Di POD relativi a Napoleone è pieno il mondo delle ucronie, e quelle progettate e pubblicate sul nostro sito non sono di meno rispetto quanto ideato dai più prestigiosi autori fantastorici. Vi propongo un POD, che anche in questo caso prevede con anticipo la conclusione della carriera del generale corso, e che si sarebbe potuto benissimo verificare se l'allora Contrammiraglio Horatio Nelson non fosse stato un po' troppo zelante. Chiedo sin d'ora scusa del dettagliato percorso storico, ma esso spiegherà meglio le scelte cui pervenne il grande condottiero navale britannico.
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Quando nel 1798 Napoleone stava ultimando i preparativi per la spedizione contro l'Egitto, i Britannici erano giunti a conoscenza che qualcosa stesse bollendo in pentola dalle parti di Tolone. Sia attraverso le proprie spie sul continente, sia attraverso le ricognizioni effettuate dai vascelli della Mediterranean Fleet, a Londra si era convinti che la squadra francese stesse preparandosi per una qualche sortita.
La supposizione era, però, che le navi all'ancora a Tolone avrebbero tentato di raggiungere Brest, sull'Atlantico, onde rafforzare il dispositivo navale francese, azione propedeutica per ciò che rappresentava l'incubo dei responsabili britannici: l'invasione anfibia delle loro isole.
Qualcosa però non quadrava: sembrava che i Francesi stessero concentrando truppe di terra nei dintorni di Tolone; che motivo avevano di fare ciò?
Se l'informazione era corretta, ma di questo si ebbe conferma soltanto dopo la cattura di una goletta francese (vedi più avanti), imbarcare uomini, cavalli, cannoni da campagna e tutto il resto, per trasportarli fino a Brest era, per lo meno, assurdo. Tutto l'apparato terrestre poteva benissimo essere radunato nei porti che davano sulla Manica, e da lì imbarcato sulle navi per compiere l'operazione anfibia tanto temuta a Londra.
La squadra francese del Mediterraneo, invece, senza il gravame di trasportare persone e cose, secondo l'ineccepibile logica dell'Ammiragliato britannico ma anche quella del buon senso comune, avrebbe dovuto salpare le ancore per dirigersi verso ovest, superare la barriera rappresentata dalle navi britanniche al comando di Nelson che veleggiavano nei pressi di Tolone, poi quella delle altre navi di Sua Maestà al comando dell'Ammiraglio Jervis, che facevano la medesima cosa ma nei pressi di Cadice, per evitare che i Francesi si unissero alla flotta spagnola, quindi, una volta lasciatasi Gibilterra sulla dritta, risalire l'Atlantico.
E la prima fase non sarebbe stata affatto impossibile, anche perché le navi di Nelson non erano molte, sebbene i Britannici facessero leva su un'indiscussa superiorità tecnica dei loro legni, e su un'altrettanto indiscussa superiorità professionale e morale dei loro equipaggi. Più difficoltoso sarebbe stato affrontare Jervis, le cui forze avrebbero potuto scompaginare quelle francesi con una certa sicurezza, e di questo i responsabili militari a Parigi ne erano bene a conoscenza.
In teoria, quindi, Nelson doveva semplicemente vigilare ed eventualmente informare Jervis di un eventuale tentativo francese di dirigersi verso ovest, nel frattempo disturbare la squadra nemica, ed infine appoggiare il proprio superiore nella totale distruzione di questa.
Tuttavia, in virtù delle notizie che gli erano state fornite da Jervis, a sua volta ricevute da Londra (ricordiamoci che all'epoca le informazioni giungevano attraverso dispacci recapitati da navi di collegamento che mantenevano i rapporti tra le varie flotte e fra queste e la madrepatria), Nelson elucubrava sulla possibilità che i Francesi stessero tramando qualcosa di più arzigogolato, tant'è che aveva chiesto rinforzi, e Jervis lo aveva accontentato mandandogli ben 11 vascelli, ma nessuna fregata, tipologia di nave che Nelson riteneva essere "…gli occhi della flotta", e pertanto strumento utilissimo per la ricognizione e la sorveglianza.
Il 15 maggio 1798 al largo della Provenza, mentre erano ancora in attesa dei detti rinforzi, le navi del Contrammiraglio Nelson catturarono una goletta francese, il cui comandante, sottoposto ad interrogatorio, dichiarò che una consistente flotta d'invasione era ormai prossima a salpare da Tolone. Ma per dove, neanche lui lo sapeva.
Subito Nelson fece rotta per il porto francese, dove giunse il giorno 19, lo stesso della partenza dei Francesi verso il Tirreno.
A questo punto, interviene il primo dei fatti che impedì ai Britannici di ostacolare le operazioni nemiche: una tempesta investì in pieno la piccola squadra di Nelson, mentre risparmiò il grande convoglio francese.
Se le navi britanniche avessero intercettato quel convoglio, l'inferiorità numerica avrebbe loro impedito di impegnare gli equivalenti vascelli da guerra, ma certo qualcuno dei 130 legni da trasporto avrebbe potuto essere affondato e altri danneggiati, fino al punto di convincere il futuro imperatore ad ordinare il rientro alla base e rimandare i tempi dell'invasione dell'Egitto.
Nel frattempo sarebbero giunte le navi britanniche di rinforzo, che avrebbero permesso di "cinturare" la rada di Tolone, precludendo qualsiasi ulteriore possibilità per i Francesi di tentare una nuova spedizione nel Mediterraneo.
Ma questo non impedirebbe a Napoleone di proseguire in quelle che sarebbero state le sue successive ed ambiziose azioni, e che avrebbero comportato altri 15 anni di guerre, con consequenziali lutti e distruzioni.
Diverso sarebbe stato un successivo possibile incontro-scontro fra la squadra di Nelson, rinforzata dagli 11 vascelli di cui si diceva, e il convoglio francese guidato dal Viceammiraglio François-Paul Brueys d'Aigalliers.
Non deve essere stato affatto piacevole ciò che il sistema nervoso di Nelson dovette affrontare dal 19 maggio fino al 1 agosto, data della battaglia navale di Aboukir.
Gli obiettivi dei Francesi erano ancora a lui sconosciuti e per quasi tutto quel periodo navigò nel Mediterraneo alla ricerca della flotta nemica, mentre dubbi, sospetti, ripensamenti logoravano la sua mente e influivano sulle decisioni e gli ordini da dare.
Nelson, dopo quattro giorni di attesa presso l'isola di San Pietro, durante i quali aveva riparato i danni subiti a seguito della tempesta incontrata, ritornò verso Tolone, pensando che anche i Francesi fossero stati coinvolti dagli eventi atmosferici, mentre invece essi navigavano nel Tirreno, dopo essersi riuniti alle navi provenienti da Marsiglia, da Ajaccio, da Genova e dall'Elba, restando in attesa di congiungersi con quelle salpate da Civitavecchia.
Ma quest'altra squadra avrebbe mancato l'appuntamento con il grosso della flotta francese e si sarebbe diretta verso Malta, per procedere alla sua conquista come avvenne il successivo 8 giugno.
Il 7 giugno, mentre Brueys dirigeva verso sud, Nelson s'incontrava con i rinforzi tanto attesi, comandati dal Commodoro Troubridge, riprendendo quindi il suo affannoso peregrinare nel mar Tirreno, alla ricerca del nemico.
Il 14 giugno, al largo di Civitavecchia, i Britannici incrociarono un mercantile tunisino dal cui equipaggio appresero che, dieci giorni prima, una grande flotta veleggiava verso est all'altezza della Sicilia occidentale.
Il 17 giugno Nelson si fermò davanti Napoli e inviò a terra Troubridge, che ritornò con la notizia della caduta di Malta.
A questo punto, in Nelson si rafforzò il sospetto che l'obbiettivo dei Francesi doveva essere l'Egitto e, pertanto, decise di organizzarsi per veleggiare in quella direzione.
Proprio il 19 giugno, Napoleone partì da Malta per la stessa meta, ma Bruyes fece seguire al grande convoglio una rotta piuttosto insolita, dirigendo verso Creta e calando poi sull'Egitto da nord.
Questa decisione, insieme alla lentezza stessa del convoglio francese e alla nebbia, avrebbe di fatto impedito a Nelson d'intercettare il nemico, di affrontarlo e sconvolgerne i piani, grazie alla superiorità su cui poteva contare l'ufficiale britannico.
Infatti, per ben due volte Nelson incrocerà i Francesi, ma senza che le due flotte avversarie si accorgessero l'una dell'altra.
Il primo mancato incontro accadde nella notte fra il 22 e il 23 giugno; i Britannici superarono i Francesi, che stavano sempre al di là dell'orizzonte (la mancanza delle importanti fregate, "occhio della flotta"), per giungere davanti ad Alessandria il giorno 28, restando delusi perché convinti di trovarvi il convoglio nemico, che a quel punto speravano di attaccare magari proprio nel delicato momento dello sbarco.
Preso da un eccessivo panico che l'obiettivo francese fosse non già l'Egitto, ma piuttosto la Sicilia, all'alba dell'indomani, vittima del suo stesso iperattivo zelo, Nelson dirigeva le proprie navi verso Siracusa, mentre solo poche ore dopo Napoleone giungeva nelle stesse acque.
Il successivo 30 giugno, la squadra britannica mancava un ennesimo possibile incontro con il grosso del convoglio francese, sempre per la mancanza di fregate che avrebbero permesso la funzione esplorativa al di là dell'orizzonte.
Il resto, lo sbarco francese del 1 luglio, la campagna d'Egitto, la battaglia navale di Aboukir del 1 agosto, dove stavolta Nelson, tornato indietro, riuscirà a distruggere la squadra francese del Mediterraneo, sono uno sviluppo che poteva essere impedito dall'anticipazione di quest'ultimo scontro già in quei giorni di fine giugno 1798.
Infatti, se Nelson non fosse stato troppo precipitoso (ma ricordiamo che i suoi nervi erano veramente scossi, essendo stati sottoposti ad uno stress non da poco, tanto che nel successivo mese di luglio subirà degli attacchi di angina) avrebbe dovuto, da un punto di vista strategico, attendere anche solo un "ipotetico" sbarco dei Francesi; poiché l'Egitto rappresentava pur sempre la porta per il Levante e quindi per l'Asia, e a Londra ciò significava l'India, che dopo la perdita delle tredici colonie nordamericane era ormai l'area più importante dell'Impero Britannico.
Per cui la Sicilia poteva pure venire invasa e conquistata dai Francesi, ma ciò non avrebbe impedito i collegamenti con l'India, mentre un'avanzata verso oriente di Napoleone (che comunque non sarebbe stata semplice e la mancata conquista della Siria lo dimostrerà) avrebbe potuto pregiudicare il dominio britannico nel subcontinente indiano, con intollerabili negative conseguenze economiche e strategiche.
Ma l'errore di Nelson, militarmente imperdonabile, sarebbe stato poi dimenticato proprio grazie al successivo scontro di Aboukir.
Si è detto che Nelson, durante la sua ricerca del nemico nel Mediterraneo orientale, avrebbe dovuto spiegare più a ventaglio i propri vascelli, surrogando la funzione esplorante delle fregate, ma ciò andava contro i criteri tattici navali, perché, in quel caso, le forze britanniche sarebbero state sparpagliate, mentre i Francesi ammassati; Bruyes avrebbe così avuto buon gioco sulle singole navi nemiche, affondandole senza troppi problemi.
Il vero POD, che in conclusione avrebbe potuto comportare la morte o la cattura di Napoleone, con il derivante impedimento di almeno 15 anni di successive guerre, è invece la decisione di Nelson di aspettare nella rada di Alessandria.
Il futuro, in questo caso mancato, imperatore, sarebbe giunto, così come realmente avvenuto, a bordo della fregata La Junon, che come le altre navi francesi presenti era destinata a colare a picco, vittima della superiorità britannica (stavolta anche numerica, perché una parte dei vascelli da combattimento francesi navigano più indietro essendo di scorta al convoglio); ed è veramente difficile ipotizzare che in questo frangente qualche nave riuscisse a scampare dalle grinfie dei figli di Albione.
Quindi, se non rimane ucciso a seguito della battaglia, o preso prigioniero dopo un abbordaggio che vede i Royal Marines vittoriosi sulla tolda della Junon, Napoleone potrebbe pure fuggire su una scialuppa di salvataggio, ma per essere arrestato dai Mamelucchi, ben contenti di consegnarlo poi a Nelson.
Successivamente, la squadra navale britannica passerebbe a distruggere il convoglio francese, con tanti saluti all'invasione dell'Egitto.
Ci sono emuli di Bonaparte, in quel periodo, in terra di Francia? Si, qualcuno si, ambizioso anche, ma si tratta di persone che non hanno il suo brillante genio militare, quindi la Francia proseguirebbe il conflitto che la vedeva opposta all'Impero Britannico, ma come stava accadendo, proprio mentre Napoleone era impegnato in Egitto, il Direttorio era prossimo a perdere la guerra in Europa; la fine della prima repubblica e la conseguente restaurazione sarebbero stati gli inevitabili sviluppi.
Ben difficilmente, agli albori del XIX secolo, le monarchie europee, compresa quella illuminata e costituzionalista britannica, avrebbero tollerato una Francia repubblicana, anche se questa si fosse ritirata nei suoi confini e avesse assicurato di non esportare ulteriormente il proprio spirito politico al di fuori di questi.
Tant'è, che è proprio il pericolo di perdere la guerra e che la Francia venisse totalmente invasa, abbinato alla sua grande ambizione, che spingerà Napoleone a ritornare in patria, abbandonando di fatto le sue truppe in Egitto e iniziando la sua scalata al potere.
Forse oggi avremmo ancora una Francia sotto il governo dei Borboni? Non credo proprio, così come non è detto che il periodo tra il 1799 e il 1815 avrebbe visto l'Europa sempre in pace.
Certo è che venendo a mancare prima Napoleone sulla scena della Storia, parecchie cose sarebbero state diverse, in vari campi, come quello giuridico.
O no?
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Ed ecco un'altra ucronia dedicata a una spedizione "alternativa" di Napoleone:
di Perché No?
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Dietro consiglio di Bonaparte, l’eroe dell’armata d’Italia, nel 1798 il governo rivoluzionario decide di riunire una grande armata nei porti del Mediterraneo, chiaramente si tratta di una forza di invasione. Però le spie inglesi, prussiane e austriache non riescono a comprenderne l’obiettivo: si parla dei Caraibi, per riconquistare l’isola di Santo Domingo, o dell’Inghilterra stessa, o delle sue colonie in India o meno probabilmente l’Egitto. Fino al l’ultimo momento l’obiettivo del Corso rimane oscuro.
La flotta di Horatio Nelson prova a seguire la spedizione ma naviga senza informazioni. Quando la flotta di Bonaparte prende Malta, sembra ormai chiaro che l’obiettivo é nel Mediterraneo, probabilmente l’Egitto, e Nelson decide di partire prima nella speranza di prenderli di sorpresa appena arrivati. Però tutto questo si rivela un trucco abilmente architettato.
Appena Malta si è arresa, Bonaparte prende la direzione opposta e in pochi giorni oltrepassa Gibilterra e Nelson é troppo lontano per raggiungerlo. In poco tempo la flotta francese risale le coste spagnole e francesi. L’Inghilterra teme l’invasione e si prepara a lottare sul suo territorio, gridando al ricordo di sir Francis Drake e della distruzione dell’Invincibile Armada. Però si sbagliano ancora: Bonaparte non crede in un’invasione diretta dell’Inghilterra, però si ricorda lo sbarco fallito nel 1796 di Hoche in favore degli Irish United.
L’Irlanda rappresenta una ferita al fianco del leone britannico, dall’inizio della rivoluzione francese l’isola é scossa da movimenti pro-francesi e ostili agli Inglesi, Theobald Wolfe Tone e i suoi Irish United iniziano una guerriglia contro gli Inglesi. Il primo sbarco era fallito per mancanza di mezzi e le ribellioni irlandesi non si erano totalmente spente. Cosi Bonaparte sbarca nell'aprile 1798 a Killala, dove é accolto dai patrioti irlandesi e fonda con loro la Repubblica di Connaught (sede della prima capitale irlandese), una repubblica sorella di quella francese come ha fatto in Italia.
Tutta l’isola si solleva al richiamo del famoso generale, e le truppe inglesi dell’isola, benché rinforzate, poco dopo sono annientate nella battaglia di Castlebar. Bonaparte si insedia a Dublino dove organizza i suoi ausiliari nell’IRA (Irish Revolutionnary Army); contro il parere del governo francese, Bonaparte firma un concordato in nome della repubblica di Connaugh per conservare il favore di questo popolo cattolico. Più difficile é la conquista del Nord dell’isola, popolata da protestanti inglesi: Bonaparte deve lottare come é stato fatto in Vandea ed autorizza i suoi ausiliari irlandesi a seminare il terrore in questa terra, che diventa presto un deserto umano dopo orrendi massacri.
La campagna dell’Ulster finisce con la distruzione di Belfast. Pero c’é un punto nero: poco dopo la flotta francese é annientata da Nelson finalmente arrivato (si dice "in ritardo come Nelson") alla battaglia navale di Donegal. Bonaparte sembra bloccato nella piccola isola in pieno inverno, però ha il tempo di pacificare e organizzare la sua conquista. In primavera un esercito inglese comandato da Cornwallis sbarca sperando di sollevare i protestanti. Però non ci riesce, perché essi hanno troppa paura del Corso.
Bonaparte vince la battaglia di Ballynamuck con l’aiuto dell’IRAm e Cornwallis deve rimbarcarsi, perdendo una grande parte dei suoi uomini. Allo stesso tempo una nuova flotta francese con rinforzi comandati dal generale Humbert arriva dal Nord e dalla Scozia per evitare Nelson, e Bonaparte si imbarca verso l’Inghilterra. Sbarca prima in Scozia dove, promettendo la libertà, solleva gli Scozzesi e fonda la Repubblica di Caledonia. Vince le truppe locali nella battaglia di Newcastle, e con rinforzi irlandesi e scozzesi prende la direzione del Sud con la chiara intenzione di cingere Londra d'assedio.
A questo punto il panico assale il popolo inglese, per sicurezza il principe reggente George é imbarcato a forza sulla nave di Nelson per mantenere la legittimità dello Stato (sarà detto più tardi "codardia da principe"). Però le truppe di Bonaparte sono ormai allo stremo: marce forzate, clima terribile e cibo orrendo stancano gli Francesi e si devono mantenere truppe in Irlanda e sopratutto in Scozia, dove esiste una guerriglia pro-inglese; per di più le terre inglesi occupate non sono sicure, percorse da partigiani e da truppe irregolari.
Infine Bonaparte é fermato nella battaglia di Lincoln dal duca di Wellington (primo incontro, si ritroveranno a Waterloo): la battaglia non é un successo, gli Inglesi non riescono a vincere Bonaparte, ma questi si rende conto della sua posizione precaria e decide di finire l’impresa quando ancora può trattare. Senza avvertire il suo governo inizia colloqui di pace e firma da solo il trattato di Shrewsbury nell'agosto 1799. Le truppe francesi possono evacuare l’isola con onore in cambio dei prigionieri di guerra e riescono a ritirarsi dal paese. Irlanda e Scozia diventano indipendenti e la pace é firmata tra Francia e Inghilterra; quest’ultima riconosce la repubblica e rompe con i realisti francesi. Cosi la pace é imposta all’Inghilterra, che pero non viene umiliata e può festeggiare la grande vittoria salvatrice di Lincoln. Bonaparte la lascia dire, ha ormai altre gatte da pelare nella stessa Francia.
Poco dopo la Scozia conosce una nuova rivoluzione, la repubblica cade e il paese diventa davvero indipendente dalla Francia e dall’Inghilterra restaurando la monarchia con Henry I Stuart (il cardinale-duca di York). Pià tardi il re Stuart rivendica la corona inglese e ci saranno nuove guerre giacobite: l’Inghilterra esce per il momento delle vicende del continente, lasciando Napoleone a guerreggiare per la supremazia contro Austriaci, Prussiani e Russi. La Repubblica di Connaugh diventa poco dopo la repubblica d'Irlanda, alleata della Francia ma fiera e indipendente (rifiuterà di diventare un regno per Gerolamo Bonaparte).
L’Irlanda povera sviluppa presto una flotta potente che sottrarrà qualche colonia all’Inghilterra. Con la spedizione francese viaggiavano gruppi di eruditi in tutte le materie che fanno nascere l’accademia delle scienze di Dublino e pubblicano la famosa « Descrizione dell’Irlanda », che farà nascere il gusto francese per il passato e la storia celtica, facendo tornare alla luce i grandi monumenti celtici dell’isola. La spedizione d'Irlanda ha come effetto la nascita della celtologia, il cui maestro indiscusso sarà Jean-François Champollion (1790-1832).
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E ora, un'altra ideona dello stesso autore: Napoleone in America!
L'ancora giovane Napoleone Bonaparte, dopo aver completato la sua formazione militare, dispera di fare qualcosa di veramente grande nella piccola Francia cosi bloccata dai privilegi, e come Corso é sospettato di simpatie per Pasquale Paoli, e la sua carriera non sembra portarlo a niente. Poco dopo essere diventato luogotenente d'artiglieria e avere sposato Désirée Clary, suo padre é morto, Giuseppe Bonaparte é troppo debole per costringere il fratello a seguirlo, il posto nella guarnigione di Valence non lo entusiasma, e dunque Napoleone decide di dare una svolta alla sua vita e si imbarca con la moglie su una nave per gli Stati Uniti. Questo paese nuovo gli sembra il posto ideale per diventare qualcuno.
Arrivato lì, propone i suoi servizi all'esercito dell'Unione, sempre alla ricerca di ufficiali ben addestrati, sopratutto di artiglieria. Napoleone coglie presto l'occasione di combattere quando é inviato contro i ribelli della Whisky Rebellion nel 1791, dove fa sparare con i cannoni contro i ribelli. Guadagna così il rango di generale ed inizia una bella carriera, che lo porta nell'elite dell'esercito, si fa costruire una bella casa negli Stati del Sud, ha figli. Nel 1803 la Francia vende la Lousiana e Bonaparte é mandato a sistemare l'occupazione e a combattere contro gli indiani, poi vincerà anche il capo indiano Tecumseh.
Nel 1812 scoppia la guerra anglo-britannica. Nel 1814 dopo la distruzione di Washington la situazione é tale che Napoleone Bonaparte si vede affidare la missione di respingere l'invasione britannica. A questo punto il suo genio militare gli permette, riorganizzando l'esercito e le milizie, di sconfiggere i Britannici fino a invadere e conquistare il Canada. la città di Québec si arrende nel 1814 e le ultime truppe britanniche evacuano nel 1815, la pace segna il trionfo per gli Stati Uniti.
Napoleone Bonaparte è eletto presidente degli Stati Uniti fino alla sua morte durante il suo secondo mandato nel 1821: è all'origine della dottrina Bonaparte, cioè l'America agli Americani. In suo onore esistono delle città chiamate Ajaccio o Napoleon City in diversi Stati americani, e al posto dell'Ohio c'é lo Stato di Bonaparte.
Dopo essere stato eletto presidente, Napoleone trasforma l'Unione in un regime autoritario personale. Alla fine del suo primo mandato cambia la costituzione, l'organizzazione dell'Unione rimane la stessa ma al posto di un presidente ci sarà un imperatore. Nel 1819 Bonaparte viene eletto imperatore degli Americani sotto il nome di Napoleone I e incorona se stesso a Filadelfia (scelta come capitale dell'esecutivo, lontano dal legislativo a Washington). Crea presto una nuova nobiltà con i suoi fratelli, chiamati dall'Europa come principi e duchi nei nuovi Stati che nascono nell'Ovest. Ovviamente c'é una resistenza repubblicana che dovrà andare in esilio nell'Ovest, dove sono fondate repubbliche indipendenti. Napoleone I prova a riunire gli Americani in una vasta guerra di aggressione contro il Messico nel 1820, conquista il Texas e entra da trionfatore a Città del Messico nel 1821. Quindi vi insedia il fratello Giuseppe come re, ma poi questi è messo in fuga dalla guerriglia, e lui deve nuovamente intervenire a Città del Messico per rimetterlo sul trono.
In questa Timeline la Francia rivoluzionaria ha invaso comunque il Portogallo e la Spagna, il che provoca l'indipendenza dell'America del Sud; Simon Bolivar riesce a unire le colonie spagnole in uno Stato federale, e se Napoleone in un primo momento aveva favorito l'azione di Bolivar e l'indipendenza del Sud, coerente con la dottrina Napoleone, davanti all'evoluzione autocratica di Bonaparte, Bolivar si schiera contro di lui e diventa il corrispondente di Wellington in questa situazione, rappresentando la democrazia elettiva in confronto alla tirannide napoleonica. Non dimentichiamo la Gran Bretagna che vorrà riprendersi il Canada: Arthur Wellesley alias Wellington sbarca in Québec e tenta di sollevarlo contro Napoleone nella terza guerra anglo-americana. Anche l'imperatore Dom Pedro I del Brasile potrebbe dare il suo contributo; il generale Bernadotte tradisce Napoleone, è adottato da Pedro I come figlio con il nome di Dom Pedro II, e il Brasile è ancor oggi una monarchia costituzionale.
La rotta di Napoleone avviene durante una spedizione nei Territori del Nord-Ovest per conquistare quest'ampia area, rimasta fedele a Londra. Nel 1823 i Messicani, i Texani e le repubbliche dell'Ovest invadono l'impero di America, contemporaneamente scoppia una vasta ribellione interna e il Corso é definitivamente sconfitto nella battaglia di Savannah; dichiarato decaduto dal suo titolo, è mandato in esilio prima nelle Bahamas (da lui stesso in precedenza annesse) e poi, dopo la fine dei Cento Giorni, in via definitiva nelle Galapagos, messe a disposizione dall'Ecuador, o nell'ancora più remoto arcipelago Juan Fernandez, messo a disposizione dal Cile. Lì The Imperator morirà nel 1831, e nel 1850 le sue ceneri saranno solennemente traslate a Washington, all'Invalids Hotel.
Il grande congresso continentale si tiene a Rio de Janeiro, e le Americhe sono così risistemate:
il Labrador, Terranova, le isole artiche e la regione di Toronto tornano all'Inghilterra che ne fa un Dominion con anticipo, per premiare i coloni;
il Canada occidentale, i Territori del Nordovest e lo Yukon sono uniti a parte della costa ovest a formare la Colonia Britannica dell'Oregon;
gli Stati Uniti rientrano nei confini del 1805, e sono restaurati come repubblica sotto John Quincy Adams;
la repubblica del Texas si trova sotto influenza inglese;
la repubblica di California si trova sotto influenza inglese;
le Cinque Nazioni Indiane e la Confederazione dei Lakota Sioux, che hanno combattuto contro il Corso, vedono riconosciuta la loro indipendenza;
la Grande Federazione Colombiana comprende anche Centro America, Messico e Nuovo Messico e si avvia a diventare una superpotenza con capitale nella città di Bolivar, posta dove oggi c'è Bogotà;
Cuba e la Florida restano alla Spagna;
l'Impero del Brasile annette tutta l'Amazzonia;
la Repubblica di Haiti vede riconosciuta la propria indipendenza.
Un Napoleone in America porterà a un risveglio delle identità di popolo e alla nascita di molte nazioni indipendenti; di sicuro il Québec francofono darà via a una guerra d'indipendenza analoga a quella dei Boeri, e forse coronata da successo. Tutto ciò naturalmente non impedirà la marcia verso l'Ovest dei coloni americani nel corso del secolo, né a Louis-Napoleon Bonaparte di essere eletto nel 1849 dodicesimo presidente degli Stati Uniti, restaurando in seguito il Secondo Impero d'America. Luigi Napoleone si fa eleggere Presidente nel 1849, dopo otto anni (1857) dovrebbe lasciare il potere, ma si proclama imperatore appoggiandosi ai grandi piantatori del Sud, sostiene la schiavitù e la politica isolazionista. Il Nord non ci sta, tiene libere elezioni ed elegge Abraham Lincoln (il Kentucky si è ribellato a Luigi Napoleone, pur essendo uno stato schiavista). Il bombardamento nordista di Fort Sumter porta allo scoppio della Guerra Civile, che si combatte tra Stati Uniti e Impero Americano, si conclude nel 1865 dopo che anche Garibaldi è corso a combattere per il Nord. Lincoln è assassinato da Booth, ma il suo vice Jackson riunifica gli Stati Uniti d'America ed avvia la ricostruzione. Intanto l'immigrazione europea si rivolge soprattutto verso la Federazione Colombiana, che si avvia a diventare una grande potenza industriale sotto la presidenza assai energica di Porfirio Diaz...
E poi?
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