UGM: Umani Geneticamente Modificati

di Perchè no?


Ecco un'altra proposta di Perchè no?:

XX secolo: scoperta del DNA, primi usi dell'ingegneria genetica per trasformare vegetali e animali a scopo economico ed alimentare.

Inizio del XXI secolo: nascita del primo clone umano, identico al modello; le legislazioni mondiale sono fermamente contrarie a tutti gli interventi sul DNA umano e alla sua clonazione.

Fine XXI secolo: il 17% degli umani nasce con il metodo della clonazione (per scopi medici o personali), diversi gruppi clandestini lavorano su modifiche del DNA umano creando mostri illegali, come dimostra la controversia sull'Agenzia per il Perfezionamento dell'Essere Umano).

2104 : Processo in Germania ai responsabili dell'agenzia, colpevoli di avere prodotto il primo essere umano modificato, il cosiddetto Homo Sapiens Superior chiamato Siegfried (vi lascio immaginare il suo aspetto). Il mondo é in grande parte ostile a questo tipo di modifiche eugenetiche, anche se moltissimi pensano che Siegfried é un grande figo, da adulto avrà una carriera di attore di grande succeso, sarà chiamato il nuovo Brad Pitt. Il 28% degli esseri umani nascono mediante clonazione, il numero di quanti tra loro hanno il DNA modificato é sconosciuto.

2123: creazione dell'associazione in favore dei mostri e altre modifche genetiche per compensare gli azzardi della nascita.

2140: il 48% degli esseri umani nasce mediante clonazione, si pensa che tra loro il 75% sia stato illegalmente modificato (spesso modifiche di poco conto: colore degli occhi, eliminazione dei rischi di miopia, obesità, cancro etc). L'opinione pubblica (salvo le persone religiose) sono sempre più in favore di una legalizzazione sotto controllo.

2150: dopo un mezzo secolo di dibattiti, condanne, scomuniche, fatwa etc. il Tribunale Penale Internazionale consiglia a tutti i governi di legalizzare le modifiche del DNA (si pensa che a questo punto ci siano quasi 500.000 mostri illegali). Creazione della BGAUN (Ufficio degli Affari Genetici delle Nazioni Unite), incaricata di controllare tutti i tipi di modifiche.

2199: il 65% degli esseri umani nasce mediante clonazione, quasi tutti hanno avuto modifiche superficiali (e legali) per contrastare rischi di morte prematura (la morte prematura é fissata a meno di 50 anni). Tra loro il 10% ha avuti modifiche pesanti sotto controllo della BGA, che risultano spesso il frutto di scopi religiosi (da parte delle Nuove Religioni) o economiche (nascita dell'Homo martianus per la colonizzazione di Marte o dell'Homo orbitor destinato a vivere nelle stazioni spaziali in assenza di gravità).

XXIII secolo: grande crisi umana, tra il disastro ecologico e l'anarchia politica (che era in gestazione dal XX secolo) le modifiche genetiche si diversificano e si moltiplicano. Il 30% degli umani è rappresentato da UGM pesanti. Inizio dello sviluppo di rami umani diversi che non possono più riprodursi con umani tradizionali.

XXIV secolo: Grande espansione umana, colonizzazione del sistema solare e più oltre. Dopo le guerre del secolo precedente tra umani e diversi rami modificati, la loro esistenza é stata legalmente riconosciuta. Diversificazioni dell'essere umano che va a colonizzare tutte le nicchie ecologiche del sistema solare.

XXV secolo: accanto all'Homo sapiens naturalis (noi), anche detto uomo universale perché sa adattarsi a quasi tutte le situazioni ecologiche, vi è ormai tutta una diversità ecologica umana sulla terra e nello spazio: vere e proprie specie nuove, che si completano in una nuova e inaspettata biodiversità. Tra di esse possiamo citare:

Homo sapiens ichtus: può vivere nell'acqua allo stesso modo dei delfini con cui può comunicare;
Homo sapiens arcticus: vive in ambiente polare;
Homo sapiens primitivus: adattato alla caccia;
Homo sapiens vulcanicus: vive bene solo in prossimità del magma molto caldo;
Homo sapiens nuclearis: programmato per resistere alle radiazioni;
Homo sapiens angelicus: é stato privato di tutte le tentazioni per l'assenza di stomaco e di organi di riproduzione, si riproduce solo per clonazione;
Homo sapiens selenicus: si è ambientato perfettamente sulla Luna;

E sopratutto il neonato tra i rami umani e spesso considerato come il più artistico: Homo sapiens spatialis, che vive nel vuoto dello spazio ricavando il cibo e l'energia solo da grandi ali lunghe chilometri per ricevere l'energia solare, vive in gruppi tra gli asteroidi e si dice che alcuni gruppi siano già partiti a forza di ali verso diversi soli...

Se avete altri rami umani in mente potete comunicarmeli a questo indirizzo...

Perchè no?


I biodesigner e la coscienza globale

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"A che ora è la fine del mondo?" si chiedeva Luciano Ligabue, in una celebre cover di "It's the end of the world (as we know it)" dei Rem. Ebbene, a proposito di futuri possibili, Lord Wilmore ha proposto uno scenario ispirato al Rapporto Climatico redatto nel 2008 da Forum for the future, centro studi con sede a Londra, il cui scopo è prevenire i disastri del Riscaldamento Globale. Se non è uno scenario apocalittico, poco ci manca: a causa dei cambiamenti climatici si verificherebbero i seguenti importanti cambiamenti:

1) Il Sahara diventerà un'area verde e il litorale orientale degli USA sarà protetto da un muro di cemento ecologico che genera energia dalle onde e dalle maree.

2) I prezzi alle stelle per l'emissione di CO2 condurranno a un'economia basata sui servizi. Il commercio mondiale crollerà dopo che il petrolio toccherà i 400 milioni di dollari al barile. Gli impianti elettrici si spegneranno automaticamente quando le famiglie supereranno la propria quota energetica.

3) L'Australia, l'Oklahoma e molte altre regioni desertiche  saranno abbandonate per la carenza d'acqua.

4) Il Marocco chiederà di entrare nell'Unione Europea, in cambio di accesso esclusivo alle forniture di energia solare fino al 2050.

5) Entro il 2030 anche l'Antartide sarà antropizzata, ed ospiterà grandi insediamenti umani.

6) Le Olimpiadi si terranno nel cyberspazio e gli atleti correranno nello spazio virtuale di casa loro.

Scenari pazzoidi, o scomode verità per noialtri? Peter Madden, responsabile del Forum, ha dichiarato: "I posteri ci considereranno una generazione eroica, oppure guarderanno a noi con incomprensione e disgusto, come facciamo noi con chi permise la schiavitù."

Un'ipotetica rivista del 2105, che mostra un'Antartide "sgelata" (grazie a Lord Wilmore)

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Ed ecco la risposta di Perchè no?:

Sarebbe interessante vedere come ciascuno degli amici di questa community virtuale pensa il futuro; non solo il futuro politico dell’Italia o della Francia, il che sarebbe banale, ma il futuro dell’Umanità in generale, su una scala di molti secoli, addirittura l’evoluzione futuro dell’Homo Sapiens. Dopotutto chi é al governo oggi non ha una grande peso sull'evoluzione delle cose... la crisi economica del 2008 lo dimostra bene.

Personalmente ho pensato a un futuro, impossibile sicuramente, felice secondo certuni, terrificante secondo altri, ma assai interessante.

Durante il XXI secolo il cambiamento climatico provoca diverse catastrofi: inondazione delle coste, carestie ed epidemie ecc. con una notevole riduzione della demografia umana. Ma porta anche gli occidentali, gli asiatici e poi il resto del mondo a ripensare i propri legami con la natura in maniera nuova.

Nei paesi sviluppati, le compagnie scoprono presto come sfruttare l’obbligo di adattarsi alla natura. Sviluppano le tecnologie necessarie al passaggio al dopo petrolio. Nascono compagnie di restaurazione della biosfera, si crea il lavoro di biodesigner che consiste nel pensare come restaurare un minimo di biodiversità. Ciò obbliga a uno sviluppo notevole della tecnologia genetica che permette di reintrodurre delle specie estintesi o di creare delle specie con lo stesso ruolo (sarà il caso con diversi insetti vitali per la conservazione della vegetazione). Questi lavori si fanno nell'arco di generazioni, e portano anche alla privatizzazione di vaste zone della terra, anche se presto questo non avrà più nessuna importanza. Durante il XXII secolo queste compagnie provano anche a privatizzare il corpo umano, portando delle modifiche genetiche alle persone in grado di pagare salato. Sono sopratutto delle modifiche che permettono di accettare uno livello più alto di CO2, la rigenerazione naturale del corpo, ecc. Si tratta anche di integrare nel corpo sempre più organi artificiali protetti da nano-macchine. Si modifica anche il cervello per integrare un accesso all’internet, permettendo nuovi rapporti da umano a umano, senza parlare degli androidi in pieno sviluppo (saranno inventati in Giappone con programmi europei ed americani). Accanto a loro però ci saranno sempre persone totalmente biologiche.

Però la situazione climatica non può più essere fermata, il cambiamento ha luogo; anzi, ci si accorge che il clima per colpa dell’attività umana é totalmente uscito dai suoi cicli naturali, entrando in una fase di caos che non può più essere prevista. Ciò porta l’umanità a considerarsi responsabile per mantenere un clima stabile, e con le tecnologie del XXV secolo nasce il controllo climatico. Si fertilizzano i deserti o si fa il contrario secondo uno sforzo globale. Ciò porta ovviamente a una nuova sorta di potere, la climatocrazia globale, che porta al potere della gente capace di pensare sull'arco di parecchi secoli delle strategie climatiche nuove che essi sono gli unici a capire, lasciando al popolo minuto i lavori più gravosi.

Con lo sviluppo di Internet e dei cervelli potenziati (grazie a "Ghost in the Shell", di Mamoru Ishii), si crea durante il XXVI secolo una prima base a una coscienza comune, ancora a livello incosciente, lasciando alla gente la loro personalità ma con una cultura e degli scopi comuni: tutto ciò é chiamato « Stand Alone Complex ». Questa coscienza globale evolve fino al XXX secolo dove diventa percettibile per taluni. A questo punto sparisce il potere delle Compagnie e degli Stati. La coscienza globale porta la gente a considerare in gruppo tutto ciò che necessita per ciascuno di noi in questo mondo. Spariscono le idee di Stato, di Gerarchia, la Società si autogestisce di maniera autonoma, senza più capi ma con delle persone che lavorando secondo le loro capacità. La gente però conserva la sua personalità, perchè essa non può essere integrato in una coscienza globale.

Arriviamo infine ad una Terra che vive meglio perché ormai rappresenta una specie simbiotica, come quegli alberi che possono vivere solo grazie alle colonie di formiche che vivono su di essi. Ora sono gli umani a gestire il clima e la biodiversità di maniera automatica e non più cosciente, come se fosse una cosa naturale.

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Dopo questo colpo di genio, ecco la proposta di Renat1:

Ho un'idea. Ma perché non incominciamo a scavare un bel canale che convogli l'acqua del Mediterraneo nel Mar Morto? Con il salto a disposizione sai quanta energia elettrica anche per quei poveri circostanti; e con la rievaporazione forse qualche precipitazione su quei deserti ci sarà. E perché lo stesso non lo si fa con la depressione di Qattara, invece di insistere a portarci il Nilo che evapora strada facendo? A me piacerebbe anche rifare l'invaso nella valle di Afar, dove trovarono la progenitrice Lucy, con l'acqua dell'Oceano indiano.

Dite che il microsistema locale sarà sconvolto, e che alcune città sulle rive del Mar Morto saranno sommerse dalle acque? Ma Gerico è a -250 m s.l.m., mentre il Mare d'Asfalto detto Mar Morto è a -398 m s.l.m., per cui non sembrerebbe necessario sommergere alcunché di significativo, ed inoltre esistono le turbine Kaplan che hanno la caratteristica di lavorare con basse prevalenze...

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Sandro Degiani non poteva esimersi dall'intervenire:

Con 148 metri di dislivello io oserei ed userei un turbina Pelton, anzi più turbine o turbine poligetto: risulta essere ancora oggi la turbina con rendimento più elevato, utilizzata per grandi salti, maggiori di 50 m, e piccole portate, inferiori a 50 m3/s). Così potrei lavorare in modo molto più preciso gestendo piccole portate ed avrei una efficienza molto maggiore.

Un altro aspetto particolarmente apprezzato è l'ampio margine di regolazione della girante: si può regolare la portata del getto, riducendolo in sezione (quindi ottenere una potenza minore), senza che vada ad influire negativamente sul rendimento della trasformazione energetica.

Ricorda che se scarichi centinaia di metri cubi al secondo nel Mar Morto, dopo un po’ lo avrai riempito, e non avendo scarichi verso il mare (sennò l'acqua rifluirebbe verso di lui) vai ad aumentare l’entropia del sistema molto rapidamente. Il risultato potrebbe essere una ulteriore estrazione di sali dal Mar Morto, dato che l'evaporazione aumenterà con l'aumentare della superficie del lago...

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Perchè no? risponde dal par suo:

Ai tempi della colonizzazione francese del Magrheb era stato avanzato un progetto simile. All'inizio del XX secolo degli ingegneri francesi avevano studiato la possibilità di scavare un canale verso gli "chott", una depressione nel Sud della Tunisia: nel passato c'era acqua e nell'antichità erano ancora delle paludi, mentre oggi é solo un deserto di sale. L'idea ovviamente era di creare un piccolo mare interno con possibilità di sviluppo di questa zona. Il progetto era ben organizzato, la Francia raccoglieva gia il budget per questo sul modello del canale di Suez. Ma infine gli ingegneri spediti sul posto hanno concluso l'impossibilità di realizzare il progetto per colpa della differenza di altitudine, della natura della roccia, del rilievo ecc. Addio dunque al mare interno. Si può chiedersi cosa sarebbe avvenuto se il progetto fosse stato possibile, e se un piccolo mare interno fosse nato nel Sud della Tunisia...

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Intanto Renato Balduzzi apre un nuovo thread di discussione:

Mi è venuto in mente un esercizio straordinario. Leggendo un interessante libro sul pianeta Marte ho scoperto che il pianeta potrebbe essere terraformato, ossia modificato in modo da diventare abitabile. Quello che immediatamente ho pensato è questo: se una crisi immane facesse ripiombare l'umanità nella preistoria, sia sulla Terra che su Marte, come si svilupperebbe la civiltà sul Pianeta Rosso?

A me è venuta in mente subito la differenza di gravità, che è circa 1/3 di quella terrestre. Questo influenzerebbe ogni cosa. Potrebbero innanzitutto essere edificate costruzioni ancor più imponenti delle nostre a parità di mezzi. Anche le prestazioni fisiche sarebbero completamente diverse da quelle a cui siamo abituati. Le guerre e gli scontri armati sarebbero condotti in modo completamente diverso dal nostro. Potrebbero, nel corso dei secoli, nascere e sopravvivere esseri umani particolarmente alti e corpulenti.

Seconda questione: l'ambiente. Questa è una vera incognita, dato che la vita è quasi per definizione incontrollabile. Credo comunque che la fauna sarebbe simile alla nostra, ma per ovvie ragioni molto più povera. Può però darsi che molte specie "sfrattate" dal proprio habitat sul nostro pianeta potrebbero avere su Marte una seconda possibilità e diventare dominanti. Riguardo a ciò mi viene in mente la tartaruga palustre europea, minacciata dall'espansione degli insediamenti e dalla competizione con le tartarughe di origine americana, problemi che sul Pianeta Rosso troverebbe; un altro caso potrebbe essere quello del pica, che potrebbe essere scelto al posto del coniglio perchè meno invasivo.

Con il susseguirsi dei viaggi, ormai diventati di routine, è quasi certo che nel corso degli anni molti animali clandestini, del tutto indesiderati sul Pianeta Rosso, giungeranno a destinazione. Tra questi i topi, vari parassiti, molte specie di ragni, mosche e moscerini e sicuramente una gran quantità di batteri.

Un altro fattore interessante sarà la distribuzione geografica delle specie. Gli ecosistemi marziani si fonderebbero sull'equilibrazione spontanea tra specie provenienti da diversi continenti. I futuri biologi e tassonomi marziani, ignorando del tutto l'origine terrestre della vita, avrebbero grossi problemi a comprendere l'origine delle specie. La mancanza di fossili e la distribuzione caotica delle specie avvantaggerebbero notevolmente un'eventuale corrente creazionista.

Uno strano effetto legato a quest'ultimo dato sarebbe l'estrema variabilità delle fattezze dei marziani. Se Marte sarà colonizzato, ciò non avverrà in compartimenti stagni per ogni nazione, ma risentirà del rimescolamento razziale. I vari popoli di Marte avranno tutti il volto dell'uomo globale, con immense conseguenze: il razzismo sarebbe un fenomeno molto limitato e c'è da credere che ciò contribuirebbe, seppure in modo blando, a una limitata belligeranza.

Voi che ne dite? Se volete farmi sapere il vostro parere al riguardo, scrivetemi a questo indirizzo.


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