Ecco la mia
Ucronia di Lucera la Grande, ovvero cosa sarebbe successo se gli Angioini non avessero distrutto la Cordova d'Italia.
Un'Italia dove il Papa è in grossa difficoltà, i principati padani indifferenti, Giordano Bruno sardo e Machiavelli un ricco pascià stimatissimo dal Sultano...
Leggete e siate liberissimi nelle critiche, in modo da evidenziare qualsiasi incongruenza o strafalcione (in ogni lettura io ne trovo parecchi).
Buon divertimento.
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1300: I Luceresi appoggiano Carlo I d'Angiò, che quindi non si mette a capo della cosiddetta "crociata angioina" per disperdere i Luceresi.
1300-1350: i Luceresi conservano la loro religione sotto la protezione angioina. A Lucera giungono le meraviglie dell'Oriente e si sviluppa una cultura originale che unisce il sapere del mondo arabo con un vivo interesse per la civiltà romana. Petrarca avrà scambi proficui con umanisti luceresi. Ingegneri luceresi si prestano al servizio degli angioini e costruiscono in uno stile arabo originale numerosi edifici in tutta l'Italia meridionale. I papi di allora non vedono di buon occhio Lucera, spina nel fianco della cattolica Italia, ma hanno ben altro a cui pensare, dato che nel 1305 inizierà la cattività avignonese.
1350: Lucera è una città piena di vita e inizia ad espandersi in modo notevole, inglobando i villaggi vicini. Nel Meridione l'influsso degli ingegneri arabi si fa sentire sempre di più sull'architettura locale. Le cattedrali vengono costruite in stile arabeggiante in contrasto col gotico romano e padano. L'ingombrante presenza di Cola di Rienzo a Roma viene combattuta con l'aiuto di milizie provenienti da Lucera, in modo da conquistare la simpatia della nobiltà romana. Grazie ai numerosi appoggi militari forniti e alla eccellente perizia nell'arte della guerra messa nonostante tutto a servizio della fede cristiana, i Luceresi vengono risparmiati da invettive da parte del clero.
1396: I Luceresi partecipano alla battaglia di Nicopoli accanto alle milizie franco-ungheresi contro i Turchi.
1431: viene eletto papa il veneto Gabriele Condulmer con il nome di Eugenio IV. è il primo papa abbastanza scisso dalla politica romana ed angioina, e quindi il primo che riesce ad organizzare una crociata contro i Luceresi.. Gli abitanti della città hanno fiutato il pericolo, quindi mandano una rappresentanza alla corte del sultano Murad II per chiedere un aiuto concreto in caso di guerra. Il sultano intuisce immediatamente l'importanza di avere una base strategica così vicina al papato, quindi invia un copioso contingente a soccorso dei Luceresi. Lucera, anche se logora, vince la guerra e si dichiara indipendente. Il neonato emirato viene governato da un eroe di guerra, Hassane Capute.
1432: Gli Angiò, rimasti muti nonostante la loro dichiarata protezione di Lucera, si riappacificano con gli abitanti del neonato emirato. Affiancano ad Hassane I un principe fantoccio in modo da regolarizzare il governo. Lucera viene eletta capoluogo del Gargano. Iniziano le trattative tra l'antica alleata nobiltà romana, gli Angiò e l'emiro lucerese per tessere una congiura contro il bellicoso Eugenio IV. La congiura viene messa in atto ma fallisce.
1434: le attenzioni a Lucera vengono distolte da un tumulto repubblicano in Roma, puntualmente soffocato grazie anche all'intervento lucerese. Eugenio IV, convinto forse dalla buona volontà degli abitanti di Lucera, distoglie lo sguardo da quel pezzo di Italia e si concentra a contrastare l'espansione ottomana nei Balcani. Pone però la condizione che gli abitanti islamici di Lucera vadano a risiedere tutti entro le mura, in modo che il proselitismo islamico non si diffonda nelle campagne. Questo provvedimento porta Lucera ad un grande sviluppo dell'orticoltura, che darà origine a cultivar originali di ortaggi provenienti dall'Oriente, come la melanzana o l'okra (Hibiscus esculentum).
1441: successione degli Aragonesi al trono di Napoli. Lucera si trova priva dell'appoggio angioino. Hassane I tratta quindi con Murad II per ottenere ulteriori aiuti. Naturalmente il sultano, che già sa dell'amicizia tra i Luceresi e i Romani, non può perdere l'occasione di insediarsi stabilmente in Italia e tentare la conquista contemporanea sia di Costantinopoli che di Roma, e quindi si tiene pronto ad inviare un contingente in caso di attacco.
1443: in mancanza di appoggi militari, che vanno quasi tutti alla guerra in corso nei Balcani, gli Aragonesi sono costretti a scendere a patti con Lucera. Hassane I offre appoggio militare agli Aragonesi in cambio del governo del Gargano.
1444: i Luceresi partecipano in incognito alla battaglia di Varna dalla parte dei Turchi, dove muore Hassane I. L'espansione ottomana nei Balcani è ormai senza freni. Murad II rivolge definitivamente l'attenzione verso l'Italia. L'imponente esercito ottomano dall'Epiro sbarca a Manfredonia a soccorso dell'emirato di Lucera. Inizia la presa della Puglia. Il nuovo emiro Hassane II prende l'occasione per stracciare gli accordi presi con l'Aragona e allearsi definitivamente con i Turchi.
1445: Hassane II viene nominato dal Sultano "Emiro di Puglia" e gli vengono concessi in amministrazione tutti i territori da Termoli al Salento. Eugenio IV cerca di organizzare una nuova crociata contro Lucera, ma la sua proposta non viene ascoltata.
1450: le milizie luceresi riescono ad espugnare il castello di Kruje, facendo prigioniero Skandebeg, capo della resistenza albanese. Il sultano è gratissimo ai pugliesi, tanto da donare la città all'emirato.
1453: i Luceresi partecipano alla presa di Costantinopoli, ricevendo in dono alcune città costiere balcaniche e una maggiore autonomia, sempre sotto controllo dei Turchi.
Lucera nel frattempo partecipa a incursioni piratesche in Veneto e lungo la costa adriatica, riscuotendo però scarsi successi. In compenso in Puglia nasce la prima timida letteratura in garganico (la lingua popolare di Lucera, un misto tra siciliano e pugliese) scritto con caratteri arabi. Inizia un clima di distensione e relativa stabilità. A Lucera si trasferiscono molti intellettuali e religiosi del mondo arabo, e grazie al fermento intellettuale in breve tempo l'Islam esce dalle mura cittadine e si espande a macchia d'olio. Molti letterati traducono le rime dei poeti toscani e provenzali in arabo e in garganico. A quei tempi Lucera è una splendida città di 35.000 abitanti, una delle prime dell'epoca ad avere sobborghi anche fuori le mura.
1458: gli Aragonesi, insieme ad altri eserciti crociati, ritentano una presa di Lucera, approfittando della lotta dinastica tra i luceresi Capute e i molisani Capice. L'invasione funge da pretesto agli Ottomani per inviare una controffensiva. Vengono espugnate Taranto, Pescara e Potenza, che vengono direttamente annesse all'Impero Ottomano. Sacco di Napoli, seguito da un intervento pontificio che si arrocca su Benevento e Pontecorvo. Gli Ottomani appoggiano l'ascesa di Hassane Capice, nuovo emiro con posizioni maggiormente filo-turche.
1459: gli Ottomani marciano verso L'Aquila, precludendo agli aragonesi ogni possibilità di sbocco sull'Adriatico. Istituzione di una tassa di passaggio nel canale d'Otranto che penalizza i Veneziani ma arricchisce i Luceresi, la cui città si riempie di moschee grandiose, di palazzi sontuosi e di una fitta rete di strade per collegare le varie città italiane sotto il dominio ottomano.
1461: Dopo due anni di pausa, le guarnigioni ottomane nell'Abruzzo occidentale tentano di assediare Roma. L'esercito pontificio viene decimato, ma l'intervento congiunto di Genova, Venezia, Milano, Firenze e dell'Aragona, uniti nella Lega Italica, scongiura la presa della città. Negli anni successivi Roma si doterà di una doppia cinta di mura per scongiurare possibili catastrofi.
1462: l'esercito turco sconfitto ripiega su Perugia, dove lascia una guarnigione. Accordo segreto di non belligeranza fra Piero de Medici e il Sultano ottomano. Piero intendeva avvalersi del beneplacito ottomano per unificare la Toscana una volta salito al trono dopo il padre Cosimo il Vecchio, fortemente ostile ai Turchi. L'esercito ottomano attraversa totalmente incontrastato le Marche, mettendo a ferro e fuoco Pesaro e Ancona e fissando il confine imperiale sul fiume Metauro. Lo stato della Chiesa è presidiato dagli eserciti della Lega Italica ma è costretto ad arroccarsi sul Lazio.
1463: gli Sforza si ritirano dalla Lega Italica e si accordano con i Turchi in previsione di beneficiarne per l'unificazione della Lombardia.
1464: Piero de' Medici fa saltare la Lega Italica ma lascia segreto il suo accordo con i Turchi per evitare possibili scomuniche.
1470: nel timore di una possibile unificazione spagnola, il sultano Maometto II si organizza per una completa conquista dell'Italia meridionale. La prima città a cadere è Napoli, in febbraio. Seguono Salerno, Avellino, Cosenza, e Reggio, che capitolano nel giro di sei mesi. Invasione della Sicilia, dove i musulmani incontrano notevoli resistenze.
In questo periodo in Italia stanno avvenendo due rinascimenti: quello europeo e quello islamico, evolutisi in modi differenti ma influenzandosi reciprocamente.
1474: dopo la presa di Perugia, la Lega italica (o meglio ciò che ne rimane) è costretta ad un accordo con i Turchi. Anche il Papa si quieta e riconosce la conquista ottomana di Benevento e Pontecorvo a patto che in tutto il sud ottomano sia garantita la libertà religiosa per i cattolici e i benefici ecclesiastici, nonché la non aggressione di Roma. A Venezia viene riconosciuta la libertà di passaggio nel Canale d'Otranto.
1475: I Medici invitano una delegazione ottomana alla giostra tenutasi in Firenze per festeggiare il periodo di pace e prosperità tra le diverse potenze insite in Italia. Assassinio del prescelto successore Giuliano de'Medici da parte dei Pazzi (avversi all'egemonia ottomana in Italia) e ascesa di Lorenzo detto il Magnifico, che porta a termine le trattative con i Turchi per l'unificazione della Toscana. Aiuti turchi contro i Senesi, totalmente sconfitti. Influenza ottomana diretta sulla zona di Arezzo. In questo periodo sarà importantissima, da un punto di vista politico ma anche culturale, la mediazione di Pico della Mirandola.
1479: Assisi passa alla Toscana in cambio di Arezzo. Immigrati di origine anatolica fondano alcune moschee in Umbria, ma sono presto costretti a levare le tende. Giannizzeri toscani entrano nelle milizie ottomane.
1483: Venezia tenta di appropriarsi di Ferrara, ma viene fronteggiata dai principali stati italiani e dall'Impero Ottomano, che si stabilizza nelle Valli di Comacchio e nomina un emiro a Ferrara. Ci andrà il secondogenito di Yussuf II Capice, Abdul I, che resterà al trono fino al 1502.
1492: Carlo VI scende in Italia, chiamato dal Pontefice a sostegno del popolo umbro che mal sopporta i Turchi. Nel frattempo mette a ferro e fuoco la Toscana. Gerolamo Savonarola a capo di un comitato ultrareligioso inizia a prendere potere nella Toscana medicea.
1493: Liberazione di Perugia, che viene ceduta allo Stato della Chiesa. Innocenzo VIII è grato ai francesi che continuano la loro marcia verso Lucera per sconfiggere definitivamente i maomettani d'Italia. Troveranno un'ampia disfatta presso l'Aquila, dove, grazie all'intervento della popolazione locale ormai islamizzata e all'asperità del territorio, l'esercito francese viene scardinato. I Turchi si vendicano con un sacco di Roma e occupando la città. Massacro di cristiani riottosi a Napoli che influenzerà per sempre l'equilibrio religioso della Campania.
1499: Luigi XII ritenta la presa del Sud Italia costeggiando l'Adriatico, ma viene bloccato a Pescara. Le Marche sono comunque liberate. Il Pontefice Alessandro VI viene imprigionato dai Turchi nella Stanza della segnatura.
1501: il Papa chiede la liberazione della Città Eterna. I Turchi accettano ma chiedono un tributo annuale dai soldi delle indulgenze nonché il rispetto degli accordi di non belligeranza anche alle altre potenze europee. Questo alimenterà il dibattito protestante che considererà la Chiesa come una "mercenaria di anime".
1502: l'espansione ottomana interessa il Nord, controllato dai francesi. Invasione diretta della Toscana. Venezia riesce a conquistare Ferrara, rimasta senza emiro. L'esercito ottomano varca gli Appennini della Cisa per invadere Milano, ma una conguinta operazione casuale di morsa elvetico-franco-veneta li costringe nella Lombardia orientale. Qui le milizie ottomane vengono attanagliate e atomizzate. Molti si ritirano scappando in Toscana. Alcuni battaglioni però rimangono fino all'ultimo e invadono le Alpi orobiche prima di essere pesantemente sconfitti nella battaglia di Clusone. Le milizie sono fatte prigioniere ma la Serenissima dà ai civili che facevano seguto della spedizione di la possibilità di insediarsi in zone disabitate del territorio in cambio della conversione al cristianesimo. Nacque così' la minoranza turco-lombarda delle Prealpi orobiche, che darà a Venezia numerose spie e interpreti di lingua turca.
1503: i Turchi anneintati, sono costretti alla ritirata oltre l'Appennino. L'esercito francese occupa la Toscana, nominando alla reggenza Gerolamo Savonarola, capo della resistenza nazionale toscana. A Savonarola viene data in concessione l'Umbria e la zona di Ascoli, dove reprimerà ferocemente le minoranze musulmane. Attacco a sorpresa della Spagna a Ostia, per liberare il connazionale Alessandro VI dalla cattività turca. Trasferimento della sede papale a Valencia. Con la presenza papale, la Spagna è cattolicissimissima, ma il pontefice inizia ad avanzare pretese di dominio diretto sulla Valencia e la Catalogna. Intanto l'Impero Ottomano revoca i privilegi ecclesiastici e si sfoga sulla cittadinanza di Roma. Alcune opere artstiche di inestimabile valore vengono distrutte o portate a Istanbul.
1506: Svonarola, sotto protezione francese, entra a Roma e la libera. Gli Ottomani ne approfittano peò per un ritorno di fiamma e invadono per la seconda volta la Toscana. Savonarola lascia un contingente a Roma e torna a Firenze dove però viene fatto prigioniero dei Turchi e infine viene suppliziato a Istanbul. I Francesi si ritirano dall'Italia del sud e prendono l'occasione per consolidare il potere nel nordovest. A Firenze giungono numerosi intellettuali islamici che si dimostrano molto interessati ai modelli rinascimentali. Costruzione a Roma, per volere del sultano, di sette moschee, una per ogni colle, sulla base delle basiliche cristiane. Il Papa a Valencia scrive un'encliclica "prendiamo tempo" in cui rassicura le anime pie che i Turchi non supereranno mai più gli Appennini, nonché un appello alle poenze europee di non intervenire militarmente per prendere Roma in modo da evitare rappresaglie contro i cristiani d'Italia. La reconquista si farà, ma non subito. Michelangelo, a seguito della corte papale, dipinge le Stanze e la Cappella Sistina nel palazzo papale a Valencia.
1509: l'ultimo emiro di Lucera muore senza eredi. Il suo emirato viene lasciato in toto in mano ottomana. Costituzione dalla provincia Italia, con capoluogo Roma, divisa in Toscana (con aggiunta del'Umbria), Papalia (l'ex Stato della Chiesa fino a Rimini), Puglia (il sud adriatico), Campania (il Sud tirrenico), e Sicilia. Bayezid II autorizza l'utilizzo del toscano in caratteri arabi per i documenti ufficiali della provincia. Nel frattempo segue un periodo di stasi in tutta Italia. In quell'anno il giovane Niccolò Mustafà Machiavelli viene assunto come governatore di Firenze dopo che i Medici vengono definitivamente scacciati dalla città a seguito di una congiura contro i Turchi. Il Machiavelli aveva viaggiato a lungo come ambasciatore in tutta Europa per conto di Savonarola prima, dei Turchi poi. Inizia la stesura delle "cose di Turchia".
1514: Machiavelli si reca ad Istanbul e regala al sultano una copia in turco de "il principe", con dedica. Per ricompensare il genio del governatore di Firenze, Selim I lo ricopre di doni lussuosi e lo nomina governatore di tutta l'Italia. Il libro, attraverso l'edizione in toscano, circola anche in Europa, dove si diffonde la diceria che Machiavelli si fosse convertito all'islam. Nel frattempo gli stati del Nord tremano all'affermazione contenuta nel libro, secondo cui si sarebbe dovuta unificare l'Italia ora, dato che l'unificazione per tre quarti era già stata completata ed era stato nullificato il potere temporale della Chiesa. Baldesar Castigione, che ha visto con i propri occhi la Urbino di Guidubaldo di Montefeltro soccombere sotto le scimitarre ottomane, si oppone fermamente a questa visione, dato che in tal modo l'Italia, centro della cristianità, si sarebbe trasformata a breve in una nazione musulmana. Egli, negli anni successivi, proporrà con sempre più fermezza l'utilizzo di una lingua lombarda, "di quella Lombardia che Dio volle per sempre cristiana, e mai maomettana" (cit. da Il cortegiano). Altri intellettuali del Nord, tra cui il giovanissimo Bembo, fiduciavano in una riconquista almeno del centro Italia, e facevano ben presente di come a Lucera e a Napoli, pur essendo islamiche, si parlasse e si scrivesse toscano presso i maggiori centri di cultura e nelle cancellerie. Non mancarono addirittura i lombardi filo-ottomani, quale il Trissino, che auspicava la conquista d'Italia da parte del "clementissimo et illuminatissimo Sultano". Da quest'anno, annualmente, Machiavelli invierà alla corte di Istanbul scritti e commedie tradotti in turco.
1517: il Sultano invia a Valencia degli ambasciatori per discutere l'eventuale ritorno a Roma del Pontefice, in cambio della concessione dei precedenti benefici ecclesiastici. Il Papa non accetta. Lutero in Germania si scaglia contro il Papato per tra motivi: le dispute teologiche, la remissiità nei confronti dei Turchi e l'indulgenza da destinare al Sultano che viene tuttavia intascata in buona parte dalla Curia di Valencia. Inizio dello scisma protestante.
1524: Approfittando dell'isolamento in cui si trovavano i vari ducati romagnoli, Venezia inizia l'espansione verso sud fino a Rimini.
1525: esce "le prose della volgar lingua" di Pietro Bembo, che propone di utilizzare il fiorentino aureo con caratteri latini. Polemiche con alcuni intellettuali fiorentini che si stanno lentamente convertendo ai caratteri arabi. La situazione linguistica dell'Italia letteraria è così suddivisa: i Bembisti, a favore del fiorentino arcaico in caratteri latini; i Semitisti, a favore del fiorentino moderno in caratteri arabi; i Lombardisti, capitanati da Baldesar Castiglione, che prendono atto dell'esistenza di due nazioni distinte in Italia, una mediorientale e una europea, appunto quella lombarda, che deve trovare una lingua partendo dai suoi volgari, senza guardare all'estero. Molti altri autori, tuttavia, preferiscono il francese (Lombardia, Piemonte, Emilia) o il tedesco (Veneto, Romagna)
1526: iniziano le manovre militari turche in Ungheria. L'Impero si disinteressa totalmente all'espansione in Italia.
1530: in Europa scoppia il protestantesimo. I Turchi d'Italia leggono con interesse le questioni che giungono nel mezzogiorno tramite i libri che Aldo Manunzio stampa a Venezia appositamente in caratteri arabi per il mercato meridionale. In compenso, inizia in Toscana un certo malcontento, che si unisce alle piccole sommosse popolari del Lazio e dell'Umbria, creando la Milizia Italica. Questa associazione partigiana ante-litteram attirerà anche molti stranieri, tra cui parecchi protestanti, convinti che sia necessario liberare dai mori almeno l'Italia cristiana. La convivenza di calvinisti, cattolici, luterali, eretici vari e persino qualche ortodosso, fa sì che la Milizia si basi sulla tolleranza religiosa. Vi aderisce Ludovico Ariosto, che scriverà un Orlando Furioso molto politicizzato e quasi illuminista.. Questa associazone aspira alla ricostruzione della Repubblica Cristiana di Savonarola nelle terre ancora cattoliche della penisola. Praticamente è un'ETA ante litteram che fa attentati e guerriglia in tutta l'Italia peninsulare, finanziata indirettamente dal Pontefice e vista di buon occhio dall'Imperatore.
1533: il rappresentante della Milizia Italica si reca presso Carlo V per chiedere un intervento militare da parte di Impero e Spagna per il ritorno del Papa. Carlo non si lascia sfuggire l'occasione e organizza così una grande crociata per liberare il Sepolcro di Pietro. Tuttavia i consensi dei volontari sono scarsi, perchè molti ritengono inutile difendere la Chiesa Cattolica, a monte dei tentativi di riconquista precedenti, tutti falliti. Si diffonde così in Germania il malcontento da parte della nobiltà nei confronti dell'iniziativa che toglie risorse contro le rivolte contadine per impiegarle in Italia.
1536: rivolte dei contadini a Memmingen riescono perfettamente a causa della mancanza di appoggio militare ai nobili e in Germania del sud nascono e si consolidano "signorie libere". Il tentativo di riprendere Roma ha un successo breve. A Napoli seconda grande rappresaglia nei confronti dei cristiani, che al Sud rimangono ormai solo in Calabria e Sicilia. Gli imperiali se ne vanno dall'Italia nel 1541.

1555: pace di Augusta in Germania sancisce ll'inizio di nuove ostilità contro i Turchi, ma questa volta sulle Alpi carinziane. L'idea del Sultano è quella di togliere l'attenzione dell'Impero da Roma attccando l'Europa centrale, e contemporaneamente sgravare le bellicose popolazioni italiche cattoliche dal fardello della guerra. Viene concessa autonomia amministrativa alla Papalia. Privilegi ecclesiastici sono di nuovo concessi in tutta l'Italia ottomana, ma di fatto la presenza cattolica al sud rappresenta ormai una minoranza. La milizia italica viene scomunicata dal Papa per questioni sia religiose (tolleranza eccessiva all'eresia) che politiche (avversione all'accordo
Papa-ottomani).
Torquato Tasso, un giovanotto nato da padre bergamasco e madre toscana, lascia l'università di Padova per trasferirsi a Lucera, affascinato dalla cultura
italo-islamica.
1569: a Napoli nasce Usam'allà Marino, poeta che poterà presso al corte di Istanbul il gusto barocco della sua poesia, considerata oggi un classico della letteratura in lingua turca.
Tra gli altri letterati meridionali c'è Giaffaro Basile, che però si converte al Cristianesimo e prende la strada della Francia. Tra i letterati padani il padovano Carol fon Dotori, che scrive in tedesco; il piemontese Federic de la Vallè scrive in francese La reine de
Scotie.
Jordano Bruno nasce in Sardegna da genitori emigrati da Napoli. Fa la stessa vita della nostra timeline, ma in Spagna anziché in Italia. L'ulema Selimo Campanella scrive pamphlet dove si scontra contro l'Islam radicale. Paragona l'Islam sunnita al cattolicesimo e al protestantesimo; entra nella confraternita sufi di Stilo (Calabria). Scrive la Città del Sole, di cui esce solo una versione araba.
1571: primo successo militare della Milizia italica dopo decenni di guerriglia: i ribelli riescono ad isolare una piccolissima zona tra la Cisa il passo di Futa e vi instaurano la Repubblica degli Italici, mentre a Lepanto i Veneziani sconfiggono gli Ottomani. Ritiro della scomunica papale al Fronte.
1572: colti dall'entusiasmo della Riconquista, gli italici, insieme a numerosi volontari, partono alla riconquista della Toscana, ma il piccolo esercito viene fermato alle porte di Firenze.
1574: secondo tentativo di appropriazione della Toscana a seguito del riconoscimento della Repubblica da parte della Spagna: si tenta un'invasione a partire dalla Garfagnana per confluire a Massa. Gli Italici, spossati per la traversata delle Alpi Apuane, sono raccolti dalla Marina di Spagna, che batte senza problemi la flotta ottomana e in poco tempo libera Firenze instaurandoci un dominio fantoccio.
1575: liberazione di Pisa, mentre gli Ottomani, impegnati contro l'Impero, giungono in Toscana male armati e sono costretti a ripiegare oltre Grosseto.. I Veneziani ne
approfittano per una espansione nel Montefeltro, conquistando Urbino, Pesaro e Senigallia. Fano rimane exclave ottomana.
Torquato Tasso, fortemente deluso dall'esperienza a Lucera, finisce di scrivere un poema cavalleresco ispirato ad una futura liberazione del sepolcro di Pietro, che si intitola "la Roma liberata".
1576: Gli Spagnoli sono sbaragliati a Civitavecchia e si rafforzano in Toscana. L'esercito imperiale scende verso l'Italia ma è fermato delle milizie francesi a Lecco. Incrinamento dei rapporti francoimperiali.
1577: accordo Spagna-Turchia che riconosce la cessione della Toscana. Tregua per permettere agli Spagnoli di togliere a Venezia i domini marchigiani, tranne Senigallia e Montefeltro.
1580: l'Impero ottomano ritenta la presa di Senigallia, ma è bloccato dalla guerriglia italo-spagnola che nel frattempo tenta la presa di Spoleto.
1595: dopo 15 anni di guerriglia con appoggio spagnolo, la Confederazione Italica riesce a liberare i territori cristiani
dell'Italia peninsulare, scacciandone gli abitanti di religione islamica e vietando l'alfabeto arabo. Rimangono tuttavia intatte alcune grandi opere, come le maestose moschee di Roma e di Firenze, convertite in chiese, nonché la bellissima tomba di Machiavelli presso l'Albergaccio, la sontuosa villa nella campagna fiorentina che Solimano il Magnifico regalò
a Niccolò Mustafà in segno di gratitudine. La tomba consiste in una cappelletta dove sono incisi sulla volta e sul sarcofago, in caratteri arabi, i punti salienti del Principe.
1596: un tentativo di marcia verso Lucera viene scongiurato dalle milizie ottomane che sbaragliano l'esercito ad Ascoli Piceno.
Riconoscimento ottomano e patto di non aggressione. Il papa viene invitato a tornare a Roma, ma annuncia che prima verrà chiamato un architetto, un certo Bernini, per la realizzazione di una serie di opere, tra cui Piazza San Pietro, edificata intorno alla sontuosa moschea del Vaticano convertita a basilica. Grandi festeggiamenti per tutti i cristiani nonché indulgenza plenaria a tutti coloro che nel 1600 affluiranno a Roma per il Giubileo. Nel timore di un nuovo attacco, i Turchi preparano milizie stabili in buona parte del sud Italia.
1600: il Giubileo magnifico si trasforma in una sorta di expo ante-litteram, con tanto di scienziati, intellettuali, artisti di tutta Europa che presentano le loro opere nuove ispirate alla grande ritirata ottomana. La lettura pubblica di "la Roma liberata" accende il popolo di entusiasmo. Vengono invitate a festeggiamenti anche le delegazioni di Genova, del ducato di Savoia, di Venezia e di Milano per riallacciare i rapporti recisi e tornare ad un'idea nazionale italiana nell'ottica di una futura riconquista del sud.

Nel corso del lustro 1600-1605 la Repubblica italica vede un governo repubblicano con sede a Roma e riconosce il Papa come sovrano nonché co-elettore con diritto di veto della Massima Assemblea, organo di governo. Lo stato è diviso in diverse prefetture.
1603: inizia la cacciata dei musulmani dai territori della Repubblica Italica. Molti di essi emigrano nell'Italia ottomana,
ma alcuni si stabiliscono sulle coste della Tunisia e nei Balcani mantenendo i propri usi e la propria lingua.
1605: Roma è ricettacolo di numerosi artisti che danno vita alla Roma Nuova, ripulendola di ogni ricordo della dominazione ottomana. Jordano Bruno è messo al rogo a Madrid. Il pittore lombardo Caravaggio fugge da Roma per rifugiarsi a Malta. Passando da Lucera, viene immediatamente riconosciuto dagli intellettuali della città e quindi presentato al prefetto ottomano d'Italia. Gli viene proposto di rimanere a Lucera, di professare la propria fede presso la comunità cristiana della città e di avere una sostanziale impunità e alloggio pagato in cambio di una serie di ritratti ai volti illustri dell'Italia meridionale.
L'elezione di Paolo V a pontefice rende tesi i rapporti tra Curia romana e Massima Assemblea. L'idea del papa è quella di ripristinare l'antico Stato Pontificio in base alla Donazione di Costantino. L'Assemblea controbatte che la suddetta donazione è un palese falso. Così l'Assemblea stessa, su ordine papale, viene scomunicata. Di tutta risposta, viene riorganizzata la Milizia in funzione antipontificia, con l'appoggio dell'Inghilterra, della Svezia e delle Provincie unite. Di tutta risposta, l'esercito pontificio trova alleati presso l'Impero e la Spagna. Primo scontro nei pressi di Grosseto a dicembre decreta la momentanea vincita dei neoguelfi.
1606: continua lo scontro tra neoguelfi e neoghibellini nelle campagne laziali. Approfittando del caos generale, i Turchi progettano una nuova espansione in Italia. L'esercito viene stanziato ad Amatrice, paese di confine, in attesa di imponenti aiuti da tutto l'Impero e addirittura dalla Persia. Il sultano
Ahmed I ha intenzioni molto serie ed è convinto a varcare le Alpi e conquistare definitivamente l'Europa.
1607: Iniziano le ostilità tra Turchi e italici nelle Marche. I Turchi irrompono nelle frontiere, mentre l'esercito italico è in gran parte impegnato in una battaglia nell'arcipelago toscano. Venezia interviene tempestivamente per impedire l'espansione ottomana, ma è rovinosamente sconfitta ad Urbino. Gli eserciti papale e repubblicano vengono sorpresi e annichiliti al largo dell'Isola d'Elba da un'imponente flotta. Paolo V è costretto a lasciare Roma e trasferirsi a Valencia per evitare la prigionia subita da Alessandro VI.
Caravaggio si trasferisce a Napoli, dove esegue un ritratto dell'allora sultano. La sua arte assorbe le atmosfere orientali, che vengono inserite nei quadri ambientati nella Palestina biblica.
1608: i vessilli ottomani sventolano ormai a Roma, Firenze e Ancona. La conquista ottomana non si ferma. Venezia rimane sola nel contrastare i Turchi che invadono la Romagna e si dirigono immediatamente verso i ducati dell'Emilia. Conquista di Mantova e fondazione della base di Rovereto, sul lago di Garda, per impedire i contatti tra l'Orobia e Venezia. Il sultano si reca segretamente a Torino alla corte dei Savoia. Ne conseguirà un interessante accordo. Se i Savoia offriranno la loro resa incondizionata e l'appoggio alla conquista ottomana dell'arco alpino, sarà loro concessa la potestà su tutti i territori conquistati a nord dell'Appennino e ad ovest del lago di Garda, con ampia autonomia amministrativa e libertà religiosa sotto l'egida della potenza ottomana. Il duca, importunato da decenni da parte della Francia che non perde occasioni per manifestare la volontà di assorbire Torino, non si lascia sfuggire l'occasione e, dietro una cospicua donazione, schiera le proprie truppe a fianco di quelle ottomane.
1609: dopo due mesi di assedio, cade Genova e anche la Repubblica ligure, che viene immediatamente passata all'amministrazione savoiarda. Mentre i Savoia parano le spalle ad una possibile aggressione da ovest, i Turchi invadono la campagna veneta e mettono a ferro e fuoco Venezia.
Nel frattempo in Germania una rivolta popolare nel contado della città di Memmingen (causata dalla restaurazione del principato e l'abolizione del comitato di liberi cittadini) accende una miccia che mette a soqquadro la Baviera, precludendo la possibilità dell'Impero di intervenire in forze contro l'Impero ottomano.
1610: il Gran Consiglio della Serenissima sventola bandiera bianca e concede la resa, mentre il doge e alcuni collaboratori si rifugiano a Candia dove rifondano il Gran Consiglio della Repubblica ormai limitata a Creta, Cipro e alcune isole egee. I Turchi risalgono passando per Bolzano ed espugnano Innsbruck, per poi saccheggiare i Grigioni durante l'estate e giungere a Milano a settembre.
1611: l'Impero Ottomano, con l'appoggio savoiardo, espugna Ginevra. Ahmed I si reca nella città rasa al suolo e impone la sua ricostruzione secondo l'architettura ottomana. L'aver distrutto la Roma protestante è visto di buon occhio dalla Francia di Richelieu, che si dichiara neutrale nel conflitto in atto.
1612: sono espugnate Basilea e Berna. Le libere signorie bavaresi, unite in una lega, stringono ad Istanbul accordi di alleanza col Sultano in funzione anti-imperiale. L'esercito ottomano espugna Strasburgo. I Persiani ottengono la cessione di Georgia, Azerbaijan e delle terre ad est del Tigri e si ritirano dal conflitto.
1613: durante la sua seconda visita in Europa, Ahmed si reca a Memmingen. Passando per le Alpi, rimane affascinato dalle Dolomiti e decide di costruire in Val Pusteria, vicino a Brunico, Sultanahmet, una cittadella che circonda una bellissima Moschea Azzurra. Le truppe ottomane conquistano l'Alsazia e e radono al suolo Strasburgo su ordine del sultano.
1614: la Lega delle libere signorie ottiene il controllo della Baviera sotto tutela ottomana e indice le prime libere elezioni. Il duca di Baviera viene condannato a morte insieme a buona parte della nobiltà locale. I Savoia sono nominati ufficialmente viceré delle Alpi. La Spagna, da anni intenta in una guerriglia contro i Turchi-savoiardi in Corsica, riscuote un notevole successo in Sicilia, conquistandone la costa occidentale. La riottosa Dalmazia viene messa a tacere ed annessa ufficialmente all'impero ottomano.
1615: a seguito dello sconfino di alcune truppe in Provenza orientale, la Francia ritira la propria neutralità e dichiara guerra all'Impero Ottomano. Di tutta risposta il Sultano tenta di attaccare frontalmente il regno, partendo dall'Alsazia, intenzionato ad assediare Parigi. L'intervento congiunto dell'esercito francese, inglese e delle Province unite permette di evitare che i Turchi raggiungano l'Ile de France e facciano prigionieri Luigi XIII e Richelieu, come annunciato da Ahmed I prima che le truppe si muovessero dal confine alsaziano. Gli Imperiali riescono a penetrare a Memmingen, devastando la regione e perseguitando senza pietà chi avesse appoggiato il libero governo. Il Sultano, costretto a ritirarsi a sud delle Alpi, accoglie gli esuli in Romagna.
1616: L'Italia è attaccata su tre fronti: a nordest l'Impero, ad ovest la Francia e a sud la Spagna. Il Sultano è in grande difficoltà, e viene travolto da schiaccianti sconfitte in Piemonte, in Sicilia e nel Veneto.
1617: Ahmed II muore improvvisamente e l'Impero piomba nel caos. L'ascesa dell'inetto Mustafa I non fa che peggiorare la situazione. La Francia penetra profondamente in Piemonte e Liguria, mentre la cavalleria polacca e imperiale libera il Veneto.
1618: l'Imperatore nomina un nuovo doge (quello precedente è morto a Candia) e un nuovo Gran Consiglio, mentre Osman assume il titolo di Imperatore ottomano. I confini della Repubblica veneta vengono ripristinati tali e quali, mentre in Piemonte tutta la famiglia dei duchi di Savoia viene imprigionata. Il ducato passa sotto il regno di Francia, che prosegue la riconquista dell'Italia giungendo fino a Roma.
1619: il trattato di Roma prevede il ritiro dell'Impero ottomano entro le frontiere del 1600, con l'eccezione della Sicilia, che va alla Spagna.
La Padania viene divisa tra Francia e Repubblica veneta, utilizzando come confine grossomodo la linea dell'Adda e del Trebbia.
La Confederazione Elvetica ritorna ufficialmente a far parte dell'Impero
, la Toscana diviene un principato indipendente e il resto l'Italia centrale va a formare lo Stato Pontificio. A quest'ultimo sono attribuite anche le Marche Maomettane, ossia la regione compresa tra Macerata e Ascoli a maggioranza musulmana. Inizia, in cooperazione con la Spagna, un periodo di restrizioni religiose in Sicilia che permette alla minoranza cristiana di espandersi ma provoca un grande malcontento
popolare.
1620: la Repubblica di Venezia inizia un periodo di riforme. Per pacificare i riottosi ex memmingeniani insediati dal Sultano in Romagna, concede ampia autonomia ai possedimenti a sud del Po e adotta
la lingua tedesca, accanto a quella veneta, per redigere i documenti ufficiali. Questa mossa è in concomitanza con il nuovo legame politico che unisce la Serenissima all'Impero.
Sacro Macello in Sicilia da parte della popolazione cattolica ispanofona e sardofona recentemente immigrata sulle coste occidentali nei confronti della popolazione musulmana dell'isola, che tende ad arroccarsi all'interno o nelle regioni orientali.
1621: il nuovo pontefice Gregorio XV chiede alla Spagna di annacquare la repressione nei confronti dei musulmani in Sicilia anche per timore di ritorsioni militari da parte dell'Impero ottomano.
1630: Galileo Galilei pubblica Dialogo dei Sistemi dei Mondi ed è subito processato per eresia. Non volendo ritrattare le proprie posizioni, si rifugia presso la comunità protestante di San Marino nel Montefeltro.
1641: la Spagna non riesce a fermare l'egemonia francese in Italia, e quindi organizza una congiura con alcuni nobili francesi ostili all'opera di Richelieu, capeggiati da Cinq-Mars. Richelieu riesce a sedare in tempo la rivolta, ma ne approfitta per allungare le mani sulla Corsica. Gli Spagnoli attaccano quindi la riviera di Levante, reinstaurando la Repubblica di
Genova, anche se la capitale sarà Sarzana, e non Genova, che rimane in mano ai francesi.
1642: Nei successivi due anni la Francia, pur provata da trent'anni di guerra, riesce ad ottenere la Corsica e a scacciare gli Spagnoli dalla Liguria, spalleggiati dai Turchi che nel frattempo invadono la Sicilia. Gli Spagnoli sono costretti a una vergognosa ritirata in Sardegna.
Nell'Impero Ottomano l'abruzzese Mohamed Mazarino diviene gran visir dell'Impero.
1644: la Spagna si rappacifica con la Francia e si accorda per l'invasione di Napoli. Luigi XIV si dimostra interessato a un'eventuale spartizione dell'Italia sudoccidentale in due stati.
1645: offensiva franco-spagnola a Napoli, che viene presto espugnata. Dopo poco cadono anche Salerno, Torre del Greco. La riviera campana viene divisa tra Francesi e Spagnoli: ai primi vanno tutte le regioni a sud di Torre del Greco.
1646: grande repressione e saccheggi a Napoli da parte delle truppe spagnole.
1647: rivolta popolare a Napoli capitanata da Usama Aniello, detto Masaniello, che instaura
per alcuni giorni un principato personale nella costa campana prima che l'esercito ottomano ritorni in città e lo deponga.
1648: sale al potere Maometto IV,
che scaccia completamente i soldati cristiani dall'Italia meridionale. La sua azione tuttavia si concentrerà sull'europa centroorientale, giungengo ad assediare Vienna di lì a qualche anno.
1663: i Turchi premono contro i confini asburgici nei Balcani. Tuttavia il Sultano non si dichiara intenzionato ad attaccare l'Europa partendo dall'Italia.
1664: a Mantova viene pubblicato il primo giornale della storia d'Italia, la Gazzette di Mantuve, in lingua francese. La Repubblica di Genova passa sotto la tutela francese.
1683: i Turchi assediano Vienna, tuttavia senza successo. La sconfitta innesca una grande ritirata dai Balcani dell'Impero Ottomano, ma in compenso le forze sono concentrate sul fronte italiano.
1684: Approfittando della debolezza spagnola, vengono varcate le frontiere pontificie e occupata la Ciociaria. Il confine marchigiano viene spostato sulla Valpotenza, occupando la maggior parte delle Marche maomettane.
1685: L'esercito ottomano conquista allo Stato pontificio Rieti, Fiuggi e Subiaco.
1686: i Turchi sono sconfitti presso Gubbio da uno schieramento comprendente Venezia, Impero e Francia.
I Turchi indietreggiano nel Lazio, pur conservando le Marche maomettane e la Ciociaria. Le forze imperiali sono arroccate tra i monti Lepini e i monti Ausoni. Il progetto imperiale è quello di creare un cuneo ottomano nel Lazio tale da influenzare la politica pontificia. Viene quindi messa in atto un'opera di popolamento della Ciociaria da parte di abitanti del Sud Italia e di conversioni all'islamismo della popolazione rurale unite a restrizioni per i sudditi cattolici.
1692: il progetto di islamizzare la Ciociaria viene interrotto a causa della pressione costante da parte dell'esercito pontificio e dalle crisi interne dell'Impero Ottomano. Il confine torna ad assestarsi sulla linea Gaeta-Pontecorvo-Cassino. Tuttavia, l'impronta della dominazione turca rimane impressa nei costumi della popolazione locale.
Conseguenze etniche: cosa cambia in questo secolo?
- nel Nordest si diffonde l'uso ufficiale del francese, mentre l'italiano viene completamente dimenticato;
- Nel nordest la lingua veneta è più viva che mai, ma è aperta all'influsso del tedesco a causa del legame con l'Impero;
- In Romagna e nel Montefeltro si forma una forte minoranza etnica di origine bavarese che lascerà un'impronta molto forte sulla cultura della regione. Ad esempio, oggi si berrebbe indifferentemente birra e sangiovese come accompagnamento di piadine con wurstel! E il liscio sarebbe arricchito dal canto jodler!
- La Ciociaria, pur conservando il suo legame con Roma, avrebbe molti aspetti in comune con l'italia meridionale, tra cui la religione musulmana, gli usi e i costumi di ogni giorno e il dialetto.
- La Sicilia, oltre ai siciliani di religione islamica, ospiterebbe anche sardi e spagnoli, soprattutto nelle regioni costiere
occidentali.
Come continuarla?