Punto di divergenza: Durante la battaglia di Nancy le forze confederate svizzere, lorenesi si oppongono a quelle borgognone guidate da Carlo I° il temerario. Nella battaglia ,che risulta una sconfitta per la Borgogna , il duca trova la morte, ne consegue che il ducato di Borgogna passa, per ragioni dinastiche alla casa d'Asburgo. Ma se Carlo non fosse morto? Potrebbe la Borgogna assumere un ruolo più importante? Potrebbe trovare dei confini naturali (forse i Fiumi Senna e Reno) e diventare una grande potenza?
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Febbraio 1476: Assedio di Grandson; Carlo il temerario Duca di Borgogna invade la Svizzera con una grande armata mercenaria ed assedia con un parco di cannoni imponente la città di Grandson sul lago Neuchatel; quando la città cade il 28 febbraio, il duca ordina che i sopravvissuti vengano impiccati.
2 Marzo 1476: Gli Svizzeri non cedono ed inviano un armata di 20.000 uomini a contrastare il Duca Borgognone; nella battaglia che segue l'esercito del Duca di Borgogna commette un errore tattico e si trova al perso ed è costretto a ritirarsi; ma evita di scontrasi con l'esercito svizzero e perdere cosi un maggiore numero di truppe necessarie contro la più potente Lorena
5 Gennaio 1477: L'esercito Borgognone inseguito dal Duca Renato di Lorena vi si scontra a Nancy. I Borgognoni pareggiano Carlo I° viene ferito ma sopravvive alla battaglia. Il trattato di Arras porta alla fine della Guerra Borgognone Carlo rinuncia alla sua politica egemone ma si accontenta di stabilire il controllo sulle terre patrie.
1477-1484: Carlo ha un figlio, che chiama Filippo, il quale ascenderà al trono con il nome di Filippo IV°. Ma intanto si trova a dover affrontare i Francesi che hanno delle rivendicazioni sul trono Borgognone alleandosi con la Spagna e con l'impero(Massimiliano aveva sposato la figlia di Carlo che in dote gli porta l'Alsazia ed alcune fortezze sul Reno). L'occasione è fornita dalla morte di Carlo IV d'Angiò che morendo dovrebbe lasciare in eredità alla Francia il ducato. Però i Borgognoni intervengono reclamando il feudo; scoppia la battaglia e la guerra vinta da Carlo I° nel 1484 con la conquista dello Champagne, una delle regioni più ricche dell'impero. Nella battaglia di Parigi, l'assedio che conduce alla vittoria Carlo, il duca di Borgogna trova la morte. La reggenza passa a Massimiliano d'Asburgo (che lega la Borgogna ad stretta alleanza) in nome del piccolo Filippo IV°, essendo Maria morta nel 1482 Nel 1483 in Inghilterra Richard III° di York assume il potere dopo aver assassinato il fratello e diventa re.
1484-1492: Il papa ordina all'inquisizione una dura repressione degli eretici e delle streghe in tutta la Germania ed in tutto l'impero; ma in Borgogna a causa delle proteste di Massimiliano d'Asburgo e del giovane Filippo i padri inquisitori sono messi al bando; ma l'inquisizione viene gestita direttamente dalle mani della monarchia. Ma la politica Borgognona dell'Austria permette ai Francesi di Carolo VIII, che si prendono una rivincita sui Borognoni sconfiggendo Carlo Orlando di Orleans ed annettendo la Bretagna, di prendere Napoli il 22 Febbraio 1495.
1492-1500: Scoppiano le cosi dette Guerre Italiane che mettono in Ginocchio il Bel paese; gli Spagnoli e gli Austriaci invadono l'Italia per contrastare Carlo VIII che nel frattempo ha costretto la Duchessa di Bretagna a sposarlo rompendo il matrimonio con gli Asburgo. La Borgogna invade la Francia nel 1495 ma le armate mercenarie svizzere guidate da Luigi XII° di Francia riescono a sconfiggere le forze di Filippo IV° nella battaglia di Nevers. Tuttavia in Italia l'esercito Francese non è messo meglio perché attaccato dalle truppe Austriache e Svizzere. Agli Inizi del 1497, Borgogna, Austria e Svizzera siglano un'alleanza militare diretta contro la Francia (Che preme sia contro la Svizzera che contro la Borgogna e minaccia anche Austria e Venezia).
1500-1550: A Carlo VIII° succede il figlio Luigi XII° che continua le guerre del Padre sconfiggendo pesantem,ente gli svizzeri a Merignano nel 1515. La caduta della Svizzera e la sua uscita dalla guerra sembra segnare una svolta nella situazione Italica ma anche la Francia è allo stremo delle sue energie e si sente costretta a cercare la pace con la Borgogna e l'Austria. Tuttavia le richieste Borgognone sono troppo elevate(Normandia e Leonese) e la Guerra continua. Diventa re di Germania e di Spagna Carlo V che è cresciuto alla corte dello Zio Filippo IV° di Borgogna e che con lui ha un'alleanza. Dopo alcuni anni di pace,in vero una tregua usata dalla Borgogna per mettere definitivamente fine alla questione Svizzera sconfiggendo i Confederati in Franca Contea e prendendo le valli transalpine sul versante Milanese delle Alpi, la Guerra con la Francia riprende. Carolo V°, invade l'Italia e sconfitto re Francesco I° di Francia a Pavia assicura la dominazione Austriaca sull'Italia. La Borgogna prende finalmente il Leonese e le regioni della Piccardia e del Nevers(Una parte); Parigi si trova cosi esposta ad eventuali assedi Borgognoni. Intanto però in Germania si è esteso il protestantesimo espresso dal monaco Lutero. In un primo momento le tesi di Martino Lutero erano semplicemente delle tesi riformistiche, come molte volte nella chiesa erano apparse, ma dopo la sua scomunica e la proclamazione delle cosi dette "95 Tesi" Lutero fonda una vera e propria chiesa scismatica nota come "Chiesa Evangelica" o semplicemente chiesa "Protestante"(A causa delle proteste di fronte all'imperatore Carlo durante la dieta di Worms nel 1521). In Borgogna non ci sono casi di protestantesimo se non nelle valli strappate agli svizzeri e solo nel 1523 ad opera di Ulrich Zwingli si diffonde in Franca Contea ed in Lombardia(Canton Ticino) una versione leggera di Anabattismo, subito però repressa nel sangue dal nuovo sovrano Borgognone Giovanni II° il cattolico; il quale acquista Calais dagli Inglesi e ottiene dal cugino(Da parte di madre) Carlo V° il permesso di proteggere l'Arcivescovo di Colonia; il quale giura fedeltà in qualità di signore terriero nelle mani del Duca di Borgogna. Giovanni II° poi reprime anche le rivolte contadine scoppiate nel 1526 e nel 1527, ad imitazioni de quelle Tedesche, nell'Alsazia e nella Lorena. Nel 1530 contingenti di soldati Borgognoni accompagnano le truppe imperiali a combattere in Tunisia e sotto le mura di Vienna assaltate dal Turco. Ma Francesco I° non vuole vendetta e scatena l'offensiva in Leonese e in Ninvernes travolgendo le forze Borgognone che rimangono assediate a Digione per alcuni mesi. Ma Giovanni II° ha dalla sua il papa che non vede di Buon occhio l'alleanza del re di Francia con i Turchi in chiave antiasburgica e nel 1532 Giovanni II° Duca di Borgogna viene riconosciuto re di Borgogna dal Papa e dall'imperatore Tedesco che gli invia una corona. Anzi il Papa eleva postumamente anche i suoi antenati a sovrani e dà alla Borgogna una dignità pari a quella della Francia. Comunque la svolta definitiva della guerra avviene nel 1533 quando Enrico VIII° d'Inghilterra acconsente di firmare con la Borgogna un'alleanza antifrancese che costringe Francesco a firmare la pace ed uscire dalla guerra riconoscendo ai Borgognoni la Corona di Borgogna. Però l'anno dopo il papa scomunica Enrico VIII°, per la sua decisione di non ubbidire al papa e prendere per la sesta volta moglie; per tutta risposta il re con "l'act of Supremacy" esce dalla chiesa cattolica e fonda la chiesa Inglese. Giovanni II° denuncia l'alleanza e proibisce alle navi inglesi di entrare nei porti Borgognoni. Intanto in Svizzera un predicatore Giovanni Calvino diffonde una nuova versione dell'Eresia protestante nota come "Chiesa Riformata" assai più moralistica e deterministica di quella Luterana la confessione Calvinista è dura e rigida ma trova immediatamente ascoltatori in Svizzera, Francia meridionale e Olanda. Delle regioni del nord il regno di Borgogna non si era mai interessato particolarmente avendo sempre preferito occuparsi delle industrie manifatturiere di Anversa e Bruges piuttosto che le plaghe acquitrinose e generalmente inutili dell'Olanda e della Frisia.
Dunque il calvinismo sembra si adatti bene a gente dura e abituata a strappare la sopravvivenza al mare ed alle paludi. Tuttavia Giovanni II° proibisce il culto calvinista ordinando la chiusura del seminario di Amsterdam aumentando la tensione già alta per via della mancanza di adeguata considerazione da parte del governo e soprattutto per via della politica controtriformista messa in atto a partire dal concilio di Trento nel 1545.
1550-1579: Carlo V abdica nel 1556 dando a suo fratello Ferdinando il trono d'Austria e a suo figlio Filippo quello di Spagna, alla Spagna toccano anche i domini italiani specialmente Milano(O bassa Lombardia, essendo quella alta feudo di Borgogna) e l'Italia meridionale. A Giovanni II succede il 3 Aprile 1556 Carlo II° detto il re della Luna il quale ha ambizioni espansive nel nuovo mondo che culmineranno nel trattato di Strasburgo tra Borgogna e Spagna; in cambio della Val Tellina e di diritti commerciali in Frisia(Altra cosa che farà innalzare la tensione nelle province olandesi) Carlo II° riceverà il protettorato sulla Florida e sul Texas ma soprattutto le isole Canarie e il possedimento Portoghese di Goa Ma nel frattempo il Re della Luna(Nessuno sa perché gli venne dato questo nomignolo ma appare da prima in una patente del 1566 con la quale concede diritti feudali in Florida) tiene sott'occhiop anche la Francia dove nel 1560 Caterina dei Medici è diventata reggente per il figlioletto Carlo IX° Questa, sebbene cattolica, vedeva di buon occhi la casa Riformista(In Francia i riformisti sono detti Ugonotti) dei Borbone da contrapporre alla strapotente famiglia cattolica dei Guisa; questi ultimi alleati segretamente ai Valois di Digione e con una ramo della famiglia ancora stabilmente impiantato nella Lorena Borgognona. La regina Francese era tanto alleata agli Ugonotti che promosse nel 1562 il cosi detto "Editto di Tolleranza" con la quale favoriva il culto riformista. Ma la casa dei Guisa, ottenuto il via libera da Digione, che promise di appoggiare la manovra anche con la forza, organizzò un raid nella città protestante di Wassy, spalleggiati anche da contingenti di cavalleria Lorenese. Fu il caos in Francia; dovunque guidati dal Duca di Comdè gli Ugonotti si preparavano ad armarsi ed a difendere le loro chiese e le loro città, tanto più che nel 1563 l'editto di Tolleranza venne ritirato e in Borgogna i Guisa vennero nominati da Carlo II° primo ministro. Alla fine del '63 il pericolosi una guerra civile sembrava essere sempre più vicino sia perché il duca Francesco di Guisa venne assassinato nella cattedrale di Orleans scatenando alla fine la temuta guerra di religione.
1550-1579: Carlo V abdica nel 1556 dando a suo fratello Ferdinando il trono d'Austria e a suo figlio Filippo quello di Spagna, alla Spagna toccano anche i domini italiani specialmente Milano(O bassa Lombardia, essendo quella alta feudo di Borgogna) e l'Italia meridionale. A Giovanni II succede il 3 Aprile 1556 Carlo II° detto il re della Luna il quale ha ambizioni espansive nel nuovo mondo che culmineranno nel trattato di Strasburgo tra Borgogna e Spagna; in cambio della Val Tellina e di diritti commerciali in Frisia(Altra cosa che farà innalzare la tensione nelle province olandesi) Carlo II° riceverà il protettorato sulla Florida e sul Texas ma soprattutto le isole Canarie e il possedimento Portoghese di Goa Ma nel frattempo il Re della Luna(Nessuno sa perché gli venne dato questo nomignolo ma appare da prima in una patente del 1566 con la quale concede diritti feudali in Florida) tiene sott'occhiop anche la Francia dove nel 1560 Caterina dei Medici è diventata reggente per il figlioletto Carlo IX° Questa, sebbene cattolica, vedeva di buon occhi la casa Riformista(In Francia i riformisti sono detti Ugonotti) dei Borbone da contrapporre alla strapotente famiglia cattolica dei Guisa; questi ultimi alleati segretamente ai Valois di Digione e con una ramo della famiglia ancora stabilmente impiantato nella Lorena Borgognona. La regina Francese era tanto alleata agli Ugonotti che promosse nel 1562 il cosi detto "Editto di Tolleranza" con la quale favoriva il culto riformista. Ma la casa dei Guisa, ottenuto il via libera da Digione, che promise di appoggiare la manovra anche con la forza, organizzò un raid nella città protestante di Wassy, spalleggiati anche da contingenti di cavalleria Lorenese. Fu il caos in Francia; dovunque guidati dal Duca di Comdè gli Ugonotti si preparavano ad armarsi ed a difendere le loro chiese e le loro città, tanto più che nel 1563 l'editto di Tolleranza venne ritirato e in Borgogna i Guisa vennero nominati da Carlo II° primo ministro. Alla fine del '63 il pericolosi una guerra civile sembrava essere sempre più vicino sia perché il duca Francesco di Guisa venne assassinato nella cattedrale di Orleans scatenando alla fine la temuta guerra di religione. Da una parte combattevano i Guisa con l'appoggio dei borgognoni mentre dall'altro gli Ugonotti ed il re di Navarra. La guerra ha fasi alterne con l'assedio di Parigi ed il tentativo dei Guisa di catturare il re; tuttavia nel 1568 la situazione in Olanda era diventata cosi pesante da sfociare qua e la in rivolte aperte contro l'autorità del re Carlo II°. Forse la rivolta generale che scoppiò in quell'anno avrebbe potuto essere evitata quando i cittadini di Amsterdam e l'Aia chiesero di ricevere dei permessi speciali da parte di Digione tra cui libertà di culto e esenzione dalle tasse di guerra contro la Francia. Ma il ministro del re Luca di Guisa, ferocemente anti-riformista come i cugini francese, ordinò di uccidere i magistrati di Amsterdam ed incrementare le tasse. La rivolta scoppiò cosi fulminea e feroce che la Borgogna dovette firmare una tregua con gli Ugonotti che divenne generale nel dicembre del 1568 ponendo fine alla prima fase della guerra di religione. La Guerra scoppiò con forza soprattutto nelle regioni della Frisia e della Zelanda dove i rivoltosi riuscirono pure a mettere in piedi un governo repubblicano che si richiamava alla Confederazione Svizzera; vi fu inviato il duca d'Alsazia con 40.000 uomini e cento cannoni per sottomettere i ribelli. Fu una guerra cruda e violenta che durò otto lunghi anni finché le città di Aia, Rotterdam e Anversa accettarono la pace e firmarono con il Duca di Alsazia una tregua che riconosceva nel nord la formazione di una lega(Lega di Utrech) di città calviniste fedeli alla casa Borgognona; correva l'anno 1576. Intanto però nel 1572 erano riprese le lotte tra cattolici e Ugonotti in Francia in seguito ai sospetti ugonotti di un alleanza politica tra Borgogna, re cattolici e Spagna. La regina e Carlo IX avevano ritirato la tregua quando era stato scoperto che De Coligny(capo della fazione protestante) aveva stretto patti segreti con l'Inghilterra e con i ribelli Olandesi. Dopo un vano tentativo di assassinare Colingny i cattolici Francesi organizzarono il massacro di San Bartolomeo; il giorno 23 Agosto 1572 in occasione delle nozze tra Maria di Valois e Enrico di Navarra, i cattolici dettero il via ad un orgia di sangue con lo scopo di massacrare tutti gli Ugonotti di Parigi aiutati in questo anche dai parenti Borgognoni di Maria. Ormai dopo la quella tragica giornata non era più possibile una pace stabile e la Francia venne scossa dalla guerra civile che si concluse con la sua inevitabile fine. Alla Morte di Carlo IX, nel 1574, successe Enrico III°. Ma ormai l'autorità reale era del tutto decaduta. Nel nord i Guisa formarono, con la benedizione di Carlo II di Borgogna di Filippo II di Spagna e del Papa la Lega cattolica mentre i riformati stabilirono fortissime basi di forza nel sudest del regno.
1580-1618: Fallito un tentativo Spagnolo di riportare l'Inghilterra nell'alveo della Madre chiesa Romana, Filippo II° concentrò i suoi sforzi sulla Francia cercando l'appoggio di Carlo II° di Borgogna. Ma in Francia ormai le cose stavano prendendo una piega complessa e sanguinosa. L'anno 1584 vide la morte di Enrico III° e la cosi detta guerra dei tre Enrichi. Infatti per motivi dinastici sarebbe dovuto salire sul trono di Francia Enrico di Navarra, duca di Bourbon, Calvinista che aveva dalla sua gli Svizzeri. A lui si opposero Enrico di Guisa,cattolico ed alleato della Spagna e della Borgogna. La guerra durò fino al 1589 quando Carlo II di Borgogna mori di tifo lasciando sul trono il giovane Roberto I° duca di Fiandra. Roberto, detto l'astuto, capì che la Borgogna poteva sperare di sopravvivere solo se la Francia avesse cessato di essere un Problema e perciò riconobbe il Re di Navarra duca di Aquitania e Lingua d'Oca con la pace di Blois. Gli spagnoli non gradirono ma poiché gli imperiali erano presi da problemi complessi(Che poi sfoceranno nella guerra dei trent'anni) non poterono che sottoscrivere l'accordo. Agli Ugonotti venne riconosciuto il territorio del Delfinato e della Marsiglia con il nome di Unione Evangelica francese. Il Nord della Francia rimaneva stabilmente nelle mani della Casa dei Guisa che ricevette la corona di Francia. Per arrivare alla pace con la Svizzera Roberto dovette cedere Como ma ottenne la città di Berna che purgò dei Protestanti nel cosi detto massacro di natale. Ora che la Francia non era più un Problema Roberto si concentrò sulle colonie d'oltre oceano. Sviluppò la Florida ed estese i domini Borgognoni in India annettendo l'isola di Ceylon. In Africa combatté fino al 1602 insieme ai portoghesi per conquistare Fez e Orano che cadde agli inizi del 1610. Tuttavia in Germania la pace religiosa voluta da Carlo V con la Dieta di Costanza fallisce e si creano un unione evangelica ed una lega cattolica mentre si attizzano i fuochi della guerra. La quale ha occasione di Scoppiare nel 1618 in seguito alla cosi detta defenestrazione di Praga. Esponenti del parlamento Boemo gettano giù dalle finestre del palazzo reale i plenipotenziari di Ferdinando d'Asburgo(Arciduca d'Austria e Sacro Romano imperatore). La successiva dieta Boema chiama a regnare su Praga il principe di Palatinato Federico V(Detto re di un inverno perché i protestanti Boemi saranno sconfitti nella battaglia della Montagna bianca e non metteranno più piede a Praga)
1618-1648: Guerra detta dei Trenta anni; che sconvolgerà la Germania e vedrà opporsi le due confessioni cattolica e protestante. Fino al 1621 la Borgogna rimane neutrale ma poi interviene a fianco della Spagna contro la lega dei Grigioni e la Savoia. Intanto scendono in guerra a fianco dei Protestanti prima la Danimarca e poi la Svezia ma nessuna delle due potenze è in grado di sconfiggere il blocco cattolico. Uniche sconfitte cattoliche fino al 1630 saranno un tentativo Spagnolo di prendere Pamplona(Capitale della Navarra) e la battaglia di Annecy dove Roberto di Borgogna verrà sconfitto da Carlo Emanuele di Savoia. Intanto Wallenstain, generale di Ferdinandoì, sconfigge i protestanti nel nord ed ottiene la carica di Duca di Mackleburgo. Riprende la Guerra in Olanda, ma Roberto stavolta è deciso a sconfiggere i "pezzenti del mare"(Come vengono chiamati i ribelli dei paesi bassi) ed ordina rappresaglie spietate(Come l'incendio di Amsterdam e l'Aia o la deportazione degli abitanti di Rotterdam). Nel 1632 Gustavo Adolfo di Svezia interviene in guerra a fianco dei Protestanti e sembra essere in Grado di sconfiggere i cattolici ma la conquista di Anversa da parte di Roberto di Valois e la pace di Pamplona tra Navarra e Spagna segna una volta per tutte la fine della causa protestante in Germania. La guerra si trascinerà stancamente fino al 1647 quando le potenze protestanti accetteranno la pace. Pace di Westfalia: che segna la fine del Conflitto; sconfitti i protestanti gli Arciduchi d'Austria ricevono la Corona di Germania in maniere definitiva ed il titolo di Imperatori. L'impero diventa confederale e praticamente costituzionale(la cosi detta costituzione di Westfalia); la pace ne sancisce l'unità razionalizzando i confini dei principati e sopprimendo moltissime città libere. Colonia passa ed il Palatinato Renano passano alla Borgogna che diviene definitivamente estranea all'impero insieme alla Svizzera; Roberto acquisisce poi anche la città di Annecy mentre Mantova e Como Passano alla Spagna, L'Olanda riconosce formalmente con l'Unione di Arras la sovranità Borgognona ma viene lasciata libertà di culto. In Germania l'editto di restituzione(Una delle cause della Guerra; con il quale l'imperatore obbligava i protestanti a restituire i possedimenti cattolici sottratti prima del 1614) viene rinforzato nei territori Asburgici ma nei territori non controllatati dalla casa d'Austria. La Svezia riceve parte della Pomerania e diversi territori sulla costa baltica ma soprattutto il permesso della Spagna ad insediare coloni al di sopra del fiume Roanoke.
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Veniamo ad una proposta alternativa di Iacopo:
È noto che le regioni più attive e dinamiche sono sempre quelle di confine, o addirittura enclavi germaniche fuori dal suo territorio. Austria, Prusssia, Borgogna.
E qui scatta il POD. Fra la fine del quindicesimo e l'inizio del quattordicesimo secolo la Borgogna scompare dalla storia, lasciando il suo territorio (e un sacco di problemi) in eredità ad altre nazioni, mentre proprio in quel periodo la Prussia diviene un ducato ereditario (e la prima nazione protestante dellas toria). Cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente?
Proviamo. Nel 1466, come conseguenza dei fatti di Grunwald di cinquanta anni prima, il Gran Maestro Von Heinrichhausen deve accettare il Trattato di Thorn che limtia la sovranità dell'Ordine alla Prussia. Questo fu un bene, a lungo termine, ma ovviamente i cavalieri non lo potevano sapere. Supponiamo che si fossero opposti, richiamnado l'aiuto dei loro patrones dell'area dell'Elba... Probabilmente si sarebbe scatenata un'ultima guerra contro Livonia, Lituania e Polonia, che avrebbe portato alla dissoluzione dell'Ordine e all'assorbimento dei suoi territori negli stati tedeschi. Possiamo immaginare che gli Austriaci avrebbero condotto in questo scenario la parte del "poliziotto buono", probabilmente assicurandosi la fedeltà del regno di Boemia. Alla fine della guerra la Prussia e la Posnania sarebbero andate al Brandeburgo, che in questo modo avrebbe stretto rapporti diplomatici intensi con l'Austria, la quale avrebbe ricevuto, come sede imperiale, la regione di Riga e forse quella di Danzica, abitate da baltici ma governate da tedeschi.
Occupata ad oriente, l'Austria avrebbe avuto un'iniziativa molto più limitata in occidente, e probabilmente non avrebbe potuto prendere in eredità i Paesi Bassi. La Francia avrebbe potuto tentare di inglobarli dopo l'annessione della contea di Borgogna, e a questo punto Maria di Borgogna avrebbe dovuto cercare aiuto da qualche altra parte. In Spagna? In Inghilterra? Presso il Papa? è poco importante. L'importante era garantire l'indipendenza delle Fiandre. All'alba del protestantesimo, poi, dopo due guerre decennali (contro la Francia e contro la potenza chiamata per contrastare la Francia stessa), i governanti di Anversa avrebbero abbracciato con gioia la nuova confessione, che li avrebbe resi compatti ed indipendenti dai vicini.
A questo punto c'è da chiedersi: le nuove Fiandre avrebbero avuto la forza e l'impulso necessario a divenire una potenza regionale e, nel lungo periodo, ad unificare la Germania? Le potenzialità c'erano, ma la Francia, fino a prova contraria, non è la Polonia. Ma forse con un centro di diffusione del protestantesimo così vicino a Parigi le guerre di religione francesi avrebbero potuto essere (!) anche più violente, ad alla fine del processo di riappacificazione la situazione dei paesi bassi avrebbe già potuto essersi consolidata. Inoltre il colonialismo olandese avrebbe probabilmente avuto un raggio più limitato, ma sarebbe potuto cominciare prima: forse il sud africa sarebbe totalmente boero, oggi, così come Madagascar e le isole dell'Oceano Indiano. Viceversa in Indonesia si parlerebbe portoghese... e a questo punto vien fatto di chiedersi se il cattolicesimo non sarebbe penetrato più a fondo di quanto non ha fatto il protestantesimo, in quella regione (vedi alla voce Filippine, vedi alla voce Timor).
Sul fronte orientale invece avremmo avuto una precoce penetrazione austriaca in Bielorussia ed un'alleanza strategica in funzione anti-polacca, anti-turca e anti-russa (in questo ordine cronologico) con i Cosacchi Zhaporizhiani e gli ucraini. Forse, ma dico forse, l'ideale imperiale sarebbe stato più sentito a Vienna. Di certo la riconquista dei balcani sarebbe stata più lenta, ma la penetrazione tedesca in oriente più rapida ed efficace. è probabile che i confini del 1746 potessero essere raggiunti solo un secolo dopo, se non mai. In questa situazione Venezia avrebbe conosciuto una piccola rinascenza, come braccio armato dell'Impero sui mari, ricevendo rifornimento non dalle foreste slave ma da quelle boeme e polacche. La rivalità russo-tedesca sarebbe stata ancora più feroce e la Svevia avrebbe trovato buoni alleati a sud, salvo poi ritrovarsi entrambi i contendenti ad avere a che fare con i turchi. La domanda chiave su questo fronte sarebbe: chi prende Cherson? E l'unità germanica che fine fa?
Se volete darmi consigli o suggerimenti, scrivetemi a questo indirizzo.
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E ora, l'idea del Marziano:
In un film, Franco & Ciccio sono due agenti speciali, inviati in missione a Parigi. Sentendo "Parigi", Franco Franchi commenta:"Ah. Parigi, in Svizzera, vicino a Zagabria". Ora, premesso che, temo, non pochi ragazzi delle superiori, non è che hanno un senso geografico di molto superiore, come si può immaginare una Timeline dove si realizza una tale situazione, ovvero una Grande Svizzera estesa dall'Ile de France alla Croazia? Una Confederazione Elvetica ove, a fianco ai Cantoni di lingua Francese, Tedesca, Italiana e Ladina, ci siano anche Cantoni di lingua Occitana, Fiamminga, Cimbra, Slovena, Croata, e, (perchè no?) Russa, Polacca, Albanese, Magiara, Slovacca, Rumena e Tartara? E mettiamoci pure (giusto per complicare le cose) un pugno di vallate, che sono state assegnate ad un po' di esuli Cattolici Giapponesi.
Attenzione, le nazioni reali interessate, come Francia, Impero Austro-Ungarico e Germania, non smettono di esistere, ma esistono prive di alcune zone, zone che anche nel nostro "Cronotopo" sono, o sono state ricche di minoranze etnico-linguistiche.
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L'amico Perchè no? gli segnala una notizia curiosa che si presta facilmente a trasformarsi in ucronia.
A volte la realtà supera la fantasia. Sul sito internet del Courrier International il 22 luglio 2010 è apparsa una notizia intitolata « La Grande Svizzera, ultima moda populista », che riprende a sua volta una notizia della Gazeta Wyborcza. In pratica, l'estrema destra svizzera premerebbe per espandere i confini del paese con l'annessione di zone di confine tedesche, francesi, austriache e italiane. L'Union Démocratique du Centre (UDC) nel giugno 2010 ha presentato un progetto di legge che chiede una modifica costituzionale per rendere possibile l'allargamento. Le aree interessate sarebbero il Land tedesco del Baden-Württemberg, i dipartimenti francesi di Alsazia, Savoia , Giura e Ain, le province italiane di Aosta, Como, Varese e Bolzano, e la regione austriaca del Vorarlberg. A me sembra più giusto aggiungere allora anche le province italiane di Sondrio e di Verbano-Cusio-Ossola, nonchè la regione austriaca del Tirolo (perchè no, se c'è il Sud Tirolo?) Ecco come risulterebbe la Svizzera così "allargata":

Se il progetto dell'UDC fosse attuato, la popolazione svizzera aumenterebbe da 7 a 17 milioni di abitanti, e Stoccarda diventerebbe la sua maggiore città. Le autorità svizzere non hanno preso posizione circa questa proposta, che tuttavia sembra abbia divertito molto l'ambasciata tedesca a Berna. I suoi dipendenti hanno subito chiesto quando la Svizzera inizierà a rivendicare l'accesso al mare! Incredibilmente, però, un sondaggio del settimanale svizzero "Die Weltwoche" ha rivelato che il 63 % dei tedeschi, italiani e austriaci che vivono nelle regioni di confine intervistati dal settimanale sarebbero a favore dell'annessione alla Svizzera. Ma non dobbiamo sorprenderci, dato che i salari svizzeri sono molto più elevati rispetto a quanto avviene in Germania, e che i tedeschi sono già la maggioranza dei docenti in molte università della Svizzera. E se la Grande Svizzera si realizzasse davvero? O se si fosse realizzata in passato, a partire dal Cinquecento? A voi l'ardua sentenza.
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Ecco il parere in proposito del nostro Bhrg'hros:
Caro Perchè No?, condivido in pieno, ed anzi, per quanto riguarda le Province piemontesi e lombarde, aggiungerei che si potrebbe trattare dell'occasione di riunificare, dopo secoli, la (Micro)regione storico-antropica dell'Insubria, che includerebbe oltre alle quattro già segnate e ai due Cantoni finitimi anche le Province di Lecco, Monza-Brianza, Milano e Novara. Riguardo alla possibilità di una simile espansione svizzera in Europa già nel XVI. secolo, si sarebbe certamente potuta realizzare; l'incognita riguarda la sua sopravvivenza alla fase imperialistica tra Luigi XVI e HItler.
Confermo la percezione (soggettiva, purtroppo non precisamente quantificata) della diffusa simpatia locale per prospettive del genere. È anche possibile che l'intera situazione nasca dalla tensione tra due poli: da un lato l'attuale funzione del confine tra Svizzera e Unione Europea (in teoria riducibile, con un po' di umorismo, a ragioni tributarie e di economia spicciola come il prezzo della benzina, data per il resto l'impostazione confederale di entrambe le compagini), dall'altro il fatto concreto della totale omogeneità geografica, antropica, storica, linguistica, religiosa (in gran parte) tra tutti i territori menzionati, naturalmente se si considerano uno per uno i settori transalpini e quello cisalpino.
Avrei anche in progetto una pubblicazione impegnativa dal titolo "Indogermania Insubrica", riguardante la toponomastica più antica delle Province e dei Cantoni citati.
Circa lo sbocco al mare, si tratta di un progetto onusto di gloria, tentato tra il XV. e il XVI. secolo e che mi interessa in particolare perché coinvolge, tra gli altri, tutti e quattro i Comuni (di tre Province e due Regioni diverse) in cui, ufficialmente o di fatto, risiedo. Evidentemente, dopo mezzo millennio l'occasione torna a essere a portata di mano. Un accordo adeguato e veramente paritario tra Confederazione Elvetica e Unione Europea è l'unico modo attualmente concepibile per tradurre in atto una prospettiva da cui praticamente tutti hanno da guadagnare.
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Basileus TFT aggiunge di suo:
Non ci capirò nulla di geopolitica, ma non vedo che cosa dovrebbe cementare bavaresi, italiani, francesi, tirolesi e svizzeri. Mi sembra una specie di Grande Germania del Sud, ma un po' campata in aria...
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E Lord Wilmore gli spiega:
Mi sembra logico, amico mio: a cementarli sarebbe l'odio per l'Unione Europea, la voglia di ritagliarsi un posto al sole lontano da Bruxelles, il protezionismo commerciale, lo sciovinismo islamofobo, la xenofobia contro ogni diverso. Questa "Grande Svizzera" sarebbe solo una Padania settentrionale, ed anzi potrebbe saldarsi alla Padania "storica", raggiungendo il sospirato sbocco al mare...
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Interviene ancora Bhrg'hros:
Forse si può aggiungere anche un ulteriore fattore, più "di lunga durata": prima che venissero - attraverso le note vicende storiche - creati gli attuali confini nazional-statali, si erano già formate, nel corso di millenni, nazioni spontanee, tra le quali quella che nell'ultima sua fase può essere definita, perché con l'uno o l'altro nome la chiamano così le fonti, la Britogallia, in pratica una sorta di Gallia in senso lato con l'aggiunta della Britannia. Ciò che è straordinario di queste nazioni spontanee, rispetto a quelle attuali, è che in generale (grazie ai meccanismi attraverso cui si sono formate e al tempo che ciò ha richiesto) rispondono a tutti e cinque i criterî principali di identificazione delle nazioni: occupano un territorio coerentemente identificabile, appartengono alla stessa ascendenza genetica, parlano la stessa lingua (in modo esclusivo, ossia una lingua non diffusa altrove), condividono una storia comune e possiedono una medesima cultura religiosa.
La Grande Svizzera, rispetto alla Britogallia, rappresenterebbe com'è ovvio solo un frammento, ma se non altro ne avrebbe tutte le altre caratteristiche, quindi non sarebbe in realtà eterogenea al proprio interno.
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