paesi Bassi, e poi avesse sconfitto Enrico IV di Francia, la Spagna era arretrata sotto molti punti di vista, rallentata nel progresso tecnico e scientifico dall'inquisizione, dalla visione ristretta della controriforma, da una politica colonizzatrice che riusciva a produrre solo arricchimenti fini a se stessi e dunque sterili. D'altra parte, gli stessi Francesi sarebbero riusciti a sconfiggere la Spagna, grazie anche all'inettitudine di Carlo II.

Se, comunque, la Spagna era destinata a retrocedere nel campo delle nazioni a causa dell'incapacità della sua casa regnante, ciò non toglie che un'espansione nell'ipotetico periodo d'oro di Filippo II avrebbe potuto consentire un predominio nel Nord America. Si può pure ritenere che l'area d'influenza spagnola avrebbe poi finito per collidere con l'espansione francese del 18° secolo, stante che ormai la "Gran Bretagna" è fuori gioco. Certo, le ipotesi sono parecchie, ma proprio per questo ci piace tanto l'ucronia...

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Concludiamo per ora con il punto di vista di Ainelif:

Ora vi dico come la immagino io. La guerra combattuta fra il regno di Spagna e il regno d'Inghilterra dal 1585 al 1604 viene vinta dagli spagnoli, quindi durante lo scontro navale nella Manica non vi è nessun nubifragio e tempesta che indebolisce l'Invincibile Armada. L'esercito spagnolo nel 1601 sbarca sulle coste inglesi con ingenti rinforzi che schiacciano la resistenza inglese all'interno dell'isola, marciando poi compatto un anno dopo verso Londra che resiste eroicamente al fianco della regina Elisabetta I, che muore lo stesso anno della timeline (1603) ma di morte violenta, decapitata per ordine della Corona di Spagna per vendicare la morte della cattolica Maria Tudor. Ovviamente le piraterie antispagnole capeggiate da Sir Francis Drake assumono proporzioni mai viste prima in tutto l'Oceano Atlantico con varie incursioni sul Portogallo e a Cadice e proclamando stati-pirati autonomi in molte zone caraibiche, assaltando i galeoni mercantili dei vincitori.

Filippo III, figlio di Filippo II morto nel 1598, mette sul trono inglese un regnante cattolico, magari un suo parente fedele che utilizzerà come marionetta; l'Inghilterra diviene succube di Madrid e l'Irlanda può ritenersi finalmente libera dalle repressioni protestanti, la Chiesa d'Inghilterra è duramente perseguitata e abolita.

Oltretutto Madrid in questi cinquant'anni di relativa pace egemonica avvierà un parziale colonialismo più intenso al di là dell'oceano, tentando di sterminare i pirati caraibici e assorbendo le Tredici Colonie inglesi in Nordamerica, espandendosi a Cuba, Florida, attuali Missouri e Texas, annettendo l'intero continente americano sotto la corona di Spagna.

Cosa accade? Intanto penso che gli inglesi non accetteranno mai fino in fondo di rimanere sotto un dominio straniero, per di più spagnolo e dopo cinquant'anni di occupazione Oliver Cromwell riesce a scacciare i governativi spagnoli dall'Inghilterra e si autoproclama Lord Protettore, instaurando un regime militare sotto forma di repubblica nella sua persona, riapre il Parlamento e rende di nuovo legale la chiesa protestante suscitando grande rabbia alla corte madrilena, che ordina un assalto massiccio delle Isole Britanniche; a questo punto scendono in campo ancora i Paesi Bassi e altri stati europei che non sopportano più l'egemonia spagnola sul continente... l'Impero Spagnolo non vedrà sorgere il XIX secolo, o forse sì?

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Il “Vert galant”

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Questa ucronia è stata pensata dal francese Perchè No?:

Ho letto una nuova versione dell’assassino di Enrico IV di Francia nel 1610, che mi ha fatto vedere quest’evento sotto una luce nuova.

In Francia abbiamo l’abitudine di vedere il “Bon roi” Enrico IV come un eroe popolarissimo per avere messo fine alle guerre di religione, invece quand’era vivo non era amato da tutti. Per numerosi Francesi, nobili o no, rimaneva un ex protestante, mentre noi vediamo la sua volontà di riconciliazione. Noi vediamo il fondatore di una nuova dinastia mentre allora era per molti un usurpatore, un caso unico o ancora meglio una transizione (come speravano i Condé e altri rami cadetti). Noi vediamo un uomo che amava la vita, loro vedevano un uomo con uno stile di vita scandaloso e un guerriero che stava per iniziare una guerra sanguinosa contro la Spagna. Quest’opinione era in gran parte la conseguenza dell’ostilità assoluta del clero al nuovo re: tutte le settimane ripetevano al popolo che Enrico IV era il diavolo, il nemico delle fede e che non doveva essere obbedito.

Cosa ha fatto cambiare tutto questo? Proprio la sua brutale fine. Il fatto di morire sotto i colpi di un fanatico cattolico ha traumatizzato il popolo francese, facendo subito risalire la paura della guerra civile come ai tempi dell’assassinio di Enrico III. La fine di Enrico IV ha permesso di mantenere più a lungo la sua politica di tolleranza diventata legittima con la fine da "martire" del re. I suoi discendenti hanno approfittato di quest’immagine di re-martire per ricevere più legittimità, cosi Luigi XIII era visto con emozione come il figlio di Enrico e la gente cercava nei tratti e il carattere di Luigi XIV i segni del nonno. Le difficoltà della reggenza hanno finito di santificare il suo regno, in cui ogni sforzo era diretto verso la ricostruzione e il ritorno della prosperità per il popolo.

In breve, le tendenze attuali vedono l’assassinio di Enrico IV come la sua più grande vittoria, anche se postuma.

Dunque ho pensato a una nuova ucronia su questo argomento:

Anno 1610: Ravaillac é arrestato all’entrata del Louvre mentre chiedeva di incontrare il re, nascondeva un coltello (cosa vera, ma non é stato arrestato). Enrico IV non si preoccupa più di tanto di questo incidente, anche se esso dimostra l’ostilità crescente della popolazione contro i suoi progetti di guerra contro la Spagna.

Comunque Enrico IV parte per il Nord e penetra nelle terre spagnole, alleandosi con i principi protestanti tedeschi. Quest’alleanza provoca lo scandalo dei cattolici di Francia, ancor di più dopo la condanna del re da parte del Papa, che considera la sua guerra come empia. Il Papa dichiara anche il re un falso convertito. Ciò contribuisce alla nascita della Nuova Lega Santa sotto il comando dei duchi di Soissons e di Epernon.

Questiultimi convincono Maria de' Medici a tradire il marito, e prendono come ostaggio il Delfino Luigi. A questo punto, attaccato dagli Spagnoli e dai nemici interni, l’esercito reale crolla e Enrico IV deve ritirarsi verso il Sud per ritrovare la protezione degli Ugonotti.

La guerra religiosa risorge in Francia con la sua coorte di massacri e orrori. Una nuova San Bartolomeo scoppia a Parigi, che riesce a massacrare il migliore ministro del re, Sully. A questo si aggiunge l’attacco inglese da parte di Giacomo I, che vede nella guerra civile francese l’occasione di riprendere il controllo di Calais. Enrico IV però non é ben accolto dai protestanti che non dimenticano la sua conversione alla religione nemica.

Alla fine Enrico IV trova la morte durante la battaglia di Limoges del 1615, ucciso da un soldato semplice della Lega. I ribelli proclamano subito re il piccolo prigioniero Luigi XIII, che non governerà mai, lasciato in una prigione dorata mentre si insedia un consiglio feudale dei principi che lottano tra loro.

La loro prima decisione é quella di fare la pace con la Spagna, che annette la Navarra e diverse piazzeforti nel Nord della Francia, un’alleanza sinonima di vassallaggio é firmata ad Amiens. La seconda decisione é quella di vietare totalmente il protestantismo in Francia. Ciò provoca l’ultima guerra di religione, la peggiore di tutti.

L’esercito reale ha ricevuto l’ordine di massacrare la popolazione ugonotta. Quest’ultimia, mal organizzata, chiede aiuto al re d’Inghilterra che nel 1618 conquista La Normandia, mentre La Rochelle apre il porto alle sue navi, creando una piccola repubblica marinara che diventerà il porto di partenza degli ugonotti superstiti verso l’America o i Paesi Bassi.

Nel 1620 la presenza protestante in Francia sparisce del tutto, e si instaura una monarchia debole e frammentata. La Francia non diventerà mai una potenza europea e, al contrario, diventa il fantoccio della Spagna, ancor di più quando Luigi XIII sposerà una principessa spagnola. il loro figlio, il debole Luigi XIV, non avrà figli e la sua morte prematura provocherà l'inizio della Guerra di Successione Francese, alla fine della quale un principe spagnolo diverrà re a Parigi.

E nei decenni successivi alla Guerra di Successione? Forse ci troveremo con un altro "Patto di famiglia" tra Spagna e Francia come nella nostra Timeline, però con una leadership spagnola, almeno nei primi decenni, poi la Francia potrebbe ritrovare un po' della sua potenza, approfittando della sua ricchezza naturale e del suo peso demografico. Ciò provocherebbe una sorta di rinascita del regno di Francia, però senza assolutismo: sarebbe una Francia più decentralizzata, con una cultura ispanizzata. Una Francia asburgica sarebbe una garanzia di pace continentale in un'alleanza forte con la Spagna e l'Austria (almeno dopo l'eliminazione degli Stati protestanti, o se l'Inghilterra non riesce a spaccare questo blocco).

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Così commenta Bhrg'hros:

Mi interessa molto CoDesta ucronia, perché configura un blocco di ben tre Potenze continentali (fra l'altro con il corollario di un loro complessivo dominio completo dei territorî cisalpini e italiani), paragonabile - pur nell'evidente diversità - a Carlo V. d'Asburgo (con tanto di crisi interna al Sacro Romano Impero) e, più lontanamente, a Carlo Magno, quindi più avanzato che Luigi XIV. quanto a successo territoriale (persino nell'ipotesi di una sua vittoria piena nella Guerra di Successione Spagnola della nostra linea temporale) e tendenzialmente prossimo a Napoleone I., addirittura fornito - al contrario di quest'ultimo - di un enorme impero coloniale.

Siccome uno dei principali interrogativi che mi affascinano negli studî storici di sviluppi alternativi è la possibilità di realizzazioni di grandi Imperi, una prospettiva del genere è irresistibile!

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Lord Wilmore invece propone:

Ma se la Spagna non decade e conserva un ruolo egemone in Europa (dominio diretto di tutta l'Italia eccetto Venezia, dei Paesi Bassi cattolici, controllo a tenaglia su Francia, Piemonte e forse anche Portogallo) è possibile che la Rivoluzione del 1789 scoppi addirittura a Madrid, con le Cortes che si proclamano "Assemblea Costituente" ed un Terrore giacobino (ovviamente dal nome di un ex convento dedicato a San Giacomo di Compostella) molto simile alla Guerra Civile del 1936-39 tra Falangisti e Repubblicani. È probabile che re Carlo IV (ma sarà di Borbone?) si ritrovi senza testa come il "nostro" Luigi XVI, e che il corso Napoleone Bonaparte si metta al servizio della neonata Repubblica Spagnola (della quale poi diverrà il padrone). E se decidesse di vendere il Messico agli Stati Uniti d'America?

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Ma così gli risponde Perchè No?:

Non sono sicuro che una rivoluzione come in Francia sarebbe stata possibile in Spagna. La Spagna non era abbastanza centralizzata, troppe Cortes uguali negli diverse parti del regno, c'erano dei poteri intermedi tra il popolo e la corona, dunque c'é un controllo locale più esteso, una responsabilità comune nelle decisioni, molti cervelli in più a pensare una soluzione alle crisi o a come impedire il cambiamento. In Francia al contrario il re si é ritrovato ad essere il solo colpevole di fronte all'ostilità popolare, e del tutto incapace di imporre le sue decisioni. No, definitivamente, anche con l'esempio inglese e americano, non penso che la rivoluzione fosse possibile in Spagna, ma la riforma sì.

Inoltre, penso che probabilmente non nascerà un Québec francese, creando un'America del Nord interamente anglofona e protestante: niente Canad,a dunque. forse ci saranno una o due piccole colonie di fuggiaschi ugonotti e ci sarà una forte minoranza francofona negli USA di oggi. Poi il Messico non sarebbe venduto, non era una povera e lontanissima colonia che non serviva a niente come la Louisiana. Il Messico era il cuore dell'impero coloniale spagnolo. Forse avrebbe venduto la Florida. Penso che il blocco continentale asburgico si sarebbe spaccato prima o poi, perché ci sarebbe stato lo stesso una rivalità tra Francia ed Austria. Poi penso che ci sarebbe stata un'alleanza stabile della Gran Bretagna con l'Olanda e la Prussia. La Germania sarebbe stata il campo di battaglia di sempre. La Francia sarebbe scesa più volte in guerra contro la Gran Bretagna per recuperare Calais e La Rochelle, ma non sorgerebbe mai come potenza navale e non avrebbe avuto colonie, lasciando il campo aperto agli Inglesi.

Sto pensando anche a come far proseguire la dinastia asburgica di Spagna e tgliere di mezzo la dinastia borbonica. Per far concludere a forza la pace alla Francia, come nella nostra Timeline Filippo III fa sposare a suo figlio (il futuro Filippo IV) la sorella di Luigi XIII, Elisabetta. Luigi XIII forse si sposa come nella nostra storia, ma comunque stavolta non ha figli (gia é stato abbastanza difficile nella nostra Timeline). Dunque niente Luigi XIV. Alla morte di Luigi XIII sono i figli della sua sorella a pretendere la corona francese (prima Baltazar-Carlos poi dal 1646 Maria Teresa). La guerra si combatterà tra i partigiani di Maria Teresa e i partigiani dei Condé, che non vogliono una donna sul trono.

Comunque Maria Teresa non può sposare un Luigi XIV che non esiste, diventa regina di Francia e Spagna (o allora le due corone sono separate e c'é un posto per Carlo II sia in Francia che in Spagna). Maria Teresa sposa qualcun altro, ha figli e può continuare la dinastia degli Asburgo di Spagna.

Riguardo infine alla "tua" Italia, con questa ipotesi essa rimane divisa tra Stati dominati dalle tre potenze continentali, Francia, Austria e Spagna. Comunque sarebbe in pace e forse a un certo punto sarebbe creato appositamente un regno d'Italia per un Asburgo. Mi piace l'idea dell'Inghilterra che si introduce nella partita, ma allora solo in Italia meridionale, perché quest'intervento potrà solo venire dal mare ed avere l'obiettivo del controllo del Mediterraneo.

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Così conclude per ora Lord Wilmore:

Allora io la vedo così. L'Italia rimane ripartita tra:

1) un regno d'Italia Settentrionale dominato dagli Asburgo-Lorena (poche volte abbiamo pensato a loro come possibili riunificatori), e controllato dall'Austria;

2) lo Stato Pontificio (con i confini della HL oppure variamente sforbiciato), protetto dalla Spagna;

3) il Regno d'Italia Meridionale, che potrebbe essere dato a un Hannover e protetto dall'Inghilterra. Isole Egadi, Eolie e Lampedusa potrebbero essere direttamente annesse da Londra.

Questa situazione permarrebbe fino al nostro oggi, a meno di sorprese se la/le guerra/e mondiale/i scoppiano comunque...

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Se volete contribuire, scriveteci a questo indirizzo.


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