Le cinque repubbliche marinare

di Det0


Lo stemma della Marina Militare Italiana

POD: Assistiamo alla nascita di cinque repubbliche marinare in Italia: alle quattro tradizionali si aggiunge anche Ravenna, che riesce a mantenere una certa importanza e indipendenza grazie ai contatti con Costantinopoli.

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V secolo; Venezia: Al momento dell'invasione longobarda in Italia le popolazioni della città romana di “Venetia” si spostano sulle isole della laguna formando alcuni insediamenti.

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V secolo; Amalfi: Al momento dell'invasione longobarda in Italia la città rimane sotto il controllo bizantino.

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V secolo; Ravenna: Alla fine della guerra Greco-Gotica la città diviene capitale dell'Esarcato d'Italia, cominciano i primi contatti commerciali con Bisanzio e la città diventa ponte commerciale tra Occidente e Oriente.

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VI-VII secolo; Ravenna: Dopo la discesa longobarda la città rimane roccaforte dei bizantini in Italia ma nel 751 è presa d'assedio dal re Astolfo; poi la città viene posta sotto il controllo dello stato della chiesa ma nominalmente è indipendente.

Mantenimento dei buoni rapporti commerciali con l'Oriente.

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VII secolo; Venezia: seppur posta sotto il controllo bizantino la laguna veneta comincia a dare segni di indipendenza; nel 697 i dodici insediamenti che formavano la città veneziana eleggono il primo Doge.

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VIII secolo; Venezia: scontri con Ravenna per il controllo degli sbocchi dei fiumi padani; in compenso Venezia controlla il commercio del preziosissimo sale; espansione del potere verso l'Istria e la Dalmazia, fondazione di empori a Trieste, Zara e Spalato.

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VIII secolo; Ravenna: scontri con Venezia per il controllo degli sbocchi dei fiumi padani; Ravenna allarga la sua area di influenza commerciale alla Pentapoli e a molte altre città della Romagna; nascita di nuove rotte commerciali e empori sotto il controllo ravennate in nord-Africa, Spagna e persino in Armenia.

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IX secolo, Amalfi: grazie alla crisi dell'impero bizantino la città comincia a distaccarsi dai lontani dominatori ed assume una certa autonomia; verso la metà  del IX secolo cominciano i primi contatti commerciali con gli arabi.

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X secolo; Genova: La popolazione di Genova trasforma l'economia da agricola a mercantile per la scarsità dell'entroterra; sviluppo dell'emporio commerciale nucleo della città.

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XI secolo; Pisa: con lo sviluppo del comune in Italia la città toscana comincia a darsi una certa autonomia.

Gli armatori e i mercanti cominciano ad associarsi nelle “coniuratio” e nel 1085 sono eletti i primi consoli, capi del governo comunale.

A differenza delle altre repubbliche, Pisa non cerca un alleanza con le flotte arabe e le sconfigge ripetutamente nel presso Bona, in Algeria(con l'aiuto dei genovesi) e nel 1062 nelle acque antestanti Palermo(con l'aiuto dei normanni).

Pisa pone le sue prime basi in Corsica e Sardegna, entrando in conflitto con la repubblica antistanti

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XII secolo; Ravenna: espansione del controllo ravennate in Oriente: fondazione di empori a Trebisonda, Nicea, Efeso, Smirne e nella stessa Costantinopoli; nel 1146, con l'insediamento dei mercanti ravennati a Lajazzo, comincia una serie di lotte contro i genovesi: le flotte si scontrano a Cipro nel 1151 e presso Lesbo nel 1167, date le due vittorie ravennati Genova decide di dedicarsi alla lotta contro Pisa.

Riprendono le ostilità con Genova nel 1174, con l'attacco genovese al porto di  Barcellona.

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XII secolo; Amalfi: momento di splendore per la città, che controlla vaste zone della Campania (favorendo lo sviluppo delle città di Napoli e Salerno) e rotte marittime verso le città dell'Egitto e della Palestina, inoltre possiede un emporio presso Almeria; ma le rotte nel Tirreno la portano in conflitto con Pisa.

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XII secolo; Genova: allargamento del potere in Liguria e controllo della Costa Azzurra; fondazione di empori a Marsiglia e Montpellier.

Creazione di nuove rotte commerciali verso il Mar Nero, fondazione di empori a Caffa e Tana, controllo della Crimea.

Cominciano le lotte con Pisa e Ravenna, con la prima per il controllo di Corsica e Sardegna, con la seconda per gli empori di Lajazzo e Barcellona, attaccata dai genovesi nel 1174.

 

XII secolo; Pisa: lotte con Genova e Amalfi per il controllo del mar Tirreno; l'ultima è sconfitta nel 1135 e il suo famoso emporio ad Almeria cade in mano a Ravenna, questo sarà causa di successivi scontri; mentre combatte Genova in Corsica e Sardegna conquista le Baleari, ultimo baluardo arabo nel Mediterraneo, nel 1113.

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XII secolo; Venezia: nel 1172 si assiste alla formazione del “Maggior Consiglio”, che diventa l'organo di governo della città; formato da mercanti e nobili riesce a mantenere abilmente i suoi privilegi e gestisce il grande impero marittimo sull'adriatico.

Cominciano le lotte contro il Regno d'Ungheria per il controllo della città di Zara, che verso la fine del XII secolo è persa definitivamente.

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XIII secolo; Genova: grazie alle crociate Genova estende il suo dominio anche in Terrasanta, controllando empori a Beirut, Tripoli, Damasco e Gerusalemme.

Nel 1212 terminano le lotte con Ravenna per il controllo dei commerci in Catalogna, grazie ad una schiacciante vittoria della flotta ravennate(supportata da quella pisana) presso le isole Baleari.

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XIII secolo; Ravenna: epoca di lotte con Genova, Pisa e Venezia.

La prima viene sconfitta presso Palma nel 1212 ponendo fine alla lotta per il controllo della Catalogna. Pisa entra in conflitto con Ravenna poco dopo quando, nel 1216, Ravenna prende il controllo dell'emporio di Almeria, ex possedimento amalfitano che Pisa, avendo sconfitto la città campana, voleva per se.

Le rivalità con Venezia cominciano con la quarta crociata; quando il doge veneziano Enrico Dandolo decide di attaccare Costantinopoli, alla quale Ravenna è ancora molto legata; infatti alla caduta di questa, nel 1204, Ravenna ne segue il triste destino e viene definitivamente sconfitta.

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XIII secolo; Pisa: in questi anni comincia il declino della città, l'unico buon evento è la fondazione di un emporio commerciale a San Giovanni d'Acri.

Le lotte dilaniano la forza della repubblica: prima viene sconfitta da Ravenna ad Almeria e poi quest'ultima riesce a prendere anche il controllo delle Baleari; dopo aver perso il controllo dei possedimenti in Corsica e Sardegna viene sconfitta definitivamente da Genova nella Battaglia della Meloria, presso Livorno, nel 1284; con quest'ultima sconfitta Pisa scompare dalla scena internazionale, anche se, la fortissima minoranza pisana in San Giovanni d'Acri sembra formarci una “piccola patria”, ma quando, nel 1291, i turchi entrano ad Acri, Pisa riceve il colpo di grazia.

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XIII secolo; Genova: Dopo la sconfitta di Pisa Genova ha il completo dominio del mediterraneo occidentale, una forte influenza sull'Asia Minore e la Terrasanta e vive un buon periodo di pace.

Gli ultimi scontri tra le due repubbliche marinare “superstiti” si hanno nel 1261, quando Costantinopoli viene riportata sotto il controllo degli imperatori bizantini, con l'aiuto di Genova e la conseguente ostilità di Venezia.

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XIII secolo; Venezia: nel 1202 parte la Quarta Crociata, guidata dal doge veneziano Enrico Dandolo; prima Venezia riconquista Zara e poi la crociata si dirige verso Costantinopoli; venuta a conoscenza del fatto Ravenna cerca in tutti i modi di fermare la spedizione in quanto Bisanzio le era troppo utile; le due repubbliche si affrontarono in due battaglie navali: la prima nelle acque antistanti Spalato, nella quale Ravenna perde, permettendo alla flotta crociata di continuare il suo viaggio; le pochi navi rimanenti della flotta ravennate si dirigono presso Durazzo per fermare la flotta crociata e non permetterle di uscire dall'Adriatico ma, mentre aspettano i rinforzi dalla Romagna, Ravenna è presa d'assedio da un esercito di crociati e veneziani, che distruggono il porto e le navi che dovevano essere inviate a Durazzo; così Enrico Dandolo e la sua flotta arrivano a Durazzo e annientano completamente le poche navi di Ravenna, che intanto viene espugnata.

Quando nel 1204 i crociati entrano a Costantinopoli si interrompono i rifornimenti di questa a Ravenna che, già in crisi, capitola definitivamente.

Dopo la caduta dell'Impero Bizantino Venezia se ne prende la quarta parte, prendendo il controllo del Peloponneso, Creta, l'Eubea e alcune isole dell'Egeo.

Dopo la sconfitta di Ravenna e l'assedio di Costantinopoli Venezia vede aumentato considerevolmente il proprio potere; infatti prende il possesso di ampie zone del mediterraneo orientale e della Romagna; che le viene tolta, però, dal Concilio di Ravenna(1259), nel quale il papa chiede alla città veneziana di ridargli il controllo delle sue terre.

Si ha un ultimo scontro con Genova nel 1261 per la liberazione di Costantinopoli, dopo questa data le due città prendono strade diverse e il periodo delle Repubbliche Marinare giunge al termine.

Det0

Le cinque repubbliche marinare (cliccare per ingrandire)

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Così però gli risponde Never75:

Ravenna Repubblica marinara la vedo complicata per due motivi: la presenza ingombrante di Venezia che di fatto occupa lo stesso bacino geopolitico ed è favorita rispetto alla rivale adriatica nella vicinanza con i mercati lombardi e germanici, e il rapido insabbiamento del porto di Classe.

Tra l'altro vorrei sfatare un mito scolastico: le quattro Repubbliche Marinare in realtà erano molte di più! Pensiamo a Napoli, Salerno, Palermo, Bari e Brindisi solo nel Sud, formalmente bizantine e longobarde ma in pratica indipendenti. Si affermarono più o meno in contemporanea con Amalfi e, con l'avvento prima degli Arabi e poi dei Normanni, ne condivisero la fine, perdendo ogni autonomia.

Poi al Nord-Ovest pensiamo alla piccola ma coraggiosissima Repubblica di Noli (indipendente da Genova fino alla fine della sua storia), e ad Est a Rovigno, Zara e Ragusa-Dubrovnik.Non dimentichiamo poi, sempre per fare concorrenza a Venezia, che Torcello e Murano, nella stessa sua laguna le diedero parecchio filo da torcere, almeno prima che il leone di San Marco divorasse ad artigliate tutte le rivali.

Se però vogliamo ridurre a cinque le Repubbliche Marinare, anziché Ravenna io opterei per Comacchio, che ricalca moltissimo lo stile di Venezia (città lagunare costruita su paludi con palafitte). Un POD possibile potrebbe essere la distruzione dell'allora capitale dell'Impero Romano d'Occidente da parte di Attila e conseguente esodo dei superstiti verso i vicini lidi ferraresi...

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Ma Dorian Gray replica così, da romagnolo verace qual è:

Secondo me siete troppo pessimisti su Ravenna. Io ho dato un esame di Storia dell'Emilia Romagna nel Medioevo e posso assicurarvi che l'Arcivescovo di Ravenna era secondo solo al Papa, e che sarebbe bastata solo un po' di fortuna in qualche tipo di POD per permetterle di gareggiare anche con Venezia. Non dimentichiamo poi che Ravenna era il cuore del partito ghibellino e che se Federico II fosse vissuto di più e avesse vinto i guelfi, Ravenna sarebbe diventata una sorta di capitale imperiale del Nord. Come centro dei ghibellini nel nord Italia, Ravenna poteva essere fortemente potenziata da parte degli imperatori tedeschi. Sarebbe bastata anche solo una vittoria in più da parte di uno degli Hohenstaufen.

E non dimenticate che Ravenna aveva ben due porti nel medioevo: uno era alla foce del Bedesis, mentre l'altro era il Candiano, ma non quello odierno, costruito da Papa Corsini, bensì un porto che si trovava alle foci del canale Panfilio e dei fiumi Candiano (scolo della Vallis Candiana) e Bevano! In epoca antica inoltre il Po sfociava molto più a sud, nel ramo Primaro o Eridano, a cui Ravenna era collegata dalla Fossa Augusta, fatta costruire da Augusto imperatore, che collegava i porti di Classe, Spina e Adria. La rotta di Ficarolo del 1152 spostò verso nord il baricentro del Delta. Però il Po di Primaro rimase fino al Seicento inoltrato un grande ramo del Po, e il Porto di Primaro rimase prospero per molto tempo. Ravenna non si interrò subito come Pisa. Lo dimostra il fatto che la cittadina di Porto Fuori, costruita in epoca moderna, era a contatto col mare, mentre oggi dista dal mare una decina di chilometri. L'interramento vero è avvenuto solo in età moderna, quando ci furono opere di bonifica e di scolo che portarono verso riva i detriti. Ci sono siti molto interessanti sulla storia di Ravenna antica e medievale, che mostrano una città più evoluta persino della Ravenna capitale dell'impero d'Occidente.

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E Francesco Dessolis aggiunge:

Visto che nelle nostre ucronie siamo, naturalmente, condizionati dalle nostre origini, propongo un ucronia con un grande stato salernitano. Il principato longobardo di Salerno ha avuto un'importanza politica molto maggiore di Amalfi, piccola e senza retroterra, nell'alto medioevo. Bisognerebbe trovare un sistema per fondere Amalfi e Salerno in un unico stato., capace di resistere a Roberto il Guiscardo.

Potremmo immaginare una Repubblica di San Matteo, che sottomette Napoli, saccheggia Pisa, toglie agli Arabi la Sicilia, e finalmente unifica il nostro povero Sud, senza appoggiarsi a dinastie straniere. Purtroppo Salerno è stata capitale d'Italia solo nel 1944, in uno dei momenti più bui della nostra storia.

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Al che Manfredi risponde:

Si può accoppare il Guiscardo durante le sue campagne come mercenario al servizio dei capuani, o ridurre la base di potere dei Normanni in Italia prima del suo arrivo. Magari Giorgio Maniace conquista l'Impero e dedica più tempo alla conquista d'Italia, marginalizzando i normanni. Il Guiscardo si troverà così a doversi contendere qualche misero feudo al confine col Tema bizantino, e Salerno avrà più tempo per espandersi e fortificarsi, se i bizantini non ci allungano sopra le mani...

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Anche MAS vuole dire la sua in proposito:

Certamente uno stato unitario meridionale unificato dai tardo-longobardi (oramai del tutto italianizzati, suppongo) e non dai Normanni è del tutto possibile; a titolo personale credo che la capitale sarebbe alla fine stata portata a Napoli che, non scordiamolo, durante il Medioevo sino all'Unità d'Italia, fu la più grande città italiana. Io preferirei una riunificazione del sud da parte bizantina con riconquista della Sicilia, avremmo avuto un Impero Romano sino al 1861!

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Interviene a questo punto JFB:

Io invece propongo Gaeta: dopotutto è lì che è nato un certo Giovanni Caboto. Propongo questa Timeline:

Nel 778, Gaeta fu quartier generale da cui il patrizio di Sicilia diresse la campagna contro i Saraceni che tentavano di occupare la Campania. Già nell'810 è attestata la presenza di una flotta Gaetana.

Nel 839 la carica di Ipata venne assunta da Costantino Gaetani, figlio del conte Anatolio.

Nel 845 Docibile tentòa di rimuovere l'Ipata, ma nel tentativo morirono sia lui, sia Costantino.
I nobili ed i cives di Gaeta, quindi, decisero di costituire una civitas, con un Ipata nominato a vita ed assistito da un'assemblea cittadina.
Con la battaglia di Ostia (849) Gaeta ottenne l'autonomia da Bisanzio e cominciò la sua espansione nell'entroterra, occupando il territorio da Fondi a Sperlonga.

Nel 915 dopo la vittoria del Garigliano, Gaeta ottenne la sottomissione di Napoli e delle sue isole e comincia a dedicarsi alla pirateria nei confronti delle coste siciliane ed al commercio degli schiavi. La ricchezza le permise di coniare una moneta, il follaro, che venne adottata anche dalla corte pontificia a Roma.

Nel 962 Pandolfo Testadiferro, principe di Capua, assediò la città, ma dati i rifornimenti della sua flotta, alla fine fu costretto a desistere.

Nel 964 la flotta di Gaeta appoggiò la spedizione in Sicilia organizzata dall'imperatore bizantino Niceforo II Foca; spedizione, benché fallita per l'incapacità del comandante Nicetas, che portò infinti bottini alla città.
Contemporaneamente Gaeta, temendo le mire espansionistiche del nobile longobardo, promosse un'alleanza con papa Giovanni XIII, con i duchi di Spoleto e di Toscana.
Con Pandolfo si schierò Gisulfo di Salerno. La guerra terminò con la vittoria della degli alleati di Gaeta nella battaglia di Terracina del 968.
L'Imperatore Ottone a Roma spartì i beni degli sconfitti in questo modo:

1) Il principato di Capua fu donato al Papa
2) Salerno ed Amalfi furono attribuite a Gaeta
3) Il resto dei domini di Pandolfo, divennero possesso di Trasimondo di Camerino
4) Spoleto fu dominio del giovane Ottone di Sassonia

Nel 969 Giovanni Tzmisce, diventato imperatore di Costantinopoli, chiese aiuto a Gaeta per le sue campagne in Siria in cambio di privilegi commerciali.
La spedizione ebbe successo, grazie ai genieri italici fu conquistata Gerusalemme e Gaeta ottenne il possesso della città di Tiro.
Tali privilegi furono confermati nel 977, quando la flotta di Gaeta aiutò quella di Basilio II a sconfiggere le navi del ribelle Bardas Sclero.

Nel 980 scese in Italia Ottone II, deciso a combattere i musulmani di Sicilia. Grazie alla mediazione di Gaeta, l'imperatore sassone evitò di attaccare i domini bizantini dell'Apulia.
Addirittura Bardas Foca mandò truppe in aiuto dei tedeschi. Abu al-Qasim, Emiro della Sicilia della dinastia dei Kalbiti, preoccupato,dichiarò la jihad nei confronti di Gaeta e dei germanici.
Se la città marinara mise a ferro e fuoco le coste siciliane, lo battaglia decisiva avvenne a Capo Colonna.
Al-Qasim, trovandosi a Rozzano Calabro, resosi conto della forza delle truppe di Ottone, decise di ritirarsi. L'imperatore, saputolo, decise di inseguirlo a tappe forzate.
Quando al-Qasim si rese conto che la sua fuga non aveva possibilità di successo, schierò il suo esercito per la battaglia a Capo Colonna, a sud di Crotone.
Dopo un violento scontro, un corpo di cavalleria pesante tedesca distrusse il centro dello schieramento mussulmano e si spinse verso la guardia di al-Qasim, che venne sbaragliata. L'emiro fu ucciso, ma le sue truppe non si sbandarono per la perdita: anzi manovrarono circondando gli avversari.
Ma improvvisamente giunsero dal mare le truppe di Gaeta ed il contingente bizantino. Gli arabi, attaccati alle spalle, furono massacrati.

Nel 981 Ottone II sbarcò a Messina, ma le razzie dei Vichinghi e la rivolta degli Slavi lo costrinsero ad abbandonare la conquista dell'Isola. Gaeta occupò la parte occidentale. Nel 982, proclamandosi fedele suddita di Basilio II, chiese a Bardas Foca aiuti per conquistare l'intera isola, ma vennero negati.

Nel 986, quando cominciò la rivolta dei due Bardas conto Basilio II, Gaeta si alleò con l'imperatore legittimo. Di fatto Costantinopoli, rifornita dal mare, era imprendibile.

Nel 988 la flotta di Gaeta tentò una sortita di notte nell'accampamento, profittando dell'assenza di Barda Foca. Colpiti di sorpresa, i suoi soldati non fecero resistenza. Fu una mattanza.
Bardas Foca decise di agire e le sue truppe marciarono da Abido verso Costantinpoli. Cominciò un secondo assedio, ma a gennaio del 989 giunse in aiuto la flotta Variaga, guidata dal principe Vladimir di Kiev che permise la sconfitta definitiva dei ribelli.

Nel 990 tali soldati furono messi a disposizione di Gaeta che li utilizzò per la riconquista della Sicilia, terminata nel 995 con la presa di Palermo.

Nel 992 Basilio, per fronteggiare gli attacchi degli Ottoni, decise di stipulare un patto con Venezia la quale, in cambio di favori commerciali, avrebbe trasportato le truppe bizantine dalla Grecia in Italia.
Dinanzi alle proteste di Gaeta, tali privilegi furono estesi anche ai suoi commercianti.

Nel 995 Basilio II fu obbligato a radunare quarantamila uomini ad Antiochia per contrastare l'offensiva musulmana in Siria. Inizialmente aveva pensato di provvedere al loro trasferimento ad Aleppo a dorso di mulo.
Ma Gaeta mise a disposizione la sua flotta. L'intervento fu così rapido che l'esercito avversario fu colto di sorpresa e messo in rotta. In cambio la città italiana, oltre ad un quartiere a Laodicea, ottenne il monopolio dei commerci con la Siria.

Nel 996 la repubblica di Gaeta dichiarò guerra a Giovanni Crescenzio, patrizio di Roma, a difesa del legittimo papa Gregorio V, stringendo d'assedio la città che si arrese nel 1 gennaio del 997.
Crescenzio fuggì nei territori della Puglia Bizantina, mentre l'imperatore Ottone III, nemico mortale di Crescenzio, non solo concesse privilegi ai mercanti della Repubblica, ma onorò la città di una visita accompagnata da ricchi doni e reliquie alla cattedrale di Santa Maria del Prato.
La città in cambio mediò con Basilio II, affinchè la sua nipote Zoe sposasse Ottone III. Ciò oltre a calmare le ambizioni sassoni verso il sud Italia, avrebbe rafforzato il ruolo di Gaeta come mediatrice tra i due imperi.
Basilio II, però temendo il suo strapotere, decise, pur concendo l'assenso il matrimonio che si tenne nel 1001 a Gaeta, decise di appoggiare Venezia.

Nel 1000, il Doge Pietro II Orseolo aveva sottomesso la Dalmazia nel corso di una grande spedizione punitiva contro la pirateria nell'Adriatico. Il Doge inviò quindi il proprio figlio Giovanni a Costantinopoli per chierede il riconoscimento imperiale del nuovo dominio. Basilio concesse ai veneziani il titolo di Dux Dalmatiae e concesse in sposa la nipote Maria col giovane rampollo veneziano.
Così cominciò la rivalità tra le due repubbliche... Intanto, nel 1004 nasceva a Gaeta Ottone IV, figlio di Ottone III e di Zoe, potenziale erede dei due imperi...

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Anche Toxon vuole dire la sua:

Visto che JFB ha proposto uno sviluppo particolare di Gaeta, vorrei lanciare una proposta simile, ma che forse richiede meno POD per la sua realizzazione: la sopravvivenza della Repubblica di Amalfi. Dopotutto, Amalfi si trovava lontano dalla Sicilia, che nel XII secolo era il centro principale del potere normanno. Supponiamo che per un caso fortuito l'attacco pisano del 1135 sia un fallimento, e che Amalfi riesca a riguadagnare terreno, fino ad ottenere il riconoscimento definitivo della propria indipendenza (magari alla repubblica si potrebbe associare tutta la penisola sorrentina). La repubblica poi rimane indipendente almeno fino all'epoca napoleonica. Forse Amalfi non diventerà una grande città (il territorio non permette un grande sviluppo), ma rimarrà un medio centro commerciale, facendo concorrenza a Napoli fino ai giorni nostri.

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Nella discussione si inserisce anche Lord Wilmore:

Pochi sanno che fra le Repubbliche Marinare del Medioevo c'era anche Trani, come dimostrano gli "Ordinamenta Maris", un codice marittimo del 1063. Le Crociate fecero la sua fortuna, essendo uno dei principali porti d'imbarco per la Terrasanta. Contesa tra Normanni e Bizantini, riuscì a barcamenarsi tra di loro, finché fu definitivamente annessa dagli Angioini. Ma se Trani riesce a costituire un forte stato conquistando l'entroterra, così come Venezia e Genova, e la Repubblica di San Nicola Pellegrino (patrono della città) sopravvive almeno fino all'acquazzone napoleonico?

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Invece William Riker suggerisce quanto segue:

Io avanzo una proposta alternativa a tutte le vostre, puntando diritto su una delle città più famose dell'antichità: Siracusa. Supponiamo che nell'VIII secolo essa si eriga come Venezia a dogato indipendente dall'impero bizantino e resista all'invasione araba, normanna, angioina ed aragonese, trasformandosi nella quinta repubblica marinara. Come cambia la storia d'Italia e del Mediterraneo?

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Così gli replica Toxon:

È un'idea molto interessante, anche perchè Siracusa è molto lontana da tutte e quattro le repubbliche marinare "canoniche", perciò il suo sviluppo non comporterebbe danni particolari per qualcun altro (invece, se per esempio immaginiamo uno sviluppo di Ancona o Bari, dobbiamo presupporre un ridimensionamento di Venezia, e così per quasi tutte le altre proposte). Inoltre con una Siracusa indipendente il sincretismo della cultura siciliana del Medioevo sopravvivrebbe fino ai giorni nostri: di questi tempi non sarebbe male un esempio di città in cui cattolici, ortodossi, musulmani ed ebrei siano convissuti in pace per oltre un millennio. Il problema è che Bisanzio ha sempre tenuto duro in Sicilia, e quindi mi sembra improbabile che avvenga quel processo di lenta e progressiva indipendenza che è avvenuto a Venezia; si dovrebbe trovare un POD adatto per far realizzare ai Siracusani un colpo di mano improvviso.

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L'ultima parola per ora è di MAS:

Basterebbe ipotizzare che qualche governatore della Sicilia tra il VII e il IX sec. si dichiari indipendente o si proclami imperatore (magari Mecezio nel 668-9) e riesca quanto meno a mantenere il controllo sull'isola (prima dei Normanni il principale centro era Siracusa non Palermo); se non ricordo male, in quel periodo, almeno in un'occasione la capitale dell'Impero sei Romani (nel 663-668 sotto Costante II) fu effettivamente posta in quella città. Certo, deve riuscire a respingere sia i tentativi di ritorno bizantini, le invasioni arabe e i normanni, che non è poco!

E' peraltro vero che magari i bizantini dopo un paio di tentativi andati a male, si concentrino a rafforzare il meridione (a danno dei ducati longobardi), permettendo allo stato Greco-siculo di rinforzarsi ed espandersi ad occidente, liberando per esempio le coste sarde dagli arabi e sottoponendo l'interno dell'isola ad un blando protettorato (magari durante i pesanti attacchi arabi del 711 d.C.). Da li alle Baleari e della Corsica il passo è breve.

Magari nella seconda metà dell'VIII secolo assisteremmo ad una reconquista ante-litteram di Tunisia e Cabilia da parte siracusana con la creazione di una potenza nel Mediterraneo centrale e occidentale e con grosse difficoltà arabe nel Maghreb occidentali e nella penisola iberica.

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C'è spazio in questa pagina anche per questa proposta di Mattiopolis:

Marco Polo non viene fatto prigioniero dai Genovesi, non viene incarcerato e non detta a Rustichello il suo "Milione". Tornato a Venezia, ed ancora abbagliato dallo splendore d'Oriente, tenta di fare le cose in grande: cerca di convincere i piani alti di San Marco ad intraprendere rapporti stabili con la Cina, assicurando che Venezia diventerebbe decine di volte più ricca di ogni singola nazione in Europa, così ricca che Genova apparirebbe una repubblica di straccioni in confronto allo stato lagunare. Al solo pensiero di una vittoria su Genova e di una prospettiva di arricchimento per Venezia, il Doge prepara una grande spedizione, assicurando a Polo grandi privilegi nel caso questa andasse a buon fine. Nonostante l'opposizione di varie famiglie dell'oligarchia veneta, terrorizzate al pensiero che Polo possa ottenere del potere, si dirige verso la Cina una carovana di 500 individui, tra cui anche rappresentanti del governo lagunare.

Polo intuisce subito che qualcosa sta andando per il verso sbagliato già in Persia, però continua il suo viaggio e giunge in Cina, dove viene accolto dal nipote di Kublai. Questi avvisa i veneziani dei recenti avvenimenti, e le possibilità di un accordo commerciale o di rapporti politici sembrano venir meno, dato l'interrompersi del dominio diretto mongolo sulla Via della Seta. Ma il Khan, memore dell'affetto di suo nonno per Marco Polo, decide di tentare e stabilisce dei legami con Venezia.

Da quel momento, i mongoli Yuan con le loro navi arriveranno sino al Mar Rosso e raggiungeranno Cipro e Venezia con altre navi dopo aver attraversato il Sinai. Venezia, capita la rotta, fonderà vari centri in Egitto, assicurando al regnante locale una percentuale dei profitti, e si spingerà sino all'Oceano Indiano, anticipando l'era delle esplorazioni. In Cina la classe mercantile, disprezzata dalle èlite confuciane, diventa enormemente più importante anche grazie all' influenza del pensiero veneziano, e Venezia diventa una grande potenza commerciale, stabilendo il monopolio su tutto ciò che viene dall'estremo Oriente, conquistando anche un impero coloniale composto da Ceylon, Maldive, Andamane ed Indonesia occidentale.

Un secolo dopo, il grande navigatore Zheng He giungerà a circumnavigare l'Africa, entrare nello stretto di Gibilterra e stabilire rapporti con tutte le grandi potenze europee, che nel frattempo si sono date da fare circumnavigando l'Africa nel senso opposto, Portogallo in testa. Alla fine del '300, l'Europa ha già stabilito le prime colonie in Africa, il riso è stato introdotto con successo nel continente, Confucio e Lao Tze sono studiati come saggi pagani alla stregua di Aristotele... Venezia, Genova, Portogallo sono le potenze del secolo, e proprio un navigatore portoghese, volendo trovare una via più veloce per commerciare con la Cina ed il Giappone, terre non più sconosciute, giungerà in America nel 1392.

Un altro secolo dopo, i vari signori italiani faranno a gara per assicurarsi, oltre alle prestazioni degli artisti più quotati, anche un pezzo d'Oriente in casa, ed il Rinascimento vede i vari intellettuali conciliare il pensiero classico con quello orientale, gli scultori dare il volto di bellezze orientali a statue ispirate al mondo greco e romano. La Cina invece vedrà la classe mercantile fondersi con il ceto dei mandarini in modo simile a quanto accaduto ai mercanti di Firenze con la vecchia nobiltà, con la differenza che la loro carica la otterranno per concorso, impiegando poi le ricchezze ottenute coi commerci nell' amministrazione delle città... Insomma la Cina sarà meno arretrata, e le potenze occidentali non potranno spartirsela facilmente in futuro.

E Polo? Da vecchio detta le sue memorie a suo figlio, essendo divenuto parte dell'aristocrazia veneziana in barba alle leggi risalenti alla Serrata del Maggior Consiglio, riuscendo così a rendere più democratica Venezia...

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Per farci avere il vostro parere in proposito, scriveteci a questo indirizzo.


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