Determinismo tecnologico?


Ecco la proposta avanzata da Dans:

Qualche tempo fa riflettevo sulla possibilità di modificare l'attuale determinismo tecnologico, ovvero: è davvero necessario che la serie delle scoperte tecnologiche sia avvenuta così come è stato? O la tecnologia avrebbe potuto prendere altre strade? E in quali casi? La prima cosa che mi veniva da pensare era un possibile utilizzo del vapore nell'ellenismo (vedi l'eolipila di Erone), impedito dalla economicità dell'economia schiavistica romana. Ma penso che potremmo trovare altri pod tecnologici se ci applichiamo.. aspetto le vostre proposte!

Ed ecco come risponde dal par suo William Riker:

L'idea dell'eolipila di Erone è un classico. A me una delle idee che sta più a cuore è un "Medioevo tecnologico" con l'arrivo dalla Cina di bussola, stampa e polvere da sparo già prima del mille. Si può pensare alla macchina a vapore inventata da Leonardo da Vinci ed al parafulmine introdotto da Evangelista Torricelli, sopravvissuto più a lungo che nella nostra Timeline. In questo caso già nel settecento si può instaurare una tecnologia nucleare, e magari il Barone di Münchhausen sulla Luna ci va davvero, ma con un Apollo V, e non scalando una pianta di fagioli avviticchiatasi ad uno dei corni del satellite. A quest'ora potremmo essere già a bordo dell'Enterprise o di Babylon V, sempre se Francesi e Austriaci non si sono disintegrati reciprocamente a colpi di bombe atomiche durante le guerre napoleoniche... Che ne pensi?

.

Dans replica:

La prospettiva è interessante, ma resta "mainstream": è sempre un'anticipazione di come la tecnologia si è effettivamente evoluta per arrivare a noi. Io mi chiedo: avrebbe potuto evolversi diversamente? Esistevano scorciatoie o strade alternative per arrivare alle stesse soluzioni? Purtroppo non sono un ingegnere e non mi so rispondere...

.

Ovviamente Sandro Degiani non può certo esimersi dall'intervenire:

Questo è un po' un invito a nozze per un ingegnere! Io vedo più vie:

1) Un precoce sviluppo tecnologico/scientifico (occhio eh? Si deve sempre sviluppare anche la teoria a fianco della pratica) porta l'umanità alla distruzione per essersi impossessata di armi di distruzione planetaria prima di maturare una coscienza e cultura non basata sulla guerra e la conquista.

2) Il precoce sviluppo tecnologico porta anche come conseguenza una maturazione politica e sociale precoce, L'Unione Europea viene creata sulle Basi dell'Impero Romano e risulta più grande dell'attuale e sopratutto politicamente e culturalmente omogenea.
I popoli imparano che dal confronto fisico nasce solo la distruzione reciproca e quindi mille anni di pace e di progresso davvero ci proiettano verso le Stelle!

1 e 1/2) Il precoce sviluppo tecnologico esaurisce le riserve energetiche e di materie prime con mille anni di anticipo. Il 2007 vede un'umanità ridotta nel numero e che vive gestendo con avarizia ed attenzione ridottissime risorse. Un po' Mad Max ed un po' Blade Runner.

1 e 3/4) Il futuro dello scansafatiche. Il progresso viene indirizzato non ad aumentare la quantità delle risorse e ridurne il costo (quindi più lavoro, stipendi più bassi, espansione crescente) ma a ridurre la fatica umana ed aumentare il tempo libero.
Dopo mille anni tutto è praticamente automatico e la mano d'opera umana non è più necessaria. Culture idroponiche e piantagioni automatiche con robot giardinieri, Mezzi di traspoto automatici a navigazione satellitare, teletrasporto delle merci direttamente dalla produzione al frigo di casa tua.
L'uomo da mille anni si può dedicare a fare quello che gli piace... anche nulla se gli va'.
Una civiltà anarchica ed individualista di artisti, di eccelsi scultori ed ebanisti, di sarti ed architetti... che ognuno sia quello che vuol essere.
Ogni arte e mestiere raggiunge vertici inusitati.
Ladri? No, perchè rubare quello che si può avere gratis?
Imbroglioni? Sì, perchè lo spirito dell'imbroglione è eternamente stampato nel DNA.
Drogati? Sì, se gli piace.
Annoiati? Forse un po' tutti.. le Utopie sembrano meravigliose ma nella realtà sono noiose...

C'è un film in proposito... "La fuga di Logan".... se lo trovate guardatevelo...! Anche le Utopie di Asimov, tipo la civiltà umana dipendente dai robot di "Il Sole Nudo", sono un via già percorsa...

Per quanto riguarda invece la domanda di Dans, se esistono scorciatoie o strade alternative per arrivare alle stesse soluzioni, è davvero un bella domanda! Mi sono sentito subito tirato in causa come categoria. E ci ho pensato su un momento.

Direi che il progresso tecnologico è inevitabilmente legato alla insoddisfazione ed inquietudine di base dell'animo umano.
Quasiasi animale, anche superiore, raggiunto l'obiettivo di soddisfacimento dei bisogni primari (fame, sonno, sesso) si mette tranquillo e non cerca ulteriori rogne.
Quando la tecnologia avesse compensato gli svantaggi fisici dell'animale uomo (niente zanne e artigli, poca forza fisica, nessuna pelliccia contro il freddo), fornito un comodo accesso alle risorse alimentari (allevamento, agricoltura) e messa su una medicina di base, ci saremmo dovuti arrestare.
Bastavano quindi semplici armi come archi, fionde e lance, non era necessaria la bomba atomica; bastava una economia di scambio, non era necessaria Wall Street; bastava un buon medico generico con una ben collaudata farmacologia vegetale, non era necessaria la Tomografia Assiale.

All'uomo bastava quello che c'era già al tempo dei Sumeri... però all'UOMO non bastava.... perchè e percome è un lungo discorso... non è l'argomento di oggi...

Quindi il progresso tecnologico è inevitabile , salvo immaginare il trionfo e la diffusione capillare e profonda di un filosofia di tipo orientale, che concentrandosi sull'uomo e disdegnando gli aspetti fisici e materiali dell'esistenza porti l'umanità a un livello che trascende la "ricchezza" intesa come disponibilità illimitata di beni e servizi.
Il progresso tecnologico di una civiltà, come la nostra occidentale, che invece premia e invidia la "ricchezza" come sopra descritta, è inevitabile.

Il progresso può svilupparsi per due diversi percorsi:

a) Il primo prevede un approccio scientifico di tipo galileiano, lo sviluppo parallelo di una scienza che indaghi le leggi della natura, le descriva e le sottoponga alla prova scientifica della ripetibilità e oggettività.
Una tecnologia quindi che, insieme alla scienza, si espande e si alimenta, alimentando con strumenti sempre più sofisticati la ricerca e l'indagine, ottenendo in cambio strumenti ulteriormente sofisticati.
Infatti se, con tutta la mia cultura, dovessi saltare indietro di mille anni, non potrei continuare a progettare componentistica perchè non avrei né gli strumenti, né il modo di realizzare quello che potrei progettare. Senza un CAD potrei disegnare... senza un sistema di calcolo potrei usare il regolo calcolatore (sono uno degli ultimi ingegneri che sa usarlo) oppure carta e penna, ma senza l'acciaio, senza una fresatrice a tre assi, senza un tornio decente che non sia di legno, non potrei fabbricare un bel niente.
In questo panorama lo sviluppo tecnologico può differenziarsi per l'attenzione ad un settore piuttosto che ad un altro, svilupparsi sfruttando non il petrolio ma il metano, oppure energie alternative, puntare allo spazio invece che far soldi con il commercio delle armi e la guerra continua, essere insomma condizionato e guidato da indirizzi etici e morali diversi.

b) La seconda prevede invece uno sviluppo random a macchia di leopardo. Senza un approccio sistematico e scientifico, alcuni settori si espandono e fuggono in avanti, mentre altri restano al palo.
Bellissima situazione per uno scrittore... abbiamo astronavi che trasportano eserciti in armatura e spada, mondi di villaggi semicivili ma con una medicina avanzatissima, pianeti medievali ma con armi atomiche e laser (oggi abbiamo talebani con Kalashnikov e cellulare Motorola che vogliono restaurare un impianto politico/religioso medievale...) È quello che è accaduto nel mondo Romano e Medievale. Non credo che l'architettura si sia evoluta molto negli ultimi 2000 anni... facciamo monumenti, case e chiese diversi, ma non migliori e con tecniche diverse.
Negli Anni Bui uomini che vivevano molto peggio di mille anni prima edificarono cattedrali che ancora oggi ci riempiono di stupore e di meraviglia.
Altri campi invece, prigionieri di teorie astruse e non provate, di lacci ideologici e religiosi, sono rimasti fermi se non arretrati, come la medicina, la chimica lasciata in mano agli alchimisti, la fisica e l'astronomia degli astrologi.
Questa via però presuppone un impedimento fortissimo a sviluppare l'approccio scientifico. L'unica forza che potrebbe riuscire è la religione (intesa come un vincolo etico/morale che condiziona le scelte e vincola la liberta di pensiero).
Nel nostro mondo c'è voluta la Rivoluzione Francese per laicizzare il pensiero e rendere possibile anche un progresso politico di gestione dello Stato che ci ha portato allo Stato Moderno.
C'è voluto il pensiero tipicamente pratico del Protestante inglese o americano per iniziare la Rivoluzione industriale e innescare il "Progresso" così come lo conosciamo.
Direi che da un certo punto in poi, intorno al 1600/1700, il progresso tecnologico ha preso un indirizzo che non sarebbe stato molto diverso qualsiasi altro evento storico avesse cambiato il pianeta. Se a Waterloo avesse vinto Napoleone o se Hitler avesse conquistato l'Europa non avrebbe fatto la differenza.
Neanche se gli Stati Generali del 1788 fossero finiti in un bagno di sangue e la sconfitta del Terzo Stato fosse stata la loro conclusione, non sarebbe cambiato molto. I tempi erano maturi per un cambiamento di rotta e di abitudini politiche... la gente era cambiata e per sempre!

.

Così replica Dans:

Ci stiamo avvicinando al punto che ho in mente io. Quali sono i momenti in cui la tecnologia si sarebbe potuta evolvere in direzioni diverse? Per stare al tuo esempio: chi avrebbe potuto utilizzare il metano anziché il petrolio? Quando? Le sue industrie e la sua produzione sarebbero state profondamente diverse? Avrebbe avuto un vantaggio o uno svantaggio comparativo?

Un discorso del genere lo si può fare, oggi, nella biologia evolutiva: conoscendo i progenitori e le specie affini di ogni animale, possiamo vedere come gli organi si sono evoluti e come si sarebbero potuti evolvere anche diversamente. Tuttavia dell'albero tecnologico non conosciamo "specie affini", e non possiamo fare una comparazione sulle possibili evoluzioni parallele.

>La seconda prevede invece uno sviluppo random a macchia di leopardo.
>Senza un approccio sistematico e scientifico, alcuni settori si espando e >fuggono in avanti mentre altri restano al palo.

Questo è un secondo punto. Quali sono stati i momenti in cui un balzo in avanti si sarebbe potuto fare, e invece è stato impedito? Nel concreto, nello specifico.
Ad esempio, per stare a una cosa appena citata da Riker: come sarebbe cambiata l'astronomia se le idee di Cusano fossero state subito accettate? Chi avrebbe potuto accettarle? Una tale idea avrebbe avuto ricadute anche in altri campi? Avrebbe potuto fornire un vantaggio comparativo ad un piccolo gruppo che l'avesse accettata? ecc.

Dobbiamo cmq stare coi piedi x terra: secondo me una civiltà con astronavi e eserciti in armatura non è possibile. Se sono arrivati a costruire un'astronave, la tecnologia x avere un carro armato. A meno che non si intenda un esercito di fanteria con armature tecnologiche. In quel caso si tratta di un'evoluzione diversa della tecnica militare. E' probabile che, se la forma della guerra fosse ancora quella del 1600, avremmo ancora lo stesso tipo di eserciti di fanteria, tecnologicamente aggiornati.

.

Sandro Degiani continua il dibattito:

...è difficile stabilire dei punti di divergenza tecnologica, ammesso che possano esistere.

La Rivoluzione Industriale parte da un effetto domino di circostanze, qui traccio una linea di progresso molto lineare e semplice.

Inghilterra e Impero coloniale mondiale à politica di supremazia navale à troppe navi in legno costruite à Legno raro e materiale strategico à foreste protette e proprietà reale à impossibilità uso legno per riscaldamento à ricorso forzato al carbone à sviluppo miniere di carbone anche in terreni con infiltrazioni d'acqua o gallerie profonde à sviluppo tecnologia pompaggio acqua da tunnel profondi à insufficienza pompa ad azionamento equino à sviluppo caldaia a vapore e cilindro a singolo effetto à miglioramento sistemi cilindro, pistone, biella e manovella à nuova fonte di energia disponibile (vapore + macchina di Watt) à industrializzazione con macchinari a vapore à disoccupazione crescente à nascono nuove industrie à trasporti più efficenti à maggiore mobilità della popolazione à flusso dalla campagna verso la città à agricoltura meccanizzata à disponibilità in eccesso di beni di consumo à calo prezzi/miglioramento vita/spinta ai consumi à ecc...

Per me un punto chiave potrebbe essere l'inseguimento della supremazia navale dell'Inghilterra e la tecnologia dei cantieri navali che prevedeva l'uso di spropositate quantità di legname.

Se l'Inghilterra non avesse voluto essere la Prima Marina militare e commerciale del mondo, se allora la tecnologia avesse messo a disposizione materiali alternativi (per esempio una partenza anticipata della costruzione di navi con scafo in ferro, ma non è possibile perchè ferro in quantità presuppone industria e l'effetto non può precedere la causa), se l'Inghilterra fosse stata invasa dagli spagnoli della Invincibile Armada...
allora avremmo potuto avere uno sviluppo tecnologico diverso (ma non ne sono sicuro, forse solo una diversa partenza ma il percorso forse sarebbe stato molto simile).

Io non sono un ingegnere sciovinista e mi piace far volare la fantasia ma se tornassi nel 1600 o anche al Regno di Diocleziano e volessi indirizzare il progresso tecnologico non avrei altre strade in mente che costruire una rozza macchina di Watt e incominciare a commercializzarla ai mugnai e ai tessitori.

Con le risorse dell'epoca sarebbe già difficile realizzare un decente cilindro/pistone che non esploda ed una biella e manovella che non grippi.
Beh... di mio qualcosina ce la metterei, farei il cilindro a doppio effetto con distribuzione a cassetto subito.... in modo da saltare 100 anni di sviluppo in un colpo solo e avere un doppio rendimento. In fondo questa "innovazione" è solo parto di una geniale invenzione e non richiede tecnologie esotiche o raffinate.
Magari anche la caldaia la farei doppio stadio con surriscaldatore e recupero del calore dei fumi.
Ma dovrei partire da li'.... perchè i negozi di pannelli solari devono ancora aprire e il silicio serve solo per fare i castelli in riva al mare.

Il metano è un'energia alternativa ma richiede tecnologia per estrarlo, trasportarlo, utilizzarlo. Il petrolio ha un vantaggio... i primi pozzi venivano scavati con le stesse attrezzature che si usavano per scavare pozzi di irrigazione. Nei primi pozzi veniva su da solo, anzi zampillava per effetto della pressione del metano, è un liquido e lo trasporto facilmente in fusti, cisterne, tubi, nelle navi, a dorso d''asino.
Brucia come il carbone e trova disponibile una tecnologia a vapore collaudata di quasi due secoli di sviluppo ed affinamento.
Se in una caldaia a carbone metto un iniettore ad aria compressa che spruzza petrolio ho risolto il problema del passaggio di combustibile.
E' quello che accadde sulle locomotive a vapore che erano a carbone e arrivarono al massimo splendore bruciando nafta.
Non trascurabile in fatto che in quanto a potere energetico un litro di petrolio lo tengo in una bottiglia e mi da' 10000 kilocalorie un metro cubo di metano mi dà 8400 kilocalorie ma richiede una bombola, alte pressioni, riduttore di pressione e rischia sempre di scoppiare.
Il petrolio lo conoscevamo da secoli... ma lo usavamo per rendere lucidi i capelli, scacciare i pidocchi e poco altro. nelle lampade meglio bruciare olio di balena che non puzza...

La tecnologia è una catena continua di causa ed effetto, il fatto che ambienti inibenti non l'abbiano fatta nascere è indicativo della probabile assenza di alternative (p.es. i delfini sono molto intelligenti ma non hanno mani, non hanno nemici da combattere, e il fuoco non può essere acceso nell'acqua... di conseguenza niente tecnologia... forse sono MOLTO PIÙ INTELLIGENTI DI NOI...)

Il fatto che non esista una aviazione talebana o una base lunare di Al Qaeda rende altamente improbabile (ma letterariamente affascinante) il discorso di eserciti medievali su astronavi. È solo il frutto di una letteratura di tipo traspositivo, prendo la storia di Lancillotto e Ginevra e li chiamo Flash Gordon e Dale Arden, condisco con regni alieni, esseri esotici malvagi al posto di maghi e streghe, e ho il prodotto bello e pronto. Se lascio l'ambientazione medievale faccio anche meno fatica a riscrivere la storia.

Copertina del "Corriere della Sera Magazine" del 4 settembre 2008: Dante con il cellulare! (copyright RCS)

.

Ed ecco che il nostro amico Marziano avanza improvvisamente un'altra interessantissima proposta:

I cartoni animati dei "Flintstones" sono diventati popolarissimi in Italia con il titolo "Gli Antenati", lasciando intendere che questi cartoon siano ambientati in un'epoca passata molto lontana. In realtà, essi si configurano invece come un vero e proprio XX Secolo alternativo, in cui la tecnologia moderna (automobili, aerei, elettrodomestici, televisori, perfino computer) è realizzata unicamente con il legno, la pietra e la forza muscolare. Che succederebbe dunque in caso di "Neolitico eterno", cioè in un mondo in cui la civiltà tecnologica non è mai decollata, non sono stati scoperti neppure i metalli, e le guerre mondiali, secondo l'intuizione di Albert Einstein, devono combattersi con asce e frecce?

.

Sandro Degiani non si lascia scappare l'occasione propizia:

Ma noi SIAMO nell'Età della Pietra!!!
La nostra civiltà dipende unicamente e totalmente dal SILICIO! Se non è una pietra il silicio....!!! Io voglio un "virus" portato da una cometa che disgrega il reticolo cristallino del silicio... quella sì che sarebbe una calamità senza precedenti...!!

Ma torniamo a noi. L'unico modo di mantenere una Società staticamente legata a modi di vita "antichi" è la schiavitù.... Lo abbiamo visto negli USA, quando ad un Nord industriale e proiettato verso il "futuro tecnologico" si opponeva la società arcaica e schiavista del Sud, elitaria, borghese e proprietaria terriera, legata alla tradizione ed ai riti di società.

Roma non ha incentivato il progresso tecnologico perché aveva mano d'opera economica in abbondanza... così fecero Egizi e Babilonesi che avevano le conoscenza ma non l'interesse di puntare sul progresso tecnologico. Poi nel Settecento Watt e la sua Macchina a Vapore hanno dato il via alla Rivoluzione Industriale (complice la scarsità di mano d'opera economica in una Europa decimata da guerre, peste e colera) e da allora più macchine meno schiavi è stata la regola, fino ai miei amati robot che progettavo anni fa...!

Oggi abbiamo nei paesi industrializzati, al posto degli schiavi, circa 3 KW a testa di energia con cui azioniamo frigoriferi, cucine, lavatrici e lavastoviglie, aspirapolvere e folletti, ventilatori e termosifoni, radio e TV, auto e tram.

In cambio inquiniamo il pianeta, distruggiamo le foreste e buchiamo l'ozono, immettendo CO2 e forzando l'effetto serra.... Costringiamo anche un paio di miliardi di uomini in condizioni di povertà e indigenza drammatiche ma questo è un altro discorso...

3 KW sono l'energia erogata da circa 6/7 schiavi... circa 9000 sesterzi in età imperiale, una cifra non troppo elevata da investire per "vivere di rendita" come un pascià.... Spendiamo molto dio più in bollette, auto ed elettrodomestici.

Proviamo a tentare un parallelo:

Quattro maschietti e tre femminucce... possiamo contare anche su un naturale incremento della forza lavoro di circa 6/7 unità nell'arco di 20 anni; insomma ci ripaghiamo la spesa in quattro lustri. E' un buon investimento... e poi invecchiando niente badanti, niente Case di Riposo allucinanti, niente solitudine, i miei schiavi ed i loro figli ed i loro nipoti.... Una grande famigliola... e magari li lascio liberi alla mia morte.

Io propongo una Società Neolitica Illuminata del Terzo Millennio... dove una schiavitù "morbida", gestita con elevati canoni etici e morali, consente elevati standard di comfort ad un ristretto numero di persone.

Una schiavitù illuminata ma pur sempre schiavitù, dove lo schiavo "riottoso" o indegno viene punito corporalmente ed eliminato fisicamente, se necessario, dal padrone. Dove diritti e doveri sono ben diversi tra le due categorie. Dove la Chiesa Universale tollera la schiavitù come una condizione transitoria che si riscatta nell'Aldilà, dove l'anima rimane "libera" anche se il corpo è schiavo (in fondo l'Islam non condanna lo schiavismo e in America nell'800 c'era fior di pastori che dicevano che la schiavitù non era da condannare ma solo la crudeltà ingiustificata del padrone verso la schiavo era riprovevole). Ma dove non esiste una umanità "libera" e disperatamente votata alla morte per inedia, guerre, malattie o assenza di assistenza. Dove chi ha fame ha una scelta sola, sicura, quella di "vendersi" e risolvere di un colpo tutti suoi problemi contingenti... vitto, alloggio e lavoro.

Siamo sicuri che se ci fossero 700 milioni di "padroni" e 5 miliardi di schiavi si vivrebbe molto peggio?

Beh.. se noi fossimo compresi nei 700 io direi di sì (ed in realtà lo siamo... ma solo a livello di rapace furto di risorse e non moralmente coinvolti.. purtroppo)

Ah, quasi dimenticavo: i Flinstone sono genialissimi, ma voi "scarpinereste" a piedi nudi per spingere la vostra auto? Dubito che un pappagallo possa essere usato in alternativa al telefono... o un dinosauro al posto di una gru!

.

Never75 gli replica tosto:

A parer mio anche la nostra società è profondamente schiavista! Seppur in modo diverso rispetto a quelle antiche.

Se si pensa che in pratica le principali economie occidentali si reggono sulla manodopera schiava di abitanti del 3^ o 4^ Mondo, spesso prorpio nelle fabbriche dirette da manager europei.

Senza contare i quasi-schiavi dell'Occidente: centinaia se non migliaia di immigrati extracomunitari forse clandestini (ma non solo) che (in nero e pagati una miseria) lavorano con turni massacranti nelle ricchissime fabbriche del Nord.

E magari quando muoiono nessuno se ne cura, essendo SOLO dei clandestini. Se non è schiavismo questo, poco ci manca!

.

Sandro non aspettava altro per continuare il dibattito:

Per questo io propongo uno schiavismo dichiarato e consapevole, dove se lo schiavo muore sul lavoro è un danno per me è non un “incidente sul lavoro”, dove mi assumo la totale responsabilità di altri esseri umani e dlelle loro vite e non di semplici “numeri di cartellino” che fanno le 8 ore pattuite e poi posso anche andar al diavolo, non sono cavoli miei... Dove la malattia dello schiavo e la salvaguardia della sua salute è un mio dovere e compito primario, un mio interesse, non una delega agli Enti Assistenziali e una assoluzione dei miei doveri.

Non è un caso che molti schiavi “liberati” in America, dopo aver lavorato in miniere e fabbriche come “liberi lavoratori” abbiano scelto di ritornare alle piantagioni del Sud... a fare “liberamente” per un salario da fame che li costringeva alla miseria più nera quello stesso lavoro che prima assicurava a loro e alle loro famiglie vitto ed alloggio... gli aguzzini e i cani da guardia erano gli stessi... che cosa era cambiato?

Credo che nessuno discuta sul fatto che i cavalli non siano liberi ma schiavi, vengono comperati e venduti, non votano... ma anche se esistono i casi eclatanti, nessuno ha interesse a maltrattare un cavallo, conviene curarlo quando si ammala... ci sono molti cavalli che vivono decisamente “bene” rispetto ai loro simili in libertà nelle praterie (ma ce ne sono ancora?)

Certo il cavallo anziano si abbatte... ecco, bisognerebbe pensare a qualcosa per tutelare la vecchiaia dello schiavo...

E chi va in Tunisia o in Turchia a cercare braccia per le sue fabbriche non fa dello schiavismo di ritorno? I bambini che assemblano le scarpe della Nike in Vietnam sono forse liberi? Signori, la libertà è un lusso di cui si disquisisce esclusivamente a pancia piena...

.

Never75 si mostra d'accordo:

Concordo completamente con te.

Bisognerebbe poi distinguere anche tra schiavismo e schiavismo: ne esistevano diversissime sfumature. Anche nella società greco-romana c'erano schiavi nelle miniere o nelle arene che erano poco più che carne da macello.

C'erano però nelle familiae anche schiavi addetti all'educazione dei fanciulli oppure all'economia domestica che erano trattati con un certo riguardo. In molti casi venivano pagati e dopo un tot di anni potevano riscattarsi ed ottenere la libertà (e con essa la cittadinanza romana), privilegi non da poco.

Come disse Paul Veyne "schiavo" era uno status giuridico e non una condizione sociale: potevano esserci paradossalmente schiavi più ricchi dei liberi (ma nullatenenti) abitanti della Suburra.

Anche nel Medioevo paradossalmente molti servi della gleba vivevano in condizioni migliori degli odierni operai nigeriani o pakistani...

.

Passiamo all'idea di Lord Wilmore:

Nel 960 Tai Zu riunificò la Cina dopo il periodo delle Cinque Dinastie e dei Dieci Regni, e fondò la Dinastia Song. Molti storici hanno posto l'accento su quella che può essere definita una vera e propria " rivoluzione industriale" in compiuta: in Cina esistevano "fabbriche" addette alla produzione in serie di manufatti in Porcellana unicamente per l'esportazione, altre unicamente per il consumo a corte, altre per la vendita locale. Lo storico Robert Hartwell ha stimato che la produzione di ferro in Cina sia aumentata di sei volte dal 806 al 1078 e che in quest'ultimo anno in Cina se ne producessero 125.000 tonnellate l'anno (il doppio della produzione britannica del 1788). L'introduzione del cotone, specialmente a sud, costituì una enorme nuova risorsa e una nuova industria tessile. Le cartiere prosperarono nel Zhejiang così come la produzione di lacca. La produzione di polvere da sparo e cannoni permise di fronteggiare invasioni degli Xi Xia durante il periodo dei Song Meridionali. Cannoni furono adattati alle enormi giunche da carico per i commerci marittimi. La capitale Hangzhou era più popolosa di qualsiasi altra città europea coeva. Nonostante questi ed altri grandi progressi, tuttavia, a causa del mancato sviluppo di una classe borghese capitalista, non vi fu mai, durante la dinastia Song, una vera e propria rivoluzione industriale così come la si intende oggi. Ciò è dovuto anche ad una visione non scientifica della realtà, alla costante sovrabbondanza di manodopera a basso costo, alla mancanza di leggi che proteggessero la proprietà privata e la libertà individuale, e soprattutto all'enorme prestigio che aveva la burocrazia statale. Ma se la Rivoluzione Industriale scoppia in Cina con 750 anni di anticipo su quella europea, come cambia la storia del mondo?.

.

Subito gli risponde Bhrghowidhon:

È uno dei punti cruciali di tutta la Storia. Sicuramente si può mettere in conto una maggiore produzione di beni e quindi un maggior livello di benessere, come in ogni rivoluzione produttiva; dato che non verrebbero meno le ragioni storiche dell'Imperialismo, è lecito chiedersi se con una maggiore disponibilità di risorse potesse intensificarsi anche l'imperialismo. A prima vista si direbbe che prima o poi sarebbe avvenuto: le materie prime e la manodopera, per quanto abbondanti, finiscono per esaurirsi e ne deriva il bisogno di 'reperirle' altrove...

Ammesso questo e premesso che la logica di espansione di un imperialismo cinese all'epoca avrebbe privilegiato lo scacchiere asiatico sudorientale (lo stesse delle direttrici di diffusione della cultura cinese nella dinastia precedente), è interessante esaminare l'eventualità di un ulteriore processo, di tipo quasi coloniale, verso aree marginali (a Nord e a Ovest, in quest'ultimo caso come appunto i Táng), fino a incontrare altri imperialismi (India, Islam).

.

E Perchè No? aggiunge:

A questo si deve aggiungere lo sviluppo di una vera marina di mare per la prima volta nella storia cinese, e non più una semplice marina di fiume. I Cinesi avrebbero allora i mezzi per commerciare nell’Oceano Indiano con gli Arabi e gli Indiani (sopratutto i Chola), e forse colonizzare le isole più vicine come le Ryukyu (Okinawa), Kyushu e le isole delle Filippine che potrebbero cosi entrare nella sfera economico-culturale cinese.

Secondo me si creerebbe una vera rottura tra il Sud della Cina industrializzato, moderno e aperto sul mare, e il Nord della Cina agricolo, conservatore e rapidamente caduto in mani mongole. Questo potrebbe portare a una divisione della civiltà cinese in due rami cugini, ma con modi di pensare diversi (il Sud avrebbe una mentalità più « anglosassone »). Se i Song subiscono lo stesso l’invasione mongola (dopotutto non avevano i mezzi e gli uomini per resisterle), forse allora la dinastia potrebbe trovare riparo nelle sue colonie insulari e creare un’altra Cina...

.

Ed ora, un'altra segnalazione di Lord Wilmore:

Avete sentito la notizia? A quanto pare, l'automobile che vola è una realtà, grazie a Paul Moller e alla sua Moller Skycar M400X. Quest'auto è lunga come una fuoriserie, fa otto chilometri con un litro e, soprattutto, è in grado di volare: può sollevarsi in verticale e, grazie alla cabina pressurizzata, può raggiungere i 9000 metri di quota. Naturalmente è dotata di un paracadute. Dicono che nei prossimi anni ne verranno costruiti circa 500 esemplari: la produzione in serie per il trasporto pubblico e privato dovrebbe iniziare a partire dal 2012.

La Skycar M400X

Ed ecco la risposta puntuale di Sandro Degiani:

Sì, ho sentito… è la terza volta che rimandano la commercializzazione… doveva essere pronta per il 2007, poi problemi di industrializzazione la fecero slittare al 2009… poi c'è stato il problema della omologazione come aereo e l'abilitazione al volo.. adesso si parla del 2011… ho dei dubbi sulla omologazione in urto frontale e laterale, nonché l'urto pedone dato che presenta una sezione frontale appuntita e spigoli pericolosi.

Non ha tergicristalli, specchi retrovisori, frecce laterali, fari che non siano quelli di volo.

Non è comunque un automobile che vola, è piuttosto un aereo senza ali che (forse, autorità e polizia permettendo) potrà anche spostarsi su strada… guarda le ruotine ridicole (probabilmente con piccolissimi freni…!!) e capisci che non ci puoi andare molto lontano ne' molto veloce… me lo vedo proprio bene sui tornanti dello Stelvio.

Per spostare i VIP, la soluzione migliore è un Jet Executive ed una bella limousine all'aeroporto… perché dovrebbero scegliere questo ibrido…?

Dato il decollo ed atterraggio verticale, potrebbe essere una alternativa all'elicottero… ma credo che sia meno efficiente e meno comodo. Da vedere se i tetti con eliporto possono sopportarne il peso che parrebbe molto maggiore di un normale velivolo ad ala rotante. Manca comunque la visibilità inferiore che la cabina a bolla di un elicottero consente.

In fondo tutti gli aerei rullano sulla pista e potrebbero quindi teoricamente andare per strada, il problema è l'ingombro delle ali...

Il precursore di questo impiego stradale dell'aereo fu Hans Ulrich Rudel, il grande asso degli Stukas sul fronte orientale (2600 missioni di guerra, 600 carri armati distrutti, 3 corazzate affondate, per lui Hitler fece coniare una decorazione apposita, la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia, Spade, Diamanti e un serto con la scritta in diamanti 2500).

Nell'inverno del 1944 fu costretto all'atterraggio essendo incappato in un banco di nebbia così fitta da impedirgli il volo. Scoprì di essere atterrato vicino ad una strada che portava al suo aeroporto e sulla quale passava una colonna di rifornimenti.

Chiese spazio per il suo aereo, si infilò rullando tra due camion e percorse così oltre 40 chilometri fino a presentarsi davanti ad una stupita sentinella all'ingresso del suo aeroporto… nulla di nuovo sotto il sole…!!!

P.S. Come la mettiamo con le emissioni di CO…????? Quattro turboventole ne devono sparare fuori un bel po'...

.

Ed ora, la nuova idea di Renato Balduzzi:

Secondo voi, di quanto si può anticipare l'epoca spaziale?

Mi spiego meglio.

Ipotizzando che non vi siano grandissime differenze scientifiche con la nostra linea temporale, da che momento la civiltà umana avrebbe avuto la possibilità, sviluppando determinate tecniche, di costruire strumenti atti a lanciare oggetti fuori dal campo gravitazionale terrestre? Questo naturalmente a prescindere da possibili voli umani o ponti radio con la Terra.

Io ho meditato a lungo su questa possibilità. Innanzitutto, l'oggetto da mandare in orbita deve essere un satellite. è necessario che abbia un ponte radio con la terra perché sia identificabile? Secondo me no. La luce solare riflessa sarebbe stata sufficiente a individuarlo in una notte stellata ad occhio nudo. Gli astronomi l'avrebbero potuto identificare mediante calcoli matematici (e probabilmente anche per esclusione...). Se l'oggetto fosse stato ricoperto di specchi, l'identificazione sarebbe stata ancora più semplice.

Ma cosa lo può mandare in orbita? Un razzo. I razzi esistono dal Medioevo: li inventarono i Cinesi, ed utilizzavano come carburante la polvere da sparo. Ovviamente questa tipologia di razzi non va bene per un viaggio spaziale poiché il carburante peserebbe troppo, in assenza di ossigeno si spegnerebbe e sarebbe difficilmente controllabile, oltre che presentare un rischio altissimo di esplosione.

Per un viaggio spaziale ci vuole un razzo particolare che deve rispondere alle seguenti caratteristiche: essere opportunamente protetto dall'attrito dell'atmosfera, abbastanza potente da raggiungere l'orbita terrestre, avere una certa stabilità e presentare ugelli che permettono una propulsione regolare.

Prima questione: il materiale. I razzi attuali credo siano fatti di materie plastiche ma i primi erano d'acciaio, che divenne relativamente comune a partire dall'età industriale. Certo, i tecnici dell'epoca (ancora imprecisata) avrebbero dovuto trovare un metodo per produrre fogli di forma conica perfettamente levigati e ottimamente resistenti, ma credo che questo sia un problema minore, dato che le tecniche per ottenere oggetti "precisi" esistono sin dall'antichità. Ovviamente, in base alla tecnologia, una serie di tentativi ed errori avrebbe portato alla formulazione del veivolo ideale per raggiungere l'orbita terrestre.

Il propellente può essere di tipi diversi. Questo credo sia il fattore limitante, in quanto prevede una conoscenza approfondita della materia che non può esulare dalla chimica propriamente detta. Prima di Lavoisier, quindi, è ben difficile che si potesse concepire un razzo modernamente inteso. Il propellente potrebbe essere quello della V2, basato sull'alcool etilico e sul perossido di idrogeno, ossia la comune acqua ossigenata. Il primo può essere prodotto per fermentazione e infine distillato, mentre il perossido di idrogeno si ottiene nel modo più semplice con l'elettrolisi dell'acido solforico. Tra l'altro, l'acido solforico viene prodotto industrialmente dal 1746 e Lavoisier conosce bene l'elettrolisi.

Mancava solo l'idea di applicare un ugello al razzo per migliorarne notevolmente le prestazioni, idea che venne a Robert Goddard nel 1917.

Quindi, sono giunto alla conclusione che, verosimilmente, mediante uno sviluppo tecnologico delle conoscenze scientifiche dell'epoca, un buon numero di esperimenti e un interesse da parte delle autorità, l'uomo avrebbe potuto lanciare un satellite in orbita terrestre entro la fine del Settecento. L'autore della straordinaria impresa sarebbe potuto essere Lavoisier: scienziato all'avanguardia nello studio della chimica, possedeva le conoscenze necessarie per ideare un propellente identico a quello delle V2. Tra l'altro, si occupò per molto tempo dello studio della combustione, che qui casca a fagiuolo. Il grande scienziato ha anche più di un motivo biografico per tentare la mitica impresa. Innanzitutto la sua impresa abbisognava, a monte, del sistema metrico decimale che lui stava propagandando in Francia: gli ottimi successi dei suoi studi sui razzi avrebbero dimostrato ai dubbiosi che quella dell'unificazione delle misure era la strada giusta.

Lavoisier, inoltre, fu ghigliottinato nel 1794 poiché nella vita svolgeva il ruolo di esattore delle tasse e aveva rifiutato il futuro rivoluzionario Marat come allievo. Solo un'impresa straordinaria avrebbe potuto convincere Marat, il suo accusatore principale, a risparmiarlo: quella di lanciare un satellite in orbita terrestre per la gloria della Francia rivoluzionaria...

.

Gli risponde Camillo Cantarano:

Se Leonardo sviluppa bene il suo elicottero e poi i posteri ne fanno modelli sempre più sofisticati, si può pensare anche al '600 come nuova epoca spaziale, con tentativi di colonizzazione del cosmo dopo che lo "spazio vitale" in Africa ed Asia è finito. Si potrebbero vedere addirittura piccole battaglie fra inglesi e tedeschi per il possesso della luna. E immaginiamoci una seconda guerra mondiale combattuta su più pianeti...

.

Invece Mattiopolis torna all'idea di Renato:

Lavoisier il pioniere dell' industria aerospaziale... potrebbe funzionare. Inizia quindi a lavorare sui razzi, protetto dal governo francese rivoluzionario, però i prototipi di razzo all' inizio saranno più uno sfoggio di potenza da parte di Parigi che altro, condito da slogan tipo "La Ragione conquisterà lo spazio!". Con Napoleone si assisterà ad una svolta: il lancio di preistorici razzi in cielo viene affiancato dal lancio di razzi (anch'essi un pò alla buona) contro gli eserciti avversari, e le èlite scientifiche della Francia si daranno da fare per creare razzi più letali ed in grado di colpire gli eserciti da lunga distanza... e forse anche le città. La guerra quindi si rivoluziona, e le forze inglesi si daranno da fare per creare anch'esse razzi di vario genere. A Waterloo si assiste quindi ad un vero e proprio tiro incrociato di testate: i francesi però, sebbene superiori in quanto a capacità balistica, vengono schiacciati dalle truppe avversarie, che sono più abili nella strategia generale. A questo punto il ruolo di potenza passa agli inglesi, che oltre a colonizzare e sfruttare Africa ed Asia decidono di fornirsi di un' arsenale di tutto rispetto, e a partire dal 1848, quando le tensioni tra e dentro i vari stati si acutizzano, le varie potenze iniziano una frenetica corsa allo spazio, per esaltare le folle e distoglierle da propositi rivoluzionari. Gran Bretagna, Francia, Reich, Austria, e più tardi Italia e Russia spediscono in orbita satelliti e razzi, tentando anche di far fare un piacevole viaggetto a cani, gatti e altre sfortunate creature... senza che la Terra possa contattare lo spazio e viceversa. Così, non esistendo, per ragioni tecnologiche, il contatto tra chi è a terra e chi è in cielo, questi astronauti saranno isolati, ricreando ciò che i navigatori provavano nel '500. Nel 1869 la "nave spaziale" inglese Albion, con a bordo tre astronauti, sbarca sulla Luna.

.

Cosicché Renato torna alla carica:

Grossomodo la mia proposta di timeline è questa:

1779: Lavoisier applica a un razzo artigianale il suo nuovo motore chimico basato sulla reazone tra alcool etilico e perossido d'idrogeno.

1780: gli viene suggerito di apporre degli ugelli. I razzi sono molto più efficaci.

1781: in contemporanea con gli esperimenti dei fratelli Montgolfier, Lavoisier lavora per rendere possibile l'esplorazione dell'atmosfera mediante razzi-sonda che raggiungono quote sempre più alte.

1783: viene lanciato il primo essere vivente su di un razzo: si tratta di un gatto inserito in una navicella di vimini che raggiunge gli 8 km di altezza per poi essere espulso e cadere con un paracadute a 50 km dal luogo del lancio.

1785: è la volta del primo volontario umano ad un lancio con un razzo, che raggiunge i 12 km di altitudine.

1789: scoppia la Rivoluzione Francese e Marat, rivoluzionario facente parte dell'entourage di Lavoisier, protegge il maestro propagandando le sue ricerche e cercando finanziamenti statali. L'Assemblea Nazionale appare molto interessato dagli esperimenti dell'insigne scienziato perché intuisce le possibilità di applicazione in campo militare. Nello stesso anno Lavoisier lancia dalla campagna parigina un razzo che raggiunge un punto prestabilito della costa orientale della Normandia con una buona approssimazione.

1790: Lavoisier pubblica un opuscolo dove teorizza la possibilità di effettuare viaggi nello spazio interplanetario, ipotizzando che fosse privo d'aria. Offre ufficialmente all'Assemblea Nazionale il suo completo appoggio per la costruzione di una "stella artificiale" da lanciare in orbita terrestre. Il popolo è entusiasta dell'idea e il governo rivoluzionario appoggia senza condizioni i progetti costosissimi di Lavoisier.

1796: primo utilizzo di razzi a scopo militare, soprattutto terroristico, impiegati contro l'Italia e l'Austria. La loro gittata tuttavia è ancora piuttosto modesta (qualche decina di chilometri).

1797: Dopo anni di ricerche e tentativi, viene messo in orbita con l'innovativo vettore Citoyen il primo satellite artificiale della storia umana. Si tratta di un cubo di metallo leggero, cavo e ricoperto di specchi, battezzato "étoile de la Révolution". La portata dell'evento è immane: il satellite, messo su un'orbita bassa, è visibile nelle notti stellate da tutta l'Europa.

Continua...

Il mondo è nelle nostre mani?

Anche Enrica S. ha la sua proposta:

Secondo l'opinione comune, all'era del vapore posero fine l'invenzione del motore a scoppio a quattro tempi, dovuta a Nikolaus Otto nel 1867, e quella del motore a scoppio a due tempi, compiuta da Karl Friedrich Benz nel 1878; le ultime automobili a vapore, prodotte dai fratelli americani Francis Freelan Stanley, uscirono dalla catena di montaggio nel 1917, dopo di che i due industriali dovettero gettare la spugna ed arrendersi alla vittoria del petrolio. In tempi recenti tuttavia ha avuto fortuna un genere letterario chiamato Steampunk (letteralmente "vapore da due soldi"), nel quale si immagina un mondo moderno ipertecnologico e digitale, ma basato sulla sola forza del vapore, senza motori a scoppio né reattori nucleari. I romanzi, film e fumetti di questo genere immaginano un'età vittoriana eterna, fatta di ottoni luccicanti, bulloni ingrassati, ciminiere fumanti, un mondo fatto di ghisa e di olio lubrificante, percorso da macchinari colossali alimentati dalla forza del vapore e da proiettili sparati su altri pianeti alla maniera di Jules Verne.

Al di là della fantasia più o meno sfrenata di scrittori come Paul Di Filippo, che accade se il vapore resta la fonte di energia principale per l'umanità? Certamente le voraci macchine a vapore richiederanno migliaia di tonnellate di legna e carbone, per cui vi è il rischio del disboscamento della Terra, della distruzione di paesaggi incontaminati per aprire miniere di carbone a cielo aperto, e dell'immissione in atmosfera di enormi quantità di polveri, anidride carbonica ed anidride solforosa, con la conseguenza di piogge acide che farebbero inaridire la Terra. Si potrebbe replicare la catastrofe avvenuta 225 milioni di anni fa, alla fine del Permiano, quando ciclopiche eruzioni vulcaniche scaricarono milioni di tonnellate di ceneri e fumo nell'atmosfera, provocando l'estinzione del 95 % dei viventi. Ci aspetterà davvero un futuro così fosco, o l'umanità saprà fermarsi in tempo mediante un Trattato di Kyoto ante litteram e mediante un "vapore ecosostenibile"? E come cambiano le due Guerre Mondiali, la Guerra Fredda, l'Era Spaziale messe in moto unicamente dalla forza del vapore.

.

Cos le replica l'amico Sandro:

La quantità di energia che l'umanità consuma oggi è infinitamente superiore alla biomassa che si rigenera per azione del energia solare.

Un mondo "steampunk" è ingegneristicamente affascinante e teoricamente possibile a patto di rispettare le condizioni che aveva posto il grandissimo Randall Garret nei sui gialli con protagonista Lord Darcy, Investigatore Capo del Duca di Normandia al servizio di Sua Maestà la Regina di Inghilterra e Francia.

Le condizioni sono un governo "mondiale" di tipo Coloniale ed Illuminato e strutturato in un ordine sociale di classi ben definite.

Il benessere è assicurato a tutti i sudditi e la legge è "abbastanza" uguale per tutti ma il progresso tecnologico ed i suoi benefici sono riservati all'elite nobiliare e di governo, che sovente snobbano comunque i manufatti, preferendo da buoni inglesi "i buoni vecchi metodi dei tempi andati" quando i cavalli tiravano le carrozze e si volava con le mongolfiere!

In un mondo sottopopolato, agricolo, socialmente tranquillo e remissivo, dove le "regole" sono scritte nel DNA delle persone e nessuno si sogna di sovvertir l'ordine delle cose (a parte quel pazzo generale corso che per fortuna fu sconfitto clamorosamente ed esiliato nelle colonie d'Africa) una cultura tecnologica evoluta ma non esplosiva e devastante basata sul vapore è possibile... l'abbiamo già vissuto anche se per pochi anni, diciamo dal 1870 al 1900, troppo poco perchè la cultura del vapore potesse rendere evidenti i suoi effetti.

Il volo sarebbe però stato molto difficile se non con dirigibili perchè un motore a vapore può erogare troppo poca potenza per unità di peso e questo limite è tecnicamente insuperabile.

Dove il peso non è un problema, anzi un vantaggio, come nei treni (più peso = più trazione) e nelle navi (più peso in basso=più stabilità) il vapore è rimasto fino a molto tardi il padrone e ancora oggi le navi nucleari trasformano il calore della reazione in vapore e usano turbine che derivano da quelle dei piroscafi di inizio secolo alimentate a legna e carbone.

Un modo quindi di navi, diligenze senza cavalli e qualche dispositivo in più, ma non ricco tecnologicamente.

Tant'è che Garrett per dare un po' di brio ai suoi racconti ha dovuto introdurre anche la magia per sopperire a carenze tecnologiche e così il frigo diventa l'armadio con incantesimo di conservazione, la televisione una sfera di cristallo ben caricata di magia (anziché il canone paghi il mago per la ricarica, un po' come con Sky)

OK... io AMO i racconti di Garrett, molto "english" e ironici... per gli amici Ucronici ricordo il POD di Garrett... Riccardo Cuor di Leone non muore il 6 Aprile 1199 in seguito ad una ferita di freccia ricevuta durante l'assedio del castello di Chalus, ma guarisce grazie ad un mago chiamato a corte per salvarlo.

Da allora si sposa, ha una discendenza, mantiene unite le corone di Francia e Inghilterra e con una crociata definitiva sconfigge e distrugge l'Impero Musulmano di Oriente dove crea il Feudo di Costantinopoli, quello di Gerusalemme, quello di Baghdad e quello di Alessandria che si spartiscono l'intero Medio Oriente fino all'India (che diventa 300 anni prima colonia Inglese).

E sopratutto difende ed incoraggia la Magia Celtica e Druidica. Per cui nasce una Scuola di Magia Reale alla Harry Potter, dove si insegna magia ed incantesimi e la "scienza" galileiana non trova spazio e non nasce, lasciando spazio all'Alchimia ed altre scienze esoteriche...

.

Terminiamo per ora con questa idea di William Riker:

Pochi sanno che il motore a combustione interna venne inventato da un sacerdote lucchese, don Eugenio Barsanti (1821-1864), che assieme all'amico ingegnere Felice Matteucci (1808-1887) lo mise a punto e lo presentò al mondo accademico il 5 giugno 1856.

Presentato alla prima esposizione nazionale di Firenze del 1861, ebbe un successo di gran lunga superiore alle attese, e Barsanti ebbe molti contatti da parte di aziende agricole che pensavano di usare il suo motore per far muovere trattori e trebbiatrici. Tuttavia Barsanti e Matteucci non riuscirono a convincere le grandi imprese della bontà della loro invenzione, i progetti spediti ad un'industria belga interessata al motore sparirono nel nulla, e don Barsanti morì nel 1864 a soli 43 anni. Nel 1867 gli inventori tedeschi Nikolaus Otto ed Eugen Landen brevettarono il loro motore, del tutto identico a quello del prete lucchese, che conobbe un successo strepitoso, tanto che ne vennero realizzati tremila esemplari. Un caso di plagio? Non è da escludere.

Ma che accade se il Motore Barsanti sfonda già negli anni '50 dell'ottocento, e pochi anni dopo le vie d'Europa sono già percorse dalle prime automobili moderne? Come cambia da quel momento in poi la storia dell'uomo?

.

Il prolifico Sandro non manca di fargli avere il suo parere anche stavolta:

Il primato di Barsanti è stato riconosciuto anche dai tedeschi. Il Deutsche Museum di Monaco in Germania ha ricevuto in dono dalla Fondazione Barsanti un modello in scala 1:1 del primo esemplare di motore e lo ha esposto nelle sue sale con la scritta "Primo motore a combustione interna - Brevetto Barsanti" (vedi questo sito).

All’evento, i media tedeschi hanno dato notevole rilevanza, ne hanno parlato giornali, riviste scientifiche e televisione ma la cosa piu importante sono state le dichiarazioni pubblicamente rese alla manifestazione dal Vice Direttore del Museo Dott.Klaus Freymann quando, parlando del motore Barsanti e Matteucci, tra le altre cose, letteralmente afferma:

« …Questo motore ha un’enorme importanza, visto che Nikolaus Otto, che ha ricevuto il proprio brevetto circa 10 anni dopo questa invenzione ed il cui nome e strettamente collegato col motore a scoppio, ha in gran parte, per non dire del tutto, copiato da Barsanti e Matteucci… »

Che per i tedeschi è una bella fatica ammettere di avere copiato...!

Temo che se fosse stato riconosciuto il primato di Barsanti finiva come con il motore elettrico di Galileo Ferraris.... lo avrebbe donato alla umanità rinunciando ai diritti sul brevetto.

Dieci anni non fanno differenza secondo me... il motore a scoppio si affermò solo negli anni '20 con la motorizzazione di massa di Ford. Fino ad allora non dimentichiamo che le auto (molto poche andavano a vapore, a elettricità, a gassogeno, oltre che a benzina. Non esistevano i carburatori, l'accensione era precaria, i giri pochi, i cavalli ancora di meno e il peso elevato.

I Fratelli Anzani furono tra primi a sviluppare motori a scoppio leggeri e potenti per uso areonautico (per i Bleriot per esempio), ma dopo il 1910.

Mancava non l'idea ma la tecnologia... nessuna invenzione può superare i limiti tecnologici dell'epoca in cui viene fatta (vedi fusione nucleare, ma anche le geniali visioni di Leonardo).

.

Se volete intervenire, scriveteci a quest'indirizzo.


 

Torna indietro