Sarebbe bastato togliere di mezzo Adolf Hitler per evitare il secondo conflitto mondiale? per evitare i crimini commessi dal nazismo, per risparmiare al pianeta quanto si è verificato nel secolo scorso? Domanda oziosa diranno in parecchi; certo che è oziosa, ma una moltitudine di persone se l'è posta in tutti questi anni, e non è mancato qualche autore di romanzi che ha fatto di questa ipotesi un evento determinante per proiettare su un altro piano la storia del mondo.
Ma il nazismo, come il fascismo, sarebbero nati lo stesso anche senza Hitler e Mussolini, perché costituivano la risposta politica di massa (e per la massa) a tutta una serie di fatti accaduti e che avevano inciso negativamente sull'animo di Tedeschi ed Italiani: inoltre, le due ideologie erano anche catalizzatrici di sensazioni e di atteggiamenti che erano presenti, a volte in maniera celata ma sempre in costante fase di fermentazione, fra larga parte dei popoli in questione.
Specie in Germana, dove non si poteva parlare di vittoria, neanche "mutilata", ma di una sconfitta (e nemmeno militarmente percepita), interagivano una variegata serie di elementi che contribuivano a creare una miscela invero esplosiva: la convinzione che la sconfitta fosse dovuta al supposto tradimento di una parte della classe politica (quella di sinistra), i problemi economici dovuti a depressione, inflazione e disoccupazione, la frustrazione per la perdita di prestigio internazionale, per le amputazioni del territorio nazionale e per le limitazioni alla sovranità; a questo, e al desiderio di rinascita e di rivincita, quando non proprio di vendetta, andava aggiunto l'antisemitismo tipico di un certo costume europeo e della degenerata alterazione della dottrina cristiana. Aggiungiamo poi l'odio verso gli Slavi e la velleità di imporre, anche violentemente, la presunta superiorità ariana (scusate se è poco).
La caparbia volontà di risorgere per tornare ad occupare il posto che si riteneva legittimo fra le nazioni, fino a combattere e sconfiggere le potenze occidentali e aspirare a dominare l'Europa continentale, era un programma nella mente di poche persone, che comunque si ritrovarono nel Partito Tedesco del Lavoro e che avrebbero, a prescindere dalla presenza nelle loro fila di Hitler, lottato per il raggiungimento dei loro scopi.
Se Hitler fosse morto durante il primo conflitto mondiale (in effetti ci andò piuttosto vicino) avremmo avuto sempre quel partito su detto, senza per forza l'appellativo di nazionalsocialista, ma certamente antidemocratico e antisemita, e con a capo, probabilmente, il più capace, deciso e (lo dico a denti stretti) intelligente fra coloro che in quegli anni avrebbero frequentato quell'ambiente.
Non è importante sapere se sarebbe stato un più fortunato Röhm o Göering, o Hess; qualcuno avrebbe cercato di guidare il partito con il fine di giungere al potere e mettere in opera il progetto covato.
Premesso questo, vediamo che la domanda originaria ha subito una modifica di base, per cui il problema sta nel bloccare il nazismo, non più limitarsi a sparare al solo Hitler.
Una fratricida lotta all'interno del nazisti si è visto che non ha comportato alcun indebolimento nella loro struttura, anzi tutt'altro; ed è anche improbabile che altri movimenti politici di ampio respiro sarebbero riusciti a contenere l'avanzata elettorale di Hitler (o chi per lui) e compagni (pardon, camerati).
Tutto questo è ancor più difficoltoso specie se la piccola borghesia e gli ambienti capitalisti, finanziari ed industriali della Germania, vedono nel nazismo, oltre la soluzione ai loro rispettivi, e apparentemente contrastanti, problemi economici, anche la difesa dal comunismo e la possibilità di resurrezione nazionalistica.
Se non si possono sconfiggere nelle elezioni i nazisti o confinarli in una nicchia parlamentare data la loro non certo scarsa entità, meno che mai si può parlare, di scioglierli d'autorità con semplici provvedimenti di polizia.
Di conseguenza, il dinamismo degli eventi fa si che nel 1933 ci ritroviamo con il nazionalsocialismo al potere, e per comodità di trattazione, lasciamo che ci sia sempre Hitler al vertice della Germania.
A parte allora sovvertimenti interni che però modificano solo i vertici ma non la natura del movimento che intendeva sempre mettere in discussioni gli allora equilibri geostrategici, vediamo quali forze avrebbero potuto ostacolare la Germania nazista, prima che diventasse talmente forte da scatenare l'inferno in terra che ha scatenato.
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All'indomani della salita al potere di Hitler nel gennaio di quell'anno, il dittatore polacco, maresciallo Józef Klemens Pilsudski, capì che quell'ex caporale austriaco poteva essere fonte di qualche guaio per la Polonia, anche se sempre meno, a suo giudizio, dell'Unione Sovietica; ipotizzando di fare una guerra preventiva contro la Germania, Pilsudski sapeva che le forze armate della Polonia avrebbero travolto la Germania, le cui risorse militari erano di scarsa entità per come imposto dal Trattato di Versailles, ma la sua bestia nera era l'URSS, che temeva avrebbe potuto approfittare per attaccare a sua volta la Polonia da Est.
Onde evitare di restare totalmente scoperto ai confini orientali, Pilsudski propose alla Francia di partecipare alla guerra preventiva agendo da Ovest, ma Parigi non ne volle sapere. A quel punto, Hitler, che proprio per la debolezza dell'apparato militare tedesco temeva un prematuro scontro con la Polonia (o con chiunque), pensò bene di giungere ad una riappacificazione con il governo di Varsavia, stemperando le tensioni politiche, accantonando le rivendicazioni territoriali e ponendo fine alle limitazioni commerciali con il vicino, premurandosi di stringere un accordo per tenersi buoni i Polacchi fin quando facesse a lui comodo.
Incredibile coincidenza d'intenti, anche Pilsudski era favorevole ad un riavvicinamento, visto che il suo progetto bellico era fallito, così ambedue i dittatori firmarono un patto di non aggressione decennale nel gennaio del 1934.
Sappiamo com'è poi finita.
Cosa accade, invece,se il maresciallo polacco decide di proseguire da solo nel suo progetto di guerra preventiva, infischiandosene di un'azione sovietica, niente affatto scontata, e già nella primavera del 1933 avanza con le sue truppe verso Berlino? È molto probabile che una volta sconfitto l'allora debole esercito tedesco, la Polonia operi per l'eliminazione del nazismo, imponendo alla Germania un nuovo governo meno bellicoso, di destra storica, ma non estremista. Hitler, se non muore (suicida o per mano dei soldati polacchi) verrebbe preso prigioniero e sbattuto in qualche cella in modo che non possa nuocere per un lungo periodo di tempo, così come molti dei suoi gerarchi.
Se lui e/o qualcuno dei suoi riescono a fuggire (Austria? Italia? Scandinavia?), una volta in esilio, troverebbero più la forza di lottare per le loro idee, a parte scrivere libelli e manifesti o fare dichiarazioni?
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Avrebbe mai potuto il Regio Esercito sconfiggere il suo omologo tedesco durante la crisi succeduta al tentativo nazista di impossessarsi dell'Austria? Consideriamo alcuni fatti.
Negli anni trenta, dal punto di vista qualitativo e tenendo conto dello stato dell'arte e della realtà europea (e mondiale), le nostre FF.AA. non erano affatto disprezzabili: armi leggere e pesanti erano abbastanza moderne, e anche l'aeronautica poteva definirsi adeguata (specie dopo gli sviluppi imposti da Balbo); solo che, qualche anno dopo non ci si sarebbe dovuto più cullare sui primati raggiunti con le trasvolate e i record di velocità, mentre gli altri paesi avevano intrapreso una corsa tecnologica che avrebbe prodotto (tanto per citare i mezzi più conosciuti, lo Spitfire e il Me-109).
Anche l'armamento terrestre avrebbe ricevuto un impulso analogo, e noi ci saremmo trovati con artiglierie in buona parte obsolete o con armi, tipo il fucile mitragliatore Breda 30, non più in grado di competere con le analoghe ma più moderni realizzazioni europee e americane.
Invece, nel 1934, qualcosa dovevamo pur valere, tanto che Hitler, dopo l'assassinio di Dolfuss il 26 luglio di quell'anno, vedendo che il putsch fallisce, si astiene dall'appoggiare i congiurati. Questo anche per l'immediato invio delle nostre truppe al Brennero da parte di Mussolini.
La Germania non era ancora pronta dal punto di vista militare, infatti, solo il successivo 1° ottobre sarebbero stati decretati l'elevazione degli effettivi dell'esercito da 100.000 a 300.000 uomini, il potenziamento della marina e la creazione dell'aviazione.
Se Hitler fosse stato tanto poco savio da spingersi oltre, saremmo giunti allo scontro fra le due dittature, però egli preferì evitare.
E se Benito pensa: "Di fascismi in Europa ne basta uno. Il nostro"?
Ecco che entriamo in Austria per preservarne l'indipendenza e da lì procediamo verso Nord. Un boccone troppo grande per noi? Ricordo la differente capacità bellica e un certo astio che animava gli Italiani verso i "Todeschi", come si diceva una volta.
Ed è molto probabile che le altre nazioni d'Europa sarebbero rimaste, nel frattempo a guardare, sperando che ci rompessimo abbastanza le corna con i Todeschi (in questo mi differenzio dall'ipotesi di Max in Il Piccolo Dittatore); poi quando una delle due parti fosse stata sul punto di prevalere (oserei dire l'Italia), nel momento prima che ciò avesse potuto comportare un rafforzamento territoriale per l'una a scapito dell'altra (cosa pur sempre inaccettabile per Francia e Gran Bretagna), queste sarebbero intervenute in nome della pace e del ripristino di questa.
Diciamo un ultimatum fatto in maniera garbata, senza che apparisse un diktat. Qualcosa del tipo fatto a Egitto e Israele nel 1956, tanto per intenderci: Tedeschi e Italiani devono cessare di combattere e restare sulle linee raggiunte dai rispettivi eserciti, con noi magari già in Turingia; a quel punto invasione da Ovest e completamento dell'occupazione ad opera dei franco-britannici.
Per il finale di Hitler e camerati vedi sopra.
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Churchill definì il secondo conflitto mondiale "inutile", perché, a suo dire, esso si sarebbe potuto evitare con un'azione di forza, alla lunga meno dispendiosa in termini di lutti e distruzioni per il pianeta, affrontando subito Hitler, sin da quando mostrò di voler mettere in pratica, almeno per quanto riguardava le sue mire fuori dalla Germania, ciò che aveva scritto in "Mein Kampf". Churchill si riferiva alla mancata reazione dell'Occidente quando il dittatore nazista diede ordine ai propri soldati di entrare in Renania.
Logicamente i piani di Hitler prevedevano il riarmo del proprio dispositivo militare, ma per far ciò era necessario che l'industria tedesca venisse dedicata a questo compito, e l'industria pesante era localizzata in buona parte in quell'area che comprendeva Ruhr e Saar, con i loro bacini minerari; il Trattato di Versailles (1919) aveva dettato l'obbligo di smilitarizzare un'ampia porzione dei territori occidentali della Germania, e di fatto la Saar finì sotto controllo francese dopo la fine del primo conflitto. Di più, a garanzia del mancato pagamento delle riparazioni di guerra, nel 1923 la Ruhr venne occupata da Francesi e Belgi. Poi venne il Patto di Locarno che perfezionava l'occupazione alleata della riva sinistra del Reno per quindici anni, e la smilitarizzazione da parte tedesca della riva destra per una profondità di 50 chilometri.
L'occupazione venne meno nel 1930, ma la smilitarizzazione restò in vigore.
Data l'esigenza che si prospettava, Hitler necessitava di avere il controllo completo delle industrie di quelle regioni, per convertirne la produzione ai suoi scopi.
Così, il 7 marzo 1936 Hitler rischiò il tutto per tutto e l'esercito tedesco rientrò in Renania.
Hitler stesso ammise che "Le quarantott'ore successive all'occupazione della Renania furono le più snervanti della mia vita". E tante grazie! Vorrei ben vedere.
Se le potenze alleate vincitrice del primo conflitto mondiale fossero intervenute, avevano anche una legalissima scusa pronta: la violazione di tutti i trattati da Versailles in poi, ma non fecero nulla di concreto, ottenendo due risultati negativi: la conversione dell'industria tedesca a fini bellici, prodromo al potenziamento militare per la realizzazione delle mire extraterritoriali di Hitler, e in quest'ultimo cominciò a farsi strada la convinzione (che lui ritenne confermata a Monaco nel 1938) che le potenze occidentali non costituissero un problema per la Germania, perché non intendevano battersi e gli avrebbero lasciato fare tutto ciò che lui voleva.
Vero è che l'esercito francese non aveva, in quel frangente, una forza mobile d'attacco, ma neanche i Tedeschi se per questo.
Anzi, un'immediata attivazione delle pesanti e poco mobili divisioni di fanteria dell'Armee de Terre, prescindendo dalla mobilitazione generale, avrebbe in ogni caso costituito un problema di niente affatto facile soluzione per un esercito tedesco che era in fase di crescita, sì, ma non ancora dotato di quella potenza in termini di forze corazzate e aeree che lo avrebbe fatto diventare, solo quattro anni dopo, quel temibile strumento bellico ai confini della Francia.
In questo caso, un vero POD sarebbe la volontà dello Stato Maggiore francese ad attuare un'offensiva.
Succubi del ricordo della grande guerra e di quello che aveva significato all'epoca un'avanzata, vittime di una vittoria raggiunta a carissimo prezzo, i generali francesi preferivano aspettare il nemico al riparo della Maginot, senza sporcarsi gli stivali di fango. Solo un De Gaulle avrebbe potuto pianificare l'invasione della Germania, ma all'epoca De Gaulle non era ai vertici dello stato maggiore.
Se la Francia fosse intervenuta, non sarebbe certo mancato l'aiuto britannico, e questo avrebbe ulteriormente fatto pendere la bilancia dalla parte delle potenze occidentali, senza contare il fatto che, a quel punto, non escluderei una partecipazione polacca.
Il finale è sempre identico alle precedenti ipotesi.
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1938-39
In questa panoramica di possibili conflitti precedenti al rafforzamento militare della Germania, non inserisco quello che sarebbe potuto scoppiare in occasione del problema dei Sudeti; nel 1938, i Tedeschi avevano già raggiunto un discreto potenziale, e il secondo conflitto mondiale si sarebbe semplicemente anticipato di un anno.
Consideriamo, per finire, l'unica forza endogena capace realmente di azzerare il nazismo in Germania prima che scoppiasse l'immane conflitto: l'esercito.
Se solo l'avessero voluto, i vertici militari tedeschi potevano abbattere il nazismo fra il 1933 e il 1939 (dopo sarebbe stato tutto più difficile), ma Hitler si comprò tutti, o quasi, i generali (e gli ammiragli), fornendogli quello che sognavano da anni: risorse e mezzi per poter finalmente giocare alla guerra come desideravano, solo che poterono giocare per un breve lasso di tempo; dopo dovettero cominciare a fare sul serio.
Tentativi comunque non ne mancarono, ma credo che il più importante fu il complotto per rovesciare la dittatura (o forse solo il dittatore) ai tempi della crisi ceca.
Se fosse riuscito, l'umanità si sarebbe risparmiata quella spaventosa ecatombe che fu la seconda guerra mondiale?
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Ecco il pensiero in proposito di Never75:
A proposito della tua ipotesi sul 1933, non so se le cose in Europa sarebbero andate meglio... A parte che una vittoria polacca sulla Germania la vedrei comunque dura, poniamo che Pilsudski vinca e si annentta altri pezzi di Germania. Sarò cinico ma una Polonia vincitrice e sicuramente dai confini più ampi potrebbe rappresentare per l'Europa (anche se solo in quella dell'Est) un pericolo forse più grande della Germania stessa. Non dimentichiamo che il regime del Pilsudski non era altro che una versione di fascismo alla slava, fortemente antisemita. Per gli Ebrei le cose sarebbero andate (forse) peggio che con Hitler (i polacchi ma tutti gli slavi in generale sono sempre stati tra i più feroci antisemiti: pogrom è una parola russa). Vedrei un pericolo ancora maggiore da un potenziale patto Stalin-Pilsudski sulla divisione dell'Est Europeo in zone di influenza. In questo caso non dubito che le nazioni occidentali (in primis Regno Unito e Francia) avrebbero fatto di tutto loro per riarmare la Germania e poi scatenargliela contro. Così una guerra mondiale l'avremmo (forse) avuta lo stesso anche se magari le conseguenze sarebbero state molto diverse e la guerra decisamente più breve, ed in questo caso la Germania avrebbe vinto.
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Così invece la pensa MAS:
Riguardo al 1933:
Ottima ipotesi, in effetti la Reichswehr (Wehrmacht dal 1935) del 1933 era davvero una ben misera cosa e l'esercito polacco dopo una breve mobilitazione sarebbe stato in grado di giungere a Berlino in 15-20 gg. al massimo anche impiegando "solo" 3-400.000 uomini (cioè la metà del suo esercito) contro 50.000 soldati tedeschi (metà della Reichswehr) e 1-200.000 SA (dotate di solo armamento personale ma praticamente prive d'artiglieria).
Una volta giunti a Berlino i Polacchi avrebbero imposto un governo più morbido e (se fossero stati furbi) non avrebbero avanzato pretese territoriali (al massimo il pagamento delle spese di guerra) e qualche modifica allo statuto della Città di Danzica favorevole alla Polonia; per questo avrebbero dovuto avere il consenso della SdN (Società delle Nazioni), cosa piuttosto difficile in quanto la Polonia sarebbe stata considerata paese aggressore senza peraltro subire alcuna sanzione.
L'unico quesito è il seguente: Pilsudski sarebbe stato così lungimirante da avvertire immediatamente il pericolo (per la Polonia e per il Mondo!) del nazismo e, al tempo stesso, così "filantropo" di fare una guerra al posto di Francia, Regno Unito e Italia?
Si sarebbe, a guerra vinta, accontentato di qualche risarcimento pecuniario o avrebbe preteso compensi territoriali, scatenando ulteriormente il revanscismo tedesco?
Se leggendo il Mein Kampf, nessun politico occidentale capì il pericolo hitleriano, Pilsudski l'avrebbe, lui solo, avvertito?
Riguardo al 1934:
Nel 1934 le avremmo suonate di santa ragione ai "Tunì" (come li chiamiamo a Bergamo), il problema (come disse lo stesso Mussolini) sarebbe stata l'accoglienza dei "liberati" austriaci nei confronti dei "liberatori" italiani (i tedeschi non ci amavano ma gli austriaci ci odiavano).
Non credo che le altra potenze si sarebbero schierate mai con Hitler, Francia e Regno Unito ci avrebbero benevolmente aiutati e, in ogni caso, mica saremmo giunti in Turingia! una volta occupato il Tirolo e penetrati nella Baviera meridionale i generali tedeschi avrebbero estromesso Hitler (Von Papen si era appena dimesso e Hindenburg, per quanto rimbambito, era ancora vivo).
Mussolini, tronfio per l'incredibile successo ottenuto, si sarebbe accontentato del pagamento delle spese di guerra e avrebbe stretto ulteriormente i suoi rapporti coi paesi del patto di Roma (Austria e Ungheria) che sarebbero diventati dei quasi-protettorati italiani; probabilmente a quel punto sarebbe stato sufficiente fare la voce grossa nel '35 con l'Etiopia per ottenere il riconoscimento da parte della SdN di un protettorato italiano su tale stato (in fin dei conti Francia e Regno Unito avrebbero avuto un grosso debito nei ns. confronti).
Tutto sommato questa è la più valida e realistica situazione per la quale facendo una guerra se ne sarebbe evitata un'altra (o anche 2, comprendendo la guerra d'Etiopia e fors'anche 3, visto che l'atteggiamento di un'Italia assai più vicina a Francia e RU sarebbe stato estremamente meno benevolo nei confronti dei rivoltosi spagnoli).
Riguardo al 1936:
I francesi avrebbero avuto la forza di affrontare la Wehrmacht nel '36? Ho qualche dubbio, a meno che avessero avuto il Regno Unito al proprio fianco. Difficilmente si sarebbero imbarcati in un'offensiva in grande stile il Renania; è peraltro vero che in quella regione i tedeschi avevano inviato 3 battaglioni che contro anche solo un corpo d'armata francese e 1 brigata britannica si sarebbero sciolti come neve al sole.
Flandin (Ministro degli Esteri francese), volò a Londra chiedendo il parere inglese, Baldwin (Primo Ministro britannico) gli chiese quali erano le intenzioni francesi, Flandin tornò a Parigi dove il governo decise che la Francia avrebbe messo a disposizione le sue forze armate della SdN per ripristinare la situazione dopo la violazione degli accordi internazionali da parte tedesca, Gamelin (il "generalissimo" francese) ammonì che in caso di guerra la stessa sarebbe stata lunghissima e molto sanguinosa e la Francia, senza la cooperazione britannica non ne sarebbe uscita vincitrice. Conseguentemente il governo francese non proclamò la mobilitazione generale e perse l'ultima seria occasione di fermare Hitler.
In caso d'attacco immediato (anche se effettuato all'inizio della mobilitazione) 150.000 francesi (forza di manovra immediatamente disponibile e già presente in Alsazia-Lorena) si sarebbero dovuti scontrare con 4-5.000 tedeschi, privi d'artiglieria e di mezzi meccanizzati (si trattava di 3 battaglioni di fanteria, dotati per l'occasione di biciclette!!!!!).
Dopo la reazione francese i tedeschi si sarebbero dovuti ritirare immediatamente con le pive nel sacco (probabilmente senza neppure giungere ad uno scontro armato con l'Armée) e quasi certamente i generali tedeschi avrebbero defenestrato Hitler.
Se i tedeschi avessero invece deciso di resistere, la Francia in 30-40 giorni era in grado di mettere in campo 2.500.000 sul solo fronte occidentale (l'Italia era impegnata in Etiopia, la Repubblica Spagnola era, nel marzo del '36, un paese amico ....) contro al massimo 6-700.000 tedeschi; aggiungendo un corpo di spedizione britannico di 100.000 uomini (pochi ma discretamente ben equipaggiati e preparati) e forse anche con l'intervento polacco, la Germania hitleriana sarebbe stata cancellata in pochi mesi.
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Ed ecco ciò che ne pensa Enrico:
L'ipotesi del tuo amico è davvero stuzzicante, ma dopo che i Tedeschi occuparono Praga, qualcuno a Londra decise di reagire, anche se fino a quel momento, e c'è una corrente di pensiero al riguardo, la politica britannica sembra sia stata orientata a far irrobustire la Germania per scatenarla poi contro l'URSS, secondo i concetti geostrategici di Halford Mackinder e nell'interesse per l'impero britannico a far si che nessuna potenza continentale diventasse troppo forte, sino a creare problemi sugli oceani. Se la politica estera britannica segue senza scrupoli questa strada, Hitler sarebbe l'inconsapevole strumento di questa contro la potenza orientale che poteva diventare, un giorno, un grosso cruccio per Londra.
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Prendiamo in considerazione un'alternativa proposta da Basileus TFT:
L'annessione dell'Austria alla Germania fu un momento alquanto delicato e contorto della storia europea. Dolfuss, amico personale del Duce italiano, venne ucciso nel 1934 da un gruppo di militanti nazisti, gettando le basi per la futura caduta sotto al regime nazista. Mussolini fu terribilmente seccato da questo avvenimento e mobilitò un paio di divisioni di alpini sul passo del Brennero,minacciando di intervenire in aiuto dell'Austria in caso di sottomissione alla Germania. Hitler, che era intenzionato a conquistare lo staterello alpino, fece dietrofront e dovette aspettare un paio di anni (quando la situazione politica era cambiata e l'Italia NON era più alleata della Francia) prima di ultimare i suoi piani. ma se invece il dittatore tedesco decide di non farsi mettere i piedi in testa dal Duce ed invade l'Austria?
Grossomodo prevedo i seguenti avvenimenti:
- la Francia resta momentaneamente a guardare
- l'Ungheria, storica alleata dell'Italia,defeziona e magari si allea pure con i tedeschi
- la Polonia,che temeva la Germania,trova un motivo per attaccare e un alleato
- le forze austriache vengono rapidamente sbaragliate e Vienna cade
- l'arrivo delle forze italiane assesta la linea di combattimento lungo Kalenfug e Innsbruck
- Niente guerra di Etiopia.
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Così gli risponde Taximaxi:
Nel 1934 le forze tedesche erano tutto meno che forze armate. Erano troppo impreparate ed un esercito di sole quattro divisioni di alpini sarebbero arrivate molto rapidamente a Vienna, ristabilendo eventuali divisioni interne in seno al parlamento viennese.
Serbi e ungheresi avevano tutto da guadagnare ad andare in aiuto all'Austria, tanto più che erano sotto la nostra sfera di influenza politica ed economica. Il petrolio ungherese era quasi per intero importato in Italia e controllato tutto da aziende italiane.
La Polonia ad entrare in guerra aveva tutto da guadagnare ed era un esercito altamente mobile e preparato (standard dell'epoca).
Gli inglesi con i loro soldi e il blocco navale avrebbero stritolato le velleità di Hitler e tutto sarebbe caduto ad effetto domino sul morale dei lavoratori per quell'epoca ancora non controllate capillarmente dalle SA. Per Hitler la vedo male dopo 2 settimane e al secondo mese... Kaputt!!!
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Ed ecco cosa ribatte MAS:
Abbiamo parlato più volte di un intervento italiano a fianco dell'Austria, per esempio nelle 4 occasioni storiche mancate di attaccare la Germania prima del '39:
- nel 1933 i polacchi (ci pensarono);
- nel 1934 gli italiani;
- nel 1936 i franco-britannici al momento della rioccupazione della Renania (grande
occasione mancata);
- nel 1938 gli anglo-francesi in soccorso ai cechi in caso di un mancato accordo
di Monaco.
Ciò che fermò Mussolini fu la mancata invasione tedesca e la sensazione che gli austriaci (in quel momento a forte maggioranza anti-tedeschi) avrebbero accolto a fucilate i "liberatori" italiani: eravamo alleati con Austria e Ungheria ma a livello di governi, il popolo austriaco ci odiava più di quanto odiasse i cugini del Nord.
Se comunque si fosse giunti ad una guerra italo-tedesca nell'estate del '34, probabilmente avremmo avuto gli ungheresi al nostro fianco ed i polacchi pronti a colpire i tedeschi al primo segno di cedimento; i franco-britannici avrebbero condannato l'aggressione tedesca ma non ci avrebbero aiutati militarmente in quanto in quel momento storico non avevano ancora capito il pericolo (a medio-breve termine) rappresentato dalla Germania nazista.
Sul piano militare eravamo nel '34 immensamente meglio armati ed organizzati rispetto ai tedeschi, ma non va sottovalutato il potenziale industriale germanico (triplo rispetto al ns. e lo spirito dei tedeschi; anche con l'esercito austriaco e quello ungherese al nostro fianco (e sperando in un atteggiamento non troppo ostile da parte della popolazione austriaca), non sarebbe stata una passeggiata.
Ipotizzando che la guerra scoppi nei giorni immediatamente seguenti il 25/07/34, con l'invasione da parte tedesca dell'Austria e il conseguente intervento d'Italia il 28 e dell'Ungheria il 30 luglio, con la dichiarazione franco-britannica di non belligeranza del 31 (pur con una condanna dell'invasione tedesca), gli italiani si scontrano nel Tirolo e tra Stiria e Carinzia coi tedeschi che hanno occupato il Voralberg, il Salisburghese e l'Austria (Bassa e Alta con Vienna), mentre il Burgenland viene occupato dagli ungheresi che si scontrano già il 31 con le prime colonne tedesche nei sobborghi orientali di Vienna, mentre il grosso dell'esercito austriaco si liquefa (anticipando, per intenderci, il nostro 8 settembre) con qualche isolata resistenza; nelle stesse ore le nostre truppe giungono a contatto coi tedeschi nei pressi di Innsbruck e solo alcuni giorni nella zona a sud di Graz.
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Ora, un'altra proposta del buon MAS:
Dopo il fallito putsch di Vienna, Mussolini si allontana da Hitler (per la verità, considerava il Caporale "Boemo" un emulo di II categoria) e decide (con l'appoggio di Londra e Parigi, colti incredibilmente da un momento di chiaroveggenza) di favorire il ritorno degli Asburgo a Vienna e Budapest; il maggior oppositore si palesa in Benes che dichiara: "Meglio Hitler a Vienna che un Asburgo!"
Mussolini durante un incontro con gli ambasciatori di Francia, Regno Unito, Austria e Ungheria, palesa il suo pensiero a fine agosto '34: l'Italia rinuncia alle sue mire verso i balcani e l'area danubiana ma non può permettersi di vedere l'area cadere nelle mani dei tedeschi o, spezzettata sotto il dominio francese; deve quindi sorgere una potenza regionale, non abbastanza forte da sopraffare i paesi vicini ma sufficientemente potente da resistere alla penetrazione economico-politica della Germania, ergo l'Impero Austroungarico va ricostituito, sotto forma federale e dovrà essere amico dell'Italia e di Francia e Regno Unito.
L'ideale, prosegue Mussolini, sarà di attrarre anche la Cecoslovacchia in questa federazione, per sottrarla ad un futuro attacco tedesco (e all'alleanza con la Francia); l'Italia in cambio (garantendo il nuovo stato con Francia e RU) chiede mano libera in Etiopia ed il riconoscimento della preminenza degli interessi italiani in Albania.
Dopo lunghi tentennamenti, malgrado le proteste di Praga (e più leggere di Bucarest e Belgrado), gli anglo-francesi acconsentono e il 4 novembre 1934, Otto d'Asburgo è proclamato Re d'Ungheria, Schuschnigg lo stesso giorno indice un referendum in Austria che si svolge a fine novembre e vede il successo clamoroso della monarchia, il 14/12 a Vienna Otto viene incoronato Imperatore d'Austria.
Le proteste ceche e tedesche non impediscono al nuovo stato di progredire e di vedere affermata una moderata democrazia; l'Italia è il primo partner commerciale e i rapporti tra Francia, RU e Italia si rinsaldano; nell'ottobre del 1935 dopo una pesante disputa diplomatica con forti tensioni alle frontiere, RU e Francia costringono Addis Abeba a riconoscere un larvato protettorato italiano.
Hitler vedendo la strada sbarrata a sud anticipa i tempi nella contesa dei Sudeti (profittando del raffreddamento dei rapporti tra Praga e Parigi) e la crisi ha inizio nel '36; nel marzo la militarizzazione della Renania ha comunque successo, per le paure dei generali francesi, malgrado Mussolini si sia dichiarato disposto a supportare la Francia con tutti i mezzi a disposizione e la Federazione Danubiana (così si chiama il nuovo stato asburgico) avesse promesso il permesso di passaggio alle truppe dell'Intesa (così si chiama la non dichiarata alleanza tra RU, Francia e Italia).
Nel luglio del '36 scoppia la guerra civile spagnola, Mussolini non appoggia i rivoltosi (Hitler sì, ma con poca roba, soprattutto aerei) e l'Intesa avvia una forza di interposizione (Mussolini ottiene la promessa che a Madrid verrà creato un governo moderato e al più presto si farà un referendum istituzionale); mentre l'Intesa è impegnata militarmente e politicamente in Iberia, Hitler alza i toni contro i Cechi: a fine settembre Benes si dimette e viene sostituito da Masaryk che con un colpo a sorpresa invita Otto ad assumere il trono di Venceslao e propone una costituzione federale a quattro (Cechia, Slovacchia, Rutenia e Cechia austriaca, meglio conosciuta come Sudetenland).
Il 1 ottobre, Hitler ordina l'attacco alla Cecoslovacchia (che ancora formalmente non ha aderito alla Fed. Danubiana, dato che il referendum dovrebbe tenersi il 12/10/36.
La mattina del 3/10 Italia, RU, Francia e Federazione Danubiana presentano congiuntamente un ultimatum alla Germania, con scadenza alle 17.00 del giorno stesso; la risposta di Hitler è sprezzante e la guerra ha inizio.
Sarà di brevissima durata: la notte stessa, un Putsch ordito dalle Forze Armate tedesche porta all'uccisione di Hitler e all'arresto di tutti i suoi principali collaboratori; alle prime luci dell'alba il nuovo governo militare tedesco chiede all'Intesa di non iniziare i combattimenti e alla Cecoslovacchia propone il cessate il fuoco, assicurando entro 72 ore di completare il rientro delle forze tedesche nei confini del Reich.
Mentre in Germania si susseguono gli arresti dei Nazisti i governi dell'Intesa decidono di accettare la proposta tedesca; la Germania pagherà per i danni arrecati alla Cecoslovacchia ma riotterrà il Togo (compresa la parte assegnata al RU) come prova di buona volontà da parte dell'Intesa (che in colloqui riservati dichiara che appoggerà richieste ragionevoli da parte tedesca su Danzica e Memel, in cambio dell'entrata della Germania nell'Intesa stessa).
Nei primi giorni del '37 RU, Francia, Italia, Federazione Danubiana, Germania, Spagna e Albania danno vita alla Comunità Europea e al Consiglio di Difesa Europeo (in funzione antisovietica, ma anche per contrastare USA e Giappone); Mussolini, negli stessi giorni da il via ad una serie di limitate riforme per il ritorno (guidato) ad un regime semi-democratico.
Dopo varie vicende, che non sto a raccontarvi, morirà d'infarto sul finire dell'aprile del '45 durante una breve vacanza sul lago di Como, alla guida di un aereo dove viaggiava la sua amante Claretta Petacci che morirà nell'incidente.
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Questa è la risposta di Never75:
Davvero una bella ucronia, MAS! Un'unica cosa: non sono tanto ottimista sul putsch anti-hitleriano e sul riavvio della democrazia con Mussolini vivente. Mi immagino piuttosto una situazione di isolamento alla Franco. In più dovremo vedercela coi nazionalismi in Africa, tra Gheddafi e Hailè Selassiè...
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L'interessato risponde:
Anche senza putsch, l'esercito tedesco dell'ottobre '36 era ben misera cosa, rispetto a quello del settembre '39, probabilmente avrebbe avuto seri problemi a far fuori i cecoslovacchi (nel '38 non è certo sicuro che li avrebbe fatti a fette come fece l'anno dopo coi polacchi); se ci metti Regno Unito, Francia, Italia e Austria-Ungheria, (impreparati finche vuoi, ma pur sempre in grado di mettere in campo, in un mese, un esercito reale di oltre 8.000.000 di uomini contro i 1.000.000 tedeschi) le avrebbe prese di santa ragione (ricordiamo che la coscrizione obbligatoria era stata decretata in Germania il 16/03/36, cioè 7 mesi prima; il Fronte di Stresa, senza avventure italiane in Africa Orientale e in Spagna, avrebbe retto e non ci sarebbe stato alcun accordo navale tra III Reich e Regno Unito, e in ogni caso nessuna grande nave tedesca era in linea, dato che solo le 3 "Deutschland" erano in linea).
Ergo, se i generali pensarono seriamente di far fuori Hitler nell'autunno del '38 se avesse realmente attaccato la Cecoslovacchia (contro solo Regno Unito e Francia e con Italia, Polonia e Ungheria, quanto meno ben disposte nei confronti della Germania), figuriamoci cosa avrebbero combinato nel '36 contro mezzo mondo e senza accordi con l'URSS.
Comunque anche in caso di guerra reale, nel '36 la Germania avrebbe perso alla grande (probabilmente anche Polonia, Spagna ed altri ancora, si sarebbero schierati contro il III Reich).
Sull'altro punto, non credo che Mussolini si sarebbe isolato alla "Franco"; uscito vincitore della II Guerra Mondiale (indolore o meno), ottenuto il protettorato sull'Etiopia, avrebbe fagocitato l'Albania (magari con un altro protettorato) e si sarebbe fatto palladino della Cina contro il Giappone (fino al '37, fummo i maggiori fornitori di aiuti militari ai cinesi) e avrebbe spinto per una maggiore penetrazione nei Balcani.
Senza essere spalleggiato da Hitler (che nella nostra Timeline era la maggior preoccupazione di Francia e Regno Unito), non si sarebbe imbarcato in imprese folli col rischio di trovarsi da solo contro queste potenze: visto l'incredibile consenso di cui avrebbe goduto, probabilmente avrebbe sciolto il problema della diarchia, proclamando la repubblica divenendone il capo a vita e in senilità (negli anni immediatamente precedenti alla sua morte, quando il suo aereo si schiantò contro il cancello di Villa Belmonte) dopo aver rotto con monarchici e liberal-conservatori, avrebbe fatto delle aperture "a sinistra".
La lotta di successione avrebbe visto quattro uomini in lizza: Ciano, conservatore e favorevole ad un ritorno della monarchia; Bottai, più socialisteggiante (corporativismo) e più freddo nei confronti della monarchia; Balbo, sincero amico di Umberto di Savoia e personalità effervescente; Grandi, monarchico e liberaleggiante.
Umberto II, reintegrato e spinto da Maria José, alla fine avrebbe ottenuto dal nuovo Duce un lento ritorno alla democrazia liberale (alla spagnola, senza contraccolpi e con un forte culto della personalità per la Buon'anima, il Cavalier Benito Mussolini).
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Sempre Enrico ha avuto un'altra idea:
Dopo aver pensato alle ucronie per eliminare il nazismo prima che facesse troppi danni, la mente mi è andata all'ultima parte di quelle ucronie, quando affermo che nel 1938 Hitler si sentiva talmente forte da potersi permettere di sfidare gli altri paesi europei durante la crisi dei Sudeti. Ed ecco la mia nuova idea.
Il POD è che le cancellerie di Francia, Regno Unito e Unione Sovietica dicano a Hitler, senza mezzi termini: "Ora basta! L'Austria è stata una cosa ignobile ma è passata, ora, però, basta!"
Non è importante che ci sia determinazione da parte del governo di Praga nel voler mantenere la propria indipendenza (abbiamo visto come sono stati tenuti in considerazione a Monaco), piuttosto è la volontà delle altre nazioni a non voler acconsentire ad ulteriori ampliamenti della sovranità tedesca, che modifica la storia reale. Hitler non ci sta, e attacca la Cecoslovacchia. Il piano in questione, il Fall Grün, prevedeva la data dell'attacco il 28 settembre 1938, dal quel momento s'inizia a fare sul serio in Europa.
Probabile corrispondenza con il processo cronologico dell'estate successiva? Diciamo che il 29 settembre c'è l'ultimatum franco-britannico, e il 30 le dichiarazioni di guerra al Reich. Cosa fa Mosca? In teoria, dovrebbe entrare in guerra, ma non ha confini diretti con la Germania.
E poi abbiamo il resto dei paesi europei, in primis coloro che approfittarono dello smembramento della Cecoslovacchia, cioè a dire Ungheria e Polonia, e quest'ultima confina con direttamente con l'URSS.
Se la Polonia interviene a favore della Germania (possibilità molto remota) l'URSS l'attacca da Ucraina e Bielorussia; se si schiera con gli "Alleati", bisogna vedere se Varsavia è d'accordo a far transitare i reparti dell'Armata Rossa per combattere la Germania. In aggiunta, ricordiamo la nostra posizione: non c'è il Patto d'Acciaio, ma non possiamo definirci più tanto amici di Parigi e Londra. D'altra parte, non lo siamo ancora di Berlino, e il nostro problema immediato è la partecipazione alla guerra civile in Spagna (dove siamo teoricamente avversari di Francia, Regno Unito ma, soprattutto, dell'URSS). Non dimentichiamoci anche l'impegno dovuto alla "pacificazione" del nostro neonato impero. Certo, una volta che Mussolini non può fare più da propositivo paciere, quale atteggiamento mantiene? Non belligeranza? Scende a fianco di Hitler? Oppure pensa che all'Italia convenga eliminare questa "copiatura" del nazismo? Se le cose vanno come nel secondo conflitto, Italia, Polonia, Ungheria, e URSS restano a guardare. La Cecoslovacchia dispone di forze armate robuste, e di un sistema di fortificazioni, proprio nei Sudeti, molto efficace, nonostante ciò, quanto avrebbero potuto resistere? Ammettendo che prima di Natale i Tedeschi sono a Praga, si volgeranno ad occidente o s'impegneranno in Polonia? Io direi la prima, per il momento, anche se non possiamo escludere un accordo con Mosca per la spartizione di quella nazione anche a conflitto già scoppiato. Se l'inverno del 1939 si presenta mite (bisognerebbe trovare notizie al riguardo), il piano Sichelschnitt (o Fall Gelb) potrebbe venire attuato prima, e i risultati credo sarebbero molto simili. Nella primavera del 1939, il panorama europeo troverebbe la Germania che regna sovrana su tutta la Cecoslovacchia, Paesi Bassi, Belgio e metà della Francia, a questo punto potrebbe dedicarsi alla Polonia (vedi accordo con Mosca di cui sopra), anche se i Britannici la distrarrebbero al Nord, pressando sulla Norvegia con i campi minati, ma giungendo pure ad invaderla, se necessario.
Ricordo, inoltre, il contesto industriale dei paesi in gioco: la Germania, nel settembre 1938 è, senza dubbio, sull'onda del potenziamento, ma la Gran Bretagna? Credo che il riarmo del Regno Unito sia appena iniziato o inizierà dopo il marzo del 1939. Naturalmente ringrazio Never75 e MAS per i costruttivi interventi e le interessanti notizie in relazione alle ucronie che ho pensato.
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Postilla di MAS...:
Grazie. Posso aggiungere alle tue
considerazioni che nel 1938 il piano per l'invasione della Francia attraverso le
Ardenne non era ancora pronto, ma i tedeschi avrebbero quasi certamente usato l'OKH
Plan (sviluppato effettivamente nel '39), che prevedeva l'attacco frontale in
Belgio, con pochissime forze indirizzate contro l'Olanda; contro questo piano
era basata tutta la strategia anglo-francese (senza l'illuminazione di Manstein,
i tedeschi si sarebbero arenati in Belgio e probabilmente avrebbero perso sul
lungo termine la guerra già nel
1941). Era un piano privo di fantasia e, quasi certamente, non avrebbe portato a
nessun sfondamento, al massimo, in modo uniforme, gli alleati sarebbero
arretrati (sotto pressione tedesca) dalla lines Dyle, a quella sulla Schelda e
(ma proprio al massimo), in seguito, a quella sulla sulla Somme (che era anche
l'obiettivo finale del piano tedesco).
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... cui Enrico risponde:
Proprio a questo proposito, a me risultano due diverse notizie riguardo il concepimento del piano Sichelschnitt: una afferma che Manstein lo studiò durante il periodo che, in qualità di capo di Stato Maggiore, venne assegnato nello staff di von Rundstedt, all'epoca (1° aprile 1939) comandante del settore orientale. Ma se era impegnato a fare piani contro la Polonia (e si vide di cosa fu capace di far fare alle truppe tedesche sulla Vistola), come faceva ad occuparsi di una campagna ad occidente ancora la da venire? Un'altra fonte, invece, dice che siccome il Fall Gelb (prima stesura di questo, ottobre 1939) offriva un ruolo modesto alla sua unità, Manstein decise di modificarlo e che riuscì a convincere Hitler della cosa durante un pranzo offerto dal dittatore a Berlino, dopo che sia von Brauchitsch che Halder avevano respinto le sue proposte. Ma a convincere Hitler, più che la "sorprendente coincidenza di vedute" può essere stata la sensata osservazione che ormai gli Alleati erano venuti a conoscenza del piano e, dunque, sarebbe stato più saggio cambiarlo.
Sappiamo, infatti che il 10 gennaio 1940, a causa della nebbia, un aereo tedesco con a bordo due ufficiali era stato costretto a un atterraggio di emergenza in Belgio, in prossimità di Malines, sulla Mosa; uno degli ufficiali portava con sé un plico di ordini operativi destinato al gruppo di armate B, plico che non riuscì a distruggere completamente prima di essere catturato. In base a quanto riportato negli ordini operativi, i Francesi ebbero la conferma delle intenzioni tedesche e delle relative manovre; manovre già previste dal generale Gamelin. Così i Franco-Britannici misero a punto il Piano Dyle. Fra parentesi, alla teoria che il Fall Gelb sia stato volutamente fatto arrivare nelle mani degli Alleati, mediante questo incidente, in modo da coglierli alla sprovvista con una manovra del tutto diversa, forse ci sarebbe da crederci. Ma lasciamo stare questo fatto.
Se dunque, nell'inverno del 1939 non abbiamo il Fall Gelb, né tantomeno il Sichelschnitt, come si sviluppa la guerra? I Tedeschi attaccano la Maginot? Le conclusioni di MAS le avrebbero tratte anche allo OKH. Limitarsi a fare una guerra di bombardamenti? Io propendo per l'ipotesi del Fall Gelb studiato, stavolta, nell'autunno del 1938, in pratica un piano Schlieffen aggiornato. MAS, tu pensi che, solo contando sulle previsioni di Gamelin e del suo Stato Maggiore, anche senza l'incidente aereo (dando per scontato che sia stato un vero incidente) i Tedeschi finiscono per impantanarsi in Belgio?
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E MAS replica:
Osservando il Fall Gelb (ipotizzando che questo piano venga utilizzato nell'inverno del '38 o nella primavera del '39 dai tedeschi per attaccare la Francia), si evince che il suddetto è un piano prevedibilissimo e (con le forze tedesche del '38, prive dei carri e delle artiglierie di produzione Ceca) facilmente contrastabile anche dagli elefantiaci comandi franco-britannici; in un cozzo frontale tra il meglio dell'esercito francese e quello tedesco (coi francesi appostati dietro i fiumi (Schelda, Mosa, Dyle) i primi sarebbero quasi certamente usciti vittoriosi.
Ricordiamoci che nel '40, con "l'azzardo Ardenne" i tedeschi ottennero una notevole supremazia quantitativa e qualitativa locale contro la 2a e 9a armata francese, evitando d'attaccare le ben più robuste 1a, 7a e BEF (che erano penetrate in Belgio e addirittura in Olanda) se non dopo lo sbandamendamento generale ottenuto dal raggiungimento della costa nei pressi d'Abbeville.
Immaginatevi invece che lo scontro avvenga contro la 1a, la 7a e il BEF, sono cavoli amari per i tedeschi; difficilmente otterranno uno sfondamento decisivo, al massimo avrebbero costretto i franco-britannici ad un lento e manovrato ripiegamento sulla Somme.
È d'altronde provato che i tedeschi avrebbero dovuto attaccare subito: l'Italia neutrale, la Polonia infidamente neutrale, l'URSS un'incognita (probabilmente nel 1938/39 assai più vicina agli Alleati che ai tedeschi visto che non ci sarebbe stato alcun Patto Molotov-Ribbentrop), le rotte marittime totalmente bloccate dai franco-britannici; le risorse tedesche sarebbero calate a livelli pericolosissimi, senza un'azione decisiva ad occidente o ad oriente entro i 6-9 mesi dall'inizio delle ostilità (i Cechi avrebbero offerto una resistenza superiore a quella opposta dai polacchi resistendo almeno 50-60 giorni ai tedeschi).
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Ancora Enrico:
Io mi trovo concorde con le tue analisi, specie quelle relative alla resistenza dei Cecoslovacchi. Allora vediamo di trovare uno sviluppo a questa situazione. Liquidata la Cecoslovacchia, anche se ad un prezzo non proprio di sconto, Hitler deve scegliere: attacco a Est o a Ovest? La prima soluzione, Polonia, consentirebbe di risolvere l'annoso problema del Corridoio, ma comporta il rischio, se non si fa un accordo con Stalin, di provocare la reazione sovietica. Considerando tutti i problemi dell'Armata Rossa, e le presumibili batoste che la Wehrmacht le elargirebbe all'inizio, è pensabile che ai Sovietici finisca come durante la prima fase della guerra in Finlandia, ma per quanto tempo?
E poi, non è detto che Stalin intenda attaccare. Non dimentichiamo quello che disse a Churchill, nell'agosto del 1942, durante una visita dello statista britannico a Mosca. Tanto per chiacchierare fra di loro (fecero un'ucronia a tutti gli effetti) ipotizzarono cosa sarebbe stato necessario all'URSS per aiutare (e non dividersi) la Polonia. La risposta fu che in quel frangente ai Sovietici sarebbero occorse 300 divisioni, e nell'autunno del 1939 Stalin non aveva tali forze. Perciò, è probabile Stalin non attacchi, ma nulla vieta che si realizzi un patto Molotov-Ribbentrop, con tutte le fatali conseguenze per Varsavia.
Un impegno ad Est potrebbe, però, indurre gli occidentali ad attaccare e allora meglio pensarci; e poi la Polonia, per quanto infida, può aspettare. Scartata l'azione sulla Maginot, resta un piano che nulla toglie possa essere messo in discussione sempre da Manstein (autore di qualche magnifica manovra in Moravia?) e così torniamo ad un tipico esempio di "contrapposizione di secondo ordine", con le conseguenze strategiche simili della nostra Timeline. D'altra parte, un attacco che alla fine fallisca e che produca un'anticipata fine di Hitler e della Germania nazista, mi sta benissimo!
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MAS ha anche pensato ad una cronologia con tutti i possibili sviluppi della Crisi dei Sudeti che degenera:
20/05/38 - La Cecoslovacchia (C. d'ora in poi) viste le pressioni tedesche proclama una mobilitazione parziale.
30/05/38 - Hitler fissa per il 1 ottobre la data ultima entro la quale risolvere il problema dei Sudeti (Fall Grün).
Settembre 1938 - Sia i tentativi di trattative tra il governo Ceco e gli indipendentisti del SdP che i tentativi di mediazione di Chamberlain e di Mussolini falliscono.
23/09/38 - La C. proclama la mobilitazione generale.
01/10/38 - Senza alcuna dichiarazione di guerra (un falso attacco alla stazione radio di Retz, in Austria, viene inscenato dalle SS), le forze armate tedesche attaccano la C..
03/10/38 - Francia (F.) e RU presentano (separatamente) un ultimatum
a breve scadenza alla Germania (G.) e conseguentemente dichiarano guerra in giornata alla stessa.
Nella stessa giornata l'Italia (I.) proclama la "non belligeranza"; nei giorni seguenti, Polonia (P.) e Ungheria (U.), pur dichiarando di
avere dei contenziosi territoriali con la C. annunciano la loro totale neutralità.
07/10/38 - Forze francesi occupano alcuni villaggi di frontiera nella
Saarland e nel Palatinato.
L'URSS dichiara di non potere in alcun modo aiutare la C. (con la quale ha accordi militari) non avendo confini diretti con la G.;
segretamente invita F. e RU ad inviare plenipotenziari per stringere un'alleanza militare.
10/10/38 - I tedeschi superano in più punti la linea fortificata ceca ancora in costruzione.
18/10/38 - Le forze armate ceche iniziano un ripiegamento verso la Slovacchia.
28/10/38 - Dopo strenui combattimenti cessa la resistenza di Praga, il grosso delle forze ceche si è ormai ritirato in Slovacchia, relativamente integro; durante i combattimenti muore il generale tedesco Manstein.
12/11/38 - Dopo aver minato le acque norvegesi, forze anglo-francesi sbarcano in vari porti norvegesi, senza incontrare alcuna resistenza; il governo norvegese protesta vivamente ma non dichiara guerra agli alleati, l'occupazione totale del paese sarà eseguita entro fine mese, l'esercito norvegese viene consegnato nelle caserme ma non disarmato.
13/11/38 - In risposta all'azione alleata, truppe tedesche occupano, senza colpo ferire, la Danimarca; nei giorni seguenti gli anglo-francesi occupano i possedimenti danesi nell'Atlantico del Nord.
14/11/38 - Forze anglo-francesi lanciano una limitata offensiva nella Saarland (la linea Sigfrido non è praticamente ancora stata realizzata, i lavori nella nostra Timeline iniziarono nel '38 e terminarono verso la fine del '40), occupando alcuni importanti centri minerari e industriali; dietro pressione di Gamelin, l'offensiva viene interrotta il 18/10; Hitler ritira 2 divisioni dal fronte orientale e una divisione dalle frontiere polacche per contrastare quest'offensiva.
25/11/38 - Inizia il ripiegamento delle forze anglo-francesi dietro la linea Maginot che viene terminato entro fine mese.
26/11/38 - La Wehrmacht lancia una grossa offensiva contro le forze ceche arroccate sui monti slovacchi.
03/12/38 - Si evidenziano forti segni di cedimento nell'esercito ceco; nella stessa giornata P. e U. annunciano di voler occupare i territori rivendicati per sottrarli al controllo di una terza potenza, il governo ceco ordina lo sgombero di queste aree da parte del proprio esercito e dei propri funzionari (stranamente le G. non aveva occupato Teschen lasciandola, isolata sotto il controllo ceco).
05/12/38 - Il governo ceco abbandona la C. ed il generale Syrovy è incaricato di trattare la resa delle forze armate ceche; nella stessa giornata Monsignor Tiso proclama a Bratislava l'indipendenza della Slovacchia.
08/12/38 - Viene firmato il "cessate il fuoco" tra G. e C.; il governo ceco in esilio da Londra annuncia la prosecuzione delle ostilità con la G..
19/12/38 - Hitler approva il piano d'invasione ad occidente "Fall
Gelb" che prevede un attacco frontale invernale in Belgio (B.) ed ha come obiettivo il raggiungimento del fiume Somme entro l'estate del
1939 e rimanda ad ulteriori studi l'attacco finale alla F. previsto al più presto nel 1941. Le scorte di materie prime in G. sta
velocemente calando e l'assedio navale franco-britannico sta avendo successo (la Kriegsmarine nel '38 era ancor più debole di quella
del '39/40 nella ns. LT); visto il fallimento di trattative commerciali con l'URSS, l'unica soluzione è un forte attacco ad
occidente, che peraltro il Fall Gelb non prevede, viene comunque scartata l'idea di un attacco diretto all
Maginot.
Vengono inoltre scartate ipotesi di attacco alla P. (certi di una reazione sovietica e tutto sommato visti i discreti rapporti tra P. e
G.), all'U. e all'I..
29/12/38 -L'OKH presenta un nuovo piano che prevede alcune modifiche rinforzando l'ala sud dello schieramento d'attacco (direzione Liegi-Namour), sperando di colpire lo schieramento francese in una zona meno guarnita; la data per l'attacco viene fissata per 12/01/39.
12/01/39 - La G. inizia l'invasione di B., Olanda (O.) e Lussemburgo (Lux.); nella stessa giornata forze franco-britanniche entrano in Belgio e l'11 in O..
15/01/39 - Le forze tedesche raggiungono in più punti la linea D e si scontrano contro una forte resistenza alleata; le forze olandesi si rifugiano nella "Fortezza Olanda" mentre a sud la 7a armata francese occupa il Brabante olandese, mantenendo i contatti con le forze olandesi.
19/01/39 - Forze tedesche superano la Mosa nei pressi di Namour, al centro-sud dello schieramento francese.
21/01/39 - Visto il fallimento delle controffensive francesi, Gamelin ordina alla 7a armata di abbandonare l'O. meridionale e di rinforzare lo schieramento in B.
23/01/39 - la 6a armata (tenuta di riserva) parte della 7a e della 3a, raggiungono il saliente di Namour e riescono a bloccare l'offensiva tedesca; nella stessa giornata il governo olandese si rifugia a Londra, l'O. si arrende il 24/01.
28/01/39 - Grande controffensiva francese nella zona di Namour, dopo 10 giorni di sanguinosi combattimenti, i tedeschi ripiegano dietro la Mosa.
30/01/39 - Iniziano colloqui segreti tra I. e alleati per un'alleanza antitedesca (l'I. inizia il ritiro totale delle sue forze dalla Spagna dove, comunque i Nazionalisti stanno vincendo); nello stesso giorno, con una mossa a sorpresa, Hitler propone all'URSS un patto di non aggressione che viene però respinto inizialmente respinto da Stalin.
Febbraio 1939 - la guerra languisce tra le trincee in B.
11/03/39 - I franco-britannici lanciano un'offensiva verso Liegi che viene respinta dai tedeschi entro fine mese.
06/04/39 - L'I. occupa l'Albania (con la benedizione degli alleati).
10/05/39 - Grande offensiva tedesca tra Namour e Lovanio che costringe gli alleati a ritirarsi in modo ordinato sulla Somme, raggiunta dai tedeschi solo il 22/06; le linee si stabilizzano attorno alla fine di luglio.
23/08/39 - Viene firmato il Patto di non aggressione tra G. e URSS, i sovietici ottengono mano libera in Finlandia, Bessarabia, Paesi Baltici e P. orientale in cambio di ingenti forniture alla G..
Agosto/Novembre 1939 - Il fronte resta stazionario mentre la situazione economico-produttiva tedesca si fa sempre più grave (malgrado inizino ad arrivare forniture dall'URSS), il malcontento aumenta sempre più sia tra la popolazione che tra le forze armate tedesche.
29/10/39 - Jugoslavia e URSS firmano un patto di mutua assistenza.
30/10/39 - A seguito di presunti incidenti di frontiera, l'URSS attacca la Finlandia, che resiste validamente.
01/11/39 - L'I. propone una conferenza internazionale per porre fine alla guerra, essa dovrà rivedere tutti i punti del patto di Versaglia [nell'I. fascista nessuno avrebbe mai scritto Versailles], pur essendo imprescindibile l'indipendenza della Cechia.
04/11/39 - Visto che la proposta italiana è stata rigettata dalla G. mentre F. e RU si erano dichiarate disposte a trattare, l'I. dichiara guerra alla Germania, ma a parte qualche sparatoria e qualche scambio d'artiglieria il nostro esercito non compie alcuna azione contro la G..
08/11/39 - Mentre si sta recando sul fronte alpino, Hitler resta vittima di un attentato (cui non sono estranei gli alti comandi dell'OKH) a Monaco di Baviera.
09/11/39 - Le forze armate prendono il potere in G.; Blomberg assume la presidenza e von Brauchitsch cancelliere con von Papen ministro degli esteri; immediatamente viene chiesto il cessate il fuoco agli alleati e all'I..
11/11/39 - Mussolini, Daladier e Chamberlain si riuniscono a Parigi e, malgrado la forte resistenza francese che avrebbe voluto proseguire le ostilità sino alla totale occupazione della Germania, propongono alla G. il seguente accordo armistiziale:
- la G. sgombererà entro 10 giorni tutti i territori occupati in F., B.,
O. e Lux., che saranno rioccupati dagli alleati;
- le forze armate tedesche sgombereranno la Renania (entro 15 giorni) e si ritireranno a 50 km a destra del fiume Reno; la Renania e la Saar
(pur restando sotto amministrazione civile tedesca) saranno sottoposte all'occupazione militare franco-britannica sino alla firma
del trattato di pace;
- viene garantito che nessuna amputazione territoriale sarà richiesta alla G. rispetto ai confini del 1937;
- la C. e l'Austria dovranno essere completamente evacuate dalla G. entro 15
giorni; saranno sottoposte al controllo civile-militare italiano (Austria) e italo-franco-britannico (C.);
- entro 12 mesi, si svolgeranno plebisciti in Austria e nei Sudeti per decidere il futuro di questi Paesi;
- la G. evacuerà la Danimarca entro 15 giorni;
- la G. inizierà immediatamente la smobilitazione e tutte le navi di superficie e i sottomarini tedeschi rientreranno nelle loro basi.
12/11/39 - Plenipotenziari di ambo le parti firmano l'armistizio a Reims; in un incontro tra Mussolini, Daladier, Chamberlain e von Papen, viene promesso alla Germania un trattamento di favore (addomesticando nel caso i risultati dei plebisciti in Austria e Sudeti e cedendo alla G., previo plebisciti, Danzica e Memel) in caso la stessa si schieri con gli alleati nel caso di una sempre più probabile guerra anti-bolscevica.
Continua...
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Enrico Pellerito a questo punto riapre il discorso:
Riguardo alla mia ucronia su una reazione ferma e decisa all'intenzione di Hitler di occupare i Sudeti, vi consiglio questo link, dove viene espressa un'interessante opinione riguardo la possibilità di una simile evenienza. Non si tratta di un'ucronia, bensì di un'ipotesi che si basa su dati e notizie reali; il tutto consente di avere un quadro più chiaro della situazione europea in quel dato periodo.
Fermo restando che le ucronie sono e restano interessanti, alcune delle forzature immaginate a volte non tengono conto di un fatto: che le opzioni di scelta prospettatesi nel tempo, sono state poi valutate dai leader in base a informazioni loro fornite; e questo ha quindi influenzato le decisioni prese. Le dette decisioni hanno successivamente indirizzato in un determinato "verso" le cose.
Non che fosse tutto già scritto, ma probabilmente non si può prescindere dal fatto che le decisioni, in parecchi casi, avevano una e una sola logicità. La scoperta dell'acqua calda!! Che ne pensate?
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MAS è pronto a rispondergli:
Non sono del tutto d'accordo con l'analisi fatta su warfare.it; i tedeschi avevano si nel '38 6 div. cor. ma armate quasi esclusivamente di PzI un carro leggero che rivaleggiava coi ns. L.35; nel 39 le 6 div. cor. disponevano di PzII (un poco meglio dei ns. M.11) ma anche di PzIII (un ottimo carro medio) e di un migliaio di Skoda.
Anche dal punto di vista aereo, la situazione era nella realtà migliorata per i tedeschi che ora disponevano di molti più Bf-109 e Ju-87; in ogni caso la guerra non si vince in aria.
Sui mari la Germania aveva fatto entrare in linea (tra il 09-38 e il 09-39), 2 incrociatori da battaglia e 2 incrociatori pesanti oltre a vario naviglio minore, migliorando nettamente il rapporto contro gli Occidentali.
Che Ungheria, Polonia e Romania entrassero in guerra a fianco della Germania è pura speculazione, anzi: la Polonia era alleata della Francia e sarebbe rimasta alla finestra, occupando al massimo Tesin nelle ultime ore prima dell'arrivo dei tedeschi; la Romania non aveva contenziosi territoriali con la Cecoslovacchia ed era in ottimi rapporti coi francesi (le sue preoccupazione venivano da Est, l'URSS), l'Ungheria, formalmente alleata dell'Italia, sarebbe rimasta alla finestra, anche lei, al massimo, avrebbe occupato parte della Slovacchia e della Rutenia subcarpatica solo poco prima dell'arrivo dei tedeschi.
L'Italia, nel '38, non era alleata dei tedeschi (aveva da poco firmato il Gentlemen's Agreement e gli accordi di Pasqua con il Regno Unito), aveva dovuto digerire il calo di prestigio dovuto all'Anschluss, era fortemente impegnata in Spagna, stava terminando le "operazioni di polizia" in AOI, aveva in linea solo 2 cor. rimodernate e non aveva iniziato la campagna giornalistica anti-francese; sarebbe quindi rimasta alla finestra vendendo manufatti agli uni e agli altri.
L'URSS, che aveva accordi militari con la Cecoslovacchia, era nel '38 assai più vicina agli occidentali rispetto a quanto non lo fosse nel '39 (anche prima del patto Molotov-Ribbentrop), per cui, anche non intervenendo, avrebbe dissuaso Polonia e Romania da strane (non ne avevano a mio parere) idee interventiste pro-tedesche.
Che i polacchi fossero gnucchi, può anche essere, ma che nessuno in Polonia immaginasse che dopo Praga sarebbe toccato a loro, mi pare impossibile (ma Mein Kampf, non l'aveva letto nessuno?), per cui inimicarsi Francia, RU e URSS per pochi kmq. mi sembra proprio incredibile; io credo, al contrario, che se i tedeschi avessero tentennato in Cechia e i franco-britannici avessero intrapreso qualche iniziativa (anche di poco conto) in Renania, con un URSS benevolmente neutrale, sarebbero stati tentati di risolvere anzitempo la questione del corridoio: prendersi la Prussia (e Danzica) avrebbe tolto ai tedeschi il problema di continuità territoriale.
Aggiungiamo che l'industria pesante tedesca aumentò la propria capacità di oltre il 20% con l'acquisizione (gratuita) dell'apparato produttivo Cecoslovacco.
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Questa è la replica di Enrico:
In linea di massima sono d'accordo con te. Penso, comunque, che dell'articolo in oggetto bisogna evidenziare proprio l'aspetto aereo di un probabile conflitto.
Vero è, come dici tu, che "in ogni caso la guerra non si vince in aria", ma considera quanta importanza avessero a quel tempo le tesi sostenute da Douhet: "Fare massa nell'aria e resistere sulla terra".
Attraverso l'impiego massiccio di bombardieri strategici di grandi dimensioni, con notevole autonomia e ampie stive bombe, Giulio Douhet teorizzava la concreta possibilità di conflitti caratterizzati da breve durata; questo perché la distruzione in poche ore dei centri urbani nemici avrebbe provocato un crollo nella volontà di resistenza dell'avversario.
Opinione opinabile, e si è visto che neanche questa era, e sarà, la soluzione principe per la vittoria in un conflitto convenzionale (con l'eccezione, forse, della campagna aerea contro la Jugoslavia di Milosevic nel 1999).
Ciò che nel 1938 a Londra temevano, sempre sul fronte aereo, era la possibile totale adesione dei vertici della Luftwaffe ai principi douhetiani.
A nessuno sarebbe piaciuto provare sulla propria pelle quanto patito l'anno prima dagli abitanti di Guernica. Credo sia stato questo ad impedire a Chamberlain di fare la voce grossa con Hitler: l'evidente momentanea inferiorità in campo aereo, specie nella qualità della linea caccia, preposta, questa, alla difesa delle isole britanniche dalle possibili azioni di bombardamento pesante in chiave strategica.
Sulla quantità e sulla qualità delle opposte forze terrestri, e sul possibile ruolo degli altri attori europei di secondo piano, la valutazione dello Stato Maggiore Imperiale doveva, probabilmente, essere molto più ottimista, per come da te puntualizzato, ma l'invasione e la conquista della Germania avrebbero sempre dovuto necessitare di un certo tempo, e non era detto che ai Tedeschi sarebbe stato impossibile, nel frattempo, devastare città e/o industrie britanniche.
Se a un primo esame il Dornier 17 (la matita volante), era valutato non tanto pericoloso come bombardiere, risultavano maggiormente "incisivi" gli Ju-88 e gli He-111, con carichi di bombe ben più che doppi rispetto il primo aereo.
Da qui discende la logicità della decisione di Chamberlain: fin quando non avremo una linea caccia adeguata, in grado di opporsi agli attacchi provenienti da oltre Manica, è meglio starsene tranquilli.
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MAS prosegue la discussione:
Tutto vero, ritengo però che i servizi informativi britannici conoscessero le caratteristiche dei bombardieri tedeschi:
> Do-17 - Vel. 420 km/h - Aut. 1200 km
- Carico bellico fino a 2.000 kg (in questo caso l'autonomia scendeva a 320
km!!!!!!!!)
> Ju-88 - Vel. 500 km/h (scarico) - Aut. 3.000 km - Carico bellico fino a
3.000 kg ( in questo caso l'au. scendeva a 880 km) - N.B. disponibile da fine
agosto 1939!
> He-111 - Vel. 430 km/h - Aut. 1900 km - Carico bellico fino a 2.000 kg.
In pratica solo l'He-111 era il solo bombardiere tedesco disponibile nel 1938 in grado di arrecare seriamente danni al RU, il Do-17 avrebbe dovuto partire dalle coste della manica e sarebbe giunto appena al Tamigi (voleva dire che nel '38 i britannici davano per scontata una rapida e totale sconfitta francese, cosa che non ritengo possibile).
Quanto ai caccia il Bf-109 non era un mostro, poco maneggevole, dotato di scarsissima autonomia (550 km, fino al mod. F-9 della fine del 1940), con armamento leggero, partendo dalla Germania o al msx. dall'Olanda non avrebbe avuto un'autonomia sufficiente per arrivare su Londra (o meglio ci sarebbe arrivato e avrebbe potuto operare per alcune decine di secondi); teniamo presente che ce n'erano poche centinaia nel settembre 1938, non molti di più rispetto agli Hurricane inglesi (che erano indubbiamente inferiori, a parte l'armamento), poche decine di Spitfire (lievemente superiori rispetto ai Bf) erano invece disponibili nel settembre '38 contro gli oltre 300 dell'anno seguente.
Insomma, a meno che i britannici dessero per scontata una catastrofe francese, l'aviazione di Hitler non avrebbe potuto arrecare danni seri per oltre 18 mesi.
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Enrico commenta così l'ultimo intervento di MAS:
Sul Do-17 siamo perfettamente d'accordo, non rappresentava un serio pericolo e i successivi sviluppi per migliorare la cellula sarebbero entrati in produzione nel 1939, così come lo Ju-88. Abbiamo, perciò, solo l'He-111 a rappresentare un pericolo più consistente.
La realtà dei fatti avrebbe dimostrato che i caccia della RAF non avrebbero trovato soverchie difficoltà a contrastare tali bombardieri, ma si sarebbe dovuti, per l'appunto, giungere allo scontro diretto.
Con questo voglio dire che di fronte all'arrivo dei bombardieri nazisti bisognava reagire con una più che sufficiente aliquota di caccia, dato che la contraerea, da sola, poteva non bastare a proteggere il territorio nazionale.
E sul BF-109 (che qualcuno si ostina ancora a definire Me-109) siamo anche qui tecnicamente d'accordo, ma considera che pur di buttare bombe sul nemico, si era disposti (il Comando Bombardieri della RAF lo avrebbe fatto) ad inviare gli aerei anche senza scorta, stante le distanze in gioco.
Era una delle opzioni che all'epoca non veniva disdegnata, figlia anche delle convinzioni che vedeva ogni singola branca all'interno delle varie forze armate, considerarsi bastevole da sola a risolvere un conflitto.
Se, quindi, nel 1938 gli He-111 si potessero presentare nei cieli britannici (o anche solo "inglesi") senza scorta, era un'evenienza considerata più che realistica a Londra.
E allora la tua affermazione « "teniamo presente che ce n'erano poche centinaia nel settembre 1938, non molti di più rispetto agli Hurricane inglesi (che erano indubbiamente inferiori, a parte l'armamento), poche decine di Spitfire (lievemente superiori rispetto ai Bf) erano invece disponibili nel settembre '38 contro gli oltre 300 dell'anno seguente », ritengo vada d'accordo con l'effettiva necessità di disporre di un più consistente numero di caccia moderni prima d'iniziare a menare le mani.
Ripeto, però, che alla prova dei fatti gli Hurricane si dimostrarono degli ottimi killer di He-111; forse la RAF riteneva questo già fattibile ancora prima di misurarsi nei cieli con questo apparecchio?
Certo, un caccia (qualsiasi caccia) si dimostrava più maneggevole rispetto un bombardiere, ma l'He-111 disponeva (per i tempi) di una difesa abbastanza pesante, i mitraglieri di bordo non stavano lì a menar il can per l'aia, e di caccia britannici ne abbatterono anche loro.
Ovviamente dare per scontata la catastrofe sul continente non era ritenuto possibile neanche nel peggiore dei sogni, ma nel settembre 1938, con i dati a disposizione, tu, comandante in capo della RAF, avresti rischiato o preferito aspettare di riempire gli organici dei mezzi con cellule più moderne? (onde, a tua volta, riempire il carniere di bombardieri abbattuti, garantendo più sicurezza alla tua patria).
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Falecius avanza un'altra proposta:
E se invece la Polonia si alleasse con Hitler contro la Cecoslovacchia, per Teschen? Allora l'URSS interverrebbe subito: Germania e Polonia dovrebbero combattere su due fronti con l'Ungheria come possibile, ma non certo scontata, alleata, e l'Italia in forse...
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Arriva a stretto giro di posta la risposta di MAS:
Che Teschen facesse gola ai polacchi siamo tutti d'accordo, da qui a pensare che avrebbe rotto nel '38 con Francia (tradizionale alleato polacco) e Regno Unito, e sapendo che questo avrebbe quasi certamente provocato l'intervento sovietico, il passo è troppo lungo; sembra più fantasy che ucronia.
L'Ungheria, con Italia e Polonia neutrali (più a causa della prima, della quale era ancora formalmente un'alleata), non avrebbe mai attaccato la Cecoslovacchia pur avanzando pretese sulla Slovacchia meridionale e sulla Subcarpazia; al massimo, senza dichiarare guerra, avrebbe occupato i territori contesi nelle ultime ore di resistenza dei Cecoslovacchi (come fece l'URSS con la Polonia) dopo aver avvisato i belligeranti delle sue intenzioni (ai franco-britannici la faccenda sarebbe stata presentata come un modo di sottrarre parte della Cecoslovacchia all'occupazione tedesca).
L'Italia, che non aveva alcun trattato d'alleanza con la Germania e che aveva appena firmato il Gentlemen's Agreement e gli Accordi di Pasqua con i britannici, sarebbe restata alla finestra commerciando saggiamente con entrambi i contendenti (eravamo anche ben impelagati in Spagna); Mussolini sarebbe stato furente con Hitler che non aveva accettato la mediazione italiana...
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C'è poi la domanda di Francesco Decicco:
E se inglesi e francesi, anziché starsene con le mani in mano, avessero attaccato da ovest i tedeschi all'atto dell'aggressione alla Polonia? A voi l'ardua sentenza...
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Così gli risponde ancora MAS:
I francesi (visto che gli inglesi del BEF iniziarono ad arrivare a settembre inoltrato) attaccarono il 7 settembre occupando alcuni boschi e 20 villaggi sul confine alsaziano e lorenese (evacuati dai tedeschi in quanto al di là del costruendo Vallo Occidentale) con una profondità massima di penetrazione di 8 km su un fronte di 32, senza incontrare alcuna resistenza.
L'offensiva s'arrestò il 12 quando i francesi raggiunsero la foresta (fortemente minata) di Warndt.
Tutte queste posizioni furono abbandonata tra il 20 settembre e la prima decade di ottobre.
I francesi persero l'occasione di fermare Hitler 3 anni prima, al momento dell'occupazione della Renania, effettuata da 3 battaglioni di truppe in bicicletta (il meglio che la Germania potesse mettere in campo sul finire dell'inverno del '36).
Un attacco nel '39 sarebbe stato arduo, molto sanguinoso e, a meno di incredibili cedimenti tedeschi, non avrebbe dato alcun sollievo ai polacchi; i tedeschi non ritirarono neppure una compagnia dal fronte polacco davanti all'attacco francese tra il 7 3 il 12 settembre.
I Francesi ritenevano di necessitare di almeno 3 settimane dalla mobilitazione all'attacco e avendo mobilitato solo il 1° settembre avrebbero, nella più rosea delle ipotesi potuto iniziare un vero e proprio attacco solo a partire dal 25-30 settembre (a Campagna di Polonia virtualmente conclusa); avrebbero rischiato di riuscire ad avanzare per una decina di giorni, contro le forze obiettivamente scarne lasciate dai tedeschi sulla Linea Sigfrido e in occidente in generale, per poi essere beccati a metà strada tra la frontiera ed il Reno dalle sopraggiungenti forze tedesche con esiti probabilmente negativi.
I nostri cugini nel '39 n'avait pas les couilles per affrontare in campo aperto i tedeschi, e preferivano di gran lunga far scornare i tedeschi contro la Maginot (il tempo, era noto a tutti i contendenti, giocava contro i tedeschi, in modo inesorabile).
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C'è spazio per l'intervento del Marziano:
Alcuni anni fa - più o meno, quando furono de-secretati gli archivi dei servizi segreti britannici relativi agli anni 1939-45 - vi fu la conferma di una "leggenda urbana" che era diffusa nell'ambiente dei cultori di storia militare Nel periodo immediatamente precedente l'invasione tedesca, i militari polacchi di stanza presso la lunga e tortuosa frontiera con la Germania, disegnata dai vincitori della guerra precedente, avevano notato con preoccupazione l'avvicinarsi di truppe corazzate tedesche (la "Blitzkrieg", la "guerra-lampo", era tale solo nei discorsi di Hitler. In realtà, almeno la prima, quella appunto contro la Polonia aveva richiesto una lunga e complessa preparazione), ed avevano allertato i governi di Regno Unito e Francia , con i quali la Polonia aveva un patto di difesa reciproca. La risposta dei servizi segreti franco-britannici fu addirittura "canzonatoria": "La Germania non ha truppe corazzate, quelli che vi sembrano carri armati sono solo motociclette abilmente camuffate". In qualche modo - intenzionalmente? C'è da sospettarlo _ questo dispaccio fu subito intercettato dai servizi segreti tedeschi, così che Hitler dedusse che inglesi e francesi "non volevano morire per Danzica", e che aveva le mani libere sulla Polonia.
I governati polacchi di allora, orgogliosi seguaci del Maresciallo Pilduski, erano legati ad una visione del mondo che, quanto a socialismo nazionalistico, non era molto da meno, nè rispetto a quella dei Tedeschi, nè a quella dei Sovietici. Pilduski, non dimentichiamolo, era stato compagno di cospirazione e di cella di Alessandro Ulianov (fratello maggiore di Lenin), come lui coinvolto nell'uccisione dello zar Alessandro. CHE POI, TALE "socialismo nazionalistico", avesse venature (apparentemente) aristocratico-"religiose", non cambia la sostanza. Anzi, forse, tali venature incrementavano ulteriormente le spinte irredentistiche, verso tutte le terre in cui erano presenti minoranze di lingua polacca e la scarsa propensione al compromesso. Pertanto, sentendosi traditi e addirittura derisi dagli alleati, decisero di fare il "bel gesto" di lanciare la cavalleria contro le "Panzerdivisionen". I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma cosa sarebbe successo se:
a) I vertici franco-britannici prendono sul serio gli allarmi polacchi? Hitler avrebbe desistito dai propositi bellicosi? La Seconda Guerra mondiale sarebbe cominciata in seguito? O non ci sarebbe stata proprio? Come si sarebbero sviluppate le vicende europee?
b) Ipotesi opposta. I governanti polacchi, preso atto che, sugli alleati non potevano contare, fanno un "ribaltone". Comunicano ad Hitler che accettano la sua proposta, di cedergli dei corridoi per congiungere Memel e Danzica alla Germania, ricevendone, in cambio di altrettanto territorio, a spese della Cecoslovacchia (alla spartizione della quale, la Polonia già aveva partecipato). Gli alleati restano spiazzati. Stalin, in particolare, vede in questo "flirt" Berlino-Varsavia, una minaccia diretta ed immediata. Come si sviluppano gli eventi?
c) Ipotesi ancora opposta. A Varsavia, visto che gli alleati hanno voltato le spalle, si rivolgono proprio a Stalin. Incaricano i vertici del partito comunista polacco, anche rievocando le passate frequentazioni tra Pilduski e Lenin, di fare da negoziatori. Accettano esplicitamente un Protettorato moscovita. Come si sviluppa la storia, con un "patto di Varsavia" anticipato?
d) Forse l'ipotesi più "ucronica".
L'alleanza tra Hitler e Stalin non dura solo 666 giorni, ma continua
organicamente. Mosca entra ufficialmente nel Patto d'Acciaio. Mussolini si
defila, senza provocare tanti mal di pancia a Berlino. Un'alleanza organica, che
metta a disposizione di Hitler le immense risorse dell'URSS, rende superflua la
partecipazione italiana.
L'invasione russo-tedesca dell'Inghilterra cosa comporta? I settori pacifisti
e/o filo-tedeschi dell'opinione pubblica inglese (fra i quali sono
particolarmente attivi i gli stalinisti), hanno facile gioco nello spingere
verso un armistizio? E gli USA?
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Chiudiamo per ora con il geniale (come al solito) contributo di Sandro:
Ben pochi immaginano che in Germania ci possano essere dei vulcani. Ebbene, ce n'è uno situato nelle vicinanze della vecchia capitale tedesca prima delle riunificazione, Bonn, e si trova sotto a un lago, da cui il nome di Laacher See. Questo vulcano ha cominciato a ridare segni di vita proprio ai primi di gennaio del 2012, il famoso anno delle profezie Maya. Si pensa che esso erutti (cioè esploda) circa ogni dieci o dodicimila anni, e la sua ultima eruzione risalirebbe a 12.900 anni fa. Per di più esso è simile al vulcano Pinatubo in Indonesia, che eruttò nel 1991 causando la più disastrosa eruzione del ventesimo secolo, e facendo scendere la temperatura globale della Terra di 0,5 gradi per un anno intero.
Ora, pensate se esplode il 31 agosto 1939, quando Hitler sta per invadere la Polonia ed avviare la Seconda Guerra Mondiale! Il tiranno resta sotto la lava, gli altri paesi europei aiutano la Germania e l'Unione Europea nasce con 18 anni di anticipo! Noi ci sbarazzeremo del Fascismo nel 1974, in contemporanea con la fine del franchismo in Spagna e dell'Estado Novo in Portogallo. Molti ebrei moriranno nell'eruzione, forse la chiameranno lo stesso Shoah (le vittime andavano bruciate dopo il sacrificio)...
Però mi è venuta un'idea migliore... Visto che la stiamo usando come una bomba ad orologeria, usiamola bene contro Hitler. Il vulcano esplode il giorno 10 Novembre 1938... a mezzogiorno! E' il giorno dopo la Kristallnacht, la notte in cui vennero attaccati i negozi degli ebrei in Germania e l'inizio della Shoah, quella vera. Il Nazismo getta la maschera e si mostra con quella più feroce e razzista e.... il Potere Divino interviene in difesa del Popolo di Israele e colpisce duro!
Questo intervento rende la comunità ebraica forte e coesa, determinata ma sopratutto non inerme ed accondiscendente al massacro. Gli Ebrei si armano, i nazisti sono indeboliti, vacillano, qualcuno pensa davvero di essere dalla parte del torto e si ravvede, il suo consenso crolla.
Il Potere economico ebraico è determinante nel ricostruire la Germania dopo la catastrofe, e così gli ebrei conquistano la simpatia ma sopratutto il potere politico in Germania. Una Germania ebraica appoggia un uguale rovesciamento di potere anche in Polonia dove la comunità ebraica è forte.
La guerra scoppia ugualmente nel 1943 (con i materiali che Hitler aveva accuratamente preparato e accumulato) ma è la guerra degli ebrei tedeschi e polacchi contro la Russia per la liberazione dei fratelli detenuti nei campi di concentramento di Stalin.
L'appoggio degli ebrei USA e del loro potere economico e industriale è determinante. In due anni la Russia è sconfitta ed occupata, ridotta a un povero stato al di là degli Urali. La Russia Europea si aggiunge nel 1945 alla Lega Ebraica Mondiale, un nuovo organismo sovranazionale che ricopia le Nazioni Unite. E così avremo:
1963 - Primo Ebreo sulla Luna
1979 - Primo Ebreo su Marte
2029 - Invenzione del motore "Jericho" a distorsione spaziale
2115 - La "Federazione dei Figli d'Israele" conta ben 7 Sistemi Solari e 12 Pianeti colonizzati
eccetera... che ve ne pare?
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Per ora finisce qui. Se volete contribuire alla discussione, scriveteci a questo indirizzo.
