Scritto da Sandro Degiani per William Riker ed a lui dedicato nel giorno del suo 38° compleanno (20 maggio 2007)
Come storico e redattore del Registro degli Eventi del Monastero della Staffarda non posso esimermi dal registrare in questo libro un “piccolo miracolo” di cui siamo stati testimoni noi tutti fratelli
Il disegno di Dio a volte è misterioso a volte gloriosamente chiaro ed evidente.
Noi abbiamo avuto una concreta prova di questa evidenza.
Ma visto che uno dei protagonisti del miracolo è anche migliore scrittore di me, umile fraticello, lascio a lui descrivere l’accaduto, con i suoi ben più forbiti e piacevoli fraseggi.
……………
La campanella d’ingresso tintinnava allegra e impaziente.
Il frate Guardiano correva per quanto glielo permettesse l’evidente obesità e l’età avanzata ciabattando sulle antiche e levigate pietre dell’ombroso corridoio che portava all’antico portone di legno che chiudeva l’arco dell’ingresso del monastero.
“Arrivo.. arrivo… sto arrivando, che diamine! Che fretta avete! Lasciate in pace quella povera campana!”
Spalancò lo spioncino e gli apparve un volto sorridente, un paio di occhiali scuri ed un pizzo candido.
“Scusate l’ora…. Sono un po’ in ritardo…. Dovrei essere atteso, sono Fra’ Ciotti da Portacomaro!”
“Fratello Ciotti…. Vi aspettavamo stamattina e la corriera che vi doveva portare da noi non si è nemmeno fermata… e così un nostro fratello che doveva, anzi che voleva partire non ha potuto prenderla…che cosa vi è successo?”
Intanto il frate armeggiava con la pesante spranga di ferro forgiato che faceva da blocco alla portina del passo pedonale e faceva entrare, in una lama di vivida luce solare, fra’ Ciotti nell’androne.
Una nuvola di polvere entrò con il frate…ed il Guardiano si chino a guardare gli impolverati sandali ed i bordi del saio bianchi di polvere, sfrangiato e con fili d’erba impigliati.
Sollevò interrogativo lo sguardo e ricevette la risposta alla domanda non fatta.
“Si… sono venuto a piedi dalla stazione, lungo quel vostro bel sentiero!”
“Ma sono dodici chilometri….!” Esclamò il frate Guardiano.
“Per voi sono dodici chilometri, fratello, per me sono state sei ore passate in Paradiso a passeggiare nei boschi.”
“Ma sei ore… fratello…”
“Lo so, non è un buon tempo… ma io cammino piano per guardarmi attorno e poi al bivio, dove c’è una edicola con la Madonna ed un altarino mi sono fermato ed li’ ho detto la mia Messa giornaliera…”
“Avete detto la Messa da solo…?”
“No, avevo un coro di fringuelli e un paio di scoiattoli si sono fermati a guardarmi per un bel po’…”
“Mi avevano detto che eravate un tipo strano… ma voi riuscite a stupirmi anche se vedo novizi da sessant’anni! Venite, l’Abate vi aspetta da stamane dopo il Mattutino, il suo umore potrebbe non essere migliorato nel frattempo..”
……………
In effetti l’Abate non era nel migliore stato d’animo per accogliere Frate Ciotti, ma il colorito racconto del perché del ritardo lo diverti molto ed alla fine del colloquio, benedisse benevolmente sorridendo il nuovo converso tenendogli una mano sulla testa e disse rivolto al Frate Guardiano:
“Credo che con Frate Ciotti nella nostra comunità ci annoieremo di meno e sorrideremo di più, vero…? Si è fatto tardi, fratello Guardiano, portate Fra Ciotti da fratello Riker, dividerà la cella con lui per questa notte, poi troveremo una sistemazione definitiva.”
“Venite, Fratello Riker da Lonate è il fratello che doveva prendere la corriera… da un po’ di tempo aveva chiesto di cambiare convento e l’Abate gli aveva concesso di partire al vostro arrivo. E’ un po’ colpa vostra se lui è ancora qui..”
“Fra Riker….?? No, non è possibile… non può essere lui….” Mormorò Fra Ciotti accarezzando il pizzetto e tirandosi le punte dei baffi.
“Che dite, fratello….?”
“Un tempo conoscevo un Riker … che aveva a che fare proprio con Lonate… ma sono dieci anni che non lo sento più… un giorno mi disse: non cercarmi… vado via e non l’ho più sentito!”
“Non l’avete più visto da allora?”
“Non l’avevo visto mai nemmeno allora, da anni ci tenevamo in contatto via internet con la posta elettronica, avevamo cose in comune ed eravamo curiosi delle medesime cose… diversi ma vicini”
Erano arrivati ad una cella uguale alle altre… non si udiva nulla se non l’assordante frinire delle cicale.
Il Frate Guardiano bussò lievemente e da dietro l’uscio un voce sommessa disse : “Avanti, Fratelli, siate i benvenuti!”
Entrarono uno dietro l’altro, Fra’ Ciotti dietro al Frate Guardiano con il capo un po’ chino.
Poi il Frate Guardiano si scostò e lui alzò lo sguardo incontrando quello di frate Riker che si era girato verso di loro mentre teneva ancora in mano il libro che stava leggendo… “Non Temiamo la Verità” … uno dei libri scritti da Karol Wojtyla. E poi un ciondolo d’argento dondolava appeso all’unico scaffale della spoglia cella… un portachiavi d’argento con incastonata una moneta da 500 lire con l’effige di Giovanni Paolo II.
Possibile..? Poteva davvero essere vero che alla fine le loro strade si fossero incontrate in un punto così lontano ed imprevedibile.
Il Frate Guardiano li presentò.
“Frate Riker, questo è Frate Ciotti, per questa notte sarà ospite della vostra cella, domani gli troveremo una sistemazione migliore!”
“Non è un problema, anzi dividerò volentieri con lui i miei spazi… ed avrò qualcuno con cui chiacchierare se lui lo vorrà!” rispose Frate Riker
“Lo vorrò certamente, è più facile farmi parlare che farmi star zitto, ed accetto l’ospitalità di Frate Riker…. vorrei ricordargli che questa notte di ospitalità forse l’ho già pagata… 10 anni fa… al modico prezzo di 500 lire d’argento!”
rispose Fra’ Ciotti guardando prima negli occhi Fra Riker e poi spostando lo sguardo sul portachiavi appeso.
Spostò lo sguardo anche Fra Riker e poi si voltò rosso in volto per l’emozione.
“Sandro! Non è possibile…. Come mi hai trovato?”
“Senza cercarti, William, ma con una Mano che mi guidava dall’alto…. “
“Dieci anni…. E mi sembra che solo ieri……”
“…. Pensa se non avessi volutamente perso la corriera …”
“Se tu non avessi perso la corriera, io sarei partito al tuo arrivo e non ci saremmo incontrati!
“Ma se tu non fossi partito……
Il Frate Guardiano scosse la testa si girò e usci dalla cella chiudendosi dietro la porticina, mentre le voci dei due frati salivano sempre più di tono, eccitate….
“Ma se io quel giorno…”
“Ma se tu non avessi…”
“Ma se invece avessi preso la corriera…”
“…ucronisti inguaribili….” Mormorò sorridendo, e poi ciabattò via verso la sua cella, sentendosi chissà perché il cuore leggero leggero.

L’Abbazia di Santa Maria di Staffarda
Nota dell'autore: le 500 lire d'argento con l'effigie di Karol Wojtyla rappresentano davvero un regalo che Sandro Degiani intendeva fare a William Riker per il suo 38° compleanno: nella "nostra" Timeline non è riuscito a trovarle, ma evidentemente in un'altra sì... e quest'ultimo, che ha effettivamente carezzato l'idea di farsi monaco, in conseguenza di quel dono forse ha deciso di intraprendere davvero questa strada...
Proseguiamo il gioco, ma applichiamolo a personaggi famosi. Che cosa avrebbero fatto diversi protagonisti della storia e della politica se avessero avuto nella loro vita la possibilità di compiere la scelta di cambiare professione? Si può inaugurare un ricco filone di "vite parallele", con:
Bossi e Berlusconi: cantanti
Celentano: politico (ma anche orologiaio)
Reagan: attore
Clinton: saxofonista country
G.W. Bush: petroliere fallito
Giovanni Paolo II: ...talmente eclettico che avrebbe potuto seguire una qualsiasi delle sue attività: professore universitario, bibliotecario, attore, oppure traduttore, data la sua ottima conoscenza delle lingue
Tony Blair: cantante rock (chissà perchè l'accoppiata cantante/politico è ricorrente!)
Saddam Hussein: pastore
Ahmadinejad: ingegnere
Montale: cantante d'opera
Margaret Thatcher: ricercatrice presso un'azienda che produce gelati
Fidel Castro: campione di baseball
Che Guevara: rugbista professionista, scacchista oppure medico
Yuri Gagarin: metalmeccanico (o addirittura falegname come il padre, se non riesce a completare gli studi)
Gandhi: commerciante di spezie
Mussolini: maestro elementare e sindacalista
Hitler: disegnatore di fumetti e ricco sfondato
Stalin: Pope ortodosso georgiano
D'Annunzio: politico
Napoleone: governatore della Martinica per conto del re di Francia (aveva sposato una creola di quella terra)
Cavour: produttore vinicolo
George Washington: contrabbandiere
Isaac Newton: latifondista e primo ministro dell'Impero Britannico
Galileo Galilei: apprezzato suonatore di clavicembalo
Leonardo da Vinci: avvocato come il padre
Cristoforo Colombo: disegnatore di mappe nautiche per conto della Repubblica di Genova
Gengis Khan: allevatore di cavalli
Sant'Ambrogio: governatore di Milano e poi magari imperatore d'Occidente
Diocleziano: coltivatore diretto di cavoli nella natia Dalmazia
Paolo di Tarso: fabbricante di tende
Simon Pietro: pescatore
Pericle: filosofo e seguace di Socrate e Platone...
Buddha: principe
e l'elenco potrebbe continuare... Per suggerirci altre vite parallele, scriveteci a questo indirizzo.