Liegi 1914

di Maggioriano


Ho scritto un breve racconto sul Principato di Liegi, spero che renda l'idea di come una Teocrazia in Belgio sopravvissuta dal Medioevo fino al XX secolo avrebbe potuto cambiare la storia. Nel racconto si accenna anche all'agonia di questa teocrazia ed ad un futuro dominio del mondo da parte della Germania. Buona lettura.

 

28 Agosto 1914:

A Jean Sarbusse era stata affidata una missione complicata : si trattava di una missione di tipo diplomatico, in vista della guerra imminente.
Tre mesi prima era stato accusato di alto tradimento e di codardia, quando lui era sottotenente di fanteria in Marocco ; quando il suo distaccamento era stato distrutto dalle truppe di Abd el Krim era fuggito, salvandosi dalle truppe nemiche.
Da quanto seppe più tardi era stato l'unico sopravvissuto della divisione.
Trascinato davanti al tribunale militare fu prima esonerato con disonore e, quando pensava che tutto fosse finito, richiamato nello stesso tribunale, dove rischiava la fucilazione.
Stava per essere condannato quando fu ucciso l'Arciduca Ferdinando.
Quest'ultimo con la sua morte gli salvò la vita : fu richiamato dalle autorità militari e gli fu affidata la missione che si accingeva a compiere.
Si ricordava ancora del colloquio che aveva avuto col suo nuovo superiore, di cui lui non conosceva il nome.

27 Agosto 1914:

Il superiore, con un cenno, fece capire a Barbusse che doveva avvicinarsi. Con l'aria di un vecchio amico che gli si confidava iniziò a parlare : - Quella che le affidiamo è una missione della massima importanza : lei deve andare nel Principato Teocratico di Liegi e convincere il principe ad entrare in guerra nel nostro campo. Non siamo ancora pronti per la guerra e le fortezze del principato ritarderebbero il nemico di molto. -
Sarbusse incredulo chiese:
- Ma perché affidate proprio a me la missione ? -
Il Superiore gli rispose:
- Tu sei uno dei pochi a parlare correntemente Fiammingo e Tedesco , sei un cittadino liegese, oltre che francese, ed, inoltre, mi pare che tu sia parente del del Vicario di Liegi.-
Sarbusse evitò di menzionare il fatto che lui ed il Vicario (non sapeva neanche che lo fosse) non si rivedevano da due anni, perché se l'avessero trovato inadatto alla missione, l'avrebbero fucilato oppure spedito in un battaglione speciale di rieducazione.
Il Superiore, continuando disse:
- Dovrai allora vedere il Vicario, favorevole all'Intesa, e fare in modo di convincere il Vescovo a schierarsi dalla nostra parte ; partirai oggi stesso e ricordatevi che questa missione deve riuscire.-
- Va bene -, rispose Sarbusse. Fece per alzarsi, prima di essere fermato dal Superiore :- E ricordati che hai cinque giorni per riuscire ; altrimenti per te ci sarà il battaglione di rieducazione, la feccia dell'esercito. -
Sarbusse accennò un timido saluto ed uscì, più preoccupato che mai.
Si diresse verso il Quartiere dei Marais, giusto per fare quattro passi e calmarsi : partiva tra tre ore, dalla Gare du Nord.

Tardo pomeriggio del 28 Luglio 1914:

Dalla malandata automobile che lo trasportava insieme ad un prete Sarbusse vide un gruppo di corazzieri, in tenuta da campagna; portavano fieramente sul petto lo stemma del principato: il Perron di Liegi al centro, circondato da quattro croci, simbolo del Vescovo, Gérard de la Merck.
Avevano un portamento alla volta militaresco e raffinato, da ufficiali gentiluomini, avrebbe pensato un civile.
Fu allora che Sarbusse disse sommesso:
- Che teste di cacchio ! -.
- Come ? - chiese tranquillo il prete.
- Niente, padre, niente. -
Liegi non era cambiata molto : era ancora dominata dai resti della cattedrale di San Lamberto, saccheggiata dai Liegesi durante la Rivoluzione francese, e dal cinquecentesco palazzo del Vescovo.
Dalla parte opposta c'era il palazzo del comune, il tutto era sovrastato dalla cittadella.
Niente lasciava pensare che Liegi fosse la capitale di uno stato, che avrebbe determinato l'esito della guerra.
Sapeva a malapena dove si trovasse Jean. Doveva vivere in una specie di convento vicino alla Place Sainte Véronique, vicino al quartiere della cattedrale, quello dei preti per intendersi.
Sarbusse arrivò davanti ad una stauetta di Santa Veronica. Si trovava nella strada giusta, pensò. Non gli restava che trovare il convento. Si mise a camminare lungo la via, finché non si trovò accanto ad un colonnato, davanti a cui era scritto : Couvent de Sainte Véronique.
Era arrivato.
Al prete che stava all'entrata chiese di vedere padre Bonnefoi. -
Gli annuncio la vostra visita -, disse il padre.
Sarbusse rimase ad aspettare per una quindicina di minuti, prima che il prete tornasse ad annunciargli che il Vicario l'aspettava.
Vedendo il suo influente cugino Sarbusse esclamò:
- Jean, non credevo che tu avessi fatto carriera ! -
- A dire il vero non lo credevo neanch'io – rispose Jean. - Tu invece ce l'hai fatta nell'esercito?
- Non proprio -, Rispose Barbusse ricordando il suo processo, ancora in sospeso. Riprese poi:
- Passiamo subito al nocciolo della questione. Tu sai della guerra ? -
- Certo. - Rispose Jean.
- E sai pure che Liegi determinerà il vincitore? Sono stato mandato per convincere il Vescovo a passare dalla parte dell'Intesa. -
Subito il sorriso stampato sulle labbra del Vicario scomparve:
- Mi pare molto difficile. Il Principe Ferdinando Massimiliano è un di Baviera ed è favorevole alla Germania, cioè all'Impero tedesco. Il nostro vescovo è molto malato ed è il principe a detenere il vero potere.-
- Ma l'organo supremo non resta il consiglio dei religiosi, presieduto dal vescovo? - chiese Sarbusse.
- Certo, ma si riunisce solo in occasioni d'urgenza -, rispose Jean.
- Ed una guerra non è urgente? Io ho solo cinque giorni per farcela. Devi usare la tua influenza presso il vescovo per scavalcare il potere temporale! - esclamò Sarbusse.
- Personalmente la mia influenza è minima -, disse Jean – Ma, per quanto mi riguarda, posso fissarti un appuntamento dal segretario del Vescovo, che d'influenza ne ha molta e che non è dalla parte della Triplice. -
- Va bene -, sospirò rassegnato Sarbusse. - Sarà più complicato di quanto pensassi. -

29 Luglio 1914:

Il Palazzo Vescovile si ergeva vicino alla cittadella ed era residenza dei Vescovi sin dal XIII secolo Venne saccheggiato una volta dai Borgognoni, per essere ricostruito da un De la Merck, antenato dell'attuale vescovo.
Era in stile rinascimentale ed era costruito attorno ad una corte, dove un'edera si avviluppava attorno a parte dell'edificio.
Sarbusse, entrato nella Corte, vide il Segretario del Vescovo e si avvicinò a quest'ultimo.
- Buongiorno -, disse al Segretario. Quest'ultimo era un uomo sulla cinquantina, basso e tarchiato ; era anche calvo, ma aveva una faccia complessivamente bonaria, che ispirava fiducia.
- Cosa vuole da me, giovane? - chiese il Segretario.
- Si tratta di un affare molto importante. -
Sarbusse gli espose tutti i fatti. Il Segretario prese un taccuino e scrisse tutto.
- Bene –, aggiunse, – esporrò questa faccenda al vescovo, ma dovete sapere che è seriamente malato ; cosa posso fare d'altro per voi ? -
- Datemi un mezzo per fuggire in Olanda -, rispose Sarbusse.
- Sarà fatto -, ribatté il Segretario. Sarbusse se ne andò lasciando il Segretario; non credeva che la faccenda sarebbe passata sotto gli occhi del vescovo, ma aveva fatto il suo dovere e d ora aveva intenzione di fuggire in Olanda.

30 Luglio 1914

Il Segretario aveva seriamente intenzione di sottoporre la faccenda politica al vescovo : era stufo che il principe, un laico, prendesse le decisioni più importanti in quella che doveva essere una Teocrazia.
Tuttavia le cose non andarono come avrebbe voluto : si era fatto tardi e lavorava ancora fra le scartoffie che riempivano la sua scrivania ; per sbaglio, con un gesto distratto, gettò varie carte nel secchio della spazzatura, tra di esse c'era anche il foglio sul caso di Sarbusse. Subito dopo chiuse gli occhi e si addormentò.
Quando rinvenne cercò il foglio ma non lo trovò. Venne il medico personale del vescovo, che gli annunciò che Gérard de la Merck, vescovo di Liegi, era morto durante la notte. Il Principe diventava l'unica autorità del Principato. 
Intanto Sarbusse fuggiva verso l'Olanda, ma, inseguito da un'altra automobile di cui non conosceva gli occupanti dovette germare la sua automobile e correre verso il castello di Huy, dove c'erano le caserme. Sempre inseguito da gente che doveva essere Francese entrò in un ufficio di reclutamento, sperando di seminare i suoi inseguitori.
Commise allora uno degli atti più vani della sua vita: chiese al sottoufficiale che faceva da reclutatore di entrare nell'esercito del Principe, e fu subito accettato. 
Finì la guerra col grado di tenente.
Oggi Sarbusse è considerato come colui grazie a cui la Germania ha vinto la guerra: sarebbe stato lui a far decidere al governo di entrare in guerra a fianco della Triplice Alleanza, sventando un tentativo di avvicinamento tra Francia ed il Principato di Liegi.
Si dice che senza di lui sarebbe stata la Francia a vincere la guerra. Oggi un suo monumento si eleva nella Place Saint Lambert.

Maggioriano


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