Estate 1942: nella notte tra il 13 e il 14
agosto una spedizione scientifica americana di stanza in Alaska allerta lo Stato
maggiore dell'esercito americano a seguito di una non meglio precisata esplosione
avvistata sulle coste meridionali della penisola di Cukci, in territorio russo.
La notte stessa la notizia raggiunge Roosevelt che decide di inviare sul posto
un sommergibile americano per verificare la situazione e soprattutto per fugare
il dubbio, comune a molti a Washington, che l'esplosione altro non sia che un
tentativo fallito da parte tedesca di raggiungere con un missile di nuova
generazione le coste americane. Tutte le basi Usa sono in stato di "massima
allerta".
14 agosto 1942: il sommergibile americano "Uncle Sam" raggiunge Nome,
Alaska, dove viene imbarcato il corpo di spedizione scientifico autore
dell'avvistamento. Il Maggiore Pete Unknown riceve gli ospiti, raccogliendo i
dettagli relativi al presunto luogo dello schianto e provvedendo ad una sua
approssimativa individuazione su una mappa. Vengono individuati tre punti,
denominati Alfa, Beta e Gamma, in un raggio di 10 chilometri a sud di Uelen,
Penisola di Cukci, territorio Urss.
Il Maggiore Pete Unknown riceve l'ordine da parte del Capo di stato maggiore
dell'esercito Usa di procedere ad uno sbarco in territorio Urss, nel tentativo
di verificare l'entità dello schianto e di raccogliere dati che possano aiutare
a prevenire ed estirpare qualunque minaccia nazista apportata contro il popolo
americano.
Tre squadre, per un totale di quindici uomini, vengono sbarcate in tre diversi
punti della costa russa, mentre anche Stalin riceve le prime, confuse, notizie
di uno schianto avvenuto nei pressi di Uelen.
Le tre squadre speciali Usa, dopo aver battuto la zona, si ricongiungono intorno
a quelli che sembrano i resti di un velivolo, filmando ogni cosa freneticamente,
nel timore che i soldati dell'Armata Rossa possano giungere sul posto da un
momento all'altro, creando un incidente diplomatico dai risvolti pericolosi.
L'attenzione di tutti viene attirata da ciò che rimane del corpo centrale
dell'oggetto, una capsula di circa due metri per due. Si decide di procedere
all'apertura della stessa, dietro ordine espresso del Maggiore Unknown.
All'interno della capsula vengono ritrovati due corpi di statura inferiore alla
media, ma è impossibile procedere ad una identificazione a causa dei caschi e
delle tute che li nascondono completamente alla vista. Viene dato l'ordine di
raccogliere campioni organici e materiali scampati allo schianto, nonché di
recuperare i corpi. Le operazioni di recupero dei materiali si rivelano più
complicate del previsto e vengono interrotte dalla segnalazione della presenza
di squadre russe impegnate a setacciare la zona. Le tre squadre fanno ritorno a
bordo dello "Zio Sam".
15 agosto 1942: il Maggiore Unknown dà il ben tornato ai suoi a bordo del
sommergibile, prima di disporre che i corpi vengano rinchiusi assieme ai
campioni nei locali dell'infermeria fino a nuovo ordine. Dalla Casa Bianca
arrivano disposizioni affinché nessuno acceda ai locali dell'infermeria, che
vengono sigillati. Il sommergibile viene scortato fino a Bethel, Alaska, dove
vengono imbarcati un antropologo, un ingegnere, un medico e un gruppo di alti
ufficiali direttamente in comunicazione con Washington. Il gruppo rompe i
sigilli e accede all'infermeria preceduto dal Maggiore Unknown: la porta viene
immediatamente richiusa alle loro spalle. Le ipotesi più plausibili, vista
l'altezza dei corpi, è che si tratti di ufficiali giapponesi morti durante i
test di un nuovo mezzo aereo. Vengono visionati i filmati ripresi sul luogo
dello schianto, poi si decide per l'autopsia dei corpi. Lentamente, mentre la
macchina filma, si sganciano le cerniere che chiudono ermeticamente i caschi. Si
sollevano i caschi. Poi l'orrore, lo schianto deve aver deformato i corpi.
L'antropologo effettua i rilievi di rito, poi la notizia shock: i corpi non sono
umani. Misure del cranio, epidermide, probabile presenza di un esoscheletro o di
ciò che ne resta: nulla a che vedere con un essere umano.
Il maggiore Unknown dà ordine affinché nessuno dei presenti venga in contatto
con l'equipaggio: di comune accordo si decide di rimanere all'interno
dell'infermeria fino a che nuove disposizione non arrivino dalla Casa Bianca. Il
sommergibile fa rotta verso sud, destinazione Seattle, nei pressi di Vancouver.
Ad attenderli questa volta c'è Roosevelt in persona. L'equipaggio viene
congedato in permesso premio, il sottomarino rimane deserto. Sigilli vengono
apposti ovunque, poi Roosevelt fa il suo ingresso nell'infermeria. Vengono
visionati nuovamente i filmati, compresi quelli dell'autopsia. Roosevelt dà
ordine affinché i materiali sensibili e i soggetti che ne sono venuti in
contatto vengano trasferiti a bordo di un jet alla volta di una basa segreta
costruita all'interno delle montagne del Nord America, conosciuta con il nome in
codice di "Area 51".
16 agosto 1942: i soldati di Stalin raggiungono il luogo dello schianto, ove trovano però solo i resti di quello che a tutta prima sembra una capsula. tutt'intorno impronte di uomini, forse una decina, provenienti da tre punti diversi. i soldati si dividono, vengono raggiunti tre punti diversi sulla costa: dall'altro lato l'Alaska. Stalin ordina il recupero della capsula e il suo studio, pensando che si tratti della nuova arma con cui gli americani studiano di sconfiggere Hitler.
17 agosto 1942: Stalin chiama Roosevelt. Oggetto della telefonata il ritrovamento di una capsula "americana" su suolo russo. Roosevelt sta al gioco, offre nuove forniture di materiale bellico in cambio della restituzione. Stalin nicchia, mirando ad un riconoscimento futuro dell'influenza russa sull'Europa centrale (la Polonia, la Cecoslovacchia, la Germania).
30 agosto 1942: gli scienziati russi riferiscono a Stalin: la capsula non è costruita con materiali convenzionali, presenta tracce di minerali assenti sulla terra e residui organici sconosciuti. Stalin ordina studi più approfonditi. Sarà l'inizio dell'ascesa russa in campo spaziale: sfruttando un modello alieno i russi arrivano per primi alla costruzione di modelli perfettamente funzionanti e in grado di oltrepassare l'atmosfera terrestre. Ma per questo c'è ancora tempo...
Dicembre 1942: Viene dato il via al "Progetto Manhattan" sulla ricerca atomica, grazie all'apporto fondamentale di scienziati fuggiti al regime nazista senza dimenticare Arthur Compton e Enrico Fermi.
Aprile 1945: i Russi entrano a Berlino, penetrano nel bunker dove trovano i corpi di Hitler, Eva Braun e dei maggiori gerarchi nazisti. in una cella frigorifera viene poi fatta una scoperta sconvolgente: due corpi alieni giacciono sdraiati su due letti. tutt'intorno documenti in tedesco e numerosi studi anatomici. Vengono chiamati gli interpreti. Si scopre che nel 1937, un anno prima dell'inizio della ricerca sul nucleare da parte nazista, un oggetto non identificato si era schiantato poco più a nord di Berlino. La scoperta fu sconvolgente e gli studi furono affidati alla sezione addetta agli studi sul paranormale delle SS. La capsula venne invece spedita alle industrie Knopper dove venne studiata da diversi ingegneri e scienziati, che ne intuirono le potenzialità in campo bellico e, come "illuminati", diedero inizio al progetto di costruzione di un'arma atomica, basandosi sugli studi dell'armamento in dotazione alla capsula (Otto Hahn). I russi comprendono tutto, Stalin per primo che crede di essere stato raggirato dagli Usa, che sapevano: riaffiora alla mente la scoperta dell'altra capsula. Ha inizio l'allontanamento tra URSS e USA.
Agosto 1945: le due bombe atomiche vengono sganciate su Nagasaki e Hiroshima.
E si potrebbe continuare...
Ed ora, un'altra proposta dello stesso tenore:
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POD. Anno 1938: Ettore Majorana non scompare nel nulla ma segue il suo maestro Enrico Fermi nell'esilio statunitense, e qui i generali americani lo costringono a partecipare al progetto Manhattan. Majorana, il miglior matematico della Terra, è incaricato dei calcoli per stabilire la configurazione neutronica ottimale per l'ordigno atomico. Questi però, pacifista convinto, mena il can per l'aia ed anzi sabota volontariamente il progetto Manhattan, cosicché la costruzione della bomba termonucleare va per le lunghe e non è pronta per l'estate del 1945. Hirohito tuttavia si impone ai suoi generali per impedire l'invasione americana del Giappone e firma l'armistizio il 9 agosto senza che ci sia stata né Hiroshima né Nagasaki.
A questo punto però Stalin occupa metà dell'Europa, compreso un quarto di Germania, e decide di alzare il prezzo pretendendo anche l'Italia settentrionale: la penisola dovrà dunque essere divisa in sfere di occupazione come la Germania. Churchill e Truman dicono di no perchè vogliono impedire l'ulteriore dilagare del comunismo verso occidente. Ultimatum di Stalin agli ex alleati il 26 novembre. Nonostante un appello di Pio XII affinché nuove sofferenze siano risparmiate al mondo, Churchill e Truman decidono l'attacco preventivo ed affrontano l'ex alleato sovietico lungo la linea della "cortina di ferro". Tedeschi ed italiani diventano improvvisamente alleati di USA e Regno Unito. Il fatto che la bomba atomica non sia pronta impedisce il confronto nucleare. Stalin però spezza la resistenza delle truppe occidentali e, con l'aiuto dei partiti comunisti europei che insorgono proclamando la rivoluzione bolscevica, invade Italia, Austria, Germania Occidentale, Francia, Belgio, Olanda, Spagna e Portogallo, paesi in cui vengono costituiti satelliti sovietici simili a quelli dell'Europa orientrale. Togliatti diventa primo ministro e proclama la Repubblica Popolare Italiana; Pio XII è confinato entro il Vaticano, presidiato dalle truppe sovietiche. Il Regno Unito non può sostenere il nuovo conflitto e chiede l'armistizio, cedendo l'India ai sovietici che ne fanno una repubblica comunista satellite. Anche in Cina Mao sconfigge Chang Kai Shek e diventa fedele alleato di Stalin. I paesi africani ex colonie italiane, francesi e belghe diventano indipendenti ma in essi si instaurano altre dittature di stampo sovietico, e così accade nell'Indocina francese. Gli inglesi sono costretti a sgomberare dalle loro colonie africane ed asiatiche a causa dello scoppio di rivoluzioni bolsceviche nei loro territori, e conserva solo il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda. Gli USA cessano il fuoco e devono cedere anche il Giappone ai sovietici. Ai primi del 1949 l'Africa e l'Eurasia sono totalmente dominate da un uomo solo, Jozif Stalin. Solo gli USA restano liberi, tenendo conto che la maggior parte dei paesi sudamericani è dominato da dittature di destra e che in essi sono attive guerriglie di sinistra.
Due uomini però non accettano il nuovo ordine mondiale, che il Don Carlos di Verdi avrebbe definito "la pace dei sepolcri". L'uno è Ettore Majorana, che ora è roso dai rimorsi per non aver capito che, senza l'arma atomica, il mondo andava incontro alla tirannide; l'altro è Wernher Von Braun, datosi alla macchia in Germania e divenuto capo della Schwarze Rose, il principale movimento clandestino che si oppone al dominio sovietico sull'Europa. Con l'aiuto di Wernher Heisenberg, fisico eminente datosi lui pure alla macchia, questi riesce a far giungere negli USA un messaggio cifrato dietro un'equazione che solo Majorana può decifrare. Questi ci riesce e decide di accettare l'invito di Von Braun: simula il suicidio nel golfo del Messico, sul traghetto che da Tallahassee (Florida) porta a Corpus Christi (Texas), ma si imbarca su un mercantile che attracca in Olanda e, sotto il falso nome di Hector Neverhour, raggiunge il quartier generale di Von Braun tra le Alpi bavaresi, in un laboratorio missilistico segretissimo che già Hitler aveva fatto costruire per progettare le V-3, destinate a volare verso New York ma mai realizzate. Qui Von Braun modifica le V-3 e costruisce una flotta di dieci missili, sui quali si imbarcano in tutto duemila persone da tutta l'Europa. Ci sono anche duecentocinquanta italiani guidati dal giovane Aldo Moro; loro cappellano è don Lorenzo Milani, che ha avuto uno speciale incarico da Pio XII in persona.
Il 4 ottobre 1957, improvvisamente, tra le montagne della Baviera si scatena l'inferno: fiamme accecanti si levano fino al cielo come se si fosse spalancata la porta dell'abisso dopo l'atterraggio dell'apocalittico asteroide Assenzio, rombi come di tuono lacerano il buio della notte, mentre il fuoco divora tutto ciò che resta del quartier generale di Von Braun. La spedizione lascia definitivamente il pianeta Terra e, guidata dal genio di Majorana e dall'intraprendenza di Von Braun, fa rotta verso il pianeta rosso, sul quale sbarcano il 13 agosto 1958, nella regione chiamata Utopia Planitia. Subito gli astronauti escono dai missili inguainati in tute spaziali progettate da Von Braun ed iniziano ad edificare una vera e propria città sotterranea, cui viene dato il significativo nome di Utopia. Sei reattori nucleari forniscono l'energia necessaria, mentre dalla Terra sono state portate speciali colture di alghe verdazzurre che producono l'ossigeno necessario. Von Braun proclama la Repubblica di Nuova Europa e ne è eletto presidente, dotandola di una costituzione sul modello di quella della Repubblica Romana del 1849 (in ciò è fondamentale l'apporto di Aldo Moro). La governerà fino al 1969 (l'intrepido pioniere dello spazio morirà nel 1977). "Dove nessuno è mai giunto prima" è il motto della Repubblica, che intanto procede all'esplorazione del pianeta rosso e alla fondazione di colonie satelliti, di pari passo con l'aumento della popolazione. Nel 2000 la colonia conta già 5000 abitanti. Ma intanto sulla Terra è diventato Papa il giovane vescovo polacco Karol Wojtyla...
Come continuare l'ucronia?
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Lord Wilmore ne approfitta per avanzare questa proposta:
Il fisico siciliano Ettore Majorana fu il primo a intuire l'esistenza del neutrone in seguito agli esperimenti dei coniugi Fréderic Joliot e Irene Curie. Ma sfortunatamente soffriva di una malattia mentale per cui si credeva un incapace, e difatti non pubblicò mai nulla o quasi, facendosi scippare la scoperta del protone dall'inglese James Chadwick. E se non ha quella tata mentale? Il neutrone lo scopre lui e prende il Nobel per la Fisica nel 1935, prima di Fermi. Ovviamente non scpmpare nel nulla nel 1938. Lui non ha sposato un'ebrea, e quindi non segue Fermi, Rasetti e Segre nella via dell'esilio, restando a Roma e diventando il direttore del Dipartimento di Fisica di Via Panisperna. Mussolini pensa probabilmente di metterlo al lavoro a Peenemünde per costruire l'atomica di Hitler, e allora i casi sono due. O Majorana va a Peenemünde ma, come Penelope, disfa di notte il lavoro fatto di giorno, sabota il progetto nazista e le cose vanno come sappiamo, con in più il fatto che gli USA nel dopoguerra se lo accaparrano e lo portano in America a lavorare per loro. Oppure, Majorana mena il can per l'aia promettendo al Duce grandi scoperte e un'arma segreta fascista, fino al 25 luglio 1943 quando torna in Sicilia con la scusa di stare vicino ai parenti, e così dopo l8 settembre resta nell'Italia liberata. Nel dopoguerra riavrà la Cattedra di Fisica Atomica a Roma e da lui ci si potrebbero aspettare altre scoperte, come il modello a quark, e magari un secondo Nobel. Questo fino al 1969, quando decide di ritirarsi in un convento di clausura, dove resterà fino alla morte, nel 1980.
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Falecius gli risponde:
E se invece Majorana, assieme ad Heisenberg (di cui si dice che lavorasse
lui pure alla Penelope, sabotando volutamente il progetto dell'atomica nazista: ma di certo si considerava un patriota tedesco, anche se la sua adesione al nazismo fu al massimo tiepida) offrisse davvero all'Asse la bomba?
Gli scenari sono diversi: nel primo, un Majorana in gran forma (e convinto fascista, cosa che non credo fosse) è in grado di fornire la Bomba al Duce. Grazie a questa nuova arma l'Italia diventa il partner dominante dell'Asse, almeno
finché il Reich non ne replica il risultato (cosa che probabilmente farà in pochi anni).
Diciamo che ad essere orribilmente ottimisti (assumiamo che la scoperta del neutrone avvenga con qualche anno di anticipo) Mussolini potrà farne lanciare una su una città francese nel 1940, o greca nel 1941. Di fronte a questa potenza, l'Inghilterra accetta la pace e l'Asse attacca indisturbata la Russia, con probabile successo.
Segue politica di equilibrio tra Giappone, Germania, USA ed Italia, con quest'ultima in vantaggio solo fin quando mantiene il monopolio atomico, cioè probabilmente cinque o sei anni al massimo.
Nel secondo scenario la Bomba è un progetto congiunto italo-tedesco. La cronologia è variabile ma Mussolini difficilmente avrebbe permesso una cosa del genere prima della campagna greca, per cui diciamo che sempre ad essere molto ottimisti i nazisti hanno la Bomba nel 1944. Nel frattempo l'Italia si è arresa e Majorana finisce in un campo di lavoro, dato che non lo vedo restar fedele alla RSI (dobbiamo assumere che Heisenberg voglia davvero dare l'arma al
Reich).
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E Lord Wilmore aggiunge:
Interessante il tuo progetto; credo che, come Fermi, Majorana sarebbe stato fedele al Regime Fascista finchè apriva i cordoni della borsa e scuciva i soldi per le ricerche, ma lo avrebbe abbandonato rapidamente appena le cose si fossero messe male.
Quanto ad Heisenberg, la sua posizione è ancora discussa. Di certo nel 1939, allo scoppio della
WWII, rientrò in Germania dagli USA dove si trovava, nonostante tutti lo scongiurassero di non farlo, il che lo fece bollare come fervente nazista. Però dopo la guerra non fu trascinato a Norimberga, nessuno lo molestò ed egli
poté ricostruire la scuola di Fisica a Göttingen, cosa che difficilmente gli Alleati gli avrebbero permesso, se avessero solo sospettato di lavorare effettivamente pro
Hitler. Probabilmente a parole sostenne il Reichskanzler e nei fatti fece la Penelope, anche se ottenne che questo suo doppio gioco non venisse mai allo scoperto.
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