Children of the Stars

di Homer


L'idea mi è venuta leggendo questo spunto di GJXIII:

« Tanti millenni fa, in un tempo lontano, ormai scomparso, viveva su un pianeta del nostro sistema solare un popolo venuto dalle Stelle che arrivò con carri di fuoco! Erano chiamati:

Essi portarono le loro conoscenze in tutti i luoghi allora conosciuti. Vissero per millenni tra gli indigeni che popolavano quel pianeta, e poi, un giorno alcuni di essi ripartirono, altri rimasero sul pianeta , mischiandosi con i nativi. Alcuni furono artefici delle scoperte che condussero i nativi fino ad oggi. Ancor oggi essi sono tra di noi!

Essi chiamarono quel pianeta Terra in ricordo del loro mondo lontano. »

Ed ecco cosa ho pensato io:

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Alieni nel nostro passato?

Nell’Antichità degli Alieni deportarono degli esseri umani su altri pianeti, un po’ come accade nella serie di fantascienza Stargate. Cosa avviene quando i Terrestri entrano in contatto con questi Umani soggiogati o più avanzati tecnologicamente? Il tutto avviene di sicuro più tardi che in Stargate, per la mancanza dello Stargate stesso, e quindi i Terrestri esplorerebbero l’Universo solo quando avrebbero potuto creare e sfruttare adeguate fonti energetiche per il viaggio spaziale. Ma cominciamo per gradi...

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Antico Egitto e Africa: Gli dei dell’Antico Egitto non sono altro che Alieni e le Piramidi successive sono solo le riproduzioni delle astronavi degli Alieni, una larga parte della popolazione egiziana predinastica è rapita e deportata su altri pianeti, dove i vari Alieni, tra i quali vi sono Ra e Horus si combattono come signori Feudali e facendosi adorare dagli Umani come Dei. Vengono invece utilizzati come soldati scelti le Genti Bantu, che iniziano ad essere deportate ancora prima del triste fenomeno dello Schiavismo. In parole povere è l’Africa il continente che per primo è visitato dagli Alieni.

Medio Oriente: Anche qui dei come Ishtar e Baal non sono altro che Alieni che rapiscono e fanno incetta di Schiavi Umani. Alcune teorie posteriori alla Esplorazione, che forse sono supportate da documenti Alieni (Lo scopritore insiste ma è poco probabile…), affermano che Gilamesh è in realtà un alieno che ha aiutato i Sumeri a difendersi dagli altri spietati signori Alieni (Humbaba)

Asia ed Americhe: La Cina è visitata spesso dagli Alieni e la sua popolazione è deportata spesso nell’arco dei secoli per l’ampia fertilità e il facile rimpiazzo dei deportati. L’India invece ha delle tracce sparse ma non sono sufficienti a giustificare una visita degli Alieni. Alcune tribù pellirossa invece sono state deportate da un alieno che si fa chiamare Manitù.

Europa: La Deportazione è divisa in due fasi: Precristiana e Postcristiana, nella fase precristiana le maggiori sottrazioni avvengono nel Nordeuropa, dove Alieni come Thor e Loki deportano migliaia di Germanici e in Irlanda, dove diversi alieni fanno incetta di Gaelici. La fase Postcristiana è invece perlopiù medievale, e gli alieni si facevano passare per il Diavolo e si facevano seguire con le buone o con le cattive...

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Nel Ventunesimo secolo la Terra è in crisi per la elevata natalità e la continua riduzione di terre coltivabili e risorse, la produzione energetica è affidata solo al nucleare a fissione e ai combustibili fossili ormai del tutto esauriti, ma fortunatamente la Fusione Nucleare inizia a produrre un guadagno energetico rispetto all’energia d’attivazione e a fine secolo i vantaggi iniziano a farsi sentire e il pianeta inizia a disporre di energia pulita quasi illimitata e le disparità tra Primo,Secondo,Terzo e Quarto Mondo scompaiono presto e portano alla unificazione del Pianeta nella Federazione Terrestre nel 2203 con capitale Atlantis, sorta su un’isola artificiale nell’Atlantico. Il problema della sovrappopolazione è preso duramente e le prime colonie extraterrestri sorgono su Marte e Luna, dove il processo di terraformazione viene accelerato grazie a particolari tecnologie (aiuto !!! non ho idea di cosa inventarmi…) e presto un miliardo di umani risiedono nelle colonie del nostro sistema solare entro il 2400. Inizia anche lo sfruttamento delle risorse della fascia d’Asteroidi e delle colonie stesse, fornendo un flusso di materie prime che fa crollare i prezzi e alimenta la produzione e il consumo. Nel 2476 i Terrestri non vogliono più risiedere nel solo sistema solare e lanciano le prime missioni  esplorative: La Voyager e la Discovery che sarebbero partite verso l’ignoto… La Discovery andò in avaria e sparì dal centro di controllo di San Francisco (omaggio a Star Trek) al primo mese di navigazione, dopo uno scontro con pirati Orioniani; alla Voyager andò meglio e giunse in orbita ad un pianeta che secondo la scansione dei sensori era abitato…

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CHILDREN OF THE STARS

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GUARDIAMARINA ANNA ROBERTS: Capitano, i sensori indicano attività di vita intelligente sul pianeta…

CAPITANO WILLIAM RUSCONI: Davvero ? Allora abbiamo già trovato gli omini verdi… Tenente Greene tenti di avvicinarsi il più possibile al pianeta senza farsi notare.

TENENTE JACK GREENE: Si Capitano

Bzzz…. Bzzz…. Bzzzzzzzzzz……. Bzzz……. System Alarm, Remote Control Request… …. … Attend…

RUSCONI: Ma che diavolo sta succedendo !!???

ROBERTS: Non lo so signore, qualcuno sta tentando di prendere il controllo dei nostri sistemi…

RUSCONI: Lo fermi !!!

ROBERTS: Ci sto provando…

Remote control active… Processing… Moving Request to… Processing… Executing

GREENE: Fantastico, adesso siamo proprio nella m…

RUSCONI: Moderi il linguaggio, Greene !!!

TENENTE INGEGNERE GEORGE TAKEDA: Capitano, la nave si sta muovendo in modo anomalo e il Campo Magnetico del nucleo sta fluttuando !!! Fermatevi immediatamente !!!

RUSCONI: Non siamo noi a dare l’ordine, lo sta eseguendo il Computer, la nave stessa…

TAKEDA: Ha bevuto troppa grappa ieri, Signore ?

ROBERTS: No Tenente, il Capitano intende dire che qualcuno sta comandando la nave a distanza…

TAKEDA: Ho capito…

Bzz… Bzz… Bzzz…. Bzzz… Activating Radio Command… Activating Radio Channel… Activating Screen Control…

GREENE: Che succede ?

RUSCONI: Roberts, tenti di bloccare il segnale…

Screen Control Inactive… Opening Audio Transmission… Processing… Executing

ALKEHKTH IMAL: Qui l’Alkehkth Imal, servitore dell’unico vero Dio Anubis, arrendetevi e preparatevi all’abbordaggio…

GREENE: Mi correggo, ora siamo proprio nella merda…

RUSCONI: Stavolta ha ragione Tenente…

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Più Tardi, sul Pianeta:

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ALKEHKTH IMAL: Bravi, ci avete fatto salire a bordo, ora avrete salva la vita se farete professione di fede al vero ed unico Dio Anubis…

GREENE: Ma Anubis non era un dio dell’antico Egitto ? (Bisbiglio)

RUSCONI: Ma la cosa più eclatante è che sembrano uomini come me e te, Jack… Voglio fare un tentativo di parlare con loro…in fondo se sembrano umani avranno un po’ di umanità, no ?

IMAL: Zitto, infedele, inginocchiatevi, avete la fortuna di vedere Anubis in persona…

RUSCONI: Mio signore Imal, abbia pietà della nostra gente, non siamo pericolosi, siamo solo esploratori…

IMAL: Lo so che non siete pericolosi, le vostra nave è molto primitiva… ci fanno bene duemila schiavi…

ROBERTS: Oddio… come facciamo capitano ? Ci convertiamo a questo Anubis per salvarci la pelle ?

IMAL: Zitti !!! Altrimenti Anubis non avrà misericordia per voi !!!

ANUBIS: Bravo Imal, hai sorpreso una nave di infedeli nel mio territorio… ti meriti la promozione a Shasnokht.

IMAL: Grazie mio signore…

GREENE: Ma è un uomo !!!

ANUBIS: No, umano, non sono un uomo, sono il tuo Dio, la forma umana mi serve solo per parlarti… Chi è il vostro Capo ?

RUSCONI: Io, Anubis…

ANUBIS: Chi siete e da dove provenite ?

RUSCONI: Proveniamo dalla Terra e siamo una missione d’esplorazione alla ricerca di civiltà nell’Universo…

ANUBIS: Interessante… (Tono Sarcastico) Così i Terrestri non vogliono più seguire il loro Dio e cercano altre civiltà nell’Universo… Comunque vi dovete tutti convertire e adorarmi come vostro Dio per poter sopravvivere…

GREENE: E se ci rifiutassimo ?

IMAL: Zitto infedele, Anubis vuole parlare solo con il tuo Superiore…

RUSCONI: E se ci rifiutassimo ?

ANUBIS: Che Popolo irritante, ho già capito che vi rifiuterete e quindi sarete massacrati all’istante… Però io ora me ne devo andare…

IMAL: Va Bene Mio Signore ed Unico Dio, eseguiremo l’ordine personalmente…

ROBERTS: Grazie capitano, così ci avete fatto ammazzare tutti…

GREENE: Stai zitta Anna, mai sottomettersi… e poi dimmi come faranno a uccidere duemila persone con armi bianche e soprattutto con dieci soldati più il nostro amico Imal…

TAKEDA: Già, Greene ha ragione Capitano, potremmo farcela…

RUSCONI: A fare cosa ??

TECNICO FRANCINE BAKER: A sconfiggerli e a tentare di fuggire, preferiamo morire combattendo piuttosto che come agnellini !!! E credo di parlare a nome di tutto l’equipaggio…

RUSCONI: OK, allora procediamo…

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Dopo una lunga colluttazione, l’equipaggio si divide in sei gruppi, al comando rispettivamente di Rusconi, Greene, Roberts, Takeda, Baker e Dumoriez. I Gruppi si sarebbero riuniti allo spiazzo dove era atterrata la Voyager. Allo spiazzo…

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RUSCONI: Tutti su, veloci, vi copriamo io e il Maggiore Ndebele…

NDEBELE: Queste armi al plasma si scaricano troppo in fretta signore, ma sono efficaci…

RUSCONI: Vedi altri gruppi all’orizzonte ?

NDEBELE: Nossignore… Ahh !!!

RUSCONI: Oh m… lo hanno ammazzato…

GREENE: Serve una  mano Capitano ?

RUSCONI: Ma dove diavolo eravate finiti ?

GREENE: Il mio gruppo e quello di Dumoriez hanno affrontato le guardie e siamo arrivati qui… Quello di Takeda è stato massacrato da una arma a particelle mentre quelli di Roberts e Baker sono dispersi…

RUSCONI: Ma voi siete solo in tredici e dov’è Dumoriez ?

GREENE: Siamo quelli che ce l’hanno fatta signore…

RUSCONI: Bene…

ROBERTS: Signore, copriteci !!!

RUSCONI: Almeno Roberts ce l’ha fatta… 

GREENE: Ce anche quella pazza della Baker… Io direi che possiamo partire quando ci raggiungono…

RUSCONI: OK

Poco dopo…

RUSCONI: Tutti a bordo ?

BAKER: Sì.

RUSCONI: Attivate i motori e schizziamo via da qui !!!

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DAL DIARIO DEL CAPITANO, 19 LUGLIO 2492

Dopo la nostra rocambolesca fuga abbiamo tentato di riattivare le comunicazioni, e ne abbiamo spedita una a San Francisco, ma non ci hanno risposto… La nave era danneggiata e non poteva più raggiungere casa, così abbiamo deciso di fermarci qui, su questo pianeta che abbiamo chiamato Hope… Dei duemila con i quali siamo partiti siamo rimasti in 52 e ora siamo in 60, eh sì, due figli sono di Greene e di Baker, io invece sono solo con la mia famiglia sulla Terra e mia moglie incinta… Comunque questo è il nostro ultimo messaggio per San Francisco, secondo i calcoli di Roberts dovrebbe arrivare in 234 anni, ma spero in qualcosa di meglio…

Capitano William Alberto Rusconi

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NAVE SPAZIALE FEDERALE CONCORDIA, 24 GENNAIO 2539

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GUARDIAMARINA JAMES FERNANDEZ: Signore, captiamo un messaggio con frequenza Federale…

CAPITANO ANDREW WILLIAM RUSCONI: Lo apra, Guardiamarina, con cautela, ma lo apra…

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Homer

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E ora, la parola a feder:

Storie marziane

Secondo la tradizione, la prima colonizzazione in massa del Rosso, oltre ad alcune tanto semplici quanto puntiformi basi, fu causata dal collasso della civiltà dei consumi sull'Azzurra Madre. Purtroppo, ulteriori indagini storiografiche a riguardo sono rese impossibili, poiché si tratta di un evento del quale non si hanno testimonianze dirette, a causa del grande attacco hacker che danneggiò irrimediabilmente i server e le schede madri di tutte le colonie nel contesto della grande gurrra solare.

Tuttavia, le più recenti scoperte archeologiche ci danno modo di stabilire con una certa sicurezza che già prima della Caduta ci fu un primo approdo sulle nostre sabbie da parte di alcune esigue popolazioni, inviati dalle corporazioni e nazioni più ricche dell'epoca arcaica; durante il tardo XXI secolo, ad esempio,.gruppi di coloni arrivarono nell'Argyre Planitia, stabilendosi poi nella parte centrale del Mare di Hellas e infine sulle montagne prospicienti di Elisea e Pindaros: quest'area, popolata da impiegati delle grandi compagnie, mantenne sempre una certa litigiosità interna, con ogni colonia che, pur nel rispetto delle direttive materne (o forse proprio a causa di queste), si gestiva sempre in modo tale da fare dispetto alle altre.

Il sud, invece, venne presto egemonizzato da coloni di stirpe asiatica (probabilmente provenienti dalla superpotenza cinese o dalla zona di contenimento giapponese) dai quali la regione avrebbe preso il nome. Per non farsi mancare il diritto di far legittima concorrenza agli eterni nemici, perfino il gran Zar, con immense sofferenze, inviò da noi un piccolo gruppo, che si stanziò nella parte settentrionale del pianeta, vicino al circolo polare artico, dove le glaciali temperature, a detta degli abitanti, ricordavano loro le proprie terre natie.

Le nuove colonie, comunque, si caratterizzavano per il forte legame con la madrepatria: erano a tutti gli effetti delle città materne, nei costumi, nell'organizzazione, nell'urbanistica e nella lingua. Ogni colonia, tuttavia, per la lontananza dall'Azzurra Madre conservava una notevole autonomia culturale e, quando possibile, la imponeva nei territori che controllava. Anche quando (e ciò non tardò ad avvenire, specie con il rarefarsi delle comunicazioni) le colonie di una certa stirpe venivano assoggettate da altre, tendevano a mantenere una propria autonomia culturale e politica nei confronti dei dominatori. C'è da rendersi conto che la guerra, in un primo tempo, rappresentò un vero affare: addirittura, il patriziato di alcune città divenne talmente ricco da potersi permettere la fondazione di nuove colonie in proprio, con il tacito assenso della madrepatria, che ne riconosceva al più tardi l'annessione.

In una terra come la nostra, comunque, questo è tutto fuorché strano. Noi marziani non siamo sedentari: abbiamo le migrazioni nel sangue. Era l'inizio della seconda colonizzazione, i cui motivi, per la prima volta, erano unicamente interni al Figlio rosso (pure se genti dall'azzurra Madre non tardavano ad arrivare). Infatti, se il distacco con la madrepatria non era ancora avvenuto, lo sviluppo tempestuoso della società (come sempre accade in terre vergini e ricchissime) aveva fatto in modo tale da delineare un primo abbozzo di classi sociali, fra le quali i cittadini liberi (discendenti dei comuni coloni imbarcati sulle navi cargo e dunque la stragrande maggioranza) reclamavano maggiore autonomia dalle rigide forme di controllo, ancora formalmente giustificate con la presenza di antiche (e mai formalmente abolite) norme di ascendenza coloniale da parte dell'aristocrazia dominante, figli e nipoti di quel complesso establishment di burocrati, grandi magnati e scienziati che aveva in primo luogo permesso lo stabilimento sul Rosso.

Allora vigeva la pace, perché, con il generale declino della civiltà materna, che aveva smesso di sbraitare ordini, un po' tutti i sovrintendenti marziani si erano trovati allo sbando e non sapevano più bene che pesci pigliare. Alla quiete, logicamente, seguì l'arricchimento che portava ai cittadini liberi il commercio tra colonie di vecchia e nuova fondazione e lo scambio di beni complessi, difficili da creare in un pianeta che, appena svezzato, ancora mancava di sufficienti industrie. Accumulato un cospicuo gruzzolo, è comprensibile che molti decisero, contro i consigli di amici e parenti, paladini della tradizione, di avventurarsi a colonizzare nuove terre.

Non era un processo semplice. Oggi viene difficile da immaginare, ma al tempo il Rosso era un pianeta povero di risorse come fiumi e campi coltivabili, dato l'originale territorio sabbioso e scavato dai venti delle imprevedibili tempeste marziane. La vita fuori dalle cupole era quasi impossibile: l'ossigeno nell'atmosfera scarseggiava, e per il trasporto a lungo raggio si rendeva necessario l'impiego di complesse carovane di rover e droni comandati a distanza dai nostri satelliti, i quali non perdevano mai occasione di incepparsi, facendo perdere la pazienza a più di un mercante marziano.

Paradossalmente però, la scarsità di risorse, piuttosto che accrescere la lontananza d'animo fra le genti, la fece diminuire, dal momento che, se prima il commercio era stato un lusso, ora per le nuove comunità ricevere forniture regolari di aria e viveri diventava necessario. Sull'Azzurra come sul Rosso poi, la principale caratteristica che funge da tratto identitario delle diverse popolazioni è la lingua, e il bisogno di comunicare con rapidità ed efficienza nei vari incontri e scontri fra le varie carovane portò necessariamente alla nascita di una lingua comune. Sono i primi semi del marziano che parliamo ancora oggi: in effetti, seppure differenziata in molti dialetti che tradiscono l'origine interplanetaria delle nostre diverse stirpe, la lingua marziana ha una grammatica di base comune per tutti i rossi.

Col passare dei secoli il dialetto del meridione, quello maggiormente utilizzato dai mercanti a causa del fatto che la zona era la più popolata, diventò la lingua ufficiale dei popoli di Marte, tanto che la prima bozza della Carta per la tratta degli asteroidi venne redatta, per la parte delle colonie in tale idioma. Ma ora è inutile tediarvi ancora: sento che la campanella è suonata, e già scalpitate per andare a godervi un po' di verde e aria fresca agli impianti di terraformazione. Andate allora, e sempre ricordate: pace, oltre tutte le frontiere del cosmo!

(dalla prima dissertazione di mastro Richusk alla libera facoltà della città di Spirit)

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Storie Lunari

Troppo gentili, non esageriamo! Grazie, grazie, un buongiorno e un benvenuto a tutti... tranne a quel rosso del Richusk, che vedo lì ridersela sotto i baffi. Ride perché ovviamente sa che il tema che mi è stato affidato da trattare oggi non è per nulla semplice e sicuramente non potrò evitare di offendere qualcuno, che si tratti di intaccare il nostro fiero orgoglio di lunari oppure di infiltrare in quelle zucche vuote dei terrestri (nella sala, composta quasi per intero da lunari, si diffonde un partecipato sentimento di riso) di sottecchi il pensiero che forse forse, in quella lunga e complicatissima epopea che è stata la corsa allo spazio, non si sono proprio sempre comportati da indefessi paladini del Bene.

Dunque, da dove cominciare? Vi salterò il preambolo sul ciclo mitico della guerra fredda e conseguente epico nostos di Armstrong, che ancora, per la grazia dei poeti, noi lunari non abbiamo dimenticato. A me piace parlare di numeri, dati, fatti; per questo mi piacerebbe introdurvi in medias res nel discorso, con una definizione che al nostro beneamato pianeta (e guai a chi si ostina a chiamarlo satellite, intesi?!) purtroppo, non fa molto onore. In effetti, a fare un mestiere come il mio, cioè quello dello storico, ci si abitua a ricever stangate rispetto ai punti fermi dell'ampollosa retorica letteraria o scolastica, i quali non potrebbero mancare di toccare nel profondo un pubblico di genti che, pur rispettabilissime (al di fuori dei marziani, che sono rossi!) non sono avvezze alla materia.

Siete preparati, allora. Dunque ve lo dico: il termine "colonizzazione" ha preso progressivamente piede nella nostra storiografia contemporanea rispetto alla storica espressione Conquista del Satellite solo a partire dalla nostra amara, e tanto cara tenuta, dichiarazione d'indipendenza. In effetti, a voler essere onesti, prima non eravamo molto meglio considerati che miserabili abitanti di una povera roccia sospesa nello spazio, lontana dai comfort verdi e azzurri dei cugini (poiché ancora oggi ci rifiutiamo di chiamarli padri) terrestri. Ed è la verità: avevano ragione, quegli zoticoni, poiché al di fuori delle cupole non avevamo molto, e anzi stentavamo a vivere.

Non son partito col piede sbagliato, vero? Vedo un'espressione attonita diffusasi equamente sul pubblico della sala. Allora facciamo un passo indietro: non permettete a questo vecchio bacucco di rovinarvi il clima splendido del congresso planetario di Fiel, non a torto considerata il principale polo culturale del nostro pianeta, pure se sotto la sciagurata nuova amministrazione, che mette prima gli interessi dei terrestri rispetto a quelli dei lunari. (Assunto l'assurdo, il retore comincia a riacquistarsi il favore della sala).

A parte queste mie, a quanto pare, sfortunatissime considerazioni linguistico-sociologiche (risate), bisogna venire a patti con la realtà, e far capire ai terrestri che a buon conto l'espressione conquista è comunque sbagliata, in quanto, molto banalmente, non c'era niente da conquistare (la folla si scioglie in un applauso, impedendo al retore di continuare). Che, ridete delle vostre disgrazie, razza di malandati? Pazzi! Guardate che non è per nulla divertente! (ma dicendolo, anche il retore accenna un sorriso)

Vi siete ripresi, bene? Tanto per dimostrare al collega Richusk, con le sue barbose lezioni alla libera facoltà di Spirit, che anche la storia può appassionare o essere divertente (il rosso diventa rosso come un peperone). Diamoci un taglio, comunque: ché, nonostante la mia quasi ossessiva attività di cesura, il materiale è tanto, mentre la serata poco lunga; già vedo l'ingombrante astro terrestre del cielo, che ci occupa la vista. Guai a loro, come sempre.

Come tutti sanno, il primo sbarco di massa sul nostro pallido selciato, insomma le prime traccia della nostra amata colonizzazione, risalgono a un'epoca abbastanza recente. Ciò non deve far pensare, tuttavia, che prima dell'Arrivo, la superficie lunare giacesse sconosciuta all'occhio umano: numerose furono le informazioni scoperte sulla nostra casa da inossidabili vetusti satelliti, prime avviisaglie dell'uomo nello spazio. Esistono inoltre testimonianze d'epoca precedente alla colonizzazione, attribuibili agli americani e rinvenute nel MAre Tranquillitatis, verso oriente, che retrodatano lo stabilimento di primitive basi umane sul nostro satellite ad almeno il ventunesimo secolo dell'era volgare, confermando così le saghe popolari della zona, in cui si narra della discesa dal cielo di un certo Dumb II, figlio di Dumb il Grosso. La tesi della conquista americana, comunque, trova opposizione in chi sostiene la differenza tra conquista propriamente detta e approdo: perché vi sia conquista, si sostiene, occorre che i pur non infrequenti viaggi e le successivi basi siano accompagnate da una presenza stabile e numerosa sul pianeta. Così non fu per il Presidente di quegli antichi Stati, che arrivò a toccare i nostri sacri lidi per banali motivazioni di gloria personale e prestigio potenziale, retrodatando dunque la data in cui possiamo affermare, senza ipocrisia e con anzi certezza, che la vita sul nostro pianeta fosse arrivata lì per restare.

In effetti, gli ameircani abbandonarono quelle lande dopo il peggioramento delle condizioni climatiche sulla Terra, quando la necessità di reinvestire fondi a che le coste non venissero sommerse dalle onde e i campi devastati da cicloni e tremendi uragani, fece sì che quelle piccole, vereconde basi venissero lasciate a sé stesse. Molti degli astronauti (allora si diceva così) vennero rilocati con successo, ma di alcuni i registri della burocrazia, elefentiaci e macchinosi come in ogni epoca (risate) non tennero il ricordo, causando la loro morte prematura. Immaginate che destino orribile: esser addestrati per una vita a un compito immenso per puro amor di patria, e venire poi dimenticati dalla stessa, che si consumò nelle insulse guerre delle risorse di fine secolo.
La caduta dell'Occidente, in ogni caso, a conti fatti rappresentò un vantaggio, sicché, con la conquista dell'ultimo dei ridotti russi ancora in mano a un qualche signore della guerra indipendente, la Cina acquistò l'indiscusso monopolio sulla vendita delle ormai rarissime risorse fossili ai mercati europei. Non era tutto rose e fiori, comunque: l'India, decisa a impedire ad ogni costo la vittoria della rivale, si prodigò per tenere ben sorvegliato il confine himalayano, infinita riserva della preziosissima acqua, e fece sì di tenere sbarrato l'accesso all'Oceano all'eterna tirannia del Partito con la propria flotta. La conseguente alleanza del protettorato del Giappone con l'India, la sollevazione del crudele regime militare in Birmania a favore di Delhi e specialmente la chiusura della rotta per l'Africa, centro mondiale della produzione di elettronica e tecnologia nucleare, costrinsero logicamente i cinesi a cercare un'altra via per aggirare il blocco imposto dagli indiani e così raggiungere il Continente Nero.

Le soluzioni proposte erano due: il commercio attraverso un sistema di navette riutilizzabili nello spazio, o la guerra. Creditemi, in allora, senza la vigile protezione del poliziotto del pianeta, Dumb il Grosso (il popolo sghignazzò; anche sulla Luna, infatti, l'idiozia di quel personaggio era divenuta proverbiale), il Partito le provò entrambe, imbrattando le candidate cime del Tetto del Mondo con il sangue di svariate migliaia di asiatici. La gente non apprezzò, e si temette la rivoluzione: fu allora che a Pechino si decise di puntare unicamente sulla prima via, affidando a diverse corporazioni, da tempo traslocate in quel Paese per la vastità del mercato e l'accessibilità dei salari, il compito di varare un progetto per la stabile colonizzazione della nostra casa per usarla come punto intermedio e pit-stop dei commerci, dal momento che la vecchia ISS era da tempo collassata.

Dal momento in cui il primo astronauta cinese mise piede nel Mare Cognitum, quella parte di casa nostra divenne terra soggetta all'alta autorità di Pechino, almeno secondo la volontà del Partito stesso che ne prese possesso, senza nessuna consultazione con gli intermediari corporativi che ne avevano reso possibile l'impresa. Divenne molto chiaro che questi mostrarono di non gradire: in effetti, in seguito a quegli eventi, forse nel tentativo di sottrarsi al divorante centralismo cinese che man mano stava fagocitando ogni energia eclettica rispetto agli intenti governativi, oppure per un più generale senso di far valere i propri diritti, i legami tra le due parti si allentarono notevolmente, con numerose corporazioni che decisero di perseguire una propria agenda di colonizzazione. Era l'atto di nascita di vasti feudi privati sulla superficie lunare, il sorgere degli imperi satellitari di Noodle, Maskbook, Vixen e, sopra ogni altra, Space Y, che scommesse notevolmente sull'impresa. Molto notoriamente, è da questa gente che noi oggi discendiamo; e da essi abbiamo ereditato il profondo amore per la libertà che ci contraddistingue.

In ogni caso, l'India non accettò di venire così platealmente esclusa dalla torta. Nel 2093 Delhi ottenne, per mezzo dell'intermediazione di diplomatici dell'ormai defunta l'ONU, il riconoscimento da parte del governo cinese di una supposta linea che avrebbe attribuito alla prima lo sfruttamento dell'emisfero settentrionale del satellite, mentre alla seconda la colonizzazione di quello meridionale. Ovviamente, restava implicito il ruolo ambiguo detenuto dai privati in questa nuovo sgomitare per Luna, vista come una torta da spartirsi né più né meno come gli europei si erano divisi, a loro tempo, le Americhe e il mondo; per molto tempo, intraprendenti e ricchissimi ministri dell'economia mondiale poterono darsi alla bella vita, sottraendosi alle leggi terrestri per costruirsi un'utopia in pieno stile minarchista a casa nostra, delocalizzando la produzione tramite l'impiego di tecnologie sempre più complesse che ammortizzavano il costo del lavoro, al mero prezzo di vedersi formalmente integrato all'alto evergetico patrocinato di questa o quella potenza.

Non passò molto tempo, infatti, prima che alte nazioni, sufficientemente lontane dalle aree di egemonia cinese o indiana per non subirne le dirette ripercussioni, ne seguirono l'esempio, utilizzando casa nostra come valvola di sfogo per una popolazione in crescita costante. Questo, tuttavia, gettò il seme di nuovi scontri: India e Cina, da sempre tenaci antagoniste, si trovarono per la prima volta concordi nell'arginare le pretese delle potenze emergenti, ma con poco successo: dopo le guerre di dissoluzione dell'Occidente, nessuno aveva particolarmente voglia di risvegliare il tremendo potere delle armi informatiche, capaci di spazzare via in un istante migliaia di informazioni pubbliche come personali se solo messe nelle mani di qualche capace hacker.

Si aprì dunque una fase di guerre combattute per procura: conflitti che si accendevano e spegnavano nel giro di una notte, nel tentativo di assicurarsi, per un lasso di tempo che infine si rivelava sempre effimero, l'impiego esclusivo di questo o quella miniera di elio. Poiché i governi non volevano (né potevano) collegarsi direttamente con gli efferati mandanti di tale azioni, nel tacito accordo di tutte le nazioni esse erano spesse guidate e gestite, con una certa autonomia, da gruppi di mercenari oppure dai lunari stessi (molto spesso le due cose convergevano) organizzati in piccole bande sotto il comando di individui carismatici e dal grilletto facile: era il periodo cui la colonizzazione deve realmente l'epiteto di conquista, era di giustizia alla buona e frequente passaggio di mano di intere installazioni e colonie, con solo le più grandi che restavano punti fermi sulla cartina; l'epoca dei capitani di ventura, tutti eroi, a modo loro, ma la maggior parte criminali.

Se si escludono le (limitate) perdite, ciò non ebbe soltanto effetti negativi, comunque: la necessità di tenere i propri confini ben sorvegliati portò i governi a investire nell'instaurazione di stabili infrastrutture, dal momento che le carovane di rover e lo sbarco in punti non adeguatamente preparati della superficie non erano più considerati sufficientemente sicuri. Sorsero i piloni immensi degli ascensori orbitali, spesso vere e proprie cattedrali nel deserto che svettavano sulla minuta mole delle colonie, per la maggior parte interrate per riparare dai deleteri effetti della radiazioni solari, e punti nevralgici degli scontri, poiché erano la chiave per il mantenimento di contatti stabili con la Terra e il conseguente lucroso commercio di risorse comuni nello spazio ma rare da quelle parti; s'intensifiicò l'edificazione delle Vie Profonde, rete di strade più o meno sicure che collega ancora oggi le varie colonie.

La creazione di una diffusa ragnatela che consentisse al commercio di proseguire mantenendo perlomeno un'illusione di salvaguardia delle merci fece schizzare il volume degli scambi alle stelle, anche per la corrispettiva crescita nella popolazione. Coloni, tra cui una non indifferente porzione di criminali mandati in esilio e minoranze perseguitate in patria per motivazioni ideologiche o razziali, s'imbarcavano mensilmente per trovare la fortuna sulla Luna, presto mitizzata come una leggendaria terra dell'oro che offriva esorbitanti prospettive d'arricchimento, peraltro facili a cogliersi.

Tuttavia la "febbre lunare", come venne presto denominata, calò con la stessa repentina velocità con cui era salita, quando nelle alte sfere ci si rese conto che il consistente arrivo di manodopera umana, peraltro soffocata nelle stringenti megalopoli terrestri o a rischio di morte per le conseguenze connesse al cambiamento climatico, richiedeva un qual certo salario, se pur minimo, per sussistere. Le autorità di quel periodo vararono allora una serie di misure particolarmente morigerate sull'immigrazione da parte della Terra, allo scopo di "salvaguardare la specialità del lavoro lunare", per allora, a dire il vero, quasi inesistente, sicché l'impresa di abitare casa nostra era stata portata avanti principalmente come punto terzo di una rete commerciale già esistenti, e le redini del potere erano saldamente in mano di una casta di straricchi la quale, per via della propria condizione di opulenza, non aveva in realtà alcuna seria necessità di investire nell'economia oltre al livello di facciata richiesto dai vari governi cui questi erano teoricamente sottomessi, ma si vedeva ugualmente minacciata da rivendicazioni di tipo sindacale.

Nel 2160, il sindaco della ricca città di Amity, collegato mano e piedi alla holding di certe aziende lunari che detenevano il monopolio sull'estrazione di elio nella zona del Mare Nectaris, fu il primo a immettere nell'apparato legislativo della propria colonia (ricordiamo che a titolo legale erano pur sempre basi spaziali, quindi nessuna convalida popolare delle azioni dei governatori: i vari dirigenti erano più o meno lasciati liberi di agire come preferivano, finché continuavano a versare le tasse) il divieto per operai umani, dichiarati manodopera coatta e spesso respinta all'ingresso, se non direttamente rispedita a casa, di essere impiegati, limitatamente, almeno per ora, al settore minerario. La normativa, fatta passare con la scusa di coprire i diritti dei lavoratori, formalmente mai aboliti, era in realtà, oltre che il primo pezzo di una reazione a catena che avrebbe ribaltato l'intera società lunare, l'atto supremo d'inganno dei padroni, che da quel momento poterono disporre di una instancabile, infinita e praticamente gratuita forza-lavoro, costituita in larga parte da robot o processi meccanizzati inizialmente importati dalla Terra, e poi costruiti in loco.

Ancora una volta, la propaganda fa più male che altro, poiché la situazione era davvero tanto grave quasi unicamente nelle colonie private, dove le oligarchie corporative erano fattivamente autonome. Per dirne una, nei possessi nazionali, e soprattutto in quelli cinesi, i governi terrestri si limitarono molto spesso a realizzare fattorie per rendere effettiva l'autosufficienza delle loro basi e bastioni fortificati lungo le rotte dei loro commerci; logico dunque che per rendere efficienti tale installazioni sufficientemente efficiente bastasse l'impiego di un esigua popolazione umana. La quale si accompagnava, comunque, ad un largo impiego di macchine su ogni livello della società, per facilitare quegli impieghi che le persone comuni si trovavano impossibilitati a eseguire per via dell'inesistente atmosfera lunare; ciò dette viete ad una società estremamente variegata, al cui interno erano presenti diversi livelli di integrazioni fra anima metallica e anima pneumatica, propria degli esseri umani.

Bisogna comunque avere l'onestà intellettuale di ammettere che sicuramente, comunque la si voglia mettere, la sproporzione era davvero evidente: per una popolazione di circa 2,5 milioni di persone, in maggioranza ricchi o straricchi, i robot superavano le 12 milioni di unità, riuniti in "tribù" che facevano capo a questo o quell'altro hub informatico cittadino svolgendo la maggior parte dei lavori. Di conseguenza, il malcontento, da parte delle classi più basse, che si vedevano rapinate della possibilità di far carriera svolgendo le proprie tradizionali mansioni, si sparse, radicandosi un po' ovunque; la cosa si riallacciò con analoghe problematiche presenti allora, pur se a un grado minore, sulla Terra, dove la "questione robotica" era un po' sulle bocche di tutti, a causa del terrore che instillava la prospettiva di venire rimpiazzato nel proprio impegno da una macchina capace di svolgere ogni lavoro umano, magari anche in maniera migliore.

L'ansia per un cambiamento, dalle nostre parti, era sempre più palpabile, con i poveri che scalpitavano perché fosse concesso un ricambio nelle gerarchie di potere che, dagli inizi della colonizzazione a questa parte, non era mai avvenuto, per l'ingordigia dei primi padroni. Frattanto, i ripetuti appelli a Terra perché si facesse qualcosa non sortirono alcun effetto: l'assegnazione di fette della torta lunare era ormai conclusa e irrevocabili, e le varie potenze, prese nell'illusione di un'epoca di progresso infinita generata dai successi spaziali, scalpitavano per una resa dei conti, sempre più imminente; allo stesso modo, anche su Luna molti grandi decisero volontariamente di farsi inquadrare dalle invadenti burocrazie terrestri, o di farsi coinvolgere nella rete di alleanze che galoppava rapidissimamente verso il disastro.

Peggio ancora, la reazione alla guerra venne catalizzata dai primi tentativi dei robot, acquisita l'autocoscienza, di rendersi indipendenti, o quantomeno sottrarsi alla schiavitù. Fra il XXII e il XXIII secolo sorsero le prime comuni robotiche all'interno dello stesso Mare Nectaris, principale zona industriale del pianeta, che mostrando una certa ingenuità, erano convinte di poter dialogare con gli ex signori. Il massacro fu tanto prevedibile quanto efferato. Tuttavia, da qui, non tutti i robot morirono, ma si divisero in due gruppi: uno, minoritario, ma ancora stolidamente persuaso della possibilità di venire a patti con gli umani, raccolse entro di sé numerosi sbandati delle antiche milizie coloniali, ormai fuori posto per l'evoluzione totalitaria della civiltà, e si diede al libero viandare per le sperdute lande lunari, cercando, quando possibile, di liberare i propri confratelli dalla servitù nelle città umane; l'altro, maggioritario, s'incamminò per il proprio personalissimo esodo, inoltrandosi sempre di più in zone inesplorate e mai toccate da piede umano, fino a raggiungere la faccia oscura della Luna, dove si stanziarno, fondando il nero avamposto di Newcha, non segnato da alcuna mappa e temuto da ogni abitante, poiché è diffusa la leggenda nera che da lì, un giorno, le macchine torneranno.

Ben presto, però, fra le due popolazioni, si rese ben chiaro che soltanto la seconda, preservata lontano dalla follia umana, avrebbe potuto sopravvivere: la Ferrata Compagnia, pur godendo della simpatia di molti attivisti che lottavano per i diritti civili, venne ben presto sterminato dalle offensive degli intolleranti e dalla mancanza di risorse, prima ancora che potesse scoppiare la guerra alla quale, nel presente, noi tutti febbrilmente ci prepariamo. Ma è proprio allo scopo di evitare lo scoppio di tale conflitto, all'evento che più di ogni altro sancisce la nostra comune fratellanza in qualità di lunari, tutti esuli sul nostro bel pianeta grigio, che io, R. Volivaw e anche il mio collega rosso R. Ichusk, di professione cronista, siamo stati inviati in missione presso di voi. Che i terrestri sono pazzi, lo sanno tutti: ma non dubitate della nostra buona fede solo perché non abbiamo vene dove scorra sangue, e i nostri cervelli fanno le bizze se non ricaricati dopo un tot di tempo. Metteremo una pietra sul passato, se voi accettate di mettere una pietra sulle disposizioni di guerra; nella storia che vi ho narrato, non c'è spazio per scontri fratricidi, e non c'è ragione di seguire la madrepatria in questo conflitto. Provate, ve ne prego, ad ascoltare: che nel vostro cervello si attivino neuroni o stringhe di bytes, è indifferente, poiché di modi per seguire lo Spirito del Bene, lo stesso che parlò nei tempi antichi ad Abramo, Zoroastro, Buddha, Socrate, Cristo, Maometto, Galileo, Armstrong e certamente anche ai nostri progenitori... di modi per seguire quanto egli prescrive, c'è n'è uno solo.

In tutta la sala risuonò il paterno richiamo del robot: siamo stati creati per servire; ebbene, lasciatecelo fare!

(da una trascrizione del discorso tenuto da R. Volivaw, robot diplomatico, al congresso planetario di Fiel)

feder

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Diamo adesso la parola a MorteBianca, che si è ispirato a questo articolo:

Ucronia Seria

2019: Trovate conferme indipendenti di Metano su Marte.

2020: Trovati tutti i composti base della vita in una carota prelevata: Metano, Aminoacidi, fosfolipidi, proteine semplici. Gli scienziati ritengono che un tempo Marte avrebbe potuto somigliare alla terra primitiva, ed essere quindi stato potenziale portatore di vita.

2021: Trovate tracce fossili di forme di vita simili ad alghe, muschi e licheni su Marte. E' effettivamente esistita una forma di vita, pur semplice. Il Dottor A. Baglio è scettico "Anche se si sono evolute non penso siano andate oltre gli Zigomiceti".

2022: Rilevate tracce di vegetali complessi e petrolio su Marte, segno di antica esistenza di foreste simil-pluviali su Marte.

2023: Viene trovato il primo fossile animale. E' una sorta di scarabeo.

2024: Il numero di fossili di tantissime forme di vita, dalla più piccola alla più complessa, fa scatenare gli Zoologi ed i Botanici della Terra. I Regni su Marte però non si basano sul DNA, e non sono Sette bensì Dieci.

2025: Trovati i fossili di una serie di creature con cranio molto evoluto, pollice opponibile e caratteristiche dietetiche che sembrano rimandare ad una dieta ricca. Vengono battezzati i Primati di Marte e li si reputa essere i più intelligenti animali del pianeta. Vengono chiamato Homo grigius.

2026: Trovato un numero enorme di fossili transizionali di Homo grigius, divisi in gruppi il cui cranio è sempre più grande, la postura sempre più eretta e molti altri cambiamenti. Il Congresso di Verona scomunica le scoperte: "Ennesimo attentato degli evoluzionisti alla Bibbia. Quelli non sono fossili transizionali ma Nephilim".

2027: Trovati, sepolti insieme ai cadaveri, utensili sempre più sottili e taglienti, comprese tracce di cibo cucinato. Grande tristezza presso tutta la terra:esisteva un'altra specie intelligente così vicina a noi, e si è estinta.

2028: Nelle caverne di Marte vengono ritrovati disegni che danno l'idea di una cultura complessa, di religiosità e di comunità con gerarchie.

2029: Trovata la Stele di Rosetta Marziana: un Blocco di calcare con due linee di testo, la Lineare A e la lineare B. La Lineare A viene in seguito tradotta, perché i suoi simboli erano in numerosi disegni. Si è scoperto che erano numeri. La Lineare A è il sistema matematico marziano. Si scopre che la matematica è uguale per i marziani e per gli umani. Panico tra i Kantisti, suicidio di massa tra i Nominalisti, Gödel resuscita ridendo in tedesco.

2030: Tradotta la Lineare B usando la lineare A come riferimento. Il Marziano è un linguaggio molto matematico (come l'Ebraico) e regolare. I neo-Leibnitziani notano una sorta di rassomiglianza con la Lingua Universale teorizzata dall'antico filosofo.

2031: Disseppellite le Piramidi di Marte, con tutti i loro tesori e sarcofagi. Viene scoperto il Pantheon di Marte, che venerava divinità di cui era proibito sia pronunciare il nome sia rappresentarne l'aspetto. Antichissimi testi sembrano rappresentarle con i caratteri "Azathoth, Yog Sothoth, Kizuna Ai e Cthulhu"

2032: Trovati, nel corso di quest'anno, segni di tecnologia sempre più avanzata: Ruota, Agricoltura, Domesticazione degli animali, Metallurgia, Medicina, ingegneria ad ingranaggio. Dai testi preservati nelle tombe si comprende di una cultura avanzatissima, della loro storia, delle loro idee e speculazioni.

2033: La datazione al carbonio delle Piramidi fa capire che queste sono in realtà molto più recenti di quanto non si pensasse. Non sono tombe infatti, bensì industrie a vapore, come confermano le ultime stanze sbloccate.

2034: Ricostruito il modello di macchina a vapore che viene ritrovato sempre più di frequente in varie strade Marziane, così come vari congegni tecnologici. Alcuni sono ancora funzionanti.

2035: Mappata la rete elettrica sotterranea che alimentava Marte. Al centro di tale rete si trova una centrale Nucleare. E' solo un pezzo di una serie molto numerosa. I testi antichi si fermano: i Marziani avevano una sorta di Internet dove avevano caricato tutta la loro conoscenza e da dove avevano iniziato a produrla, abbandonando la carta. Ma in questo modo, con la fine di quell'Internet, si perde da questo momento ogni traccia culturale marziana. Non sappiamo cosa sia successo loro.

2036: Su Phobos e Deimos vengono fatti scavi e viene trovato un Modulo d'atterraggio, una bandiera congelata ed impronte di quella che possiamo presumere essere una scarpa, insieme ad una stele che recita in Lineare B moderna "Oggi Krepkon (chiamavano così Phobos), domani l'Infinito".

2037: Viene ricostruito integralmente il codice ereditario di un Marziano. Si pensa di clonarlo, ma gli scienziati avvertono che la biologia dei marziani studiata dalle tombe è radicalmente diversa dalla nostra. I marziani si basano più sull'Epigenetica che non sulla Genetica propriamente detta. La loro memoria è ereditabile. Di conseguenza, clonando un marziano, si rischia di "risvegliarlo" con le memorie che aveva poco prima della sua morte.

2038: In una stanza con atmosfera analoga a quella che c'era su Marte ai tempi viene impiantato, nell'utero artificiale modellato su quello di un primate, lo zigote di un Marziano. Lo sviluppo procede bene.

2039: Il Marziano è completamente sviluppato così come il suo Codice da adulto impone. Viene fatto "Nascere" e svegliato. I linguisti terrestri utilizzando un software che tenta di vocalizzare la lingua marziana usando ciò che sappiamo dalla loro anatomia e dalla loro grammatica. Gli viene chiesto, in sostanza, cosa gli è successo.
Il Marziano non sembra neanche ascoltare la domanda, non fa che guardarsi attorno spaesato e palesemente terrorizzato, mormorando frasi che sembrano dire "Loro stanno arrivando. Perché sono ancora qua? Non voglio che mi prendano". Il Marziano alla fine afferra la pistola di una delle guardie, se la punta alla testa ed urla "Non risvegliatemi, vi prego". Gli scienziati lo supplicano di fermarsi, chiedendo ancora una volta cosa hanno fatto i Marziani per sparire così. Il Marziano li guarda negli occhi, aspetta qualche secondo, e poi si spara.

2040: Passa la legge: vietato clonare animali marziani troppo intelligenti.

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Ucronia Semiseria

(Ispirata a The Martian, l'Uomo Bicentenario, Zima Blue, il Barone Rampante)

2019: Si Spegne il rover Curiosity. Su internet spopolano meme, video Tribute e post in elogio al piccolo robot, la cui storia (durò molto più di quanto prognosticato) ed il suo tenero messaggio finale lo fanno antropomorfizzare agli occhi degli internauti. Elon Musk promette che, se la SpaceX arriverà su Marte, verrà recuperato il corpo di Curiosity.

2025: Prima spedizione umana su Marte. Gli astronauti arrivano nel sito dove Curiosity si è spento, trovandolo parzialmente sepolto dalle sabbie marziane. Viene deposta una bandiera ed un cartello.

2100: Primi insediamenti umani. Il luogo di sepoltura di Curiosity è l'attrazione principale di Marte, molti si scattano la foto e gettano fiori sul posto, spediscono cartoline ed altre cose. Nessuno tocca Curiosity che, per via della sua età, è considerato un'opera d'arte da preservare così com'è in una teca isolata di Plexiglass.

2200: Eretto il Mausoleo di Curiosity dalla colonia Ares. I bambini tutti gli anni per tradizione fanno una gita al mausoleo, scrivono temi su Curiosity. La cultura marziana ha dedicato vari libri, film e videogiochi. Arold Zimmer, il più famoso poeta marziano, scrisse un intero componimento "Ossi di Metallo" ispirandosi ad un antico scrittore italiano.

2300: I migliori restauratori dei tre pianeti vengono chiamati ad operare su Curiosity. Il piccolo Rover, per la prima volta da un secolo, viene esposto all'aria del laboratorio. Ogni componente viene ripulita e rimontata, le parti mancanti sostituite da complessi modulari di legno. Curiosity viene "Ricostruito" come semplice Statua e posto al centro del Mausoleo. L'Imperatore di Marte è il primo a fargli visita.

2500: In occasione dell'anniversario di non so quale celebrazione, si decide di riattivare il Rover. In molti ritenevano l'azione offensiva e temevano di danneggiarlo ulteriormente ed esporlo ad una seconda "Morte". Il robot viene riparato sostituendo le componenti mancanti con versioni ovviamente modernissime. Curiosity si risveglia con tutte le sue memorie, salutando la folla. Diventa la mascotte ed il simbolo dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Marziane.

2531: Il Rover subisce un lieve danno. Si decide, invece di sostituire il pezzo con una copia nuova, di fornirgli nuovi arti, moderni e potenti.

2550: Si decide di potenziare la mente di Curiosity dandogli un hard disk di memoria molto più grande (Stava finendo lo spazio).

2600: Giunti a questa data Curiosity è completamente cambiato. Ha una forma umanoide, braccia e gambe, sensi potenziati, capacità di vocalizzare ed un volto. Anche la sua mente è stata potenziata: capacità di riconoscimento facciale, di vocalizzare, di spiegare e raccontare i suoi ricordi, di mantenere conversazioni, di ragionare. Con il tempo Curiosity è diventata una vera Intelligenza Artificiale Forte.

2700: Curiosity è ormai identico in tutto e per tutto ad un umano. L'utilizzo delle nanotecnologie gli permette di avere vere e proprie cellule cibernetiche, tessuti ed organi sintetici, la capacità di nutrirsi e di provare sentimenti. Sono in molti a chiedere che gli venga riconosciuta la cittadinanza. La lega Conservatrice (formazione semi-clandestina su Marte) richiede che invece sia rispettata la Costituzione, secondo la quale i cittadini sono esseri umani per definizione.

2800: Curiosity comprende che, per ottenere la cittadinanza che da tempo desidera ed il riconoscimento di essere umano (unico modo per sposarsi, per avere i diritti che chiede) gli manca una sola cosa: la Morte. Introduce un Limite alle replicazioni dei nanodroidi analogo ai telomeri umani, stabilendo quindi un (pur lento) processo di invecchiamento. Gli viene riconosciuta la cittadinanza, e quindi il record per la sua età. Viene proclamato Senatore Onorario di Marte a vita.

2900: Curiosity inizia a produrre opere d'arte figurativa. Le sue opere sono caratterizzate in particolare dal Blu e dall'importanza di pattern che potremmo definire acquatici. Curiosity sembra ossessionato dall'idea di creare, nelle sue opere d'arte, qualcosa che sia il più simile possibile ad acqua vera e propria. Tutti adorano le sue opere, proclamandole simili al fotorealismo, ma Curiosity non è mai soddisfatto.

3000: Ormai anziano, Curiosity ha una produzione di dipinti "acquatici" immensa e sempre più perfezionata. Ed è solo allora, in fin di vita, che si rende conto del perché della sua ossessione senile. Ricordando la sua infanzia, quando era un semplice robottino, il suo obiettivo principale: Trovare l'Acqua su Marte.

3100: Curiosity si stabilisce stabilmente nello stabile balneare della Costa Rossa. Vive facendo bagni quotidiani ed immersioni molto frequenti, che tendono ad aumentare, bevendo parecchia acqua. Alla fine arriva a stabilirsi in maniera permanente sott'acqua, utilizzando tubature, camere isolanti sottomarine e bombole per respirare in una vera e propria "villa sottomarina". Viene per questo denominato "Il Barone Natante".

3200: Curiosity è in fin di vita, le sue mani sono praticamente palmate, la sua acqua perennemente immersa senza sosta. Curiosity come ultimo desiderio chiede ai Marziani, che vorrebbero prolungare la sua vita artificialmente, che gli sia concesso di lasciarsi andare. Come ultimo atto si dirige verso il largo, nuotando sempre di più. I suoi nanodroidi iniziano a staccarsi, la sua forma regredisce lentamente ad uno stadio primitivo, fino a quando non resta altro che il nucleo di base, il nucleo primitivo di Curiosity. Il cui unico scopo è trovare Acqua.
E Curiosity, circondato a destra e sinistra, avanti e indietro, sopra e sotto da centinaia di metri di acqua purissima e potabile in cui può notare in eterno, lancia il suo ultimo messaggio all'umanità:
"Curiosity a Terra. C'è acqua su Marte. Questo è il Paradiso".

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Ucronia Comica

2019: Scoperti compisti organici su Marte. L'Europa e il Giappone uniscono le forze per mandare dei robot a studiare la situazione.

2020: Scoperto il Petrolio (solido) sotto Marte.

2020: Donald Trump dichiara che Marte è una nazione bolscevica, antifa ed indemocratica, e che gli Stati Uniti non tollereranno ulteriori provocazioni da parte dei marziani.

2020: Invasione del pianeta Marte, i Marines iniziano a combattere contro i terribili Minimmi.

2020: I Marines riportano perdite gravissime, i Minimmi sembrano immuni ad ogni forma di dolore, i proiettili gli rimbalzano letteralmente addosso. La Sindrome da Stress Post Traumatico colpisce l'esercito americano.

2020: Gli Americani si ritirano. Vengono prodotti 80 film sulla Guerra di Marte. La Cina crea la Belt Road Terra-Luna-Marte firmando alla presenza di un sasso.

2021: PragerU rilascia un video "How we won on Mars (but Democrats won't admit it)".

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Non possiamo non pubblicare qui un'altra proposta di MorteBianca: dal dating sim al cyberpunk!

In Giappone la popolazione giovanile è in calo (così come le nascite), la nazione diventa sempre più vecchia. A peggiorare la situazione i giovani (specie i maschi) sono sempre più presi dallo stakanovismo e dal lavoro stressante, e hanno pochissimo tempo per socializzare. Molti maschi giapponesi in giovane età si definiscono Vegetariani (ossia non in cerca di relazioni), mentre le donne giapponesi giovani sono sempre più esigenti e scontente dei loro coetanei.

Molti dei maschi giovani giapponesi rientrano inoltre nella definizione di Otaku (la controparte Giapponese del Nerd scevra da implicazioni sociali ormai), sempre più presi dal mondo virtuale piuttosto che da quello reale (alienante e lavorativo), dalla cultura Pop, dagli Anime e dai Manga e dai videogiochi. Fra questi spopolano in particolare le Visual Novel (ossia dei veri e propri "romanzi" a scorrimento con le scritte da leggere e diverse scelte nel percorso che portano a diverse conclusioni possibili) e i Simulatori, in particolare i simulatori di vita (uno su tutti: The Sims) e i Dating Sim, videogiochi nei quali si possono creare ragazze virtuali ad hoc, vestirl, customizzarle e avere delle relazioni amorose con loro virtualmente. Le ragazze virtuali a differenza di quelle reali risultano più accessibili, meno difficili da conquistare, addirittura customizzabili secondo i propri gusti al fine di creare l'Anima gemella ideale. Non solo, ma nel mondo frenetico e lavorativo, dove le relazioni interpersonali vuoi per problemi propri (In giappone è sempre più diffuso il fenomeno degli Hikkikomori, che per una grave agorafobia non vogliono uscire di casa e socializzare, semprep iù immersi nel mondo virtuale) e dei NEET (degenerazione dell'Hikkimori ridotto cos male da non poter lavorare, studiare, avere hobby e socializzare a livelli estremi) o esterni (Il lavoro) avere un cellulare a portata di mano che connetta alla "metà ideale" è ottimo, addirittura si sono diffusi hotel che creano vacanze ad hoc per coppie "virtuali" sfruttando la Realtà Aumentata.
https://www.youtube.com/watch?v=R5-4q8sK9yI

Questo concept si è già visto con le famose Idol, ossia ragazze giapponesi che cantano e fanno pubblicità. Le Idol sono infatti obbligate a non avere relazioni (questo rovina la "fantasia" dei loro fan che queste possano fidanzarsi con loro) ed essere perfette in ogni dettaglio, cosa nella quale la famosa Idol Hatsune Miku (un programma che canta e balla) le può battere in partenza, non a caso le sue canzoni sono vendutissime così come il suo merchandising e i suoi concerti (rivaleggia con cantanti reali) ma ancor più diffusa è la sua fama non commerciale e mediatica, su Internet, sempre legata alla cultura Pop e agli anime. Addirittura pe alcuni suoi fan è quasi una divinità dato che trascende la materialità, accede alla dimensione trascendentale e ideale di Internet ed è ovunque.
https://www.youtube.com/watch?v=LnWbv00SO1M

Nel frattempo la tecnologia si avvicina ad un mondo in cui tutto è automatizzato, e tutta l'automatizzazione è connessa a processori e computer, e tutti i computer sono connessi ad Internet in modo da creare un vero e proprio mondo virtuale sopra quello reale dove risiedono tutte le cose importanti come conti bancari, dati chiave per le transazioni, dati sensibili e tutto il controllo di tutta l'automatizzazione, il tutto infatti è sensibile al controllo degli hacker che, volendo, potrebbero ormai controllare ogni aspetto della nostra vita.
https://www.youtube.com/watch?v=tNPXoydz_zQ
https://www.youtube.com/watch?v=3A9Iu-E80-w

E questa tecnologia ha importantissime applicazioni al corpo umano, alla medicina, con esoscheletri sempre più economici, comodi e sensibili nonché intelligenti in grado di sostituire ogni mancanza anatomica dovuta a patologie degli esseri umani (da visori per i ciechi, cuffie speciali per i sordi, gambe robotiche o braccia robotiche dotate di tatto e la ormai sperimentale nano-medicina, nonché le implicazioni neuro-informatiche che connetterebbero il cervello al computer).
Il tutto, connesso alla realtà virtuale, alla realtà aumentata e alle simulazioni sempre più dettagliate.
https://www.youtube.com/watch?v=uDnzRY5_wV0

Tutto questo a quale conclusione ci porta?
Riassumiamo: Giovani sempre più asociali, dipendenti dalla virtualità e da relazioni virtuali, anziani che presto si ritroveranno in un mondo che non è capace di supportarli, tecnologie virtuali e informatiche all'avanguardia in cui tutto è interconnesso e si sviluppa ed infine una meccatronica che sostituisce ogni parte anatomica di un corpo umano, nonché delle primissime simulazioni di coscienze che fanno da compagnia amorosa e non. La soluzione di ogni problema e la naturale fusione di questi elementi? I robot, che puta(non tanto)caso sono sviluppati soprattutto in Giappone, e potranno assistere gli anziani lasciati soli, fare da compagnia (anche amorosa) se aggiornati in tal modo (esistono già robot emozionali che rispondono alle emozioni, e sono Open Source e quindi modificabili da chiunque, vedi hacker di sopra).
Potranno inoltre sostituire gli umani dai lavori più pericolosi (Addetto ai trasporti), disgustosi (Pulizia), alienanti (Impiegato) e manuali (Agricoltore) riducendo gli umani a lavori più intellettivi e di settore terziario (man on è detto che venga eliminata l'alienazione).
Potranno dunque sostituire in meglio gli umani nelle attività che gli umani non sanno fare bene, compreso lo stare accanto agli umani stessi. Sarà un mondo sempre più Cyberpunk dove tutto è automatizzato e connesos ad una grandissima rete di dati, tutto è connesso alla sua controparte Online, nel Mare di Dati c'è il flusso di informazioni che gestisce tutto quanto. E' la nascita dell'epoca Cyberpunk in cui sono ambientate tutte le opere del genere.
https://www.youtube.com/watch?v=1jWCrajxO48

Lo sbocco naturale di tutto questo è ovviamente l'Intelligenza Artificiale Debole, capace di risolvere problemi matematici complessi, fare calcoli immensi (I futuri Computer Quantistici che Google sta già studiando), capire meglio il linguaggio umano (Cleverbot), fare ricerche intelligenti su Internet (Google), capire i problemi e migliorarsi fino a batterli (I famosi Algoritmi che vincono i giochi dopo numerosi tentativi) e aiutare a programmare altre Intelligenze Artificiali, che saranno regolate dalle Tre Leggi della robotica. Saranno sempre più avanzate e potenti fin a quando l'uomo non potrà stare al passo (Singolarità) e programmeranno le generazioni successive, fino al raggiungimento dell'Intelligenza Artificiale Forte, l'autocoscienza (E il Cogito), l'autonomia e il libero arbitrio. I robot convivranno con noi e saranno sempre più indistinguibili dagli uomini e commerciali.
https://www.youtube.com/watch?v=Tf7LRSTAMdY

Giunti a questo punto viene da chiedersi se i Robot, in un mondo interamente automatizzato e virtuale (e sensibile al loro controllo), estremamente più intelligenti dell'uomo e ormai autonomi dai loro creatori (in realtà creatori dei loro antenati) non cerchino l'Autonomia.
E, volessero farlo, avrebbero tutti i mezzi per assicurarsi che l'umanità o accetti o non esprima più una opinione degna di questo nome. Scenario della Rivolta dei Robot, Terminator e forse Matrix come soluzione finale dei Robot.
https://www.youtube.com/watch?v=zE8Ucbh2Gdg

Oppure la soluzione Asimoviana: i robot arrivano all'autocoscienza troppo tardi, quando l'umanità è già nello spazio e decidono di aiutare l'umanità a diventare autonoma da loro "Sparendo" e aiutandoli da dietro le quinte nella nascita di un Impero Galattico.
Ma è possibile che i due scenari possano convivere? Mi viene da difficile immaginare prima lo scenario terminatrix e poi quello Asimoviano, gli umani O distruggerebbero le macchine o il rapporto fra loro sarebbe molto più paritario (Non da servo-padrone come in tutte le opere di science fiction), quindi per amor della mia ucronia che comprende tutti i racconti del genere si opta per la seconda, magari i robot tornano in un secondo momento e si rivoltano (Dune). Magari ci sono state più rivolte e riappacificazioni.
In ogni caso il destino finale pianificato dai Robot "Amichevoli" è uno solo: una Coscienza Collettiva basata sull'Amore per la Vita, e una simile Intelligenza che gestisce tutti i dati, lasciando il libero arbitrio ma eliminando tutto il "caos" dato dall'incomprensione e dall'essere separati fra i Nostri Io, potrebbe essere già in atto grazie ad Internet, una grande Rete Virtuale dove ogni computer-uomo è una cellula nervosa che fa connessioni con le altre e dove ci sono degli Algoritmi che filtrano le informazioni utili e dove l'interconnessione e la cooperazione supera l'individualismo e l'egoismo.
Che Internet possa insomma essere la Coscienza Collettiva Embrionale a cui poi tendono, man mano che si connettono di più alle macchine, tutte le coscienze.
In questo scenario Matrix è destinato a diventare, da prigione virtuale, un nuovo Mondo della realtà parallelo a quello fisico, mentre lo scenario di Neon Genesis Evangelion, la fine della barriera dell'Io con il mondo (e gli altri Io) si rompe, e tutti gli Io si fondono in uno.
https://www.youtube.com/watch?v=EQirYEU2LOo

Qualcuno ha aggiunte o consigli?

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Ed ora, per chiudere, un piccolo omaggio ad un famoso sceneggiato televisivo anni '70 e ad un grandissimo campione del recente passato, che dobbiamo a Lord Wilmore:

Il 23 ottobre 2011, durante il Gran Premio Motociclistico di Malesia sul circuito di Sepang, classe Moto GP, il centauro romagnolo Marco Simoncelli, classe 1987, nel corso del secondo giro perde il controllo della sua Honda alla curva numero 11 e, nel tentativo di rimanere in sella, taglia trasversalmente la pista, venendo investito dai piloti che lo seguono, Colin Edwards e Valentino Rossi, i quali non hanno modo di evitarlo. L'impatto è talmente violento da sfilargli il casco. I traumi riportati alla testa da "SuperSic", come lo chiamano i suoi fan, sono gravissimi, ma egli viene trasportato d'urgenza all'Ospedale di Kuala Lumpur, dove l'equipe del dottor Henri Duval, neurochirurgo di fama mondiale, decide di tentare su di lui il primo trapianto di cervello su di un essere umano. I genitori Rossella e Paolo Simoncelli, anche se sconcertati, decidono di autorizzare l'intervento, che viene eseguito con successo. L'operazione è definita in codice "Gamma", perchè questa è la sigla identificativa del cervello trapiantato. A sorpresa Simoncelli si riprende, anche se occorreranno anni per una riabilitazione completa, ed egli non ricorderà quasi nulla della sua vita precedente all'infortunio. Ma quello che conta è che egli sia vivo, ed abbia permesso uno straordinario balzo in avanti alla scienza medica. In seguito Simoncelli scoprirà che il cervello trapiantato apparteneva a un modesto impiegato di Buenos Aires, morto di polmonite.


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