La Nuova Curlandia

di Toxon

Bandiera della Nuova Curlandia

L'idea iniziale stavolta è di Toxon:

Il più piccolo paese europeo a colonizzare le Americhe fu la Curlandia, che nel ‘600 impiantò ripetutamente una colonia nell’attuale isola di Tobago. A causa dell’ostilità degli Olandesi, che non volevano avere concorrenti nella zona, e dei problemi politici della stessa Curlandia, l’isola fu ripetutamente abbandonata e ricolonizzata, fino ad essere definitivamente venduta nel 1690. Ma se i curlandesi tengono duri e, incuranti di tutte le difficoltà, rimangono a Tobago (anzi, nella Nuova Curlandia)?

Dopo la spartizione della Polonia, di cui la Curlandia è vassalla, il paese viene annesso alla Russia. Questa, se non perde l’isola nella Guerra di Crimea, continua ad occuparla fino al 1917. A quel punto, mentre la madrepatria è nel caos, i neocurlandesi riescono a proclamare l’indipendenza del loro paese, un pezzo di Baltico nei Caraibi.

La bandiera della Nuova Curlandia sarà il Granchio in campo rosso, che vedete qui sopra.

I vari aspetti della cultura neocurlandese possono essere più indovinati che previsti con sicurezza, vista la grande differenza ambientale tra madrepatria e colonia. Non scordiamoci poi che, se la Nuova Curlandia riesce a svilupparsi in pace e ad essere riconosciuta dalle altre potenze coloniali, è probabile che prima o poi siano importati anche degli schiavi neri, e che questo abbia i suoi effetti sulla cultura locale. Posso provare a ipotizzare qualche piatto tipico locale: piselli e prosciutto adagiati su fette d'ananas, formaggio al comino e allo zenzero. Il Balsamo di Riga potrebbe avere una versione "tropicale" con il rum e alcuni ingredienti diversi.

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Ora è la volta di Rivoluzionario Liberale di dire la sua:

Ciao, sono Rivoluzionario Liberale. Penso che con la spartizione della Polonia gli zar mandino nei Caraibi diversi coloni, curlandesi ma anche polacchi, russi, ucraini anzi gli zar potrebbero ampliare i possedimenti con la più grande Trinidad. Se non perdono le isole con la guerra di Crimea e del Giappone e l'arcipelago potrebbe entrare nell'unione sovietica come repubblica autonoma, a questo punto negli anni '60 si avrebbe una crisi missilistica della nuova Curlandia.

Altra ipotesi: nel 1905 il Giappone decine di annettersi Tobago, a questo punto il Giappone potrebbe progettare l'espansione nei Caraibi, e la Pearl Harbour farla a Guantanamo.

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Segue la risposta di Toxon:

Le tue ipotesi sono interessanti, però io ci farei due piccole varianti. Se la Nuova Curlandia continua ad essere colonizzata anche dopo il '600 anche da non curlandesi (ci potrebbe essere addirittura una comunità di schiavi neri), è possibile che dopo il 1917 essa voglia continuare ad essere legata alla madrepatria. Tra l'altro questo vorrebbe dire che la lingua parlata nell'isola non sarebbe né il curlandese nè il tedesco del Baltico (c'è stata una discussione in proposito a suo tempo) ma il russo. Non penso però che l'Armata Rossa riuscirebbe a riconquistare Tobago (le grandi potenze farebbero di tutto per limitare il contagio rivoluzionario nei Caraibi), e secondo me vi si potrebbe fuggire lo zar, subito dopo la Rivoluzione di Febbraio: qua, sotto la protezione della flotta inglese e britannica, potrebbe continuare a mantenere un Impero Russo legittimista. Cosa succederebbe dopo il crollo dell'U.R.S.S.? I Romanov potrebbero tornare in Russia e riunire l'isola alla madrepatria (secondo me improbabile)? O la Nuova Curlandia potrebbe riunirsi alla Russia sotto il diretto controllo di Mosca? E se le tensioni tra Russia e Nuova Curlandia continuassero, e oggi i Caraibi fossero un altro "fronte caldo" di Putin?

Arrivo alla tua seconda ipotesi. L'ipotesi di una Pearl Harbour a Guantanamo è interessante (a patto però di fare comunque la Pearl Harbour normale: i Giapponesi devono comunque pararsi le spalle nel Pacifico). La Nuova Curlandia si potrebbe poi trasformare in una piazzaforte imprendibile per la cui conquista gli U.S.A. devono sprecare risorse preziose; e c'è pure il rischio che qualche stato sudamericano si unisca all'Asse. Ad ogni modo l'avanzata americana sarà un po' rallentata, e se a questo aggiungiamo che Stalin, al trattato di pace, farà di tutto per riprendersi l'isola, la Guerra Fredda comincerà in modo un po' più favorevole per i Sovietici. Magari, pur di farli rinunciare a Tobago, gli U.S.A. potrebbero lasciare che governi comunisti vengano installati in Grecia, o in Austria.

Tu che ne pensi?

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Ecco la risposta di Rivoluzionario Liberale (in forma interlineare):

Toxon:

Le tue ipotesi sono interessanti, però io ci farei due piccole varianti. Se la Nuova Curlandia continua ad essere colonizzata anche dopo il '600 anche da non curlandesi (ci potrebbe essere addirittura una comunità di schiavi neri), è possibile che dopo il 1917 essa voglia continuare ad essere legata alla madrepatria. Tra l'altro questo vorrebbe dire che la lingua parlata nell'isola non sarebbe nè il curlandese nè il tedesco del Baltico(c'è stata una discussione in proposito a suo tempo) ma il russo.

Rivoluzionario Liberale:

Della lingua russa lo davo per scontato, dopo che ci manda coloni, sui neri lo escludo, non è nella mentalità russa, hanno gia masse di servi della gleba, manderebbero dissidenti e contadini poveri.

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Toxon:

Non penso però che l'Armata Rossa riuscirebbe a riconquistare Tobago (le grandi potenze farebbero di tutto per limitare il contagio rivoluzionario nei Caraibi), e secondo me vi si potrebbe fuggire lo zar, subito dopo la Rivoluzione di Febbraio: qua, sotto la protezione della flotta americana e britannica, potrebbe continuare a mantenere un Impero Russo legittimista.

Rivoluzionario Liberale:

Bella, molto bella e più probabile, anche perché se gli inglesi sono sbarcati a arcangelo con tanto di carri Mark (con quei grossi cingoli) la occuperebbero subito o loro o Francia o USA quindi non sarebbe mai sovietica...

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Toxon:

Cosa succederebbe dopo il crollo dell'U.R.S.S.? I Romanov potrebbero tornare in Russia e riunire l'isola alla madrepatria (secondo me improbabile)?

Rivoluzionario Liberale:

Certo, penserei che rimangono nei Caraibi con una specie di principato di Monaco dei Romanov, un paradiso fiscale con tanto di casino, GP di F1 e flirt delle principesse, la Russia è ormai in mano ai mafiosi amici di Elsin e gli zar negli anni 90 chi se li caga ? un po’ come i Savoia qui...

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Toxon:

O la Nuova Curlandia potrebbe riunirsi alla Russia sotto il diretto controllo di Mosca? E se le tensioni tra Russia e Nuova Curlandia continuassero, e oggi i Caraibi fossero un altro "fronte caldo" di Putin?

Rivoluzionario Liberale:

Sono passati troppi anni e il principato ha già vita propria...

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Toxon:

Arrivo alla tua seconda ipotesi. L'ipotesi di una Pearl Harbour a Guantanamo è interessante (a patto però di fare comunque la Pearl Harbour normale: i Giapponesi devono comunque pararsi le spalle nel Pacifico).

Rivoluzionario Liberale:

Certo, lo davo per scontato, attaccano contemporaneamente su entrambi i fronti...

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Toxon:

La Nuova Curlandia si potrebbe poi trasformare in una piazzaforte imprendibile per la cui conquista gli U.S.A. devono sprecare risorse preziose...

Rivoluzionario Liberale:

Finito lo slancio iniziale del Giappone cadrebbe senza problemi e c'è pure il rischio che qualche stato sudamericano si unisca all'Asse.

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Toxon:

Sì, ma non hanno grandi mezzi, anzi il rischio che se qualche sudamericano alleato dell'asse intervenga, Germania e Giappone sprecherebbero risorse per soccorrere (come hanno fatto con l'Italia), se proprio un regime latino vuole aiutare l'asse lo fa fornendogli materie prime Ad ogni modo l'avanzata americana sarà un po' rallentata, e se a questo aggiungiamo che Stalin, al trattato di pace, farà di tutto per riprendersi l'isola, la Guerra Fredda comincerà in modo un po' più favorevole per i Sovietici. Magari, pur di farli rinunciare a Tobago, gli U.S.A. potrebbero lasciare che governi comunisti vengano installati in Grecia, o in Austria. Tu che ne pensi?

Rivoluzionario Liberale:

Sì, può darsi, ma nella nostra Timeline sono stati fin troppo generosi.

L'ipotesi più carina e la fuga dei Romanov nel principato di Nuova Curlandia con tanto di gossip, torneo ATP, GP di F1, paradiso fiscale e acquario.

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Il commento di Toxon è il seguente:

Beh, alla fine vedo che sulla prima ipotesi la pensiamo più allo stesso modo. Ho fatto la precisazione sul russo perchè avevamo parlato molto sulla lingua della Nuova Curlandia. Così si taglia la testa al toro. Quanto agli schiavi neri, la Nuova Curlandia passerebbe sotto il diretto controllo russo solo alla fine del Settecento, quindi essi potrebbero benissimo essere portati sull'isola sotto il periodo curlandese-polacco (fino al 1795). Comunque, visto che dopo i Russi ci manderebbero un sacco di deportati, la percentuale dei neri sulla popolazione locale rimarrebbe abbastanza bassa, non come in molte altre isole dei Caraibi.

Sulla seconda ipotesi mi sa che ho esagerato quando ho detto che la resistenza nipponica potrebbe durare tanto a lungo da convincere alcuni paesi latinoamericani a unirsi all'Asse e cambiare radicalmente gli equilibri postbellici (la battaglia di Iwo Jima è durata poco più di un mese). Tuttavia i Giapponesi avrebbero comunque tutto l'interesse a cedere Tobago il più tardi possibile, per ritardare al massimo l'offensiva americana nel Pacifico. Sarebbe stato un po' come le operazioni militari italiane in Africa Orientale durante la Seconda Guerra Mondiale: l'importante, più che vincere, è resistere il più possibile. Comunque non sarebbe un'occupazione fulminea e indolore.

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E infine Rivoluzionario Liberale, ancora in forma interlineare:

Toxon:

Beh, alla fine vedo che sulla prima ipotesi la pensiamo più allo stesso modo. Ho fatto la precisazione sul russo perchè avevamo parlato molto sulla lingua della Nuova Curlandia. Così si taglia la testa al toro.

Rivoluzionario Liberale:

Beh, le colonie di immigrati irlandesi nel nord America erano molto più numerose, eppure oggi la lingua gaelica con 5-10 milioni di irlandesi americani/canadesi non la parla nessuno da generazioni, ipotizzo ci potrebbe in teoria essere una situazione tipo Singapore dove coesistono cinesi e indiani di molte lingue diverse accanto all'inglese lingua ufficiale. Ma Tobago è piccola, ucraini, turcofoni, armeni, causasici, melting pot imperiale Romanov, alla fine parlano russo dopo una generazione...

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Toxon:

Quanto agli schiavi neri, la Nuova Curlandia passerebbe sotto il diretto controllo russo solo alla fine del Settecento, quindi essi potrebbero benissimo essere portati sull'isola sotto il periodo curlandese-polacco (fino al 1795).

Rivoluzionario Liberale:

Sì, ma 1000 persone...

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Toxon:

Comunque, visto che in seguito i Russi ci manderebbero un sacco di deportati...

Rivoluzionario Liberale:

Un sacco relativo, Tobago è molto piccola...

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Toxon:

Sulla seconda ipotesi mi sa che ho esagerato quando ho detto che la resistenza nipponica potrebbe durare tanto a lungo da convincere alcuni paesi latinoamericani a unirsi all'Asse e cambiare radicalmente gli equilibri postbellici (la battaglia di Iwo Jima è durata poco più di un mese). Tuttavia i Giapponesi avrebbero comunque tutto l'interesse a cedere Tobago il più tardi possibile, per ritardare al massimo l'offensiva americana nel Pacifico.

Rivoluzionario Liberale:

Sì, ma il Giappone la perdeva comunque, poteva essere una base per i sommergibili tedeschi fino a che era in possesso dell'Asse.

Ecco ora la bandiera della Nuova Curlandia nel caso che i Romanov vi si rifugino dopo la rivoluzione e diventi un principato (tricolore Romanov con stemma con il granchio). Potrebbe cambiare nome in Nova Kraina (Terra Nuova), ma avrebbe il GP di F1, il torneo ATP e il casinò...

Bandiera della Nuova Curlandia sotto i Romanov

I Romanov in Nuova Curlandia

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Per essere realisti è più probabile che GB o Francia se la pappino o al tempo della spartizione della Polonia (almeno una delle 3 spartizioni) oppure al tempo della guerra in Crimea. Poi c’è il Giappone nel 1905 che potrebbe entrarne in possesso. Quindi è altamente improbabile che arrivi dominio russo alla rivoluzione di Lenin. Potrebbe rimanere russa se ci fosse un cambiamento di politica zarista volta all'espansione nei Carabi, ma lo ritengo abbastanza improbabile entrare in conflitto con altri paesi per cosi poco.

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E ora, la proposta di Lord Wilmore:

Nel 1818 l'imprenditore russo Georg Anton Schäffer occupò Kauai nelle isole Hawaii e negoziò un trattato di protezione con il governatore indigeno dell'isola di Kaumualii, alle dipendenze del re Kamehameha I, sovrano delle Hawaii; lo zar Alessandro I però rifiutò di firmare questo trattato. E se accetta?

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Gli risponde Generalissimus:

Sempre che la Russia non venda anche le Hawaii agli USA, è lì che potrebbero rifugiarsi gli Zar dopo la rivoluzione. Se poi il germe del socialismo si impianta anche lì i Russi si ritrovano una grande base navale a Perl-Kharbor, che però non viene attaccata dai Giapponesi nel 1941, i quali, per "punire" gli Americani probabilmente si dirigono direttamente su Midway. Con la caduta del comunismo forse anche le Hawaii sceglieranno di diventare indipendenti.

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MAS si intromette nel discorso:

I russi secondo me avrebbero la base di Zhemchug Gavan (Porto della Perla).

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E Perchè No? aggiunge:

Io pensavo piuttosto che il Giappone vittorioso nel 1905 sarebbe stato felice di impossessarsi di questa lontanissima colonia russa. Le Hawaii sarebbero allora colonizzata e "giapponesizzate" a forza durante gli anni venti e trenta. Così nel dicembre del 1941 le portaerei del Dai Nippon potrebbero avanzare ben oltre, e sarebbe nel cielo di San Francisco o San Diego che gli Americani terrorizzati vedrebbero gli Zero con il "meatball" rosso. Gli USA feriti nella loro madrepatria si prendono comunque la rivincita, ma per questo devono prima far saltare il nodo dell'arcipelago delle Hawaii. Dovranno inviare un esercito ancora inesperto e poco numeroso contro delle isole bene difese da un esercito fanatico, una flotta ancora intatta e una popolazione che li odia. Se ci riescono, sarà a costo di pesantissime perdite, con conseguenze sul resto della guerra e sulla rielezione di Roosevelt. Probabilmente vincono lo stesso la guerra, in seguito le Hawaii liberate sarebbero decolonizzate e diventeranno uno Stato fantoccio sul modello delle Filippine, piuttosto che uno Stato Americano, con una comunità giapponese ancora importante e forse qualche russo.

Ah, quasi dimenticavo: se le Hawaii sono colonizzate dal Giappone, parleremo piuttosto di Minato Pâru, ma il termine Pâru é solo la versione giapponesizzata della parola Pearl.

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L'immancabile Bhrghowidhon puntualizza:

I traduttori automatici dànno Пёрл-Харбор (traslitterato slavisticamente Përl-Chárbor, all'inglese Pyorl-Kharbor) perché è il nome russo (nato dalla semplice resa russa della pronuncia inglese) di Pearl Harbor. "Perla" in russo è жемчуг (traslitterato slavisticamente žémčug, all'inglese zhemchug) dal cinese 珍珠 (zhēn zhū), "porto" è гавань (gávan'), "Porto delle perle" si costruisce con l'aggettivo жемчужный (žemčúžnyj = zhemchuzhnyy) "di perla", quindi (essendo гавань <gávan'> "porto" un sostantivo femminile) Жемчужная Гавань (Žemčúžnaja Gávan' = Zhemchuzhnaya Gavan').

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A Lord Wilmore è poi venuta un'altra idea:

Durante la Guerra Fredda, la Groenlandia ebbe una grande importanza strategica, in quanto controllava buona parte del passaggio tra i porti sovietici sull'Artico e quelli sull'Oceano Atlantico, oltre ad essere una buona base per l'osservazione di qualsiasi uso di missili balistici intercontinentali, le cui rotte erano tipicamente programmate per passare sopra l'Artico. Gli USA erano di conseguenza molto interessati alla Groenlandia, e nel 1946 provarono a comprarla offrendo ben cento (cento!) milioni di dollari alla Danimarca, ma quest'ultima rifiutò l'offerta. E se viene accettata?

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Così gli risponde MAS:

Il "bisogno" di annettere la Groenlandia decade con la creazione della Nato e con l'immediata adesione della Danimarca. Penso che un cambio di proprietà al termine della II Guerra Mondiale (o immediatamente dopo) avrebbe riacceso tensioni non del tutto sopite e avrebbe portato a rotture dove oggi vediamo una quasi totalità di unità di vedute.

La Norvegia contestava l'appartenenza della Groenlandia orientale alla Danimarca, e la SdN aveva avuto un certo da fare, tra le due guerre, a dirimere la questione (peraltro difficilmente avrebbe portato ad una guerra tra i due paesi, antagonisti ma nel modo scandinavo, normalmente più pacato rispetto ad altre zone del ns. continente).

In caso di cessione agli USA avrebbe certamente esercitato un "diritto di prelazione" almeno su quella parte del sub-continente groenlandese che già rivendicava (vedete la Croazia che vende l'Istria alla Bulgaria, l'Italia avrebbe titoli per contestare tale vendita!).

Britannici e Canadesi avrebbero visto assai male un'espansione statunitense in un tratto di "mare nostrum" della Corona; il Canada, chiuso ad Ovest dall'Alaska, avrebbe visto assai limitata la sua area di manovra anche nell'Atlantico e l'effetto assedio avrebbe portato ad un allontanamento dagli USA (tipo Messico); il Regno Unito a sua volta avrebbe temuto un'ancora maggiore ingerenza e presenza USA alle porte di casa e, forse, sarebbe tornata verso una posizione di isolamento ancora maggiore oppure l'avrebbe spinta ad integrarsi in modo più marcato all'Europa!

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Bandiera del Regno di Gitania

Chiudiamo per ora con l'idea di Tommaso Mazzoni: il Regno di Gitania!

Il Regno di Gitania (qui sopra la sua bandiera) coincide con la Moldavia storica. Il punto di divergenza è rappresentato dalla battaglia delle pianure di Suceava, dove, in OTL, nel 1595 Ștefan Răzvan fu sconfitto; ma se il principe d'origine Rom non è sconfitto, ma vince e stabilisce in Moldavia una dinastia duratura, magari con l'aiuto del popolo Rom?

Qui, io immagino che Ștefan abolisca la schiavitù nella quale è costretto il suo popolo, e, non fidandosi dei boiari moldavi, li sostituisca gradualmente con boiari Rom.

Protettorato Turco, Combatterebbe contro i Russi nella guerra di Crimea, raggiungendo le attuali dimensioni.

Il Regno di Gitania, rimasto neutrale durante la I Guerra Mondiale, nella II è stato usato dalla Germania come luogo d'esilio per gli Zingari, invasa dalla Romania, si è difesa con le unghie e con i denti da loro e dai Sovietici, con l'aiuto dei Turchi, popolo che con i Gitani ha sempre avuto buoni rapporti.

Oggi sulla Gitania regna Stefano X, e il Paese fa parte dell'UE. Siccome tutti gli Zingari del mondo sono, fin dal 1600, cittadini Gitani di diritto, Salvini e compagnia cantante non possono dire né ah né bah. E non possono più dire niente neppure quelli che ogni tanto si alzano dal letto la mattina e affermano di essere il Re degli Zingari...

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Se volete contribuire a queste discussioni, scriveteci a questo indirizzo.


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