La Grecia con la Triplice

di Simone


26/11/2008

Ieri l'altro, camminando nel cimitero di Cremona, la mia città, mi sono imbattuto in una tomba monumentale del XIX secolo che,incredibilmente,non avevo mai osservato bene (si dice che ogni volta che si visita qualcosa, si trovano sempre nuovi dettagli).

Sulla tomba,la scultura di un ragazzo "caduto ai 31 di maggio 1859 sul campo di Palestro", il ragazzo era raffigurato nella uniforme piemontese,era un volontario.

Caduto combattendo contro l'Impero d'Austria,dal 1867 Austria-Ungheria, impero crollato nel 1918.Crollato dopo la prima guerra mondiale, e dal mio punto di vista questa guerra è una pietra miliare nella Storia di tutto il XX secolo e forse oltre: comunismo, nazismo, fascismo, seconda guerra mondiale, ideologie vecchie e nuove, etc etc partono tutte da qui, dopo il 1914 il mondo non è più stato lo stesso...e quindi è affascinante elaborare ucronie su questo conflitto.

Ed ecco dunque la mia proposta.

Nel 1917 la Grecia ha avuto un'aspra divisione interna tra i filo-germanici e filo-alleati: i primi erano capitanati dal re Costantino I, i secondi da Venizelos, e in questa disputa già nel 1915-16 erano intervenute le potenze dell'Intesa inviando contingenti a Salonicco, per evitare che un punto nevralgico balcanico passasse dalla parte Tedesca.

Dopo un drammatico periodo di lotte intestine, è Venizelos a spuntarla e il 27 giugno 1917 la Grecia è nel campo dell'Intesa, contro Austria e Germania, Turchia e Bulgaria.

Le truppe greche avranno una parte modestissima sul secondario fronte balcanico (5000 caduti in 16 mesi), partecipando alle azioni che nell'estate 1918 mettono KO la Bulgaria nei Balcani.

Diciamo che la Grecia non è stata poi così determinante nel 1917-18...ma attenzione, già nel 1914-15 a scenario diverso, gli ellenici erano lacerati sullo schieramento con cui allearsi..e nel 1915 c'era la campagna di Gallipoli, e la Serbia era ancora intatta...

Ecco l'ucronia con relativo POD:

Nella primavera del 1915 la spunta Costantino I che si allea con Germania e Austria.

La diplomazia tedesca fa poi un capolavoro assoluto: non solo unisce nello stesso schieramento Grecia (a cui viene promessa tutta l'Albania e il sud della Macedonia) e Turchia, ma in un effetto domino trascina con sé anche la Romania, sul cui trono, ricordiamo, siede un re della dinastia tedesca Sigmaringen, ramo cadetto degli Hohenzollern (nella nostra timeline, invece, la Romania si è schierata nel '16 con l'Intesa).

Alla Romania, l'Austria, pur estremamente riluttante ma sotto pressione tedesca, promette il banato di Temesvar e la Bessarabia russa.

Poniamo che nel marzo 1915 (con l'Italia neutrale, ancora, e ancora che faceva il giochetto del "vengo con chi mi offre di più" e teneva il piede in due staffe!) la Grecia dichiara guerra a Francia, Russia e Inghilterra, e le sue Armate supportano da ovest la resistenza Turca di Gallipoli mentre altre truppe invadono Albania e sud Macedonia.

Ai primi di aprile, la Romania mobilita ed entra in guerra, e attacca la Serbia.

E qui il gioco si chiude con una cosa scontata: l'entrata in guerra della Bulgaria con qualche mese di anticipo (nella nostra timeline è il 5 ottobre 1915), a cui la diplomazia austro-tedesca concede il nord Macedonia e una buona fetta della Serbia.

Dunque, gli austrotedeschi, con un capolavoro assoluto di equa spartizione hanno messo d'accordo tra loro: Bulgaria, Romania e Grecia.

Tutt'al più, pensano i cancellieri Bethmann e Tisza, se i balcanici vorranno poi riscannarsi alla fine della guerra, cavoli loro...ma adesso sono alleati preziosi di Austria, Germania e Turchia!!

La guerra, ferma in Francia nella Champagne, e bloccata a est in Galizia, infuria nei Balcani e a Gallipoli: il 24 aprile 1915, truppe bulgare da sud e austriache da nord, invadono la Serbia, che viene attaccata anche da una armata rumena, e già il 30 aprile Belgrado è occupata...mentre gli inglesi, presi tra due fuochi, battono i greci il 26 aprile, ma a loro volta debbono subire le controffensive turche, mentre la flotta greca attacca la marina britannica nell'Egeo e con un colpo di mano, il 3 maggio, occupa Famagosta a Cipro!

Con Cipro attaccata, Churchill e l'Ammiragliato decidono di finire la sciagurata campagna di Gallipoli con mesi di anticipo, mentre la Turchia, imbaldanzita, invia ingenti rinforzi in Medio Oriente e contro il Caucaso russo.

Verso il 15-20 maggio, poderosissima offensiva austro-rumeno-tedesca-turca contro la Russia, l'anello debole dell'Intesa, su ben 4 fronti: Polonia, Carpazi, Caucaso e Bessarabia, con numerosi Corpi d'Armata, che nei primi 15 giorni, su un fronte mobile, provocano rovesci russi a Przemysl, Lodz e arrivano a 20 km da Varsavia, quindi i rumeni rafforzati da 10 divisioni tedesche entrano in Bessarabia, occupano dopo una grande battaglia Chisinau e quindi Tiraspol, minacciando l'Ucraina!

I franco-britannici, per alleviare il peso russo, debbono attaccare massicciamente nella Champagne, ma i tedeschi, trincerati e ben protetti, sono felicissimi di vedere i franco-inglesi andare al macello: fanno il loro gioco, infatti, e si rinchiudono in alcune città come Reims, che diventa una piccola Verdun, ma a vantaggio germanico.

In questa situazione, di pieno vantaggio austro-tedesco, l'Italia il 26 aprile a Londra non firma un bel niente e decide anzi, a giugno o a luglio 1915, con la Russia invasa e le armate zariste in pieno sfacelo, la Francia invischiata a Reims e battaglie navali tedesco-turco-greche nell'egeo e nell'est mediterraneo, di dichiarare guerra a Francia e Inghilterra il 19 luglio.

Contro una coalizione italo-tedesco-austro-greco-rumena-turco-bulgara, con la Serbia fuorigioco e la Russia quasi KO(nuova batosta a Bialistok il 26 luglio, 110 000 russi fuorigioco tra morti e feriti e 60 000 prigionieri, mentre a sud i tedeschi supportati da 240 000 rumeni, agli ordini di Mackensen, il 1 agosto sono ormai in Ucraina) e gli attacchi italiani sulle Alpi, Francia e Inghilterra sono a un passo da intavolare la resa o trattative di pace onorevole.

Ma in Russia la macchina zarista crolla nella tarda estate 1915 e si ha un 1917 con due anni di anticipo. 

Che cosa potrebbe succedere, a questo punto?Come cambia la storia d'Europa e del mondo?Se qualcuno vuole discutere o intervenire, mi scriva a questo indirizzo

Così a Simone risponde l'amico Maximomutina:

Caro Simone, secondo me potrebbe essere plausibile uno scenario di questo tipo:

Gli USA, che comunque rimangono amici degli Inglesi, decidono un intervento armato in Europa per aiutare l'Inghilterra in cambio di un maggiore scambio commerciale con le colonie dell'Impero britannico (non dimentichiamo che per la giovane economia americana, un'espansione commerciale in questi territori rappresenterebbe una supremazia economica senza uguali per l'epoca), ma qui il Giappone forte dell'imminente crollo della Rusia potrebbe avere buon gioco, invece che mirare alle colonie tedesche nel Pacifico, porre la sua attenzione sui porti russi e sulla siberia orientale (la vicinanza con l'Alaska li renderebbe, a guerra finita, ottimi partner commerciali per gli USA e in caso di vittoria un'egemonia commerciale nel Pacifico). 

In questo scenario dunque Giappone alleato della Germania già nella Grande Guerra e conseguente immediato tracollo della Russia che con la cacciata dello Zar instaurerebbe comunque un regime tipo URSS ma retto non sui soviet ma con un governo di democrazia popolare che coinvolga sia rossi che bianchi.Ma in questa situazione nelle condizioni di resa la Russia deve consentire lo sfruttamento minerario della Siberia al Giappone e alla Germania che avendo così a disposizione enormi risorse (un'economia di guerra che trae profitto da una produzione esagerata di materiale bellico per disponibilità di risorse a costo zero vuol dire vittoria sicura), permette di accerchiare gli Stati Uniti mettendo prima a ferro e fuoco le Hawaii (nel 1915 gli Stati Uniti non avevano ancora avuto il tempo di prepararsi un esercito in grado di combattere su più fronti) e il bombardamento da mare della California con sbarchi tedeschi e giapponesi a San Francisco e Los Angeles (il grosso delle truppe statunitensi era tutto concentrato sulla costa Est in attesa di imbarcarsi per l'Europa, lasciando l'Ovest scoperto).A questo punto i generali americani dividono le truppe per l'Ovest e per l'Europa ma questa mossa costerà loro molto cara, dato che nel frattempo i tedeschi si rinforzarono con le truppe provenienti dal Pacifico (non avendo più la minaccia giapponese le forze tedesche nel pacifico si divisero in parte per aiutare i giapponesi conto gli USA e l'altra parte tornò in Europa) rinforzando in questo modo le truppe europee e dando un colpo decisivo alla Francia contando anche sull'astuto lavoro di coinvolgimento dei nomadi algerini promettendo loro una maggiore autonomia convincendoli ad aprire un fronte coloniale interno per indebolire l'esercito francese).A questo punto con i tedeschi padroni dei porti francesi, danesi e norvegesi, l'Inghilterra si vide accerchiata e bombardata su ogni fronte deve capitolare; in quanto gli USA non possono neanche sbarcare in Europa pressati nell'oceano da sommergibili tedeschi che non lasciano scampo alla sua flotta e potendo contare sul naviglio francese sequestrato e riadattato a loro.Anche gli USA devono capitolare e la guerra finisce qui. 

Lascio a qualcuno il compito di tracciare i trattati di pace con questo scenario.

La corazzata tedesca Szent Istvan (Santo Stefano), dipinto di Sandro Degiani (cliccare per ingrandire)

Ed ecco la replica di Simone:

Grazie per il tuo commento e la tua analisi, molto lucide e razionali, ma io non le condivido molto. 

Qual è il tuo punto debole? Questi maxi sbarchi negli USA già nel 1915. Qui si parla di operazioni di sbarco TRANSCONTINENTALI avvenute 29 anni prima del D-Day, e ricordiamoci che già per far sbarcare gli anglo-americani-canadesi in Normandia, da gennaio 1944 l'aviazione martellava 500 km di costa. 24 ore non stop e fino all'ultimo si é giocato al gatto col topo per il fattore sorpresa, più che altro riuscito grazie alla incompetenza militare di Hitler! E il D-Day é riuscito certamente, ma non é stata una passeggiata ed era già pianificato dal 1942. . come può essere possibile fare un d-day ante litteram transcontinentale, con i mezzi del 15 e anche con una aviazione agli albori? E gli USA? Non vedono i preparativi delle flotte tedesche e giapponesi? Stanno lì, a guardare? E i tedeschi cosa hanno, una popolazione "cinese" per scaraventare falangi di truppe negli USA e anche in Francia? E su che logistica si baserebbero i tedeschi, una volta negli USA: rifornimenti munizioni, vettovagliamenti, truppa, rancio, genio militare, comandi di linea? Posto che farebbero delle teste di sbarco in California, conquistando terreno, qui si tratta di far attraversare l'Oceano a miriadi di navi(mica i 32 km della Manica!!) di truppa e di rifornimenti, su un terreno in cui, nel 1915, era nettissima la supremazia britannica!!! Germania e Giappone si sarebbero suicidate.

Sta piuttosto in piedi, e qui sono d'accordissimo con te, il crollo della Russia zarista già nel 1915,  o non più tardi della primavera del 1916.

Sono convinto che la Grecia con la Germania avrebbe trascinato con se, per mera convenienza politica, anche la Romania (con le opportune pressioni tedesche su Vienna, per almeno una compensazione sulla Bulgaria in cambio alla rinuncia della Transilvania)e di convesso, avrebbe spinto la Bulgaria(il grande sconfitto delle guerre dei balcani) ad appoggiare l'Intesa o forse alla neutralità.

Avremmo avuto da una parte:Austria- Ungheria, Germania, Italia (sono sicuro che i nostri governanti sarebbero corsi dalla parte del vincitore!!), Romania; Grecia; Turchia contro Russia; Francia e Inghilterra.

La Francia sarebbe crollata verso il 1916 o nel 1916; schiacciata da tedeschi e italiani. La Russia, fuorigioco nel 1916. La pace firmata nello stesso 1916 o al massomp a inizio 1917; ma occhio: la Germania in questa ottica non sarebbe stata governata dai militaristi alla Ludendorff e Hindenburg; in uno scenario simile; e avrebbe fatto una pace tale da NON UMILIARE gli inglesi! Si sarebbe accanita contro la Francia; ma avrebbe avuto clemenza con l'Inghilterra!

Alla fin fine; nel 1914; il vero nemico della Germania era la Francia e non il Regno Unito. I tedeschi avrebbero poi annesso Lituania e Lettonia ed Estonia; parte del Belgio; e fatto due stati marionette in Ucraina e Bielorussia. Avrebbero magari tolto due o tre colonie alla Francia(ma non l'Algeria) e impostole durissime clausole; ma io ne sono sicuro; avrebbero cercato di non umiliare troppo gli inglesi, magari limitandosi alla parità navale e rubando a Londra un paio di colonie secondarie in Africa (Kenya e Botswana, ad esempio), ma nulla di più. Londra ne sarebbe uscita, in tal caso, a ottimo mercato, visti i chiari di luna, e non avrebbe potuto lagnarsi molto.

Senza gli oltranzisti al governo, la Germania avrebbe fatto altresì in modo di non irritare troppo gli USA dell'allora ultraneutralista Wilson.

Gli USA alla fin fine se ne sarebbero stati quieti e non troppo allarmati. Per il momento, almeno. L'Italia avrebbe avuto Nizza e Corsica, ma non Trento e Trieste. Avrebbe avuto la Tunisia, quella sì.

La Grecia si sarebbe pappata la Macedonia e parte della Bulgaria, la Serbia sarebbe stata annessa all'Austria, la Romania si sarebbe pappata ampie parti di Dobrugia bulgara e magari avrebbe avuto anche la Moldova ex zarista. L'Austria avrebbe avuto parte dell'Ucraina.

In questo scenario, tutti contenti, a parte la Francia, la vittima numero uno, che però almeno ha tenuto l'Algeria, qualcosina in Ovest Africa (diciamo che ne esce con il 50% dell'Africa persa) e l'Indocina. Dimenticavo, la Polinesia sarebbe diventata territorio congiunto austro-tedesco.

Prevedo quindi, il dilagare del nazionalismo revanscista e il caos politico in Francia (sarebbe stata quasi come la Germania nel 1919). Le incognite future sarebbero state la Francia , e anche l'Impero Ottomano, uscito intatto ma già coi germi della autodistruzione. Senza contare i Balcani, con tensioni gravissime in Macedonia e Albania, de facto greche e la bomba dell'irredentismo serbo in Austria!!!

Probabilmente, la Palestina sarebbe rimasta TURCA e l'immigrazione ebraica sarebbe stata modestissima e irrilevante, e con una Palestina turca, le agenzie ebraiche non avrebbero attuato le basi del futuro stato israeliano.

I futuri Hitler e Mussolini non avrebbero avuto spazi di manovra, in questa situazione e la eventuale forma del fascismo francese sarebbe si stata antisemita, ma mai sarebbe degenerata nella Shoah.

E senza Israele in futuro, anche uno dei pretesti dell'islam integralista non avrebbe avuto brodo per cuocere. Col tempo la Turchia si sarebbe comunque sfasciata in vari stati, ma con minor coinvolgimento dell'Europa.

Continuando nell'ucronia , é possibile che in questo scenario, lo stesso fondamentalismo islamico sia soffocato "in nuce". E magari oggi sarebbero ancora i Balcani e l'ex Russia i poli del disordine mondiale...

Con gli USA in stile superpotenza economica in salsa giapponese anni '80 cioè potenti in economia, non in politica... chi sa come sarebbe andata a finire?

Simone

Che ne pensate? Per farmelo sapere, scrivetemi a questo indirizzo.

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Ed ora, una nuova idea di Basileus TFT:


Niente Turchia!

di Basileus TFT

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16/8/2010

Durante la guerra fra i Turchi rivoluzionari e le forze dell'Intesa, Ataturk aveva la bella abitudine di combattere nelle prime linee, a fianco dei propri soldati. E se un colpo di artiglieria greca o una fucilata pongono fine alla vita del Grande Turco? Non saranno i turchi a rigettare il trattato di Sévres, ma i greci, che vorranno maggiori territori per vendicarsi dell'attacco turco. Una storia diversa sarà anche per l'Armenia, l'Italia e la Turchia. Ecco una bozza di timeline

1 settembre 1919: Ataturk è ucciso in combattimento dai greci. La guerra d'indipendenza turca perdere il suo più grande leader. Francia, Inghilterra e Italia partecipano in modo alquanto scarso, mentre Grecia e Armenia si impegnano attivamente nel conflitto.

4 dicembre 1919: I greci occupano Bursa.

18 maggio 1920: i greci occupano Amastris. I turchi strappano Trebisonda agli armeni.

4 settembre 1920: Gli armeni riescono a riconquistare Trebisonda. I greci giungono fino ad Akara. Inizia il massacro delle popolazioni turche occupate. Alla fine della guerra il saranno uccisi quasi un milione di turchi in quello che verrà ricordato come "il genocidio del popolo turco".

1 luglio 1921: La presa di Mus, ultima roccaforte turca, pone fine alla guerra. Tuttavia operazioni di accesa guerriglia continueranno per un paio di anni.

8 ottobre 1922: La Grecia si scontra con l'Armenia per il possesso del Ponto. Ci sono alcune scaramucce di confine e cresce la tensione. Questo fa si che l'Inghilterra inauguri la Pace di Ginevra, con l'intenzione di sostituire il trattato di Sévres.

20 Luglio 1923: viene ufficialmente siglato il Trattato di Ginevra, che porta le seguenti modifiche territoriali:

- Grecia: essendo la parte che è stata più attiva in guerra; grazie all'appoggio francese riesce ad ottenere la totalità della Tracia, Costantinopoli compresa. Guadagna inoltre l'intera costa ionica dell'Asia minore e la costa turca del Ponto, fino a Trebisonda. La Grecia diventa uno stato Filofrancese.

- Armenia: è costretta a cedere la zona di Trebisonda ai greci. Tuttavia viene riconosciuto il suo impegno e la grande quantità di sangue versato nei per la libertà. Ottiene la zona di Diyarkabir e si configura come uno stato filoinglese.

- Italia: ottiene il dominio su una grossa fetta di terra che va da Konya ad Afryion, fino a toccare Ankara. Tuttavia rinuncia al possesso di Rodi.

- Francia: ottiene la zona meridionale dell'Anatolia, più una striscia di terra interna oltre Sivas, quasi fino a Samsun.

- Regno Unito: Ottiene Cipro, Rodi, alcune isole ioniche (Tenedo), più i porti strategici di Antalya, Adana e Antiochia. Inoltre ottiene il monopolio esclusivo sul transito nel Mare di Marmara (un po' come accadeva a Suez).

- Turchia: il tentativo di ribellione del popolo turco è stroncato e non nasce la Turchia. Nelle zone italiane e inglesi il popolo turco può mantenere la propria religione, mentre greci, armeni e francesi iniziano una politica di cristianizzazione.

Anni 1925-35:

- Grecia: la capitale della nazione è spostata a Costantinopoli. La basilica di Santa Sofia è restituita al culto. Collaborazione con i francesi per stroncare i vari focolai di resistenza turchi. Molti turchi diventano cristiani, per evitare gli svantaggi e le persecuzioni. I greci del Ponto e della costa occidentale vengono insigniti di varie cariche, ponendo la minoranza turca in una condizione di inferiorità. Vengono lasciate aperte solamente le moschee di Efeso, Nicea, Nicomedia e Costantinopoli, i cui imam devono giurare fedeltà all'Impero greco. La Moschea Blu di Costantinopoli è convertita in una basilica. I turchi costituiscono una manodopera a basso costo che si rivela utilissima per la nascente industria ellenica.

- Armenia: violenti scontri la popolazione turca costringono gli armeni a cercare collaborazione con i curdi. Questi divengono cittadini a tutti gli effetti, mantengono la propria religione e i propri costumi; mentre i turchi vengono via via tolti da ogni carica pubblica. L'Armenia inizia un labile processo di industrializzazione, specialmente nella sua parte occidentale.

Italia: La popolazione turca subisce un netto peggioramento con l'avvento del fascismo. Molte moschee sono chiuse e di verificano sporadici episodi di violenza. I turchi sono ammessi nel regio esercito a partire del '35, in previsione della campagna d'Etiopia.

- Francia e Regno Unito: grossomodo come nella nostra timeline.

Anni 1935-40:

Hitler e Mussolini continuano con le rispettive campagne, mettendo in allarme i vari stati europei.

Grecia: Ioannis Metaxas vince le elezioni nel '36. Nel '39 l'invasione italiana dell'albania mette in allarme le forze elleniche. Vengono rapidamente varate una serie di leggi a favore del popolo turco, fra cui libertà di culto, di espressione e possibilità di arruolarsi nell'esercito. Nel 1940 scoppia la guerra e la Grecia rimane neutrale.

- Armenia: continua l'oppessione del popolo turco. Le mosse della Russia in Finlandia mettono il allarme gli armeni, che intensificano una politica di riarmo.

- Francia e Regno Unito: a partire dal '36 vengono creati reparti armati di turcofoni, la tensione sale.

- Italia: Vengono ammassate truppe al confine francese e inglese, nonostante il Paese rimanga neutrale. In previsione anche un attacco a forchetta contro la Grecia.

Seconda Guerra Mondiale:

L'Italia entra in guerra dopo la capitolazione della Francia. Le colonie turche dei francesi ne approfittano per dichiararsi indipendenti, con il nome di Repubblica Turca. Questo stato di stampo fascista inizia immediatamente le trattative, insieme alla Siria, per entrare nell'Asse. Le città inglesi sulla costa vengono rapidamente prese dagli italiani, tranne Antiochia, che è occupata dai turchi. Nel 1940 Mussolini ordina l'invasione della Grecia, attaccando dall'Albania e dall'Anatolia. Dopo un iniziale successo i greci riescono ad arrestare l'avanzata nemica in Epiro e a conservare diverse piazzeforti in Asia Minore, come Efeso e Trebisonda. L'attacco italiano provoca l'entrata in guerra dell'Armenia a favore dei Greci. Nel frattempo la Repubblica Turca e la Siria entrano nell'Asse. Alla fine del 40 i greci riescono già a dare una svolta alla guerra: battono gli italiani in Albania e occupano Valona e Tirana. In Asia minore riescono a riprendersi buona parte della propria costa. Gli armeni vengono sconfitti dai turchi nei pressi del Lago Van e si arroccano nelle loro città del nord. La situazione balcanica crea i presupposti per l'intervento di Hitler, che occupa rapidamente tutta la Grecia. Il governo greco fugge a Nicea, eleggendola a nuova capitale e sfruttando la superiorità della marina britannica per rimanere immune all'attacco nazifascista. Metaxas muore e gli succede Alexandros Korizis. Nel 1941 inizia Barbarossa e le truppe nazifasciste penetrano in profondità nei territori russi. I turchi riescono a tagliare il fronte armeno-greco, sfondando poco sopra a Trebisonda e cominciando una campagna offensiva nel Caucaso. Nel 1942 l'asse comincia a perdere colpi. La Siria viene riconquistata dagli inglesi, che premono da sud. I turchi non riescono a superare il Caucaso, ne a prendere Yeravean, la capitale armena. I greci completano la conquista dell'asia minore italiana, prendendo Konya a giugno. Nel 1943 gli angloamericani riescono a occupare Mus, la capitale provvisoria della Repubblica Turca. Tutti i territori ribelli sono riconsegnati ai francesi e agli armeni. i Greci inviano una forza di quindicimila uomini per l'operazione husky, più una discreta flotta. Gli armeni inviano un migliaio di volontari. Nel 1944 Korizis sbarca a Costantinopoli, riconquistandola senza colpo ferire. In un paio di mesi riprende Kavala, Tessaloniki, Atene, Corinto, Iannina e infine occupa Valona, Tirana e Durazzo. Nel 1945 la guerra è finalmente finita, con le seguenti modifiche territoriali:

- Grecia: come Paese aggredito, la Grecia ottiene dall'Italia le isole del Dodecaneso. Inoltre, dopo varie trattative, ottiene la zona di Valona, ricca di greci e a maggioranza ortodossa.

- Armenia: come Alleato, l'Armenia ottiene alcuni territori di confine dagli inglesi e dai francesi.

- Italia: perde tutte le colonie.

- Francia e Regno Unito: si spartiscono la zona italiana in Asia minore.

Anni 1950-60:

Inizia il processo di decolonizzazione. Nel '55 gli inglesi cedono Rodi alla Grecia, mentre Cipro è resa indipendente nel '59 ma compie l'enosis già nel 60'. Inglesi e francesi decidono di lasciare l'Asia minore e creare una Repubblica Federale Curdo-Turca. La Grecia entra attivamente nella Nato ed è uno dei fondatori dell'ONU.

Anni 1960-89:

L'Armenia entra nella Nato nel 1961, mentre la Repubblica Curdo-Turca nel 1968. I problemi non sono pochi e si rischiano un paio di guerre nel 1969 e nel 1971, per questioni di confine.

Anni '90:

Caduta del regime sovietico e distensione mondiale. La Grecia rimane lo stato egemone del Medio Oriente. Entra nel G10 nel 1995, grazie soprattutto all'industria navale. L'Armenia diventa uno stato con un buon sistema industriale nel nord ma ancora parecchio arretrato al sud. La Grecia si presenta come uno stato liberale e fortemente sociale (una politica simile a quella svedese) mentre l'Armenia resta un misto fra conservativismo e liberalismo. La questione religiosa è un problema alquanto grave. La Repubblica Turco-Curda rimane uno stato altamente conservatore. Nel 1999 i Talebani, dopo sei anni di guerriglia, riescono a prendere il potere.

Anni 2000:

L'attentato terroristico delle Torri Gemelle vede la Grecia schierarsi dalla parte statunitense. L'Armenia rimane neutrale. La Guerra in Iraq vede Grecia e Armenia neutrali Nel 2004 un attentato nella Basilica di Santa Sofia, compiuto da irredentisti turchi. Causa la morte di 14 persone e il ferimento di altre 85. La Grecia, l'Armenia, Israele e gli USA entrano in guerra contro la Repubblica Curdo-Turca. In pochi mesi la guerra è finita e viene installato un governo democratico. Nel 2006 i Talebani e i guerriglieri controllano ancora buona parte del Paese, la guerra continuerà fino al 2009, quando l'esercito ellenico confinerà i suoi nemici nei monti Tauri. Nel 2010 la guerriglia talebana si conclude definitivamente e la NATO decide di dividere la Repubblica Turca da quella Curda, creando il Kurdistan Meridionale e la Repubblica di Konya.

Popolazioni nel 2010:

Grecia: capitale Costantinopoli, 50 milioni di abitanti
Armenia: capitale Yeravean, 12 milioni di abitanti
Albania: capitale Durazzo: 2 milioni di abitani
Repubblica di Konya: capitale Konya: 19 milioni di abitanti
Kurdistan Meridionale: capitale Antiochia, 7 milioni di abitanti

Basileus TFT

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Questo è il parere in proposito di Enrico Pellerito:

Ottimpo spunto e ottimo sviluppo; solo un paio di appunti. Tu hai scritto: « I greci completano la conquista dell'Asia minore italiana, prendendo Konya a giugno. Nel 1943 gli angloamericani riescono a occupare Mus, la capitale provvisoria della Repubblica Turca. Tutti i territori ribelli sono riconsegnati ai francesi e agli armeni. i Greci inviano una forza di quindicimila uomini per l'operazione husky, più una discreta flotta. »

Inviare un contingente di 15.000 uomini, grosso modo l'equivalente di una divisione, può sembrare un impegno non molto oneroso, specie se consideriamo che ci sono stati reparti di altre nazioni (come ad esempio la Polonia) ben più numericamente nutriti, che sono stati impiegati su vari fronti; ma qui abbiamo l'esigenza di riprendere possesso della parte europea del proprio territorio nazionale ancora rimasto soggetto all'Asse.

Per questo motivo, ritengo che, pur volendo affiancare gli Alleati su altri teatri di guerra in nome della gratitudine per quanto da loro fatto nella lotta contro i Turchi, i vertici politici e militari greci tenderebbero ad inviare un contingente simbolico in Sicilia, molto più contenuto anche se sempre rappresentativo, mantenendo a propria disposizione la stragrande maggioranza delle forze, programmaticamente destinate a riconquistare la Grecia occidentale.

Diciamo che potrebbe essere mandato in Sicilia un battaglione, al massimo un reggimento, utilizzando sempre natanti da trasporto alleati.

Infatti (e questo è il secondo punto) la possibilità che dopo l'invasione e la conquista nazista i Greci mantengano ancora una "discreta" flotta, presupponendo che essi ne abbiano già una prima dello scoppio del conflitto (nella nostra TL avevano sì una discreta flotta mercantile, ma non una militare) è un'eventualità abbastanza remota.

La Luftwaffe e la Regia Aeronautica avrebbero avuto anche le navi militari greche come obbiettivi importanti, mentre, nel caso gli scafi mercantili avessero cercato riparo nei porti dell'Asia Minore, i piloti dell'Asse avrebbero fatto di tutto per impedirne la fuga. Meglio affondarli tutti, piuttosto che lasciarli in uso ai loro legittimi proprietari.

Da qui ritengo improbabile che nel 1943 ci siano ancora molte navi greche disponibili, sia militari sia civili.

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Per far sapere all'autore che ne pensate, scrivetegli a questo indirizzo.


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