UN ALTRO IMPERO ROMANO

di Davide Cornelli


Dopo essermi riletto per la millesima volta l'iperimpero romano di William Riker, ho iniziato a scrivere un impero romano alternativo. Questa è la trama.

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Cesare non viene assassinato nelle idi di Marzo e reprime nel sangue la congiura; il Senato messo alle spalle al muro gli concede tutti i poteri e nasce l'impero 15 anni prima di Ottaviano. Muove guerra ai Parti sconfiggendogli ripetutamente e occupa l'Armenia e la Mesopotamia ed impone agli sconfitti un pesante trattato di pace e la riconsegna delle aquile tolte a Crasso; dopodichè torna a Roma lasciando al fido Marco Antonio le regioni annesse, ma col tempo quest'ultimo si fa intortare da Cleopatra.

Tornato a Roma Cesare vara molte leggi per rimettere a posto lo stato romano e creare nuove rotte commerciali nelle nuove conquiste, in questo periodo l'imperatore inizia nell'arte politica e militare il pronipote Caio Ottavio, che Cesare considera un suo pupillo. Passano gli anni e nel 34 a.C. Marco Antonio sconfigge i Parti, grazie anche ai finanziamenti di Cleopatra e alle truppe egiziane, e sobillata dalla regina tolemaica si proclama imperatore dando inizio alla guerra civile.

Cesare non si lascia intimidire, nonostante l'età, muove guerra via terra e mare insieme a Ottaviano e prima sconfigge ad Azio la flotta egiziana e poi sottomette le regioni ribelli d'Oriente, infine assedia Alessandria fino alla capitolazione dovuto alla morte della regina e del ribelle Marco Antonio.

Conclusasi la guerra civile Cesare torna a Roma adotta e si associa al trono Ottavio che diviene Cesare Ottaviano. L'imperatore passerà gli ultimi anni a Roma a gestire l'impero pronto ancora ad espandersi; infatti Cesare nel 29 a.C decide di mettersi a capo delle legioni e invadere la Britannia conquistando tutta la costa meridionale dopo varie campagne militare. Nel 27 a.C. Cesare muore dopo la ricomparsa delle convulsioni che lo affliggevano da giovane. Il suo funerale durerà 1 settimana, diretta magistralmente da Ottaviano, che il popolo adora come il padre, che proclama il prosieguo della politica cesariana.

Nel 27 a.C. Ottaviano prende in mano l'impero e nei primi anni attua grandi riforme economiche e sociali aiutato da un ministero di tecnici guidati dal fido Mecenate, per non parlare anche dell'impulso che ha la letteratura romana di Virgilio, Orazio, ect.. Dopo alcuni anni l'impero è pronto per nuove conquiste ma prima deve sistemare ancora i Parti che premono sui confini, questo volta gli sistemano i figliastri di Ottaviano, Druso e Tiberio, che annientano i nemici partici e gli impongono un ennesimo e duro trattato di pace riducendoli a vassalli. Ottaviano, nota le doti militari dei due e spedisce Druso a comando delle legioni renane e Tiberio di quelle danubiane. Infatti l'imperatore ha in mente la conquista della Germania e del medio e basso corso del Danubio. Nel 12 a.C. dopo lunghe e violente campagne la Germania viene conquistata e il Danubio diventa il confine romano.

I due generali tornano vittoriosi a Roma e Tiberio, di carattere solitario e schivo, viene mandato da Ottaviano a difendere i confini orientali dai Parti un po' per sua scelta e un po' per alcuni screzi con il patrigno.Invece Druso, adorato dal patrigno, rimane in Germania e assume un comando unico delle legioni e affida a turno i settori a vari generali, come Varo che nel 9 d.C. annienta una rivolta dei Cheruschi e dei Cauci guidati da Arminio nella Selva di Teutoburgo. Prima di conquistare la Germania Druso compie una vera propria pulizia di rivoltosi e alla fine i capi tribù rimasti si sottomettono a Druso nel forte di Mindebonum.

Rinforzato dall'espansione militare, nell'Impero aumentano anche gli abitanti ed è per questo che l'imperatore bandisce un censimento della popolazione nel 4 a.C. (probabile nascita di Gesù).

Gli ultimi anni di Ottaviano scorrono con il varo di altre riforme economiche e della successione al trono: il problema è risolto con l'elezione di Druso come successore di Ottaviano. A questo punto Druso si stabilisce a Roma e Tiberio passa in Germania ma prima si riappacifica con il patrigno dopo molti anni di screzi. Ottaviano si ritira a Capri in una villa che oggi è metà di turisti e muore serenamente nel 14 d.C.

Alla morte di Ottaviano, Druso sale al trono e attua la riorganizzazione delle province romane e la colonizzazione nelle zone conquistate; tramite eredità la Galazia e la Mauritania vengono annesse all'Impero. Dopodichè Druso compie viaggi in tutto l'Impero e in Africa ordina vaste opere d'irrigazione per contrastare la desertificazione e creare zone fertili da colonizzare espandendo cosi Roma verso il cuore dell'Africa.

Nel 30 d.C. giunge a Gerusalemme poco dopo il processo e la morte di Gesù e fattosi raccontare da Ponzio Pilato, mostra pietà per quell'uomo ucciso inutilmente solo per aver detto quello che pensava, ed impone che in Palestina ai seguaci del Nazareno la libertà di culto senza persecuzioni o discriminazioni.

Tornato a Roma deve immediatamente correre in Germania dove gli Angli e i Sassoni, scappati nell'odierna Danimarca, compiono scorrerie nelle nuove coloni romane sull'Elba. Dopo poche battaglia si sbarazza di questi due popoli, che fuggono in Britannia, e viene istituita la provincia di Scandia con governatore il figlio di Druso Germanico, che nel 15 d.C. sconfisse definitivamente una rivolta di Arminio nelle piana d'Istaviso e pacifica la regione per sempre.

Negli anni successivi Druso rimane a Roma per nuove riforme politiche e sociali e sorgono gli astri di Caligola, figlio di Germanico, in Mesopotamia dove in una guerra lampo contro i Parti occupa Susa ed Ectabana ed assedia Hecatompylos fino ad un nuovo trattato di pace in cui Roma d'ora in avanti imporrà lei chi deve cingere la corona partica. Inoltre in secondo piano c'è Claudio, fratello di Druso, che si fa strada come scrittore e storico. Verso la fine del suo regno Druso assiste a molti lutti: nel 37 Germanico muore per una caduto di cavallo ad Amburgo e nel 41 sia Tiberio (infarto cardiaco) nel suo esilio militare, che Caligola (aneurisma) muoiono lasciando Druso senza due valenti generali ed un possibile pretendente al trono; nel 42 Druso s'associa Claudio al trono e per impratichirlo lo manda in Pannonia a contenere i Quadi e Marcomanni; qui Claudio si dimostra un buon condottiero e un valente amministratore respingendo gli invasori e gestendo ottimamente la provincia. Druso muore a Capri nella villa paterna nel 42 sapendo che il fratello saprà continuare la politica iniziata da Cesare.

Claudio come imperatore fa le stesse cose che fa nella nostra timeline: conquista la Britannia meridionale fondando poi la città di Londra, compie opere di bonifica e fa uccidere l'infedele moglie Messalina. Invece per Agrippina e Nerone, la prima la fa esiliare in Sicilia e poi la fa uccidere; invece il secondo dopo un inizio tranquillo con la moglie Ottavia, impostagli da Claudio, incomincia a tramare per il trono compiendo omicidi vari tra cui Britannico, preferito di Claudio; poi Claudio lo esilia in Grecia e nel 54 lo riporta e Roma e lo fa assassinare a Tivoli. Claudio muore nel 55 designando come successore il generale di Siria Vespasiano, conosciuto in un viaggio diplomatico, e divenuto amico per i gusti semplici e modesti del generale.

Mentre si appresta a partire per Roma, Galba e Otone si ribellano al nuovo imperatore, e Vespasiano passa velocemente in Italia e a Cremona sconfigge i ribelli spegnendo sul nascere la guerra civile. Il prosieguo di Vespasiano è come nella nostra timeline: repressione della rivolta giudaica e costruzione del Colosseo e morte nel 79 d.C. e gli succede Tito che sotto il suo regno avviene l'eruzione del Vesuvio e l'incendio di Roma che costringe l'Impero a sgravi fiscali per aiutare le popolazioni disagiate; Tito muore nel 81 e gli succede Domiziano acclamato dal popolo e dall'esercito.

Domiziano amplia le conquiste in Britannia e sconfigge i Daci che invadono la Mesia. Tornato a Roma impone un regime autoritario e impone ai sudditi la religione del dio-imperatore scatenando così la prima persecuzione contro i cristiani. Nel 96 viene ucciso da una congiura senatoriale e i senatori stessi elevano al trono il Princeps Senatus Nerva.

Nerva sale al trono consapevole di aver poco da vivere e adotta Traiano.

Traiano sale al potere nel 98 e inizia sconfiggendo una coalizione di Quadi, Marcomanni e Alamanni nel Danubio; poi inizia la campagna di Dacia che conclude nel 101 con il suicidio di Decebalo e la conquista del territorio che va dal medio corso del Danubio proseguendo al Tibisco fino al Ponto Eusino. Nel 105 si reca in Germania per contrastare i Longobardi e alleati sull'Elba e Traino finisce per conquistare la zona della Germania fino all'Oder.

Tornato a Roma attua nuove riforme politiche e commerciali e invia altri coloni nei nuovi territori. Inoltre dà il via a grandi opere pubbliche e alla famosa colonna Traiana per ricordare le guerre di Dacia e Germania.

Nel 110 si sposta ad Oriente e annette il regno di Petra all'Impero e in quel momento scoppia la guerra civile nel regno dei Parti tra il re Mitridate V (filoromano) e Fraate III che vuole portare il regno agli antichi splendori. Tutto si conclude nel 115 dopo una lunga guerra con Roma che si annette Susa ed Ectabana e sposta il confine fino all'Eleo e a sud con tutta la riva settentrionale del golfo Persico.

Dopodichè Traiano torna a Roma e lascia il cugino Adriano a vigilare la zona; Traiano muore a Roma nel 117 e gli succede Adriano.

Adriano, come imperatore, preferisce rimanere nelle province periferiche che a Roma ed infatti per tutto il suo regno compierà viaggi per il lungo e il largo dell'Impero (come nella nostra timeline); inoltre dopo aver conquistato la Britannia settentrionale fa costruire il famoso vallo, tornato a Roma ordina grandi opere difensive in tutti i confini dell'impero e consente alle famiglie dei militari di spostarsi a dove sono stanziati i legionari. Adriano muore nel 138 e prima di morire adotta Marco Antonino come figlio.

Il regno di Antonino sarà caratterizzato dalla pace politica, militare e religiosa con un'editto di libertà di culto a tutte le religioni; ed è per questo che pagani e monoteisti lo chiameranno "il Pio" per la sua tolleranza. L'unico momento di guerra avviene nel 156-160 quando i romani sconfiggono i Pitti e i Caledoni e la Caledonia diventa romana avviando intense opere di colonizzazione nelle highlands. Sotto Antonino inizieranno grandi viaggi commerciali nelle terre scandinave e in India ed inoltre partendo dalla Caledonia si avviano i primi viaggi esplorativi nell'Atlantico.

Davide Cornelli

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Che ne dite? I consigli sono sempre benaccetti, per inviarmeli scrivete a questo indirizzo. Grazie per la pazienza dimostrata nel leggermi.

Un antoniniano di Probo, di proprietà dell'amico Sandro Degiani

Un antoniniano di Probo, di proprietà dell'amico Sandro Degiani


UN ALTRO IMPERO ROMANO 2

di Iacopo

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Ed ora, la proposta di Iperimpero Romano di Iacopo:

Non ho mai avuto simpatia per le ucronia che si concludono con la creazione di un unico enorme impero, o con la nascita di una nazione "predestinata". Oltre a voler evitare ogni tipo di razzismo, anche nella fantasia, sono più attratto da storie che si mantengono equilibrate, verosimili e ricche di colpi di scena. Per questo ho cercato un POD che mi permettesse di mostrare come un impero, per quanto costruito su solidissime basi, non possa essere iper- oltre un certo, breve, lasso di tempo.

Ho scelto il POD più "potente" che potessi trovare: ad Alessandria, grazie al genio di Archimede, alla tradizione ellenistica ed al mecenatismo tolemaico, nasce una vera scuola di alta ingegneria, che sviluppa applicazioni pratiche della macchina a vapore. All'inizio pensavo di far si che fosse Erone il Vecchio a sviluppare queste tecnologie, ma ho dovuto ricredermi: Erone opera in ambito già romano, e non voglio un'ucronia SteamRome, non so se mi spiego. Voglio qualcosa di nuovo. Dunque ripiego sul grande Archimede, che sarà un inventore ancora più geniale (e naturalmente longevo), mentre Erone sarà il formalizzatore della teoria: Archimede corrisponderà a Watt, Erone a Maxwell.

POD: Nel 215 Tolomeo IV Filopatore, per risollevare un po' il prestigio della sua dinastia, messo in crisi dalla Quarta Guerra Siriaca contro il grande Antioco III, stanzia una grande quantità di fondi per chiamare a corte Archimede. Il grande matematico, poco incline al ruolo di ingegnere bellico che gli era stato affidato da Gerone II di Siracusa, accetta di buon grado. La Guerra Punica procede come nella nostra TL, tranne che Siracusa cadrà più in fretta, ma per l'Egitto cambia molto.

215-205: Archimede lavora ad Alessandria. Perfeziona le macchine a vapore rudimentali che già avevano fatto la loro prima apparizione. Crea un orologio ad acqua preciso al minuto. Progetta un impianto automatizzato per la costruzione di ruote dentate. Costruisce uan seminatrice meccancia (tipo quella di Jethro Tull). Crea una nave anche più grande della siracusia, e vi applica un motore a vapore. Perfeziona i sistemi di calcolo meccanico e crea una macchina in grado di calcolare la quadratura della parabola, ma fallisce nella progettazione di una calcolatrice diofantea. Verso la fine del periodo Alessandrino, si dedica allo studio delle proprietà cinetiche dei materiali, per creare meccanismi non inficiati dalla deformazione delle ruote dentate dovuta al calore, e soprattutto all'impiego di specchi per migliorare l'efficienza delle macchine a vapore, svincolando le navi automatiche dalla necessità di continui rifornimenti.

208: Tolomeo IV impiega le invenzioni di Archimede per annientare il regno di Tebaide. tre anni dopo grande fisico, ripugnato, si ritira a vita privata nel deserto, e giura di dedicarsi alla sola matematica astratta ed alla lettura delle opere di Platone.

204: Inizia la creazione di un'imponente flotta automatica, nonché la rimodernizzazione delle due ammiraglie, la Alessandria e la Tolomea, delle quali la seconda sarà dotata di propulsione a specchi.

203: alleanza fra Filippo V e Antioco III si alleano in funzione anti-egiziana. Tolomeo V, succeduto al padre l'anno precedente a soli cinque anni di età, non può certamente guidare una riscossa, quindi i tolomei abbandonano le loro colonie nell'Ellade.

202: Battaglia di Zama, fine della Seconda Guerra Punica.

201: Rodi e Pergamo chiedono aiuto a Roma, che interviene contro Siria e Macedonia.

197: Filippo V è sconfitto dalle legioni romane, e deve abbandonare ogni pretesa egemonica.

194: Archimede riemerge dal deserto e consegna a Eratostene e Aristofane di Bisanzio la sua opera Sulle Curve: affronta problemi di geometria differenziale, analizza tredici tipi diversi di curve, quattro spirali, interazione fra curve e rette (trigonometria). Definisce con chiarezza l'integrazione e altri operatori matematici, abbozza un sistema di co-misurazione cartesiano e sembra intuire alcune proprietà del calcolo infinitesimale. Archimede muore negli anni successivi, solo nel deserto.

189: Zenodoro Eidografo è preferito a Apollonio come Bibliotecario: inizia uno studio approfondito dei testi matematici di Archimede.

190: i romani varcano l'Ellesponto e sconfiggono Antioco III a Magnesia: Antioco viene a pace due anni dopo, ed inizia la decadenza inarrestabile della dinastia Seleucide.

182: Morte di Annibale. La Flotta Nera Tolemaica è completata.

180: Muore Tolomeo V, gli succede il figlio Tolomeo VI Nicatore. I consiglieri del nuovo re decidono di dimostrare immediatamente l'efficienza della Flotta Nera, che interviene in uno scontro fra Rodiesi e pirati del Regno di Tylis, dimostrando rapidità d'intervento e potenza in battaglia.

175: Antioco IV Epifane invade l'Egitto, ma è sconfitto dalle armate tolemaiche tecnologicamente superiori. La sua flottta è annientata presso Cipro, e il Seleucide deve arrendersi alla superiorità del nemico.

171: i romani intervengono in Macedonia

170: fine della Guerra siriaca: i seleucidi sono confinati enlla siria del nord, vengono creati tre stati cuscinetto: il regno dei Maccabei, il regno dei Nabatei ed il regno arabo di damasco. Con un'operazione rapidissima la flotta egiziana si spsota quindi nell'ellade, dove sconfigge tre volte le navi romane.

169: pace tra Roma ed Egitto: la Macedonia diventa cliente del regno tolemaico, che torna ad estendersi nell'Ellade.

165-150: diffusione in Egitto di tecniche automatiche per l'agricoltura. la produzione agricola quintuplica. Scuola di Cibernetica alla Biblioteca.

155: inizio della Guerra Asiana: Pergamo, Siria e Roma alleate contro Egitto, Cartagine e Partia.

145: Battaglia di Antiochia: definitiva vittoria Tolemaica sui Seleucidi. Tolomeo VI muore per le ferite riportate, ma fa in tempo ad assistere alal definitiva restaurazione del suo impero.

143: Battaglia di Siracusa fra Cartaginesi-Tolemaici e Romani: la prodezza e la disciplina dei latini non bastano a sopraffare la superiore tecologia e l'esperienza dei loro nemici. Cartagine diventa un regno cliente dell'Egitto, e Roma si salva dal sacco solo per le durissime lotte per la successione al Nicatore.

145-135: Guerra Tolemaica, vari rami della dinastia si contendono il Trono del Sole. Ne uscirà vittorioso Tolomeo VIII Evergete.

135-100: Massima fioritura dell'Egitto neotolemaico: l'Ellade è sottomessa, così come le regioni del Ponto Eusino. l'Asia non da problemi: Armenia e Ponto sono ridotte a due nazioni clientelari, mentre la Siria Seleucide è mano a mano annessa all'impero. I Parti sono separati dall'impero da una buona barriera di stati cuscinetto. Cartagine e Pergamo sono annesse. Le tecniche agricole si diffondono in tutta l'Asia ellenistica, causando rapidi mutamenti sociali: gli schiavi sono sostituiti da una classe sempre più efficiente di tecnici, detti Eleuteri, per via del fatto che quasi sempre sono schiavi liberati.
La ricerca di nuove fonti di materiali, essenzialmente ferro e carbone, porta alla colonizzaizone della Britannia ed allo sfruttamento delle risorse dei Balcani. Fioriscono la cibernetica, la fisica, la logica e l'arte bellica, mentre decadono filologia e scienze umane. Pergamo rimane un centro culturale, specializzato nella racoclta dit esti antichi, mentre Alessandria è più vitale.

100-50: periodo di guerre civili fra i rami della dinasita ormai unita solo nominalmente. Malgrado al debolezza interna, Roma e la numidia sono ripetutamente sconfitte, mentre la minaccia Partica si fa sempre più vicina. verso la fine di questo periodo prende il potere Cleopatra VII Nice, che porterò l'Egitto alla sua massima potenza. L'Egitto interviene in Italia, in Gallia e nel Bosforo Taurico.

50: Matrimonio fra Cleopatra VII e il Re di Roma Cesare. Roma diviene una cliente dell'Egitto, anche se nominalmente governata dal suo Senato. Cesare conquista la Gallia per conto della moglie.

50a.C.- 25d.C:  Conclusione delle guerre civili: il nipote di Cesare, Ottaviano, sconfigge il suo parente Alessandro Elio, figlio di Cesare e Cleopatra, e ne sposa la sorella Selene, divenendo Re d'Egitto. Inizia la dinastia dei Cesarii o Cesarioni o Cesaridi.
Riforma religiosa: Ottaviano impone una religione unica, non solare ma acquea, lunare e funebre. Fusione fra Serapide-Cesare, Iside-Cleopatra e Ottaviano-Oro. Diffusione delle macchine a vapore in tutto il Mediterraneo. Perfezionamento della macchina solare, resosri necessario dal disboscamento totale di Asia e Italia.
Esplorazioni a lunghisismo raggio, presso il Baltico, il Golfo di Guinea, l'India e la Cina. L'Impero Egiziano si muove sulel acque, quindi, a parte che per Gallia e Iberia, la civiltà Neoellenica penetra solo presso le città costiere. Non così gli eserciti, che armati dei nuovi sistemi nati dalla fusione dell'ingegneria bellica romana con le fonti più innovative di energia, possono sbaragliare qaulsiasi formazione nemica. I Parti sono sconfitti ad Ecampilo, e la Mesopotamia diviene un regno cliente. I Germani sono respinti in Pannonia e così via. Masisma fioritura culturale dell'Impero: Erone formalizza le Leggi che portano il suo nome, che descrivono fenomeni ciclici uniformi dette Onde Eroniane (sinusoidi).

25d.C.-137d.C.: Dinastia Cesaride. Le tecnologie cibernetiche si diffondono oltre i confini dell'impero, in Mesopotamia, nello stato Indo Greco. Periodo coloniale dell'impero: colonie nel golfo di Aden, nel golfo persico, in India, Indonesia, Australia. Circumnavigazione dell'Africa, colonie sparse un po' ovunque. Diffusione del dominio imperiale in Sarmatia, dove, navigando i fiumi, i greci riescono a collegare le città dell'interno ai bacini acquei che sono la via di comunicazione principale. Carri a vapore sostituiscono i cavalli per alcune tribù nomadi, che trovano la lor collocazione come braccio armato dell'impero nelle sterminate pianure asiatiche. A livello etnico l'impero è composto da tre popolazioni dominanti, cioè gli Elleni, i Copti e i Romani, governate da un'elite elleno-romana. Nelle colonie l'elemento copto è meno forte.
Grandi opere di ingegneria civile: un canale unisce Mar Rosso e Mediterraneo, canale di Crimea, Un canale, nelle pianure sarmatiche, unisce il Volga al Don permettendo alle flotte imperiale l'accesso al Mar Caspio. Canalizzazione automatizzata delle acque del Nilo e trasformazione del Delta in una pianura allagabile con una serie di dighe e chiuse.
In India gli Indo-Greci si impongono, grazie alle nuove tecnologie, contro i Maurya, prendendone il posto.

137-200: Completa assimilazione commerciale del bacino mediterraneo e del medio oriente all'egemonia imperiale. Creazione del sistema a tre ordini, metropoli, metoikia e eparchia, sovrapposto al triplice controllo agricolo, commerciale e militare, imposto dalla superiore produttività, dalla tecnologia a vapore e solare per gli spostamenti e dai nuovi armamenti, sotot la tutela di Serapide-Zeus, Iside-Thea e Orapollo. Anche se molti territori rimangono formalemtne indipendenti, Alessandira è il centro economico del mondo, il greco è la lingua franca dall'atlantico allos tretto di malacca. Nel secolo seguente lo sviluppo tecnologico raggiunge un nuovo vertice, l'energia elettrica viene imbrigliata ed usata per ottenere idrogeno dall'acqua: dirigibilie palloni areostatici sono aggiunti aller siorse dell'impero, e le città-stato dello Jaxartes e del bacino del tarim sono ridotte ad eparchie. Turchi e Kushan, non potendo calare in asia centrale, si sfogano contro l'impero Han, causandone la fine prematura. Massicce migrazione di cinesi verso sud, proprio in bocca ai mercanti elleni.

200-285: fioriscono le eparchie: le cittadelle fortificate, centro della dominazione imepriale, divengono i centri propulsori di uno sviluppo decentrato. L'uso di macchinari si estende fuori dall'amministrazione e dall'esercito imperiali. Alessandria raggiunge il milione di abitanti. L'africa è pesantemente ellenizzata, come anche il s-e asiatico. età buia della civiltà cinese, regni sino-unni e sino-turchi nel nord e sino-tocari e sino-protoqiang nell'ovest del Regno di Mezzo. In ogni città del mondo, i governatori sono elleni o eleuteri. Scoperta di America (Atlantide) e Australia (Megaleuteria). Invenzione della stampa a caratteri mobili.

A questo punto lo stato dell'Impero sarà il seguente:

Tecnologia: vittoriana, con l'esclusione delle armi da fuoco che sono sostituite dagli specchi di Archimede e dalle catapulte a vapore. La tecnologia aerostatica è leggermente più sviluppata, mentre quella dei treni non ha ancora incontrato il poderoso investimento in infrastuttrure necessario a diffondere la rete d strade ferrate in tutto il mondo. Gli spostamenti avvengono preferibilmente via mare o fiume, e dove questo non è possibile, con strade di fabbricazione romana.

Filosofia e Religione: il culto ufficiale prevede l'adorazione di un dio ed una dea multiformi, simile dunque all'induismo tantrico e all'athayoga. In generale si da grande rilievo a Iside-Thea come matrice del mondo e dell'energia che lo muove. Nei paesi assoggettati si procede ad assimilazione, ed in generale si cerca di ridurre il peso dei culti militareschi: il culto misterico di Mitra è sostituito dal neorfismo di ispirazione neoplatonica. Plotino filosofo di corte. Si diffonde il cristianesimo.

Amministrazione: l'imperatore ha un ruolo poco più che simbolico. Lo stato è amministrato da una casta di eleuteroi tecnocrati cooptati fra coloro che fanno carriera nella pubblica amministrazione e nell'esercito della Metropoli. Questo corpo è in relazione con i mercanti delle rotte oceaniche e con i soldati, che ne costituiscono le emanazioni ma anche le radici nel territorio.

L'impero è diviso in province di tre tipi: Metropoli, Eparchie e Metoichie.
La Metropoli è il cuore dell'Impero, e comprende l'Egitto, la Celesiria, la Siria del Nord, l'Asia anteriore, la Cilicia, l'Acaia, la Sicilia e l'Italia. Qui città e campagne sono amministrate direttamente dagli eleuteroi imperiali, che possiedono la maggior parte dei mezzi di produzione. Le plebi urbane sono mantenute a spese dello stato, ma fra esse l'esercito ed i mercanti assoldano la manodopera di cui hanno bisogno, e l'impero sceglie i coloni da inviare nelle metoichie.
Le Eparchie in senso stretto sono cittadelle fortificate al centro di città che domina un territorio straniero ma alleato, indipendente ma in ultima analisi soggetto all'influenza economica e culturale dell'impero. Sia nella città in cui si trova l'eparchia sia, a maggior ragione, nella campagna, si parla la lingua locale, ma il greco in generale è compreso. L'eparchia funge da centro d'azione militare in caso di necessità, ma soprattutto di centro di diffusione della tecnologia, ospitando scuole dove gli eleuteroi istruiscono i locali sull'uso delle macchine -che essi stessi poi affitteranno, con guadagni marginali enormi. L'eparca, in comunione con il governo centrale, stabilisce che tipo di tecnologia fornire ai locali e che tipo di merci acquistare da loro, cosicché non solo le eparchie forniscano materie prime all'Impero, ma ne dipendano anche per l'approvvigionamento di altre materie. Dato ciò è chiaro che mano a mano che passa il tempo, l'eparchia si trasforma nel governo ufficiale della città.
Le Metoichia sono invece vere e proprie colonie di popolamento, che hanno la dupplice funzione di dare una valvola di sfogo alla popolazione della Metropoli e di stabilire steste di ponte verso punti di interesse strategico o economico. I coloni sono copti, elleni o romani -e solo copti elleni o romani. Ogni metorichia è libera di stringere relazioni ed accordi di vario genere con le eventuali popolazioni locali, ma l'indipendenza delle colonie non è mai troppa, vista l'impossibilità per esse di costruire i grandi vascelli necessari al commercio a lungo raggio. Un'altra limitazione è che le Metorichie sono per lo più solo città singole, e piuttosto che ingrandire una metoichia già esistente, si preferisce fondarne una nuova.

Eparchie d'Europa (e regioni che ne dipendono)
Mantova (Insubria)
Lugdonon (Gallia)
Treviri (Belgica)
Eborakon (Britannia)
Cartagine (Africa)
Vindobona (Norico & Pannonia)
Sigindonon (Balcani occ.)
Tylis
Alba (Dacia e valle del Tisza)
Tanais
(altre due nel bassopiano sarmatico)
(Uzgorod)

Eparchie d'Asia
(una o più in ogni regno ellenistico del medio oriente e dell'asia minore)
(Astrakhan)
Rhagai(Teheran)
(15 nel golfo persico e nel fars)
Aden, Yemen, Oman
(3 lungo il Nilo Azzuro)
(8 città dell'indo)
(30 nel Deccan)
(5 in Arachosia, Battriana, Sogdiana)
(7 sullo Jaxarte)
(11 nel s/e asiatico)
(22 in Transoxiana e nel bacino del Tarim, unica indipendente Hotan)

Metoichie
Massilia
Cartagena
Tyras-Olbia-Chersoneson
Parision
Londinion
Nairobi
Socotra
Zanzibar (Melanonesso)
Capo di Buona Speranza (Capo di Eratostene)
Capo Verde (Cloronesia)
Golfo di Guinea (Nilo australe)
Goa bombay Ceylon
Nicobare (Nicosia d'Oriente)
Stretto di Malacca
Sumatra
Borneo Meridionale

Bene. Ora abbiamo un iperimpero che più iper non si può. Stabile, potente, diffuso ma con ancora molto spazio d'espansione. Come lo facciamo cadere? Per suggerirmelo, scrivetemi a questo indirizzo.

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C'è anche una terza proposta, di Caio Duilio Simone:

Sono passati più di 800 anni dalla fondazione dell'Urbe, dopo la monarchia,la repubblica e l'impero. Roma raggiunge l'apogeo militare ed economico, le casse imperiali sono traboccanti d'oro, le frontiere dell'Impero vanno dall'atlantico al Mar Caspio.

Nel 138 sale al trono imperiale Antonino Pio. I primi anni del suo regno sono segnati da relativa calma, ma nel 145 qualcosa cambia. Antonino decide di investire metà delle ricchezze imperiali nello sviluppo agricolo, nella penisola italiana si inizia una gigantesca opera di bonifica delle zone paludose, nelle province di Grecia e della penisola iberica viene incentivato la coltivazione degli uliveti e dei vigneti. In soli 10 anni la produzione agricola dell'impero aumenta del 100 %. Si ordina la costruzione di nuove città nelle province orientali in cui si andranno ad insediare coloni italici.

Nel frattempo l'imperatore non ha trascurato la colonna portante dell'impero: l'esercito. In questi 10 anni di relativa pace, Antonino ha reclutato nuovi legionari oltre che in italia, anche in province ormai romanizzate da anni come la Galla e la Spagna. L'esercito arriva a 100 legioni ovvero ben 500.000 uomini, l'addestramento viene rimodernato e si sviluppano nuovi mezzi da guerra. Antonino sa bene che 100 legioni non possono stare a lungo ferme, quindi nel 148 inizia una spedizione militare verso la Germania ed ancora più a est. Lui stesso si mette alla testa di 30 legioni per attaccare i germani.

L'esercito si divide in due parti 15 legioni attaccano da sud oltrepassando il Danubio mentre altre 15 attaccano dal Reno. Le tribù barbare si stringono in una alleanza per fermare l'esercito romano, ma la schiacciante superiorità di uomini e mezzi romani travolge i barbari. Le legioni del sud avanzano con difficoltà nelle foreste germaniche e subiscono varie perdite per gli attacchi dei Marcomanni e degli Jutingi che con una serie di imboscate riescono ad rallentare il passo romano. Mentre le legioni del nord vengono sfidate in campo aperto.

Antonino ha l'occasione di far vedere le proprie capacità militari. L'esercito barbaro è formato da Alemanni, Burgundi, Suebi, Longobardi, Franchi e Angli, che riescono a formare un esercito di ben 150.000 uomini. L'imperatore può contare solo su 15 legioni ovvero 75 mila uomini, sono nettamnete in inferiorità numerica. Antonino confida nell'addestramento delle proprie truppe.

La battaglia ha inizio di mattino e schiera sul campo solo la fanteria mentre lascia alle spalle la cavalleria. Le truppe barbare disorganizzate e senza un unico leader si gettano all'assalto delle legioni. Gli Alemanni partono per primi ma vengono falciati dai lanci del pilum, poi seguono Suebi e Franchi. Questi attaccano il centro dello schieramento romano, mentre Angli e Longobardi il fianco sinistro.

Nel frattempo Antonino alla testa della cavalleria riesce ad aggirare il campo di battaglia e con una formidabile carica attacca la cavalleria barbara alle spalle massacrandola. Il fianco destro comincia a raggirare e circondare i barbari. Come a Canne i cartaginesi, ora i romani con una mossa a tenaglia accerchiano l'esercito barbaro. La battaglia si consuma in un giorno, le legioni ormai spiazzate dalla fatica allentano la morsa e vari gruppi di soldati barbari si danno alla fuga ma vengono falciati dalla cavalleria romana che non lascia scampo. I romani conseguono una vittoria schiacciante, uccidono 70.000 barbari e ne fanno prigionieri altri 30.000. I romani perdono 10000 uomini.

Antonino fa stanziare 5 legioni nei territori appena conquistati e con la restante parte va in aiuto del corpo di spedizione del sud. In solo 12 anni riesce a piegare tutta la Germania spingendosi sino nei Balcani e in Sarmazia. Antonino da questa grande campagna militare ricava molto oro e argento che riempiono di nuovo le casse imperiali. L'imperatore ha il tempo di ricevere il trionfo a Roma e di vedersi assegnato l'appellativo di "Germanicus", ma muore pochi mesi dopo, nel 161, lasciando come suoi eredi Marco Aurelio e Lucio Vero.

E poi?

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Bhrihskwobhloukstroy commenta in proposito:

Teniamo per buono che l'Impero si sia riunito da Costantino (compreso) in poi: questo, come ben sappiamo, è un po' il senso ultimo di tutte le ucronie (in quanto è la somma di tutte le direttrici geopolitiche europee) fino alla Prima Guerra Mondiale (inclusa) e in larga misura anche alla Seconda; aggiungiamo anche che tuttavia non si sia espanso a spese della Persia, giacché sfruttiamo come traccia per lo svolgimento dell'ucronia (particolarmente delicata, perché abbraccia 17 secoli) ciò che è realmente avvenuto. Penso che saremo tutti (o in ampia parte) d'accordo che l'espansione del Cristianesimo (Niceno-Costantinopolitano) dà un'idea affidabile dei progetti che noi chiameremmo geopolitici degli Imperi Romani dal Tardo Antico in poi. Il suggerimento che ne viene è:

1) che l'Impero Romano si sarebbe espanso verso le Isole Britanniche, la Germania, la Scandinavia e la Slavia, mentre avrebbe perso le sponde Est e Sud del Mediterraneo (e per secoli anche parte della Penisola Iberica); 
2) che intorno all'XI. secolo si sarebbe di nuovo diviso; 
3) che intorno al XV. secolo la Parte Orientale sarebbe passata sotto il controllo di una Dinastia ± persiana (cfr. il DNA dei Sultani Ottomani, tipico degli Īrāni Nordorientali)...

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Diamo ora la parola al Marziano:

Come si può sviluppare la storia mondiale ed europea in particolare, senza la Danimarca? O, per meglio dire, con la Danimarca che solo un arcipelago di isolette e isolotti minuscoli? Tale piccolo paese ha giocato ruoli importantissimi in tante vicende, non solo nordiche. Che ve nw pare?.

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Gli replica Paolo Maltagliati:

Possiamo seguire diverse linee immaginative possibili, a seconda dell’ottimismo o meno sulla capacità di certi popoli di "far fronte al problema" se mi passate la frase. Certo, se siamo massimamente pessimisti, si potrebbe persino pensare che molte popolazioni germaniche a noi note possano prendere una via migratoria ben differente da quella che conosciamo noi. Chi lo sa, invece di stanziarsi nella zona tra Weser ed Elba, preferiscono stanziarsi tra Elba stessa e Vistola, alterando non di poco il corso della storia. Con tale presupposto, nel II e III secolo l’elemento celtico potrebbe ancora essere predominante nell’attuale Boemia o tra Reno e Weser, con certo delle pesanti conseguenze da un punto di vista etnico, linguistico e politico, anche ammettendo la medesima incapacità dei romani di fare dell’Elba il proprio confine, ripiegando sul Reno. I romani potrebbero conoscere più o meno direttamente i germani soltanto nel quarto secolo!

Tralasciando le vicende politiche dell’occidente, tale situazione andrebbe anche a modificare in maniera piuttosto netta anche l’evoluzione dei popoli slavi. Non sappiamo quanto possa esserci slavizzazione dell’elemento germanico o piuttosto germanizzazione dell’elemento slavo, ma l’assetto etno-linguistico ne uscirebbe decisamente sconvolto e completamente diverso da quello che noi conosciamo.

Tutto questo, ripeto, se siamo massimamente pessimisti. Se invece siamo massimamente ottimisti e consideriamo invariato il percorso migratorio delle popolazioni germaniche durante l’età del bronzo e del ferro, le divergenze potrebbero iniziare a farsi rilevanti a partire dall’VIII secolo, ma, in fondo, meno di quanto potremmo pensare. Alla fine, gli angli prima e i danesi poi ci sarebbero stati ugualmente; solo, avrebbero occupato aree di partenza (per i danesi a dire il vero neanche, dato che erano prevalentemente stanziati in Scania) diverse. Anzi, magari il loro regno sarebbe stato centrato più sul continente, all’altezza della Pomerania, forse con maggiori difficoltà di penetrazione del cristianesimo in Polonia e nei paesi baltici.

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Vi è anche l'idea di Yoccio Liberanome:

Gneo Giulio Agricola, celebre condottiero romano sotto il principato di Domiziano aveva quasi conquistato tutta la Britannia e probabilmente era anche stato in Irlanda. Ma la gelosia dell'imperatore lo fecero richiamare a Roma per la sua grande popolarità, e il confine non cambiò. Agricola venne poi probabilmente avvelenato dall'Imperatore stesso.
E se Agricola cercasse davvero di diventare imperatore? 
Magari quando viene richiamato a Roma non esegue subito l'ordine perché sta ultimando la campagna, così Domiziano decide di uccidere subito. Scampato all'attentato Agricola si ribella, e dopo una veloce guerra civile diventa imperatore. Se fu davvero come lo descriveva Tacito ed era un uomo esemplari potrà tentare portare l'impero verso nuove vette, e conquistare definitivamente Britannia e Irlanda, ridando slancio all'espansione territoriale di Roma, le isole negli anni a seguire saranno il serbatoio di uomini per le campagne contro i germani.

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Michal I commenta:

E magari si potrebbe arrivare, circa tre decadi dopo, allo stabilimento del confine sul fiume Elba, storico obbiettivo romano, riducendo così la lunghezza del confine ed aumentando le possibilità di respingere future invasioni (se ci saranno...)

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Pure Perchè No? dice la sua:

E se Agricola diventa imperatore, forse anche Tacito finirebbe per diventarlo; chissà se in tal caso scriverebbe la storia romana in versione pro-senatoriale. A proposito, potremmo chiamare la sua dinastia "narbonese", visto che sia Agricola che Tacito sono di famiglie romane provenienti da questa provincia...

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Chiudiamo per ora con la proposta di Stefano Giaccaglia:

Sono Stefano e sono un grande appassionato di storia. Qualche tempo fa ho letto un libro ("Romanitas" di Sophia Mcdougall) che mi ha fatto appassionare all'argomento delle ucronie, quindi ho voluto proporne una anch'io. Nel 116 d.C. Traiano conquista Ctesifonte, la capitale dell'impero Partico. A un giorno di marcia era presente un avamposto cinese. Un incontro tra l'imperatore e i rappresentanti cinesi potrebbe cambiare la storia? Si potevano instaurare rapporti commerciali e diplomatici duraturi tra i due imperi? E magari i romani, a seguito di questi contatti, potevano decidere di non abbandonare la Mesopotamia e la Persia e di rafforzare la presenza nell'area, magari con un'espansione verso l'Arabia e il Caucaso?

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Per farci sapere che ne pensate, scriveteci a questo indirizzo.


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