Israele fuori di Israele

di Never75


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Anno 67 d.C. Il rabbino Yoannan Ben Zakkai, prevedendo con l'inizio delle Guerre Giudaiche la fine di Gerusalemme e la distruzione del Tempio, chiede un incontro con Vespasiano, venuto a domare la rivolta. In cambio di un salvacondotto per sé e per alcuni suoi seguaci, promette al futuro imperatore di allontanarsi per sempre dai territori romani e di non mettervi mai più piede né di fomentare future rivolte. In cambio i Romani lasceranno in pace lui ed i suoi discepoli.

Tali ragionevoli proposte vengono accettate e Ben Zakkai e un centinaio di suoi di adepti con le rispettive famiglie, appartenenti alle diverse correnti dell'Ebraismo (tra cui qualche decina di cristiani) fuggono di notte a dorso di cammello, e recando con sé numerose copie di Torah e Profeti oltre ad alcuni oggetti sacri, dalla ormai condannata Gerusalemme per dirigersi verso l'Arabia Felix, mitica patria della Regina di Saba.

Anni 80 - 90 d.C. Dopo un lungo e faticoso viaggio Ben Zakkai ed i suoi seguaci sono finalmente giunti nella Penisola Araba.

Il viaggio è stato duro ed il piccolo gruppo ha dovuto sopportare non poche privazioni, ma in compenso la fede di YHWH ha sostenuto i suoi seguaci permettendo a tutti loro di raggiungere la meta.

Nel loro tragitto a volte si fermavano a discorrere con qualche mercante di passaggio che riportava loro i recenti accadimenti. Vennero così a sapere della Distruzione di Gerusalemme e dell'incendio del Loro Sacro Tempio, la triste fine di Masada (e dei suoi assediati), il tragico destino dei fratelli Ebrei uccisi durante la Rivolta o crocifissi subito dopo, e forse l'ancor più tragico destino di quelli superstiti, ridotti in schiavitù da Tito o costretti a combattere come gladiatori nelle arene pagane.

Tutte queste notizie più che scoraggiare Ben Zakkai ed i suoi, non fecero altro che accrescere la fede in loro, rendendoli consapevoli che il loro Destino fosse stato diverso proprio perchè YHWH aveva voluto che così fosse.

Durante i quasi dieci anni di peregrinazioni nel deserto Ben Zakkai ed i suoi seguaci passarono il loro tempo a discutere della Torah e delle sue interpretazioni e non poche sono state le divergenze.

Infatti appartenendo a correnti diverse, anche le interpretazioni della Legge e della sua applicazione non erano uguali per tutti e più di una volta ci fu il rischio che il gruppo si sfasciasse.

Il problema più grande era lo stesso che era stato causa e conseguenza al tempo stessa della loro fuga-Esodo da Gerusalemme: che senso dare alla Storia? che senso dare ad Israele? come mai YHWH aveva abbandonato il suo popolo nelle mani dei pagani Romani ed aveva permesso che il Tempio di Salomone (o quel poco che ne rimaneva dopo l'imponente ricostruzione del blasfemo Erode) fosse profanato ed il suo tesoro disperso?

I discepoli appartenente alla dottrina di stampo farisaico pensavano che quello era il giusto castigo per gli Ebrei che da tempo si erano allontanati dalla retta via e che YHWH aveva scelto i Romani (così come in passato aveva scelto gli Egiziani, i Madianiti, i Filistei, i Babilonesi, i Diadochi ecc.) come strumento di punizione per il Suo popolo.

Tuttavia, una volta estintasi la generazione peccatrice, YHWH farà ritornare gli esuli Ebrei alle loro case ed alla loro Terra.

Su quanto però l'Esilio in Terra straniera dovesse durare però c'erano pareri discordanti, alcuni parlavano di 100 anni meno uno, altri di 200 meno uno, altri di mille e uno.

Questa però era la dottrina che riscontrava maggiori adesioni e della quale si fece dichiaratamente assertore lo stesso Ben Zakkai, ma ne esistevano anche altre.

Ad esempio un piccolo numero di Esseni sostenevano che ormai il Mondo intero era stato condannato per la sua empietà e che la fine di Gerusalemme fosse solo l'inizio: ben presto altre città sarebbero state distrutte dal fuoco e dalle fiamme, poi la stella Assenzio precipiterà nel mare ed un quarto della Terra sarà sommersa, poi verranno le locuste, il sole. la luna e un terzo delle stelle cadranno ed infine verrà la battaglia finale, in cui i figli della Luce combatteranno contro i Figli delle Tenebre e YHWH ricostituirà il Nuovo Regno d'Israele in cui Gerusalemme sarà la nuova capitale del Nuovo Mondo.

Tale visione escatologica così cruda però riscontrava adesione solo presso la minoranza essena, nessuno degli altri Ebrei voleva immaginare una Fine del Mondo così vicina.

Anche se alcuni avvenimenti degli anni futuri parvero quasi convalidare le tesi di quanti sostenevano una immediata fine del Mondo. Ad esempio un gruppo di carovanieri che, per caso incrociò gli Ebrei, raccontò loro che in Italia, poco dopo la Distruzione del Tempio, un gigante di fuoco che dormiva sotto una montagna si era improvvisamente svegliato dal suo letargo ed aveva cominciato ad agitarsi ed a sputare fuoco e fiamme, travolgendo e distruggendo ben trecento città, prima che la sua fame si fosse saziata.

Pur esagerate le parole dei carovanieri beduini in un certo senso avallarono l'ipotesi essena che la fine del mondo fosse vicina, e quello accaduto in Italia fosse solo un'anticipazione del castigo di Dio su Babilonia.

Poi c'erano i Cristiani, i quali invece sostenevano che la Distruzione di Gerusalemme non fosse stata altro che la giusta punizione per gli Ebrei che non avevano riconosciuto il Messia in Cristo Gesù. Secondo questi ultimi, lo stesso Yoshua Ben Yoseph avrebbe predetto la distruzione del Tempio e la fine di Israele poco prima di morire lui stesso. Ma, come Yoshua dopo tre giorni resuscitò dai , così anche Gerusalemme sarebbe risorta anche se i tre giorni erano da intendersi in maniera simbolica. Secondo i Cristiani però la Resurrezione di Gerusalemme ci sarebbe stata solo quando tutti gli Ebrei si sarebbero convertiti alla dottrina di Yoshua e cioè riconoscere in costui il Vero Messia e Figlio di YHWH.

Di tutte queste ipotesi si discuteva la sera accanto al fuoco, nei lunghi ed interminabili turni di guardia. Era del resto un modo come un altro per il piccolo gruppo di ricordare senza dimenticare la loro Storia e le loro vicissitudini che li avevano portati fin lì.

E' ovvio però che dottrine così diverse (ma soprattutto le anime dei loro patrocinatori) rischiarono più di una volta di mettere fine alla sopravvivenza del piccolo gruppo.

A volte le decisioni si fecero accesissime e si sfiorò più volte la secessione di una parte di loro (in una occasione i Cristiani minacciarono di andarsene), a volte i diverbi sfiorarono la violenza fisica (più volte si venne quasi alle mani) e si giunse ad un passo dall'eliminazione fisica dello stesso gruppo, quando due esseni più infervorati di altri cercarono (con le buone ma anche con le cattive) di convincere tutti gli altri ad inscenare una specie di suicidio collettivo per poter (a detta loro) anticipare la fine dei Tempi ed il trionfo di YHWH!Nonostante però questi episodi, l'autorità indiscussa di Ben Zakkai (abilissimo diplomatico) rispettato da tutti loro, impedì sempre a chiunque di loro di arrecar danno ad altri ed inoltre le gravi privazioni da tutti equamente sopportate e condivise ma soprattutto lo scorrere del Tempo, fecero il resto, ed alla fine la piccola comunità errante elaborò una propria dottrina ed una propria escatologia del tutto originali e basate (seppure in dosi diverse) su ognuna delle diverse correnti ebraiche presenti tra loro.

Venne anche l'esigenza di scrivere queste loro dottrine allo scopo di codificarle e tramandarle alle generazioni future.

Se tale proposito andava già maturando nella mente di Ben Zakkai durante l'esilio, a maggior ragione fu accentuato dall'arrivo in Arabia. Lì infatti gli Ebrei poterono trovare una sistemazione più o meno stabile, intrapresero attività lavorative proprie e soprattutto cominciarono a mescolarsi con la popolazione locale. Lo scopo di evitare quindi di perdere le proprie radici e di smarrire la propria fede assunse una vitale importanza agli occhi del rabbì.

Cominciò quindi, una volta stabilitosi in una casa presso uno dei suoi discepoli e la sua famiglia, a scrivere il resoconto del loro viaggio nel deserto, non omettendo nessun particolare, ma vedendo in tutti i fatti a loro accaduti un segno della Eterna Protezione di YHWH che è stato vicino al Suo popolo anche nel momento della disperazione.

Oltre agli accadimenti del deserto, Ben Zakkai, riportò anche i propri insegnamenti e le proprie dottrine maturate nei quasi dieci anni di Esodo.

La dottrina che emerse (e come è stato già ricordato in precedenza fu una specie di Summa delle diverse anime che componevano il gruppo) si potrebbe sintetizzare così:

- Gli Ebrei, come in altre occasioni, si dimostrarono indegni delle promesse di YHWH e tradirono la sua fiducia, per cui YHWH si servì stavolta dei Romani pagani per punire il suo popolo, condannando una parte di esso (tra cui il gruppo dello stesso Ben Zakkai) ad un esilio in Terra Straniera.

- Per scongiurare la catastrofe (distruzione della Città Santa) YHWH mandò molti profeti, tra i quali Rabbi Hillel, Yoannan detto il Battista e, ultimo per apparizione ma primo per importanza, Yoshua Ben Yoseph, detto anche "Figlio dell'Uomo" il quale riuscì a convertire ed a salvare dalla perdizione un numero notevole di uomini.

- Ma anche lui non fu accolto da tutti ed il suo insegnamento compreso, cosicché molti Ebrei malvagi filo-romani lo condannarono a morte con false accuse, ma YHWH che vegliava su di lui, gli impedì di morire e, proprio mentre i soldati lo stavano uccidendo sulla croce, Egli lo prese presso di sé in Cielo (come Elia), anima e corpo, ed al suo posto creò un'immagine terrena di Yoshua che i Romani credettero di uccidere. In realtà il vero Yoshua era già in Cielo assiso alla Destra di YHWH (questo era il segno della Resurrezione che tutti aspettavano)

- Anche dopo la Resurrezione di Yoshua però gli Ebrei continuarono a peccare e così YHWH decise di punirli severamente. Così venne la Guerra Giudaica e la fine di Israele. Tuttavia anche i Romani non sono altro che un moscerino con il quale YHWH si serve per poter punire il suo popolo, non diventeranno mai loro il Nuovo Popolo Eletto di Dio ed un giorno anche Roma (Nuova Babilonia cadrà), e la distruzione di alcune città italiane ne fu l'anticipo. Ma la fine di Roma non era ancora giunta, YHWH per Sua ineffabile volontà aveva deciso di farla sopravvivere ancora, affinché si ravvedesse.

- Nel frattempo il gruppo stesso di Ben Zakkai assumeva esso stesso le caratteristiche di Nuovo Israele. Non era forse la prova il fatto che fossero sopravvissuti per dieci anni in un deserto, tra popolazioni ostili, sfidando le furie degli elementi, le malattie e la fame, e miracolosamente infine fossero giunti tutti sani e salvi (senza nessuna perdita, nemmeno quelle dovute a cause naturali) nell'Arabia Felix?

Quale segno della Provvidenza Divina maggiore di questo ci potrebbe essere?

Così sarà da questo gruppuscolo di Ebrei che nascerà un altro profeta, in grado di restaurare il regno di Israele sulla Terra!Un Regno così potente e così Grande che tutti i Pagani Vi saranno sottomessi e Roma stessa (umiliata, incatenata e soggetta a tributo) si dovrà inginocchiare davanti alla presenza del Suo Re!Quando? Solo YHWH lo sa , ma non lo ha ancora rivelato a nessuno, nemmeno a Yoshua Ben Yoseph, suo Profeta e Figlio Prediletto, nemmeno ora a Ben Zakkai, modesto strumento delle Sue mani. Si sa solo che avverrà prima o poi.

Ben Zakkai non vide il ritorno dei Figli di Israele alla Sua casa, perchè morì (dicono le leggende più che centenario) solo tre anni dopo l'arrivo in Arabia, nell'87 d.C.

I suoi discepoli piansero per tre giorni la morte del loro maestro e guida, poi lo seppellirono ai piedi di un masso che, per forma ed altezza, assomigliava un po' al profilo del colle di Sion, ed orientarono il suo corpo in direzione di Gerusalemme, la Città amata, abbandonata ma mai dimenticata.

I suoi scritti vennero trovati e discussi dai suoi allievi che nel frattempo erano diventati tutti maestri della Legge anche loro, Decisero, dopo brevi discussioni, di riordinarli organicamente ed integrarli con altre informazione ed infine di aggiungerli ai loro scritti Sacri (la Torah) ma in subordine e tenendoli distinti però da questa.

Gli insegnamenti di Ben Zakkai, uniti alle elaborazioni dei suoi discepoli ed assieme a gran parte della Tradizione orale tramandata da Padre in Figlio ad ogni Ebreo, costituirà quello che secoli dopo verrà chiamato Talmud.

Anche dopo la quasi-sedentarizzazione del Piccolo Israele, gli esuli Ebrei non smarrirono le loro radici religiose, grazie sia ai rotoli della Torah tratti miracolosamente in salvo da Ben Zakkai che dalla profonda ed ormai certa appartenenza di loro stessi al Nuovo Israele, dal quale nascerà il Profeta che ricostruirà il Tempio e riporterà Israele in seno alle Nazioni.

Tra l'altro un fatto nuovo e gravido di implicazioni future accadde negli immediati giorni seguenti la morte di rabbi Yoannan.

Poco prima di morire Yoannan disse ad uno dei suoi discepoli, Elì ben Aaron, di scavare in un punto preciso , vicino alla sua tenda, e lì vi avrebbe scoperto un tesoro grandioso.

Da principio Elì pensò che il Maestro stesse delirando e, più per curiosità che per altro, trascorsi i giorni del lutto, decise di scavare proprio in quel punto.

Quale non fu la sua sorpresa quando si accorse che, seppellita sotto una discreta quantità di sabbia mista a pietre, c'era veramente qualcosa! Si fece aiutare da quattro suoi compagni per far venire alla luce una enorme e pesantissima cassa che, dal tipo di legno utilizzato e dalle tarme, a prima vista sembrava essere antichissima.

Dopo aver fatto non poca fatica ad aprirla, vi trovarono (quasi intatti) un numero impressionante di oggetti, tali per importanza da far perfino impallidire il ricordo del Tesoro del Tempio! Vi erano infatti due enormi tavole di pietra, scritte in una lingua quasi dimenticata per i più, un bastone, alcuni vasi contenenti una strana resina, alcuni rotoli di papiro, una corona, frammenti di tessuto ed una bilancia.

Dopo innumerevoli discussioni (e qualche diverbio) fu a tutti però chiaro quale inimmaginabile oggetto fosse stato ritrovato! L'arca dell'Alleanza con le tavole della Legge ed una serie di oggetti indissolubilmente collegati col destino di Israele, tra cui la Verga di Mosè, il vaso contenente la Manna, rotoli della Torah, la corona e frammenti della tunica di Re David, e la bilancia segno della giustizia di Salomone.

Alcuni rotoli presenti poi nella cassa spiegavano le vicissitudini dell'Arca. Durante il primo assedio di Gerusalemme (sotto Nabucodonosor), al Sommo Sacerdote di quell'anno era apparso in sogno YHWH dicendo di fuggire dalla città assediata con l'Arca contenente le Tavole della Legge, e di portarle dove Lui avrebbe comandato in seguito. Alle repliche del sacerdote, YHWH replicò dicendo che Lui stesso avrebbe fatto sì che l'Arca non pesasse più di una piuma e che avesse l'apparenza esterna per gli uomini e le dimensioni di un vecchio vaso.

Il sacerdote rimase allibito ma, nondimeno, eseguì l'ordine. Andò tutto come aveva già predetto YHWH: l'Arca dell'Alleanza non pesava più di una piuma e si muoveva con una leggerezza tale quasi da crederla dotata di gambe e vita propria, ed inoltre l'apparenza esterna di chi la guardava, non la faceva sembrare una grande cassa, quanto un piccolo vaso.

Il sacerdote fuggì dal Tempio con la preziosissima reliquia. E qui si interrompeva la narrazione.

Le conseguenze a cui giunsero i seguaci di Ben Zakkai furono molteplici. Cosa ci faceva l'Arca dell'Alleanza sepolta in quella Terra Straniera così lontana da Israele?

Forse il Sommo Sacerdote di allora ce l'aveva portata e seppellita lì affinché proprio loro (a distanza di tanti secoli) al fine la ritrovassero? Oppure era stato lo stesso Ben Zakkai a recuperare in un punto (non lontano dal Tempio di Israele) l'Antica Arca e poi portarla, dopo la seconda Distruzione del Tempio, fin lì?

Ma come aveva potuto fare una persona così vecchia ed acciaccata a trasportare un peso così grande che forse anche quattro uomini robusti e nel fiore dell'età avrebbero faticato a trasportare, e per di più senza che nessuno se ne accorgesse?

Eppure anche il Sommo Sacerdote al Tempo di Nabucodonosor ce l'aveva fatta grazie all'aiuto di YHWH... Ben Zakkai non poteva forse aver fatto altrettanto?

Così si diffuse la voce che anche a Ben Zakkai, prima della Distruzione del Tempio, fosse apparso in sogno un angelo di YHWH che gli riferì quello che a suo tempo venne riferito all'altro Sacerdote.

Così anche Ben Zakkai non ebbe nessuna difficoltà a trasportare una cassa all'apparenza così pesante ed a farle attraversare il deserto, fino a portarla dove YHWH voleva che arrivasse.

Questa fu la versione definitiva, quale la si può ritrovare ancor oggi nel Talmud.

In verità i Cristiani ed i Pagani sostenevano allora (ma anche oggi) una terza versione: che Ben Zakkai, una volta giunto in Arabia, si sia fatto costruire da un artigiano locale una copia quasi esatta dell'Arca dell'Alleanza e del suo contenuto, e che poi abbia scritto di suo pugno la storia del Sacerdote facendola credere un documento del tempo di Nabucodonosor e poi l'abbia sepolta (o l'abbia fatta seppellire da qualcun altro) con tutta segretezza. Quale è la verità? Solo YHWH conosce la Verità!Comunque sia alla fine gli Ebrei interpretarono tutti come un segno importantissimo il fatto che l'Arca si fosse trovata lì e gli avvenimenti successivi ne dettero conferma.

Nonostante gli Ebrei fossero molto riservati sulle loro cose, non si riuscì lo stesso ad impedire che la notizia del misterioso ritrovamento valicasse i confini della piccola comunità e si diffondesse a macchia d'olio in tutto il piccolo villaggio. In modo particolare la notizia giunse alle orecchie di un brutto ceffo, assassino e ladro che una notte tentò di penetrare nella tenda dove il tesoro era custodito. Non ebbe difficoltà a tramortire i due Ebrei di guardia ma, una volta aperta la cassa, si vide, a detta dei testimoni, uscire dalla stessa un mare di fiamme ed una bocca orrenda, come di mostro, che divorò il povero ladro seduta stante.

Il rumore fu tale che tutti si svegliarono ed accorsero alla tenda dove poterono ammirare i resti del miserabile ladruncolo assieme a qualche fiammella ancora accesa ed ad un dente del mostro.

Anche sull'autenticità di questo episodio, molti sarebbero i dubbi... Come si è potuta descrivere così bene la scena (riportata poi pari pari quale l'ho raccontata io, nel Talmud), quando gli unici testimoni oculari del fatto erano il povero ladruncolo ed il mostro, ma (ahimè!) nessuno dei due ha potuto descriverlo?

Ma tant'è che il fatto fu interpretato come intervento divino e tale viene considerato fino ad oggi dagli Ebrei.

I successivi compilatori del Talmud aggiunsero inoltre che la cassa entro cui si trovava l'Arca era ancora perfettamente intatta e non presentava alcun segno di bruciatura od incendio.

A testimonianza imperitura dell'accadimento, una brace incandescente, un frammento di abito del ladro ed il dente del mostro furono messi essi stessi all'interno dell'Arca e ci rimasero fino ai giorni nostri. Verità o leggenda?

Sta di fatto che da allora le conversioni all'Ebraismo aumentarono a dismisura presso le popolazioni seminomadi della zona.

Ma ora occorre fare un passo indietro e parlare delle modalità con cui gli Ebrei transfughi da Gerusalemme vennero in contatto con le popolazioni seminomadi che che vivevano allora nell'Arabia Felix...

Quando Rabbi Yoannan Ben Zakkai fuggì da Gerusalemme coi suoi seguaci, inizialmente pensava di dirigersi presso il Regno dei Nabatei, un Regno abbastanza vicino geograficamente ad Israele, ma al contempo ancora indipendente e libero dalle brame romane.

Poi però cambiò idea e decise di dirigere il suo gruppo più lontano ancora, verso il mitico Regno di Saba. Anche se molti pensavano che il rabbì avesse avuta la solita visione che gli avesse consigliato di prendere quella strada, in realtà la sua era una decisione molto più razionale: sapeva bene che nei piccoli regni nel Sud della penisola Arabica esisteva da tempi immemorabili una nutrita comunità ebraica, presso la quale i suoi avrebbero potuto trovare accoglienza e rimanere uniti.

In realtà le cose non andarono proprio così.

Durante il lungo viaggio attraverso il deserto, gli Ebrei si aggregavano volentieri alle carovane di mercanti che l'attraversavano. Questo principalmente per due motivi.

Innanzitutto nessuno di loro era esperto in fatto di rotte carovaniere ed il rischio di perdersi e di vagare non dieci ma quarant'anni nel deserto come i loro antenati ai tempi di Mosè era un'ipotesi molto concreta. Per di più aggregandosi ad altri gruppi si potevano condividere e ridurre i rischi del viaggio: furti, razzie e saccheggi erano tutt'altro che infrequenti ed un gruppo numeroso incuteva molta più paura agli aspiranti saccheggiatori.

Va pure detto però che, nonostante questo, gli Ebrei continuavano a recitare appartati le proprie preghiere e non rinunciavano mai ai propri digiuni e riposi, destando molta curiosità nei loro occasionali compagni di viaggio.

Man mano che proseguivano nel loro Esodo, venivano anche a conoscenza dei rispettivi popoli che abitavano da quelle parti. A volte si fermavano per ristorarsi anche in qualche loro città.

Scoprirono ben presto che i cosiddetti abitanti dell'Arabia Felix in realtà non erano un unico popolo, ma piuttosto un insieme di tribù eterogenee, molto simile a quelle del primo Israele sotto i Giudici.

In modo particolare si accorsero della differenza che intercorreva tra i popoli Arabi del Nord e quelli del Sud (da loro definiti imprecisamente Sabei), che abitavano i territori presso i quali erano diretti.

Scoprirono anche l'esistenza di discrete comunità ebraiche sparse qua e là nei villaggi; la maggior parte dei loro confratelli faceva il mercante, altri invece si dedicavano alla tessitura o svolgeva altre attività in proprio. Tutti però li accoglievano con gioia e condividevano con loro il proprio cibo ed il proprio giaciglio. Non mancò neppure chi decise di abbandonare la propria semisedentarietà e decise di aggregarsi agli Ebrei in viaggio; tutti costoro furono più che ben accolti da Ben Zakkai, così che la comitiva crebbe anziché diminuire durante il viaggio.

Anche se poche, ci furono anche alcune conversioni all'Ebraismo da parte di alcuni pagani. Andrebbe detto che però queste ultime non furono particolarmente incoraggiate né da Ben Zakkai né dalla maggior parte dei suoi discepoli, più che altro perchè i riti di iniziazione (vedi circoncisione) avrebbero richiesto troppo tempo, rallentando oltre modo il loro cammino.

Nell'attraversare la Penisola, una località destò la curiosità di più di una persona: nella lingua locale era detta "Bakka" ed attirava numerosi pellegrini da tutta la Penisola.

Questa cittadina conteneva un'enorme pietra che, a detta di molti, era caduta dal cielo per volontà divina e come tale era venerata.

Al suo interno erano venerati molti idoli pagani, il cui più importante veniva chiamto dai nativi "Hubal".

Una volta raggiunto il Sud della Penisola e stabilitesi tutti in un villaggio, Ben Zakkai ed i suoi decisero finalmente cosa fare delle loro vite.

Innanzitutto cominciarono col fare conoscenza degli Ebrei che già vivevano lì: questo fu il primo passo ed anche il più facile.

Poi molti di loro decisero di darsi al commercio carovaniero, aiutati in questo dalle preziose informazioni ricavate dagli occasionali compagni di viaggio durante la loro fuga da Gerusalemme, oltre che dall'aiuto mai negatogli dei loro confratelli che già vivevano lì e praticavano quella professione.
Per quanto riguarda invece l'atteggiamento da tenere nei confronti degli Arabi non Ebrei, le opinioni non erano concordi.

Molti ritenevano che l'Ebraismo era solo per i Figli di Israele ed Ebrei si poteva solo nascere, non diventare in seguito ad una conversione.

Altri invece, tra cui lo stesso Ben Zakkai, erano di diverso avviso.

In modo particolare Ben Zakkai era favorevole alla diffusione dell'Ebraismo anche presso gli altri popoli. In modo particolare gli Arabi a lui sembravano simili come popolo agli Ebrei (una leggenda li faceva discendere da Ismaele, il primogenito di Abraam) e più che degni (se lo volevano) di ricevere gli insegnamenti.

Così Ben Zakkai si mise a predicare una forma di Ebraismo molto più "progressista", rendendola una religione aperta a tutti (anche ai pagani) ed universalista.

Tra l'altro i disagi del viaggio e la fine di Gerusalemme avevano influito notevolmente sulla teologia del vecchio rabbino. YHWH assumeva sempre più la forma di un Dio misericordioso e buono, disposto al perdono (purché sincero) ed ad accogliere come Suoi figli tutta l'Umanità. Un certo peso (va detto) nella sua teologia fu dato anche dalla vicinanza dei cristiani.

Fu per merito delle sue parole sagge? Oppure fu grazie al ritrovamento dell'Arca dell'Alleanza dopo la sua morte? Sta di fatto che le conversioni all'Ebraismo crebbero sempre di più ed alla morte di Ben Zakkai (pur sopravvivendo ancora nel villaggio una discreta quantità di pagani o di appartenenti ad latri culti misterici), la maggioranza era ebraica.

Non solo, anche nei villaggi vicini si erano diffuse le voci relative ai "miracoli" ed agli insegnamenti del rabbì e gruppi provenienti anche da città lontanissime venivano per assistere alle sue lezioni ed a farsi circoncidere per appartenere a tutti gli effetti alla comunità.

Erano tanto numerosi ormai che fu necessario costruire ben tre sinagoghe nel piccolo villaggio dove si erano accampati, mentre altre sinagoghe venivano costruite ex-novo presso i villaggi che si erano convertiti all'Ebraismo.

Alla morte di Ben Zakkai però nacquero i primi dissidi. I suoi discepoli (mancando una guida) cominciarono quasi subito a discutere tra loro sul comportamento da seguire.

Molti di loro (specialmente quelli simpatizzanti della causa zelota) chiedevano a gran voce di finirla di fare proseliti in Terra Straniera ma che anzi era giunto il momento di ritornare in Israele ora che le acque si erano (temporaneamente calmate).

Ma i più ormai avevano deciso di rimanere lì (anche perchè molti nel frattempo si erano sposati con donne del luogo) e continuare a predicare ai pagani costruendo altre sinagoghe.

Altri invece pensavano che ormai il villaggio era troppo piccolo per tutti quanti ed era giunto il momnento di stabilirsi in altre città più grandi, specie quelle del Nord, mentre altri ancora volevano ricominciare a viaggiare perchè si erano stancati della vita sedentaria che conducevano.

Alla fine si decise che era inutile obbligare il gruppo a rimanere unito anche contro la volontà dei suoi stessi membri: chi avrebbe voluto se ne sarebbe andato, ma (e su questo tutti erano d'accordo) nessuno di loro avrebbe mai scordato il proprio passato e rinnegata la propria appartenenza al Nuovo Israele, anzi l'avrebbe manisfestata a testa alta da qualsiasi parte del Mondo sarebbe finito.

Un'altra discussione venne riguardo all'Arca dell'Alleanza. Ora che era stata riscoperta: dove andava posizionata? Molti pensavano che era giusto che rimanesse dove era stata scoperta, cioè al villaggio (vicino alla tenda di Ben Zakkai, che nel frattempo era diventato un autentico luogo di pellegrinaggio). Altri invece sostenevano che andava riportata a Gerusalemme (o comunque in Israele), nell'attesa di poter ricostruire il Tempio e quindi ricollocarvela. Addirittura qualcuno sosteneva che era necessaria portarla alla Mecca in modo da sostituire ad un culto pagano ed idolatra, il culto del Vero Dio.

Alla fine però i più decisero che il luogo in cui doveva stare era Gerusalemme ma che i tempi non erano ancora maturi per poterla trasferire là (e fu una decisione saggia, visti gli eventi successivi!) e quindi si decise di riseppellirla (lontana da occhi indiscreti) in un luogo segreto, noto solo a cinque tra i più stretti discepoli di Ben Zakkai, fino a che il Profeta designato dall'Altissimo avesse trovato il giorno e l'ora adatti per ricostruire il Tempio. I cinque "seppellitori" promisero con solenne giuramento di non rivelare mai a nessun altro (neppure alle proprie mogli) il luogo in cui l'Arca giaceva. Soltanto in punto di morte essi avrebbero dovuto affidare questo segreto al figlio primogenito e così si sarebbe fatto di generazione in generazione, fino a quando, nel giorno predetto da YHWH il Profeta sarebbe giunto. Quel giorno il Profeta stesso (ma solo lui!) avrebbe potuto decidere del destino dell'Arca.

Una volta trascorso il periodo di lutto ed espletate le ultime formalità il gruppo orginiario si scisse quindi in diverse unità.

Se ciò può essere visto dapprincipio come un male, in realtà fu un bene. Fu grazie alla loro separazione che l'Ebraismo (nella particolare "versione" di Ben Zakkai) si diffuse in gran parte della Penisola Arabica.

Oltre alla religione, i discepoli di Ben Zakkai, portavano ovunque andassero un altro aspetto del tutto originale: la loro lingua!

Infatti, mentre all'inizio del loro Esodo, la parlata comune degli Ebrei era l'aramaico ellenizzato parlato nella Giudea di quel tempo, man mano che attraversavano il deserto e venivano in contatto con le nuove popolazioni lì residenti la loro parlata assumeva delle caratteristiche particolari, assommando lemmi ed espressioni tipiche dell'aramaico ad altre invece peculiari delle lingue native.

Una complicazione ulteriore era data dal fatto che alcuni discepoli di Ben Zakkai (come dimostravano anche i loro nomi) erano Ebrei sì ma provenienti dalla diaspora e la loro lingua madre era il greco locale (l'aramaico era una lingua semi-straniera per loro) invece i Libri Sacri che portavano con loro erano scritti in ebraico antico, una lingua ancora più misteriosa per i più.

La barbarizzazione dell'idioma nativo non fece che accentuarsi nei tre anni di residenza nel villaggio, così quando alcuni se ne andarono, portarono con sé i germi di una lingua nuova (un misto di aramaico, arabo, ebraico, e greco della diaspora). L'ultima cosa che ognuno di loro porto con sè furono gli insegnamenti di Ben Zakkai, raccolti e trascritti da lui stesso o dai suoi seguaci negli ultimi anni. Un'altra eredità preziosa da tramandare ai posteri.

Questa lunga premessa sull'opera di Ben Zakkai è stata necessaria per far capire meglio tutto quello che sarebbe avvenuto qualche secolo dopo, con l'espansione gloriosa dell'Ebraismo ad opera del Suo più grande Profeta del Post-Esilio!

Quasi 500 anni separano la morte di Ben Zakkai dalla nascita del Profeta e molte cose sono accadute nel frattempo in quei secoli.

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Permettetemi quindi ora una digressione con una breve panoramica sulla situazione internazionale...

Anni 70 - 80 d.C. Anche dopo la Distruzione del Tempio e la fine dell'assedio di Masada, l'Ebraismo non scomparve da Israele.

La maggior parte delle sinagoghe riaprì anche se il prezzo da pagare ai Romani (in termine di fedeltà) fu altissimo. Le dottrine escatologiche furono severamente bandite ed i rabbini sorpresi ad insegnarle condannati a morte per lesa maestà. Gli insegnamenti si fecero quindi cauti e non si parlò più (almento per il momento) della venuta del Messia.

Nel frattempo l'eresia cristiana andava diffondendosi sempre di più presso i pagani.

Nonostante alcune persecuzioni subite, i cristiani seguitarono a crescere di numero ed il loro proselitismo assunse livelli spropositati per l'epoca.

Man mano poi che la nuova dottrina si affermava presso i pagani, emergevano e si acuivano le diversità con l'Ebraismo (che all'inizio non erano così accentuate: si poteva essere benissimo Ebrei e cristiani) fino a divenere ad un certo punto due religioni diverse.

101 - 106 d.C. L'imperatore Romano Traiano annette all'Impero la Nuova Provincia dell'Arabia Petrea, comprendente anche una piccola parte di penisola Araba.

Gli Ebrei discendenti da alcuni discepoli di Ben Zakkai (che si erano spinti al Nord, vicino ai confini della Siria) ritornano quindi ad essere di nuovo sudditi di Roma. Ciò però è anche un vantaggio. Possono diffondere la loro varietà dell'Ebraismo anche ai fratelli della Prima Diaspora che erano rimasti nell'Impero Romano. Qualche anno dopo questa particolare versione dell'Ebraismo si diffonde in tutto l'Impero trovando nuovi proseliti anche tra i pagani. Crescono ancora di più le rivalità coi cristiani.

115-117 d.C. Seconda  Guerra Giudaica.

Nonostante gli insegnamenti di ben Zakkai fossero di mitezza e di tolleranza, tuttavia la sua non era la posizione dominante nell'Ebraismo.

I più pensavano che comunque il giorno del Giudizio fosse vicino. Questa era la mentalità prevalente ad esempio negli Ebrei della Diaspora, Furono così loro in questi anni a dare inizio alla famosa 2^ Guerra Giudaica. In alcune città ellenizzate come Alessandria d'Egitto e Cirene così come a Cipro, i tumulti tra Greci, Romani ed Ebrei fuorno all'ordine del giorno.

Traiano represse tutte le rivolte nel sangue.

Va detto che di norma i cristiani e gli ebrei della riforma di Ben Zakkai si tennero per lo più neutrali negli scontri, e per questo furono maggiormente tollerati (benché ugualmente malvisti) dalle autorità romane.

132 - 135 d.C. Terza ed ultima guerra giudaica.

Come pretesto della rivolta fu preso un editto dell'Imperatore Adriano che proibiva la circoncisione in tutto l'Impero. Altri invece affermano che il motivo scatenante fu la decisione dell'Imperatore di ricostruire Gerusalemme (cambiandole anche nome) come città pagana.

Sta di fatto che anche questa guerra, che aveva come leader il presunto Messia Simon Bar Kokhbà e come "ispiratore" Rabbi Akiba, si concluse nel sangue.

Si parla di almeno 580.000 vittime tra i ribelli Ebrei. Gerusalemme (chiamata ora Aelia Capitolina) diviene una città pagana a tutti gli effetti ed agli Ebrei viene posto il divieto di abitarvi.

Se gli effetti furono tragici dal punto di vista numerico, altrettanto non si può dire che lo furono dal punto di vista dottrinale. La versione dell'Ebraismo Riformato di Rabbi Yoannan Ben Zakkai venne più agevolmente accettata, l'Ebraismo perse quella patina di inaccessibilità ed esclusività per diventare una religione più universalistica.

Inoltre anche la nascita del Messia (da molti creduta nella venuta di Simon Bar Kokhbà (Figlio-della-Stella) non viene del tutto accantonata, ma perde immediatezza. Si pensa che il Messia nascerà ma in un'epoca piuttosto lontana; i tempi non sono ancora maturi per la Sua Venuta.

269-270 d.C. Approfittando di un momento di crisi dell'autorità Romana, Zenobia (regina di Palmyra, comprendente parte della Penisola Araba) tenta di impadronirsi anche dell'Egitto e per poco il colpaccio le riesce. Ma le sue conquiste sono di breve durata.

272 d.C. Uno dei più grandi imperatori Romani, Aureliano, sconfigge Zenobia e la fa sfilare a Roma nel suo trionfo come prigioniera di lusso.

Pur se di breve durata, l'avventura di Zenobia desterà qualche tiepido entusiasmo tra gli Ebrei che abitavano nell'Arabia Felix (alcuni dei quali, si dice, parteciparono in prima fila come soldati nelle fila dell'esercito palmireno). e scosse profondamente il mito dell'invincibilità romana.

Alla fine, molti pensavano, se una donna era riuscita a sconfiggere i Romani ciò voleva dire che costoro non erano invulnerabili e che prima o poi sarebbe stato possibile sconfiggerli.

Zenobia concluderà i suoi giorni in una splendida villa a Tivoli, sposata ad un senatore, ma i suoi sogni non moriranno con lei.

Nel Talmud la sua figura verrà ricordata in modo eroico, quasi come una seconda Debora.

284 d.C. La crisi militare dell'Impero Romano non accenna a risolversi. Solo Diocleziano, eletto imperatore alla fine di quest'anno, pare risollevare un po' le cose.

Nel tentativo di arrestare il declino dell'Impero, Diocleziano impone una nuova riforma dello Stato. L'Impero viene diviso in 4 parti (tetrarchia), gli imperatori assurgono a divinità (i sacrifici pubblici ad essi diventano obbligatori per tutti i cittadini, una parziale eccezione ci sarà solo per gli Ebrei), a seguire riforma fiscale e militare.

Ma l'avvenimento che turba di più il suo lungo regno è nel 303 d.C. con la più grande persecuzione contro i Cristiani dopo decenni di relativa tolleranza.

La persecuzione avviene soprattutto in Oriente (dove i cristiani sono più numerosi). Viene sancita la distruzione delle chiese e dei libri sacri con l'obbligo dei cristiani di consegnarli (tradere in latino, da qui il termine "traditori").

306 - 311 d.C. Il sistema-tetrarchia entra già in crisi, appena un anno dopo l'abdicazione del suo ideatore Diocleziano. In Oriente ed in Occidente (che si differenziano sempre di più tra di loro) si sfidano ben cinque aspiranti imperatori!

Alla fine la spunta Costantino (detto poi "il Grande"), che il 28 oOttobre 312 nella famosa battaglia del Ponte Milvio presso Roma sconfigge il rivale Massenzio.

Secondo la leggenda la notte precedente l'incontro Costantino ebbe una visione. Gesù Cristo gli apparve e gli disse di indossare il suo vessillo in battaglia ed avrebbe trionfato sui suoi nemici.

Non si sa che vie imperscrutabili segua la volontà di YHWH, ma sta di fatto che Costantino vinse effettivamente la battaglia e nel 313 d.C. proclamò a Milano (nuova capitale dell'Impero Romano d'Occidente) l'Editto di Tolleranza per i Cristiani. Erano finiti secoli di persecuzioni.

321 d.C. Il Sinodo di Alessandria condanna il prete Ario, considerando blasfeme ed eretiche le sue teorie.
Ario professava e predicava una forma particolare di Cristianesimo in cui, pur negando per forza di cose la Trinità, sosteneva che Gesù fosse sì Figlio di Dio e Dio egli stesso, ma che lo fosse in una misura minore del Padre, essendo da Lui stato adottato (non generato né creato).

Ario forse maturò queste dottrine anche a causa della sua vicinanza ed amicizia con gruppi di Ebrei appartenenti alla riforma di Ben Zakkai, che professavano idee simili, "mediane" in un certo senso tra il cristianesimo "ortodosso" e l'ebraismo mosaico.

Nonostante fosse confermata ufficialmente eretica la sua dottrina anche nel 325 d.C. con il Concilio di Nicea ("patrocinato" dallo stesso Imperatore Costantino il Grande), tuttavia riscuoterà sempre grande successo specie in Nord Africa e nell'Est, presso le popolazioni barbariche.

Nel frattempo, un anno prima di Nicea, Costantino sconfigge anche l'ultimo "collega" rimastogli, Licinio, e diventa automaticamente unico Imperatore.

326 d.C. Costantino decide di cambiare di nuovo capitale dell'Impero e procede al la costruzione di una nuova città sulle rive del Bosforo.

In quattro anni i lavori sono ultimati e nel 330 d.C. Viene inaugurata Costantinopoli, nuova capitale dell'Impero.

E poi?

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Vediamo ora alcune proposte circa dove potrebbe essere situato nell'era moderna uno "Stato d'Israele fuori di Israele".

1) L'Argentina. Dato che molti ebrei emigrarono in questo grande Paese Americano, ci fu effettivamente la proposta di istituire uno Stato Ebraico in alcune sue zone poco popolate.

2) L'Alaska. Idem come sopra. Proposta fatta dal ministro degli Interni USA Harold Hicks a Roosevelt.

3) Il Sinai. Questa proposta ebbe più di un sostenitore. Anche perchè si trovava effettivamente molto vicino all'Israele storico...

4) L'Africa equatoriale. Nel 1903 gli inglesi offrirono un territorio di circa 13.000 kmq tra Kenya e Uganda.

5) L'Albania. Sì, nel 1935 l'inglese Leo Elton propose questo Stato allora ancora indipendente.

6) Il Madagascar: Hitler prima della soluzione finale aveva pianificato di portarli lì, e può darsi che, dopo la guerra, gli ebrei lì rimasti vi fondino uno stato ebraico autonomo.

7) L'Australia. Verso la fine della Guerra furono proposte ben tre zone del nuovissimo continente: due nei deserti del Nord e uno nella Tasmania.

8) E se invece prendesse davvero piede la "Provincia Autonoma degli Ebrei" all'interno dell'URSS e, dopo il crollo del 1991, diventasse uno Stato indipendente?

Vi immaginate le conseguenze "mondiali" se una almeno di queste ipotesi fosse stata adottata? Innanzitutto conseguenze a breve termine: minore o quasi inesistente impatto delle dottrine ariane. Se gli Ebrei sono di meno, difficile attribuir loro chissà che complotti. Anche se qualche persecuzione ci sarà comunque, perlomeno gli Ebrei hanno un loro Stato che li difende. Se poi questo Stato diventa quasi un protettorato britannico o USA, tanto meglio. La Shoah, così come noi la conosciamo, potrebbe anche non verificarsi mai.

Nel periodo più recente, in Medio Oriente ci sarebbero parecchi problemi di meno e forse maggiore stabilità politica...

Never75


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