Ho visto una delle vostre idee: immaginare se stessi in un’epoca del passato per cambiarlo. Bene, ho pensato, facciamo le cose in grande. Io, Perchè no?, sano di corpo e d’anima (spero almeno), mi porto con la mente nel passato per salvare l’impero romano della sua triste fine!
Prima vi do le piccole regole del
mio gioco: parto senza soldi, senza armi o tecnologie, solo con il sapere della
mia epoca, sapere che mi dà il diritto di scegliere secondo i miei piani, siete
tutti d’accordo? Allora bene, andiamo.
(Preciso anche che questo lo considero solo come uno gioco di fantascienza, che
non ha nessun valore storico, sarà qualcosa di assolutamente anacronistico:
tutti gli studenti di storia sono avvisati!!)
Penso di trasportarmi sotto il regno di Teodosio,
precisamente a Roma stessa. Lo so, in questo momento il centro del potere non é
più a Roma, ma faccio come voglio, dopotutto sono io a scrivere.
Un ragazzo intelligente e figo come me, ma senza soldi, cosa potrebbe fare a
Roma? É ovvio, guadagnarsi qualche sesterzio: à nous deux, Rome!
Primo, costruirsi un piccolo affare per iniziare, qualcosa che potrà avere
successo, diciamo una tecnologia nostra, non troppo ambiziosa per non farsi
notare. Infatti dico bugie, é gia ambizioso, ho bisogno di avere un protettore.
Vado a cercare un qualunque senatore intellettuale e pieno di soldi e gli
propongo la mia idea: é il modo di preparare della carta (come si farà in Cina
più tardi), e una macchina per stampare gli scritti a un costo ridicolo, una
volta pagata la macchina. L’uomo é d’accordo, quando la fabbrica é pronta
iniziamo con qualche edizione di lusso delle opere classiche da vendere ai
ricchi per farsi una fama e dei clienti. Accanto alla casa editrice iniziamo
un’altra operazione: la pubblicazione del primo giornale!! Un solo foglio,
venduto per qualche monetina di bronzo (tanto facciamo soldi con la casa
editrice). Lo chiamo “Il tribuno romano”. La gente vuole sempre sapere le
grandi cose del mondo, sopratutto quando costa poco (ottengo le mie informazioni
dalla rete di clienti del mio protettore). Come redattore do al mio giornale un
orientamento nazionalista e polemico sul modello degli tabloid inglesi, ma senza
dire nulla contro il potere. Presto lancio per i più ricchi la possibilità di
pagare un « abbonamento » per ricevere il giornale tutte le settimane. Inizio
a guadagnare soldi per me e ad avere un certo peso nella vita della città.
Inizia la nascita di una opinione pubblica romana controllata solo da me!!
Con questi primi soldi e i contatti fatti attraverso il mio protettore (con
questo giornale anche il suo peso cresce e inizia ad essere notato alla corte di
Teodosio come un efficace luogotenente), posso pensare ad reinvestire la grana
in altri affari e speculazioni (siccome vengo dal futuro so più o meno dove
vale meglio la pena di investire).
Dopo una decina d’anni, se tutto va bene, dovrei avere qualche fondo agricolo
dove sperimento le tecniche della rivoluzione agricola inglese del XVIII secolo,
creo delle associazioni con altri latifondisti per propagare queste innovazioni
(che spaccio per mie), fondo un giornale agricolo (dalla mia casa editrice che
ho rivenduto al mio protettore). I miei prodotti sono presto i migliori a
livello regionale.
Faccio lo stesso nell’industria, dove da qualche piccola fabbrica con
associati contamino il mondo antico con le prime idee di capitalismo
(accumulazione di capitale, grandi fabbriche, sviluppo tecnico ecc.); ne
approfitto per introdurre nelle fabbriche d’armi sfruttando tecniche nuove dal
futuro (metallurgia dell’alluminio, o dell’acciaio più duro, o il fuoco
greco). Sviluppo sopratutto una compagnia di trasporto marittimo e terrestre,
riparo le vie romane e disegno nuovi tipi di navi più veloci (caravelle e
altri), voglio accelerare gli scambi di idee e di prodotti allo scopo di
provocare una prima mondializzazione. Inizio anche operazioni di banca più
moderne (modellate su quelle dell’Italia medievale, per non fare troppo il
futurista).
Tutto questo cresce poco a poco; fornisco ad altri le mie tecniche per
permettere le imitazioni e sviluppare in modo naturale ciò che ho seminato. In
pochi anni, il livello alimentare cresce, l’industria si sviluppa, nascono le
prime grandi fabbriche con operai e, naturalmente, le prime idee di lotta
sociale alimentate dal cristianesimo; l’economia schiavistica declina. Presto
posso vedere nascere una grande borghesia spesso sulle ceneri dell’antica
classe senatoriale ed equestre, ma anche le prime classi medie sempre più
interessate alle notizie che do nei miei giornali. Con le mie relazioni alla
corte (sopratutto tramite il mio protettore) riesco a farmi attribuire il
monopolio ufficiale degli approvvigionamenti per l’esercito, prendo contatti
con i generali germani e do loro la possibilità di arricchirsi pacificamente e
romanizzarsi maggiormente. In senso generale la prosperità che appare presto
(non da me solo, ma da tutte le altre iniziative che hanno fatto seguito alle
mie) permette alle minoranze germaniche di insediarsi nelle città e nelle
fabbriche, dove si romanizzano più velocemente, perché la fabbrica distrugge
l’antico legame della famiglia e del clan.
A questo punto lancio altri grandi progetti, faccio riunire le grandi figure
della scienza dell’epoca ad Alessandria, e do loro i mezzi (e l’oro) per uno
sviluppo teorico e materiale delle loro ipotesi; nasce così una vera e propria
Silicon Valley del mondo antico, finanziata da me e dallo Stato, gli scienziati
possono sperare ormai di diventare ricchi. Provo a fornire loro gli indizi per
sviluppare una macchina a vapore efficace, in senso economico e anche militare,
ma questo é un progetto a più lunga portata. Perfeziono le mie navi e invio
una missione dall’Egitto verso l’Est con lo scopo di prendere contatto con
la Cina e rifornirmi di seta, ma anche navi verso l’Africa per l’avorio, il
caffé, il legno prezioso, ecc. Non penso invece di scoprire l’America subito.
Quando Teodosio muore e il bambino Onorio si ritrova alla testa dell’impero,
ho abbastanza peso nello Stato per influire sulle decisioni, comprando il
generale Stilicone. Controllo una parte dell’economia e dell’esercito, ma
sopratutto sono riuscito a dare vita all’opinione pubblica che ha imparato a
fare pressione sul potere con la paura sociale. Così riesco a dare vita a una
politica di rafforzamento militare, di integrazione forzata delle minoranze
germaniche e di ampliamento dell’apparato dello Stato, che deve essere
presente in modo pesante in tutte le province; cresce il peso dell’esercito e
degli uomini di finanze.
Lol sviluppo delle comunicazioni e degli scambi rende possibile mantenere
l’unità dell’impero, con i giornali il popolo é a favore dell’unità
nazionale, cosi quando nel 409 Arcadio muore, suo fratello Onorio può
riprendere nelle sue mani tutto l’impero con il favore del popolo e della
classe dirigente. Quando Alarico si mostra minaccioso ed invade l’Italia, il
popolo é pronto per la sua prima mossa nazionale. La pressione popolare e il
favore della borghesia alla guerra obbliga Onorio e Stilicone a condurre una
guerra totale contro i Visigoti,che sono annientati in 410. Saranno
espulsi o ridotti in schiavitù e parcheggiati in campi di lavoro nella Dacia
rioccupata.
Penso che a questo punto è avviata la dinamica per far sopravvivere Roma per
qualche centinaio di anni (se sopravvive alle rivoluzioni comuniste-cristiane).
La lascio sotto uno regime di capitalismo autoritario, un po’ simile a quello
della Cina attuale, ma molto dinamico.
Sono sicuro che ci sono aspetti che non vi piacciono, qualcuno non soddisfa neanche me. Ma ricercavo solo una coerenza e non i buoni sentimenti! Sicuramente é una cavolata, non sono uno specialista di economia capitalistica e sicuramente non avrebbe successo, ma questo é un esercizio di letteratura e penso che lo avevate già capito...
Una bandiera di Roma comunista dopo la rivoluzione social-cristiana
Se avete altri modi per cambiare voi stessi Roma, mi piacerebbe leggerli! Scrivetemi pure a questo indirizzo. Vostro
.
Ed ora, un'altra invenzione dello stesso autore:
Oggi ho risentito una frase, forse esagerata, secondo la quale Enrico IV era stato l’unico re di Francia che avrebbe potuto essere eletto Presidente della Repubblica a suffragio universale. E se lo diventa davvero (non chiedermi come)? Ecco il mio piccolo gioco, il governo storico ideale della Francia (due versioni).
Presidente: Enrico IV
Primo ministro: Victor Hugo
Presidente dell’assemblea: Jean Jaurès
Ministro dell’interno: George Clémenceau
Ministro degli esteri: Charles de Gaulle
Ministro della difesa: Napoleone Bonaparte (lo so, é pericoloso...)
Ministro della giustizia: Emile Zola
Ministro dell’economia: Jean-Baptiste Colbert
Ministro dell’agricoltura: Jacques Chirac
Ministro dell’industria: Louis XVI
Ministro dell’educazione: Jules Ferry
Ministro della cultura: Voltaire
Ministro dell’urbanismo: Louis XIV
Ministro della condizione femminile (sì, sì, è incredibile, ma esiste in Francia): Simone de Beauvoir
Seconda versione:
Presidente: Charles de
Gaulle
Primo ministro: Victor Hugo
Presidente dell’assemblea: Georges Clémenceau
Ministro dell’interno: George Danton
Ministro degli esteri: Charles Maurice de Talleyrand
Ministro della difesa: Napoleone Bonaparte
Ministro della giustizia: Maximilien Robespierre
Ministro dell’economia: Jean Jaurès
Ministro dell’industria: Sant’Eloi
Ministro dell’agricoltura: Maximilien de Sully
Ministro dell’educazione: Jean-Jacques Rousseau
Ministro della cultura: François Mitterrand
Ministro dell’urbanismo: barone Haussmann
Ministro della condizione femminile: Olympe de Gouges
Piccolo gioco senza pensarci troppo, quale sarebbe la versione italiana?
.
Così gli risponde William Riker:
Mmm... non è facile, senza pensarci troppo, perchè la storia italiana è lunga e ingarbugliata. Bè, io ci provo.
Presidente del Consiglio dei
Ministri:
Alcide de Gasperi (1881-1954)
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: Giovanni Giolitti
(1842-1928)
Ministro dell'Interno:
Camillo Benso, Conte di Cavour (1810-1861)
Viceministri: Nicolò Machiavelli (1469-1527), Francesco Guicciardini (1483-1540)
Ministro degli Esteri: Marco
Polo (1254-1324)
Viceministri: Giulio Mazzarino (1602-1661), Giulio Alberoni (1664–1752)
Ministro degli Affari
Regionali e della Coesione Territoriale: Giuseppe Mazzini (1805-1872)
Viceministri: Vincenzo Gioberti (1801-1852), Carlo Cattaneo (1801-1869)
Ministro della Giustizia:
Cesare Beccaria (1738-1794)
Viceministri: Giovanni Falcone (1939-1992), Rosario Angelo Livatino (1952-1990)
Ministro della Difesa:
Giuseppe Garibaldi (1807-1882)
Viceministri: Bartolomeo Colleoni (1395-1475), Raffaele Cadorna (1815-1897)
Ministro della Marina:
Cristoforo Colombo (1451-1506)
Viceministri: Amerigo Vespucci (1454-1512), Antonio Pigafetta (1492-1531)
Ministro dell'Economia e
delle Finanze: Luigi Einaudi (1874-1961)
Viceministri: Marco Minghetti (1818-1886), Carlo Azeglio Ciampi (1920-vivente)
Ministro dell'Industria e
dello Sviluppo Economico: Giovanni Agnelli (1866-1945)
Viceministri: Enrico Mattei (1906-1962), Adriano Olivetti (1901-1960)
Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali:
San Giovanni Bosco (1815-1888)
Viceministri: Filippo Turati (1857-1932), Vincenzo Cuoco (1770-1823)
Ministro dell'Istruzione:
Maria Montessori (1870-1952)
Viceministri: Lorenzo Milani (1923-1967), Gianni Rodari (1920-1980)
Ministro dell'Università e
della Ricerca Scientifica: Enrico Fermi (1901-1955)
Viceministri: Galileo Galilei (1564-1642), Antonio Meucci (1808-1889)
Ministro dei Beni e Attività
Culturali: Lorenzo de' Medici (1449-1492)
Viceministri: Dante Alighieri (1265-1321), Alessandro Manzoni (1785-1873)
Ministro delle Infrastrutture e Trasporti:
Leonardo da Vinci (1452-1519)
Viceministri: Michelangelo Buonarroti (1475-1564), Luigi Negrelli (1799-1858)
Ministro della Salute:
Lazzaro Spallanzani (1729-1779)
Viceministri: Camillo Golgi (1843-1926), San Giuseppe Moscati (1880-1927)
Ministro per i Rapporti con il Parlamento:
Giacomo Matteotti (1885-1924)
Ministro delle Pari Opportunità: Contessa Matilde di Canossa (1046-1115)
Ministro degli Affari Europei: Caio Giulio Cesare (100-44 a.C.)
Ministro della Cooperazione Internazionale e Integrazione: Santa Francesca
Cabrini (1850-1917)
Ministro dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare: Luigi Amedeo di
Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi (1873-1933)
Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: Contessa Giulia Falletti di Barolo
(1785-1864)
Ministro dello Sport: Vittorio Pozzo (1886-1968)
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