Il capoufficio

di Agatha Christie


“Mi piace un sacco 'sto giochetto. Sto qui tutti i santi giorni e devo essere reperibile in qualsiasi ora! Meno male che so come passare il tempo. Vi piacciono le storie interattive? Si anche a me piacciono un sacco. Per questo motivo un giorno mi sono svegliato e ho detto: “Dai inventiamoci un programmino col quale posso giocare un po’ nei giorni di lavoro!”. E il capo, dite? Beh non è un mio problema! Il capo sono io! Quindi faccio quel che mi pare e piace! Insomma alla fine mi sono creato un bel gioco. Il tutto consiste nell’inventare e dirigere tante persone, come in un’enorme soap opera. The Sims? In effetti è somigliante. Ma qui è assai più divertente! Per esempio posso far scoppiare delle guerre, compiere omicidi, far ammalare la gente… Poi scelgo io chi vince o chi perde. Di solito nelle guerre faccio sempre un enorme numero di morti! Adoro il sangue! Inoltre ho la possibilità anche di mettere in circolo nuove malattie e catastrofi naturali! Ma lo sapete quale è la parte migliore? Vedere come tutti questi personaggi si rompono la testa per riuscire a trovare delle soluzioni ai problemi che io creo!

- Signore, sono arrivate altre richieste. Ormai ne siamo pieni fino all’orlo. Che facciamo? -

- Aspetta un secondo. Tra poco ti raggiungo. -

Scusate l’interruzione. Era un dipendente che veniva a ricordarmi delle mie mansioni. Stavo parlando del mio gingillo, vero? Già già… Un gran bel lavoro… Beh però a pensarci bene non così tanto. In fondo ho preso largamente spunto dal mio lavoro. Se faccio il programmatore? Beh, no. Svolgo qualcosa di più simile al regista di un telenovela, in effetti. Passo tutto il tempo in ufficio a farmi venire qualche idea per una sceneggiatura e poi scrivo una mail al mio vice in modo che sistemi tutte le faccende. Un’ottima vita direi! Anche se ormai la mia fantasia si sta esaurendo… Comunque il problema principale non è questo. Sapete invece cosa è? Il cast! Non che manchi, anzi, ho un sacco di attori! Il fatto è che non fanno altro che inviarmi miriadi di richieste! “Questa guerra non mi va! Falla smettere.” oppure “Per favore non farmi morire!”. Ogni tanto a qualcuna do retta. Specialmente se mi sta simpatica la persona che la fa. Ma certe volte proprio non posso! Sennò la trama dove va a finire? E il mio lavoro? A che serve un regista se poi deve cedere ad ogni minimo capriccio degli attori? Mi piace creare storie sempre più complicate. E gli attori devono accettarle! Il capo sono io, insomma! Come se non bastasse ci si mette anche mio figlio: “Eddai su, fammi entrare in scena! Ti prego papino! Voglio entrare nella storia! Voglio che tutti si ricordino di me!”. Sempre con questa lagna. “Voglio che tutti si ricordino di me!”: i giovani e le loro manie di grandezza! E dire che ha il posto assicurato lavorando insieme a me! Alla fine però ho dovuto accontentarlo. Eh già. Molti volevano quel ruolo, ma dato che doveva proprio interpretare il “figlio del regista” anche nello sceneggiato, ho preferito puntare su di lui. E che interpretazione, ragazzi! Se non avessi saputo che erano tutte balle ci avrei creduto anche io! Alla fine però ha visto quanto è faticoso fare l’attore ed è tornato da me. Quasi quasi mi dispiace. Stava facendo un ottimo lavoro. Ma prima o poi lo convincerò a ritornare in scena!

Di che cosa parla la telenovela? Della gente! Di tutto! Non ha un solo argomento. Però… ho voluto togliermi uno sfizio! L’argomento principale sono io! Ogni volta sono sempre tirato in ballo io! Che bello! Quale attore mi interpreta? Oh nessuno, nessuno! Sono sempre presente, però come voce fuori campo. Comunque sono sempre il capo, ecco.

Beh adesso vado. Ho un po’ di pratiche da sistemare. Vediamo… posso fare qualcos’altro per voi? Un autografo? Ma certo! Ve lo faccio qui, eh? Dunque… J… H… W… H… OK, fatto!

Agatha Christie


Kakalia

Ho scritto questo breve racconto dal titolo "Kakalia" (a chi di voi ha dimestichezza con la letteratura il titolo dirà già qualcosa), a metà tra un racconto utopico ed uno umoristico (mica tanto). Spero che questa mia operetta vi piaccia o almeno vi strappi qualche sorriso... Alla prossima, Never75

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"Sono un viaggiatore dello spazio e scrivo dall'anno terrestre 3.012. Ho viaggiato molto ed ho visto nella mia lunga vita numerose galassie ed universi, ed in questi ultimi numerosi Continenti e Nazioni. Ma di tutte una in particolare mi è rimasta impressa: un grande Stato situato nella Galassia Orione XXI, i cui abitanti avevano uno stile di vita e delle leggi così strane da parere bizzarre anche agli appartenenti alla sua stessa Galassia. Già il suo nome è un po' particolare: essa viene chiamata Kakalia anche se l'etimologia del nome rimane incerta. Molti infatti la fanno risalire alla straordinaria abbondanza di un frutto rossastro che qui chiamano appunto kaki, ma secondo me il nome della Repubblica andrebbe fatto piuttosto risalire alla volgarissima espressione "kako" diffusa in tutto lo Stato e tra tutti i suoi abitanti.

Riporto qui sotto i miei appunti presi in quasi 14 anni di permanenza nello Stato di Kakalia ma intendo fare prima una premessa all'eventuale lettore: io mi limito a riportare quanto esattamente ho notato di strano ed abnorme nella Repubblica con assoluto rigore scientifico, non voglio assolutamente però esprimere giudizi personali ed anzi non intendo presentare questa Repubblica ed il suo Governo come cose da imitare: tutt'altro. Il mio scopo è anzi quello di descrivere come molti politici politicanti e molta ignoranza possano riuscire nel trasformare una bellissima nazione in uno Stato corrotto e corruttore, vergogna della sua Galassia, e spero che anche i nostri cari politici della nostra bella nazione leggano queste mie poche righe in modo che per nessuna ragione possano, seppur inavvertitamente, seguire anche il lontanissimo esempio negativo di suddetta Repubblica."

Dai miei appunti relativi all'anno terrestre 2995:

 "Si chiamava solennemente Repubblica Kakaliana dopo essere stata Regno di Kakalia sotto la dinastia dei Baboia, ma era più frequentemente chiamata Kakalia dato che non era più monarchia ma non era ancora nemmeno repubblica. Ufficialmente di Repubblica di Kakalia ce n'è stata solo una, ma quotidianamente se ne sentiva parlare di una seconda anche se in realtà la Prima non è mai ufficialmente finita, la seconda non si sa quando è cominciata (se è cominciata) e molti kakaliani di quel tempo si chiedevano della differenza tra le due (se c'è mai stata). Gli storici si accaparrano ancora oggi per definire se ci sia stata o no una Seconda Repubblica, ma poi molti pensano che in realtà per esserci una Seconda Repubblica avrebbe anche dovuto esserci una Prima. Secondo la Costituzione era uno stato parlamentare ma aveva un governo clericale. Il governo era clericale ma lo spirito era libertino e liberale. La Repubblica era parlamentare bicamerale e anche se le due Camere avevano uguali poteri nessuno se ne era mai chiesto il motivo naturale. In teoria la Repubblica di Kakalia era fondata sul lavoro in pratica però era basata sui sindacati e sui partiti ed in seguito sui disoccupati. Il lavoro passò poi da essere saltuario ad essere precario e da essere venale ad essere virtuale. Si giunse al paradosso che lo stesso lavorare da dovere passò ad essere un diritto e da questi a privilegio tanto che per ottenere un lavoro era necessario prima pagarlo.

Alla fine di lavoro ce ne fu così poco che anche quel poco venne proibito per non discriminare tutti quelli che non lavoravano. Anche i sindacati che tutelavano i lavoratori infine rimasero disoccupati e si riciclarono tutelando se stessi in mancanza d'altro. Nella Repubblica di Kakalia il regime era bipolare nel senso che dovevano esserci due soli partiti, ma in realtà i partiti non erano solo due ma duecento e poi divennero ancora duemila fino ad arrivare a duemilioni ed alla fine si scoprì che c'erano più partiti che elettori. I due schieramenti erano di destra e sinistra ma la differenza tra di loro era così impercettibile ed il trasformismo era così diffuso che i politici dalla sinistra potevano passare alla destra disinvoltamente e viceversa e gli elettori non capivano più bene per chi o per cosa avevano votato. A tal uopo venne perfino fondato il partito dei trasformisti ma in seguito venne messo fuori legge perché tutti i politici si iscrivevano a quello e la Repubblica rischiò di diventare un dittatura con un partito unico.

I referendum venivano indetti con frequenza anche se in pratica lo Stato faceva sempre sì che non fossero mai approvati. Il Parlamento funzionava così male che alla fine lo si teneva sempre chiuso perché i politici preferivano dibattere i loro argomenti in televisione ai talk show. I governi avevano vita breve nella Repubblica ma quando un governo funzionava troppo bene veniva fatto cadere per paura che le cose migliorassero troppo e non ci fosse più bisogno di lui. Anche la divisione amministrativa della Repubblica della Kakalia era a dir poco stravagante: il territorio era diviso in ben 4 unità amministrative più piccole: in Regioni, Comunità Metropolitane, Province e Comuni ma della divisione delle mansioni tra questi quattro Enti nessun kakaliano mi seppe mai dare risposta. Infatti mentre le Regioni (che tra l'altro erano solo 20 mentre la maggior parte dei kakalini pensava fossero 21 o 22) e i Comuni funzionavano abbastanza bene e la loro esistenza non venne mai messa in dubbio da nessuno (anche perché se non altro davano lavoro ad un numero non indifferente di kakaliani) sulle Province e Comunità metropolitane i dubbi furono sempre molti. Le Comunità Metropolitane ad esempio non sono mai neanche entrate in vigore, mentre sulle mansioni delle Province e sul loro numero i pareri dei giuristi sono discordi. Molti tra gli stessi kakaliani che le hanno volute infatti si domandano ancor oggi sul perché della loro esistenza e sussistenza mentre sul loro numero i dati sono allarmanti: da meno di cento son passate a 120 mentre dal momento in cui son partito io pareva che ogni borgo che superasse le cento anime potesse elevarsi all'onore di esser chiamato Provincia ed in tal modo le Province stesse supererebbero come numero quello dei Comuni. Tutti i cittadini erano uguali davanti alla legge ma erano le leggi che non erano uguali per tutti i cittadini e qualcuno pensò bene di creare delle leggi che valessero solo per qualcuno e non per altri.

(se poi quel qualcuno era se stesso, meglio ancora). Anche le leggi erano molto strane, si poteva uccidere senza essere accusati di omicidio e rubare senza essere accusati di furto grazie ad una bella invenzione chiamata indulto. A furia di depenalizzare tutti i reati anche le carceri furono chiuse e proibite ma visto che poi le proteste erano tante anche le carceri vennero riaperte ma solo per ospitare chi si opponeva ad esse.

Sempre in teoria viveva la libertà di opinione ed ognuno poteva esprimersi liberamente, purtroppo però la libertà era così libera che chiunque aprisse bocca (sia che dicesse cose giuste o sbagliate) poteva essere querelato e la gente smise anche di pensare. Fortunatamente alla fine le querele vennero abolite visto che la maggior parte di persone si metteva a querelare chi querelava perché querelava troppo ed anche chi non querelava perché non querelava abbastanza. I processi erano molto lunghi nella Repubblica visto che avvocati e giudici erano più numerosi dei tribunali e la maggior parte di cause esistenti si estinguevano naturalmente per il decesso dei contraenti. Si cercò di ovviare si a questo problema spostando i processi in televisione e la cosa al principio parve funzionare, ma alla fine i processi vennero tutti aboliti a causa degli indici di ascolti troppo bassi.

La lingua ufficiale della Repubblica era il kakaliano ma ad un certo punto furono tutelate anche le molte lingue minoritarie presenti all'interno dello Stato, tale tutela si applicò in seguito anche a tutti i dialetti in via d'estinzione purchè parlati almeno da tre persone ed alla fine tutti i dialetti e le lingue di minoranza si salvarono e furono sempre più utilizzati. Purtroppo però l'unica lingua a non essere tutelata fu proprio il kakaliano perché di fatto non era considerata lingua di minoranza ed il kakaliano finì per non essere parlato che da qualche intellettuale e professore.

La Repubblica di Kakalia fu uno Stato che verso la fine della sua Storia si mantenne in pace coi suoi vicini (ma solo con quelli) e nella cui Costituzione pacifista era espressamente vietato dichiarare guerra od invadere altre Nazioni. Ciò non impedì però il fatto che la Kakalia partecipò in seguito a tutti i conflitti successivi, che per lo più coinvolgevano nazioni lontanissime dalla Kakalia di cui molti ignoravano perfino l'esistenza, e per arginare la Costituzione si limitò a fare le guerre senza dichiararle.

La corruzione nella Repubblica era poi così diffusa e tollerata che venne inventato un Ministero apposta che se ne occupasse visto che era diventata un vero e proprio affare, ed anche i pochi che non erano corrotti dovevano per forza pagare il pizzo per rimanere tali.

Nella Repubblica gli animali godevano di grandissimi privilegi da parte dello Stato ed erano addirittura più tutelati che non gli stranieri immigrati in Kakalia, al punto che molti stranieri si facevano registrare all'anagrafe come animali domestici per godere di maggiori diritti civili.

Nonostante queste gravi mancanze in Kakalia si viveva piuttosto bene, a causa del clima mite e della buona cucina, forse la migliore del suo universo. Si viveva talmente tanto a lungo che i candidati alle elezioni per la Presidenza del Consiglio dovevano per forza superare i settant'anni terrestri d'età, mentre per candidarsi alla Presidenza della Repubblica bisognava almeno superare gli ottanta.

Al di là della vivacissima politica interna, la Kakalia non si distinse però nel suo Universo per una particolare politica estera ed, a differenza di altre nazioni più progredite di lei, alla fine se ne perse il ricordo, e qualche decennio dopo il mio viaggio io chiesi a qualche mio amico rimasto in Kakalia che fine avesse fatto quel Paese, ed egli mi rispose che non lo sapeva, perché di quel Paese non aveva più sentito parlare..."

Never75


La Tempolizia

ovvero, un incubo di Daniele Novati

Ecco uno spunto sul gioco di ruolo che parla di alieni nel nostro passato; a dire il vero Aram Varadon è umano, ma viene da un pianeta colonizzato dall'uomo quindi si può definire alieno... ho avuto un incubo dopo aver visto l'Episodio di Enterprise che parla di Alieni al soldo dei Nazisti.

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Anno 2789: Viene inventata una tecnologia che finalmente permette di viaggiare nel tempo sfruttando delle anomalie scoperto nei vari viaggi interstellari compiuti da navi spaziali terrestri grazie alla tecnologia di Curvatura.

14 Febbraio 2789: Il Dottor Marn Oberdan, delle Colonie Unite di Marte e l’Ingegnere Diu Takeda dell’Impero Terrestre riescono a creare nei laboratori di Faladern III, nelle colonie periferiche della Confederazione Umana, un tunnel spazio-temporale che viene mantenuto per 0,004 secondi. Il successo convince i due geniali scienziati a perseguire nel loro tentativo e così…

6 Maggio 2789: Al dodicesimo tentativo il tunnel è stabilizzato per 23 secondi, e così il giorno stesso viene teletrasportato indietro nel tempo un oggetto di circa dieci minuti in una stanza adiacente dove è registrata l’immagine, e riguardando i nastri all’orario dell’arrivo dell’oggetto si nota una vampa di luce azzurra e l’apparire dell’oggetto… E’ riuscito il primo viaggio nel tempo…

12 Settembre 2789: Parte per il primo viaggio un essere senziente, il cane Augustus, che viene teletrasportato due ore indietro nella stessa stanza dell’oggetto. E’ un successone. E così alla prima sessione possibile…

18 Settembre 2789: Il Senato della Confederazione delibera lo stanziamento di fondi per la realizzazione della Tecnologia a scopi militari e scientifici e entro la fine dell’anno ben tre militari volontari viaggiano indietro nel tempo per poche ore e tornando all’Ora X di partenza grazie ai TMD che aprono il Tunnel.

Entro una trentina d’anni il sistema diventa di pubblico dominio e vengono iniziati a scopo puramente scientifico e archeologico viaggi nel tempo anche di millenni, così alcuni paleontologi studiano sul campo i Dinosauri, altri vedono gli Australopiteci, altri ancora vivono al tempo di Roma e altri addirittura vivono tra noi senza saperlo.

Vengono anche scritte delle leggi sul viaggio nel tempo, che prevedono il mantenimento della Linea Temporale grazie a nessun intervento sulla società o sull’ecosistema del tempo che è stato raggiunto.

Ad alcune fazioni non va bene e questo porta alla creazione della Polizia Temporale che sorveglia con agenti l’intera linea temporale e ne scoppiano guerre su vari pianeti ed epoche per deviare il corso della storia…

Sconfitte le varie fazioni, la Tempolizia allenta la presa e il controllo ed un giovane squilibrato con tendenze emulatrici di un dittatore sanguinario e malato del Ventesimo Secolo, viaggia indietro nel tempo fino al 1936, nella Germania Nazista, questi è Aram Varadon, che cambia nome in Alexander Wertmuller ed entra nelle SS. Grazie al suo aiuto e all’uso di tecnologie avanzate che ha portato con sé dal Ventinovesimo secolo la Germania vince la guerra e il suo dominio dura davvero un millennio !!!

Fortunatamente esistono ancora degli agenti della Tempolizia nelle varie epoche e grazie a dei sistemi di controllo riescono a capire il fattaccio e tentano assolutamente di fermare il pazzo, viaggiando fino al 2802, quando Varadon nacque su Menades IV, ma in quella linea temporale l’interezza della Galassia è Nazista e i nostri dovranno vedersela molto dura con i Nazi del futuro.

Sì, ho proprio avuto un incubo...

Daniele Novati

Il Nautilus di Jules Verne, modellino realizzato da Sandro Degiani

Il Nautilus di Jules Verne, modellino realizzato da Sandro Degiani


Sono pazzi questi umani!

di Ainelif

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Il nero disco volante sfrecciava ad una velocità astronomica nello spazio profondo, la piccola navetta ultratecnologica era guidata da due esserini, due cellule-spie di una potenza aliena, simili ai Grigi ma di colore verdastro e più massicci di corporatura.

Numerose pulsazioni emesse da un alieno aumentarono la velocità del mezzo (per ragioni ovvie la conversazione sarà tradotta in linguaggio terrestre).

« Fratello! Il Gran Comando ci ha incaricati di ricercare un pianeta in questo sistema solare, ne abbiamo passati un numero superiore ai 2 Zirk (la nostra dozzina), avremo sbagliato nuovamente! »

L'alieno Uno tremò, è così che questo popolo esprimeva l'isteria o la preoccupazione: con il tremore.

« Non devi preoccuparti fratello, non c'è dubbio, in questo sistema solare c'è un pianeta che ospita la vita, probabilmente vita organica, con qualche forma di vita più sviluppata ma non con il nostro quoziente intellettivo, nessuna civiltà; ripeto, non devi preoccuparti fratello »

l'alieno Due era molto sicuro di sé, l'alieno Uno non tanto.

« Gli Esperti della Grande Unimente (organizzazione scientifica di questo popolo) dicono che una civiltà possa durare non più di 1000 Zirk (12.000 anni), non siamo abbastanza sicuri che non ci sia qualcuno su questo fantomatico pianeta... »

L'alieno Due lo interruppe « Ehi, fratello! Vedi anche tu quello che sto notando io? »

L'alieno Uno guardò davanti a sé con i suoi occhietti simili a quelli di una mosca.

« È un satellite » rispose l'alieno Due. « I recettori ci riferiscono che è il satellite più grande di questo sistema di pianeti... interessante! »

L'alieno Uno controbatté: « Aumenta leggermente la velocità di mezzo Yrr »

L'alieno Due obbedì, il disco spaziale superò in pochi secondi la nostra Luna nella parte illuminata dalla luce solare.

« È bellissima » disse l'alieno Due.

« Lo è, pensa se ci costruissimo una nuova colonia... » la sua frase si perse in una sorta di malinconia "extraterrestre".

« Oh, DANNAZIONE! »

« Che c'è, fratello? » domandò l'alieno Due.

« Credo sia il pianeta che cercavamo »

L'alieno Uno alzò lo sguardo e vide un pianeta raggiante e splendente, con terre emerse verdissime che variavano colore, masse di nuvole e gas, ed infinite masse blu.

« Se lo sapesse il Gran Comando! L'abbiamo trovato! Lo riferisc... »

L'alieno Uno fu fermato dall'alieno Due.

« Fermo lì, fratello, non dire nulla, almeno per ora, cosa sappiamo di questo pianeta? NULLA! »

L'alieno Uno: « Cosa dovremmo sapere fratello? Uno splendido paradiso planetario senza anima viva, cosa vuoi di più? »

Cosicché stava per aumentare la velocità finale verso la destinazione, quando l'alieno Due lo fermò nuovamente:

« No fratello...i recettori dicono tutt'altro.... là c'è vita... c'è vita intelligente... »

« I recettori sbagliano? » chiese l'alieno speranzoso.

« No, non hanno mai sbagliato e mai sbaglieranno, e tu lo sai bene »

« Visualizza presunte reti di "civiltà" sul pianeta! » disse l'alieno Uno.

« Si può fare » la zampa tentacolosa si appoggiò delicatamente ad uno schermo ed immediatamente altisonanti rumori e scene riempirono la loro navetta. Sullo schermo compariva una scritta:

"Warner Bros presents"

« Che diamine significa??? »

« Non lo so » rispose perplesso l'alieno Due. « ...Forse un loro codice per metterci alla prova... o forse no »

« Attendiamo »

Dopo la scritta ne comparvero altre, e successivamente uno sfavillante mix di colori e colonne sonore che allietarono gli animi dei due nuovi arrivati, poi comparve un essere, una creatura nera, con due zampe arancioni e una bocca allungata e piatta anch'essa arancione, due occhi giganteschi ed un cranio alquanto piccolo con due pupille nere, l'essere stava perfettamente su due zampe, emetteva parole incomprensibili, molto veloci , degli autentici ingarbugli: gli extraterrestri non avevano mai udito niente del genere, erano terrorizzati dalle espressioni facciali di quella creatura, così furibonda, così pazza, era inseguita da un altro essere, ma di epidermide bianca con un'arma piuttosto antica ma comunque potente, che tra frastuoni tentava di eliminarla, ma la creatura non sembrava risentire dei colpi, semplici buchi che si rimarginavano, vegetazione e montagne addosso a tale essere non arrecavano alcun danno, ritornava alla forma originale, senza alcun cambiamento.

« Ma... ma com'è possibile, fratello? »

« Non lo so, fratello... non lo so proprio... » rispose terrorizzato l'alieno Due.

La visuale dello schermo cambiò di nuovo, c'era quasi lo stesso tipo di visuale, ma c'erano degli individui dai capelli lucenti, quasi più lucenti di una stella, si scagliavano addosso onde lucenti bluastre potentissime, che radevano al suolo tutto quanto....impaurito l'alieno Uno ordinò il cambio su un'altra visualizzazione....

Una voce narrante fece sobbalzare i due extraterrestri, comparvero bestie e mostri striscianti, con tanti occhi, volavano, saltavano, mangiavano con voracità, erano creature mai viste, alcune erano immense e "navigavano" sotto le masse blu del pianeta, poi comparvero nuclei di civiltà... strambissimi veicoli si muovevano freneticamente da ogni parte ed esseri simili ai due alieni sgusciavano da ogni parte, erano diversi tra loro, c'erano molti esseri dall'epidermide bianca, alcuni neri, giallastri, con tonalità di pelliccia del tutto particolari.

La voce narrante mostrò sequenze senza colori, in bianco e nero: c'erano diversi personaggi con addosso indumenti piuttosto strambi, ad una balconata con migliaia di esserini c'era una figura con un improbabile simbolo crociato ed uncinato e sbraitava alzando una zampa destra al cielo; l'alieno Uno, spaventatissimo, volle cambiare ancora una volta...

Comparve un altro essere di pelle bianca come gli altri, portava uno strano berretto bianco ed era vestito da primitivo marinaio di quelle estese masse d'acqua blu, aveva due zampe anteriori enormi, ed appena ingoiava uno strano nutrimento le sue zampe divenivano più grandi di un'astronave e distruggeva chi gli si opponeva o un suo nemico....poi comparve una navicella aliena.

« Ehi, ma è la nostra! » ululò l'alieno Due. La navicella sullo schermo sparava raggi laser addosso all'essere.

« Ma..no-noi no-non st-stiamo sparando a-a nessuno! » gridò l'alieno Uno, il bipede tirò un pugno contro la navicella aliena e la distrusse in mille pezzi.

L'alieno Uno chiuse il collegamento spaventato, l'alieno Due urlò « Mai visto niente di più terribile, ma che pianeta di matti è quello? Andiamocene! Ed in fretta! »

Il disco spaziale riprese una diversa rotta e ad una velocità superluminale lasciò il Sistema Solare.

* * *

« Avete qualcosa per me, mie fedeli spie? » chiese il Gran Comandante ai due alieni-spia.

« Certamente, mio grande Comandante, ma non le piacerà: quel pianeta, la Terra, pensavamo fosse disabitato, invece è... è... terribilmente popolato, da creature mai viste finora nell'Universo! »

« Imposti sull'ologramma ciò che ha filmato laggiù! » ordinò il Gran Comandante....tutto il Comando inorridì a vedere ciò che avevano visto le due spie. Il Gran Comandante ne rimase impaurito.

« Che il grande Ihr protegga il nostro popolo da quell'orrendo pianeta! Costoro sono dotati di forze mai esistite prima, laggiù regna la malvagità ed il Male, sarebbe inutile una guerra contro la Terra, verremmo tutti quanti sterminati... »

Nell'ologramma comparve un papero, bianco e molto vivace, che sbraitava, fece una sonora pernacchia al Gran Comandante con gran sdegno dei presenti....

« Terminatelo! »

Una sonora fila di fucili laser fece fuori l'ologramma.

« E' un ordine quello che do a voi, mio popolo fedele, non avventuratevi su quel pianeta, è dominato da una razza aliena senza squame, dalla parola vomitevole e da creature loro serve figlie della malignità universale, questa è la mia Parola. »

E così non ci fu più alcun contatto con quello spaventoso pianeta denominato Terra.

Ainelif


Ispezione qualitativa

di Marco Graziato

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La superficie della gigantesca astronave è tutto sibili e sfrigolii a causa delle altissime temperature provocate dall’ingresso nell’atmosfera. Presto intorno ad essa si addenseranno spesse volute di vapori ed il tutto apparirà come una gigantesca nuvola temporalesca. Scariche di elettricità statica si staccheranno da terra e dalla superficie levigatissima e priva di giunzioni. Tuoni fragorosi rotoleranno nelle pianure e valli sottostanti, il cielo si tingerà di tutte le sfumature del rosso come nei tramonti più infuocati e poi lentamente i colori scemeranno verso il porpora ed il violetto fino a quando le temperature della superficie esterna torneranno pressoché normali qualche centinaio di gradi più basse. La propulsione galattica è stata azzerata già all’ingresso del sistema solare e gli unici elementi ancora attivi ora sono quelli che sostengono l’immane disco di 20 km sospeso nell’aria tra cielo e terra. Il pulsare lieve dei motori antigravitazionali è l’unico segno che la nave è comunque pronta per ogni evenienza.

È una delle tante missioni di controllo sullo stato dell’opera.

In passato era più facile dissimulare la nostra presenza. Lo stato di arretratezza che caratterizzava questo mondo non aveva provocato altro che reazioni di stupore, di meraviglia e la nascita di una serie di nuove leggende sugli dei venuti dalle stelle.

Ora tutto è più difficile, più complicato…prima o poi la cosa verrà alla luce del sole, ma non è il caso di preoccuparsi ora, ci penseremo al momento opportuno.

Queste creature che periodicamente visitiamo stanno compiendo un percorso evolutivo…sono simili a noi, o meglio, come eravamo agli albori della nostra esistenza. Il loro problema è l’incapacità di comprendere un concetto fondamentale: quello di essere una razza!

Sono migliaia dei loro anni che li seguiamo nella crescita. Si sono dati pure un nome: “Homo Sapiens”. Stiamo verificando quanto di “sapiens” esista in loro…quanto il cammino evolutivo li abbia portati vicino alla verità o quanto abbiano intuito di essa.

Solo ieri, un attimo se paragonato al tempo universale, giocavano con il fuoco ed il giorno dopo costruivano colossali piramidi di pietra…vivevano nelle caverne ed il giorno successivo edificavano città splendide pur nella loro arcaica semplicità. Purtroppo in loro è rimasto quel seme di violenza, quel desiderio di prevalere l’uno sull’altro, retaggio dell’istinto animalesco primordiale pur tuttavia così importante per la sopravvivenza e per la loro evoluzione.

È questo seme che li ha portati a dividersi, dapprima in tribù, poi in nazioni, in razze, in etnie…insomma si sono distinti in tutto persino nel linguaggio, nei costumi e persino nel modo di rivolgersi e pensare al “Creatore”… Anzi è proprio nel “Suo” nome che ne hanno combinate di tutti colori. Non ultimo si sono massacrati in guerre sanguinose… come le hanno chiamate?…Ah, sì! Crociate!

In nome di quel Dio, ogni volta diverso, hanno costruito templi sfarzosi, cattedrali ardite, moschee sontuose, ma è pur vero che in nome di quel Dio si sono macerati nell’odio nutrendolo dei crimini più efferati. Sono arrivati anche al punto di nominare Dio uno di loro oppure negarne l’esistenza ed in nome di questa libertà finalmente trovata lanciarsi nelle licenziosità più ignominiose.

Alla fine siamo dovuti intervenire per cercare di ricondurli sulla via maestra e…beh!... qualcuno “ci ha rimesso le penne”…che strano! Si dice così anche quaggiù!...Chissà perché?

Mi pare che siano state due le città a farne le spese…il loro nome?...qualcosa come… Ah già! Sodoma e Gomorra questo era il loro nome… di loro è rimasto solo il nome!

A proposito di città… ricordo che poco tempo fa c’è stato quel guaio di Hiroshima e Nagasaki…un riprovevole disastro! Ma lì, noi, non centriamo…hanno fatto tutto da soli! Non ci aspettavamo che imparassero così in fretta. Ora dobbiamo stare molto più attenti perché al minimo errore ci giochiamo questo mondo!

Per un poco li abbiamo lasciati a loro stessi, che si sfogassero e speravamo che le cose potessero andare meglio, ma poi lentamente si sono dimenticati dei guai combinati ed ora siamo alle solite! Ma non impareranno mai? Non riescono proprio a capire di essere tutti uguali, nonostante il colore della pelle, di essere tutti sulla stessa barca che è questo piccolo mondo azzurro in un altrettanto piccolo sistema solare secondario nella periferia di questa remota galassia? Sono la “razza umana”, sono giovani, ma tanto pasticcioni, attaccabrighe e presuntuosi!

Ma torniamo al lavoro… Sì… subcomandante Mefistof? Siamo dissimulati perfettamente?! Gli schermi riproduttori d’immagine sono entrati in funzione e praticamente siamo trasparenti come l’aria! Possiamo iniziare l’ispezione, ma questa volta dobbiamo stare ancora più attenti.

Nelle volte scorse le nostre navi sono state scambiate per…carri di fuoco, stelle comete, in ultimo UFO o dischi volanti…ne hanno scritte di tutti colori…chissà che cosa potrebbero inventarsi questa volta!

Pensate che dopo l’ultima ispezione ci hanno dipinto come Angeli e Demoni, così ci hanno chiamato! Sarà per via del nostro aspetto così diverso! Apparteniamo a due specie diverse, anche se deriviamo dallo stesso ceppo, ma è un’eternità che lavoriamo insieme e devo dire che lo facciamo piuttosto bene…ci capiamo al volo! Mefistof, ad esempio, è il mio comandante di macchina…è lui che manda avanti la “baracca”…è un giovane simpatico con quel suo sorriso scanzonato, i denti bianchissimi in quel viso scuro, gli occhi rosso cupo, i ricci corvini e le grandi ali squamose…sempre pronto alla battuta maliziosa!

Io? Ah già…non mi sono presentato! Il mio nome è Michele, comandante di questa nave. Il nome della mia nave?: Lucifer…questo è il suo nome, significa portatrice di luce…un bel nome vero? Dovete proprio vederla quando torniamo a casa ed arriviamo con tutte le luci accese!...Uno spettacolo!

Ma, andiamo…non vedo l’ora di sgranchire un poco le mie ali bianche.

(Dal libro di Bordo dell’incrociatore galattico Lucifer, classe Arc Angel, Evo 2009 dalla Genesi)

Marco Graziato

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(scritta per il bollettino parrocchiale "Cronache di San Martino")


Future Soccer

di dDuck

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Salve, siamo nel 2060 e vi racconterò il mondo come lo immagino: spero di fare ridere per non piangere.

I protagonisti di questa storia sono i giocatori, allenatori e dirigenti delle due società più seguite del mondo nel 2060, il Barcellona e il Real Madrid, due società rivali ma che con la loro economia, il loro fatturato, il loro indotto costituiscono quasi la metà del PIL della Spagna del 2060.

Ah sì, la Spagna, un paese di 200 milioni di abitanti, la maggior parte di origine asiatica e di lingua inglese, anche se sopravvive ancora l'uso dello spagnolo come dialetto, soprattutto negli immigrati latino americani, finché parleranno spagnolo anche loro.

Ma presentiamo i protagonisti di questo mio piccolo racconto, i giocatori del Real più famosi dell'epoca.

Michael Izbekovichenko è un olandese-norvegese-canadese di origini turkmene, i suoi genitori emigrarono in Olanda quando era piccolo e per lavoro si spostarono a Oslo, prima e a Toronto dopo, è l'unico bianco della squadra e talvolta viene apostrofato come “albino”, termine dispregiativo al pari di negro, nigger, chino, jap, indio, ma nel 2060 ma maggioranza della popolazione mondiale è meticcia e i neri, i bianchi e gli asiatici “puri” sono sempre di meno, quasi una curiosità antropologica.

Gioca nel Real da tre anni, ma da ragazzo ha giocato nelle giovanili del Toronto Destroyers, per passare al San Fernando de Altamira nella Liga B, e poi venire contattato dal Real Madrid, a peso d'oro.

Giocare nel Real Madrid o nel Barcellona è il sogno di qualsiasi dei 20 miliardi di abitanti della terra, talvolta un giocatore di tali squadre può guadagnare come una cittadina di 100 mila abitanti, e per un pianeta dove più del 60% della popolazione vive sotto la soglia di povertà è certamente una fortuna.

Pasquale è un argentino compagno di squadra di Iz. In realtà si chiama Juan Pedro Alfredo Pasquinelli Bengoechea, ma si fa chiamare Pasquale.

Il protagonista di questa storia è invece il nostro Giuseppe Ronaldo, un brasiliano di padre bengalese e madre laotiana, nato e cresciuto in una piccola cittadina di 700.000 abitanti, Palo Alto do Bahia Branca Beira Mar, per la maggioranza di origine asiatica, G. Ronaldo parla solo inglese come molto giovani brasiliani, il portoghese è in disuso, data anche l'alta percentuale di immigrati asiatici “English only”.

Il ragazzo prodigio crebbe nelle giovanili del Gremio Palo Alto do Bahia Branca Beira Mar, dove 16 enne segnò 75 gol in una stagione di terza divisione brasiliana, venne contattato dal Botafogo, dove segnò tre gol contro i rivali del Flamengo, e a questo punto dopo cinque partite nella società bianconera subito contattato dai manager del Real e portato a peso d'oro a Madrid.

Si narra che la cifra sull'assegno che il Real Madrid staccò al club brasiliano sia equivalente al PIL di una regione spagnola o di uno stato brasiliano, e abbia atto tremare i mercati finanziari del mondo, a Tokio alcuni operatori di borsa si sono persino suicidati.

L'arrivo di G. Ronaldo a Madrid é fragoroso, l'aereo di proprietà del Real Madrid lo porterà direttamente dall'aeroporto di Belem a quello di proprietà del Real Madrid, il Santiago Bernabeu Airport, dove atterrano solo voli della società blanca.

Sull'aereo un paio di prostitute tengono compagnia al fuoriclasse... ah no, guai a chiamarle prostitute, si chiamano “professional female adjutant”, abbreviato PFA, e una decina di dirigenti della società, all'arrivo al S, Bernabeu Airport li aspetta una folla di 1500 giornalisti, e fuori del perimetro dell'aeroporto almeno un milione di tifosi.

Una rissa tra tifosi e steward del Real Madrid finisce in tragedia con una decina di morti tra steward e tifosi, ma sono cose normali nel 2060, andiamo avanti.

Madrid è una megalopoli come tante, 20 milioni di abitanti affollano i sobborghi, la maggioranza sotto la soglia di povertà, ma anche molti ricchi, il quartiere più esclusivo è il Top High Montecarlo Resort Quartier, dove le ville dei miliardari si scagliano con i loro torri sulla foresta sottostante, è li che il nostro Giuseppe Ronaldo andrà a vivere...

dDuck


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