Kalmarunionen

di Det0


POD: Anno 1448, viene eletto re dell’Unione di Kalmar Eric di Pomerania, di personalità aggressiva e orgogliosa, scioglie il Trattato di Stralsund (firmato nel 1370 con la Lega Anseatica per cui la Danimarca doveva versarne il 15% dei profitti) e stacca Kalmar dalla Lega Anseatica, perciò l’Unione di Kalmar entra in guerra con la Lega Anseatica.

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1448: Eric di Pomerania, re dell’Unione di Kalmar, scioglie il Trattato di Stralsund e si innesca una guerra contro la Lega Anseatica; ciò permette al monarca di appianare i conflitti interni all’unione e renderla molto potente.
Nell’inverno del 1448 la flotta anseatica si scontra con quella Scandinava a Visby, sull’isola di Gotland, le navi nere (anseatiche) perdono la battaglia e in pochi giorni l’Unione di Kalmar riprende il controllo dell’isola.
Kalmar e l’isola di Oland vengono strappate al controllo anseatico e tornano sotto la corona di Eric.
Le truppe dell’Hansa(Lega Anseatica) attaccano il castello di Wisborg, sull’isola di Götland; grazie ad un intervento dei Cavalieri Teutonici, invitati per una riunione con la chiesa Svedese, il castello viene difeso e l’Ordine Teutonico e l’Unione di Kalmar organizzano un esercito e si dirigono verso le città dell’Hansa. I Teutoni avanzano dalla Livonia e in poco tempo prendono il controllo della Prussia e della Pomerania.
I danesi attaccano Holstein e Sassonia, ma vengono fermati a Lubecca, capitale dell’Hansa, che viene messa sotto assedio.

1449: Lubecca viene espugnata e la Lega Anseatica si riduce ormai alla sola Olanda.

1450: Le truppe Scandinavo-Teutoniche entrano in Gronigen e in poco tempo arrivano ad Amsterdam, che intanto aveva chiesto l’aiuto della Francia, che invia ad Amsterdam un esercito di 3000 uomini.

1451: Caduta Amsterdam e con lei anche le ultime città anseatiche; l’attenzione dell’Unione di Kalmar si rivolge verso la Francia, gli Scandinavi trovano l’alleanza di Borgogna e Inghilterra, che vedevano l’occasione buona per riprendere il possesso di alcune regioni francesi.

1453: Parigi viene assediata da un esercito di quasi 15.000 uomini, in poche settimane la città cade e le truppe avanzano in Francia conquistandola, nell’inverno del 1453 il Regno di Francia si vede ridotto alle attuali regioni della Provenza e del Rodano. Inoltre Borgogna e Inghilterra estesero i loro possedimenti vendicandosi della sconfitta nella Guerra dei Cent’anni.
Nell’assedio di Parigi muore Eric di Pomerania, che attua una campagna di conquista che porta i possedimenti Scandinavi fino alla Francia.
Viene eletto re di Danimarca il nipote di Eric Cristoforo di Baviera, che appiana definitivamente le controversie tra danesi e svedesi e forma una vera e propria nazione sotto il dominio di Kalmar.

La bandiera dell’Unione di Kalmar introdotta da Cristoforo di Baviera

La bandiera dell’Unione di Kalmar introdotta da Cristoforo di Baviera: la croce rappresenta il vincolo tra le nazioni scandinave e le tre corone sono quelle di Norvegia (in alto a sinistra), Svezia (in alto a destra) e Danimarca (in basso).

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1454: Alfonso V di Spagna, entrato in guerra con la città di Genova, riceve aiuti da Cristoforo di Baviera, che vedeva in Genova, un erede dell’Hansa, acerrima nemica dell’Unione.
In circa un mese Genova viene conquistata e si stringe uno stretto rapporto di amicizia tra Alfonso V e Cristoforo di Baviera, che, diede in moglie a quest’ultimo, la figlia Eleonora d’Aragona, che nel 1455 gli da un figlio: Giovanni.

1456: Il Ducato di Milano rivendica alcuni possedimenti genovesi, Cristoforo di Baviera e Alfonso V si alleano e si dirigono verso la Lombardia, in pochi mesi Milano è espugnata e Venezia ne approfitta per estendere i suoi possedimenti oltre il fiume Adda, dopo questa nuova provocazione, i due condottieri mobilitano nuovamente le truppe e mettono fine anche alla Repubblica di Venezia.

1458: Alfonso V muore di malaria, e il figlio Ferdinando vuole ereditare il regno, ma trova l’opposizione di Cristoforo di Baviera, sposo di sua sorella, ma, nella notte del 27 giugno, alcuni mercenari teutonici avvelenarono il giovane spagnolo e Cristoforo ereditò il trono di Aragona.

1459: Il piccolo Stato Pontificio, circondato dai possedimenti Scandinavo-Aragonesi, si sente in pericolo e chiede l’aiuto del Sacro Romano Impero che interviene militarmente su Milano nella notte del 14 Novembre, dichiarando il suo attacco finalizzato alla difesa del Santo Padre, ma l’Unione di Kalmar non sente ragioni, dopo aver riconquistato Milano, Cristoforo di Baviera richiama in campo i suoi alleati (Borgogna, Inghilterra e Ordine Teutonico) e organizza un attacco al Sacro Romano Impero; che cede sul fronte settentrionale, ma non su quello meridionale, che continua a resistere agli attacchi, finchè, in una battaglia nei pressi di Lecco, le truppe austriache fanno il loro ingresso in campo e sbaragliano le fila germaniche. Cade il Sacro Romano Impero e l’Unione di Kalmar e gli alleati se ne spartiscono i territori.

1460: Cristoforo di Baviera muore di malaria, contagiato da Alfonso V; alla sua morte, la moglie Eleonora d’Aragona, devastata dalla morte del marito, perlopiù causata dal padre, si suicida. Sale al trono scandinavo il figlio Giovanni II di Danimarca.
Giovanni diventa re a soli 22 anni e si trova a governare quasi mezza Europa ma non se ne sente in grado, perciò passa il regno sotto la corona del re Carlo VIII di Svezia, che negli anni successivi regnerà con grande saggezza.

Det0

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La situazione europea dopo il 1460, che vede dominare incontrastata l’Unione di
Kalmar, estesa dal profondo nord della Scandinavia alla sud Italia, toccando la Sicilia.

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Se volete fornirmi suggerimenti o commenti, scrivetemi a questo indirizzo.

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Tocca alla proposta di dDuck:

Ho avuto un'idea per un'ucronia sulla Russia medioevale.

POD: germanizzazione della Russia ad opera della componente variaga, cioè di normanni migrati nelle aree slavi come mercanti, mercenari, saccheggiatori.

Rjurik inizia la penetrazione variaga nel IX secolo. I variaghi (normanni della Russia) adottano il cristianesimo romano e iniziano un processo di cristianizzazione della piccola nobiltà slava ortodossa e diffusione della lingua norrena. Migrazione di normanni nella Rus di Kiev, l'elite è di lingua norrena, ma la maggioranza della popolazione è slava.

Harald Hardrada (1015-1066) anziché tornare in Norvegia decide di conquistare il regno di Rus, cui rivendica il trono quindi nessuno sbarco in Inghilterra e relativa sconfitta allo Stamford Bridge, ma conquista della Russia settentrionale, Novgorod torna capitale del regno normanno, il figlio Olaf il pacifico porterà alla massiccia germanizzazione della Russia e migrazione di altri scandinavi.

I mongoli arrivano nel XII secolo sbaragliando i principi slavi e norreni sul Khalka come nella storia reale, lasciano però libertà di culto nel nord cattolico in via di germanizzazione e nel sud slavo ortodosso (Ucraina). Novgorod è già in parte germanizzata, Mosca nasce come una città norrena fondata dai principi di Suzdal, rimane il sud ancora in massima parte slavo.

Con l'espansione polacco- lituana, l'elite variaga sotto i territori polacchi si slavizza, Mosca invece è ormai un principato norreno. La lingua norrena orientale sorta al posto del russo è però abbastanza incomprensibile agli scandinavi, ricca di sostrato slavo e prestiti di svariata origine. Mosca, che terrà lo stesso nome, e con la toponomastica che rimane in massima parte slava, si espande come nella storia reale ma con una Russia (terrà lo stesso nome) cattolica e germanica.

Nella grande guerra del nord la Svezia di Carlo XII affronta la Russia di “Peter der Gross”, i soldati svedesi notano una lontana parentela con il “russo-norreno” sufficiente a farsi capire a gesti, del resto è questa lontana parentela a far considerare la Russia al re Carlo come una naturale provincia svedese su pur cattolica. Gli ucraini di Mazeppa si ribellano come nella storia reale e vengono sconfitti. Il sogno della grande Svezia dal Kattegat al Pacifico si infrange a Poltava.

Arriviamo al XVIII secolo con la spartizione della Polonia ad opera di Prussia, Russia e Austria, le tre nazioni germaniche e alla scomparsa dell'ultimo stato slavo indipendente. Caterina la Grande, che essendo tedesca di definirà “russa occidentale”, favorirà la migrazione di colonie tedesche nel Volga, che però si russificheranno facilmente per la relativa similitudine dei loro idiomi.

Napoleone accende le speranze dei popoli slavi, che furono abbandonati dopo la sua sconfitta. Nel Congresso di Vienna, tutte le nazioni slave sono sottomesse, quelle balcaniche all'impero ottomano, quelle settentrionali (Polonia, Bielopolonia o Polonia bianca cioè la Bielorussia e Ucraina, la Boemia, la Moravia e la Slovacchia) tra i tre stati germanici. Durante tutto il XIX secolo le nazioni slave insorgono, e come nella storia reale la Russia norrena arriva in aiuto dell'Austria nel 1848.

Come si svolgerà la storia del XIX e sel XX secolo ? Chi arriverà in aiuto dei popoli slavi oppressi o dei popoli ortodossi in genere ? La Russia avrà sempre interessi ad arrivare al Mediterraneo, e a demolire l'impero Ottomano. Hitler attaccherà l'URSS ugualmente, del resto la parentela linguistica non gli impedirà l'inimicizia data soprattutto dall'ideologia, del resto in nazismo considererà i russi come i tedeschi orientali (ostdeutsch), e considererà la Russia come il naturale spazio vitale. Stalmann (Stalin) sposterà comunque la Polonia per punire la Germania come nella storia reale.

Nel XXI secolo. La Russia di Yelsson, di Putiner e di Medgard ha un idioma più simile al tedesco e all'inglese (che vengono studiate come lingue straniere) che alle lingue slave, ma essendo un paese cattolico, dal tempo di Rjurik il Papa verrà accolto da folle oceaniche. Il papa Ratzinger, che parla un buon russo (in Germania si studia), terrà sermoni in lingua locale, la Russia sarà un po' come il Brasile, un gigantesco stato cattolico, anche se gli immigrati ucraini saranno isole ortodosse un po' come i tartari sono isole mussulmane.

Toponomia: Mosca è Mosca. San Pietroburgo è se stessa ma Leningrado è Jernmannborg, Lenin è Jernmann. Kiev rimane Kiev e slava al 100%, qui l'elite norrena si slavizza perchè fuori del regno di Hardrada. Novgorod rimane tale perché già esistente al momento della norrenizzazione. come la maggioranza dei toponimi.

Il russo dell'ucronia, che si chiamerà Russo da Rus, sarà una specie di svedese ricchissimo di termini slavi, distante della svedese come il rumeno lo è dall'italiano, abbastanza incomprensibile a britannici e tedeschi, un poco dagli svedesi. Si scriverà con l'alfabeto latino, in quanto paese cattolico, la germanizzazione nel medioevo è stata causata dalla cattolicizzazione.

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Gli risponde il grande *Bhrg'howidhHô(n-):

1) Religione: penso che non sia scontata l'affiliazione al Cattolicesimo. Se non si introducono altri punti di divergenza, l'Evangelizzazione è condotta da Bisanzio; avviene prima dello Scisma del 1054; è possibile che si usi lo slavo ecclesiastico della tradizione cirillo-metodiana e anche i suoi alfabeti (solo il cosiddetto cirillico o forse anche il glagolitico), altrimenti il norreno locale, in grafia latina o, meno probabilmente, in un alfabeto di apposita elaborazione. Il punto cruciale è se nel 1054 i Principati Variaghi norreni si schierano con Roma o con Costantinopoli. Se con Costantinopoli: esclusi altri punti di divergenza ad hoc, la Storia può effettivamente svolgersi come nella realtà, salvo un minore ricorso al Panslavismo come giustificazione dell'Imperialismo russo.
Se con Roma: si altera l'equilibrio che ha portato alla costituzione dei Territorî dell'Ordine Teutonico (perché viene meno il pretesto di evangelizzare i Baltici prima che lo facciano i Russi); nello Scisma d'Occidente è probabile un'ubbidienza romana e poi conciliare; soprattutto però è molto incerto se i Principati Variaghi norreni aderiscano alla Riforma Luterana (come tutti gli altri Germani a Nord della Baviera) o alla Riforma Cattolica (ma mi sembra improbabile un influsso asburgico così forte) o a nessuna.

2) Politica 'nazionale': tutte le Nazioni scandinave sono state coinvolte dall'Unione di Kalmar, è verosimile che anche i Principati Variaghi norreni lo fossero; in tal caso l'eventualità più probabile è che facessero tutt'uno con la Svezia, altrimenti che rimanessero legati alla Danimarca; solo una terza possibilità è che costituissero uno Stato a sé.
Naturalmente i rapporti con la Svezia sarebbero stati comunque prioritarî, per quanto l'espansione in Siberia comportasse di necessità una politica imperiale a più vasto raggio (dapprima soprattutto in considerazione della minaccia tartara, poi dei rapporti con gli Ottomani).
Fino all'Ottocento escluso la Scandinavia si è sentita parte della Nazione tedesca (in un certo senso), ma i Tedeschi non si sono mai sentiti Norreni, per cui l'attribuzione della qualifica di "russa occidentale" a Caterina II mi pare che rischi di sortire un effetto di reazione contrario alle intenzioni.

3) Lingua: un esempio di lingua germanica con mutuazioni slave nei territorî in esame è lo jiddisch/yiddish, la cui difficoltà di comprensione per un tedesco non è dovuta agli slavismi, ma alla componente ebraico - aramaica.
Caso del tutto diverso è il russo-norsk delle Svalbard, di origine molto più recente e di tutt'altro ambiente: quale dei due esempî storici ritieni più probabile?

4) Onomastica: Mosca in svedese è Moskva, anticamente era Moskau (dal tedesco), presumibilmente qui sarebbe rimasta Masku. Stalin sarebbe piuttosto Stålman che Stalmann (tra i più frequenti cognomi svedesi c'è Stahle, ma questo non era un cognome)
Putin (più o meno "compagno di strada") sarebbe qualcosa come Vägman (non esiste come parola, ma è un cognome)
Il cognome svedese corrispondente a El'cin è Grahn, a Medvedev è Björnson.

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Ed ora, un'altra idea su questo tema di William Riker:

Nel 1721 Hans Egede, un missionario norvegese, partì per la Groenlandia, deciso a convertire al protestantesimo i discendenti dei coloni vichinghi stanziatosi secoli prima in quell'isola, che secondo lui erano rimasti fedeli alla Chiesa di Roma. Una volta giunto in Groenlandia però non ne trovò nessuno, e dovette rassegnarsi a convertire gli Inuit. L'ultimo discendente dei coloni di Erik il Rosso sarebbe stato trovato morto in riva al mare nel Cinquecento da alcuni pescatori islandesi finiti per errore in Groenlandia. La cosiddetta "Piccola Glaciazione" aveva purtroppo menato strage di quegli antichi pionieri.

Ma che accade se essi trovano il modo di sopravvivere fino all'epoca delle grandi esplorazioni oceaniche, magari migrando a sud, verso Terranova? Come si confronteranno i colonizzatori europei con questa presenza bianca al di là del mare? E se la Norvegia reclamasse le terre abitate e visitate dai discendenti dei suoi cittadini del Medioevo, ed iniziasse una campagna di espansione coloniale nel Nordamerica con grande anticipo rispetto a Francia ed Inghilterra?

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Così gli risponde genialmente Enrico Pellerito:

Forse la tua idea è più intrigante di quanto tu stesso puoi immaginare.

Partiamo dall'evidenza che da sola, la Norvegia, potrebbe avere tutta la buona volontà di espandersi e di creare delle colonie, reclamando il diritto cui tu fai cenno.

Ma la buona volontà potrebbe non essere sufficiente, specie se è espressione di un popolo numericamente contenuto, anche se questo risulta insistente su un territorio ricco di fonti naturali utilizzabili per il supporto di una tale politica (mi riferisco alle risorse minerarie); insufficiente soprattutto al momento di difendere le conquiste ottenute.

Una volta iniziato a colonizzare i territori del Nord America, come potrebbe la Norvegia mantenerli di fronte all'espansione di nazioni ben più militarmente forti come l'Inghilterra e la Francia?

Ricordiamoci come nell'America settentrionale le conquiste olandesi ebbero vita effimera.

Ma se la Norvegia non fosse sola?

La Norvegia, all'epoca dei viaggi di Colombo, era unita con Svezia e Danimarca nella cosidetta "Unione di Kalmar"; unione più formale che sostanziale, ormai prossima allo scioglimento (sarebbe avvenuto nel 1523).

L'area interessata da questa unione era rappresentata da tutti i domini delle nazioni scandinave, Islanda compresa; nel 1397, data in cui la regina Margherita I di Danimarca formò la detta unione, l'Islanda apparteneva alla Norvegia.

La solidità del vincolo che doveva tenere uniti i popoli scandinavi era stata, però, ben presto erosa dal fatto che le nazioni interessate non avevano rinunciato completamente alla loro indipendenza; sebbene avessero accettato un monarca unico, sovrano in comune per tutti, in realtà le tre nazioni finirono per avere interessi economici (e quindi politici) divergenti, causa l'inconciliabilità in materia di commerci con l'estero; divergenze che finirono per diventare prima veri contrasti, poi cause di conflitti "fratricidi".

Già a partire dal 1430, le contese fra le varie correnti politiche all'interno delle nazioni finivano per ribaltarsi a livello dell'Unione, fino a che si giunse alla guerra aperta tra Danesi e Svedesi.

Ma il tuo POD potrebbe diventare motivo di rinnovamento per la suddetta Unione di Kalmar.

Forse sarebbe ormai troppo tardi, forse i contrasti avevano di già indebolito il tessuto connettivo dell'aggregazione scandinava fino a comprometterne qualsiasi tentativo di recupero; epperò, perchè non ipotizzare una novella intesa tra Danesi, Norvegesi e Svedesi allo scopo di espandersi nei nuovi territori oltremare?

Da qui, il rafforzamento dell'unione potrebbe poi portare ad una vera federazione.

Perchè tutto ciò accada, risulta necessario che gli Scandinavi si mettano all'opera, se non prima, almeno contemporaneamente a Giovanni Caboto, onde consentire la costituzione di colonie sulle coste settentrionali del continente americano già entro i primi del '500.

La notizia della presenza di discendenti norvegesi sarebbe, dunque, la spinta a questa politica espansionistica, che non si limiterebbe certo più a conquistare la sola Groenlandia, ma si estenderebbe a Terranova prima e successivamente al Labrador e agli odierni New Brunswick e Nuova Scozia.

Da lì, a procedere verso l'interno del Canada, possono essere necessari pochi anni per come effettivamente verificatosi.

Come rimarchi tu, questa campagna di espansione coloniale verrebbe fatta con un certo anticipo rispetto a Francia ed Inghilterra e, rispetto la nostra linea temporale, queste avrebbero non poche difficoltà ad espandersi a loro volta nell'emisfero occidentale, proprio dato che i Norvegesi non sarebbero da soli al momento di dover difendere le loro consolidate conquiste.

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Anche Falecius dice la sua:

Ricordiamoci che, sebbene la Svezia fosse uscita dall'Unione di Kalmar, la Norvegia (con l'Islanda) vi rimase, come parte della corona di Danimarca, fino al 1814. In seguito la Norvegia fu unita alla Svezia (fino al 1905) mentre l'Islanda rimaneva alla Danimarca. È quindi da escludersi una impresa coloniale esclusivamente norvegese.

Sia la Svezia che la Danimarca tentarono qualche piccola attività coloniale, e le attuali Isole Vergini americane furono una colonia danese fino al 1916. Tuttavia il POD è possibile. Se contemporaneamente a Caboto una spedizione dell'unione di Kalmar (ancora esistente sebbene in difficoltà) trovasse dei vichinghi superstiti, poniamo a Terranova, le nazioni scandinave potrebbero mettere da parte le proprie ostilità (un po' come Castiglia ed Aragona nella stessa epoca). Rimarrebbe una tensione tra la vocazione atlantica della Norvegia e quella baltica della Svezia, con la Danimarca come possibile cerniera geopolitica. Il parallelo con la penisola iberica anche qui non sarebbe incoraggiante: se Aragona = Svezia (proiettate sul Mediterraneo e sul Baltico rispettivamente) e Norvegia = Portogallo (vocazione atlantica), la Danimarca (corrispondente alla Castiglia, elemento di bilancio) non sarebbe in grado di trattenere uno dei due elementi, così come la Castiglia non è riuscita ad assimilare il Portogallo. Nella nostra storia è stata la Svezia a staccarsi, ed è plausibile che in caso di espansione atlantica faccia altrettanto, vedendosi meno beneficiata da questa direttrice.

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Chiudiamo per ora con il parere di Dario Faule:

La Piccola Era Glaciale determinò anche la fine delle colonie vichinghe in Groenlandia e, contemporaneamente (con la siccità prluridecennale che ne accompagnò l'inizio), la fine della civiltà Anasazi nel SW degli attuali USA (Pueblo Bonito, Mesa Verde e simili), che aveva raggiunto un livello paragonabile alle città stato dell'antica Grecia. Ancora un paio di secoli di MWP (periodo caldo medievale) e arriviamo al 1500, con i primi esploratori anglo-franco-spagnoli che si trovano di fronte ad un florido regno del Vinland al Nord ed una Confederazione Anasazi al sud, magari collegati da scambi commerciali e soprattutto tecnologici (bastavano un po' di cavalli e la siderurgia).

Il Mar Glaciale Artico in un'antica carta vichinga

Il Mar Glaciale Artico in un'antica carta vichinga

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I Francosassoni

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POD: Enrico V non si ammala nel 1422, ma viene incoronato re di Francia, Riccardo duca di York diventa Riccardo III (nella HL era il padre del "nostro" Riccardo III), è incoronato re al posto di Enrico VI, gli York non si estinguono e le due nazioni rimangono unite.

1415: Battaglia di Anzicourt, re Enrico V, alla sua prima spedizione annienta un esercito Francese, grazie alla superiorità degli arceri inglesi.

1417: Conquista della Normandia.

1420: Assedio e capitolazione di Parigi, Carlo VI di Francia si arrende incondizionatamente.

1422: Carlo di Valois muore, la figlia Caterina porta in dote al marito, Enrico V, il trono di Francia. Solenne incoronazione a Reims di Enrico e Caterina come re e regina del regno gigliato. Promulgazione dell’Editto di Reims e nascita della duplice monarchia Anglo-Francese.

1425: Enrico V muore di una malattia non chiara, viene riconosciuto re d’Inghilterra e Francia Enrico VI, diventa reggente Giovanni duca di Bedford.

1429: Il Partito guerrafondaio si trova perso quando il re, raggiunta la maggiore età, sembra interessarsi più allo spirito religioso che alla guerra.

1430-1431: A Notre-Dame Enrico VI viene incoronato re di Francia, Riccardo invece diventa a tutti gli effetti Duca di York.
Nella battaglia di Parigi, iniziata dalle forze di una certa Giovanna d’Arco, egli ottiene una schiacciante vittoria, la cosiddetta Pulzella d’Orléans muore nell’assedio.
Il delfino di Francia è screditato; la missione della giovane, che sosteneva di poter liberare la Francia, viene accantonata come follia.

1436: In seguito alla splendida vittoria di Orléans, conquistata da Riccardo ed alla pessima gestione del potere da parte di Enrico VI quest’ultimo viene detronizzato e Riccardo III acclamato re dall’esercito e dai nobili Francesi.

Filobeche

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Bandiera dei francosassoni ideata dall'amico Perchè No?


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