Frammentazione del Cattolicesimo

di Homer


1517: Lutero pubblica le 95 Tesi e le affigge sulle porte della Cattedrale di Wittenberg. Rapida diffusione delle tesi negli ambienti popolari e rurali tedeschi.

1518: Convocato ad Augusta, Lutero si rifiuta di ritrattare e si appella al Papa. E’ l’inizio della rottura. In Polonia e in genere nell’Europa Orientale inizia un periodo di rifeudalizzazione, ma le idee luterane iniziano ad essere predicate in larga parte della Germania Settentrionale, Danimarca, Boemia e Polonia.

1519: A Lipsia Lutero disputa con il teologo cattolico Johann Eck. Lutero riconosce che le tesi hussite e le sue sono abbastanza simili ed assume una posizione fortemente antiromana. Eck ottiene la condanna di 41 tesi su 95 di Lutero da parte del Papa. Idee simili a quelle di Lutero si diffondono rapidamente anche in Austria e Ungheria, mentre anche in Italia dei mercanti portano idee protestanti a Venezia.

1520: La bolla papale Exsurge Domine di Papa Leone X condanna le idee Luterane. Lutero brucia la scomunica nella piazza di Wittenberg insieme a numerosi testi canonici. I Polacchi battono i Teutonici di Alberto di Brandeburgo, che diviene sempre più convinto della possibilità di guadagnare maggiore indipendenza appoggiando Lutero. A Venezia sorgono i primi dibattiti sulla dottrina luterana e generalmente dalla Serenissima si diffondono idee luterane anche a Ferrara, Verona, Brescia, Milano e Bologna.

1521: Alla Dieta di Worms, Lutero difende le sue tesi di fronte all’Imperatore Carlo V. Rifiuta di abiurare le proprie idee che vengono dichiarate eretiche e inoltre viene bandito dall’Impero. Si rifugia presso Federico di Sassonia nel castello di Wartburg, dove inizia la traduzione della Bibbia in Tedesco. Leone X conferisce ad Enrico VIII d’Inghilterra il titolo di Defensor Fidei. Inizia la guerra tra Francia e Spagna per il possesso del Milanese. Le forze Imperiali di Prospero Colonna invadono il Ducato e conquistano Milano, restaurando gli Sforza con Francesco. Forte diffusione delle Idee Luterane nel Norditalia, con Milano e Venezia come centri principali, con molti aderenti tra la Borghesia Mercantile e la popolazione Rurale.

1522: I Francesi sono sconfitti ancora dagli Imperiali presso la Bicocca e sono costretti a ritirarsi in territorio veneziano. Leone X muore ed è sostituito da Adriano VI (un fedelissimo di Carlo V). Anche Genova è conquistata dagli Imperiali, che insediano Andrea Doria come nuovo doge. Lutero torna a Wittenberg con la Bibbia Volgare e numerose nuove riforme liturgiche, che si oppongono ai radicalismi nati dalla sue Teorie come allo stesso modo alla Visione Romana. In Germania scoppia la Rivolta dei Cavalieri, guidata da Ulrich Von Hutten e contro la grande nobiltà Ecclesiastica con basi luterane. Huldrych Zwingli inizia la sua predicazione a Zurigo.

1523: Ad Adriano VI succede Giulio de Medici con il nome di Clemente VII. Venezia si unisce a Carlo V nella guerra contro la Francia, che nel frattempo aveva tentato senza successo di rioccupare il Milanese sotto la guida di Guglielmo di Gouffier. La rivolta dei Cavalieri è schiacciata nel sangue dalle forze ecclesiastiche. Lutero termina la sua redazione definitiva della Bibbia in Tedesco. La sua traduzione porta alla convinzione nelle varie città ormai a guida riformata in Italia (Ferrara e Venezia) a iniziare una redazione della Bibbia in Koinè Lombarda - Veneta.

1524: Battaglia di Romagnano Sesia: i francesi sono espulsi dalla Italia e si ritirano fino in Provenza, dove gli Imperiali cingono d’assedio Marsiglia, che resiste grazie all’insperato appoggio di una flotta genovese comandata da Andrea Doria. Francesco di Francia marcia sulla Lombardia alla testa di un grande esercito e ricaccia da Milano lo Sforza. A Norimberga viene chiesta dal legato papale l’applicazione del bando contro Lutero. I Principi Protestanti di Sassonia, Assia e Brandeburgo chiedono invece che a Spira sia convocato un sinodo per la riforma in Germania. Carlo V si oppone e perciò a Ulma nasce la Lega Protestante. Tra Franconia e Svevia scoppia la grande rivolta contadina che si allargherà rapidamente a Baviera, Austria, Carinzia, Tirolo e Stiria. Animata dal riformatore Thomas Muntzer chiede di realizzare la giustizia di Dio in terra. In Germania in reazione alla Lega Protestante nasce una Lega Cattolica guidata da Ferdinando d’Austria (fratello di Carlo V). Diversi cantoni svizzeri si schierano contro Zurigo.

1525: La rivolta contadina è repressa con l’appoggio di Lutero da parte dei Principi Tedeschi. A Pavia gli Imperiali battono i Francesi e restaurano lo Sforza. Nel Milanese le dottrine riformatrici sono fortemente radicate da tempi immemori e gran parte della Borghesia cittadina e delle campagne simpatizzano per Lutero. Così Francesco Sforza, con l’appoggio di molti stati italiani, compresa Venezia, ma non il Papato, apre alla riforma e lotta contro il nuovo strapotere asburgico, rovesciando il gioco di alleanze, unendosi in un’alleanza difensiva con Venezia e Francia. Forze Asburgiche e Papali tentano di risalire per distruggere Milano e Venezia, ma sono impantanate dall’ostilità di gran parte degli staterelli italiani. Pietro Bembo termina la traduzione in Koinè Lombarda – Veneta della Bibbia, rifiutando il Toscano, che comunque ammira, in quanto la popolazione non avrebbe mai capito una Bibbia in una lingua non propria. Nello stesso anno John Tyndale traduce il nuovo testamento in Inglese, diffondendo le idee riformatrici anche in Inghilterra. Alberto di Brandeburgo secolarizza i suoi possedimenti in Prussia e si sottomette al Re di Polonia.

1526: L’Anabattismo nasce a Zurigo. Viene firmata la pace tra Carlo V e Francesco di Valois, che è costretto a cedere la Borgogna alla Spagna e a rinunciare a Milano, Fiandre ed Artois. La Terza Lega Lombarda, guidata da Francesco Sforza e Venezia , a cui aderiscono anche Genova e in segreto i Francesi, nasce con il proposito di sradicare gli Imperiali dal suolo Italiano. Il Papa chiama gli Imperiali in Italia contro gli Eretici Lombardi e Veneti, così dalla Germania scendono migliaia di lanzichenecchi che massacrano le forze Lombarde guidate da Giovanni delle Bande Nere a Seriate e puntano dritto su Milano. I Principi luterani si coalizzano e a Worms ottengono da Carlo V ancora una volta un secco rifiuto in seguito al riavvicinamento tra lui e il Papa. Ferdinando d’Asburgo ottiene la corona Ungherese per fermare l’avanzata di Solimano il Magnifico.

1527: Spagnoli e Imperiali saccheggiano Milano, radendola al suolo per la terza volta (dopo Goti e Barbarossa) e costringendo Francesco Sforza e i Lombardi alla sottomissione. Gli Asburgo riottengono il controllo dell’Italia e si ha un rafforzamento papale considerevole, che annette gran parte delle Marche e della Romagna ed estende il suo controllo sulla Maremma. A Firenze, nostalgici e riformati cacciano i Medici e proclamano la Repubblica. Genova è conquistata da Doria grazie all’aiuto francese , mentre forze francesi occupano Pavia e si preparano a sollevare nuovamente il Norditalia riformato. Nella Germania riformata si diffonde un libro comune di preghiere e una secolarizzazione delle terre ecclesiastiche. La Sassonia acquista grande prestigio ed inizia un rapido sviluppo territoriale, dato dalla spontanea sottomissione di numerose città luterane. Nasce quindi la Chiesa di Germania, che si può ricondurre al nostro Luteranesimo, con accenni più episcopali (i vescovi però non hanno alcun potere secolare). In Svezia e Danimarca inizia una riorganizzazione delle Chiese in visione luterana. Ferdinando d’Asburgo è anche re di Boemia e Croazia e lotta contro Giovanni Szapolyai, che è re eletto degli stessi territori. I Francesi scendono nel Sud forti del supporto Fiorentino e giungono ad assediare Roma, per poi abbandonarlo in cambio della promessa papale di nessuna interferenza e di un lauto bottino; la guerra raggiunge il Meridione.

1528: Doria prova a cambiare lato del campo, ma è sviato dall’idea da una enorme guarnigione franco-milanese nella città. La sua rivolta è annichilita e Genova viene accorpata nel Ducato di Milano. Doria fugge in Spagna. I Cappuccini sorgono come congregazione riformata da un ramo dei francescani del Norditalia, la loro intensa predicazione converte gran parte della popolazione piemontese e emiliana, oltre che rafforzare la forza del protestantesimo in Lombardia e Triveneto. Enrico VIII dichiara guerra a Carlo V e dichiara la nascita della Chiesa Anglicana dopo il rifiuto papale sul suo nuovo matrimonio. La Chiesa Anglicana si dimostra molto simile alla Chiesa Cattolica, ma aggiunge elementi radicali tipici del Luteranesimo (abolizione del celibato e servo arbitrio). La Sassonia stringe attorno a sé l’Assia e numerosi stati protestanti, che riconoscono a Giovanni di Sassonia la sovranità totale sulla nuova Lega Tedesca, che comprende tutti gli stati tedeschi che aderiscono alla Chiesa di Germania eccetto il potente Brandeburgo. In Francia tendenze autonomiste religiose penetrano e danno vita all’idea di una nuova Chiesa Gallicana sotto l’autorità del Re di Francia. Ferdinando d’Asburgo sconfigge Giovanni Szapolyai che chiede aiuto ai Turchi.

1529: La pace di Cambrai riconosce agli Asburgo tutti i territori delle paci precedenti, ma autorizza Francesco I a rioccupare la Borgogna. Gli Italiani e i Tedeschi si sentono traditi dai francesi, che abbandonano il paese al suo destino e alla furia di Carlo V che sbarca a Genova e a Napoli, schiacciando la resistenza Italiana, mentre Firenze resiste dieci mesi all’assedio. Nasce in Italia Settentrionale la Chiesa Italiana, in opposizione alla Chiesa Cattolica. Di idee similari a quelle della Chiesa di Germania è però permeata anche dalla predicazione anabattista e zwingliana. I Protestanti Zurighesi combattono contro i Cantoni Cattolici. A Spira viene ripresa l’idea di Worms e i protestanti della Lega Tedesca si irrigidiscono nelle loro posizioni.

1530: In Giugno la Chiesa di Germania consegna la Confessione di Fede Augustana scritta da Melantone a Carlo V, che viene approvata. Restano al di fuori dell’accettazionei anabattisti, zwingliani e italiani. Carlo V inizia il riassetto dell’Italia: affida Genova e Milano a governatori spagnoli, consegna Firenze ai Medici, estende il controllo papale in Toscana ed Emilia, fino a Modena e costringe Venezia ad un maggior consiglio e a un Doge Cattolico. Fortissime tensioni quando Carlo V chiede l’attuazione dell’editto di Worms in Germania ed in Italia. La Lega Tedesca si allarga nella ben più ampia Lega di Smalcalda e in Italia inizia immediatamente una serie di rivolte che riportano Venezia ad un governo libero.

1531: Papa e Francia si riavvicinano. La Baviera si unisce ai Protestanti in funzione antiasburgica e si prepara la guerra dopo l’elezione di Ferdinando d’Asburgo a Re dei Romani. Zwingli cade nella battaglia di Kappel; la Svizzera rimane Cattolica, mentre le città riformate si riuniscono nella Lega Cristiana della Svizzera.

1532-1533: Alla Lega dei Protestanti si unisce la Francia, che trama ancora una volta contro gli Asburgo. Thomas More diviene Lord Cancelliere e amministratore della Chiesa Anglicana. Crescita del Movimento Anabattista in tutta la valle del Reno, fino ai Paesi Bassi. L’Eredità del Monferrato passa nelle mani della Spagna, che lo uniscono alla Lombardia. A Ginevra il Vescovo mantiene il Governo e si sottomette al volere dei Savoia.

1534-1535: Gli Anabattisti prendono il controllo della Città di Munster, in Germania. Carlo V inizia ad armare una grande flotta contro Tunisi ed Algeri. Francesco II muore senza eredi e Milano è definitivamente conteso tra Francia e Spagna. Inizia una guerra: i Francesi occupano la Savoia e il Piemonte senza l’appoggio del legittimo sovrano, mentre gli Asburgo rafforzano la loro presenza nell’area Riformata Lombarda, che si solleva in favore dei francesi. Munster è distrutta dai Principi Tedeschi, e vi viene restaurata la Chiesa di Germania, predicazione anabattista nei Paesi Bassi ad opera di Menno Simons. Tunisi ed Algeri cadono nelle mani di Carlo V, che vi pone nobili spagnoli come governanti con grandi guarnigioni.

1536-1537: Avanzata francese in Piemonte,mentre le truppe di Carlo V devono osteggiare un’ampia ribellione riformata del Milanese appoggiata da Venezia. Berna prova ad annettersi il Vallese, rubandolo ai Savoia, ma forze Riformate ispirate da Calvino, residente a Ginevra, sotto la protezione dei Savoia, respingono gli Invasori, lasciando una forte presenza sabauda nel Vallese. Nel 1536 Calvino pubblica a Basilea le sue idee riformatrici, che iniziano ad essere abbracciate in massa in Savoia, Chablais, Vallese e Valle D’Aosta. Nel 1537 i Francesi e gli Imperiali smettono di combattersi in Italia, spostando l’attenzione del conflitto sulle Fiandre, infatti i Francesi invadono l’Artois. I Turchi smettono di attaccare Venezia (i loro alleati francesi sono alleati anche dei Veneziani) e si lanciano contro Malta e Tunisi, che resistono grazie al tempestivo intervento della Flotta Spagnola di Genova. La Chiesa Danese nasce in piena comunione con la Chiesa Tedesca.

1538-1539: Carlo V e Francesco di Valois firmano una pace decennale, ma in Francia iniziano manovre rapide per la creazione di una Chiesa Cattolica Autocefala, la Chiesa Gallicana, all’insaputa di Papa e Imperatore. I Veneziani cedono Nauplia ai Turchi per ottenerne l’alleanza in funzione antispagnola, è una alleanza clamorosa ed incredibile. Nasce la Lega di Norimberga, composta da tutti i pochi stati cattolici tedeschi rimanenti. Calvino abbandona Ginevra in favore di Strasburgo, dopo essersi fatto sfuggire un po’ di mano la situazione. Rivolta a Gand, nei paesi Bassi contro Carlo V, da troppo assente dai suoi domini borgognoni e per l’elevata fiscalità, i Francesi non intervengono. La Chiesa Anglicana de facto diviene una Chiesa Cattolica Autocefala con i Sei Articoli di Religione, inizio del riavvicinamento alla Spagna. In Scozia viene proclamata una simile chiesa autonoma.

1540-1541: I Veneziani convincono i Turchi della possibilità di colpire gli Asburgo in contemporanea ad una grande agitazione popolare nell’Italia Settentrionale riformata; i Turchi invadono quindi l’Ungheria. Intanto Carlo V reprime la rivolta di Gand. Nel 1541 Calvino torna nella Ginevra Sabauda e redige gli statuti della Chiesa di Savoia, di forte stampo “calvinista”, tale Chiesa diviene Chiesa Ufficiale del Ducato di Savoia. A Ratisbona Cattolici e Luterani non trovano l’intesa. In Francia è proclamata la Chiesa Cattolica Gallicana. Il Papa ormai ha autorità solo sull’Italia Meridionale e sulla Spagna e le sue Colonie.

1542-1543: La sollevazione fomentata dai Veneziani fa intervenire in loro aiuto i Francesi e i Turchi: scontri tra Imperiali e Francesi nel Rossiglione, in Piemonte e Paesi Bassi. I Luterani cacciano dal Brunswick il legittimo Duca Enrico. Enrico VIII diviene anche Re d’Irlanda ed istituisce la Chiesa di Irlanda, cattolica autocefala. Gli Inglesi si alleano con gli Spagnoli e si uniscono ad essi nella Fiandre. Francesi e Barbareschi prendono Nizza, ma la devono abbandonare a causa della loro precaria posizione, intanto forze francesi conquistano il Lussemburgo.

E poi?

Homer

Frammentazione del Cattolicesimo (grazie a Homer)

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Il sacco di Roma

di Never75

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POD: Il sacco di Roma del 1527 provocò un enorme scalpore in tutto il mondo cattolico. Ma immaginiamo che, come ciliegina sulla torta, per un eccesso anche papa Clemente rimanga tra le vittime del saccheggio (cosa che in effetti non fu molto lontana dall’avvenire). Cosa sarebbe accaduto?
Senz’altro sarebbe stato un duro colpo per il cattolicissimo Carlo V, che aveva fatto della sua fede cattolica un punto di forza nel programma del suo Impero, e sarebbe andato tutto a vantaggio dei suoi rivali (Francesco I, i Turchi e i Principi Protestanti). Ecco un possibile sviluppo...

Io l’ho immaginata così. Carlo V è costretto ad abdicare dal trono imperiale (mentre mantiene la sovranità su Spagna, colonie e domini asburgici), mentre movimenti antiasburgici si verificano in tutto l’Impero. In particolar modo in Italia si organizzano volontariamente delle milizie popolari cattoliche x cacciare i Lanzi imperiali (simili congiure in effetti si realizzeranno davvero in Italia ma “solo” vent’anni dopo a Genova, Lucca e Parma). Il trono imperiale rimane vacante e la Germania cade nel caos più totale. I principi protestanti ne approfittano per dichiarare l’indipendenza ed anche i principi cattolici cercano di  staccarsi dall’Impero. A ciò si aggiunge l’avanzata dei Turchi su Vienna. In Germania si tarda a scegliere il nuovo Imperatore e la lotta tra cattolici e protestanti si trasforma in guerra civile. Il re di Francia occupa il Ducato di Milano ponendosi (in qualità di principe cristianissimo) come baluardo del Cattolicesimo e i Milanesi gli si arrendono di buon grado. In seguito Francesco avanza senza colpo ferire fino a Roma dove, sconfitti definitivamente i lanzi, viene eletto papa dopo il conclave Paolo III, Farnese e filo-francese (questo anche nella nostra Time Line). Papa Paolo III incorona Francesco I come nuovo Imperatore che riparte subito x la Germania. In questo modo Carlo V per salvare il salvabile è costretto ad allearsi coi principi protestanti (mentre i cattolici continuano a sostenere Francesco). Dopo una lunga serie di battaglie e di assedi (simili alla “nostra” guerra dei Trent’anni”) si raggiunge uno status quo. Francesco I rimane re di Francia e al tempo stesso Imperatore del S.R.I. (riunificando così l’ Impero di Carlo Magno) e annettendosi in blocco Milanese, Ducato di Piemonte (riducendo i Savoia a semplici vassalli dell’impero), Principato di Genova e Borgogna, mentre agli Spagnoli rimarrebbero  solo il Regno di Napoli con Sicilia e Sardegna. Stati indipendenti rimarrebbero anche i domini di Casa d’Austria che non entrerebbero comunque a far parte dell’Impero a causa della scarsa presenza dell’ elemento tedesco. La Prussia come tale non sorgerebbe mai, schiacciata dall’accentramento francese. Le conseguenze di questi eventi sarebbero inimmaginabili in futuro.

Ad esempio in Germania ed in Francia prevarrebbe comunque il principio del “cuius regio eius religio” ma in compenso cattolici e protestanti costretti da un Impero forte ed accentrato come quello francese imparerebbero a convivere tra loro abbastanza tranquillamente e quindi niente guerre di religione in Francia (con notte di S. Bartolomeo connessa) e niente guerra dei  Trent’Anni in Germania. Inoltre con una Francia già estesa territorialmente anche le espansioni successive di Luigi XVI e dei  Napoleonidi sarebbero difficilmente giustificabili (dove si sarebbero potuti espandere se avevano già tutto loro?). Anche gli scontri con l’ Inghilterra sul continente si sarebbero difficilmente verificati, semmai ci sarebbero state delle battaglie nelle colonie. Con una super Francia nel cuore dell’Europa sarebbero state frenate anche le ambizioni dei possedimenti Asburgici (ridotti a potenze locali) mentre l’Italia (tanto per cambiare!) sarebbe stata sempre divisa. Probabilmente i Francesi avrebbero tentato (come loro solito!) di riunificare anche linguisticamente il loro vasto Impero. Se imporre il francese come lingua ufficiale in tutto l’Impero avrebbe potuto incontrare serie difficoltà in Germania (anche a causa di una più solida coscienza nazionale operata dalla Riforma che vedeva Lutero come “Hercules Teutonicus”) altrettanto non si sarebbe verificato in Italia, più debole etnicamente ed anche linguisticamente. Forse molti italiani avranno storto il naso allora quando i loro figli furono obbligati a studiare nelle scuole francese e non italiano (ma lo stesso si è verificato nella nostra Time Line per i “poveri” Corsi, Nizzardi, Savoiardi e più recentemente Tendaschi e Brigaschi), ma sta di fatto che anche oggi a Milano o a Genova si sentirebbe parlare più francese (o tedesco) che italiano. I duchi di Savoia sarebbero rimasti vassalli dell’Impero (in fondo gli stessi Savoia erano più francesi che italiani), tutt'al più i Re di Francia avrebbero ingrandito i possedimenti dei Savoia con l’ aggiunta di Lombardia e Genova ed ai Savoia sarebbe andato benone già così!!!

Mentre Venezia e il Papa si manterrebbero più o meno indipendenti da Parigi, il Regno di Napoli rimarrebbe saldamente in mano agli Spagnoli costituendo nulla più che un prolungamento ideale della Penisola Iberica dove si parlerebbe ancora oggi spagnolo accanto alle lingue locali. La guerra di successione spagnola sarebbe scoppiata comunque perché gli inglesi non avrebbero mai permesso ad una stessa dinastia riunificare Spagna e Impero e probabilmente la guerra si sarebbe conclusa con due distinte dinastie per i due Stati con compensi territoriali x Inghilterra e Domini Asburgici. Probabilmente anche la Rivoluzione Francese sarebbe scoppiata comunque, anche se Napoleone avrebbe limitato le sue conquiste ai territori spagnoli e a quelli italiani ancora indipendenti. Con il Congresso di Vienna tutto ritorna come prima (o quasi) e comunque il Risorgimento non si verifica né in Italia né in Germania. In Italia mantengono la propria indipendenza Venezia e il Papato che assieme alla Toscana potrebbero costituire una Confederazione ma nulla più. Le due guerre mondiali si verificherebbero comunque (Gran Bretagna, Russia e Usa fermerebbero comunque l’espansione di un Impero che vorrebbe estendersi all’Europa intera) e al termine di essi l’Impero Franco-Tedesco diverrebbe una repubblica federale con alcune amputazioni territoriali e la divisione forzata tra una parte filo occidentale ed un’altra filosovietica (muro di Parigi). Solo dopo la caduta del muro la federazione franco-tedesca e la Spagna (uscita anch’essa da pochi anni da una dittatura) formerebbero con i Paesi del Benelux un’Unione Europea a cui si aggiungerebbero in seguito le Isole Britanniche, gli altri staterelli italiani e la Grecia mentre più tardi ne entrerebbero a far parte gli  Stati che la compongono tuttora. La Federazione Franco-tedesca anche da sola sarebbe comunque una superpotenza economica. Un’altra importante nazione europea sarebbe la Spagna che manterrebbe solidamente nelle sue mani ancora l’Italia Meridionale. Oggi il premier spagnolo Zapatero promuoverebbe un referendum di autonomia per il Regno di Napoli, la Sicilia e la Sardegna (come in realtà sta già facendo per Catalogna, Galizia e Paesi Baschi) le quali avrebbero l’attributo di “nazioni” con larghe autonomie e il permesso di mantenere la propria lingua e le proprie leggi, sempre però nell’unità confederata del Regno di Spagna. È inutile dire che poi la Spagna oggi sarebbe uno dei Paesi più importanti in Europa (grazie anche all’apporto “italiano”), diventerebbe a tutti gli effetti membro dei G6 (assieme a Usa, Gran Bretagna, Russia, Giappone, Canada e Repubblica Federale Franco- tedesca)

Never75

Ecco un commento di Filobeche:

Per certi versi assomiglia alla mia ucronia sugli Aviz, con la Spagna che, non dovendo affrontare le lotte per la supremazia in Europa, può gestire meglio le sue risorse.
Se la rivoluzione Francese accade, i Bonaparte sarebbero comunque solo una dinastia imperiale successiva; rimane però da spiegare il fatto delle conquiste napoleoniche che nella HL erano dettate sì dall'ambizione del corso, ma anche dalla necessità della Francia di liberarsi dai nemici (e questo potrebbe succedere anche qui) e di assumere quel ruolo di superpotenza che secondo Parigi le spetta.
Ma se qua Parigi già controlla Italia e Germania, come giustificare la sete di dominio?

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