Petrovia

di Falecius


Petrovia! Il più grande impero della terra, che si estende dai monti più alti dell'Asia e dalle tiepide rive del Mediterraneo, fino al Polo Nord, dalle sorgenti dello Yukon a quelle dell'Elba; è difficile descrivere esaurientemente un dominio così vasto e vario; arduo anche solo enumerare i tutoli e le terre del suo sovrano, lo zar di tutte le Russie, della Grecia e delle Bulgarie; signore della parte maggiore di due continenti e di regioni più piccole in altri due; il domino dei Romanov è più vasto e solido di quanto Alessandro e Gengis Khan abbiano mai sognato, e tutti i sudditi cantano le lodi del loro governante, zar, kaiser, imperator, autokrator, khan, kiraly.

Ogni anno, alla domenica delle Palme secondo il calendario ecclesiastico ortodosso, una nave a vapore, foggiata in forma di drakkar variago, lascia il Corno d'Oro portando lo zar, la zarina ed i Boiari del Consiglio Ristretto, dopo che questi hanno celebrato solennemente la messa nella Basilica di Haghia Sophia, officiata dal Patriarca Ecumenico. Il battello percorre la via variaga verso nord. A Chersoneso, celebra la liturgia del Giovedì Santo nel luogo in cui Vladimiro il Santo fu, sembra, battezzato. A Kiev, l'antica capitale di Rus', lo zar celebra la liturgia pasquale officiata dal metropolita d'Ucraina. Risalendo il Dnepr, la nave imperiale prende poi il canale Ekaterinskij, che collega i fiumi navigabili tra nord e sud della Russia. A Minsk, la festa di San Giorgio, protettore dei granducati di Lituania e Georgia. A Novgorod, s'inginocchia davanti alla chiesa metropolitana di Santo Alessandro Nevskij. Giunge a Pietroburgo dove la flotta della fortezza di Kronshtadt lo accoglie con le salve di saluto. La coppia imperiale si stabilisce nella capitale settentrionale, nel palazzo d'Estate di Elisabetta Petrovna, dove celebrerà la pentecoste, l'Assunzione e l'Esaltazione della Croce. Dopo la festa della Croce, lo zar ed i boiari ripartono, discendono all'inverso la via dai variaghi ai greci, per arrivare a celebrare la festività di Ognissanti a Costantinopoli. Il momento culminante dell'anno liturgico e politico della Petrovia sono le due messe solenni di pasqua a Kiev e dell'Epifania, a Costantinopoli; in quest'ultima occasione, i capi di stato più legati alla Petrovia si recano ad assistere al rito ortodosso, di solito a Santa Irene, dove esso è celebrato in slavo ecclesiastico tra loro ci sono l'Arciduca d'Austria, il Doge di Venezia, il Gran Maestro di Malta ed il re di Danimarca e Norvegia; ma più di una volta anche l'emiro di Soran ed il marja'uttaqlid di Najaf sono stati visti inginocchiarsi nella chiesa di Costantino. A volte lo zar tiene corte nella "capitale orientale" di Mukden, dove incontra i khan vassalli degli Dzungari, dei tuvani e dei buriati, i celesti imperatori di Manchukwo e Corea, gli ambasciatori della Repubblica Popolare Cinese e dell'Impero del Sol Levante, e i Dalai Lama di Tibet e Khalkha. Oppure visita i regni occidentali di Dacia, Serbia, Ungheria, Bulgaria, Polonia e Boemia, incontra le diete locali, presenzia ai ricevimenti degli ufficiali della Guardia Polacca o dei magnati ungheresi come Andrassy, Karoly, Esterhazy; porta le corone dei Santi Stefano e Veneceslao, accompagnato dal metropolita cattolico di Cracovia, e dal vescovo evangelico di Helsinki, capi in Petrovia delle rispettive confessioni.

Mille lingue e quasi altrettanti popoli, dodici religioni riconosciute (l'ortodossa, l'armena, la sira, la caldea, la sunnita, la sciita, la cattolica, la calvinista, la hussita, l'evangelica, l'ebraica e la buddhista), un'estensione di ventitremila verste in longitudine e di sedicimila in latitudine, una potenza che solo il declinante Impero Britannico, coi suoi vasti domini uniti dal mare, s'approssima ad eguagliare. La Petrovia è il paese delle contraddizioni; la sua scienza è la più avanzata della Terra; ha dato al mondo matematici come Lobachevskij e Bolyai, fisici come Sklodowska, Teller, Szilard, Sacharov; Ciolkovskij, il pioniere dei viaggi spaziali, Gagarin, il primo uomo sulla Luna, il celebre filologo Bagratiuni, il più grande storico dell'economia Khalil Inalcik, per non parlare di scrittori altissimi come Dostoevskij, Andric, Elitis, fino ai due recenti premi Nobel per la letteratura, Imre Kertesz (deportato in Alaska sotto la cupa tirannide del ministro della terza sezione, Lavrentij Beria, all'epoca in era il favorito della zarina Anastasija) ed Orhan Pamuk, coraggioso difensore dei diritti delle nazionalità minoritarie. ma questa cultura straordinariamente ricca e vivace, contrasta con la miseria e l'ignoranza di ampi strati della popolazione petroviana, specialmente nelle vaste distese dell'Est e del caucaso, nelle valli dell'Asia Minore, in Corea e Manchukwo. La massima potenza tecnologica, nucleare e spaziale del pianeta, che mira in pochi anni a fare della Luna, nonostante le proteste delle nazioni anglosassoni e della RPC, la sua nuova provincia, è ancora un paese agricolo, in molte regioni affetto dai problemi del latifondo, sui cui trecentotrenta milioni di contadini (su una popolazione totale di settecento milioni) gravano ancora illogici obblighi feudali, anche se la servitù della gleba fu abolita dal Ekaterina nel 1773.

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Ed ecco alcune spiegazioni fornite dall'autore:

Il POD di quest'ucronia è la battaglia del Prut del 1710, in cui Pietro il Grande fu duramente sconfitto dai Turchi alleati della Svezia durante la Seconda Guerra Nordica (questo, almeno, nella nostra Timeline).

Il mondo è diviso in due blocchi, quello "reazionario " (Petrovia, Serenissima, Sol Levante, Najaf, Soran, Malta, Napoli, Austrofiandra, Danimarca, Spagna, Confederazione del Reno, CSA, Confederazione Lakota-Cheyenne e Sassonia) e quello "liberale" (Impero britannico, Francia, Portogallo, Transvaal, USA, Quebec, Texas, Stati Uniti della Grande Colombia, Paesi Bassi, Piemonte e Svezia) L'impero britannico include tuttora India, Argentina ed Egitto; non c'è stata né la seconda guerra mondiale né la decolonizzazione ( se non in America).

Il Portogallo è una Triplice Monarchia, composta da Portogallo proprio, Brasile ed Angola. Esiste anche un campo dei paesi non allineati, socialisti, guidato dalla repubblica popolare cinese e dai suoi satelliti, uniti nel Patto di Bangkok, e l'Unione delle repubbliche socialiste dei lavoratori messicani. Il socialismo di queste nazioni è d'importazione petroviana, e si basa sugli scritti di Chernyshevskij e Kropotkin.

La guerra fredda tra reazionari e liberali domina il XX secolo, ma si avvia alla fine: nel 1989, il muro che taglia Milano tra il settore orientale occupato dall'Austrofiandra e quello occidentale, sotto controllo della repubblica piemontese, è abbattuto, a seguito di una crisi politica che obbliga il Piemonte a concedere l'indipendenza alla "colonia" sarda. È l'inizio della dissoluzione degli "imperi liberali", di Inghilterra e Portogallo, mentre socialisti cinesi e messicani contendono alla Petrovia la supremazia ideologica sulle nuove nazioni indipendenti, ed l'oligarchia del Transvaal crolla in un bagno di sangue sotto i colpi della guerriglia guidata da Thabo Mbeki.

Il 15 febbraio 2005 il governo imperiale britannico consegna i suoi poteri sovrani al Congresso dei Principi indiani, un organismo politico interreligioso ampiamente sostenuto dalla Petrovia, in opposizione al New Congress Party di Jaswnat Singh, appoggiato dalla Cina Rossa (sarà Rossa? Non so cosa faccia Garibaldi in questa TL, magari è lui il fondatore dell'Unione socialista messicana, anche se magari, senza la pressione yankee, la California è gia una repubblica progressista sotto la guida di Diego della Vega).

Quanto al Texas, esso è uno degli stati degli Usa più accaniti sostenitori della confederazione, tanto che il suo governatore Sam Houston fu praticamente deposto perchè rifiutava di firmare la secessione; perciò, se è indipendente, occorre giustificarlo in qualche maniera. Ma la giustificazione è facile: il Texas in questa TL non entra a far parte degli USA, né partecipa alla secessione. Ottiene l'Indipendenza dal Messico (sotto la guida di Houston) con il sostegno inglese, mentre nel paese infuria la guerra civile tra i "rojos" di benito Juarez, comandati dall'esule piemontese Garibaldi, e i conservatori del Generale Santa Ana (la guerra inizia in realtà con la secessione della California, sostenuta dalla Petrovia, e guidata da Diego della Vega.

Gli USA in questa linea non diventano indipendenti nel 1776: Caterina, in guerra con Francia ed Austria, si allea alla Gran Bretagna e, nel 1778, invia Suvorov nella più grandiosa e celebre spedizione militare terrestre mai tentata: partito da Mosca, il grande generale petroviano attraversa la Siberia, passa le isole Aleutine con l'aiuto della flotta del Pacifico, e muovendosi per terra e per mare arriva a Vancouver, dove risale il Columbia fino alle sorgenti, supera le Montagne Rocciose e prende contatto con i Lakota, che diventano alleati della Petrovia. Disceso il Missouri, e poi risalito l'Ohio piomberà infine sull'esercito di Washington che assedia Yorktown, riprenderà New York espellendone Lafayette, ed obbligherà quindi il Congresso Continentale alla resa. Il suo esercito vittorioso è in gran parte composto da ausiliari Bannock, Lakota, Arapaho e Miami reclutati in Nordamerica, oltre a duemilaseicento Russi e trecento polacchi e finlandesi. Solo la seconda rivoluzione americana, verso il 1812, avrà successo e creerà degli USA fin dall'inizio molto divisi.

Lo so che la spedizione di Suvorov è MOLTO irrealistica, ma è troppo bella per non metterla...

Se avete suggerimenti da darmi, scrivetemi a questo indirizzo.

Falecius


1713: l'Italia austriaca

di Davide Miani

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1713: Con il trattato di Utrecht l’Austria annette il Ducato di Milano, Napoli e Sardegna; la Repubblica di Venezia si trova accerchiata dai possedimenti austriaci.

Marzo 1714: L’Impero Asburgico ammassa truppe sul confine a nord mentre ne trasferisce altre sul confine napoletano; l’Austria si prepara a una guerra di conquista.

1 aprile 1714: Parte l’incursione austriaca nella Repubblica di Venezia,gli Austriaci conquistano velocemente Udine,Pordenone e Treviso occupando anche Belluno e Vicenza accerchiando Venezia la quale asserragliata si preparava ad un lungo assedio.

15 aprile 1714: La flotta austriaca,sicura di espugnare velocemente Venezia, attacca la città ma viene colta impreparata dal sistema difensivo lagunare che affonda la maggior parte delle navi austriache mentre quelle rimaste vengono portate in città per essere riparata; la popolazione della serenissima si prepara al grande esodo.

3 luglio 1714: Venezia ,stremata dai bombardamenti, attua il Grande esodo:tutti gli abitanti della città vengono imbarcati sulle navi disponibili nella laguna e su quelle austriache sequestrate precedentemente tutti gli abitanti vengono imbarcati sulle navi che,armate per la difesa raggiungono,la Repubblica di Ragusa che li accoglie nonostante la rivalità che serpeggiava tra le due repubbliche;finiva così l’assedio di Venezia e l’intera Repubblica di Venezia veniva annessa all’impero. Intanto l’imperatore Carlo VI si reca in Francia per stipulare un patto di non aggressione per i prossimi 5 anni.

27 luglio 1714: Carlo VI e Luigi XIV firmano il Patto di Versailles e Carlo VI, ritornato in patria, si prepara a invadere l’intera penisola italiana.

2 gennaio 1715: Carlo VI dichiara guerra al Ducato di Parma, a quello di Modena, al Granducato di Toscana e alla Repubblica Ligure. I quattro staterelli, sentendosi minacciati, creano un’alleanza anti-Asburgica. Essi, sperando di contrastare il forte esercito austriaco, crearono una potente linea difensiva lungo Parma, Piacenza, Reggio di Lombardia (attuale Reggio nell’Emilia) e Modena. Gli austriaci, divisi in due contingenti, entrarono nei ducati senza trovare resistenza ma arrivati all’altezza di Parma e Modena trovarono i soldati dell’alleanza anti-asburgica ben trincerati e pronti alla battaglia. Gli austriaci non pronti a una battaglia di posizione subirono ingenti perdite dai 500 ai 600 uomini, ma una volta trincerati i due eserciti cominciarono una dura guerra di trincea.

20 agosto 1715: I reparti Austriaci di stazza a Modena riescono a sfondare le linee del ducato ed entrano a Modena vittoriosi mentre il duca Rinaldo d’Este fugge nel Ducato di Parma anch’esso sotto assedio che finirà il 4 settembre 1715 con le truppe Asburgiche che entrano vittoriose a Parma mentre i duchi fuggono nel vicino Ducato di Sardegna. La strada per Genova è libera ora gli Austriaci marciani verso la città trovarono poca resistenza da parte dell’esercito Genovese che sconfissero velocemente presso La Spezia e Rapallo dopo queste disastrose battaglie l’esercito si disgregò e gli Austriaci occuparono la repubblica annettendola all’impero insieme ai ducati di Parma e Modena.

1 settembre 1715: Dopo aver consolidato i territori appena acquisiti l’Austria, chiese l’ammissione pacifica del Granducato di Toscana all’Impero, ma gli Asburgo - Lorena rifiutarono sdegnosamente e allora l’impero dichiarò guerra al granducato ed entrò con circa 30000 uomini e vari reparti di cavalleria. L’esercito austriaco sfondò nei pressi di Pistoia occupando velocemente anche Lucca e Firenze da cui fuggirono i granduchi per proclamare il granducato di Siena e prepararsi all’assedio.

21 settembre 1715: Nonostante la strenua resistenza senese l’assedio finisce e gli Austriaci riescono ad entrare in città abolendo il granducato e annettendo i suoi territori all’impero intanto il granduca e la sua famiglia fuggivano nel papato ultimo baluardo contro la dominazione austriaca in Italia ,ma che sarebbe caduto di li a poco.

25 dicembre 1715: Nello stato del pontefice sono in corso i festeggiamenti per il Santo Natale nessuno,nonostante i movimentati mesi precedenti,si aspetta l’ affronto di un attacco tedesco in questa sera,ma ecco un fronte di 32000 tedeschi, sicuri dell’impossibilità di un aiuto francese per il Papa e divisi in tre gruppi, entrati da Grosseto, da Reggio di Lombardi e ad Ascoli dal meridione tedesco. Gli uomini del primo e del terzo gruppo attaccarono contemporaneamente da Ascoli e da Reggio di Lombardia occupando velocemente, i primi, Bologna, Forlì e Pesaro mentre i secondi Ascoli e Macerata ricongiungendosi ad Ancona con il primo reggimento. Intanto il secondo reggimento, partito da Grosseto, conquisto Viterbo e arrivò a Roma senza trovare resistenza perché tutte le guardie pontificie erano asserragliate in città, si profilava un ungo assedio che gli Austriaci non volevano neanche cominciare per espugnare velocemente Roma optarono per un violento bombardamento.

26 dicembre 1715: La popolazione, stremata, supplica il pontefice Clemente XI di dichiarare la resa per dar fine ai bombardamenti, ma il papa rifiuta e continua l’assedio che sarebbe finito di li a poco quando i Tedeschi sfondarono le mura presso Porta Pia sciamando in città e costringendo il papa a firmare il trattato di Roma con il quale la maggior parte dei territori di Roma vengono annessi all’impero mentre il restanti vanno a far parte di un nuovo Stato della Chiesa fantoccio (creato per non attrarre troppo le antipatie degli altri stati cattolici); papa Clemente XI viene fatto abdicare e Carlo assunse il titolo di papa Carlo I; l’Italia è finalmente unificata, ma sotto il dominio austriaco che si estenderà fino alla Sicilia nel 1720.

Come continuarla? Come realizzare l’unità d’Italia, se ci sarà?

Davide Miani

Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.

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E ora, un'idea di Renato: Generazione Settecento!

Nel corso del XVIII secolo in una varietà di tabacco mutò un gene responsabile della produzione di sostanze volatili. Si originò un composto che, a contatto di soggetti sensibili, causava un tumore che, partendo dal polmone, intaccava il midollo spinale modificando la produzione di staminali. Lo straordinario risultato era che, dopo un periodo di malessere generale, l'individuo giunto intorno ai 50 anni iniziava ad invecchiare molto più lentamente, raggiungendo traguardi di età da fare invidia alle testuggini.

Il "morbo dell'eterna giovinezza", così fu chiamato dai medici alle prese con una generazione di arzilli centenari, colpiva in tutte le classi sociali, ma si concentrava soprattutto presso i ceti più abbienti, dove era più diffuso l'uso del tabacco.

Il curioso morbo ebbe il suo picco con i nati intorno al 1770, per poi scomparire definitivamente nei primi decenni dell'Ottocento.

Tra i colpiti vi furono molti personaggi illustri.

Alexander von Humboldt (1769-1972), fu uno dei malati più influenti. In giovinezza fu uno dei primi naturalisti a tentare la scalata del Chimborazo, una vetta delle Ande particolarmente impervia. Per tutta la vita coltivò la passione per le scienze naturali e per i viaggi al soldo di musei, privati e persino amministrazioni statali. Per la Russia si recò nei monti Altai fino ai confini con la Cina, per la Gran Bretagna esplorò a fondo l'Australia. Nel corso del secolo XIX esplorò l'Africa ritrovando il disperso David Livingstone, ma anche il Nordamerica, tracciando piste per accedere all'Ovest, per poi tentare l'esplorazione dell'Antartide con la gestione di un campo base durante la spedizione di Shackleton del 1907. Animato da una grande curiosità, nel 1915 poteva vantarsi di essersi recato in ogni stato e colonia dell'intero pianeta. Nel 1920 decise di rallentare il ritmo delle esplorazioni e iniziare a scrivere la sua opera scientifica.

principale, Kosmos, pur senza rinunciare alle avventure. Nel 1933 ascese con August Piccard nella stratosfera, e sempre con lui, l'anno successivo, discese nella fossa delle Marianne. Fuggito dalla Germania dopo l'avvento del nazismo, si rifugiò negli Stati Uniti, dove insegnò a lungo botanica e geografia nelle prestigiose università americane. Affascinato dai successi delle missioni spaziali, si offrì per appoggiare gratuitamente la Nasa nel progetto Apollo, fungendo da direttore delle esplorazioni. Nel 1969, poco prima di compiere 200 anni, si mise in contatto da Cape Canaveral con gli astronauti dell'Apollo 11, con cui ebbe una discussione che passò alla storia. Il giorno del suo duecentesimo compleanno venne intervistato dalla BBC: « Qual'è il regalo che vorrebbe ricevere per i suoi 200 anni? » Il barone rispose: « Dato che ho girato in lungo e in largo questo pianeta, vorrei vedere quello che c'è fuori. » Non riuscirà però a realizzare il suo sogno perché, dopo 203 anni di peregrinazioni, morirà nella dimora in cui era nato, a Berlino.

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L'Impero Scandinavo

di dDuck

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Ed ora, un'ucronia complementare a questa, proposta da dDuck: l'Impero Scandinavo. La battaglia di Poltava del 27 giugno (8 luglio per il nostro calendario) 1709 non avviene, perché Carlo XII di Svezia e Pietro I Romanov si alleano tra loro. Carlo pensa prima all'unione delle corone scandinave, ma Pietro vuole il territorio dove costruirà San Pietoburgo. La Prussia e l'Hannover (che fecero la guerra alla Svezia per convenienza quando la Svezia aveva gia perso la guerra) ne approfittano per muovere guerra alla Danimarca.

La Prussia annette lo Schelwig-Holstein con 150 anni di anticipo, in futuro non vi sarà nessuna guerra tra Prussia e Ddanimarca. Con l'unificazione dei tre regni di Svezia, Norvegia e Danimarca, Stoccolma costruisce un impero navale ed entra in contrasto con Gran Bretagna e Olanda. L'impero svedese si allea con napoleone in funzione anti-britannica; la colonizzazione svedese (ma fatta in maggioranza da coloni danesi e norvegesi) avviene in Africa e in Oceania, ma senza entrare in conflitto con la più forte Gran Bretagna, quindi niente India, Egitto e Caraibi. Il colonialismo tedesco non avviene in quanto la Svezia ne ha gia occupato le nicchie 100 anni prima, ma il Bismarck com'è noto era contrario ad avventure coloniali. La Nuova Zelanda è qui Ny Sjoland, lo sport nazionale oggi non è il rugby ma l'hockey su ghiaccio e i Maori praticano questo sport.

Anche la bandiera dell'impero scandinavo sarà diversa, risultato della sovrapposizione fra quella danese e quella svedese.

Nel 1848 scoppia naturalmente una rivolta delle nazioni oppresse (Norvegia, Danimarca e Finlandia) che porta ad una costituzione e a maggior autonomia grazie ad una sorta di Kossuth norvegese o danese. Chiaramente l'Impero assolutista è stroncato, ma al contrario della Germania gli svedesi sono un popolo di mercanti-coloni, il militarismo si è via via trasformato in un'aristocrazia benestante, la Svezia vive una specie di età vittoriana per tutto l'800, ma la rivalità con gli inglesi resta e per popolazione e forza militare restano i fratelli minori. Comunque, facendo due calcoli, nell' 800 la Svezia aveva 2 milioni di abitanti, la Norvegia uno e la Danimarca altrettanti: totale, un massimo di 4 milioni, pochissimi in un territorio immenso: non possono affrontare in guerra aperta una potenza come Russia, Francia, Gran Bretagna o Prussia: possono invece vivere una vita come l'Olanda o il Portogallo, cioè un impero coloniale lontano dagli interessi delle grandi potenze (Nuova Zelanda, Nuova Guinea, le "nostre" colonie tedesche). Ipotizzo perciò un colonialismo più leggero dal punto di vista demografico; gli autoctoni, chiamati lapponi come le popolazioni dell'artico svedese (da "lapa", straccio), non vengono spazzati via come nel Nordamerica, dopo la vittoria dei conquistatori gli autoctoni vivono in pace se pur in inferiorità culturale ed economica. Probabile alleanza tra i boeri olandesi e gli svedesi della Namibia contro i britannici nella Prima Guerra Mondiale.

La Svezia poi si avvicina agli imperi centrali in funzione antiinglese ed antirussa. La marina svedese fa pendere la guerra nel mare del nord a favore degli imperi centrali, ma con l'ingresso degli USA tutto cambia. Dopo Versailles la Svezia è smembrata (come l'Austria) e perde tutto l'impero coloniale, ma molte terre conservano la lingua svedese. Nascono le repubbliche si Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia, mentre Islanda e Groenlandia passano nell'orbita britannica. La Svezia interverrà anche nella Seconda Guerra Mondiale come alleata di Hitler, proprio come Finlandia e Ungheria, per tentare di riunire i tre ex-regni più la Finlandia, il che passa alla storia con il nome di Nordanschluß (anschluss nordico), ma la sconfitta dell'Asse porta la Finlandia nel blocco sovietico e addirittura la Svezia potrebbe essere smembrata: se l'Armata Rossa occupa il nord con Stoccolma capitale, la Scania e il Götaland danno vita alla Repubblica di Gotia con Göteborg capitale ed ammessa nella NATO a partire dal 1955; la Cortina di Ferro divide la Scandinavia, Stoccolma è divisa da un muro come Berlino.

Da notare che il Boca Juniors ha una maglia rossa con banda giallo-blu, in realtà nella nostra Timeline è blu con banda gialla, perché nel 1905 il gruppo di ragazzi di origine ligure che fondò il club, all'epoca amatoriale, vide una nave svedese al porto di Buenos Aires e ne adottò i colori; nella mia storia nel 1905 c'era ancora l'impero scandinavo (fino al 1919) con bandiera tricolore (rosso-blu-giallo), e dunque anche questo particolare va cambiato!

Ed ecco un'animazione di Youtube che illustra nei dettagli la mia ucronia:

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Se vi è piaciuta, o se avete degli appunti da farmi, scrivetemi attraverso Youtube o a questo indirizzo.


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