Kosakenland in Nord Italien

ovvero: la Provincia della Cosacchia Carnica 

di Massimiliano Paleari

Bandiera del Kosakenland in Carnia

Bandiera del Kosakenland in Carnia

A partire dall'agosto del 1944 e fino al termine della Seconda Guerra Mondiale, migliaia di Cosacchi che avevano scelto di collaborare con i Tedeschi furono da questi insediati in Carnia con il compito di tenere libere le vie di comunicazione verso l'Austria. Ai Cosacchi fu prospettata la possibilità di trasformare la Carnia in una sorta di patria alternativa, qualora le sorti del conflitto non avessero consentito un ritorno in Russia. A questa vera e propria saga di altri tempi, scandita da cavalli, carri, troike, sciabole, ma anche sangue, violenze (ai danni anche della popolazione civile costretta in alcuni casi ad abbandonare le proprie case per fare posto ai nuovi venuti) e lacrime, lo scrittore friulano Carlo Sgorlon ha dedicato un importante romanzo, « L’armata dei fiumi perduti », vincitore del premio Strega nel 1985. Si trattò di una migrazione collettiva di tutto un popolo, non solo di soldati.

« Arrivarono - racconta Sgorlon - con i loro cavalli, le carrette, le mogli, i figli, i vecchi, i pope con gli arredi sacri, le icone, alla ricerca di una patria provvisoria […]. Erano impolverati, spaesati, dispersi, meravigliati di tutto quello che vedevano […]. Avevano spesso la pelle giallastra, gli occhi orientali, le guance grigie di barba, i piccoli colbacchi scuri gettati all’indietro […]; e avevano i loro usi e costumi, i canti, le danze; ma anche la diffidenza e la tracotanza. »

L'occupazione cosacca della Carnia, denominata dai Tedeschi Kosakenland, ebbe fine solo nel maggio del 1945, quando le colonne cosacche ripiegarono in Austria nella Valle della Drava. Qui i Cosacchi si arresero senza combattere alle truppe britanniche. I Capi Cosacchi, spesso esponenti di primo piano dell'emigrazione “bianca” e reduci della guerra civile russa del 1917-1920, confidarono ingenuamente nell'amicizia e nella solidarietà degli Inglesi, i loro antichi alleati nella sfortunata lotta antibolscevica di 25 anni prima. I Britannici però, per ragioni di opportunità politica (a Jalta era stato deciso di consegnare a Stalin tutti i prigionieri originari dell'Unione Sovietica) e forse anche più banalmente per questioni logistiche (la difficoltà di nutrire e alloggiare migliaia di persone che tecnicamente comunque erano da annoverare tra i nemici), consegnarono ai Sovietici in parte con l'inganno e in parte con la forza la massa dei profughi cosacchi, compresi gli esuli da più di 20 anni e i nati all'Estero. Quando questi ultimi si accorsero del destino che li attendeva, ci furono molti episodi di suicidi di gruppo. La maggior parte fu fucilata o perì nei gulag sovietici. Solo pochi riuscirono a nascondersi e a riparare in Occidente. Ma se per qualche strana alchimia politica e/o politico/militare i Cosacchi fossero riusciti a restare insediati in Carnia anche dopo la fine della II Guerra Mondiale? Come interagisce questo elemento ucronico con la storia del nostro Paese, del Nord Est, delle relazioni con la Jugoslavia etc..? La risposta in quel che segue.

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Tre i principali POD di questo racconto:

Da qui inizia l'ucronia sull'occupazione cosacca della Carnia.

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Tolmezzo, 20 marzo 1945

Dalle finestre dell'albergo requisito e trasformato in Sede del Consiglio Cosacco, l'anziano Generale Piotr Nikolajevic Krassnoff, già conosciuto come uno dei comandanti “bianchi” della Guerra Civile Russa del 1917-1920 e ora a capo delle migliaia di Cosacchi che avevano seguito i Tedeschi in ritirata dal Caucaso e dalle steppe russe e ucraine, osserva nervosamente la pioggia battente dalla finestra. In effetti ha più di un motivo per essere nervoso. E' ormai evidente che la guerra si è messa male per i Tedeschi. A Ovest gli Alleati hanno valicato il Reno, ultima grande difesa naturale del Reich. A est i Sovietici premono minacciosamente sull'Oder a pochi chilometri da Berlino. Ma è lo scacchiere più vicino alla Carnia a impensierire ancora di più Krasnoff: le divisioni corazzate russe sono ormai alla frontiera magiaro austriaca e puntano su Vienna, mentre più a sud Tito continua implacabilmente ad avanzare. Per il momento il fronte italiano è tranquillo, ma non è difficile immaginare che anche qui con la primavera imminente riprenderà l'offensiva alleata. Il Generale non è preoccupato più di tanto per la propria sorte, ma ha la responsabilità di 70000 persone, e non solo soldati, ma anche vecchi, donne e bambini, intere famiglie cosacche, russe e caucasiche che hanno trovato rifugio in questo angolo dell'Italia Nord Orientale. Sa fin troppo bene cosa accadrebbe se dovessero cadere in mano ai Sovietici. Ai 40000 Cosacchi e Caucasici già ai suoi ordini si sono aggiunti nel mese di febbraio 30000 Russi di Vlassov giunti dalla Boemia. Non è stato facile trovare posto per tutti. La popolazione locale di alcuni Paesi delle valli carniche è stata costretta a fare fagotto con le spicce e a riparare oltre il Tagliamento. Krasnoff non è orgoglioso di tutto questo, ma è la guerra, e lui prima di tutto deve pensare ai suoi. Ma in questa piovosa mattinata a renderlo nervoso è anche un altro fatto. Ha chiesto udienza il colonnello Fridonio Zuiukize, comandante della Legione Georgiana, una formazione di 3000 uomini nota a tutti per i poco dissimulati contatti con i Partigiani della Osoppo e per l'alto numero di disertori. Al telefono il tono del colonnello gli è apparso strano e ora, quando il suo attendente ne annuncia l'arrivo, ordina di farlo entrare immediatamente nel suo ufficio. “Generale, le porto i saluti dei miei uomini” - esordisce sull'attenti Zuiukize - “il mio incontro oggi con lei mi porterà probabilmente di fronte a un plotone di esecuzione, o forse alla salvezza di tutte le nostre genti” - continua teatralmente il Georgiano. Krasnoff, forse non del tutto sorpreso, gli ordina di continuare senza indugi. “Generale, è triste dirlo ma le speranze di potere rientrare da vincitori nelle nostre terre sono ormai finite, i Tedeschi sono al collasso. Non solo, ma quando la guerra sarà terminata che ne sarà di tutti noi e dei civili? Se qui arriveranno prima i Russi sarà la fine. Per questo motivo mi sono preso la grave responsabilità di aprire un canale negoziale con gli Inglesi per il tramite di un ufficiale della Osoppo. I Britannici ci hanno fatto avere questo messaggio: se noi ci adopereremo al momento giusto per ostacolare la ritirata tedesca verso l'Austria e il Ridotto Alpino, il nostro comportamento sarà tenuto in considerazione quando dovranno decidere della nostra sorte. In caso contrario saremo tutti consegnati ai Sovietici senza indugi, vecchi, donne e bambini compresi”. Il Georgiano non aggiunge di avere già accettato per quanto riguarda la sua formazione, e ora è, sempre sull'attenti, in trepida attesa della reazione dell'anziano generale. Nella mente di Krasnoff in pochi istanti si affollano mille pensieri. Il primo impulso è quello di chiamare le guardie dietro la porta e di mettere immediatamente agli arresti il colonnello dopo averlo schiaffeggiato con il frustino. Le parole “onore” e “fedeltà alla parola data” fanno quasi scoppiare la testa del generale, ma poi osservando dalla finestra vede passare una donna cosacca con due bambini all'interno di un carretto, e altri pensieri si affollano. Troppe volte ormai negli ultimi 25 anni ha assistito allo strazio del suo popolo. Si gira quindi improvvisamente verso il Georgiano e pronuncia con voce ferma: “sta bene colonnello, prosegua la trattativa anche a mio nome, ma d'ora in poi sarà affiancato dal mio ufficiale di collegamento presso la sua Legione”. Quest'ultimo, uomo fidatissimo di Krasnoff, viene introdotto al cospetto dei due e reso edotto della situazione.

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Rimini, 8 aprile 1945

Gli ufficiali del Servizio Segreto Militare Britannico sono a colloquio con i loro colleghi americani. In una tenda poco distante attende l'emissario cosacco, reduce a sua volta da lunghe trattative con gli Inglesi. Attraverso una radio e un codice segreto fornito dagli Inglesi Krasnoff nei giorni precedenti ha potuto seguire tutte le fasi della trattativa. Gli Americani hanno ancora qualche dubbio sul contenuto dell'accordo, ma alla fine saranno convinti dai loro colleghi britannici. “I Cosacchi si sono impegnati al segnale convenuto ad attaccare le truppe tedesche in tutta la Carnia e a impedire la ritirata dei Germanici al di là della Alpi; per noi è fondamentale che i Nazisti non si raggruppino nel Ridotto Alpino, se lo facessero la guerra potrebbe prolungarsi ancora per mesi e snidarli tra quelle montagne ci costerebbe altre migliaia di morti” - sottolinea l'ufficiale britannico. “Non possiamo però fare finta di dimenticare che questi Cosacchi sono nostri nemici, hanno combatttuto con i Tedeschi fino ad oggi, e a Jalta ci siamo impegnati a consegnarli ai Sovietici” - ribatte il comandante americano. “Dovremmo forse sacrificare inutilmente i nostri ragazzi per fare un favore a Stalin?” - ribatte l'Inglese – “non dobbiamo dimenticarci che se i Nazisti riuscissero a mettere in atto il loro progetto di una prolungata resistenza attorno alle Alpi ci troveremmo alla fine i Russi al confine italiano”- “Sta bene – acconsente alla fine l'Americano - “diamo il nostro ok all'operazione, ma lasciamo a voi Inglesi la gestione della faccenda, noi ufficialmente non ne sappiamo nulla”. Usciti gli Americani, gli Inglesi informano il delegato cosacco dell'accordo raggiunto. In cambio dell'appoggio promesso, i Cosacchi non saranno riconsegnati ai Sovietici ma considerati una forza cobelligerante degli Alleati (perlomeno di quelli Occidentali). Su un punto però dell'accordo gli Inglesi hanno preferito sorvolare con i cugini d'oltreoceano: i Cosacchi hanno chiesto di potere restare in Carnia dopo il conflitto qualora non si trovasse una soluzione alternativa per la loro gente. I Britannici in realtà non si sono impegnati in tal senso in maniera esplicita. Hanno espresso solo vaghe promesse in ordine alla possibilità di esercitare pressioni sul Governo Italiano in vista di un accordo che tenga conto delle aspirazioni cosacche ad una terra d'asilo. Per i Cosacchi però queste parole sono suonate come un'ancora di salvezza. Del resto ormai non hanno nulla da perdere, e una vaga promessa è sempre meglio di niente. Krasnoff ha riunito nei giorni precedenti i comandanti delle varie sotnìe cosacche e gli ufficiali delle altre formazioni russe e caucasiche acquartierate in Carnia. Tutti all'unanimità si erano dimostrati d'accordo al proseguimento delle trattative con gli Inglesi.

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Trieste, 23 aprile 1945

Krasnoff è stato convocato da Friedrich Rainer, Supremo Commissario del Operationszone Adriatisches Küstenland (Zona di Operazioni del Litorale Adriatico) da cui dipende anche la Carnia. Alla riunione sono presenti anche altri comandanti militari e il capo per il Litorale Adriatico delle SS e della polizia Odilo Globonik. Il Cosacco riesce a nascondere la comprensibile agitazione. Teme che il suo tradimento, non ancora palesato ma ormai deciso, sia stato scoperto. Forse uno dei suoi ufficiali ha parlato, magari uno dei nuovi Vlassilovici (i soldati al seguito dell'ex Generale dell'Armata Rossa Vlassov, ex difensore di Mosca nel 1941, poi a capo negli ultimi mesi di guerra dell'Esercito russo di Liberazione alleato dei Tedeschi) giunti dalla Boemia. Per fortuna i Tedeschi non sanno nulla del progettato tradimento cosacco. La riunione serve solo a fare il punto della situazione militare, ormai disperata. I Russi si sono spinti in profondità a ovest di Vienna e sono riusciti a superare le difese tedesche (nella nostra timeline questo non avviene) sulle montagne, per cui presto potrebbero investire il Litorale alla spalle. Tito sta avanzando velocemente verso nord. Per ora lungo la costa è fermo a sud di Fiume ma più all'interno ha già conquistato Zagabria e si sta spingendo velocemente verso la frontiera austriaca (in realtà Zagabria fu occupata dai Titini solo l'8 maggio, mentre la spinta offensiva dell'esercito popolare jugoslavo si diresse principalmente verso Trieste). In Italia gli Alleati hanno ormai superato il Po e non trovano più di fronte a loro una vera resistenza organizzata. A Krasnoff viene ordinato di tenere a tutti i costi libere le vie di comunicazione verso l'Austria per permettere “l'eventuale” ripiegamento delle truppe tedesche.

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Carnia, 27 aprile 1945

I Cosacchi e i Caucasici “gettano la maschera” e si schierano decisamente contro i Tedeschi, in piena rotta sul fronte italiano, mentre vengono presi accordi con le unità partigiane locali (per la verità poco consistenti) non comuniste. 2 battaglioni muniti di alcuni pezzi di artiglieria occupano a sorpresa il Plockenpass (Passo di Monte Croce Carnico) e si pongono a difesa dello stesso guarnendolo da entrambi i versanti. A Tolmezzo e nelle altre località dove sono presenti presidi tedeschi, questi vengono facilmente catturati contando sul fattore sorpresa. Qua e là vengono messi fuori combattimento anche alcuni piccoli reparti di Russi rimasti fedeli all'alleato germanico. Krasnoff ha ai suoi ordini circa 40000 soldati, concentrati in un'area relativamente ristretta, e può avvalersi anche dell'appoggio di 2500 partigiani locali. Una massa di combattenti ben organizzati tutt'altro che disprezzabile. I Cosacchi non dispongono di molti mezzi di trasporto e di molte armi automatiche, ma almeno quest'ultimo problema è stato parzialmente risolto da alcuni opportuni lanci effettuati dagli Inglesi.

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Carnia, 28 aprile 1945

Un gruppo tattico tedesco frettolosamente riunito con spezzoni di unità in ripiegamento si getta sulla cittadina di Tolmezzo occupata dai Cosacchi nel disperato tentativo di riaprirsi la strada verso il Reich. Contemporaneamente unità della milizia territoriale della Valle della Drava attaccano il Plockenpass. L'aviazione alleata interviene a supporto dei Cosacchi, che così riescono tenere il controllo dei 2 “tappi” per tutta la giornata. Più a est intanto i Titini sono già entrati in Carinzia e si sono ricongiunti con le unità dell'Armata Rossa in movimento verso ovest. Tito sembra deciso ad occupare una fetta consistente dell'Austria meridionale, ben più ampia dell'area abitata dalla minoranza slovena. Gli Inglesi, ai quali è già stata assegnata come zona d'occupazione l'Autria meridionale, non hanno però alcuna intenzione di vedersi scavalcare dagli Jugoslavi, che tra l'altro sembrano avere tutte le intenzioni di mettere “radici” (nelle località austriache da loro occupate si sono già formati “spontanei” comitati popolari che chiedono la costituzione di una Repubblica di Carinzia all'interno della Jugoslavia federale).

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Carnia, 29 aprile 1945

I Tedeschi riescono a conquistare l'abitato di Tolmezzo ma sono costretti a fermarsi poco più a nord, imbottigliati nelle valli dagli ostinati Cosacchi. Nella zone del Plockenpass invece la milizia territoriale non riesce a spuntarla e gli uomini di Krasnoff mantengono il controllo della posizione.

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Carnia, 1 maggio 1945

I Cosacchi dopo violenti combattimenti riescono a riprendere il controllo di Tolmezzo. I Tedeschi, ormai demoralizzati (anche perché hanno saputo che gli Jugoslavi sono ormai vicini al Plockenpass) in parte gettano la spugna e si arrendono, in parte deviano verso ovest e tentano di guadagnare la strada verso il Brennero. Quasi tutti finiranno per incrociare le colonne angloamericane in avanzata verso nord, arrendendosi. A Tolmezzo, insieme ai Cosacchi, è entrato anche un distaccamento della Osoppo, peraltro soverchiato nel numero dagli ingombranti e recenti alleati.

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Tolmezzo, 3 maggio 1945

Nella piazza centrale della cittadina, sulla quale incombono le bandiere con l'aquila dello zar curiosamente affiancate a quelle britanniche e americane, la guardia d'onore di Krasnoff impeccabilmente schierata e la banda militare cosacca accolgono una colonna corazzata di Neozelandesi, primo contatto diretto con gli Alleati. Mentre i Neozelandesi, affiancati e preceduti da reparti cosacchi, si spingono rapidamente verso il Plockenpass, nelle stanze dell'albergo ritornato sede del Quartier Generale di Krasnoff si svolge un'importante riunione. Krasnoff ottiene prima di tutto che i suoi uomini non vengano disarmati; in fondo stanno ancora combattendo contro i Tedeschi ed è sempre possibile che qualche unità germanica attardatasi nella pianura veneta tenti ancora di forzare il passaggio verso l'Austria. Un rappresentante del Governo Regio Italiano non viene ammesso alla riunione con il pretesto che essa riguarda solo aspetti militari.

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Plockenpass, 4 maggio 1945

Le avanguardie dell'esercito popolare di liberazione jugoslavo, dopo avere messo a tacere le ultime ressitenze tedesche, attaccano il passo tenuto dai Cosacchi ora ufficiosamente cobelligeranti degli Inglesi. Si tratta di una situazione certamente paradossale! Tito non nasconde più di avere mire non solo su Trieste e Gorizia, ma anche su un'ampia porzione dell'Italia nord orientale. I Neozelandesi giunti da poche ore al Plockenpass si trovano coinvolti nel conflitto e aprono a loro volta il fuoco contro gli Jugoslavi. La Seconda Guerra Mondiale non è ancora terminata, e già sta scoppiando un nuovo conflitto sul confine carnico/austriaco tra Potenze ufficialmente alleate!

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Austria meridionale, 5 maggio 1945

I Britannici, insieme alle unità cosacche a loro affiancate, passano risolutamente all'offensiva e iniziano a respingere gli Jugoslavi dal Plockenpass. I comandanti locali inglesi e neozelandesi accettano di buon grado l'aiuto dei Cosacchi (scontando qualche ingenuità politica e la concitazione del momento). Del resto in zona non sono ancora presenti ingenti forze britanniche e gli Jugoslavi sono numerosi e agguerriti, per cui l'appoggio cosacco trova più di una giustificazione.

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Londra, 7 maggio 1945

La gravissima crisi scoppiata tra Inglesi e Jugoslavi (con scambi di artiglieria e di fucilate), rischia di trascinare tutti verso la Terza Guerra Mondiale, a Seconda non ancora ufficialmente conclusa! Dopo uno scambio frenetico di telefonate tra i Capi di Stato e di Governo delle principali Potenze e da e verso i comandanti locali, si giunge a un faticoso compromesso. I Britannici accettano di ritirarsi fino al Plockenpass mentre in Austria meridionale entreranno truppe francesi al posto di quelle inglesi, per il momento in una difficile coabitazione con gli Jugoslavi. Per fortuna Stalin ha esercitato in questo frangente opportune pressioni su Tito affinché assuma un atteggiamento più moderato. In questi giorni intanto si è cementato un certo cameratismo tra i Cosacchi e gli Inglesi. Agli ufficiali britannici dell'Intelligence in fondo questi Cosacchi piacciono. Certo sono un po' pittoreschi, ma un nucleo di 40000 esperti soldati anticomunisti schierati ai confini orientali dell'Italia e che mostrano di ricercare molto l'amicizia inglese sono una “risorsa” che sarebbe un peccato sprecare. Soprattutto ora, con un quadro geopolitico in veloce cambiamento e che vede ormai Sovietici e Jugoslavi come avversari in Europa. “Gli Italiani sono deboli e poco affidabili (vista anche la presenza del PCI), per cui questi Cosacchi potrebbero ancora fare comodo”, pensa allo stesso modo il Primo Ministro Churchill dopo un colloquio con un alto ufficiale dei Servizi Segreti.

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Roma, 10 maggio 1945

Malgrado le proteste del Primo Ministro Parri, I Britannici ribadiscono agli Italiani che i Cosacchi resteranno “provvisoriamente” in Carnia in qualità di forza cobelligerante degli Alleati. Del resto la zona (e tutta l'Italia settentrionale del resto), resterà sotto il controllo militare alleato fino al 1 gennaio 1946, pertanto le autorità italiane di Roma possono fare ben poco. Gli Italiani ottengono solo che i profughi cacciati dagli stessi Cosacchi qualche mese prima possano ritornare a casa. In realtà ben pochi lo faranno. In Carnia tra militari e civili vi sono quasi 70000 Cosacchi, Russi in genere e Caucasici, a fronte di una residua popolazione locale di 30000 abitanti.

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Parigi, 1947

Tra le clausole del Trattato di Pace all'Italia sono imposte anche le c.d. “clausole cosacche”, volute soprattutto da Londra e che creeranno più di un grattacapo al Primo Ministro De Gasperi, accusato da sinistra di tollerare la presenza sul suolo patrio di un pericoloso covo di fascisti e reazionari, da destra di avere di fatto accettato la cessione a stranieri di un lembo dell'Italia. In realtà non è in discussione formalmente la sovranità della Carnia all'Italia, ma a questa zona viene garantito uno status speciale che ne sancisce l'amplissima autonomia. La presenza militare italiana si riduce a un piccolo nucleo di finanzieri al Plockenpass e di carabinieri a Tolmezzo. Le forze militari cosacche, che formalmente diventano una divisione dell'esercito italiano, mantengono la loro specificità e saranno sempre comandate da ufficiali cosacchi. Nella Carnia cosacca è da subito introdotto il trilinguismo (Russo, Italiano, Friulano/Ladino nella parlata locale). Viene istituita la Provincia Speciale della Carnia Cosacca, che avrà sempre un Presidente (Ataman) cosacco e un vicepresidente Italiano. Qualcosa di simile in un certo modo a quello che diventerà la Provincia di Bolzano più tardi, ma portato ancor di più agli estremi.

Con il tempo le tensioni tra locali e Cosacchi, grazie anche ai matrimoni misti da una parte e alla pioggia di risorse che Roma invierà nella provincia dall'altra, si attenueranno. Tito userà a lungo l'argomento dei “Cosacchi fascisti” per ritardare a lungo la conclusione della questione di Trieste, che tornerà all'Italia solo nel 1964, mentre la città di Gorizia fino all'Isonzo resterà per sempre alla Jugoslavia e oggi alla Slovenia. La divisione cosacca sarà coinvolta nei torbidi golpisti degli anni '60 e '70. Si parlerà insistentemente di un loro coinvolgimento nel Piano Solo del Generale De Lorenzo nel 1964 e nel tentato Golpe Borghese del 1970. Nel 1985 l'Ataman (Presidente) dei Cosacchi sarà addirittura coinvolto nello scandalo della P2, comparendo negli elenchi di Castiglion Fibocchi del “Venerabile” Licio Gelli. Durante e dopo il crollo dell'Unione Sovietica la “Cosacchia Italiana” verrà usata dalla nostra diplomazia come un “ponte” verso quel Paese. Gorbaciov si recherà a Tolmezzo nel 1987 nel corso di un viaggio in Italia e, incontrando il Presidente Cosacco della Provincia, rilascerà dichiarazioni distensive nei confronti dei fratelli cosacchi figli della “stessa madre Russia”. Scolorite così con il tempo le motivazioni politiche e strategico/militari, oggi la Cosacchia Italiana attira sopratutto i turisti per l'amenità dei luoghi e per il tipico folklore, un pezzo vero e proprio dell'antica Russia in Europa occidentale. Famose sono le corse dei cavalli e la sfilata in costume tradizionale dei cavalieri cosacchi con tanto di sciabola e mantello. Negli anni '90 però i Cosacchi sono stati artefici di un incidente diplomatico che ha messo in imbarazzo il nostro Paese: un battaglione di volontari provenienti dalla Cosacchia Italiana ha partecipato al conflitto in Bosnia dalla parte dei Serbi in nome della solidarietà ortodossa.
Negli ultimissimi anni infine non sono mancati i “Nuovi Russi” con le tasche piene di “gasdollari” e di “mafiodollari” acquirenti di principesche dimore nella Carnia Cosacca..
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Massimiliano Paleari

Se volete commentare questa mia ucronia, scrivetemi a questo indirizzo.

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Diamo ora la parola a Tommaso Mazzoni:

La Repubblica Ossolana

di Tommaso Mazzoni

dedicata al nostro rivoluzionario della Val d'Ossola Federico Sangalli

Bandiera della Repubblica Ossolana

Nome ufficiale: Repubblica Democratica Antifascista della Val d'Ossola
Capitale: Domodossola
Altre Città: Verbania, Omegna
Forma di Governo: Repubblica Democratica Collegiale
Presidente del Governo: Silvia Marchionini (Partito Democratico-Repubblicano Ossolano)
Fondazione: 1944 con la proclamazione della Libera Repubblica dell'Ossola dai Partigiani del CLN
Superficie: 1937,93 km²
Popolazione: 230.000 abitanti
Densità: 119 abitanti per km2
Lingue: Italiano, Ossolano e Walser.
Religione: non esiste religione di stato, prevale la religione Cattolica
Moneta: Euro (con lo stemma della nostra provincia di Verbano Cusio Ossola)
Inno nazionale: "Bella Ciao"
Prefisso telefonico: +324
Targa automobilistica: OS
Tld: .os

Economia: Nell'economia Ossolana poca importanza ha l'agricoltura, data la natura montuosa del territorio e la conseguente scarsa estensione dei terreni coltivabili; l'allevamento alpino fornisce però alcuni pregiati formaggi, mentre una tradizionale attività di Verbania è la floricoltura. L'area del Verbano-Cusio-Ossola vanta un'antica tradizione industriale, sia in campo estrattivo (cave di marmo di Candoglia, da cui giunsero a Milano i marmi del duomo, e cave di granito rosso di Baveno) sia per quanto riguarda gli stabilimenti manifatturieri, che si insediarono numerosi nell'Ossola e a Omegna per la buona disponibilità di energia idroelettrica. Le industrie chimiche e di fibre tessili si sono specializzate per conservare l'imporanza e restare competitive; fiorente è anchee la produzione di pentole, stoviglie e piccoli elettrodomestici Molto rilevante è nell'economia nazionale il ruolo del turismo, data la presenza di stazioni di villeggiatura lacuale di fama internazionale (come Stresa, Baveno, e la stessa Verbania), delle piccole ma interessantissime isole Borromee e di numerosi centri sciistici e di villeggiatura estiva nelle valli dell'Ossola (come Baceno, Craveggia, Formazza, Santa Maria Maggiore, Varzo).

Cultura: Ben due Sacri Monti hanno sede nella Repubblica con altrettanti Parchi Nazionali. La Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio è uno dei monumenti più visitati d'Europa
Società: La società Ossolana, peculiare di suo, è stata arricchita nel Secondo dopoguerra da un grande afflusso di intellettuali repubblicani anti-monarchici che vi presero dimora. Da un punto di vista sociale è fra le più avamzate del mondo sotto ogni punto di vista.
Politica e istituzioni: La Repubblica Ossolana è una Repubblica Democratica Unitaria, Antifascista, e Parlamentare Collegiale; Il parlamento Monocamerale, ufficialmente Consiglio delle Valli, eletto a suffragio univesale con metodo Proporzionale, elegge a sua volta il governo, il cui presidente svolge anche le funzioni del capo dello stato; La magistratura è professionale e indipendente.
Forze Armate: Le forze Armate Ossolane sono composti da una parte di riservisti e da una parte di professionisti; Nonostante la Repubblica sia fermamente Neutrale, mantiene un esercito, un aviaszione e una guardia costiera ben addestrata ed equipaggiata; Le Guardie della Libertà svolgono funzione di Polizia.

Storia:
La storia della Repubblica Ossolana indipendente comincia con la liberazione della valle dai Nazi-Fascisti per mano del CLN Ossolano, il 10 Settembre del 1944. La piccola repubblica partigiana avrebbe subito il destino delle altre se, il 4 ottobre dello stesso anno, mentre inseguivano un gruppo di Partigiani un reparto misto di SS e soldati repubblichini non fosse sconfinato in Svizzera, e qui coinvolto in uno scontro a fuoco con la gendarmeria locale con vittime civili; a questo punto la neutralissima repubblica elvetica decide di scendere in guerra contro la Repubblica di Salò e contro la Germania Nazista; il 20 Ottobre del 1944 10.000 soldati svizzeri assaltano di sorpresa e sconfiggono 5000 uomini delle SS in Val d'Ossola, e mantengono indipendente la piccola repubblica; La reazione Nazifascista ha come effetto quello di far consumare altre risorse ai tedeschi, ma ha anche un altro effetto: timorosi di perdere altro terreno sui repubblicani, i monarchici ottengono l'abdicazione di Re Vittorio Emanuele III; Umberto II, appena incoronato, ottiene il comando dell'esercito co-belligerante e questo farà aumentare la sua popolarità nel nord-italia.
Quando i francesi arrivano in Val d'Ossola, nel 1945, trovano una realtà consolidata e fieramente Repubblicana che rifiuta di smobilitare; anzi la Giunta scrive una costituzione provvisoria ed elegge democraticamente il Primo Consiglio delle Valli; esso conferma la giunta provvisoria, ora Primo Collegio di Governo, ma elegge Don Luigi Zoppetti come Presidente; La Svizzera e la Francia riconoscono il governo di Domodossola, seguiti dall'Inghilterra e poi dagli USA; Quando il referendum istituzionale Italiano si conclude con la vittoria (strettissima, poche decine di migliaia di voti) della Monarchia, la Repubblica Ossolana proclama la propria indipendenza; "Il sangue degli Ossolani non è stato versato perchè queste valli ricadano sotto il giogo di una monarchia, le cui colpe non possono essere scusate solo per un tardivo e discutibile coraggio", proclama il Commissario agli Esteri Tibaldi. L'Italia a Parigi deve riconoscere l'indipendenza della Repubblica Ossolana, cui deve cedere la riva occidentale del lago Maggiore, oltre che la Valtellina alla Svizzera e la Val d'Aosta alla Francia. Lo stato ossolano entra nell'ONU e poi nell'Unione Europea, ma mai nella Nato o nel Patto di Varsavia. Durante la guerra fredda sarà zona franca in cui transiteranno gli agenti delle due fazioni; il sistema collegiale obbliga a governi di coalizione, i principali partiti sono i Socialisti Ossolani che con i Cristiano-Sociali Ossolani formeranno dopo la guerra fredda il Partito Democratico-Repubblicano Ossolano, e i Repubblicani-Nazionali Ossolani, che formeranno con il Liberali Ossolani dopo gli anni '90 il Partito Liberale-Repubblicano Ossolano. Attualmente fra Repubblica Ossolana e Regno d'Italia ci sono accesi confronti perché la repubblica concede alle ONG la possibilità di battere la loro bandiera, e fornisce documenti ai migranti con procedure di accoglienza e di identificazione molto elastiche favorendo il loro trasferimento in Italia; l'Italia ha minacciato di chiudere la frontiera con la Val d'Ossola, la quale ha chiesto l'arbitrato europeo, conclusosi a favore di Domodossola.

Tommaso Mazzoni

Mappa della Repubblica Ossolana oggi

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Gli replica proprio Federico Sangalli:

Complimenti, davvero, la Repubblica della Val d'Ossola è uno dei momenti della storia, del mio territorio e del mio paese, di cui vado più orgoglioso e naturalmente è rafforzato dalla mia parentela con quegli splendidi territori (dove tornerò tra poco, tra l'altro). Mi sento molto onorato: Tommaso vince la prestigiosa onorificenza dell'Ordine della Montagna Rossa e viene fatto Compagno Montanaro Onorario per i suoi indubbi meriti ucronico-rivoluzionari. Giacché ora mi sento in debito, un'ucronia pro-monarchia non gliela leva nessuno!

Riguardo al vessillo della RPVO (Repubblica Partigiana della Val d'Ossola) c'è sempre un po' di disorientamento, anche perché ovviamente la Repubblica non giunse mai al grado di ufficialità e stabilità di uno stato vero e proprio e si percepisce la coabitazione tra formazioni politicamente diverse, ognuna delle quali con la propria simbologia e vessilologia. Comunque proprio il tricolore orizzontale blu, rosso e verde sarebbe la bandiera ufficiale della RPVO. Essa rappresenterebbe al suo interno un richiamo ai suoi principali "fondatori", con il rosso per i comunisti/socialisti, il verde per i repubblicani (Giustizia e Libertà,...) e il blu per i cattolici. La bandiera azzurra con stella e fascia tricolore italiana sarebbe invece stata in uso (o almeno avrebbe avuto origine) sopratutto tra le formazioni monarchiche, che probabilmente volevano anche distinguersi rispetto ai colleghi che avevano fondato la RPVO: l'azzurro, colore monarchico sabaudo per eccellenza, nonché il richiamo ai colori patriottici, ne sarebbero dei segni indicatori piuttosto chiari. La confusione è probabilmente dovuta al fatto che le formazioni monarchiche ossolane (ma non le altre a livello nazionale) la adottarono e fu informalmente riconosciuta come uno dei simboli in rappresentanza della RPVO. Anche i comunisti usavano la bandiera rossa come simbolo distintivo ma chiaramente quello, oltre a essere uguale per tutte le formazioni comuniste, si distingueva facilmente, mentre la bandiera azzurra con i colori italiani poteva facilmente essere intesa come simbolo di una repubblica di partigiani italiani. Quindi opterei, a memoria, per il tricolore blu, rosso e verde.

Fatto interessante: al Palazzo Civico di Domodossola, sede del municipio, il Consiglio Comunale si riunisce tutt'oggi nella Sala della Resistenza, la stessa in cui si riunì la Giunta Provvisoria che proclamò e governò la RPVO. La sala è anche parte del Museo sulla Repubblica Partigiana, con varie testimonianze, e il Comune di Domodossola è uno dei pochi ad aver ottenuto, diciamo per alti meriti patriottici, il permesso di non rispettare appieno il protocollo istituzionale: nella Sala infatti, sopra il Consiglio, campeggia un ritratto del Professor Ettore Tibaldi, Presidente della Giunta della RPVO, al posto del tradizionale ritratto del Capo dello Stato in carica.

La RPVO poi fu la prima istituzione italiana a nominare una donna in una posizione ministeriale: la partigiana comunista Gisella Floreanini fu infatti Commissaria ai Rapporti con le Organizzazioni Popolari ed era chiamata "compagna ministra", nonché riconosciuta come tale dal dal CLN e Governo Italiano. Non ve ne sarebbero state altre prima di Tina Anselmi nel 1976.

Ucronicamente parlando poi, mi ha sempre fatto piacere pensare che mio nonno materno, Elvezio Francioli, sindaco del mio paese di Baceno e uno dei principali esponenti democristiani della Valle (di rigorosa scuola "catto-comunista", come li definivano i loro detrattori con un appellativo che io invece porterei con orgoglio, Aldo Moro e Donat-Cattin erano i punti di riferimento in casa e in municipio), nonché ideatore e promotore della strada che oggi collega tutta la valle, da Crodo a Devero e su di lì, morto nel 1978 d'infarto molto prima della mia nascita, sarebbe stato Presidente della nostra piccola Repubblica, un buon Presidente.

Per chi fosse interessato poi esiste anche una miniserie, "Quaranta Giorni di Libertà", prodotta e trasmessa dalla RAI nel 1974, basandosi sulle testimonianze fresche dei protagonisti di quegli eventi, i cui episodi si possono ancora trovare in rete. È bello pensare che ci fosse un tempo in cui le serie TV, addirittura prodotte dal servizio pubblico, erano educative, interessanti, veritiere senza stupidi drammi da soap opera e storicamente fondate...

Dal canto mio, propongo la seguente successione dei Presidenti della Repubblica della Val d'Ossola. In questa versione ho scelto solo quelli nati in Val d'Ossola o nelle zone limitrofe o che comunque hanno continuato a viverci dopo e solo quelli che hanno continuato la loro carriera politica (per dirne uno, Zoppetti dopo tornò a fare il parroco e si impegnò in attività benefiche, quindi al massimo qui fa il Don Sturzo dell'Ossola).

1. Ettore Tibaldi (1944-1963), Socialista
Fondatore e primo Presidente, dopo la guerra mantenne, grazie al suo prestigio personale e al sistema decentrato consiliare della piccola repubblica, il Governo Unitario Anti-Fascista tra Partito Socialista, Partito Comunista e Partito Cristiano-Sociale, la maggior parte dei cui leader aveva combattuto assieme tra i monti e quindi avevano una solidarietà che andava ben oltre la politica. Questo periodo, segnato dalla Ricostruzione grazie all'aiuto elvetico (gli USA hanno tagliato i fondi dopo il rifiuto di aderire alla NATO) e dalla ripresa economica, basata sopratutto sulla costruzione di stazioni idroelettriche, è stato spesso definito un po' nostalgicamente come il Decennio Tibaldiano. Giovanni Guareschi prese in simpatia questi paesini dove comunisti e cattolici litigavano per poi andare d'accordo, che gli ricordavano tanto la sua Brescello, e nei suoi libri e nei suoi film Peppone e Don Camillo fanno spesso visita ai "loro amici della Val d'Ossola", tanto da far nascere la leggenda che a ispirarli siano stati proprio degli ossolani, come lo stesso Don Zoppetti e Oreste Filopanti, capo dei braccianti comunisti locali. Quando il boom economico rallentò fino ad arrestarsi nei primi Anni Sessanta, scatenando tensioni e problemi economici, sopratutto nel settore delle cave e agricolo, Tibaldi preferì ritirarsi alla vigilia delle elezioni.

2. Natale Menotti (1963-1971), Cristiano-Sociale
Dopo il ritiro di Tibaldi e la fine del GUAF, i Cristiano-Sociali si allearono coi socialisti per formare un governo di centro-sinistra senza i comunisti e trovarono la disponibilità del nuovo leader socialista, il moderato Bonfantini. Questa alleanza, unitamente alla saltuaria collaborazione coi comunisti e al voto delle campagne "bianche, sarà l'architrave del panorama politico ossolano per i successivi decenni, anche perché ritenuto non a torto il modo migliore per garantire la pacifica neutralità della RPVO. Fece da mediatore tra Italia e sudtirolesi durante il Terrorismo Germanifono degli Anni Sessanta. Dopo il '68 le Sinistre di rafforzarono e gli accordi di coalizione portarono ad un ritorno dei socialisti al potere, sempre in alleanza con i cattolici.

3. Corrado Bonfantini (1971-1975), Socialista
Leader dei socialisti, fautore di una linea più occidentale, fu chiamato a difendere la RPVO dalle accuse dei politici destrosi italiani, che insinuavano che Domodossola fosse un covo delle BR. Firmò una nuova convenzione per la vendita di energia elettrica ed acqua potabile all'Italia. Cadde per le forti divisioni sulle infrastrutture, in particolare modo sul progetto di costruzione di una nuova strada che attraversasse la Val d'Ossola tra Crodo e Devero.

4. Elvezio Francioli (1975-1978), Cristiano-Sociale
Succeduto alla guida dei Cristiano-Sociali a Menotti, Francioli era il principale sostenitore del progetto e l'ebbe vinta dopo tre anni di litigi e baruffe. Si sa, noi Francioli-Sangalli siamo sempre stati molto testardi. Rotta su la maggioranza, negoziò l'apertura ai comunisti nel cosiddetto Piccolo Compromesso Storico e venne eletto Presidente, dando vita al "Secondo GUAF". Fu il primo Presidente a non aver combattuto durante la guerra, in quanto troppo giovane, il che segnò un po' uno spartiacque. Specie dopo che le nuove strade ebbero portato sviluppo e benessere in tutti i prima isolati paesini ossolani, fu ricordato come un buon leader, anche per la sua capacità, a differenza della vicina Italia, di ricomporre le divergenze tra cattolici e comunisti. Sfortunatamente non vide mai il completamento del progetto da lui fortemente voluto: duramente colpito dall'assassinio del suo caro amico Aldo Miro da parte delle Brigate Rosse, si spense pochi mesi dopo colpito da un infarto, in una notte dell'estate 1978. Sua moglie Angela, che ancora oggi si schernisce quando, mentre prepara il suo insuperabile spezzatino alla ossolana, le ricordi che è stata la "Prima Madamin" della Valle, nel frattempo risposatasi con simpaticissimo e dinamico ex impiegato di banca, i suoi quattro figli e i suoi cinque nipoti, oltre a una pletora di fratelli e i di loro figli, vivono ancora oggi tra le immacolate vette ossolane.

5. Vittorio Beltrami (1978-1987), Cristiano-Sociale
Beltrami, un altro ex partigiano, successe a Francioli e pochi anni dopo ritornò alla fase di centro-sinistra classico. Il suo governo fu generalmente buono e la RPVO assunse rilevanza internazionale quando ospiti alcuni round dei colloqui per il disarmo tra Reagan e Gorbaciov. Anche qui si mormora che proprio lo stare seduti nella storica Sala della Resistenza, in un posto letteralmente costruito dalla collaborazione pacifica tra esponenti dei due schieramenti, abbia convinto i due leader ad aprire i muri che dividevano il Mondo e tagliare le armi nucleari. Intuendo il grande momento di sconvolgimento politico ed ideologico, Beltrami si ritirò secondo gli accordi di coalizione per far spazio a una leadership più giovane.

6. Marco Attiná (1987-1993), Socialista
Attiná era giovane e in rapida ascesa, il nuovo volto dei socialisti ossolani che si ispiravano al rampante Craxi. Fu un brutto risveglio quando nel 1993 Attiná fu arrestato perché in combutta con clan della 'Ndrangheta che ne finanziavano la carriera politica: la Val d'Ossola, che si illudeva di non poter rimanere macchiata dalla limitrofa Tangentopoli, ebbe il suo scandalo, a seguito del quale i socialisti subirono un tracollo, favorendo un maggior duopolio nelle sfide elettorali.

7. Claudio Zanotti (1993-1999), Cristiano-Sociale
Zanotti si giocò tutto sul fatto di essere il volto nuovo della RPVO, mettendo in campo molti giovani come Borghi, futuro Presidente, e vinse grazie al fatto che il PC ancora si tormentava su cosa fare dopo la caduta del Muro. Governò durante gli Anni Novanta, che videro l'apertura al turismo e l'adesione all'Unione Europea. Dopo l'esempio di Domodossola anche la Svizzera aderì alla UE via referendum.

8. Valter Zanetta (1999-2007), Cristiano-Sociale
A succedere a Zanotti fu... Zanetta. Valter Zanetta aveva un curriculum importante: da giovane era stato il braccio destro del popolare Presidente Francioli e suo successore alla guida di Baceno. Poi era passato alla politica nazionale: messo da parte in favore del suo quasi omonimo, più fresco, nel 1993, ci riuscì al secondo giro, grazie al fatto che Borghi era ancora molto giovane. Zanetta non lasciò affatto una buona impressione, per i suoi tentativi di abbandonare molti vincoli ambientali fissati dai suoi predecessori e per i tentativi, dettati dalla sua personalità opportunista, di imitare i partiti conservatori stranieri in molte tematiche. I discendenti del suo ex mentire Francioli lo tengono in molto bassa considerazione. Dopo aver lasciato la presidenza ha pure provato a rientrare in politica riciclandosi come sovranista, chiedendo un braccio di ferro sulla questione della ripartizione delle acque montane e proponendo un referendum per far passare la Ossolexit, ma è stato trombato ed è scomparso dell'anonimato.

9. Enrico Borghi (2007-2011), Cristiano-Sociale
Il tanto atteso enfant prodige della politica cattolica ossolana finalmente arrivò a Palazzo Civico nel 2007 ma non ebbe molto tempo per dimostrare le sue doti. La recessione economica colpì poco dopo e, anche se lui non ne aveva diretta colpa, non riuscì a frenare il disagio sociale, facendo così tramontare quasi vent'anni di dominio cristiano-sociale.

10. Aldo Reschigna (2011-2019), Partito Repubblicano dei Lavoratori
La vittoria della Sinistra nel 2011 fu un po' la piccola ondata di populismo nostrana: dopo settant'anni di governi a guida socio-cattolica l'opposizione post comunista vinse le elezioni per la prima volta. Reschigna fu riconosciuto come un buon Presidente quando innescò una lenta ripresa puntando su scambi con l'estero, sostenibilità, turismo e promozione di aree naturali.

11. Stefano Costa (2019-...), Partito Repubblicano dei Lavoratori
Sindaco di Baceno, ormai chiamato il "Paese dei Presidenti" per averne dati ben tre alla Repubblica, fu scelto all'unanimità dal Partito come successore di Reschigna (in HL è stato scelto allo stesso modo, in quanto personaggio più rappresentativo del PD nella Valle, come capolista per l'Ossola a sostegno della, mancata, riconferma di Chiamparino, ndr). Sebbene la RPVO sia l'unico paese al Mondo ad avere la sua energia completamente green, anzi blue, grazie alle sue dighe, il Presidente Costa ha fatto diventare la RPVO il terzo paese al Mondo a dichiarare l'emergenza climatica, dopo Svezia e Vaticano. La sua vice, Silvia Marchionini, è fortemente in predicato per diventare la prima Presidente donna alle prossime elezioni.

Federico Sangalli

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Questo è il parere di Bhrihskwobhloukstroy:

Questa è un’ucronia magnifica; me ne sento altrettanto coinvolto, anche se nel mio caso l’omologa località di riferimento è un po’ più a monte (in walser [titsch] ‘z-Chärbächi, in italiano Riale, in tedesco Kehrbach, in Val Formazza / Pomattal).

Capiamo tutti bene che il punto critico è la sopravvivenza della Repubblica alla fine della guerra. Il Mito racconta che le Repubbliche sono confluite spontaneamente in quello che sarebbe stato il loro obiettivo naturale, lo Stato Italiano nei suoi precedenti confini, ma questo è appunto un mito del tutto di parte (la parte dei Vincitori): solo alcuni – come sempre – intendevano le Repubbliche Partigiane come pezzi dello Stato Italiano, tutti gli altri le consideravano Stati Indipendenti a tutti gli effetti e questi ultimi sono stati tutti messi a tacere. In questa ucronia ciò non avviene, ma le forze che storicamente lo hanno fatto sono tali e quali: mi pare evidente che occorra un Punto di Divergenza opportuno per cambiare il corso della Storia a questo riguardo. I Microstati (e assimilabili) nascono al confine fra Blocchi Politico-Militari, quando nessuno dei due (o più) è in grado di annetterseli senza pagare conseguenze troppo alte.

Non è facile trovare un Punto di Divergenza sufficiente, per cui la mia proposta è solo un modo di rompere il ghiaccio:

L’Asse invade la Svizzera. Scatta, come previsto, la Resistenza; questa si estende all’Ossola prima dell’8. settembre 1943 (dunque la Repubblica viene proclamata con sicuramente più di un anno di anticipo) e le Potenze Alleate riconoscono, insieme al Governo Svizzero superstite (magari, almeno in parte, all’Estero), anche quello dell’Ossola (se non altro su richiesta di quest’ultimo alla Svizzera). L’8. settembre avviene l’occupazione germanica e tutto si svolge come nella Storia nota; il 10. settembre dell’anno successivo nasce – in questo caso rinasce – la Repubblica dell’Ossola. A questo punto, la Resa Incondizionata dell’Italia e poi del Reich (che, esattamente un anno prima della storica fondazione della Repubblica dell’Ossola, aveva realmente annesso in segreto tutta l’area e le altre provinc[i]e alpine alla Germania) include la rinuncia ai territorî già temporaneamente occupati o comunque rivendicati e nessuno può eccepire.

Una seconda possibilità, apparentemente più contorta, in realtà enormemente più economica (fa a meno sia dell’Occupazione della Svizzera sia dell’anticipo di più di un anno) e pure più fine sul piano giuridico, sarebbe che, data appunto l’annessione di diritto (sia pure sotto segreto) e di fatto al Reich di questa e molte altre zone, la Repubblica secedesse non dall’ormai fuori discussione Stato Italiano (in zona rappresentato, fra l’altro, dalla Repubblica Sociale), bensì dallo stesso Reich e si proclamasse – qui sta tutta la novità – primo nucleo di una Germania Libera (per il fatto di includere anche i Walser locali, non solo territorialmente, ma anche sul piano delle lingue ufficiali). Questo ne farebbe un precedente molto opportuno dello Stato Libero di Trieste – anch’esso sorto, a rigore, su territorio del Reich e non della Repubblica Sociale – e, in mancaza di altri pezzi di Germania sottrattisi allo Stato Nazionalsocialista, lo renderebbe prezioso e meritevole di Riconoscimento Internazionale. Il fatto che non avrebbe bisogno di essere occupato nel 1945 (perché ucronicamente rimasto libero) lo escluderebbe dalle Zone di Occupazione Alleate e di conseguenza dalla loro fusione nei tre Stati della Repubblica Federale Tedesca, della Repubblica Democratica Tedesca e della Repubblica Austriaca (decisivo sarebbe il veto sovietico all’incorporazione dell’Ossola nella Germania Ovest, per non parlare dell’Italia; al massimo ammetterebbe l’Austria o la Svizzera, ma gli Ossolani in questa ucronia preferiscono comunque rimanere a sé). L’unica condizione per rendere realistico il tutto sarebbe che il carattere anche tedesco della Repubblica venisse sottolineato nelle occasioni cruciali e che il Mito Fondativo fosse appunto “l’unica parte della Germania a essersi liberata da sola”; all’uopo interverrebbe una Storiografia ucronica molto facilmente immaginabile, che farebbe leva sul pionieristico studio di Johann Ulrich Hubschmied (padre del mio professore) apparso pochi anni prima (1938) sulla rivista «Vox Romanica» («Sprachliche Zeugen für das späte Aussterben des Gallischen», in «Vox Romanica. Annales Helvetici explorandis Linguis Romanicis destinati», 3, pp. 48-155), dove si dimostra che nell’Ossola si è passati direttamente dal gallico all’alemannico (nel XIII secolo) e alla quale porterebbe qualche sia pur modesto argomento anche una ricerchina che pubblicherò l’anno venturo, dedicata all’origine preistorica (14˙000 anni fa) del nome Premosello e di altri toponimi ossolani, con l’ovvio sottinteso dell’autonomia del popolamento del bacino del(la) Toce rispetto alle regioni circostanti...

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Pure Enrico Pellerito dice la sua:

Faccio anche qui i complimenti a Tommaso per l'ucronia ideata.

Ricordo lo sceneggiato menzionato da Federico, proprio per averlo visto all'epoca.

Fra le immagini e i dialoghi, mi è rimasto impresso un momento, durante il quale i capi partigiani raccomandavano che all'interno della Giunta provvisoria di Governo, fossero presenti almeno un prete e un comunista.

In quel periodo c'era un clima in Italia dove la reazione contro gli attentanti dinamitardi fascisti e le trame golpiste, si concretizzava pure enfatizzando la comunanza che aveva visto, durante la Resistenza, differenti posizioni lottare insieme contro il nazifascismo.

E questo si attuava anche tramite il messaggio televisivo.

Si, è vero, c'è stato un tempo in cui la televisione pubblica offriva programmazioni di grande spessore culturale, e credo che la mia generazione abbia goduto di un privilegio nel seguirla.

Poi, in nome di legittimi principi di libertà, giunsero le emittenti locali e private, non sempre allo stesso livello della RAI e con lo stesso spirito, con certe conseguenze a livello intellettuale e di costume che oggi vediamo.

Attenzione, non è che in quegli anni non ci fosse dibattito al riguardo: la RAI era accusata di essere gestita da un'area intellettuale, guarda caso, cattocomunista, con un marginale spazio per il Psi.

L'opposizione parlamentare di destra, liberali compresi, tuonavano contro questa spartizione, che vedeva pure poco integrati i laici del Pri e del Psdi, per non parlare dell'estrema sinistra, ma il Parlamento esprimeva determinati numeri e non si potevano ignorare nel momento in cui bisognava tracciare un percorso culturale che tenesse conto dei fatti storicamente avvenuti.

Era una questione di onestà intellettuale.

Non si parlava di Porzûs o delle vendette partigiane dopo il conflitto (sarebbero state trattate successivamente), ma la Resistenza andava ricordata proprio per la situazione che si stava vivendo.

Certo, poi si arrivò ad esagerare, come quando si volle specificare che in "Sandokan", l'attività piratesca era lotta di popolo (ma se guardiamo alla realtà, anche passata, cosa sono e cosa sono state certe scelte per cercare di sopravvivere), finendo per cadere nel ridicolo.

Ad ogni modo, tornando alle repubbliche partigiane in genere, un fatto che mi ha sempre colpito è stato, non tanto il riconoscimento da parte del Clnai, chiaramente logico, quanto l'ambiguo atteggiamento dei comandi militari alleati, ma ancor di più quello del cosiddetto Regno del Sud, che glissando educatamente sull'aspetto istituzionale, dialogava con le dette realtà, ritenendole, a tutti gli effetti, porzioni di territorio nazionale liberate dagli stessi Italiani, anche se qualche scontro verbale non mancò.

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Ed ecco cosa aggiunge Mattia Sandre:

Nome ufficiale: Comunità della Valsesia
Capitale: Varallo
Altre città: Borgo, Romagnano
Forma di governo: Democrazia diretta
Capo del governo: Pierangelo Carrara
Fondazione: 11 Giugno 1944
Superficie: 763 km²
Popolazione: 32.870 abitanti
Densità: 43 abitanti per km2
Lingua: italiana
Religione: Cattolicesimo
Moneta: Euro

Dato che esiste davvero un movimento indipendentista valsesiano, perchè no? Ossola e Valsesia sono vicine, avrebbero potuto seguire la medesima storia durante e dopo la guerra - solo che la Valsesia ha preferito darsi un governo simile a quello dei cantoni svizzeri in cui ancora esiste la Landsgemeinde, a quanto pare.
Ossola e Sesia sarebbero molto vicine, a tal punto da essere quasi una confederazione, ma mi chiedo se a loro non converrebbe adottare il franco svizzero o una moneta equivalente, come il Liechtenstein.

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E ora, un'altra proposta di Tommaso Mazzoni, da lui definita "decisamente irenista":

Una Yalta diversa

1944
Si incontrano a Yalta il Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo dell'URSS, Nicholaji Bucharin, il Presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, il Primo Ministro del Commonwealth Clement Attlee e il Primo Ministro Francese Robert Shumann ; i quattro decidono di evitare la spartizione brutale del mondo, ma viene invece stabilita l'idea della competizione leale, con il ritiro dai paesi occupati del grosso delle truppe, il rispetto della volontà popolare, l'arbitrato della futura ONU per la risoluzione dei conflitti, la garanzia ONU in tutte le elezioni, con interventi militari possibili solo e soltanto in caso di violazioni sistematiche dei diritti umani in tutti i paesi aderenti; l'ingresso nell'ONU sarà libero per tutte le nazioni gia esistenti al momento della sua creazione; Nessuna agenzia di spionaggio nazionale ha il diritto di interferire con la vita democratica degli altri paesi; URSS, USA, Commonwealth, Francia e tutte le future Nazioni Unite si impegnano solennemente a garantire la pace e il progresso dei popoli, favorendo una decolonizzazione ragionata e graduale, che lasci nei nuovi stati governi stabili e sistemi democratici, ponendo rimedio a tutte le storture eventualmente create. La persecuzione degli interessi nazionali non potrà mai avvenire a scapito dei diritti e delle libertà dei popoli coinvolti.

1945
Roosevelt non muore, ed ordina che l'Ordigno Nucleare Little Boy sia lanciato su un'isola deserta, davanti ad osservatori Giapponesi, il che spinge l'Imperatore Hirohito a chiedere la pace.

1946
Le truppe Sovietiche e quelle degli alleati occidentali si ritirano dall'Europa, lasciando solo alcune divisioni unite nella Forza di Supervisione dell'Onu; essa è equamente distribuita in tutta Europa, in occidente e in oriente; Il referendum Monarchia/Repubblica in Italia, in Belgio, in Ungheria e in Grecia vede la vittoria dei Repubblicani, mentre in Romania, Yugoslavia, Albania e Bulgaria vince la monarchia.
I Social/Comunisti conquistano la maggioranza relativa in Francia, in Germania, in Austria, in Repubblica Ceca e nei Paesi Baltici, dove i governi discutono della possibile annessione all'URSS, che sarà proposta in un referendum del 1947; Sarebbe un'annessione con numerose autonomie.
Vittoria dei Conservatori in Polonia, nel Lussemburgo e in Olanda.

1947
Rinnovato l'Anshluss fra Germania e Austria, stavolta con un referendum esente da brogli ed intimdazioni.
I Paesi Baltici accettano l'ingresso nell'URSS, con ampie autonomie.
In Cina vengono fatte pressioni sia a Chang Kai-check che a Mao Tse-tung affinché disarmino.
Nasce il Dominion dell'India; esso viene organizzato come una confederazione di stati, presieduta dal Re d'Inghilterra in quanto Imperatore dell'India. I 50 stati sono per metà Monarchie autocefale (in alcuni casi , a loro volta, confederazioni di stati), per metà riconoscono l'autorità del Re d'Inghilterra. I nostri Bhutan, Pakistan, Bangladesh, Nepal, Sri-Lanka, Malesia, Singapore e Birmania fanno parte di questa confederazione.)
Intervento dei Caschi Blu in Palestina, dove è impedito lo scontro fra Arabi ed Ebrei, e si arriva alla proclamazione della Repubblica di Palestina e di quella di Israele, con Gerusalemme capitale di entrambi gli stati.
Siccome il clima fra i blocchi (Fronte Popolare e Unione Democratica Nazionale) è piu disteso che in Home Line, passano istanze regionaliste e premieriste che in HL furono bocciate; Tutte le regioni sono autonome come le nostre 5 a statuto speciale, e il Senato è eletto su base regionale, non vota la fiducia ma è competente in via esclusiva su alcune materie. Esiste la sfiducia costruttiva, il Premier incaricato deve essere il leader del partito o della coalizione che ha ottenuto piu voti, la Camera non ha un numero fisso di membri, ma varia sulla base del numero dei votanti; è fissata costituzionalmente una soglia di sbarramento del 4% per i partiti, dell'8% per le coalizioni, ed un premio di governabilità pari al 51% dei seggi per le coalizioni che superano il 40%. I Seggi sono assegnati con il Proporzionale, con voto di preferenza, e possibilità di voto disgiunto. Il Presidente della repubblica è eletto direttamente con mandato settennale non rinnovabile.

1948
Prime elezioni con la nuove costituzione in Italia, dove vince il Fronte Popolare (Primo partito il PSI).
Pietro Nenni diventa Primo Ministro
In Belgio, vittoria Socialista, in Ungheria vince il Partito dei Piccoli Proprietari, in Bulgaria vince a sorpresa il Fronte Patriottico, dal quale si era ritirato lo Zveno, nonostante la vittoria monarchica di due anni prima. Anche in Yugoslavia, la vittoria del Partito dei Lavoratori contraddice le attese dopo la vittoria monarchica di due anni prima, anche se il PdLY deve allearsi con il Partito dei Contadini; Vittoria netta del Partito dei Contadini in Romania, mentre in Grecia vince il Partito Comunista Ellenico. In Albania Teophan Noli forma un governo di unità nazionale.
Alle elezioni Presidenziali il candidato dell'UDN Alcide de Gasperi batte il Candidato del Fronte Popolare Giuseppe Saragat.
Il Partito Socialista Americano partecipa alle primarie del Partito Democratico, e Norman Thomas le vince, diventando poi presidente degli Stati Uniti.

1950
Entra in vigore dopo tre anni di negoziati la costituzione della Repubblica Federale Cinese; Tibet, Xinjang e Mongolia vi aderiscono mantenendo ampie autonomie. (Non ci sarà alcuna sostituzione etnica in Tibet). La costituzione Cinese è molto avanzata sui diritti sociali, ma garantisce il multipartitismo, e la separazione dei poteri grazie ai cinque Yuan (Legislativo, Esecutivo, Giudiziario, Amministrativo ed Erariale) . Capo dello Stato e Presidente della Repubblica è eletto Chou En-lai.
Concessa l'indipendenza all'Impero del Vietnam, al Regno del Laos e al Regno di Cambogia; Il Partito Comunista vince le elezioni per la costituente in Vietnam, e il Vietnam diventa una Repubblica democratica e socialista. Laos e Cambogia restano monarchie.
Nasce la Repubblica Federale Coreana.

1951
Nasce la Confederazione Europea, di cui fanno parte Italia, Svizzera, Germania, Cecoslovacchia, Francia, Yugoslavia, Bulgaria, Albania, Grecia, Ungheria e Romania.
La Turchia si apre al multipartitismo.

1952
Re Faruk I d'Egitto è costretto ad abdicare; il Generale Muhammad Neguib diventa reggente per Fuad II ed inizia la transizione del regno verso una piena monarchia Parlamentare.
Rieletto Thomas negli Stati Uniti.


1953
Nel Regno d'Egitto si confrontano alle elezioni, con la nuova costituzione, i Fratelli Musulmani e il blocco laico guidato da Gamal Abd'el Nasser che vince.
A causa dell'Isolamento internazionale in Spagna il Generalissimo Franco rimette la reggenza; Don Juan de Bourbon (il padre di Juan Carlos) diventa Re Giovanni III e organizza la transizione, e con il suio sincero antifranchismo, salva la monarchia.
Il Fronte Popolare resta al governo in Italia.

1954
Muore a tre anni dalla fine del suo mandato Alcide de Gasperi, Giuseppe Saragat batte Antonio Segni nelle nuove elezioni.
Nasce l'Agenzia Spaziale Internazionale, testa di ponte della collaborazione fra America, Commonwealth, Europa ed URSS.
Salazar è obbligato ad indire elezioni semilibere, che tuttavia riuscirà a vincere.

1955
Nuova costituzione in Libia, sul modello diquella Egiziana, Re Idris abdica a favore del nipote Hasan.

1956
Nasser chiede l'arbitrato dell'Onu sulla questione del Canale di Suez; Oskar Bernadotte (che non è stato assassinato dalla Banda Stern) media un compromesso, Francia e Commonwealth avranno diritto all'usufrutto gratuito del canale per 99 anni, ma la sovranità sulla regione viene riconosciuta all'Egitto.
Vittoria Socildemocratica in Ungheria.
Nikita Krushev succede a Bucharin alla guida dell'Unione Sovietica.
La nuova costituzione iraniana riduce lo Shah ad un ruolo rappresentativo, e il Primo Ministro Mossadegh rinegozia le concessioni petrolifere in maniera piu equa.
La Tunisia indipendente vede la vittoria alla costituente dei Liberali filo-monarchici dell' Archeo-Dustur guidato da M'hamed Chenik, contro i repubblicani del Neo-Dustur, diviso a sua volta fra i moderati di Hamed Bourguiba e i radicali di Salah Ben Youssef.
Lanciato il primo Satellite Artificiale dall'ISA, chiamato Charlie (dedicato a Karl Marx).
Eisenhower diventa presidente, ponendo fine a 24 anni di egemonia Democratica.

1958
Dopo due mandati il Fronte Popolare perde le elezioni, e l'Unione Democratica Nazionale porta al governo Amintore Fanfani.
Un Referendum in Iraq e Siria porta alla nascita di una peculiare nazione la Federazione Araba Unita, con un doppio capo dello stato, il Presidente della Repubblica Siriana e il Re dell'Iraq.
Cuba diventa una democrazia Socialista sul modello del Vietnam, e, come il Vietnam, conserva il pluripartitismo.
Humberto Delgado vince le elezioni presidenziali in Portogallo, e immediatamente rimuove Salazar, dopodiché indice le prime elezioni veramente democratiche dal 1925, vinta dall'Opposizione Democratica, con Ruy Luis Gomez eletto Primo Ministro.
Dopo quattro Mandati da Segretario del PCUS si dimette Nikolaj Bucharin, gli succede il delfino Nikita Krusheff.

1959
In Francia è abolita la legge antifederalismo di Roberspierre; Nasce la V Repubblica Francese, Federalista e Semipresidenzialista, che riconosce l'esistenza delle repubbliche federate autonome di Francia, Bretagna, Guascogna, Occitania, Borgogna, Corsica, Polinesia Francese, Algeria Settentrionale e Algeria Meridionale.

1960
Nasce l'Unione Europea, Stato Federale composto da Italia, Germania, Francia, Cecoslovacchia, Irlanda, Grecia, Bulgaria, Albania, Ungheria,
Yuri Gagarin è il primo uomo nello Spazio.
Eisenhower è confermato.

1961
Pietro Nenni batte il Candidato dell'UDN Giovanni Gronchi e diventa il 4° Presidente della Repubblica Italiana.

1963
Giordania e Palestina si uniscono alla FAU, che stringe accordi bilaterali con Israele, che pur non entrando nella FAU ne diventa uno stretto alleato.
Le forze dell'ONU e del Commonwealth intervengono in Sudafrica Namibia e Rodhesia per impedire l'instaurarsi di regimi basati sulla segregazione.
Fanfani resta al governo in Italia.

1964
Talal Ibn Abd al-Aziz al Sa'ud, capo del Movimento dei Principi Liberi, riesce a farsi nominare Primo Ministro da Re Sa'ud, e a sventare le macchinazioni di Faysal. Talal inizia a purgare il consiglio degli Ulama, l'esercito e la famiglia reale dai membri piu conservatori.
In Yemen, con la mediazione dell'ONU, si arriva alla promulgazione di una costituzione e alla nascitadi una monarchia federale con capitale Aden.
John Fitzgerald Kennedy vince le elezioni, primo Cattolico a diventare Presidente.

1965
Senza l'appoggio dell'URSS Daud Khan fallisce nel suo tentativo di instaurare una repubblica autoritaria in Afghanistan, dove continua a regnare il saggio Re Mohammed Zahir Shah.
La Missione Friendship sbarca sulla Luna, con Gagarin e Armstrong che mettono insieme il piede a terra.

1968
Le elezioni non danno la maggioranza per governare né al Fronte Popolare, né all'Unione Democratica Nazionale, che si fermano rispettivamente al 37,7 e al 35,6 %. Il resto dei voti sono andati agli ex-fascisti dell'Alleanza Nazionale di Almirante, e ai vari partiti locali. Siccome ne' il fronte, guidato da Berlinguer, né l'Unione, guidata da Aldo Moro, intendono allearsi con Almirante, i due maggiori partiti, il PC di Berlinguer e la DC di Moro, formano un governo di unità nazionale con la partecipazione del PSI che esprime il Primo Ministro nella persona del suo segretario de'Martino. Appoggio esterno dei Repubblicani (qui non tenacemente anti-comunisti come in HL).
Alle presidenziali, il candidato dell'Unione, Fanfani, batte il candidato del Fronte, Giorgio Amendola.
Nuova vittoria per Kennedy.

1969
Muore Re Saud, gli succede Talal I il quale promulga una costituzione che concede maggiori diritti alle donne, istituisce un parlamento, e indice le prime libere elezioni a suffragio universale.

1970
L'Arabia Saudita entra nella FAU.

1971
Muore Nikita Krushev, alla guida dell'URSS gli succede Viacheslav Molotov, conservatore Moderato all'interno del PCUS.

1972
Robert Kennedy succede al fratello come presidente degli Stati Uniti.

1973
Il Fronte vince di misura e ha i numeri per un governo di sinistra, presieduto da Enrico Berlinguer.
Nessun colpo di stato contro Allende.

1974
Anno dell'Africa, in cui si completono le transizioni all'indipendenza, alcune nazioni restano legate politicamente alla potenza coloniale d'origine.

1975
Sandro Pertini batte Giovanni Leone e diventa VI Presidente della Repubblica Italiana.
Oman, Qatar, Kuwait, Baharai, Emirati Arabi Uniti e Yemen entrano nella FAU.

1976
Confermato Robert Kennedy negli USA.

1978
Confermato al governo il Fronte Popolare, in Italia.

1979
Il tentativo dell'organizzazione terroristica dei Pasdaran della Rivoluzione Islamica di prendere il potere con la forza in Iran fallisce, le istituzioni democratiche si sono rafforzate dal 1956, e lo Shah appare alla televisione in divisa militare, invitando gli Iraniani ad appoggiare la democrazia; Khomeini viene arrestato e morirà in prigione.

1980
Ronald Reagan sconfigge Ted Kennedy e ferma la dinastia d'origine irlandese.

1982
Aldo Moro vince le elezioni presidenziali contro Pietro Ingrao ed è eletto VII presidente della Repubblica Italiana.
Muore lo Shah dell'Iran Mohammed Reza Pahlavi glisuccede il figlio Mohammed Reza II.

1983
Berlinguer, la cui salute sta dando segni di cedimento, rinuncia alla candidatura alla Premiership e l'Unione Democratica Nazionale, con Giulio Andreotti, va al governo.

1984
Confermato Ronald Reagan negli USA.

1985
L'ala riformista del PCUS, guidata da Mikahil Gorbachev torna al governo nell'URSS.

1988
Confermato il governo Andreotti.
George Herbert Bush succede a Ronald Reagan alla guida degli USA

1989
Nilde Iotti, candidata del Fronte, è la prima donna ad essere eletta Presidente della Repubblica Italiana, l'VIII.

1990
Sbarco dell'ASI su Marte.
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1992
Bernard Sanders del Partito Democratico-Socialista sconfigge George Bush e diventa presidente degli USA.

1993
Sconvolta da uno scandalo di malversazioni l'UDN perde malamente le elezioni, il che permette ad Achille Occhetto dell'FP di andare al governo.

1994
Definitivamente sgominata Cosa Nostra, grazie all'azone cordinata di tutte le polizioe del mondo.

1996
Tina Anselmi, il volto pulito dell'UDN, batte Bettino Craxi, la faccia sporca dell'FP, e diventa il IX Presidente della Repubblica Italiana. Craxi sarà arrestato e processato pochi mesi dopo.
Rieletto Sanders alla presidenza.

1998
Confermato al governo il Fronte Popolare.

2000
Al Gore, vice di Sanders, è eletto Presidente degli USA.

2001
Sventato un gravissimo attentato al World Trade Center e al Pentagono; Arrestato lo sceicco Saudita Bin Laden.

2003
Alle elezioni Politiche l'UDN torna al governo con Romano Prodi, mentre alle presidenziali, Giorgio Napolitano del Fronte Popolare sconfigge Gianni Letta dell'Unione Democratica Nazionale, e diventa il X presidente della Repubblica Italiana.

2004
Gore confermato Presidente USA.

2005
Mikahil Gorbachev si ritira dalla guida dell'Unione Sovietica, al suo posto viene eletto Gennady Zyuganov, della corrente conservatrice moderata.

2008
Confermato al governo l'UDN.
Barck Obama è il terzo Democratico-Socialista consecutivamente eletto alla Casa Bianca, il primo nero.
Primo Sbarco su Europa dell'ASI.

2010
Alle Presidenziali, Sergio Mattarella dell'UDN sconfigge Massimo D'Alema dell'FP e diventa XI presidente della Repubblica.

2012
Obama è confermato alla presidenza.

2013
Pierluigi Bersani vince le elezioni alla guida dell'FP e diventa Presidente del Consiglio dei Ministri.

2014
A causa di un grave problema cardiaco, Bersani deve dimettersi da Leader dell'FP e da Primo Ministro, pur rimettendosi completamente; al suo posto è eletta Laura Boldrini, prima donna ad andare a Palazzo Chigi nella storia dell repubblica.

2015
Sergey Mironov, leader della corrente riformista del PCUS diventa il nuovo leader dell'URSS.

2016
Angela Nicole Walker del Partito Democratico-Socialista vince le elezioni, la prima donna, e la seconda persona nera, proseguendo l'egemonia della sinistra negli States.

2017
Presidenziali, Pierluigi Bersani del FP vince le elezioni contro Antonio Tajani dell'UDN e diventa il XII Presidente della Repubblica Italiana.

2018
Il FP di Laura Boldrini sconfigge l'UDN di Maria Elisabetta Alberti Casellati e resta al governo.

Tommaso Mazzoni

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Alessio Mammarella gli risponde:

Irenista ma anche molto bella! Forse nel 1945, quando la guerra ebbe termine e fu fondata l'ONU, ci si aspettava una evoluzione storica di questo tipo, poi come al solito l'imperialismo, con le forze che lo animano (speculatori, militari, spie) ha continuato a coltivare problemi.
Credo che non abbia prezzo l'idea di una Europa senza cortina di ferro, e di una federazione europea che nasce da un gruppo di stati occidentali ed orientali insieme, per una libera scelta di fratellanza e non per "volontà di potenza".

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Ed Enrico Pellerito aggiunge:

Irenistica nello spirito ma dando per assodato medesimo spirito ai "grandi" della Terra, abbastanza plausibile.

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Per commentare la mia ucronia, scrivetemi a questo indirizzo.


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